PIEDINO Appenn a casa 2021
Pioraco si prepara ad accogliere i turisti in vista della bella stagione. Dopo il sisma del 2016, infatti, il paese dell'acqua e della carta ha recuperato i suoi vecchi lavatoi. Un pezzo di storia e di cultura piorachese, particolarmente cari agli abitanti e luogo suggestivo lungo la valle del fiume Scarzito. Non è la sola buona notizia: l'amministrazione comunale si sta infatti occupando della ristrutturazione dei giochi per bambini nella zona egli impianti sportivi, mentre il sentiero de Li Vurgacci è stato completamente riaperto alle visite.

«Una serie di opere che vanno a inserirsi nel percorso del "Pioraco Beach" lungo le golene del Potenza - spiega il sindaco, Matteo Cicconi -. Come ogni anno abbiamo rimesso in moto la macchina turistica e stiamo portando avanti tutte le iniziative dedicate all'accoglienza dei visitatori. I lavatoi sono un punto di sicuro interesse turistico e particolarmente apprezzati anche dai cittadini, mentre l'area degli impianti sportivi è sempre molto frequentata dalle famiglie e dai bambini. Aver inoltre ristrutturato completamente il sentiero de Li Vurgacci ci offre un'ulteriore attrattiva per le presenze turistiche, insieme al museo della carta. L'obiettivo rimane quello di rendere Pioraco sempre più ricercata dai turisti e amata dai residenti».


“Una pedalata per la vita” dalle Alte Valli del Potenza e dell’Esino attraverso i comuni di Pioraco, sede della partenza, Fiuminata e Sefro.

L’appuntamento è per questa domenica 19 giugno con ritrovo agli impianti sportivi del comune della carta per conoscere, attraversandolo in bici, il territorio. Manifestazione che sarà arricchita dalla presenza di volti noti dello sport e dello spettacolo: l’ex campione di ciclismo Claudio Chiappucci, Walter Nudo, Stefania Orlando, Ainette Stephens.

“Una manifestazione, aperta a tutti, che mira alla scoperta, valorizzazione e promozione del nostro territorio – dichiara il sindaco di Pioraco Matteo Cicconi – Un territorio che da Pioraco, a Fiuminata, a Sefro potrà essere attraversato da tutti, bambini, giovani, famiglie, anziani, oltre che appassionati di ciclismo, godendo di una giornata all’aria aperta dedicata allo sport, al benessere, allo stare insieme”.
La Giunta regionale delle Marche ha individuato tre nuove aree interne candidandole per il ciclo di programmazione europea 2021-2027 nell’ambito dell’attuazione della cosiddetta Strategia nazionale.

Tra le nuove zone figura l'area geografica denominata “Potenza Esino Musone” composta dai Comuni di Apiro, Castelraimondo, Cingoli, Esanatoglia, Fiuminata, Gagliole, Matelica, Pioraco, Poggio San Vicino, San Severino Marche, Sefro, Treia.

Si tratta dello stesso territorio dell’Unione Montana omonima che ricomprende 13 realtà del Maceratese.

“La candidatura al riconoscimento Snai, ovvero Strategia Nazionale per le Aree Interne – spiega Matteo Cicconi, presidente dell’ente comunitario – rappresenta un’importantissima spinta per i nostri territori che attendono di rialzarsi dopo il terremoto del 2016 e che hanno subìto il forte colpo causato anche dalla recente pandemia. Situazioni, queste ultime, che se sommate a problematiche ormai decennali, come la carenza di vie di comunicazioni veloci, l’assenza di alcuni servizi; avevano avviato molte realtà verso una crisi pressoché irreversibile. Questa candidatura avanzata dalla Regione Marche offre, però, una nuova e grandissima speranza. Il principio generale, infatti, è quello di invertire le tendenze demografiche mediante l’incremento della qualità della vita di chi vive in queste nostre aree”.

La politica nazionale per le aree interne si concentra su due fronti: l’adeguamento dei servizi di cittadinanza, a partire da istruzione, salute, mobilità, connettività virtuale, che rappresentano le pre condizioni per lo sviluppo. L’altro fronte riguarda progetti di sviluppo locale volti ad incrementare la domanda di beni e servizi prodotti localmente e l’occupazione, facendo leva su specifici ambiti di intervento come la tutela del territorio e della sua sostenibilità ambientale, la valorizzazione del capitale naturale ma anche culturale e turismo, la valorizzazione dei sistemi agro - alimentari ma anche la creazione di filiere per le energie rinnovabili e l’artigianato. Gli interventi si concretizzeranno in accordi di programma quadro tra ministeri, Regione, Comuni prevedendo progetti di sviluppo ma anche interventi concreti e risorse.

A chiedere l’istituzione di una nuova area interna, nel febbraio dello scorso anno, era stata la stessa Unione Montana Potenza Esino Musone
Da questo sabato 11 giugno riapre il centro del riuso di Castelraimondo con nuovi orari settimanali. Situato in località Ele, è usufruibile da tutti i cittadini residenti in uno dei comuni dell’Unione Montana Potenza Esino Musone e nel limitrofo comune di Camerino.

Questi i giorni e orari di apertura: martedì ore 10-12 e ore 17-19, giovedì ore 17-19 e sabato ore 10-12. L’ente comunale ringrazia l’Unione Montana e il presidente Matteo Cicconi per la collaborazione nella riapertura del centro.

«Dopo questo breve stop a causa della pandemia ripartiamo con il servizio con più slancio di prima – afferma Cicconi -. In massima sinergia tra Comune e Unione Montana, mettiamo a disposizione un servizio importante che dà la possibilità di poter conferire prodotti inutilizzati che magari possono servire a qualcun altro dando una seconda vita a tanti oggetti. Questo va a ridurre i conferimenti alle isole ecologiche, un approccio importante dal punto di vista culturale sotto il profilo del riuso. Ringrazio il Comune di Castelraimondo per la proficua collaborazione e invito i cittadini a fare un giro al centro per scoprire questa bella realtà e farne uso al bisogno».


Acque del Potenza e dello Scarzito dirottate verso il lago Castreccioni, secco «no» dei sindaci. Un rifiuto annunciato già in conferenza stampa qualche settimana fa e ora ribadito in maniera formale, con un documento inviato al ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli,  e agli assessori regionali alle Risorse idriche, Stefano Aguzzi, e ai Servizi pubblici e agli Enti locali, Guido Castelli.

L’idea avanzata dal Consorzio di bonifica nella scheda di progetto Pnrr presentata dal direttore dell’area tecnica, Nafer Saqer, prevede la realizzazione di una serie di condutture per prelevare le acque dalle alti valli del fiume Potenza, del suo affluente Scarzito e dal Chienti a Valcimarra. La rete di tubature arriverebbe in questo modo a San Severino, dove sarebbe previsto un raccordo, poi l’attraversamento della valle fino all’invaso di Cingoli.

Le motivazioni dietro al progetto derivano dalla situazione di sofferenza del lago di Castreccioni, i cui livelli si sono abbassati a causa della siccità. La risposta dei sindaci della valle del Potenza è stata chiara: un «no» perentorio, visto che l’assenza di precipitazioni dello scorso inverno sta mettendo a dura prova anche i loro territori. La posizione degli amministratori è trasversale. Il sindaco di Pioraco e presidente dell’Unione montana Potenza Esino Musone, Matteo Cicconi sottolinea come, dopo la preoccupazione della prima ora testimoniata insieme ai vertici Assem e ai sindaci di Sefro e Fiuminata, si sia arrivati a un fronte compatto con tutti i primi cittadini della vallata. «Non si tratta di una protesta campanilistica – precisa –, ma di un rifiuto ragionato. Il nostro territorio vuol fare sentire la sua voce». Proprio Cicconi è il primo firmatario del documento. Con lui il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, in qualità di ente capofila, e i sindaci di Treia, Franco Capponi, di Castelraimondo, Patrizio Leonelli, di Fiuminata, Vincenzo Felicioli, di Sefro, Pietro Tapanelli e di Gagliole, Sandro Botticelli.

I prelievi idrici previsti, secondo questi ultimi «causerebbero inevitabilmente l’impoverimento del bacino idrico dell’area, in quanto il drenaggio previsto in captazione richiamerebbe le acque di falda, con conseguenze per tutto il comprensorio circostante. Attualmente – spiegano i sindaci – il nostro bacino idrico garantisce il fabbisogno idropotabile a più di un territorio comunale, oltre a garantire la sopravvivenza di alcune attività economiche fondate sulle risorse idriche, come le cartiere di Pioraco e la troticoltura a Sefto. L’operazione di prelievo che si prospetta sulla base di questa ipotesi di progetto porterebbe inevitabilmente ad un grave ammanco di acqua ad uso potabile. Già oggi – proseguono –, nei periodi estivi o di prolungata siccità, si assiste ad un notevole decremento delle portate delle sorgenti, tanto da richiedere l’attivazione di misure di contenimento della conseguente carenza idropotabile. In più, tra le sorgenti afferenti al bacino coinvolto dal prelievo in progetto ne ricadono due inserite nei piani emergenziali della Protezione civile, la sorgente San Giovanni di Sefro e Ponte Cannaro di Pioraco, la cui portata deve essere interamente garantita. Oltre a questo disagio per le aree prossime alle sorgenti, la captazione delle acque comporterebbe una significativa riduzione a valle della portata del fiume stesso con conseguente diminuzione della attuale disponibilità e qualità della risorsa idrica, sia per le irrigazioni che come risorsa per la produzione di energia idroelettrica. La valle del Potenza presenta già serie problematiche di carenza idrica: un progetto del genere non farebbe altro che aggravare la situazione. Il nostro rifiuto è totale».

l.c.
Sette comuni insieme “Lungo i sentieri dell’Alto Potenza” per far conoscere un territorio.

Una nuova vetrina on line per il progetto che vede unite le amministrazioni di San Severino Marche, nel ruolo di capofila, Castelraimondo, Gagliole, Pioraco Fiuminata, Sefro ed Esanatoglia che si fanno conoscere in una condivisione di strategia unitaria di sviluppo basata sul potenziamento, riqualificazione e messa in rete di percorsi e sentieri dedicati al turismo lento, al ciclo bike e all’escursionismo.

Coordinato dall’architetto Cinzia Guarnieri, in qualità di facilitatore, il progetto fa riferimento a un territorio di quasi 450 chilometri quadrati con una popolazione di quasi 23mila persone.

Il sito in questione illustra tutte le attività di gestione e animazione che sono state condotte dal 2018 ad oggi in tutte le varie fasi e si sviluppa su diverse aree tematiche: animazione, monitoraggio e, soprattutto, risultati riportando, con puntualità, i vari stadi. Inoltre vengono presentati i progetti, sia pubblici che privati, che hanno interessato le sette amministrazioni locali.
Un secco «no» alla conduttura per l’approvvigionamento idrico del lago di Castreccioni. Perentoria la posizione dei sindaci di Fiuminata, Pioraco e Sefro sulle schede tecniche presentate in settimana dal direttore dell’area tecnica del Consorzio di bonifica, Nafer Saquer. Lavori imponenti quelli ipotizzati dal Consorzio, che prevedrebbero la costruzione di una conduttura pronta a prelevare le acque dai fiumi Scarzito, Potenza e Chienti per dirottarle nel territorio comunale di Cingoli. L’invaso di Castreccioni, i cui livelli si stanno abbassando a causa della siccità, è infatti in particolare sofferenza.

Un progetto che non piace ai sindaci dell’alta valle del Potenza e che periodicamente torna a far discutere il territorio. Era già accaduto negli anni ’70, nel 2008 e anche nel 2020. Ora una nuova iniziativa a destare grande preoccupazione. «Il tema è molto delicato – commentano i sindaci Vincenzo Felicioli, Matteo Cicconi e Pietro Tapanelli –. Il Consorzio non ha agito in maniera trasparente, presentando un’ipotesi senza passare dall’assemblea territoriale e da quella regionale, ma soprattutto continua ad insistere su un progetto che più volte è stato respinto sia dalle istituzioni del territorio che dagli organi competenti in materia. È impensabile dirottare le risorse idriche della nostra vallata verso un invaso in sofferenza: anche la valle del Potenza è in difficoltà a causa della siccità. È completamente illogico pensare di costruire un’opera che impoverisce un’area e ne arricchisce un’altra. La nostra zona è attiva nel settore ittico e con le cartiere: abbiamo bisogno di questa acqua. Piuttosto – precisano – il Consorzio di bonifica dovrebbe pensare a presentare progetti capaci di risolvere le problematiche legate all’approvvigionamento idrico di tutto il comprensorio montano, creando infrastrutture per il recupero delle acque reflue e favorendo l’ottimizzazione di una risorsa più che mai scarsa come l’acqua. È evidente che questo non sta avvenendo. Sono anni che periodicamente la nostra acqua è oggetto di assalti da parte di diversi soggetti istituzionali – concludono i sindaci – : ora pretendiamo una presa di posizione netta da parte della Regione e degli organi competenti. Questo progetto va assolutamente cancellato».

Approfondimenti nel numero 11 de L'Appennino camerte

l.c.
Ammonta a quasi 14 milioni di euro lo stanziamento per il sociale da parte dell’Ambito Territoriale 17 presso l’Unione montana Potenza Esino Musone di San Severino Marche. A concorrere alla spesa, oltre all’ente comunitario, sono naturalmente anche i comuni e le strutture residenziali presenti sul territorio.

Il bilancio sulle attività in essere, tutte confermate anche per il 2022, è stato stilato dal Comitato dei sindaci guidato dal presidente dell’ente comunitario, Matteo Cicconi.

L’intervento più rilevante, quasi 9 milioni e 400mila euro, resta destinato alla non autosufficienza degli anziani. Altri 1,8 milioni di euro per i disabili, quasi1,5 milioni di euro se ne andranno per la famiglia mentre la povertà vede destinate risorse per 350mila euro.

Nelle vari voci figurano il servizio sociale professionale, per altri 230 mila euro circa, la salute mentale, per quasi 140 mila euro. Le altre voci di spesa sono, invece, destinate alle politiche giovanili, agli immigrati, alle dipendenze patologiche, all’inserimento lavorativo, al servizio civile e al taxi sociale.
Caro prezzi delle utenze: stangate per i cittadini, ma soffrono anche i piccoli comuni. L’aumento fino al 40% delle bollette di luce e gas rischia di mettere sotto forte pressione i bilanci comunali, già alle prese con l’ombra dei pagamenti dei mutui. Le rate dei finanziamenti non sono state ancora inserite nel decreto “Milleproroghe” e, qualora non accadesse, anche i piccoli comuni dell’entroterra maceratese dovrebbero sobbarcarsi una mole di spese nell’ordine delle decine di migliaia di euro, che si sommerebbero appunto ai pesanti rincari delle bollette.

A sottolineare il problema è il presidente dell’Unione montana Potenza Esino Musone e sindaco di Pioraco, Matteo Cicconi. Già alle prese con la ricostruzione post-sisma, Comuni come il suo faticherebbero a far quadrare il bilancio. «Parliamo di spese enormi, decine di migliaia di euro che pesano moltissimo sulle casse di un piccolo comune come Pioraco – commenta Cicconi –. C’è grande preoccupazione per i cittadini, ma anche per le piccole realtà: questi aumenti sono davvero molto incisivi e a oggi non sono previsti incentivi per il ristoro di questi aumenti. Ci saranno indubbiamente problemi per la chiusura dei bilanci: l’appello alle istituzioni è di porre riparo e di aiutare i piccoli comuni. Questo vale per le bollette ma anche per le rate dei mutui: il rischio è di dover tagliare servizi essenziali per far quadrare i conti a fine anno e di rallentare anche le pratiche della ricostruzione. Le nostre zone non possono permetterselo».

l.c.
Ha provocato discussione e dibattito, soprattutto in seno all’Unione Montana “Marca di Camerino” la recente legge approvata dal consiglio regionale. Una legge che diversi sindaci hanno definito “divisiva” e dello stesso pensiero appare anche il presidente dell’Unione Montana Alte Valli del Potenza, Esino e Musone Matteo Cicconi.

“Una legge che anche sotto il profilo istituzionale presenta aspetti poco aggreganti – il parere del presidente e primo cittadino di Pioraco – Senza entrare nel merito, visto che non conosco le motivazioni che hanno portato all’approvazione di tale legge, ritengo siano necessari strumenti che portino ad aggregare il territorio sotto tutti i punti di vista. Parlando dell’Unione Montana che mi onoro di presiedere posso dire che è rimasta coesa fin dalle origini, mantenendo l’aspetto aggregativo di unione per un territorio che, già frammentato in tanti piccoli comuni e con tante difficoltà determinate anche da sisma e pandemia, ha davvero bisogno di fare insieme massa critica per il raggiungimento di obiettivi comuni. Ciò a maggior regione in quei territori a bassa densità demografica dove sono auspicabili forme di associazionismo soprattutto nei servizi ”.

f.u.
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