La comunità di Serrapetrona a sostegno dell’ospedale di Camerino. I cittadini del paese della vernaccia hanno, infatti, organizzato tramite l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Silvia Pinzi una raccolta fondi il cui ricavato è stato destinato all’acquisto di attrezzature sanitarie per il nosocomio camerte.
La somma raccolta ammonta a 6.910 euro ed è stata utilizzata quale compartecipazione alla spesa per l’acquisto di un sistema di monitoraggio dei parametri vitali per l’Unità Operativa di Rianimazione della struttura ospedaliera.

L’attrezzatura, che ammonta a circa 94 mila euro, è stata acquisita dalla Ditta SC forniture di Porto San Giorgio ed è stata installata, collaudata e già perfettamente in funzione presso il presidio camerte.
Il direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni, anche a nome della Direzione Generale Asur e degli operatori sanitari, esprime parole di profondo apprezzamento per la sensibilità e la generosità dimostrate dai cittadini di Serrapetrona in questo momento di difficoltà per tutto il sistema sanitario e per il territorio montano.

f.u.
Il passaggio di consegne tra l’Ordine di Malta e la Regione Marche, ha sancito la fine dei lavori al Covid Center di Civitanova Marche. Alla cerimonia religiosa, presieduta dall’Arcivescovo di Fermo Rocco Pennacchio, sono intervenuti, tra gli altri, il presidente Luca Ceriscioli, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, Nadia Storti direttore dell’Asur, Alessandro Maccioni direttore Area vasta 3, il consigliere regionale Francesco Micucci e Guido Bertolaso. “Poter avere questa struttura a disposizione, dopo lavori che sono durati venti giorni, con una velocità incredibile di realizzazione e una filosofia ispirata alla fruibilità di moduli indipendenti e flessibili, ci permette di affrontare questa fase di chiusura dell’emergenza Covid puntando su un ospedale in grado di rispondere alle nostre esigenze”, ha commentato il presidente Luca Ceriscioli. Il suo completamento ha riferito, “consente di accelerare il ritorno alla normalità degli altri ospedali e di testare la struttura approntata, anche perché sappiamo che la missione più delicata potrebbe averla in un’eventuale ripartenza del virus a fine anno”.

Civita1

Guido Bertolaso ha evidenziato che “più che un’inaugurazione, quella odierna è la presa d’atto del lavoro straordinario che è stato fatto, grazie alla collaborazione fra la Regione Marche, il Comune di Civitanova e il Corpo italiano del soccorso dell’Ordine di Malta. È la dimostrazione che quando si vuole, anche il Italia, si riescono ad abbreviare i tempi e a superare qualsiasi ostacolo burocratico”. Bertolaso ha poi rimarcato che è stato realizzato “un lavoro di squadra, in armonia con quello che il Capo dello Stato ha sempre sollecitato in questa fase emergenziale per il nostro Paese. Niente polemiche, tutti a lavorare insieme, ventre a terra, per far ripartire l’Italia. In questo caso penso che noi abbiamo dato un piccolo contributo. Mi dispiace che nessuno, da parte delle Istituzioni nazionali, sia venuto a vedere cosa abbiamo realizzato. Sarebbe stato forse utile, anche fonte di ispirazione per chi deve sistemare tutta la sanità italiana. D’altronde temo che il ritorno del Covid sia un rischio reale: lo dicono tutti gli scienziati. Quando uno sa che deve affrontare una nuova epidemia, ci sono tre parole d’ordine: tamponi, tracciabilità e terapia. Questa di Civitanova è la struttura idonea per fare una terapia appropriata per chi contrae questa malattia”.


Civita3
L'impegno di tanti anni di Sagra dell'Acquaticcio rimarrà tangibile per molto tempo all'ospedale di Camerino.
Un segno indelebile quello che l'ex direttivo della Sagra dell'Acquaticcio di Belforte del Chienti ha voluto lasciare per tutto il territorio, in questo periodo di emergenza.
Dopo aver contribuito alla retta della scuola di equitazione per una famiglia del paese con un ragazzo disabile e dopo aver acquistato le mascherine per tutte le famiglie di Belforte, gli ex componenti del direttivo belfortese hanno consegnato, questa mattina, al Covid Hospital di Camerino, due barelle che in questo momento serviranno per la terapia intensiva e la degenza breve, ma passata l'emergenza potranno essere utilizzate anche per il pronto soccorso. Su entrambe le barelle, una targhetta che ricorda gli autori della donazione.

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"L'obiettivo, infatti - come ricorda l'ex presidente della sagra, Simonetta Mancini - era quello di offrire un aiuto che restasse all'ospedale anche dopo l'emergenza. Con l'ex direttivo abbiamo organizzato per quarant'anni la festa belfortese, oggi siamo orgogliosi di aver azzerato il fondo cassa aiutando chi ne ha bisogno. Gli ultimi risparmi andranno alla Protezione civile di Belforte del Chienti".
Presenti alla consegna alcuni rappresentanti dell'ex comitato, il sindaco di Belforte del Chienti Alessio Vita e il sindaco di Camerino Sandro Sborgia e una delegazione di sanitari dell'ospedale camerte.
"Un grande gesto - ha detto il sindaco di Belforte del Chienti - che i miei concittadini hanno voluto fare a tutte quelle persone che, purtroppo, stanno attraversando un momento difficile. Credo che, come sindaco, non ci sia nulla di più bello che sottolineare questo gesto che si aggiunge a quello di aver donato le mascherine a tutti i belfortesi. Un bel segno di solidarietà e fratellanza".
Grato il sindaco della città ducale, Sandro Sborgia: "Stiamo vedendo tantissima solidarietà e molta attenzione per la nostra struttura sanitaria. La vicinanza e l'affetto che le comunità provano nei confronti di questo ospedale dimostrano come il nosocomio camerte sia il punto di riferimento dell'area montana. Sebbene il nostro entroterra non sia densamente popolato come le zone costiere, questo costituisce un presidio vitale per la salute di tutti i cittadini dell'entroterra. Camerino e le comunità vicine lo dimostrano con questi segni".

GS

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Confindustria Macerata fa sentire il suo forte segnale di vicinanza all'Area Vasta 3 e in particolare all'ospedale di Camerino.
Donato un apparecchio digitale di produzione General Medical Merate del valore di circa 49.000 euro e destinato al reparto di Radiologia della struttura ospedaliera. 
Ad annunciarlo è il direttore dell'Area Vasta 3 Alessandro Maccioni: "Confindustria Macerata, presieduta da Domenico Guzzini, in questo momento di emergenza sanitaria che interessa in pieno anche il nostro territorio, ha voluto dare un aiuto concreto per far fronte a tale drammatica contingenza- dice la nota del direttore Alessandro Maccioni- donando uno strumento che  sarà di estremo aiuto per l’attività diagnostica della struttura ospedaliera in quanto permette al paziente di effettuare l’esame direttamente al letto di degenza. E' stato consegnato al reparto di Radiologia Camerino nei giorni scorsi.
Il generoso gesto di Confindustria Macerata e di tutti gli imprenditori che ne fanno parte, è il segno concreto della vicinanza al sistema sanitario e soprattutto ai pazienti e alle persone anziane e fragili che hanno maggiormente necessità di cure e di particolari attenzioni.
Un grazie di cuore all’associazione da parte di tutti gli operatori impegnati in questa grave emergenza, e dalla Direzione Generale Asur.
Il mio particolare ringraziamento - conclude il direttore dell'Area Vasta 3- va al Presidente Domenico Guzzini, e al Direttore Generale di Confindustria Macerata, Gianni Niccolo’ per la rapidità con la quale si è addivenuti all’acquisizione della donazione".
C.C.

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La struttura di terapia intensiva da 100 posti letto nelle Marche avrà sede nella zona fieristica di Civitanova Marche. Dopo che i sopralluoghi effettuati al Palaindoor di Ancona hanno dato esito negativo, la scelta ricade sulla città rivierasca all'interno del territorio dell'Area Vasta 3. "Una scelta legata soprattutto alla velocità di esecuzione, che ora è la cosa più importante, urgente e necessaria per la salute di chi purtroppo ha contratto questo virus - il commento del direttore Alessandro Maccioni - Una località, Civitanova Marche, baricentrica rispetto alla regione e alle principali vie di comunicazione, ma ritengo tale scelta sia anche un riconoscimento all'impegno e alla velocità profusa dalla nostra Area Vasta nella lotta contro questa malattia. Abbiamo, infatti, due ospedali Covid pienamente funzionanti, stiamo allestendo 45 posti letto all'ex palazzina malattie infettive dell'ospedale di Macerata e così, al di là dei 100 posti di terapia intensiva previsti supereremo i 200 posti riservati ai malati da Covid 19".  


Sono momenti di tensione quelli causati dalle indiscrezioni che vedrebbero alcuni pazienti contagiati dal virus, trasferiti dall'ospedale di Civitanova a quello di San Severino, ma ad invitare alla calma e alla responsabilità è il direttore dell'Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, che non si sbilancia sulla questione fino all'esito definitivo degli accertamenti: "E' un momento critico e tutti dobbiamo stringere i denti e remare nella stessa direzione". Quasi un appello quello che il direttore dell'Area Vasta 3 Alessandro Maccioni rivolge nel periodo in cui l'intero sistema sanitario sta operando in situazioni di estrema pressione. "L'intero sistema, dal centro alla periferia, sta lavorando in maniera intensa, con grande responsabilità ed enormi sacrifici da parte di tutti gli operatori - le parole del direttore Maccioni - Stiamo mettendo in campo tutte le nostre forze e c'è l'impegno straordinario anche della parte amministrativa. L'invito che rivolgo a tutti è di non fare polemiche o creare allarmismi sulla base di singoli episodi. Cerchiamo di operare al meglio e chiaramente possiamo commettere anche noi alcuni errori, ma si tratta di un'emergenza molto difficle da affrontare e per questo chiedo a tutti il massimo senso di responsabilità".

FU
Rischiano di essere licenziati 13 autisti di ambulanze, lavoratori dipendenti del Comitato di Croce Rossa di Camerino. A dirlo è in un comunicato a sua firma il presidente del Comitato Gianfranco Broglia, dopo che l'Asur ha richiesto indietro la somma di 300 mila euro. 
Una determina del direttore di Area vasta 3, la numero 1695 del dicembre 2019, relativa alle rendicontazioni per i trasporti sanitari effettuati negli anni dal 2013 al 2016, ha stabilito infatti che"il comitato di Croce Rossa Italiana di Camerino deve restituire somme già percepite, mediante trattenuta mensile in 36 soluzioni, dell’ammontare a debito del Comitato di Camerino, per costi sostenuti ma non riconosciuti dalla stessa Area Vasta tre, per un totale complessivo di 310.802,92 euro. 
Tutto ciò accade - si legge nella nota -  nonostante la documentazione prodotta comprovante i costi effettivamente sostenuti ed i tentativi di addivenire a soluzione bonaria, dopo rispettivamente sei, cinque e quattro anni dalla chiusura dei bilanci, imponendo unilateralmente a questo comitato una trattenuta sui corrispettivi derivanti dai servizi eseguiti e ancora da eseguire.
Nonostante gli sforzi e l’encomiabile sostegno dei volontari operanti in questo comitato, far quadrare i conti non è chiaramente fattibile e continuare a svolgere i servizi commissionati dalla centrale operativa del 118 di Macerata e l’emergenza 118 sarà conseguentemente impossibile, con immaginabili ripercussioni su chi avrà bisogno dei servizi di trasporto sanitario, anche di emergenza – aggiunge il presidente – per i motivi anzidetti, ferma restando la decisa intenzione di far valere ogni diritto del comitato Cri di Camerino nelle sedi opportune, il prossimo consiglio direttivo sarà chiamato a valutare ogni passo necessario per affrontare la situazione, non ultimo quello di lasciare la convenzione Asur e licenziare tredici autisti di ambulanza, lavoratori dipendenti di questo Comitato"
Broglia si augura che l’Area vasta 3 possa rivedere la scelta fatta: "Dalla documentazione in nostro possesso più che un’applicazione della norma mi sembra una decisione volutamente sbagliata dell’Area vasta 3.
Nonostante quanto sopra -conclude il presidente del Comitato di Croce Rossa di Camerino- sono ancora fiducioso a che, nel reciproco rispetto della posizione di tutte le parti, la decisione adottata dall’Area vasta 3, possa incontrare un ragionevole ripensamento, nell’esclusivo e preminente interesse di una comunità intera, già sufficientemente provata negli ultimi anni". 
c.c.






Nel periodo di piena emergenza sanitaria, con tutta la nazione zona protetta e con la decisione di convertire l’ospedale di Camerino in presidio dedicato alla cura di pazienti affetti da Coronavirus, la macchina sanitaria della regione e dell’Area Vasta 3 ha provveduto anche alla riorganizzazione dei servizi sull’intero territorio montano. Così è stata data anche una risposta al problema sollevato dagli amministratori di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, zone alle prese con le criticità del post terremoto, della mancanza del servizio medico per le rispettive comunità. “Per queste comunità che sono prive del medico di base – le parole del direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni – metteremo a disposizione un giorno alla settimana il servizio di guardia medica, così da garantire anche in queste piccole comunità un presidio sanitario”. Una comunicazione che il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci ha accolto con soddisfazione.

“Viene così garantito un diritto dei nostri cittadini venuto meno dopo che il nostro medico ha vinto la selezione in un altro comune – le parole del primo cittadino – In verità è stato fatto un bando in scadenza il prossimo 20 marzo per dare la copertura della presenza di un medico di base nel nostro comune e nel frattempo accogliamo con favore questa decisione. A tutela dei miei cittadini, però, formalizzerò una richiesta per capire se in caso di urgenze i tempi del soccorso vengono garantiti visto che, dopo la riconversione dell’ospedale di Camerino, le urgenze saranno dirottate a Macerata. Quale massima autorità sanitaria vorrei sapere se sono state poste in essere tutte le misure minime essenziali per garantire la vita delle persone anche nei casi di urgenza”.
Presidi e servizi sanitari anche per la comunità di Visso, come conferma il sindaco Gianluigi Spiganti Maurizi. "Al momento ci hanno garantito la presenza di un'automedica e il servizio prelievi e analisi del sangue una volta alla settimana - dichiara il sindaco - E già qualcosa di importe per la nostra comunità, dal momento che il servizio prelievi all'ospedale di Camerino è al momento sospeso. E' chiaro che in una situazione di emergenza è già qualcosa anche se spero che la situazione torni presto alla normalità anche per le popolazioni del nostro territorio".

F.U.
Una conferenza stampa urgente è stata convocata a Piediripa dal direttore dell'Area Vasta 3 Alessandro Maccioni per chiarire quanto deciso in mertito alla riconversione dell'ospedale di Camerino a Covid-Hospital, vale a dire a centro esclusivo di cura per pazienti positivi al Coronavirus. Presente il Governatore delle Marche Luca Ceriscioli, l'incontro è stato anche occasione per far conoscere anche la riorganizzazione dell'intera rete dei servizi sanitari del territorio.
Il direttore Maccioni chiarisce quanto fatto in meno di una giornata nell'ospedale di Camerino con il trasferimento dei pazienti a San Severino e in altre strutture sanitarie della zona, riattivando nello stesso tempo la rianimazione dove ora sono ricoverati alcuni pazienti affetti da Covid-19. "L'intero ospedale è stato predisposto con le idonee misure di sicurezza per garantire assoluta tranquillità agli operatori sanitari che hanno subito ricevuto apposita formazione così il direttore dell'Area vasta 3 - Restano aperte la farmacia ospedaliera ed il pronto soccorso, che hanno accessi separati rispetto al resto della struttura, con il nosocomio camerte che sarà dotato di un'altra ambulanza al servizio della popolazione del territorio. Sospesi tutti gli altri servizi, ad eccezione del centro prelievi che resterà operativo almeno 3 giorni alla settimana nei locali dell'Avis comunale, con la riattivazione una volta la settimana del punto prelievi di Visso. Le attività ambulatoriali, che venivano svolte nell'ospedale di Camerino, sono state trasferite per 30 giorni a Matelica, studiando altre soluzioni per riuscire a renderle operativi tali servizi in luoghi più prossimi al centro di Camerino. Risolto, infine, anche il problema del medico che non era presente nei comuni di Ussita e Castelsantangelo sul Nera, con il servizio che sarà garantito nei due comuni un giorno alla settimana".

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Maccioni e Ceriscioli

Il Governatore Ceriscioli plaude all'immediata operatività del presidio ospedaliero camerte "ad oggi - ha dichiarato - l'unico che ha completato tutte le procedure e i trasferimenti necessari per permettere la cura dei malati da Coronavirus. Tutti si devono sentire impegnati a fornire una risposta e tutti lasceranno l'attività ordinaria per questo periodo di emergenza. Stiamo utilizzando i ventilatori che abbiamo a disposizione perchè dal Governo centrale non ci sono ancora pervenute attrezzature. Serviranno le postazioni, letti fatti ad hoc per il monitoraggio. Tutte le figure legate alla rianimazione oggi sono importantissime".  
Consapevole della difficoltà del momento anche l'assessore regionale Angelo Sciapichetti che ha ricordato l'incontro avvenuto domenica con i sindaci dei comuni dell'area montana che ringrazia per aver compreso come "le misura adottate, pur stringenti, erano necessarie pe garantire la lotta contro il virus"
Al termine dell'incontro il presidente Ceriscioli ha garantito che a Camerino, come nelle altre strutture regionali riservate ai contagiati, saranno ricoverati soltanto pazienti marchigiani, fugando così i dubbi sorti circa l'eventuale trasferimento di malati provenienti dalle zone del nord Italia.

La redazione

*Il PODCAST dell'intera conferenza sarà disponibile tra pochi minuti nella sezione dedicata cliccando al seguente LINK http://www.appenninocamerte.info/podcast/itemlist/category/113-c1-notizie


"Gli amministratori della sanità fanno quello che vogliono e lo fanno male. Questa volta hanno deciso di penalizzare i nostri medici migliori ed è inaccettabile. Che titoli hanno queste persone per decidere di sanità? Uno è un commercialista (il direttore dell'Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, ndr) e l'altro è un insegnante di matematica alle medie (il governatore Luca Ceriscioli, ndr). Le persone devono sapere che con la determina 742 anche i medici saranno penalizzati e rischiano di essere trasferiti".
Non l'ha proprio digerita, Marco Marchetti, medico in pensione e presidente del comitato per la difesa dell'ospedale di San Severino, la determina 742 del 31 dicembre con la quale i reparti di oncologia, hospice e radiologia vengono declassati da unità semplici dipartimentali a unità semplici. A suo avviso, e i presenti alla riunione di ieri sera sono stati d'accordo, è necessario informare la popolazione della penalizzazione che in questo modo dovrebbero subire i medici che operano in quei reparti. Due nomi, ieri sera, sono stati fatti a titolo esemplificativo: "La dotoressa Benedetta Ferretti, di oncologia, lavora dalla mattina alla sera - incalza - ed è stata penalizzata, proprio lei che è una fra le più ligie al dovere, più preparate e più benvolute. Lo stesso discorso vale per Sergio Giorgetti, dell'Hospice. Tutti, in un modo o nell'altro, siamo passati per i loro reparti o li abbiamo conosciuti e tutti sappiamo quanto siano professionali. Le persone devono sapere che con questa determina, da un momento all'altro, possono essere trasferiti a Macerata".
Dalla riunione del comitato è emersa la volontò di organizzare una assemblea di protesta ma al contempo di solidarietà verso questi professionisti che tengono in vita i loro reparti dando tutti se stessi. La data individuata dovrebbe essere quella del 29 febbraio e la parola sarà data ai cittadini. "I sindaci saranno invitati e potranno partecipare - ha detto il vicepresidente Marco Massei - ma saranno i cittadini a parlare questa volta e le istituzioni dovranno ascoltare".
Nel corso della riunione è stato espresso anche dissenso e disappunto da tutti per come è stato gestito il consiglio comunale aperto del 30 gennaio: "Non solo non è stato permesso ai cittadini di parlare ma anzi, è stata il sindaco stesso, per il tramite del presidente del consiglio, a imbavagliare chi ha tentato di prendere la parola addirittura facendo intervenire la polizia locale. E' stato uno schiaffo a tutta la cittadinanza. E poi, è stata un'occasione persa. Doveva essere fatto firmare a tutti i sindaci presenti un documento per chiedere l'immediato ritiro della determina e fatto approvare dal consiglio".


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(Marco Massei)

A tirare le somme è stato Massei che ha quindi sottolineato di nuovo come la determina 742 "non solo penalizza i cittadini ma anche i medici che vengono letteralmente umiliati dopo aver dato tutta la vita per il lavoro. Va fatto sapere a tutti che la Ferretti o gli altri, corrono il rischio di essere trasferiti a Macerata. Gli stanno dando il benservito". Poi ha ricordato un dettaglio non da poco che riguarda il punto nascite settempedano ormai chiuso dal 2016: "Mi corre l'obbligo di ricordare che è stato chiuso senza che il Tar si pronunciasse nel merito come stabilito dal Consiglio di Stato. Non c'è mai stata udienza, giace su un binario morto da tre anni probabilmente per pressioni politiche. In tal proposito, si può fare istanza di sollecito e paradossalmente potrebbe ancora essere accolto (anche in considerazione della legge nazionale che regola la gestione dei punti nascita. Il decreto Balduzzi infatti stabiliva che per le zone montane potevano restare attivi i punti nascita con più di 500 parti all'anno, soglia che San Severino superava ampiamente, ndr). Pensate che razza vergogna".
E infine un invito all'amministrazione di San Severino: "Non è possibile che si lotti contro Camerino, come purtroppo ci giunge voce. Il nostro non è ridotto a ospedale di comunità solo grazie al fatto che siamo ospedale di Camerino-San Severino. Lottare contro - conclude - significa fare una lotta fratricida".

g.g. 

 


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