Intervalliva San Severino-Tolentino: “le bugie hanno le gambe corte”

Mercoledì, 04 Marzo 2020 12:32 | Letto 955 volte   Clicca per ascolare il testo Intervalliva San Severino-Tolentino: “le bugie hanno le gambe corte” Una risposta che lascia spazio a pochi dubbi quella fornita dall’assessore regionale Anna Casini all’interrogazione presentata dal consigliere Sandro Bisonni. L’argomento, ormai divenuto un vero e proprio casus belli, è l’intervallavi San Severino-Tolentino. Dopo cinque anni in cui si è parlato di una sola proposta di tracciato, quella del consigliere regionale Luigi Zura-Puntaroni e dell’ingegnere Michele Cruciani, che ha portato al finanziamento dell’opera per 98 milioni di euro da parte del Cipe, di recente (dopo un paio d’anni di lavoro) il Movimento 5 Stelle ha presentato la propria proposta alternativa, più economica e con meno problematicità. Da qui è partita una vera e propria disputa e il consigliere Bisonni ha cercato di fare chiarezza con la propria interrogazione. Tre i quesiti: “1. se le somme assegnate per la realizzazione dell’opera possano o meno essere destinate alla stessa opera ma con tracciato alternativo a quello attualmente approvato; 2. In caso di risposta affermativa alla precedente domanda, se la Regione stia valutando con scrupolo, tenendo in considerazione tutti gli aspetti ambientali, economici e sociali, tracciati a alternativi a quello approvato; 3. In caso di risposta affermativa alla prima domanda, se la Regione possa destinare la somma di sua competenza (10 milioni, ndr) ad altre opere infrastrutturali e, nel caso, se sono già avvenute comunicazioni con le amministrazioni comunali interessate e quale sia il risultato”. Le domande sono state presentate poiché la tesi di Zura-Puntaroni e Cruciani è che con una nuova proposta ci sarebbe il rischio concreto di perdere il finanziamento e che gli 88 milioni di euro stanziati dal Cipe sommati ai 10 milioni della Regione sarebbero vincolati al loro specifico tracciato. La risposta dell’assessore Casini, relativamente al primo quesito, recita: “Per quanto riguarda la somma stanziata nel Contratto di Programma Ministero Infrastrutture Trasporti-Anas 2016/2020, come comunicato da Quadrilatero Spa con nota mail il 2 marzo 2020, non si prevede alcun ulteriore aggiornamento. Le modifiche di tracciato, come nel caso di specie, non necessitano di particolari approvazioni nell’ambito del contratto di programma, essendo trattate nelle procedure approvative tipiche delle differenti fasi progettuali. È invece fondamentale che il costo complessivo dell’opera sia contenuto nell’importo finanziato”. Qualora si scegliesse un tracciato differente, “si dovrà riprogrammare l’intervento con il MIT con l’approvazione della Direzione generale per lo sviluppo del territorio, del direttore generale del dipartimento per le Infrastrutture, del Comitato di Sorveglianza del piano operativo, della Cabina di Regia, e con la stipula di una nuova convenzione che la Corte dei Conti dovrà approvare. L’aggiudicazione dei lavori comunque dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2021, pena la revoca del finanziamento”. In merito alla seconda domanda, “l’amministrazione Regionale sta valutando insieme ai sottoscrittori del Protocollo di Intesa il tracciato alternativo proposto dal Senatore Mauro Coltorti. Il 24 febbraio si è tenuto un incontro tra lamministrazione Regionale, i tecnici regionali ed i rappresentati dei  Comuni di Tolentino, San Severino e Provincia di Macerata, al fine di valutare la proposta progettuale, che prevede un importo lavori di circa 60 milioni di euro. L’incontro si è concluso rimandando ad approfondimenti da effettuare sia con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e  Paesaggio delle Marche che con la società Quadrilatero, che dovrà effettuare una stima sommaria dei costi per la realizzazione del tracciato alternativo proposto”. In ultimo, la risposta al terzo quesito: “Per destinare le risorse regionali ad altre opere infrastrutturali, sarà necessario riprogrammare i fondi con le competenti strutture del MIT, con le attività descritte nella prima risposta. Con le Amministrazioni sottoscrittrici del protocollo di intesa sono avvenuti due incontri, il primo il 9 gennaio e il secondo il 24 febbraio, durante i quali è stata presa in considerazione lalternativa progettuale, rimandando agli  approfondimenti descritti alla seconda risposta”. Secondo il consigliere Bisonni quindi questa risposta sarebbe importante poiché attesta l’insussistenza di problemi qualora si debba cambiare tracciato, “le bugie hanno le gambie corte, siamo in una fase in cui tutto è possibile, non è stato finanziato quel tracciato ma l’opera”. Bisonni poi si toglie un sassolino dalla scarpa, rispondendo una volta per tutte a chi lo ha accusato di voler bloccare l’opera, confermando che non era quella l’intenzione e ricordando come già diversi mesi fa, a luglio, aveva lanciato l’allarme sull’insufficienza del finanziamento stanziato, ma non solo: “Io mi preoccupo che l’opera non si blocchi perché questo tracciato ha già, nei fatti, bloccato lopera. Nella risposta infatti si legge che ‘è fondamentale che il costo complessivo sia contenuto nellimporto finanziato’. Vale a dire che altri soldi non ce ne sono e che se i costi aumentano (sappiamo già che mancano 20 milioni) lopera si ferma. Avevo già previsto che i costi sarebbero lievitati poiché il tracciato passa in una zona in frana, piena d’acqua (la stessa che alimenta le terme di Santa Lucia) e per di più sotto al rione Buozzi. Siamo passati da una stima iniziale di 50 milioni, poi a 98 milioni e ora è venuto fuori che ne mancano altri 20”.  Secondo il consigliere, il tracciato proposto dal Movimento 5 Stelle andrebbe benissimo per il ridotto impatto ambientale, perché non presenta particolari problematiche e per il costo nettamente inferiore. “È falso anche che i soldi della Regione sono vincolati e non si possono utilizzare per altre cose. Infatti si legge che ‘per destinare le risorse ad altre opere sarà necessario riprogrammare i fondi’, cioè vale a dire che si possono riprogrammare per destinarli ad altre opere come il ponte dellAddolorata a Tolentino o quello dellintagliata a San Severino. Ora qualcuno dovrebbe chiedere scusa - conclude - prima che a me, alle Comunità. Verità è stata ristabilita, i territori meritano correttezza”.g.g.
Una risposta che lascia spazio a pochi dubbi quella fornita dall’assessore regionale Anna Casini all’interrogazione presentata dal consigliere Sandro Bisonni. L’argomento, ormai divenuto un vero e proprio casus belli, è l’intervallavi San Severino-Tolentino. Dopo cinque anni in cui si è parlato di una sola proposta di tracciato, quella del consigliere regionale Luigi Zura-Puntaroni e dell’ingegnere Michele Cruciani, che ha portato al finanziamento dell’opera per 98 milioni di euro da parte del Cipe, di recente (dopo un paio d’anni di lavoro) il Movimento 5 Stelle ha presentato la propria proposta alternativa, più economica e con meno problematicità.

Da qui è partita una vera e propria disputa e il consigliere Bisonni ha cercato di fare chiarezza con la propria interrogazione. Tre i quesiti: “1. se le somme assegnate per la realizzazione dell’opera possano o meno essere destinate alla stessa opera ma con tracciato alternativo a quello attualmente approvato; 2. In caso di risposta affermativa alla precedente domanda, se la Regione stia valutando con scrupolo, tenendo in considerazione tutti gli aspetti ambientali, economici e sociali, tracciati a alternativi a quello approvato; 3. In caso di risposta affermativa alla prima domanda, se la Regione possa destinare la somma di sua competenza (10 milioni, ndr) ad altre opere infrastrutturali e, nel caso, se sono già avvenute comunicazioni con le amministrazioni comunali interessate e quale sia il risultato”.

Le domande sono state presentate poiché la tesi di Zura-Puntaroni e Cruciani è che con una nuova proposta ci sarebbe il rischio concreto di perdere il finanziamento e che gli 88 milioni di euro stanziati dal Cipe sommati ai 10 milioni della Regione sarebbero vincolati al loro specifico tracciato. La risposta dell’assessore Casini, relativamente al primo quesito, recita: “Per quanto riguarda la somma stanziata nel Contratto di Programma Ministero Infrastrutture Trasporti-Anas 2016/2020, come comunicato da Quadrilatero Spa con nota mail il 2 marzo 2020, non si prevede alcun ulteriore aggiornamento. Le modifiche di tracciato, come nel caso di specie, non necessitano di particolari approvazioni nell’ambito del contratto di programma, essendo trattate nelle procedure approvative tipiche delle differenti fasi progettuali. È invece fondamentale che il costo complessivo dell’opera sia contenuto nell’importo finanziato. Qualora si scegliesse un tracciato differente, “si dovrà riprogrammare l’intervento con il MIT con l’approvazione della Direzione generale per lo sviluppo del territorio, del direttore generale del dipartimento per le Infrastrutture, del Comitato di Sorveglianza del piano operativo, della Cabina di Regia, e con la stipula di una nuova convenzione che la Corte dei Conti dovrà approvare. L’aggiudicazione dei lavori comunque dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2021, pena la revoca del finanziamento”.

In merito alla seconda domanda, “l’amministrazione Regionale sta valutando insieme ai sottoscrittori del Protocollo di Intesa il tracciato alternativo proposto dal Senatore Mauro Coltorti. Il 24 febbraio si è tenuto un incontro tra l'amministrazione Regionale, i tecnici regionali ed i rappresentati dei 

Comuni di Tolentino, San Severino e Provincia di Macerata, al fine di valutare la proposta progettuale, che prevede un importo lavori di circa 60 milioni di euro. L’incontro si è concluso rimandando ad approfondimenti da effettuare sia con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e  Paesaggio delle Marche che con la società Quadrilatero, che dovrà effettuare una stima sommaria dei costi per la realizzazione del tracciato alternativo proposto”.

In ultimo, la risposta al terzo quesito: “Per destinare le risorse regionali ad altre opere infrastrutturali, sarà necessario riprogrammare i fondi con le competenti strutture del MIT, con le attività descritte nella prima risposta.

Con le Amministrazioni sottoscrittrici del protocollo di intesa sono avvenuti due incontri, il primo il 9 gennaio e il secondo il 24 febbraio, durante i quali è stata presa in considerazione l'alternativa progettuale, rimandando agli 

approfondimenti descritti alla seconda risposta”.

Secondo il consigliere Bisonni quindi questa risposta sarebbe importante poiché attesta l’insussistenza di problemi qualora si debba cambiare tracciato, “le bugie hanno le gambie corte, siamo in una fase in cui tutto è possibile, non è stato finanziato quel tracciato ma l’opera”. Bisonni poi si toglie un sassolino dalla scarpa, rispondendo una volta per tutte a chi lo ha accusato di voler bloccare l’opera, confermando che non era quella l’intenzione e ricordando come già diversi mesi fa, a luglio, aveva lanciato l’allarme sull’insufficienza del finanziamento stanziato, ma non solo: “Io mi preoccupo che l’opera non si blocchi perché questo tracciato ha già, nei fatti, bloccato l'opera. Nella risposta infatti si legge che ‘è fondamentale che il costo complessivo sia contenuto nell'importo finanziato’. Vale a dire che altri soldi non ce ne sono e che se i costi aumentano (sappiamo già che mancano 20 milioni) l'opera si ferma. Avevo già previsto che i costi sarebbero lievitati poiché il tracciato passa in una zona in frana, piena d’acqua (la stessa che alimenta le terme di Santa Lucia) e per di più sotto al rione Buozzi. Siamo passati da una stima iniziale di 50 milioni, poi a 98 milioni e ora è venuto fuori che ne mancano altri 20”. 

Secondo il consigliere, il tracciato proposto dal Movimento 5 Stelle andrebbe benissimo per il ridotto impatto ambientale, perché non presenta particolari problematiche e per il costo nettamente inferiore.

“È falso anche che i soldi della Regione sono vincolati e non si possono utilizzare per altre cose. Infatti si legge che ‘per destinare le risorse ad altre opere sarà necessario riprogrammare i fondi’, cioè vale a dire che si possono riprogrammare per destinarli ad altre opere come il ponte dell'Addolorata a Tolentino o quello dell'intagliata a San Severino. Ora qualcuno dovrebbe chiedere scusa - conclude - prima che a me, alle Comunità. Verità è stata ristabilita, i territori meritano correttezza”.

g.g.

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