"Non si dica più che la colpa è dei tecnici".
Così il presidente dell'ordine degli architetti maceratesi, Vittorio Lanciani, interviene dopo la mossa del Governo per il pacchetto sisma.
Oltre agli amministratori, infatti, indignati anche i tecnici impegnati nei progetti per la ricostruzione.
"E’ ufficiale - denunciano in una nota - , ci sono ricostruzioni di serie A e di serie B
Quella del Centro Italia è ultima in classifica!

Si era detto che la ricostruzione non doveva essere terreno di scontro tra schieramenti politici ed invece così non è, ci troviamo difronte a quattro Commissari a gestire nessun potere straordinario; Ordini e Collegi del cratere impegnati a produrre migliaia di pagine di correzioni alle norme e mai ascoltati; tavolo tecnico che esiste solo per poter dire “sentiti gli Ordini professionali”; USR a fare muro contro gli Ordini professionali dei quali gli stessi dirigenti, massime espressioni della professione, sono iscritti;  la divisione fino alla contrapposizione della classe tecnica tra liberi professionisti e professionisti dipendenti della Pubblica Amministrazione; la volontà della Regione Marche di annullare il ruolo degli Ordini chiedendo agli iscritti addirittura di cancellarsi dall’Ordine di appartenenza per controllarne senza contraddittorio l’attività subalterna e non rispettosa delle norme deontologiche; la volontà di limitare la libera organizzazione di gruppi di progettazione con la pretesa di subappaltare parzialmente l’incarico nonostante sia vietato nella legge 189, incidendo anche nella sfera fiscale di ogni singolo professionista, il tutto per coprire l’inefficienza della macchia organizzativa della Pubblica Amministrazione".

Il presidente dell'ordine pone poi l'attenzione sul progetto di ricostruzione per il quale continua il rimpallo delle responsabilità: "I liberi professionisti - denuncia Lanciani - in tutti questi anni sono stati lasciati soli a spiegare ai propri committenti che la storia raccontata dalla politica è diversa  nella realtà. E’ stato detto dalla politica che tutti i costi  erano compresi nel contributo e che invece si va sempre in accollo.

E’ stato fatto continuo terrorismo in merito alle scadenze di presentazione dei progetti quando è chiaramente impensabile che gli oltre 66.800 progetti che mancano all’appello (sono circa 79600 attesi contro gli oltre 12800 presentati di cui oltre 6400 istruiti e quasi  4700 concessi) tra danni lievi e danni gravi possano essere presentati da qui al 31 dicembre 2020 con il risultato di creare strumentalmente tensioni tra committenti e professionisti del tutto inutili e dannose".

Infine l'appello: "Che sia approvato in parlamento quanto richiesto dal Commissario Legnini". 

GS
Si è svolto un vertice tra il Premier Giuseppe Conte e il Commissario Giovanni Legnini dopo le preoccupazioni scaturite dalla bocciatura del pacchetto sisma.
"Ho avuto rassicurazioni dal Presidente del Consiglio- spiega Legnini -  sulla piena disponibilità del Governo ad accogliere il pacchetto di norme sul terremoto del Centro Italia condivise con i Sindaci e che erano contenute negli emendamenti presentati in Commissione Bilancio e non accolti.
Il Governo, mi ha garantito il Presidente Conte nel corso di un colloquio molto proficuo questo pomeriggio, intende inserire le norme per accelerare la ricostruzione pubblica e privata nel decreto semplificazioni di prossima emanazione. Quelle che invece richiedono una copertura finanziaria - prosegue - , ad esempio quello per il personale e la proroga dello stato di emergenza, saranno inserite nel decreto che sarà emanato subito dopo l’approvazione del nuovo, atteso, scostamento di bilancio.
Le priorità per far sì che la ricostruzione possa finalmente decollare sono note e sono state individuate in seguito a un lungo confronto. Occorre l’impegno di tutti affinché esse possano diventare al più presto legge dello Stato e corrispondere alle aspettative dei Presidenti delle Regioni, dei sindaci, dei cittadini e delle imprese del cratere, che stanno vivendo una doppia emergenza e che non possono più attendere.
Ringrazio il Presidente Conte - conclude - per la sincera sensibilità che mi ha oggi confermato anche con la disponibilità ad incontrare presto, e nuovamente, i Sindaci e i cittadini dei territori colpiti dal sisma".

GS
Una brutta pagina scritta dal governo di questo Paese e dalla Commissione Bilancio della Camera”. Così il sindaco di Camerino Sandro Sborgia nell’esprimere la sua profonda indignazione, condivisa da altri colleghi e cittadini delle zone del cratere dopo l'estromissione dal Dl Rilancio del pacchetto sisma contenente emendamenti utili a sbloccare la ricostruzione nell’Italia centrale “Quello che è successo nei giorni scorsi alla  Commissione Bilancio è qualcosa d’inaccettabile :si trattava di votare  l’inserimento di misure assolutamente essenziali, fondamentali per l'avvio della Ricostruzione, misure tra l’ altro concordate e condivise con il Commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini, misure che andavano e vanno essenzialmente nella direzione di una ricostruzione veloce, di una ricostruzione seria e  questa volta possibile.  E’ stata scritta una brutta pagina nella storia di questo Paese- continua Sborgia-quello che è avvenuto purtroppo dimostra che non c’è l’interesse a ricostruire nel zone colpite dal terremoto del 2016;  dobbiamo innanzitutto capire come sia stato possibile che quel provvedimento non sia stato discusso e vogliamo capire in primis chi sono i responsabili. Adesso invitiamo e auspichiamo che in primis il Presidente del consiglio, Governo e ministri competenti, riparino  immediatamente a questo  pasticcio.  Debbono  immediatamente provvedere a rimettere al centro dell'attenzione quelle misure che sono fondamentali per la ripartenza di questi territori con la ricostruzione. Sono passati ormai 4 anni ed è necessario che sia avviata, altrimenti ci debbono dire che ricostruire non è nell'interesse del Governo e del Paese e allora  da quel momento in  poi prenderemo atto di questa di questa volontà.  Ma se la ricostruzione, così come è stato sempre detto in ogni circostanza, è nell'interesse di questo Governo e nell’ interesse di tutte le forze Parlamentari, è bene che gli emendamenti siano tradotti in provvedimenti di legge aventi forza esecutiva.  Detto questo – aggiunge il primo cittadino di Camerino- inaccettabili sono anche le polemiche strumentali. Utilizzare questo pasticcio per strumentalizzare la vicenda a fini  politici sulla pelle dei terremotati, credo che sia un atto di sciacallaggio e non può che  qualificare tutti coloro che  utilizzano questa brutta pagina per fare campagna elettorale: ne abbiamo visti tanti in giro e molti all’ opera verificandone la loro inadeguatezza e la loro inconcludenza,  quindi- ribatte Sborgia-  speculare adesso su questo guaio credo che sia un puro atto di sciacallaggio. Per tornare invece alla vicenda che ci interessa, è bene che il Presidente del Consiglio, avendo più volte dichiarato di essere estremamente determinato a condurre in porto la ricostruzione, intervenga immediatamente per ottenere che quel pacchetto di misure, volute e condivise dai sindaci e  concordate con la volontà del Commissario Legnini,  trovi la strada affinché possa essere attuato”. Quanto alla possibilità del forte atto di protesta della  riconsegna delle fasce tricolori al Premier  il sindaco Sborgia dice che è tra le varie opzioni che  testimoniano la determinazione dei sindaci a non mollare la presa “ ma è certo che percorreremo comunque ogni strada possibile per sensibilizzare il Governo a tornare sui propri passi, a cambiare rotta e a far sì che le popolazioni colpite dal terremoto tornino  al centro dell'attenzione del Governo. Così come è stata dimostrata attenzione  alla necessità che siano prese e attuate misure per i vari settori dell’ economia, proprio in funzione della ripartenza dell’ economia del nostro Paese- conclude Sborgia-  le zone terremotate debbono essere messe al centro dell'agenda di governo e al centro dei provvedimenti necessari perché  con la ricostruzione avviata ne gioverebbe l'economia Nazionale, ne gioverebbero i terremotati.  Non può pertanto assolutamente prescindersi dalla necessità che quel pacchetto di misure presentate, una volta per tutte, trovino la strada per essere approvate”.

Sulla stessa linea il commento risentito dell’Arcivescovo Francesco Massara che è a capo della diocesi più devastata di tutta l’ area del cratere. “ Che la Commissione Bilancio alla Camera e il Governo non abbiano preso in considerazione  il pacchetto sisma, significa estromettere e far rischiare il blocco della partenza della ricostruzione alla quale il Commissario Legnini sta dedicando il massimo impegno e la massima promozione  in tutte le zone del cratere.- afferma Mons. Massara-. Non è possibile che su 55 miliardi non si sia pensato, o non si sia voluto, dare un’ attenzione alle zone del sisma. Questo è inaccettabile.  La ricostruzione così non partirà mai.  A questo punto pretendiamo un incontro con il Presidente Conte e con chi rappresenta la Presidenza del Consiglio- ribadisce il vescovo-;  abbiamo tutto il diritto noi terremotati di sapere perché siamo tenuti fuori da questi provvedimenti così importanti che riguardano un territorio così esteso che copre tutta l’Italia centrale.  Abbiamo il diritto di poter rinascere dal primo terremoto del 2016 e da questo secondo terremoto che è il terremoto economico; noi non siamo cittadini di serie B- rimarca Massara-.  Siamo uguali a tutti gli italiani, per cui il presidente Conte deve ascoltare i sindaci, deve ascoltare le istituzioni, le associazioni tutte , deve ascoltare questo territorio che non può morire, perché fa parte dell'Italia. L'Italia è una, non è fatta a macchia di leopardo. Voglio che tutti sappiano che  il vescovo sarà sempre vicino a tutti i terremotati e seguirà con  grande attenzione questa situazione; i terremotati hanno diritto ad avere la loro la loro casa e a loro sarò sempre vicino e tutti i sindaci avranno il sostegno del vescovo nella battaglia per la rinascita di questo territorio. Queste terre martoriate non possono assolutamente morire, per cui chiedo la massima attenzione da parte del Governo verso la nostra gente -continua Mons. Massara-. Sono 4 anni che le persone attendono la ricostruzione e non si possono far morire le speranze delle comunità. Chiedo il massimo impegno da parte di tutti, ma soprattutto da parte del Governo e dei nostri rappresentanti in Parlamento. Non possiamo permettere che questo territorio muoia- ribadisce- Chiedo la massima attenzione a tutti i nostri rappresentanti al Governo e allo stesso Governo, perché la ricostruzione deve partire. E aggiungo che il Commissario Legnini  va sostenuto in tutte le proposte che in questo momento sta facendo in sede governativa; a lui dobbiamo il nostro grazie perché sta dando il massimo di attenzione e di amore verso questo territorio”.
Intanto il sindaco di Camerino ha fatto sapere che sono stati già sentiti alcuni importanti rappresentanti del Governo con i quali si è aperta una interlocuzione, affinchè il pacchetto di misure sia portato in aula e si provveda alla sua approvazione.
 c.c.





Due giornate dedicate all'entroterra Maceratese e alle zone più colpite quelle in programma per domani e domenica con il Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini.
Una visita che comincerà a mezzogiorno da Castelsantangelo sul Nera, con l'incontro del sindaco Mauro Falcucci e dei cittadini: "Sarà una giornata operativa - dice il primo cittadino - . Credo sia l'ultimo incontro partecipato con i cittadini per la stesura del documento direttore che servirà a proseguire sui piani attuativi. Faremo il punto della situazione per cercare di rimuovere gli ostacoli che sono il personale e le correzioni normative per la pubblica ricostruzione.
Si tratta di questioni che riguardano tutta la zona colpita, non solo noi: non dobbiamo viaggiare con esigenze dei singoli Comuni, come se fossero isole, ma dobbiamo immaginare un intero arcipelago".
Da Castelsantangelo il Commissario proseguirà per Visso con l'incontro del sindaco Gian Luigi Spiganti Maurizi. La visita del centro storico e l'incontro con l'arcivescovo Francesco Massara, con il presidente del Parco dei Sibillini, Andrea Spaterna e il consiglio dell'ufficio tecnico comunale.
Legnini sarà poi disponibile per i Comitati e le associazioni dei cittadini. Un pomeriggio che si concluderà a Valfornace con il sindaco Massimo Citracca.
Domenica, invece, l'appuntamento è alle 9.30 a Muccia con il primo cittadino, Mario Baroni, e successivamente a Pieve Torina: "Senza dubbio - commenta il sindaco Alessandro Gentilucci sulla nuova struttura commissariale - la nuova organizzazione si è prodigata nel tentativo di migliorare le cose. Abbiamo alle spalle quattro anni di inerzia e dobbiamo lavorare ancora tanto per permettere ai cittadini di ricostruire. Oggetto delle mie richieste - precisa - saranno le criticità dettate dagli aggregati, dai sottoservizi, dalle strutture pubbliche non ancora finanziate per poter consentire a tutti i cittadini di avere le agibilità delle abitazioni.
Problematiche condivise - dice Gentilucci - : mi sono interfacciato con i sindaci dei comuni vicini e delle altre zone terremotate su questo. Credo che in linea di massima sia stata raggiunta una sintesi, quindi sono le richieste che vanno in funzione dell'accelerazione della ricostruzione, garantendo anche il percorso dei nostri tecnici che non possiamo lasciare soli in una problematica importantisima". 
I due giorni dedicati all'entroterra si concluderanno, poi, a Fiastra con il sindaco Sauro Scaficchia.

GS
Finito il lockdown si torna a lavoro e a Valfornace ripartono i cantieri.

"Il 30 maggio scorso - scrive il Comune in una nota - la Stazione Unica Appaltante della Provincia di Macerata ha comunicato la lettera di invito per la presentazione delle offerte relative ai lavori del primo stralcio dell’intervento delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico dei torrenti “La Valle” e “Fornace”, un’opera importante volta alla messa in sicurezza di un territorio tra i più popolati dal rischio esondazione dei due corsi fluviali.

Oltretutto - aggiungono - la realizzazione di questo intervento consentirà di stralciare l’area contigua dai divieti imposti dal Piano di Assetto Idrogeologico, consentendo anche all’opera di ricostruzione dal sisma di proseguire senza ulteriori vincoli.

Un altro intervento che sta per vedere la luce è il Centro Polifunzionale che si realizzerà grazie alla donazione della Croce Rossa Italiana e che avrà la duplice funzione di presidio sanitario territoriale e centro di aggregazione sociale per associazioni e ragazzi del territorio: un’opera quanto mai necessaria in un contesto in cui la carenza di servizi rischia di diventare particolarmente evidente a discapito delle fasce più sensibili".

Anche sul versante della ricostruzione privata il Comune annuncia la prosecuzione dei: "dopo lo stop precauzionale - spiegano - , ripartirà anche la ricostruzione pesante, con la demolizione e la ricostruzione di un condominio con esito “E”, gravemente danneggiato dagli eventi sismici del 2016.

Tra i primi nel suo genere, questo intervento autorizzato dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione rappresenta un pò il simbolo di una ripresa che, al netto dell’epidemia, attende da troppo tempo di manifestarsi a pieno".

GS


Il Commissario alla Ricostruzione dei territori colpiti dal sisma 2016, Giovanni Legnini, è stato ascoltato oggi dalla Commissione Bilancio della Camera, impegnata della discussione del decreto sul rilancio dell’economia.

Cinque gli argomenti toccati dal Commissario in merito alla ricostruzione del Centro Italia dopo gli eventi sismici: il rafforzamento del Sisma e dell’Eco-bonus, nuove assunzioni e stabilizzazione del personale impegnato nei Comuni e negli Uffici Speciali, le misure di sostegno allo sviluppo dell’economia del cratere, la velocizzazione della ricostruzione privata, la semplificazione della ricostruzione pubblica.

Legnini, in particolare, ha suggerito un rafforzamento degli incentivi fiscali per la messa in sicurezza sismica e la riqualificazione energetica degli edifici nella zona del cratere. L’eventuale estensione alle seconde case ed un aumento dei tetti della spesa detraibile, ha detto il Commissario, li renderebbero, anche in alternativa al contributo pubblico per la riparazione delle abitazioni, degli strumenti formidabili per accelerare la ricostruzione privata nel Centro Italia.

Il Commissario ha inoltre sottolineato l’esigenza manifestata da tutti i comuni di stabilizzare il personale occupato nella ricostruzione, con ulteriori proroghe dei contratti e nuove assunzioni. Ha inoltre sottolineato alcune difficoltà delle imprese del cratere, già ferme o con attività ridotte, di dimostrare la flessione del fatturato necessaria per beneficiare degli aiuti previsti per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Questa mattina, invece, il Commissario ha avuto un incontro con tutte le parti sociali della Regione Marche: imprese e sindacati. Tra le altre cose ha voluto ribadire la sua posizione a seguito degli attacchi della Lega che lo accusano di essere di parte e di "aver aizzato i pm contro l'allora Ministro dell'Interno, Matteo Salvini.
"Sono assolutamente sereno - ha chiarito - in merito alla correttezza dei miei comportamenti e ho la ferma intenzione di continuare a esercitare le funzioni che mi sono state assegnate con tutta la determinazione e l'energia di cui dispongo".
Sugli attacchi della Lega, Legnini ha risposto anche ad Huffinghton post dicendo: "Mi sento ferito perché ho sempre assolto alle mie funzioni istituzionali con assoluta lealtà e onore. Ma intendo reagire. Mi hanno colpito i messaggi di affetto e sostegno di quanti mi conoscono e sanno come ho sempre agito nella vita come nelle istituzioni. E soprattutto mi hanno commosso i messaggi di cittadini e sindaci del cratere del centro Italia. Da tre mesi come commissario alla ricostruzione post-terremoto in Lazio, Marche, Umbria ed Abruzzo sto spendendo tutte le mie energie per i diritti dei terremotati e vorrei continuare a farlo lontano dalle polemiche politiche, collaborando con tutti come sto facendo e pensando solo a  come ricostruire territori feriti che vivono una doppia emergenza".

GS

Una pagina intera sulle misure messe in atto per la ricostruzione dal nuovo Commissario e sui problemi riscontrati negli anni precedenti sarà pubblicata nel settimanale L'Appennino Camerte in uscita la prossima settimana.
Da domani gli Uffici speciali per la ricostruzione potranno accettare le nuove richieste di contributo con la nuova procedura di certificazione degli interventi affidata ai progettisti e l’indicazione di tempi certi di conclusione dei procedimenti, stabiliti dall’Ordinanza 100 del 9 maggio scorso.
Sul sito internet del Commissario, www.sisma2016.gov.it sono stati pubblicati oggi tutti i testi normativi, la Relazione illustrativa, le schede sintetiche, gli strumenti operativi, le guide ad uso dei tecnici per il calcolo del contributo e la presentazione delle domande, una nota che chiarisce i criteri di applicazione delle vecchie Ordinanze ed una lettera del Commissario Straordinario, Giovanni Legnini, indirizzata a tutti gli attori della ricostruzione, dai tecnici, ai cittadini.

"In occasione dell’avvio delle nuove procedure di semplificazione - scrive il Commissario - abbiamo voluto produrre degli strumenti di illustrazione e approfondimento delle decisioni assunte e dei conseguenti profili attuativi. L’intento sotteso ai documenti di sintesi ed illustrazione che presentiamo è quello di rendere il più possibile agevole la lettura e l’applicazione delle nuove disposizioni da parte dei progettisti, degli uffici tecnici comunali, degli USR e degli altri attori della ricostruzione. L’obiettivo, nei prossimi giorni, sarà anche quello di fornire ai privati cittadini e alle imprese strumenti di informazione su un nuovo assetto di regole improntato alla chiarezza e alla comprensibilità. Si tratta di un passo importante verso un’estesa e responsabile partecipazione e condivisione della “comunità della ricostruzione” che deve crescere e svilupparsi per far sì che il processo di rinascita dei territori colpiti dal sisma possa finalmente decollare e procedere con un ritmo spedito".

Legnini annuncia quindi che a queste importanti decisioni, seguirà nelle prossime settimane una nuova Ordinanza per aggiornare e meglio definire i rapporti con le professioni tecniche. Il legislatore e il Commissario hanno richiesto ai professionisti impegnati nella ricostruzione l’assunzione di responsabilità aggiuntive, alle quali si intende far seguire nuove disposizioni finalizzate a fornire un quadro di maggiori certezze sulle regole e sulle condizioni, anche economiche, di esercizio delle loro prestazioni. 

GS
Pratiche edilizie digitali per eliminare i documenti cartacei ed evtitare errori.
È quanto deciso dall'assessore all’Urbanistica di Tolentino, Fausto Pezzanesi, che ha approvato un atto di indirizzo con il quale si stabilisce che, dal prossimo 11 giugno, la modalità per la presentazione delle pratiche edilizie digitali da parte dello Sportello Unico per l'Edilizia, prevede la sola presentazione digitale della pratica sul portale.
"Si tratta di una vera e propria svolta nella gestione dei procedimenti urbanistici - spiega Fauto Pezzanesi - con la sostituzione del cartaceo con la documentazione digitale che porterà ad una riduzione dei tempi per l’istruttoria delle pratiche, al recupero dei pareri da uffici interni e uffici esterni su piattaforma digitale.
Siamo consapevoli che, inizialmente, ci saranno tante domande e tanti quesiti a cui rispondere, in particolare da parte dei professionisti del settore, ma siamo pronti. Sempre ricordando - conclude l'assessore - che Tolentino è il Comune dove sono attese il maggior numero di pratiche di tutto il cratere per la ricostruzione post-sisma e purtroppo con un numero non adeguato di dipendenti ad istruirle".

GS
Il Sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci, ha inviato una nota al Presidente del Consiglio dei Ministri per sollecitare un suo intervento sulla stabilizzazione del personale impiegato nell’ambito dell’emergenza e della ricostruzione. La questione era già stata anticipata al Presidente Conte  in ovasione della sua visita a Castelsantangelo sul Nera il 13 settembre 2019.

"E’ prossima la scadenza dei tre anni dall’assunzione del personale a tempo determinato a suo tempo ripartito tra la struttura del Commissario, le Amministrazioni Comunali, USR-Regionali, Provincie, e Università- fa notare il primo cittadino- Al momento la normativa prevede la possibilità di applicare a questo personale una limitatissima deroga o proroga fino al termine dello stato d’emergenza che si ricorda è stato fissato dal Decreto Sisma centro Italia al 31 dicembre 2020.
Il personale in scadenza, ormai esperto, in molti casi, stante le pochissime figure professionali dei piccoli Comuni, è stato individuato nell’ambito dell’emergenza e della ricostruzione, con posizione organizzativa, ricoprendo quasi sempre il ruolo non solo di Responsabile dell’Ufficio Sisma, ma anche di Responsabile Unico del Procedimento e di Direttore Esecuzione Contratto.
Questa modalità ha consentito agli Enti di far fronte alle difficoltà connesse all’iniziale emergenza ed oggi è indispensabile, grazie alle competenze maturate, per seguire la ricostruzione la cui durata è stimata in oltre quindici anni. Sono evidenti le difficoltà tecniche/operative che l’Amministrazione dovrà gestire, quando il dipendente, suo malgrado, terminerà il rapporto di lavoro con l’Ente di appartenenza. I Comuni si vedranno costretti ad interrompere, bruscamente, tutte le attività procedurali, di gara, di contratti, di verifiche, con i diversi operatori/enti, che la normativa vigente in ambito di codice degli appalti e di T.U.E.L., affida ai Responsabile dell’Ufficio, nonchè al Responsabile Unico del Procedimento e Direttore all’esecuzione del contratto, di tutti i procedimenti sia in ambito di Emergenza che di Ricostruzione.

"Purtroppo i Comuni possono stabilizzare i dipendenti a tempo determinato solo con risorse finanziarie proprie- sottolinea Falcucci-  Va da sé che, specialmente per i piccoli comuni, come quello che il sottoscritto rappresenta, si tratta di uno sforzo insostenibile e, quindi, impossibile! Per ironia della sorte ci troviamo di fronte a casi in cui i nostri dipendenti, dopo aver acquisito presso di questi Comuni la dovuta esperienza e formazione, vengono reclutati a tempo indeterminato dagli Enti più grandi, i quali hanno ben altre capacità assunzionali rispetto alle nostre. I nostri Comuni subiscono, quindi, danni enormi da questo inutile processo migratorio tra Enti/Istituzioni, con interruzione del servizio, perdita del know how e necessità di formare ex novo il personale. 

La necessità di stabilizzare a tempo indeterminato una parte del personale che da oltre tre anni lavora negli Uffici Sisma e che ricopre ruoli apicali di Responsabilità nei Comuni terremotati- continua il sindaco-  è nota anche al Commissario Legnini, il quale già durante i primi incontri, ha subito mostrato la propria attenzione sul tema, condividendo l’oggettiva necessità per la quale occorre una copertura legislativa, la stessa che viene richiesta per accelerare la ricostruzione pubblica che a distanza di circa quattro anni dal sisma, purtroppo, non è ancora partita in quanto legata alle procedure di appalto ordinarie. E’ auspicabile che vengano individuati al più presto, e prima delle imminenti scadenze contrattuali, i criteri e modalità per stabilizzare il personale già formato, anche prevedendo che lo stesso, una volta terminata l’esperienza lavorativa per il Sisma del Centro Italia, in considerazione delle notevoli competenze di elevata professionalità acquisite sul campo in ambito di gestione dell’emergenza e Ricostruzione, possa rientrare alle dipendenze, ad esempio, del Dipartimento di Protezione Civile, del Dipartimento CasaItalia o della Regione, al fine di essere impiegato nella gestione di altre calamità naturali/emergenze, che sempre più spesso stanno interessando il nostro territorio Nazionale".
L’indifferibile esigenza di assumere a tempo indeterminato il personale che nei piccoli Comuni ha acquisito una esperienza non sostituibile, pena il blocco delle attività della ricostruzione,oltre che  al Presidente del Consiglio Conte. è stata già rappresentata dal sindaco di Castelsantangelo anche  al Commissario Legnini, al Capo Dipartimento della Protezione Civile Borrelli, al Vice Commissario della Regione Marche Ceriscioli e al Presidente dell’Anci Marche Mangialardi.
"Ad essi - conclude Falcucci- ci affidiamo fiduciosi per una decisione tempestiva e assolutamente non rinviabile considerato che finalmente si registrano significativi segnali positivi sulla ricostruzione con l’insediamento del Commissario Legnini". 
C.C.














"A quattro anni dal terremoto, dopo aver visto passare tre inutili figure di commissari ed aver assistito a irreversibili scempi di natura paesaggistica(unico capitale su cui
sviluppare progetti e attività), al conseguente scadimento sociale, anche il Comune di Valfornace, in piena sintonia con il generale agire burocratico del sistema si è praticamente adagiato in un soporifero vivacchiare". 
Così Sandro Luciani
, Capogruppo della minoranza a Valfornace, nell'affidare ad una lettera le sue parole di sfogo e di critica alla gestione amministrativa dell'attuale  Giunta comunale, guidata da Massimo Citracca. 

" I costanti decessi dei numerosi anziani, a cui si aggiungono partenze di nuclei familiari giovani,hanno trasformato l’antico borgo, culla di tradizioni e cultura locale, in un relitto di comunità destinato ad implodere. Le nostre contrade interne- scrive Luciani-  con estremo dolore , si spopolano giorno dopo giorno, il silenzio cala sui resti di comunità che costantemente non trovano,la forza di rinascere.

Gli antichi progetti di collegamento tra comunità, lo sviluppo di iniziative nuove impostate su logiche moderne legate alle tradizioni ed ai saperi autentici, sono sempre più lasciate all’inerzia dell’oblio. La nostra comunità non fa eccezione e la popolazione attonita, prima dagli eventi sismici, poi dalla pandemia covid 19, confinata nelle anguste soluzioni abitative, inizialmente definite“momentanee”, ora sempre più “definitive” anche in rapporto all’età degli occupanti, sta percependo che per la maggioranza di loro sarà “l’ultima residenza”. Sono molti coloro che non residenti, proprietari di secondeabitazioni nella maggior parte dei casi ereditate, i quali non trovando più anche quelle atmosfere ospitali e collaborative tipiche della antica Pieve, stanno stancamente attendendo l’avverarsi delle favola della ricostruzione. In un primo momento ci si era infervorati nella speranza di vedere l’avvio di quel programma di ricostruzione, che man mano si è trasformato in una presa per i fondelli con ilripetere –non vi lasceremo soli–. Ora che si è rimasti soli-continua Luciani-  non resta che amareggiarsi e per qualche singolo ostinato proseguire nell’incalzare il sistema, ma con poca convinzione. Un esempio fra tutti, nella piccola realtà di Valfornace, che può essere preso come fatto emblematico di tutte le tipologie della onnipotente burocrazia, è un’assurda vicenda che ha del paradossale. Esiste un fabbricato di proprietà comunale costruito da oltre 70anni, che per normativa vigente è sottoposto ad un vincolo storico che ne impedirebbe la demolizione e la sua ricostruzione, anche in altro luogo, seppur l’immobile non presenti particolari emergenze architettoniche da salvaguardare. Normativa che applicata in maniera letterale,senza un minimo di ragionevolezza, porta inesorabilmente al più totale immobilismo procedurale.

La pianificazione urbanistica è di per se una scienza in divenire, evolutivamente parlando, che ha in se lo spirito di rinnovamento ed adeguamento alla trasformazione. Non per nulla illustri pianificatori hanno coniato la definizione di Paesaggio come “ il luogo delle trasformazioni governate”.

Ebbene che si fa in Valfornace? Si inviano quesiti alle Istituzioni preposte e si attende fiduciosi; se poi le Istituzioni ritardano o non danno riscontro o peggio si limitano ad interpretare lessicalmente, la frittata è servita e l’amministrazione comunale che fa ? Attende, trincerandosi dietro la scontata inutile frase – siamo in attesa di risposta –. Tutto questo immobilismo a chi giova?

Alcuni iniziano a chiedersi: come mai i funzionari o peggio gli amministratori sono così poco attivi ed intraprendenti? Molte sarebbero le ipotesi di soluzione, ma è necessario che qualcuno le proponga. Invece tutto tace, gli uffici ed i rispettivi dirigenti si giustificano con la rilevante mole di lavoro fuori programmazione (quale?), senzamai assumersi responsabilità o proporre iniziative. Sono proprio le iniziative, che insieme alle idee di programma mancano a Valfornace, mentre la popolazione decresce. Forse una possibilità esiste ed è quella di proseguire con aggregazioni tra realtà comunali più grandi, perseguendo modelli di sviluppo nuovi e in grado di programmare l’indispensabile sovvertimento dell’attuale tendenza, che - conclude Luciani-  sta portando alla distruzione dei valori di civiltà che la storia ci ha tramandato".
C.C.




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