“La pace si costruisce giorno dopo giorno anche con gesti umili,semplici e concreti”. Con questa convinzione Angelo Sciapichetti ha deciso di scrivere, da semplice cittadino, al sindaco di Macerata Sandro Parcaroli dopo che la giunta comunale, con propria delibera, ha deciso l’uscita di Macerata dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace.

Di seguito il testo della lettera:

Egregio signor Sindaco,

Le scrivo come semplice cittadino che ha fondato, dopo l’attentato alle torri gemelle del 2001 il gruppo Pax Christi di Macerata di Don Tonino Bello e ha ospitato negli anni con il Circolo Aldo Moro, diversi incontri con Mons. Luigi Bettazzi vero profeta sul tema della Pace e ha promosso insieme ad altre associazioni cittadine la scuola di pace che ha operato in Città per tanti anni.

Ho letto dalle cronache, che nei giorni scorsi, con una delibera di Giunta ha deciso di uscire dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace motivando la sua decisione con il fatto che a seguito della grave crisi economica e dell’emergenza Covid è necessario procedere alla riduzione della spesa pubblica del comune e quindi ritiene necessario tagliare le 600 euro che servivano annualmente per l’adesione al Coordinamento degli enti locali per la pace. Se pur condivisibile la necessità di procedere al taglio delle spese cosiddette improduttive della pubblica amministrazione, non posso credere che lei pensi di poter dare un segnale in questa direzione, partendo dal taglio di 600 euro da un bilancio comunale di oltre 100 milioni. E solo per questo scopo. Quindi, non può essere questa la vera motivazione.

In diverse occasioni Lei ha affermato giustamente, di voler essere il Sindaco di tutti, anche di chi, come il sottoscritto non l’ha votato; vorrei capire pertanto, dal mio Sindaco, quali sono le vere motivazioni che l’hanno spinto a prendere una decisione di questo genere.

Ho immaginato  che  fossero motivazioni politiche; sono andato a vedere quali città potessero fregiarsi del titolo di  “Città della pace” come Macerata e con mia enorme sorpresa ho scoperto che sono centinaia i comuni  di ogni regione e di ogni schieramento politico che aderiscono al coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace dal quale Lei ha deciso di uscire.. Quindi non sono motivazioni politiche.

Non possono essere certamente motivi dettati da quella fede religiosa che sia io che Lei signor Sindaco, abbiamo ricevuto in dono perché già nel 1920 Papa Benedetto XV promulgò la prima Enciclica sulla pace “La Pacem Dei Munus Pulcherrimum”,  poi nel 1963 Papa Giovann XXIII  con la “Pacem in Terris”, Paolo VI nel 1967 con la “Populorum Progressio” , Giovanni Paolo II con la “Sollecitudo Rei Socialis” trattarono  con proprie Encicliche il tema della pace; lei sa meglio di me che  Papa Francesco fa appelli quasi quotidiani volti in tal senso.

Non possono essere certamente motivi di ordine educativo perché credo sia dovere prioritario per tutti noi,  inculcare ai giovani, anche con semplici atti simbolici, una cultura della pace, del dialogo, del rispetto,dello sviluppo, della cooperazione e della solidarietà internazionale tra i popoli per combattere lo sfruttamento, la miseria e le guerre che stanno insanguinando il mondo nel quale viviamo.

Lei più volte Signor Sindaco, ha detto di voler promuovere iniziative che facciano conoscere in Europa e nel mondo la nostra Città, bene: quale miglior biglietto da visità per quella  Civitas Mariae che noi tutti amiamo quello di poter continuare a definirsi “Città della Pace”?

La prego quindi, faccia conoscere quali sono i veri motivi che lo hanno spinto a prendere una decisione di questo genere che ferisce la sensibilità di molti maceratesi che Lei rappresenta e se può,  ritorni sulla sua decisione. Gliene saremmo grati!

La pace si costruisce giorno dopo giorno anche con gesti umili,semplici e concreti

Un suo concittadino.

Angelo SciapichettiI
"Chi è impegnato in politica o più in generale nel sociale non puo far cadere nel vuoto le parole di Papa Francesco".
Esordisce così la nota a firma di Angelo Sciapichetti, segretario del Circolo Aldo Moro di Macerata, in merito all'intervista trasmessa ieri sera, in esclusiva mondiale, da Canale 5 e che l'arcivescovo Francesco Massara ha invitato ad ascoltare per la profondità dei contenuti espressi.

"Emerge prima di tutto l’uomo - prosegue la nota del Circolo - che con umiltà (è il Papa che all’inizio ringrazia il suo intervistatore) e una semplicità sconcertanti, riesce ad impartire una lectio magistralis per tutti: laici, cattolici, cittadini comuni e persone impegnate nel sociale.
Il Circolo di cultura politica Aldo Moro di Macerata approfondirà nei prossimi mesi con una serie di incontri (pandemia permettendo) i messaggi che il Pontefice ha lanciato ieri sera.
L’invito forte, accorato che Papa Francesco fa più volte di priivilegiare il “NOI all’IO” riguarda tutti, ma anche e soprattutto chi fa attività politica.

Il rabadire, soprattutto ai giovani, che la politica è cosa nobile, ma deve essere protesa a guardare al bene comune, è importante se 'serve a far crescere la società' e se agli interessi di parte privilegia soprattutto in un momento come questo, quelli dell’intera collettività.

Sono sacrosanti anche i diversi punti di vista così come il confronto e la lotta tra partiti di diversa formazione, ma la situazione in questo momento è tale che tutto alla fine deve essere ricondotto all’unità.
Chi è impegnato in questo momento, se vuole essere all’altezza del compito affidatogli deve guardare oltre gli steccati e le appartenenze. Vanno messe da parte quindi, ripicche, rivalità di qualsiasi genere, evitato litigi inconcludenti per privilegiare il confronto sulle cose concrete guardando con sano realismo alla società di oggi.

Questo è il momento della semina del bene comune - prosegue Sciapichetti - e non della raccolta in termini elettorali. Il che vuol dire guardare oltre la contingenza attuale; occorre, se necessario, prendere decisioni difficili e anche impopolari, purchè abbiano il “respiro lungo” e servano a far crescere la società, a dare un futuro ai tanti giovani smarriti e disorientati.

Il Papa ci dice che il futuro è nelle nostre mani; possiamo uscire dalla pandemia migliori o peggiori: dipende solo da noi, dalle scelte che riusciremo a fare. Possiamo uscirne migliori e riavvicinare le persone all’impegno politico e sociale se ai dibattitti sterili che ogni giorno ci propinano i mezzi d’informazione di cui sono protagonisti personaggi politici di ogni schieramento, privilegeremo le tante cose concrete da fare per dare una risposta ai bisogni reali e quotidiani di giovani, anziani, malati, disoccupati, migranti.

Il Papa ci invita ad usare la parola chiave che è quella della vicinanza per uscire dalla cultura dell’indifferenza che uccide. Significa farsi carico dei problemi degli altri, il farsi prossimo con chi è rimasto indietro , capirne i bisogni per dare quelle risposte adeguate e concrete che le persone aspettano da troppo tempo. In altre parole - aggiunge - , è necessario riscoprire quell'I care che dovrebbe animare chi è impegnato in politica e che troppo spesso la cultura individualista di cui è intrisa la società del cosiddetto benessere diffuso ha finito per dimenticare o mettere in secondo piano. E’ necessario rimettere al centro di ogni azione politico-amministrativa la persona, chiunque essa sia, da ovunque provenga combattendo quella che il Papa ha più volte definito la cultura dello scarto dove se non sei utile diventi un peso per la società con tutte le scelte nefaste che ne conseguono.

Dall’intervista emerge chiaro il pensiero di Papa Francesco - riflette Sciapichette - : chi pensa di salvarsi da solo dalla crisi economico-sociale creata da questa pandemia sbaglia e illude i cittadini. “O ci salviamo insieme o non si salva nessuno” siamo tutti sulla stessa barca come ebbe a dire nel marzo scorso in una Piazza san Pietro deserta . Ancora una volta - conclude la nota - Papa Bergoglio venuto “quasi dalla fine del mondo” riesce con le sue parole ad offrire spunti per avviare una serie di riflessioni che possano portare ad un cambiamento radicale del nostro modo di vivere e di pensare e nel buio più assoluto, rappresenta a livello mondiale, l’unico fare che risplende e il solo, unico punto di riferimento per credenti e non credenti".

GS
Un cenone per i più fragili, gli “invisibili”. A loro la cena di capodanno la offre il Circolo Aldo Moro di Macerata insieme al Centro di ascolto e di prima accoglienza e al ristorante “Il Ghiottone” di Macerata.

Il segretario del circolo, Angelo Sciapichetti, ha raccontato l’iniziativa, nata nel pieno dell’emergenza sanitaria, diventata anche economica, che vuole dare un segnale di solidarietà a tutti coloro che vivono momenti difficili e che ha riscosso molte adesioni: "Dobbiamo dire purtroppo, perché nel momento in cui ci sono tante persone che hanno chiesto un pasto significa che c'è tanta gente che in questo momento sta soffrendo. Non c'è più la sicurezza di un posto di lavoro, i giovani non sanno come andrà a finire nei prossimi anni. L’iniziativa che il circolo Aldo Moro ha voluto prendere in un momento così delicato nasce per fare in modo che anche coloro che in questo momento sono rimasti un passo indietro possano trascorrere un ultimo dell'anno in serenità. Abbiamo superato ogni aspettativa: oltre 160 persone al centro di ascolto della Caritas e al circolo hanno chiesto un buono pasto: la situazione è molto preoccupante e deve, per il 2021, vederci impegnati tutti, ognuno nella propria responsabilità, per fare quel poco che si può. La solidarietà sono convinto che vada praticata con gesti concreti: è un po' come la pace, si costruisce giorno dopo giorno. Il circolo ha voluto anche dimostrare che c'è una comunità ancora molto solidale: il nostro è un tessuto sociale molto saldo e ben disposto a dare una mano quando c'è bisogno. Questo è importante".

Chi desidera contribuire e sostenere l'iniziativa può versare un contributo utilizzando l’IBAN IT60K0311113401000000014668 intestato all’ Associazione Centro di ascolto e di prima accoglienza causale: "aggiungi un pasto a tavola".

Red.
Un dato ormai assodato il fatto che la politica, e le sue schermaglie, talvolta polemiche, trovino nei social la loro cassa di risonanza. A questa che ormai sembra una regola non si sfugge neppure in tempi drammatici di pandemia, quando le scelte di fatto diventano di gran lunga più importanti delle dichiarazioni di principio. Un autentico botta e risposta, con reciproco scambio di “accuse” sulle scelte politiche fatte o non fatte, ha visto protagonisti a colpi di post il vice presidente del consiglio regionale Gianluca Pasqui e l’ex assessore regionale Angelo Sciapichetti. Sul piatto la riconversione dell’ospedale di Camerino in presidio Covid, “una conversione che – a detta di Pasqui - è prevista dal piano pandemico regionale approvato dalla precedente amministrazione regionale e che cerchiamo di scongiurare in tutti i modi”.

Non tarda, però, ad arrivare la replica di Sciapichetti che risponde snocciolando date e dati. “In un documento dell'Asur - Area vasta 3 dello scorso 8 ottobre – replica l’ex assessore - per fronteggiare la pandemia in corso sono stati assegnati specifici percorsi ad ognuna struttura ospedaliera provvista di terapia intensiva della provincia di Macerata che prevedono (al netto del Covid hospital di Civitanova) l'attivazione di 43 posti letto presso la palazzina ex malattie infettive dell'ospedale di Macerata; 45 posti presso l'Ospedale di Camerino; 64 posti presso l'ospedale di Civitanova Marche. Ad oggi risultano totalmente occupati i 43 posti ricavati presso la palazzina ex malattie infettive dell'Ospedale di Macerata. Considerato che questi non sono più sufficienti si dovrebbe procedere ora (in base al piano) all'occupazione dei posti presso l'ospedale di Camerino; nella malaugurata ipotesi che non dovessero bastare neanche questi, si dovrà procederà all'occupazione dei 64 posti dell'ospedale di Civitanova Marche. Pasqui dice che Camerino viene convertito in covid hospital perché lo ha deciso il piano pandemico della vecchia giunta, è vero, ma si dimentica di dire che il 30 ottobre la nuova giunta lo ha confermato, deliberando di "approvare le misure strategiche previste dal piano pandemico regionale", Se voleva quindi, il Vice Presidente del Consiglio poteva adoperarsi per "salvare" l'Ospedale di Camerino cambiando il nostro piano pandemico che non è scritto sulle tavole della legge, può essere cambiato, corretto. Perché se lo riteneva così importante non l'ha fatto?”.

Nel mentre Sciapichetti sembra inchiodare il governo regionale alle proprie responsabilità, Pasqui richiama la regola del buon senso come limite anche nella dialettica politica.

“L'ex assessore del Pd prova a intorbidire le acque, snocciolando date e numeri, ma sono proprio quelle date e quei numeri a inchiodare la precedente amministrazione regionale alle sue responsabilità – la contro replica del vice presidente dell’assise regionale - L'8 ottobre – data richiamata da Sciapichetti - doveva ancora insediarsi la nuova Giunta regionale (che verrà ufficializzata dal presidente Acquaroli il successivo 15 ottobre) e l’ex componente la maggioranza sa bene che i consiglieri regionali uscenti esercitano in pieno le loro funzioni fino al giorno immediatamente antecedente alla prima seduta dell’Assemblea della legislatura successiva. E la prima seduta, quella nella quale anche il sottoscritto è entrato in carica ed è stato eletto vice presidente del Consiglio regionale, c'è stata il 19 ottobre. Il successivo 30 ottobre, quindi dieci giorni dopo l'insediamento, la Giunta regionale ha deliberato di "approvare le misure strategiche previste dal piano pandemico regionale". Ora, qualunque persona di buon senso si rende conto che pensare di cambiare un piano pandemico in dieci giorni, peraltro in piena emergenza dettata dalla seconda ondata della pandemia, non solo è folle ma è tecnicamente impossibile. L'ospedale di Camerino non doveva essere proprio inserito nel piano pandemico fin dal principio, perchè ricopre un'importanza fondamentale per tutto quel territorio che ha atteso risposte che non sono mai arrivate dopo il sisma del 2016. Non c'era un piano pandemico quando, in base a una strategia ben precisa, l'ospedale di Camerino è stato lentamente spogliato di quelle che erano eccellenze sanitarie riconosciute a livello nazionale come l'Ortopedia o la Cardiologia. Chi è stato responsabile di questo scempio?”.

“Per sottrarre dal piano pandemico l'ospedale di Camerino basta un semplice atto di giunta, non ci vuole tempo . Il problema è che bisogna avere un'alternativa credibile e pronta in poche ore”, controbatte Sciapichetti che conclude affidando, come sempre, il giudizio a cittadini ed elettori.

Appare, dunque, lunga la diatriba in atto in merito alla gestione della pandemia, come lo è stato per il terremoto e come lo sarà per ogni scelta che chi governa è chiamato a compiere. La maggioranza decide, la minoranza critica. Così è sempre stato e così sempre sarà. A noi non resta che augurarci, richiamando la letteratura classica, che “mentre a Roma si discute Sagunto non venga espugnata”.

f.u.
Dopo il restyling del Torrione arriva la buona notizia che riguarda un altro simbolo della città di Tolentino: Porta Marina.
"Il nostro lavoro – dice Giuseppe Pezzanesi – sul fronte del sisma e soprattutto del reperimento di fondi per avviare lavori di restauro, continua a dare buoni frutti. Infatti in queste ore ci è stato comunicato dall’assessore regionale Angelo Sciapichetti che ci è stato finanziato l’intervento di restauro dell’antica Porta Marina. Infatti la nostra domanda di partecipazione al bando pubblicato dal Commissario Straordinario Legnini è stata accolta e ci sono state accordate erogazioni fino a 200 mila euro che utilizzeremo per finanziare i lavori.
Siamo molto soddisfatti – prosegue il primo cittadino - e ringraziamo quanti hanno voluto, ancora una volta sostenere i nostri progetti di recupero di monumenti storici della nostra città. Porta Marina aspettava da anni di essere recuperata ed era l’ultima porta storica di accesso della nostra città non ancora interessata da lavori di consolidamento e restauro e le cui condizioni si sono aggravate al seguito dei danni riportati con il sisma del 2016.  Ora daremo il via alla progettazione preliminare e poi definitiva per giungere all’indizione del bando per affidare i lavori e aprire il cantiere".

Porta Marina era l’antico accesso da e per la costa, vibino al Politeana, in via Flaminia. "Risale - spiega Giorgio Semmoloni - al 13° secolo quando il Comune fece avanzare la cinta muraria occupando la vigna dei monaci di San Catervo. Ha l’arco acuto in pietra arenaria a piè di una torre merlata a sporto e difesa piombante. Conserva alcuni gangheri in ferro, una parte di ganghero in pietra e gli incastri per la sbarra. La porta – completata da un rivellino circolare a difesa – costruito bel 1490 e battuto nel 1840 per facilitare il transito delle diligenze – trovandosi sul percorso della Strada Lauretana, segnò il passaggio di tanti viaggiatori, personaggi illustri, papi, uomini d’arme, santi e pellegrini fino a quando, nel 1880, venne costruito a fianco del Torrione di San Catervo il nuovo ponte che fece mutare il corso della strada, poi denominata Nazionale".

GS




portamarina


“Omissione di atti d’ufficio” gridano all’unisono i sindaci dei comuni di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci, Valfornace, Massimo Citracca, e Monte Cavallo, Pietro Cecoli, puntando il dito contro l’Unione Montana di Camerino. I 3 comuni, infatti, hanno chiesto di aderire all’Unione, ma da oltre 18 mesi ancora non hanno ricevuto alcun riscontro né di mancato accoglimento, né di qualsiasi altra motivazione, nonostante i numerosi solleciti. Le diffide sono state inviate anche al governatore Ceriscioli, all’assessore Sciapichetti e per conoscenza al Prefetto di Macerata con la descrizione, nel dettaglio e con documentazione allegata, del le ragioni e dei fatti che si sono susseguiti nel tempo e delle illegittimità verificatesi e ad oggi non ancora rimosse.

“Strano ma vero, ad oggi ancora nessuna risposta – dichiarano sgomenti i 3 sindaci - Siamo certi che le massime istituzioni regionali stiano valutando come intervenire a questo censurabile, illegittimo e incomprensibile comportamento di un Ente Pubblico sovracomunale che avrebbe dovuto chiedere ai comuni che non aderirono alla trasformazione da Comunità Montana a Unione Montana di entrare, se non altro per le ragioni post sisma e per dimostrare una compattezza politica di un’area che di tutto ha bisogno, meno di essere oggetto di divisioni perché danneggiano un intero territorio. Si nascondono meschinamente le vere ragioni di questo insolito “non fare” non prendendo atto che ormai tutti conoscono le vere ragioni: quelle della democrazia rappresentativa che se non conviene si osteggia in tutti i modi! E’ altresì incontrovertibile e sotto gli occhi di tutti la totale assenza di qualsiasi iniziativa dell’Unione Montana Marca di Camerino per il territorio.
Le altre due Unioni Montane di San Severino e San Ginesio, hanno attivato e concretizzato importanti progetti e servizi dimostrando ampiamente un ruolo di Ente sovracomunale che supporta e integra i Comuni aderenti con significativi risultati. Si approfitta per ringraziare il Sindaco del Comune di Camerino che ha comunque coordinato egregiamente importanti incontri sulla ricostruzione post sisma, sulla sanità e sui servizi coinvolgendo tutti i Comuni del nostro comprensorio cercando di sopperire al disagio che arreca la mancata partecipazione di tutti. Qualcuno dimentica che si deve essere sempre al servizio delle Istituzioni e mai al contrario!”.

f.u.
Il passaggio di consegne tra l’Ordine di Malta e la Regione Marche, ha sancito la fine dei lavori al Covid Center di Civitanova Marche. Alla cerimonia religiosa, presieduta dall’Arcivescovo di Fermo Rocco Pennacchio, sono intervenuti, tra gli altri, il presidente Luca Ceriscioli, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, Nadia Storti direttore dell’Asur, Alessandro Maccioni direttore Area vasta 3, il consigliere regionale Francesco Micucci e Guido Bertolaso. “Poter avere questa struttura a disposizione, dopo lavori che sono durati venti giorni, con una velocità incredibile di realizzazione e una filosofia ispirata alla fruibilità di moduli indipendenti e flessibili, ci permette di affrontare questa fase di chiusura dell’emergenza Covid puntando su un ospedale in grado di rispondere alle nostre esigenze”, ha commentato il presidente Luca Ceriscioli. Il suo completamento ha riferito, “consente di accelerare il ritorno alla normalità degli altri ospedali e di testare la struttura approntata, anche perché sappiamo che la missione più delicata potrebbe averla in un’eventuale ripartenza del virus a fine anno”.

Civita1

Guido Bertolaso ha evidenziato che “più che un’inaugurazione, quella odierna è la presa d’atto del lavoro straordinario che è stato fatto, grazie alla collaborazione fra la Regione Marche, il Comune di Civitanova e il Corpo italiano del soccorso dell’Ordine di Malta. È la dimostrazione che quando si vuole, anche il Italia, si riescono ad abbreviare i tempi e a superare qualsiasi ostacolo burocratico”. Bertolaso ha poi rimarcato che è stato realizzato “un lavoro di squadra, in armonia con quello che il Capo dello Stato ha sempre sollecitato in questa fase emergenziale per il nostro Paese. Niente polemiche, tutti a lavorare insieme, ventre a terra, per far ripartire l’Italia. In questo caso penso che noi abbiamo dato un piccolo contributo. Mi dispiace che nessuno, da parte delle Istituzioni nazionali, sia venuto a vedere cosa abbiamo realizzato. Sarebbe stato forse utile, anche fonte di ispirazione per chi deve sistemare tutta la sanità italiana. D’altronde temo che il ritorno del Covid sia un rischio reale: lo dicono tutti gli scienziati. Quando uno sa che deve affrontare una nuova epidemia, ci sono tre parole d’ordine: tamponi, tracciabilità e terapia. Questa di Civitanova è la struttura idonea per fare una terapia appropriata per chi contrae questa malattia”.


Civita3
Sono rientrati in Albania gli infermieri della task force che hanno operato nelle Marche per assistere i pazienti affetti da Coronavirus. L’aereo della Guardia di Finanza che ha ricondotto in patria i sanitari albanesi è decollato dall’Aeroporto delle Marche di Falconara Marittima alle ore 12.

marche

A portare il saluto con una cerimonia di ringraziamento l’assessore alla Protezione Civile Angelo Sciapichetti in rappresentanza della Regione Marche. “Desidero rivolgere alla task force sanitaria di 59 infermieri albanesi – dichiara l’assessore -  tutta la nostra gratitudine e riconoscenza per l’aiuto concreto, la vicinanza e la solidarietà che ci hanno dimostrato. Ragazzi meravigliosi che ci fanno sperare nella possibilità di costruire un’Europa dei popoli, quella che i nostri padri costituenti avevano auspicato e voluto”. La squadra di infermieri albanesi, cui è stato donato come ricordo il libro che parla delle Marche, è stata suddivisa tra le 5 Aree vaste e ha prestato servizio in particolare nelle strutture residenziali e nelle case di riposo.

sciapichetti pilota
Mentre i Covid Hospital si preparano a tornare alle attività ordinarie, è scontro in consiglio regionale tra minoranza e maggioranza.
In particolare la risposta ai consiglieri della Lega in merito all'ospedale di Camerino arriva dall'assessore regionale, Angelo Sciapichetti, che in una nota replica ai rappresentanti del Carroccio: "Nell’emergenza Coronavirus la Lega e suoi rappresentanti, non avendo avuto modo, per dirla in termini calcistici di “toccare palla”, si affannano ogni giorno a fare comunicati stampa tesi a valorizzare il loro contributo in realtà inesistente o ininfluente se non per fini propagandistici ed elettorali".
Scende quindi nel particolare della mozione che chiede alla Giunta di ripristinare i servizi a Camerino e potenziare il nosocomio: "Nei giorni scorsi - precisa Sciapichetti - , la Lega si è affrettata a far sapere “urbi et orbi” che l’ospedale di Camerino verrà presto restituito alle sue importanti funzioni di presidio sanitario del territorio dell’Alto Maceratese. Peccato - commenta sarcastico Sciapichetti - che fosse già previsto al momento della conversione del locale nosocomio in ospedale Covid nella delibera di Giunta del 9 marzo scorso dove c’è scritto testualmente: al termine della fase straordinaria, l’assetto strutturale del servizio sanitario regionale sarà ripristinato come era precedentemente; eventuali tecnologie (e qui c’è il potenziamento) acquisite durante il periodo emergenziale, rimarranno patrimonio delle strutture che se ne avvalgono. Dunque, la mozione tanto sbandierata dai leghisti arriva quasi due mesi dopo e a nulla serve se non a fare propaganda elettorale".

GS
È stato il tema principale dei dibattiti degli ultimi giorni, spaccando l'opinione pubblica e diventando spesso protagonista anche di fake news.
Si tratta dell'utilizzo del plasma dei soggetti guariti da Covid 19 anche nella Regione Marche.
Ad annunciare il percorso avviato nelle Marche era stato l'assessore regionale Angelo Sciapichetti: "C'è una sperimentazione in altri ospedali - ha detto - . Ora si farà anche nella nostra regione. Il problema è che bisogna essere molto cauti, si parla di una sperimentazione. Ci sono casi in cui i medici hanno detto che grazie al plasma ci sono stati dei miglioramenti, ma come per tutte le cose bisogna essere consapevoli che si tratta di una sperimentazione. Saranno le autorità sanitarie a validarne il percorso e l'efficacia".

download
Angelo Sciapichetti

Sciapichetti è tornato sull'argomento anche dopo che la Lega ha chiesto di accelerare i tempi attraverso una mozione: "Il comitato etico regionale - ha risposto l'assessore - si è già riunito mercoledì scorso e ha già deciso che la sperimentazione negli ospedali marchigiani avrà inizio nei prossimi giorni".
Intanto le sezioni Avis si stanno preparando alle donazioni come spiega anche la presidente dell'associazione tolentinate, Ivana Ciucci: "Il responsabile per la partenza delle trasfusioni è per noi il Centro Trasfusionale di Macerata.

12507424 1574472302773488 5921195559464297711 n
Ivana Ciucci

Al momento abbiamo qualche potenziale donatore, ma la procedura non è ancora cominciata. Non appena il centro ci chiederà di inviare donatori idonei noi siamo pronti a contattarne anche altri".
A ribadire la necessaria cautela, spiegando che questo tipo di sperimentazione non può e non deve sostituire quella per il vaccino è Andrea Silenzi, medico specialista in Igiene e Medicina preventiva; attualmente in servizio all’Ats di Brescia, membro del consiglio direttivo del Centro di ricerca e studi sulla Leadership in Medicina, nella sede di Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e vicepresidente vicario della SIMM, la Società Italiana Medici Manager.

089ef72c 17c9 4f09 bc4b b74bc1302edd
Andrea Silenzi

"Parliamo di un argomento che conosciamo da molto tempo - chiarisce - perchè l'utilizzo del plasma come trattamento per malattie infettive è qualcosa che conosciamo almeno quanto i vaccini. Sono trattamenti fatti per rispondere, in situazioni di urgenza, a malattie infettive che arrivano all'improvviso come il Covid 19, ma anche per gestire in urgenza situazioni che ben conosciamo come il tetano: se non sei vaccinato e sviluppi il tetano, in pronto soccorso si viene curati con le immunoglobuline ricavate dal plasma di soggetti donatori di sangue vaccinati per il tetano e opportunamente selezionati. Lo scopo è di conferire una protezione immediata contro la malattia, proprio quello che si sta provando a fare con il COVID19.
È stato provato anche per l'HIV, ma in quel caso non ha mai funzionato. Ovviamente in ogni caso è differente. La Comunità Scientifica sta vedendo quando e come utilizzarlo in situazioni critiche, ma è bene far passare il messaggio che non si tratta di una soluzione valida a sostituire il vaccino, né tantomeno un eventuale farmaco. Si sta lavorando per arrivare alla vaccinazione - prosegue - . Il vaccino dovrebbe essere pronto per l'inizio del 2021 grazie alla conoscenza che deriva da epidemie precedenti come la Sars. Sicuramente all'inizio non sarà disponibile per tutta la popolazione, ma saranno definite le categorie più fragili a cui sottoporlo prima degli altri. Quello che deve essere chiaro a tutti - conclude - è che il vaccino servirà a prescindere dalla sperimentazione con il plasma. Sono due cose differenti".

Giulia Sancricca

L'intera intervista di approfondimento al dottor Andrea Silenzi sarà pubblicata nella prossima edizione de L'Appennino Camerte.
Pagina 1 di 2

Radioc1inblu

Radio FM e Internet
P.za Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax 0737.633180
Cellulare: 335.5367709

radioc1inblu@gmail.com

L'Appennino Camerte

Settimanale d'informazione dal 1921
Piazza Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax: 0737.633180
Cell: 335.5367709

appenninocamerte@gmail.com

Scopri come abbonarti

Questo sito utilizza i cookie

Puoi accettare e proseguire la navigazione o per maggiori informazioni Per saperne di piu'

Approvo
Clicca per ascolare il testo