Ha lasciato solo le scarpe e si è eclissato. Che fine avrà fatto Babbo Natale? E' la domanda più ricorrente tra gli abitanti di Bolognola, alle prese con la risoluzione dell'intricato giallo delle vacanze di Natale. Già perchè il bellissimo pupazzo dalla barba bianca, nel pomeriggio del 22 dicembre è misteriosamente scomparso da piazza Giacomo Leopardii, dopo che in tanti, adulti e bambini, si erano recati a festeggiarlo e a immortalare il momento nello scatto di una fotografia.
Increduli per l’accaduto, nel paesino più alto delle Marche, nessuno ha dormito sonni tranquilli né tanto meno ha saputo darsi spiegazioni. Sarà stato forse stato un gesto goliardico? Sarà forse andato in Lapponia a rifornirsi di doni prima del lock down? O forse si è temporaneamente nascosto per impacchettare i regali? Tanti gli interrogativi di una vicenda misteriosa che non accenna ancora ad essere chiarita e risolta.
IMG 20210116 WA0017
Non si dà pace anche la Pro Loco di Bolognola che ha costruito quel pupazzo con tanta cura: " Non è tornato neppure per l’Epifania. Ci siamo rimasti veramente male- dice la presidente Antonella De Santis-. Un simbolo sia per i piccoli che per i grandi che
numerosi si sono fermati a farsi le foto con lui. Seduto sulla panchina, aveva riservato uno spazio vicino a lui, proprio per far accomodare chiunque. La panchina era davanti alla sua casetta sulla piazza di Bolognola. Una postazione attraente proprio all'arrivo in paese dunque, un forte simbolo di accoglienza. Increduli della sua scomparsa abbiamo avanzato diverse ipotesi, ma intanto Babbo Natale non è più tornato e il dispiacere è rimasto- conclude Antonella De Santis-. Se qualcuno lo avesse visto o fosse in grado di fornire notizie, saremmo grati che ce lo faccia sapere. La speranza di ritrovarlo e farlo riaccomodare sulla sua panchina per l'anno prossimo, è sempre viva".
c.c.



Oltre il danno la beffa è proprio il caso di dire in merito agli impianti sciistici Maceratesi che se negli altri anni erano costretti ad attendere la neve che non arrivava, in questa stagione hanno già preparato le prime piste ma rischiano di dover restare chiusi.
Nell'inverno del Covid accade anche questo e a spiegarlo sono i direttori dei due impianti funzionanti della provincia, Bolognola e Sassotetto.
"Abbiamo avuto le prime nevicate della stagione - dice Francesco Cangiotti di Bolognola Ski - e siamo riusciti a preparare anche qualche pista con l'aggiunta dell'innevamento artificiale, ora però resta la grande incognita sull'apertura. Ci auguriamo che questo nodo venga sciolto nelle prossime settimane per lavorare sotto le feste di Natale. In caso di esito negativo questo avrebbe una grossa ripercussione sull'indotto economico che gira attorno alla montagna. Sicuramente ci sarà un movimento da parte di tutta la categoria degli impiantisti e delle strutture ricettive collegate - dice - per chiedere un ristoro anche nei confronti del lavoro fatto in questi mesi per poter garantire l'apertura.
In termini economici restare chiusi una stagione significa fermare un grande indotto che direttamente e indirettamente fa lavorare tuta la vallata. Per gli esercenti rappresenta una grossa perdita sia in termini di clienti che sono fidelizzati da anni, ma anche dal punto di vista economico visto che abbiamo sostenuto, nei mesi autunnali, diversi costi legati alla preparazione degli impianti ed ora andrebbero a gravare ulteriormente sui bilanci della società". 

In linea sulla necessità di ristori come per le altre categoria anche Maurizio Tosoroni di Sarnanoneve, ma il direttore apre un'altra questione che è quella riguardo l'ordine pubbli: "Tutti vogliamo lavorare - ammette - ma bisognerebbe rispettare le disposizioni nazionali ed internazionali per quello che riguarda la stagione sciistica. Più che un pressing sulle istituzioni, io mi sento di dire che ad un incosciente coraggio preferisco la prudenza. Bisogna garantire la sicurezza agli sciatori e noi possiamo garantirla solo nella fruibilità degli impianti, ma non sugli afflussi. Per onestà intellettuale - si chiede - bisogna dire che se c'è una domenica di sole con tanta neve e arriva qualche migliaio di persone chi garantisce sui parcheggi e davanti alle baite? Noi possiamo gestire il flusso sugli impianti, ma se facciamo salire una sola persona nelle segiovie le code diventano più importanti. Bisogna capire come vanno gestite queste situazioni. Vigliamo lavorare - conclude - , c'è la necessità di compensare questa mancanza di lavoro con i ristori come è stato fatto per le altre categorie, ma suggerisco prudenza nel fare troppe promesse che poi si possono rivelare non sagge".

GS

*Foto BolognolaSki




Sono scesi i primi fiocchi di neve oggi sull’alto maceratese, ma la stagione sciistica rischia di saltare a causa della zona arancione in cui è rientrata la Regione Marche. A Bolognola molti hanno investito e rischiano di non capitalizzare quanto speso a causa delle restrizioni per il contenimento del contagio da Coronavirus.

Una questione che preoccupa la sindaca Cristina Gentili, che sottolinea come i danni causati dal sisma si stiano amplificando con la situazione Covid. Per questo chiede maggiore spazio di manovra ai sindaci, in modo da concedere ossigeno a territori che fanno del turismo invernale il loro business principale, ovviamente con un occhio di riguardo per la salute del cittadino.

“Ci mancava solo la pandemia – esordisce la prima cittadina di Bolognola –. In un territorio che sta soffrendo così tanto per il terremoto, potrebbe davvero essere il colpo di grazia sotto il profilo economico. Stiamo vivendo un deserto addirittura peggiore di quello vissuto nel 2016: la zona arancione implica delle rinunce davvero pesanti, e se anche in maniera relativa Bolognola resta aperta, senza turisti non riusciremmo mai a far sì che chi ha investito nella stagione sciistica possa rientrare. Speriamo che qualcuno ci ascolti e possa darci maggiore spazio di manovra. Non dico di riaprire tutto, ma che almeno si capisca che i sindaci possono decidere sulle chiusure e permettere alle persone di vivere. Per salute dobbiamo intendere non solo la salute fisica, ma anche avere la possibilità di vivere bene economicamente. Dobbiamo, come sindaci, avere la possibilità di scegliere per limitare i danni per chi ha investito in questo territorio”.

Red.
Bolognola inaugura la quarta opera pubblica della ricostruzione. Nel comune dell’alto maceratese, oggi è il giorno del taglio del nastro della nuova area camper: sei piazzole, tutte con tettoia per garantire protezione anche dai rigori invernali. La sindaca Cristina Gentili scherza proprio sulle coperture: “Dalle nostre parti è il caso di mettere una protezione, visto che andiamo a dormire col sole e ci svegliamo a volte con un metro di neve. Non ci sembra il caso di farci trovare impreparati”.
La sindaca prosegue: “Abbiamo recuperato delle roulotte donate dagli italiani dopo il sisma; la priorità per l’utilizzo delle piazzole sarà per coloro che hanno la seconda casa inagibile, mentre se non saranno utilizzate, ovviamente, saranno a disposizione dei turisti. A quattro anni dal sisma quest’opera significa tanto per noi, stiamo ripartendo”.

bologn area camper 4
Al centro Cesare Spuri e a destra la sindaca Gentili

In occasione del taglio del nastro ha parlato anche il direttore dell'Ufficio Ricostruzione Regionale, Cesare Spuri: “L’idea era quella di dare delle aree a chi ha perso la seconda casa, in modo da continuare a mantenere vivo lo splendido territorio dell’alto maceratese, incentivando il turismo. Il Comune di Bolognola ha potuto beneficiare anche di donazioni di roulotte che verranno messe a disposizione. Far ritornare nell’area chi aveva le seconde case è fondamentale. Fare qualcosa per il turismo significa muovere l’economia dei residenti, rendere vive queste terre e portare investimenti fondamentali per la ripresa dell’area”.

Red.

bologn area camper 1
In prima fila il presidente della regione Acquaroli

bologn area camper 2
La nuova area camper

bologn area camper 3
Il 30 ottobre sarà il giorno dell’inaugurazione della quarta opera pubblica della ricostruzione a Bolognola: finanziata dai fondi per la ricostruzione, sorgerà una nuova area camper con sei piazzole, tutte con tettoia. La sindaca Cristina Gentili scherza proprio sulle coperture: “Dalle nostre parti è il caso di mettere una protezione, visto che andiamo a dormire col sole e ci svegliamo con la neve. Non ci sembra il caso di farci trovare impreparati”.

La sindaca prosegue poi spiegando i dettagli: “Andremo a recuperare delle roulotte donate dagli italiani dopo il sisma: questa sarà un’area che andrà a collocarsi nella zona dei centri sportivi ed è già andata in gestione. La priorità per l’utilizzo delle piazzole, come spiegato nel bando, sarà per coloro che hanno la seconda casa inagibile, mentre se non saranno utilizzate, ovviamente, saranno a disposizione dei turisti”.

Red.
Taglio del nastro a Bolognola nella località Villa Malvezzi per il nuovo campetto polivalente realizzato con i Fondi del ministero dell’Interno. Ad inaugurare il nuovo spazio sportivo, il presidente della giunta regionale Luca Ceriscioli insieme al sindaco Cristina Gentili e al presidente del Coni Marche Fabio Luna.
Dopo le attrezzature del percorso Fitness 1070, inaugurato lo scorso giugno, un altro tassello si aggiunge alla ridente località dei Monti Sibillini nel far fare sport all’aria aperta a cittadini e turisti. Il presidente ha sottolineato che lo sport è un motore di attrazione turistica che produce economia ed è basilare avere impianti sportivi. Il valore dello sport per i ragazzi è importantissimo soprattutto per la sicurezza sociale: chi fa sport cresce con valori sani, quali l’amicizia e il rispetto di se stessi e degli altri. La Regione Marche insieme al Coni ha investito molto nello sport e si è impegnata con gli istituti scolastici a far fare al 70% dei ragazzi delle scuole primarie attività fisica.

Il sindaco ha ringraziato la vicinanza del governatore in questi anni ed ha espresso molta soddisfazione nel far fruire l’impianto sportivo a tutta la collettività. Nel rivolgersi alla squadra femminile presente in platea, ha evidenziato che nella vita serve fare squadra per raggiungere gli obiettivi. E' anche attraverso la fruibilità di spazi come il campo sportivo polivalente (calcio e tennis) che un piccolo centro come Bolognola, segnato dal dramma del terremoto, cerca di tornare alla normalità, tanto più realizzando anche in prossimità dell’impianto, un’area camper e otto appartamenti.  Già questa estate si sono visti dei primi segnali di ripresa e la presenza di tanti turisti.
c.c.

Che l'estate del Covid sarebbe stata l'estate del riscatto della montagna lo avevamo immaginato; la versa sorpresa è invece quella della rivincita delle piccole Pro Loco che, anzichè arrendersi al cospetto delle norme che la prevenzione del virus richiede, annullando tutti gli eventi in programma, hanno comunque deciso di impegnarsi affinchè proprio i piccoli centri per cui sono impegnate possano vivere anche questa estate.
Ne è l'esempio la Pro Loco di Caldarola con il Restart Festival, e lo è anche la Pro Loco di Bolognola. L'associazione trainata da chi, come la presidente Antonella De Santis, vive al mare ma è innamorata della montagna, aveva dimostrato la sua vivacità già due inverni fa con l'allestimento dell'albero più in alto delle Marche. Durante il lockdown il loro segnale di speranza era invece arrivato con il tricolore acceso sotto la Madonnina di Pintura e ora la sorpresa arriva anche per l'estate.
Il 9 agosto, infatti, hanno organizzato il concerto dei Nomadi. Una iniziativa che ha così colpito il pubblico che in molti chiedono se si tratti di una cover o della band originale.
"Avevamo voglia e bisogno di dare un segnale forte - dice Antonella De Santis - , come hanno dichiarato proprio i Nomadi 'la musica non si ferma' e noi abbiamo voluto dimostrare di non fermarci. Loro sono stati ben felici di venire per valorizzare l'entroterra marchigiano e i territori della montagna.
L'impegno imposto dalle precauzioni per il Covid è davvero tanto - ammette la presidente della Pro Loco: abbiamo tante regole e tante spese, ce la stiamo mettendo tutta affinchè ogni cosa venga fatta secondo le norme per garantire la sicurezza di tutti. Bisognerà prenotare la propria partecipazione perchè le sedie saranno numerate e distanziate di un metro l'una dall'altra e gli spettatori potranno essere solo mille, il numero massimo previsto dal decreto.
Abbiamo scelto un'area con la vista fino al mare - conclude - così che possiamo perderci tra i monti e il mare".

GS
Che le limitazioni per il virus possano far scoprire la bellezza della montagna anche ai più scettici?
Le cime dei Sibillini, abituate ormai a guardare il lato positivo di ogni cosa, non si arrendono al termine di una stagione in cui prima non ha nevicato e poi, quando la neve c'era, non si poteva sciare. Anzi guardano al futuro e ai cambiamenti dettati dal virus come motivo di ripartenza e di rilancio.
È quello che ha deciso di fare BolognolaSki, a partire già dal prossimo fine settimana: "Lo Z Chalet ricomincia con il servizio take away - spiega il direttore degli impianti, Francesco Cangiotti - grazie al quale è possibile prenotare e ritirare lo zaino o la gluppa. A questo cestino aggiungeremo una pianta con dieci itinerari adatti ad ogni difficoltà. Consegneremo anche un Qr code con una playlist di musica da ascoltare durante la passeggiata".
Una montagna che riparte lentamente e che concede libero sfogo a chi da tanto attendeva di uscire di casa: "Da lunedì - commenta Cangiotti -  qualche camminatore e ciclista, sempre in maniera solitaria, è tornato a rifrequentare la montagna e ci aspettiamo che le prossime settimane vedano una crescita di visitatori. Ci auguriamo che l'emergenza volga presto al termine per vedere ristrette anche le limitazioni".
Quella che sta per cominciare sarà una estate diversa da quelle passate, è possibile che la montagna abbia il suo riscatto e che anche gli amanti del mare, costretti quest'anno a tante regole da rispettare, scelgano di scoprire la montagna.

a87394c4 14c0 4bf0 a1ce dddbed576b10


"Noi ci crediamo molto - ammette il direttore di BolognolaSki - . È per questo motivo che questa sarà la prima estate in cui BolognolaSki aprirà i battenti. Dal mese di giugno entrerà in funzione, tutti i fine settimana, il tapis roulant della Madonnina che servirà un'area completamente studiata per le bike; da agosto, invece, saremo aperti tutti i giorni. Ci sarà un grande camposcuola dedicato ai bambini e ai principianti che vogliono avvicinarsi al mondo delle mountain bike. Saranno create strutture in legno e pedane per cimentarsi sui percorsi e sarà attivo anche il tappeto che d'inverno viene utilizzato per lo snowboard, a servizio dei bikers per i più esperti.
Per gli amanti della natura e della tranqullità e per chi invece vuole avvicinarsi alla montagna sarà operativo un servizio di gite organizzate con gli accompagnatori e diversi gradi di difficoltà e lunghezza".
L'idea di Bolognola di non attendere la neve per mettere in mostra le proprie bellezze potrebbe quindi essere un motivo di rilancio turistico non solo in tempi di virus, ma anche e soprattutto per le prossime stagioni, affinchè i Monti Sibillini, che nulla hanno da invidiare alle altre mete turistiche, diventino punto di riferimento per gite e attività di tutto l'anno.

Giulia Sancricca
L'impegno di chi ama la montagna si è fatto più forte anche in questo momento di difficoltà. Francesco Cangiotti di Bolognolaski ha deciso di stupire ancora una volta.
Dopo l'albero di Natale più in alto delle Marche, la vetta della Madonnina a 1408 metri di altezza si è tinta del tricolore per diffondere un segno di speranza contro il coronavirus.
Un segnale che illumina la montagna proprio nei giorni in cui la coltre bianca è tornata a ricoprirla e, se non ci fosse stata l'emergenza sanitaria, gli impianti avrebbero accolto centinaia di sciatori in vista delle festività di Pasqua.
Francesco Cangiotti, insieme ad Antonella De Santis, presidente della Pro Loco e a suo marito, già autori dell'albero di Natale che ha riscosso tanto successo, si sono così rimboccati le maniche, mettendo di nuovo in pratica la loro fantasia.

6f5200ac 9779 4f70 9bda 8f690d6eb1f9

"In questi giorni - dice Cangiotti - abbiamo pensato di regalare un segno di speranza e di unione perché sono questi i principi che ci contraddistinguono. In questi giorni la neve è venuta a farci visita, purtroppo non potremo godere di quel magico manto bianco. Abbiamo, in questi giorni, vissuto paure e angosce, timori e dolori, ma volevamo fare qualcosa di più per far sentire il nostro affetto. Il monte della Madonnina è ormai diventato un simbolo per Bolognola e Pintura: è lo scenario dei bambini con i bob, è lo scenario dell’albero più in alto delle Marche e, nella sua vetta, la Madonnina guarda tutti noi, perciò abbiamo pensato di illuminare la vetta con i colori dell’Italia".
Un'idea che è subito stata condivisa dal sindaco e dai giovani della Pro Loco che, ancora una volta, hanno dimostrato di essere così orgogliosi di queste montagne da renderle speciali anche in un periodo buio come questo.
Anche se le restrizioni non permettono di vedere la montagna illuminata da vicino, è visibile sul sito di Bolognolaski, dal tramonto all’alba, rigorosamente a casa.

GS
"Sono stata presa in giro, i miei cittadini sono stati presi in giro. Ho confidato nella politica, e l’amarezza più grande è stato scoprire questo tradimento di nascosto, alle 23:40 del 31 dicembre 2019. Siamo arrivati ad aiutarci tra sindaci perché oggi è capitato a San Severino, ma domani potrà succedere anche agli altri. Non ci fermeremo fino al ritiro della determina 742 e finché non sarà ridata dignità ad un territorio già provato dal sisma e dalle tante difficoltà che lo caratterizzano". Con queste parole del sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, si potrebbe sintetizzare quanto emerso ieri sera al consiglio comunale urgente che si è svolto al Cinema Teatro Italia. Presenti tantissimi primi cittadini della provincia ma non solo, della montagna ma anche della costa. E fra questi, qualcuno lo ha detto: "Finalmente". Finalmente i sindaci hanno capito che è l'unione a fare la forza, che da soli non si va da nessuna parte perché in politica sono i numeri che contano specie in questo delicato momento in cui si avvicinano le elezioni regionali. La sanità è materia regionale, anche se l'assessore regionale Angelo Sciapichetti, a cui sono stati riservati fischi e parole di malumore, ha affermato che "ci sono norme nazionali che dobbiamo rispettare altrimenti ci tagliano le risorse e ci commissariano. Non si può dare colpa alla Regione". Però esistono degli emendamenti alle norme nazionali e delle peculiarità per le zone montane in cui i parametri nazionali e le leggi fanno delle eccezioni. Sta di fatto che tutti i primi cittadini presenti (ma moltissimi altri non hanno potuto partecipare alla serata pur aderendo alla 'protesta' democratica messa in atto dalla Piermattei) hanno fortemente e fermamente criticato non solo la determina 742 che colpisce l'ospedale di San Severino, ma anche il piano sanitario regionale che passerà in consiglio regionale il 4 febbraio, definito "vuoto, inconsistente" e soprattutto, come ha ricordato il vicesindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, "privo dell'approvazione della Conferenza dei Sindaci che sarebbe prevista per legge"
Anche il direttore dell'Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, è stato fortemente criticato, in special modo dall'ex sindaco Manlio Rossi (tanto che il presidente del consiglio Sandro Granata ha dovuto richiedere l'intervento degli agenti della polizia locale per placare gli animi). Ha elencato tutti gli investimenti fatti fin ora a San Severino e non solo, i servizi attivati e affermato che "nulla cambia se una unità è definita semplice dipartimentale o solo semplice. Il modello organizzativo non ha nulla a che fare con i servizi e le prestazioni. La qualità la fa il medico, non il “grado” e su San Severino abbiamo investito circa 3milioni e 517mila euro". Però si è detta del tutto insoddisfatta il sindaco Piermattei che, in conclusione, ha ribattutto: "Non siamo mica stupidi, conosciamo la differenza fra unità semplice dipartimentale e unità semplice. Ci dovete dire qual è il futuro del nostro ospedale senza prenderci in giro, siamo stati colpiti dal sisma quindi vogliamo i servizi per un territorio già martoriato e soprattutto non mi fermerò finché la 742 non sarà annullata". 
I Comuni che hanno aderito all'iniziativa del sindaco Piermattei sono: Apiro, Belforte, Bolognola, Caldarola, Camerino, Camporotondo, Castelraimondo, Castelsantangelo Sul Nera, Cessapalombo, Cingoli, Civitanova, Esanatoglia, Fiuminata, Fiastra, Gagliole, Matelica, Montecavallo, Muccia, Pieve Torina, Pioraco, Poggio San Vicino, Pollenza, Sefro, Sarnano, Serrapetrona, Serravalle del Chienti, Tolentino, Treia, Ussita, Valfornace, Visso, Fabriano, Arcevia, Genga, Frontone, Mergo, Sassoferrato, Serra San Quirico, Cupramontana, Pergola, Cagli.

(Sul prossimo numero di Appennino Camerte, in edicola giovedì, è previsto un servizio di approfondimento)

g.g. 


 




Pagina 1 di 3

Radioc1inblu

Radio FM e Internet
P.za Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax 0737.633180
Cellulare: 335.5367709

radioc1inblu@gmail.com

L'Appennino Camerte

Settimanale d'informazione dal 1921
Piazza Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax: 0737.633180
Cell: 335.5367709

appenninocamerte@gmail.com

Scopri come abbonarti

Questo sito utilizza i cookie

Puoi accettare e proseguire la navigazione o per maggiori informazioni Per saperne di piu'

Approvo
Clicca per ascolare il testo