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Si è conclusa con la discussione della tesi e la consegna dei diplomi la terza edizione del master di secondo livello in “e-Health”, promosso dalla Facoltà di Farmacia e dal Dipartimento di Medicina Sperimentale e Sanità Pubblica dell'Università di Camerino.
“L'e-Health – sottolinea il prof. Francesco Amenta, Coordinatore del Master – è il complesso delle risorse, soluzioni e tecnologie informatiche di rete applicate alla salute ed alla sanità. Il Master in e-Health di Unicam, di cui oggi abbiamo concluso con successo la terza edizione, rappresenta proprio uno sforzo per colmare la carenza di formazione universitaria, sia nazionale che europea, nel campo della sanità elettronica”.
Sono stati sei coloro che hanno conseguito il titolo discutendo tesi su argomenti quali il contributo della teleradiologia alla telemedicina dei servizi, il Progetto regionale SOLE sulla telemedicina e continuità assistenziale, le esperienze di sanità elettronica nell'Africa sub sahariana, le esperienze di sanità in rete durante i XX giochi olimpici invernali di Torino 2006, le esperienze Saipem nell'applicazione della telecardiologia nei siti operativi remoti e di frontiera, la telemedicina in pediatria presso il Dipartimento di Pediatria dell'Azienda Ospedaliera Università di Padova.
Una qualificata formazione universitaria per le nuove professioni della Information and Communication Technology (ICT) può contribuire in maniera fondamentale allo sviluppo del processo evolutivo dei nuovi sistemi sanitari, in funzione di una loro migliore qualità e fruibilità al servizio del cittadino.
“Con le diverse edizioni, nazionali ed internazionali, dei propri Master – prosegue il prof. Amenta – UNICAM, una delle poche università italiane attive nel settore, si pone il traguardo ambizioso di rappresentare il punto di riferimento per la creazione di una rete di istituzioni universitarie europee che portino al riconoscimento della sanità elettronica a tutti gli effetti nella formazione dei professionisti del domani”
Martedì 8 aprile, il Sindaco di Tolentino Luciano Ruffini e l'Assessore all'Istruzione Alessandro Bruni hanno presenziato alla cerimonia di premiazione delle classi 5 A e B del liceo scientifico dell'Istituto d'Istruzione Superiore Francesco Filelfo nell'ambito del concorso “Enel Energia in Gioco”.
I ragazzi, guidati dall'insegnante Luciano Guardati hanno ricevuto una menzione speciale per un elaborato, realizzato lo scorso anno scolastico, quanto frequentavano la classe quarta, sui temi dell'energia, dell'ambiente e del risparmio energetico. Il premio è stato consegnato agli studenti dal responsabile della zona Enel di Macerata Fabio Petrelli, da Giuseppe Ferrara, Luca Cangentua e Domenico Patrizi dell'Enel.
Al termine dell'incontro il Sindaco Ruffini nel commentare il successo degli studenti e dell'istituto “Filelfo” ha dichiarato che “L'impegno dell'insegnante e degli studenti su temi-chiave della mostra società, come certamente lo sono energia e l'ambiente, ha prodotto un risultato che può essere utilmente speso nei confronti di tutta la comunità scolastica e delle famiglie della nostra città. Il progetto Enel Energia in Gioco è una grande opportunità per i giovani anche per metterli a contatto diretto con una delle più importanti e moderne realtà industriali, nel settore dell'elettricità e del gas, del nostro Paese e mondiali”.
Con questa significativa iniziativa si riesce a far conoscere il mondo dell'energia attraverso i linguaggi e le tematiche della scienza e soprattutto si possono educare i giovani ad un corretto utilizzo dell'energia, accrescendo in loro la consapevolezza e la capacità critica, indirizzandoli verso scelte e comportamenti sostenibili, trasformando la conoscenza in coscienza energetica.
Questo grande concorso viene ripetuto anche per questo 2008. Per saperne di più o per iscriversi si può contattare il numero verde dell'Enel 800.228722 o si può visitare il sito www.enel.it/energiaingioco .
Scarpette di porcellana, di vetro, di stoffa con lustrini, legno, metallo, argento; scarpine di tutti i formati, anche piccolissime. Tante scarpe, ma nessuna per essere calzata e per camminare. Le più di cento scarpette dell'Ottocento della collezione Caterina Marinozzi di Pollenza esposte in una delle sale nel museo civico “Cento” sono infatti scarpette porta spilli, porta stecchini, porta tabacco, semplici soprammobili o stampi per dolci, addirittura scarpe-salvadanaio. E' stata questa collezione, insieme al mosaico con scena di caccia d'epoca romana esposto al piano terra dello stesso museo, ad aver destato la maggiore attenzione delle migliaia di persone che nella XVI “Giornata di Primavera” hanno accolto l'invito del FAI a visitare alcuni dei beni storico-artistici, monumentali ed ambientali aperti per l'occasione nel primo fine settimana di aprile. La delegazione maceratese del Fai ha scelto quest'anno Pollenza come centro principale. Qui, infatti, oltre al museo è stato aperto il complesso di Rambona dove i visitatori sono stati accolti dai ragazzi della scuola media “Vincenzo Monti” che hanno svolto con scrupolo e preparazione il compito di guida sia nella splendida abbazia, sia nella contigua villa Antonelli-Incalzi. A pochi chilometri da Rambona, alle porte di Passo di Treia per chi risale la vallata del Potenza, è stata aperta Villa Leonardi dove gli “apprendisti ciceroni” sono stati gli studenti dell'Istituto per geometri “Bramante” di Macerata. Nonostante la giornata non troppo primaverile, non è stata trascurata neanche la terza meta proposta dal Fai maceratese: il caratteristico nucleo abitato di Elcito nella parte più settentrionale del territorio di San Severino Marche ai piedi del comprensorio montano del San Vicino, dove le guide del Club Alpino Italiano e del TAM (Tutela Ambiente Montano” hanno accolto quanti si sono spingi fino ai mille metri di Canfaito e dell'Abbazia di Valfucina.
La Giornata di Primavera del FAI è stata patrocinata dalla Provincia di Macerata, dalla Comunità montana delle alte valli del Potenza ed Esino e dai Comuni di Pollenza, San Severino e Treia.
Al Vinitaly non solo i vini delle Marche hanno avuto successo, ma anche l'olio prodotto dalle terre marchigiane ha giocato un ruolo importante durante la manifestazione del Salone scaligero. Quest'anno il SOL, Salone Internazionale dell'Olio Extravergine di Qualità, ha accolto i nostri espositori (dieci in tutto) e visitatori nella tensostruttura che dall'edizione 2007 lo identifica chiaramente all'interno del quartiere fieristico, di fronte all'ingresso S. Zeno. La centralità della posizione rispetto alla struttura di Veronafiere, permette di convogliare su Sol tutte le iniziative ad esso collegate, tali da suscitare interesse e attenzione nei confronti del mondo dell'olio di oliva.
A contendersi l'edizione 2008 del Sol d'Oro, 226 oli di oliva vergine ed extravergine provenienti da 15 Regioni italiane e da 6 paesi esteri tra cui il Cile, che l'anno scorso aveva spodestato l'Italia conquistando il premio fruttato leggero. Il settore olivicolo conta nel nostro Paese un patrimonio di oltre 230 milioni di piante con 350 varietà diverse e impiega più di 300 mila imprese, per valore della produzione che supera ormai i 2500 milioni di euro. Le Marche godono una posizione di rilievo in questo settore. Infatti, il Sol giunto alla 14^ edizione, è un evento che richiama a Verona operatori specializzati da tutto il mondo, in particolare quelli delle Marche. Tra questi c'è il frantoio Gabrielloni di Montefiore che ha sintetizzato il pensiero di tutti gli olivicoltori marchigiani presenti al Vinitaly.
“Gli stand marchigiani sono molto sobri quest'anno – ha sottolineato Elisabetta Gabrielloni, titolare dell'omonima azienda - e la posizione logistica del Sol permette a tutti quanti noi di essere più visibili. I visitatori gradiscono gli olii delle Marche perché possono essere abbinati a piatti di pesce, carne e zuppe. Inoltre, nella nostra regione quasi tutte le aziende raccolgono le olive a mano ad uno stadio di maturazione non completa e vengono lavorate in giornata. Questo processo permette di ottenere un olio extravergine di bassissima acidità, molto ricco di sostanze fenoliche ed aromatiche”.
La crescita dei consumi dell'olio marchigiano giustifica l'interesse economico per questo prodotto della tradizione mediterranea. Tradizione che caratterizza il nostro olio dal colore verde intenso che sprigiona una nettissima sensazione di prato primaverile, con sentori di pomodoro verde, cardo e mandorla. La folta presenza di pubblico negli stand degli olii delle Marche ci fa comprendere che il settore è in fortissima evoluzione con ampi margini di crescita. (a.f.)
Quasi duecento iscritti, molti dei quali insegnanti provenienti da tutta Italia, da Bassano del Grappa a Bari, ma anche specializzandi della Siss e studenti della facoltà di Lettere dell'Università di Macerata. I due giorni del convegno su Leopardi organizzato dal Comune di Recanati e dall'Adi-Sd Marche, associazione degli italianisti sezione didattica, ha rappresentato non solo un'iniziativa di grande rilevanza scientifica, per i nomi di spicco della critica letteraria presenti come relatori, ma anche un'opportunità per far conoscere le attrattive turistiche e culturali di Recanati.
Il convegno “Insegnare Leopardi … l'Infinito in un'aula” si è aperto con i saluti del sindaco Fabio Corvatta e si chiuderà con l'intervento di Carla Sclarandis, vicepresidente dell'Adi Sd. Per due giorni, dunque, i partecipanti e i relatori, di ogni parte d'Italia, hanno soggiornato nelle strutture alberghiere recanatesi (c'è anche chi è venuto in camper) e hanno visitato lo splendido centro storico, Casa Leopardi e i musei cittadini, rimanendo affascinati dalle bellezze del Comune marchigiano.
Il convegno, realizzato con la collaborazione dell'Istituto professionale “Bonifazi” di Recanati-Civitanova Marche, vanta il patrocinio della Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Macerata, del Centro nazionale studi leopardiani, dell'Ufficio scolastico regionale, del Liceo classico “Leopardi” di Recanati, dell'istituto “Varnelli” di Cingoli, e il contributo della Banca di credito cooperativo di Recanati e Colmurano, della Fondazione Cassa di risparmio di Macerata e della ditta Laminox spa.
Molto successo e tanti apprezzamenti li ha ottenuti anche la performance teatrale, organizzata sempre nell'ambito della manifestazione, tenutasi al Persiani, dal titolo “Giacomo tra noi”, alla quale hanno assistito anche tanti cittadini di Recanati e dei centri vicini, al punto che il teatro era praticamente tutto esaurito. Si sono esibiti sul palco la poetessa Norma Stramucci, il cui ultimo lavoro editoriale, un libro di poesie, uscirà a metà aprile, e il gruppo de I Lanafina, formato da Elisa Buontempo e Matteo Corvatta (voci), Giacomo Tombesi (chitarra), Simone Giorgini (contrabbasso), Luca Giardini (tromba e flicorno) e Francesco Savoretti alle percussioni.
Il pubblico è rimasto entusiasta e ha applaudito a lungo la performance della poetessa, che ha letto brani dalla Batracomiomachia, i maggiori idilli e Canti leopardiani e alcuni pezzi in prosa dallo Zibaldone e dalle Operette morali. I Lanafina hanno eseguito intermezzi musicali che, attraverso generi diversi, hanno accompagnato il pubblico nelle atmosfere leopardiane.
Le sirene delle moto della Polizia municipale e il chiassoso entusiasmo dei bambini delle scuole elementari di San Severino hanno svegliato (e incuriosito) una città ancora sonnacchiosa.
Era un'esercitazione legata al progetto didattico di educazione stradale “Il mio diritto a non venir rovesciato per strada” cui stanno lavorando gli alunni e gli insegnanti del plesso “Luzio” con la collaborazione dei Vigili urbani e della Protezione civile. In pratica, quasi tutti i bambini hanno raggiunto a piedi o in bicicletta la loro sede scolastica partendo alle ore 7.45 circa da due punti di raccordo (rione Settempeda e rione San Paolo) e seguendo distinti percorsi all'interno del centro urbano. Erano accompagnati dalla dirigente scolastica Rita Traversi, da docenti, genitori, volontari della Protezione civile e della Croce rossa, agenti della Polizia municipale e anche da alcuni amministratori comunali.
Lo scopo dell'esercitazione era quello di verificare su strada un progetto che vuol aiutare il bambino a imparare a recarsi a scuola anche in bici o a piedi facendo attenzione ai pericoli, alla segnaletica e alle opportunità date ai pedoni.
Al termine del percorso, tutti i partecipanti si sono riuniti in palestra per fare il punto della situazione. L'iniziativa sarà ripetuta ufficialmente, con una mobilitazione ancor più massiccia e organizzata, in una giornata conclusiva del progetto in programma all'inizio di maggio.
Il Centro Giovanile di Motorso è dedicato a Papa Woytila proprio per ricordare il forte legame instauratosi tra quel Pontefice, i giovani e il Santuario della Santa Casa di Loreto. Nel settembre del 1995 Loreto fu teatro di un grande incontro europeo dei giovani con Giovanni Paolo II: “Eurhope”. Negli anni della guerra nella ex-Yugoslavia quell'evento ha indicato una tappa nel cammino di costruzione della Casa comune europea, un cammino irreversibile, nella pace e nella concordia tra i popoli. In quella occasione giunsero a Loreto più di 400.000 persone per ascoltare la voce della Chiesa che li invitava a prepararsi al grande Giubileo del 2000. Nella conca di Montorso, Giovanni Paolo II rivolse ai giovani queste parole: « … Loreto, cittadella di Maria, in questi giorni assume il volto di capitale spirituale dei giovani d'Europa. Il Santuario della Santa Casa si trova oggi come al “centro” di questo continente antico e nuovo da voi chiamato “Eurhope”: Europa-speranza. Loreto è così diventato il Santuario della speranza. (…) Da Loreto questa sera abbiamo compiuto un singolare pellegrinaggio dall'Atlantico agli Urali, in ogni angolo del Continente, dovunque si trovano giovani in cerca di una “casa comune”. A tutti dico: ecco la vostra Casa, la Casa di Cristo e di Maria, la Casa di Dio e dell'uomo!» (Giovanni Paolo II, Montorso, 9 settembre 1995)
Il Centro di Montorso è stato inaugurato ufficialmente l'8 dicembre 2000 alla presenza del Card. Giovanni Battista Re (che ha portato con sé una lettera autografa del Santo Padre) e di Mons. Giuseppe Betori, Segretario generale della CEI, Mons. Angelo Comastri, Arcivescovo-Delegato Pontificio per il Santuario della Santa Casa
Vito Punzi
E' stato inaugurato a San Severino il Centro di residenzialità breve per bambini e adulti affetti da autismo, il primo in provincia di Macerata. La struttura è inserita all'interno del ristrutturato e ampliato Centro socio-educativo riabilitativo diurno per disabili, “Il girasole”, in un'ala dell'edificio che ospita la casa di riposo “Lazzarelli” in viale Eustachio. Alla festa inaugurale sono intervenuti, fra gli altri, gli assessori ai Servizi sociali della Regione, Marco Amagliani, e della Provincia, Alessandro Savi, il presidente della Comunità montana, Gianluca Chiappa, il sindaco Cesare Martini, l'assessore comunale Sergio Giorgetti, il responsabile dell'Ambito sociale, Valerio Valeriani, e la coordinatrice del Centro, Emanuela Eutizi.
L'intervento, legato al progetto regionale “L'autismo nelle Marche”, è stato finanziato dalla Provincia di Macerata (per un importo di 44 mila euro) ed è stato seguito dai tecnici della Comunità montana delle alte valli del Potenza ed Esino.
L'immobile è stato messo a disposizione dal Comune che, grazie alla collaborazione con l'Asur, ha trasferito in altra sede il Centro di igiene mentale, liberando così spazi per “Il girasole” e per l'assistenza specifica a persone affette da autismo.
Complessivamente i locali si sviluppano su una superficie di circa
I nuovi arredi sono stati donati da aziende come
Martedì 25 marzo, in prima serata sul TG2,
Durante il servizio, protrattosi oltre tre minuti, il noto critico ha illustrato, con particolare maestria, la bellezza ed il fascino delle opere, presenti nei meravigliosi ambienti del Palazzo dei Cardinali Pallotta, accomunate dalla caratteristica di essere inedite e mai esposte al grande pubblico. Un ennesimo risultato vincente della precedente rassegna, dedicata al pittore Simone De Magistris ed al Manierismo italiano, che ha prodotto un vivo laboratorio di studi e ricerche dagli esiti scientifici qualificati ed impensabili.
A premiare l'iniziativa, che già dai primi giorni sta ottenendo un buon successo con circa un migliaio di visitatori, nonostante l'impervia stagione, la bellezza dei luoghi, l'attento recupero del patrimonio storico, particolarmente apprezzato da Sgarbi, ed i genuini sapori di una eccellente enogastronomia.
Il Sindaco di Caldarola, Fabio Lambertucci, entusiasta per aver occupato uno spazio così importante nel TG2 di prima serata, esprime tutta la sua riconoscenza all'amico Vittorio Sgarbi: “ Ancora una volta ha dimostrato la sua disarmante generosità, un' inesauribile passione per l'arte, l'amore per Caldarola e per le Marche che attraverso la sua grande dote di comunicatore riesce a trasmettere a quanti hanno la fortuna di ascoltarlo. Solo conoscendolo a fondo è possibile apprezzare le sue qualità di uomo sensibile, attento e magnanimo. Il nostro Comune non saprà mai come sdebitarsi, almeno spero voglia accettare la cittadinanza onoraria, il più alto riconoscimento che la municipalità possa concedere ed in questo caso con immensa gratitudine.”
