50 metri cubi di rifiuti abbandonati lungo il fiume

Mercoledì, 04 Marzo 2020 12:42 | Letto 1365 volte   Clicca per ascolare il testo 50 metri cubi di rifiuti abbandonati lungo il fiume Terra, roccia, fesato dasfalto. Tutto abbandonato lungo il corso del fiume. Provenivano da un cantiere stradale. Il responsabile è stato denunciato. Loperazione porta la firma dei Carabinieri Forestali di Sassoferrato che, nei giorni scorsi, hanno denunciato il responsabile legale di una ditta di movimenti terra sorpreso a scaricare rifiuti da scavo proveniente dai lavori di ammodernamento dell’acquedotto in quel comune. Lo stava facendo lungo un piccolo corso d’acqua, nei pressi di una stradina di campagna poco frequentata alle pendici del Monte Strega.  I rifiuti, stimati in circa 50 metri cubi, sono stati immediatamente sequestrati e verranno analizzati nei prossimi giorni dall’ARPAM di Ancona. Tali cumuli erano costituiti da terra e roccia (potenzialmente contaminate) ma anche pezzi di asfalto provenienti dal cantiere stradale in cui la ditta stava operando. Invece di conferirle presso il centro di recupero a cui erano destinati i rifiuti, l’impresa ha scaricato i rifiuti a circa 1,5 chilometri dal cantiere, sperando di risparmiare sui costi di trasporto e di gestione. Ora il titolare della ditta che ha sede a Piobbico, in provincia di Pesaro Urbino, dovrà rispondere del reato di gestione illecita di rifiuti previsto dal Testo Unico dell’Ambiente e farsi carico della bonifica. Rischia fino a due anni di arresto e ventiseimila euro di ammenda qualora i rifiuti risultassero classificati come “pericolosi” dopo le analisi.g.g.
Terra, roccia, fesato d'asfalto. Tutto abbandonato lungo il corso del fiume. Provenivano da un cantiere stradale. Il responsabile è stato denunciato. L'operazione porta la firma dei Carabinieri Forestali di Sassoferrato che, nei giorni scorsi, hanno denunciato il responsabile legale di una ditta di movimenti terra sorpreso a scaricare rifiuti da scavo proveniente dai lavori di ammodernamento dell’acquedotto in quel comune. Lo stava facendo lungo un piccolo corso d’acqua, nei pressi di una stradina di campagna poco frequentata alle pendici del Monte Strega. 

I rifiuti, stimati in circa 50 metri cubi, sono stati immediatamente sequestrati e verranno analizzati nei prossimi giorni dall’ARPAM di Ancona. Tali cumuli erano costituiti da terra e roccia (potenzialmente contaminate) ma anche pezzi di asfalto provenienti dal cantiere stradale in cui la ditta stava operando. Invece di conferirle presso il centro di recupero a cui erano destinati i rifiuti, l’impresa ha scaricato i rifiuti a circa 1,5 chilometri dal cantiere, sperando di risparmiare sui costi di trasporto e di gestione.

Ora il titolare della ditta che ha sede a Piobbico, in provincia di Pesaro Urbino, dovrà rispondere del reato di gestione illecita di rifiuti previsto dal Testo Unico dell’Ambiente e farsi carico della bonifica. Rischia fino a due anni di arresto e ventiseimila euro di ammenda qualora i rifiuti risultassero classificati come “pericolosi” dopo le analisi.
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