66 anni fa moriva Ugo Betti. Il sindaco Sborgia deporrà una corona sulla sua tomba

Venerdì, 07 Giugno 2019 16:46 | Letto 857 volte   Clicca per ascolare il testo 66 anni fa moriva Ugo Betti. Il sindaco Sborgia deporrà una corona sulla sua tomba Il 9 giugno del 1953 moriva a Roma Ugo Betti, poeta e tra i massimi drammaturghi del Novecento.Nella ricorrenza del 66° anniversario della sua morte, il sindaco di Camerino Sandro Sborgia domenica prossima alle ore 10, 30 nel corso di una cerimonia intima e raccolta, deporrà una corona d’alloro sulla tomba dell’illustre concittadino che riposa accanto a sua moglie Andreina Frosini, all’interno del cimitero di Camerino.  All’ uomo di grande levatura morale, scrittore e poeta delicato dalla grande umanità, la città di Camerino diede i natali il 4 febbraio del 1892. La giustizia uno dei temi particolarmente a cuore di Ugo Betti, che oltre che drammaturgo fu anche magistrato. Il suo capolavoro del 1944 “Corruzione a Palazzo di giustizia” rappresentato per la prima volta nel 1949, sembra un’opera scritta oggi. Travasando nel testo la sua esperienza professionale, con spirito profetico, Ugo Betti prospetta quei temi che animano l’odierno dibattito, quali la responsabilità individuale del giudice, i rapporti tra politica e magistratura.C.C.
Il 9 giugno del 1953 moriva a Roma Ugo Betti, poeta e tra i massimi drammaturghi del Novecento.Nella ricorrenza del 66° anniversario della sua morte, il sindaco di Camerino Sandro Sborgia domenica prossima alle ore 10, 30 nel corso di una cerimonia intima e raccolta, deporrà una corona d’alloro sulla tomba dell’illustre concittadino che riposa accanto a sua moglie Andreina Frosini, all’interno del cimitero di Camerino. 
All’ uomo di grande levatura morale, scrittore e poeta delicato dalla grande umanità, la città di Camerino diede i natali il 4 febbraio del 1892. La giustizia uno dei temi particolarmente a cuore di Ugo Betti, che oltre che drammaturgo fu anche magistrato. Il suo capolavoro del 1944 “Corruzione a Palazzo di giustizia” rappresentato per la prima volta nel 1949, sembra un’opera scritta oggi. Travasando nel testo la sua esperienza professionale, con spirito profetico, Ugo Betti prospetta quei temi che animano l’odierno dibattito, quali la responsabilità individuale del giudice, i rapporti tra politica e magistratura.
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Ugo Betti

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