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La Giunta provinciale ha incontrato una delegazione della Coldiretti che ha rappresentato le difficoltà in cui si trovano gli agricoltori della bassa vallata del Chienti per irrigare le loro colture a seguito dell'inquinamento delle falde, che incide direttamente sui pozzi presenti. Dalla discussione è emersa la necessità di affrontare il problema con tutti i soggetti istituzionali interessati affinché la questione possa essere bene inquadrata dal punto di vista tecnico e di conseguenza le autorità amministrative possa decidere le azioni da compiere.
Stante l'urgenza del problema che rischia di essere più sentito con l'avvicinarsi delle stagioni più calde, il presidente delle Provincia Giulio Silenzi ha convocato un'apposita riunione per giovedì 6 marzo alle ore 11. Sono stati invitati i sindaci dei Comuni di Civitanova, Morrovalle e Montecosaro, i rappresentanti dell'Azienda sanitaria e dell'Arpam, nonché le associazioni degli agricoltori (Coldiretti, CIA e Confagricoltura).
Con i tecnici dell'Arpam e dell'Asur, in particolare, dovranno essere chiarite le questioni più propriamente tecniche legate ai valori degli elementi inquinamenti che possono essere presenti nell'acqua da utilizzare a scopo irriguo.
Va ricordato che la scorsa estate, per venire incontro alle necessità di irrigazione, la Provincia, tramite il Consorzio di Bonifica, ha attivato due linee di adduzione che, dal fiume Chienti, si ramificano sul territorio dei Comuni di Montecosaro e Civitanova Marche per una lunghezza complessiva di circa 2 chilometri e mezzo. Con esse viene distribuita acqua di buona qualità alle aziende agricole della zona. La nuova rete capta l'acqua da una serie di pozzi – non compromessi da agenti inquinanti – che sono situati lungo il fiume in un'area demaniale fra Montecosaro e Civitanova Marche. E' stato un progetto di 150 mila euro che la Provincia di Macerata ha promosso per trovare una soluzione-tampone al problema della risorsa idrica nella bassa vallata del Chienti.
“Sulla base dell'elaborato ‘Disegni contabili' relativo alla costruzione del viadotto consegnato nel 2005 in copia alla Provincia dall'Anas, ente gestore della strada Valnerina fino al 2001, il sondaggio – si legge in una nota della direzione lavori – avrebbe dovuto evidenziare la presenza di pali di circa 15 metri di lunghezza”. Gli accertamenti eseguiti, infatti, hanno evidenziato che i “pali” di calcestruzzo presenti sotto la zattera di fondazione risultano di una misura molto inferiore a quella indicata nei documenti contabili a suo tempo consegnati dall'Anas alla Provincia. Pur innestandosi su un idoneo strato di fondazione, i pali risultano avere una lunghezza compresa tra i 3 metri e mezzo ed i 5 metri e mezzo, mentre nei documenti contabili tale lunghezza era stata certificata di una misura di circa il triplo. Questo accertamento ha comportato l'inevitabile decisone del direttore dei lavori di sospendere parzialmente i lavori stessi in quanto la progettazione del nuovo viadotto, comprendendo anche opere di adeguamento alle norme in materia sismica, faceva affidamento sulla presenza di pali di fondazione della lunghezza di almeno 15 metri come attestato dalla documentazione Anas.
A seguito di tale accertamento, la Provincia ha deciso di inviare una circostanziata segnalazione alle competenti autorità, nonché al Ministro dei lavori pubblici, Di Pietro. E proprio perché la documentazione tecnico-contabile dell'Anas non risulta fedele alle reali caratteristiche dell'opera, la Provincia sarà costretta ora a rivedere la progettazione dell'opera con conseguenti maggiori costi e tempi di realizzazione.
Sulla questione interviene il presidente Giulio Silenzi, il quale risponde anche alla nota del consiglieri Lattanzi, Pettinari e Speranza, apparsa nei giorni scorsi sulla stampa. “Le dichiarazioni alla stampa dei capigruppo di centro destra in merito ai lavori di ristrutturazione del viadotto di Pievetorina - scrive Silenzi - sono l'ennesimo tentativo di addossare sulla Giunta provinciale responsabilità di altri. Essi sanno che la Provincia non ha alcuna colpa di quanto accaduto ed è veramente ora che qualcuno indaghi davvero sull'operato dell'Anas. Il Ministro Di Pietro, contrariamente al precedente Governo di centro destra, ha iniziato a farlo e la segnalazione che gli giungerà dalla Provincia di Macerata sul caso del viadotto di Pievetorina sarà un altro elemento a lui utile.
I capigruppo di centrodestra sanno bene che il viadotto non è stato costruito dalla Provincia, ma dall'Anas. Essi, quindi, dovrebbero chiedere proprio all'Anas giustificazioni circa le preoccupanti discordanze tra quanto dichiarato nella documentazione tecnico-contabile consegnata alla Provincia e la reale misura dei pali di fondazione. Gli stessi capigruppo non hanno fatto nulla quando due anni fa abbiamo aperto la vertenza con l'Anas proprio a causa del viadotto dove aveva ceduto una ‘soletta'. La Giunta provinciale ha adottato subito provvedimenti che hanno permesso la circolazione e successivamente ha preso la decisione di procedere ad un intervento radicale e risolutivo. Le procedure dell'appalto esulano dalle competenze politiche della Giunta e la gestione dell'appalto stesso fa capo alla struttura amministrativa della Provincia. L'appalto, per altro, si è svolto secondo le procedure pubbliche previste dalle leggi vigenti ed in un modo trasparente che chiunque può constatare. Non con altrettanta chiarezza, invece, sembrano siano stati realizzati i lavori di costruzione del viadotto che risalgono a circa 35 anni fa. Qualcuno dovrà spiegarlo alla Provincia e alle autorità preposte a cui ci stiamo rivolgendo. Per il viadotto di Pievetorina che la Provincia ha ereditato dall'Anas stanno emergendo irregolarità costruttive di cui qualcuno dovrà rispondere ai cittadini. Quel qualcuno non è certo la Provincia. L'opposizione lo sa bene, ma fa finta di non saperlo”.
Per il viadotto di Pievetorina (lungo circa 180 metri) già esiste una vertenza tra la Provincia e l'Anas. Una vertenza iniziata due anni fa quando, il 30 aprile 2004, improvvisamente, la Provincia fu costretta a chiudere al traffico la struttura viaria a causa di un inaspettato cedimento strutturale nella “soletta”. A causa di quel cedimento la Provincia, per risolvere la situazione contingente, adottò subito un intervento “tampone” che ha poi permesso la riapertura del viadotto a senso unico alternato e che ha portato poi alla decisione di ristrutturarlo integralmente. L'episodio del 2004 era già stato giudicato “anomalo” in quanto il cedimento della “soletta” è tecnicamente inusuale per una struttura esistente da poco più di trent'anni. Il viadotto della Valnerina, completato dall'Anas nel 1972, è stato ereditato dalla Provincia di Macerata nell'ottobre 2001 a seguito del passaggio della gestione dallo Stato alla Provincia delle ex strade statali, tra cui, appunto la ex S.S. 209 da Bivio Maddalena a Visso.
Per la prima volta tutte le forze dell'ordine ( carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza, corpo forestale, polizia municipale) hanno celebrato in anticipo la Pasqua insieme. Negli anni scorsi ogni corpo celebrava per proprio conto la Pasqua; quest'anno, su indicazione dell'ordinario militare, in tutte le sedi di diocesi è stata fatta una celebrazione comune. A Camerino il vescovo Francesco Giovanni Brugnaro ha presieduto la s. messa nella basilica di S. Venanzio, attorniato dai 4 cappellani dei diversi corpi. All'organo il m. Caroni. Celebrazione intensa e partecipata sia per gli agenti delle forze dell'ordine che per le famiglie, come anche per coloro che sono in congedo. Molta la curiosità fra i camerinesi che hanno visto radunarsi un concentramento imponente di forze militari, senza conoscerne la ragione..
L'Azione Cattolica italiana compie 140 anni. In questa storia entra anche l'AC della diocesi di Senigallia, una realtà vivace di circa 1.500 associati (ragazzi, giovani, adulti) che vivono l'esperienza più normale dell'essere chiesa, nella parrocchia, anzitutto, nell'attenzione alle tante dimensioni in cui si esprime la vita delle donne e degli uomini, dei giovani e dei ragazzi. Senza temere di stare tra ‘le piazze e i campanili'. Per ricordare questo bel traguardo e per guardare avanti giovedì 28 febbraio, alle ore 21, l'Auditorium ‘San Rocco' di Senigallia ospiterà il prof. Luigi Alici, presidente nazionale dell'Azione cattolica, sul tema ‘I cattolici, tra piazze campanili'.Il 140° dell'Azione Cattolica è l'occasione per fare memoria della storia dell'associazione, storia costellata di tante figure di santità laicale, riconosciute e più o meno note. “La nostra è un'associazione che ha saputo ricevere con umiltà e sa dare con passione: ha arricchito il nostro Paese e ha vissuto il proprio essere Chiesa a tutto tondo, e continua a farlo – dichiara la presidente diocesana Anna Gobbetti -. Tutto questo si realizza attraverso la costante attenzione al primato dello spirituale, che conduce ognuno a tendere verso la santità, meta personale di ogni socio che rende possibile tutto il nostro stare nella Chiesa e nel mondo. L'AC diventa una storia di gruppo e di singoli che alimenta ancora oggi una grande passione per
Dopo il grande successo riscosso nella I edizione (aprile/maggio 2007), il Presidente dell'Associazione La Tavolozza Fernando Calvà ha deciso di ripetere il premio Perla dell' Adriatico.
Il Sindaco di Grottammare Luigi Merli ha messo a disposizione della Tavolozza le sale del Kursaal. Quest'anno, infatti, il premio si svolgerà presso le sale del Museo dell'Illustrazione Comica (presso il Kursaal), dal 9 al 26 aprile 2008.
Le esposizioni, che verranno inaugurate mercoledi 9 aprile 2008 alle ore 17, potranno essere visitate nei giorni successivi dalle ore 16 alle ore 19 con ingresso libero e personale a disposizione dei visitatori.
Sabato 26 aprile 2008, alle ore 16, sempre presso le Sale MIC, alla presenza delle Autorità e degli Ospiti, avverrà la premiazione e si potrà, alla conclusione della cerimonia, procedere all'eventuale ritiro delle opere.
Bando completo, premi e scheda di iscrizione sui siti www.latavolozzamarche.com e www.whipart.it
“43 Tirreno Adriatico e le Marche” è il titolo dell'evento, organizzato dai comuni di Recanati e Macerata, che si terrà sabato prossimo (1° marzo) alle ore 18 nell'Aula magna del Palazzo comunale di Recanati per presentare le tappe marchigiane della Corsa dei due Mari.
La gara “Tirreno-Adriatico” è un evento internazionale, giunto alla 43esima edizione, proposto da La Gazzetta dello Sport e organizzato da Rcs Sport, che andrà in scena dal 12 al 18 marzo. Delle sette tappe in programma, cinque si svolgeranno nelle Marche e l'evento di sabato servirà a focalizzare l'attenzione sugli appuntamenti regionali. L'ingresso nelle Marche della gara avverrà con la tappa Gubbio-Montelupone del 14 marzo, seguirà la Porto Recanati-Civitanova Marche, il 15 marzo, la crono individuale Macerata-Recanati, il 16 marzo, la Civitanova Marche-Castelfidado, il 17 marzo. La gara si chiuderà a San Benedetto del Tronto il 18 marzo, quando i ciclisti avranno percorso in totale 1.123 chilometri.
Le tappe marchigiane saranno legate alle Celebrazioni per il 50° anniversario della morte del tenore Beniamino Gigli. Recanati, infatti, è anche la città organizzatrice dell'evento marchigiano che vede in prima linea la Federazione Ciclistica Italiana, i comitati regionale e provinciale della FCI e il Coni. L'evento sportivo sarà legato alla figura del grande tenore recanatese, nel nome di un binomio fra cultura e sport che si è concretizzato a Recanati anche con altre iniziative, come i campionati italiani di bocce, la Fondo Leopardiana, il meeting internazionale di atletica leggera. Un binomio che si rinnova ora con un evento ciclistico di assoluto prestigio.
Nella foto: Le bici della Discovery Channel - © ultimokilometro.com
Una vetrina con gli abiti di scena della Norma accoglie operatori turistici e visitatori nello stand allestito dalla Regione Marche alla “Bit” di Milano –
“Sotto paga! Non si paga!” è il titolo dello spettacolo di Dario Fo che va in scena domenica 24 febbraio (ore 21.15) al teatro Feronia di San Severino. Ne sono protagonisti, fra gli altri, due volti noti del mondo del cinema e della televisione: Marina Massironi e Antonio Catania. La commedia, che debuttò negli anni Settanta e che ora viene proposta di nuovo al pubblico con un testo riadattato, tratta un tema molto attuale come quello del “caro-vita”.
Prezzi spesso fuori controllo e l'impennata del costo del petrolio hanno messo in crisi i bilanci di molte famiglie ed è su questi aspetti che si sofferma, con sagacia e anche provocatoriamente, l'autore e regista Dario Fo, premio Nobel per la letteratura nel '97. Gli attori non hanno bisogno di particolari presentazioni. Marina Massironi studia recitazione fin dal 1982 e lavora poi in teatro e in tv; nel ‘99 vince il Nastro d'argento e il David di Donatello come miglior attrice non protagonista del film di Silvio Soldini, “Pane e tulipani”. Per dieci anni, inoltre, è stata la figura femminile accanto al trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo.
Antonio Catania, invece, siciliano, si è diplomato alla Scuola d'Arte drammatica “Paolo Grassi” del Piccolo Teatro di Milano ed è stato poi protagonista di numerose pellicole, trasmissioni televisive e spettacoli di teatro. Nello stesso film, “Pane e tulipani”, Antonio Catania interpretava il ruolo del marito dell'attrice protagonista.
Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere all'Ufficio Cultura del Comune, tel. 0733.641252 (ore 9-13) oppure al botteghino del Feronia (tel. 0733.634369) il giorno dello spettacolo, a partire dalle ore 17.
Questo fine settimana riparte “Un soffio per la vita”. Per il secondo anno consecutivo, la Regione Marche, in collaborazione con il Compartimento della Polizia stradale regionale, ha promosso la campagna contro gli incidenti e le cosiddette stragi del sabato sera.
Obiettivo, la sensibilizzazione dei giovani per un comportamento responsabile alla guida.
“E' uno dei progetti più importanti per la salvaguardia e la sicurezza della comunità nella sua componente giovanile”, ha detto il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, questa mattina, alla presentazione dell'iniziativa. Presenti il comandante della Polizia stradale Marche, Italo D'Angelo, e il dirigente del Dipartimento Sicurezza e della Protezione civile regionale, Roberto Oreficini Rosi.
L'iniziativa del 2007, avviata a fine marzo e protratta fino ad agosto, ha visto impegnati, per 20 fine settimana, complessivamente oltre 300 volontari della Protezione civile e del sistema sanitario ANPAS (Pubbliche assistenze) e CRI (Croce rossa italiana). All'uscita delle discoteche e dei locali di intrattenimento, hanno sottoposto i loro frequentatori a test per la verifica del tasso alcolemico prima di mettersi alla guida.
“Abbiamo rafforzato – ha dichiarato Spacca – la rete positiva di relazioni tenendo a cuore i nostri giovani in una logica di tipo educativo e non repressivo. Abbiamo lavorato insieme, in modo programmatico e coordinato, per frenare il tragico fenomeno delle stragi del sabato sera. Un gesto piccolo ma sufficiente a salvare la vita. Basta, infatti, controllarsi da soli prima di salire in auto per non mettere a rischio se stessi e gli altri”.
I dati confermano che l'esperienza del 2007 è stata positiva grazie all'azione sinergica dei volontari della Protezione civile, degli enti pubblici, delle associazioni e dei sindacati di categoria del settore dei pubblici esercizi e dell'intrattenimento.
“E' bene divertirsi rispettando la vita propria e degli altri”. Questo è lo spirito che deve animare i ragazzi, secondo il comandante D'Angelo, il quale ha ricordato che attraverso questa campagna di sensibilizzazione è possibile avvicinarsi ai giovani e prevenire tragici incidenti.
Secondo Roberto Oreficini Rosi, l'iniziativa ha aperto un canale “per stabilire un rapporto positivo con i giovani”.
Nel corso della campagna 2007, in uscite programmate, dalla mezzanotte all'alba, in locali ubicati a settimane alterne in due province della regione, sono stati effettuati oltre 10.000 alcoltest. Al di là del dato numerico, l'elemento significativo è stato la buona accoglienza dell'iniziativa da parte dei destinatari: giovani e giovanissimi. I volontari di Protezione civile sono stati costantemente affiancati nel loro lavoro da una o più pattuglie della polizia stradale con analoghe funzioni di sensibilizzazione e prevenzione.
L'iniziativa prosegue, ora, nel 2008 con la stessa efficacia e continuità: in collaborazione con la Polizia Stradale delle Marche, saranno posti davanti ai locali di intrattenimento i presidi dei volontari di protezione civile, con maggiore visibilità e strutturazione. Saranno a disposizione, per rilevare il tasso alcolemico, strumentazioni più agevoli che consentono di effettuare fino a 500 prove con un'unica carica di batteria, oltre ai classici test monouso. Nell'individuazione dei locali pubblici da presidiare, si terrà conto dell'ubicazione più significativa per “impattare” la maggiore affluenza di clienti e per meglio cogliere le nuove tendenze e abitudini delle giovani generazioni. Tale attività sarà, inoltre, programmata d'intesa, ove possibile, con i presidi dei Comuni, Province e servizi sociosanitari presenti sul territorio che perseguono le medesime finalità di prevenzione.
Parallelamente, sarà applicato il Codice etico di autoregolamentazione per la sicurezza stradale, sottoscritto dai ministri dell'Interno, per le Politiche Giovanili, dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome (di cui la Regione Marche è capofila), dalle associazioni e sindacati di categoria dei produttori e distributori di birra e bevande alcoliche e dai gestori dei locali di intrattenimento.
Infine, la sinergia nella realizzazione del progetto tra le regioni di confine Emilia-Romagna e Abruzzo.
