Farabollini: “Abbiamo anche fatto il secondo piano per i beni culturali”. Cristini: “Pieno di errori”

Sabato, 24 Agosto 2019 16:00 | Letto 567 volte   Clicca per ascolare il testo Farabollini: “Abbiamo anche fatto il secondo piano per i beni culturali”. Cristini: “Pieno di errori” Ahi ahi commissario Farabollini. Questa volta l’ha detta troppo grossa forse. La sua nota, con la quale ha fatto il punto a tre anni dal sisma e a quasi un anno dalla nomina come Commissario Straordinario alla Ricostruzione, ha fatto scatenare polemiche su polemiche ma soprattutto rabbia fra gli addetti ai lavori. Infatti Farabollini non si è limitato solo ad elencare tutto ciò che è stato fatto nell’ultimo anno ma, ha affermato che la ricostruzione privata stia procedendo a rilento perché uffici comunali e professionisti starebbero procedendo “con estrema cautela. Sono arrivate meno del 10% delle pratiche attese. Abbiamo fatto una proroga per la richiesta dei contributi per la ricostruzione leggera. Mi aspetto che ora si lavori con rinnovata lena”. Fra le altre cose però, Farabollini ha anche affermato di aver presentato il secondo Piano dei Beni Culturali ma c’è davvero da vantarsene? A fare il punto è l’architetto Luca Maria Cristini: “La situazione è veramente paradossale, ancor più scottante rispetto al discorso sulla ricostruzione privata. L’ordinanza per la ricostruzione delle chiese fa riferimento ad allegati che contengono l’elenco degli edifici e le valutazioni economiche. Ma innanzitutto non sono presenti sul sito istituzionale del commissario - afferma - li abbiamo potuti leggere solo perché riportati dalla stampa, e poi contengono anche moltissimi errori”. Ad esempio sul livello massimo di spesa stimata per il progetto oppure sull’attribuzione della proprietà degli edifici. Alcune chiese sono attribuite ad enti che in realtà non sono realmente loro proprietari.“È un pasticcio tremendo, non partirà mai questo piano. Eppure sarebbe bastato ripercorrere la via tracciata nel ‘97 dall’allora vice commissario Maria Luisa Polichetti”.g.g.(Approfondimento sul prossimo numero de L’Appennino Camerte)
Ahi ahi commissario Farabollini. Questa volta l’ha detta troppo grossa forse. La sua nota, con la quale ha fatto il punto a tre anni dal sisma e a quasi un anno dalla nomina come Commissario Straordinario alla Ricostruzione, ha fatto scatenare polemiche su polemiche ma soprattutto rabbia fra gli addetti ai lavori. Infatti Farabollini non si è limitato solo ad elencare tutto ciò che è stato fatto nell’ultimo anno ma, ha affermato che la ricostruzione privata stia procedendo a rilento perché uffici comunali e professionisti starebbero procedendo “con estrema cautela. Sono arrivate meno del 10% delle pratiche attese. Abbiamo fatto una proroga per la richiesta dei contributi per la ricostruzione leggera. Mi aspetto che ora si lavori con rinnovata lena”. Fra le altre cose però, Farabollini ha anche affermato di aver presentato il secondo Piano dei Beni Culturali ma c’è davvero da vantarsene? A fare il punto è l’architetto Luca Maria Cristini: “La situazione è veramente paradossale, ancor più scottante rispetto al discorso sulla ricostruzione privata. L’ordinanza per la ricostruzione delle chiese fa riferimento ad allegati che contengono l’elenco degli edifici e le valutazioni economiche. Ma innanzitutto non sono presenti sul sito istituzionale del commissario - afferma - li abbiamo potuti leggere solo perché riportati dalla stampa, e poi contengono anche moltissimi errori”. Ad esempio sul livello massimo di spesa stimata per il progetto oppure sull’attribuzione della proprietà degli edifici. Alcune chiese sono attribuite ad enti che in realtà non sono realmente loro proprietari.
“È un pasticcio tremendo, non partirà mai questo piano. Eppure sarebbe bastato ripercorrere la via tracciata nel ‘97 dall’allora vice commissario Maria Luisa Polichetti”.
g.g.

(Approfondimento sul prossimo numero de L’Appennino Camerte)

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