Sisma. L'ordine degli architetti scrive a Legnini

Giovedì, 19 Novembre 2020 10:43 | Letto 940 volte   Clicca per ascolare il testo Sisma. L'ordine degli architetti scrive a Legnini La situazione di incertezza provocata dallemanazione di alcune ordinanze insieme all’ analisi dei tre provvedimenti in via di licenziamento da parte della struttura commissariale sono i motivi che hanno spinto gli ordini delle professioni tecniche del Cratere e i componenti del tavolo tecnico sisma, in rappresentanza dei consigli nazionali a scrivere al Commissario straordinario alla ricostruzione Legnini. Come spiega il presidente dell’ordine degli architetti della provincia di Macerata Vittorio Lanciani, il documento è stato redatto “al fine di provocare una profonda riflessione sugli obiettivi da raggiungere , sulle criticità da rimuovere, sulle procedure da concordare, con spirito collaborativo e di servizio, ma nella determinazione delle posizioni irrinunciabili”. Nella lunga nota i tecnici pongono in evidenza in particolare le criticità relative alle ordinanze sulla ricostruzione privata, sui poteri speciali e sulle pratiche ex ordinanza 100.  “Ringraziamo il Commissario che ci rende partecipi delle sue iniziative- scrivono a Legnini- però il nostro si chiama ‘tavolo tecnico’ e nello spirito che lo ha fatto nascere c’era quello del confronto sui temi, sulle necessità e la legittima aspettativa della struttura commissariale di un “contributo tecnico”. Invece nelle ultime occasioni, inutile nasconderlo, la “consultazione” ci viene chiesta in tempi ristrettissimi e puntualmente ogni nostra richiesta sostanzialmente bocciata”. Nel dirsi favorevoli all’applicazione dei bonus alla ricostruzione, gli scriventi tuttavia pongono all’attenzione del commissario Legnini che il tema “stride con la disciplina della scadenza dei danni lievi e dei danni pesanti, sostenendo che per potyer accedere a tali opportunità le cui regole sono ancora in divenire, le scadenze almeno andrebbero allineate. “L’emergenza Covid poi non consente l’accesso presso i comuni e le ammnistrazioni pubbliche , questo ovviamente – aggiungono- ci impedisce di procedere, come auspicato, a certificare le pratiche con l’ordinanza 100. In taluni casi l’accesso agli atti , in questo momento, richiede anche 56 mesi di attesa.Assistiamo ad un tentativo ovviamente legittimo e anche condivisibile di accelerare il più possibile - sottolinea Vittorio Lanciani- però dobbiamo mantenere sempre la barra dritta su quelli che sono i principi fondanti della libera professione. Intanto la norma  che riguarda la scadenza del 30 novembre, si basa su di uninterpretazione un po innovativa del commissario dellarticolo 8 comma 4 della 189 che dice che si possono iniziare i lavori e poi entro 60 giorni comunicare il progetto: obbligare i professionisti a fare una dichiarazione di intenti di iniziare il progetto entro il 30 ottobre significa obbligarli poi entro sei mesi a terminare i progetti.  Ora al di là di quelle che sono opportunità ma anche difficoltà (ipotizzando infatti che vi siano  8000 progetti di danni lievi, 8000 imprese che in sei mesi giorni finiscono i lavori non le troviamo nemmeno se andiamo in giro per tutta Italia), lo stesso commissario ha anche  aperto alla possibilità di implementare la ricostruzione con il super bonus 110% che  tuttora non è stato ancora allineato alla ricostruzione per quanto riguarda le procedure: perché  dunque obbligare chi danni lievi  a non valutare di fare invece un intervento più consistente seguendo quello che è permesso con il super sismabonus al 110%,  rinunciandovi se la scadenza è così immediata? Del resto, non è una scadenza di danni lievi come il commissario dice: è una scadenza di un tipo di Procedura che la 189 lascia volontaria e lui invece vorrebbe obbligarci. E chiaro che i professionisti su questo non ci stanno, anche perché a fondamento di tutto esiste comunque il problema della legittimità dellimmobile a ricevere il contributo che si evidenzia attraverso una richiesta di accesso agli atti che, non solo in situazioni di Covid ma anche in situazioni normali, comunque rischia di attendere per circa  4- 5 o 6 mesi a seconda dei comuni. Credo- continua larchitetto Lanciani- che ci voglia un minimo di pragmatismo e dire :vogliamo fare un percorso che ci dia la possibilità di arrivare il prima possibile a chiudere la ricostruzione dei danni lievi ma, con tutte le possibilità che sono state messe in campo dal governo, dal decreto semplificazione  dal decreto rilancio e quantaltro,  dateci la possibilità di valutare. Oggi non siamo nelle condizioni di valutare perché lo stesso commissario ha detto nellordinanza 108 che vuole fare applicare il super sismabonus come super bonus in base allordinanza 60, però non ha detto come si deve fare e quindi noi vogliamo valutare anche questa opportunità. Quindi, con tutta la serie di eccezioni evidentemente siamo in una fase di impasse perchè per noi professionisti non è che fare e vedere un progetto per la ricostruzione è una cosa semplice. Cè grande complessità, è tutto sulle nostre spalle e la verità è che autocertifichiamo ormai quasi tutto, per cui evidentemente dalla parte pubblica dobbiamo avere pari impegno, pari tempistiche, ivi incluso dallufficio Ricostruzione. Per far capire quanto sia difficile il nostro lavoro, basti solo rendersi conto che chiunqui telefoni allUSR, troverà difficoltà nellottenere risposte, a causa dello Smart Working, a causa di appuntamenti  che vengono dati solo 1 o 2 giorni alla settimana e su prenotazione. Nel precisare che la lettera scritta al Commissario è un invito alla riflessione sempre e comunque in uno spirito collaborativo, il presidente dellordine degli architetti conclude:  Vogliamo fare la ricostruzione, però vogliamo essere messi nelle condizioni di poterla fare in modo corretto e sicuro, anche da un punto di vista professionale, perché se noi dobbiamo certificare  (e non abbiamo fatto le barricate contro le certificazioni) lo dobbiamo fare in termini di sicurezza in primo luogo per il committente perché poi alla fine il destinatario del contributo è il committente.  E il committente che ha un danno e ha un danno se non ci muoviamo perché non si ricostruisce e un danno se ci muoviamo male, perché ricade tutto su di lui. E chiaro dunque che  questi nostri interventi sono sempre fatti a favore dei committenti per favorire linteresse pubblico. Il commissario evidentemente da parte degli USR ha delle pressioni che sono fuori luogo, anche perché io vorrei ricordare che i dipendenti degli USR sono iscritti agli ordini professionali e quindi deontologicamente li richiamerei allordine: anche loro devono comunque rispondere per quelle che sono le problematiche della categoria. Tra liberi professionisti e dipendenti pubblici non siamo contrapposti, siamo bensì tutti parte della categoria dei professionisti e tutti in base al nostro modo dobbiamo dare il nostro apporto costruttivo”.C.C.
La situazione di incertezza provocata dall'emanazione di alcune ordinanze insieme all’ analisi dei tre provvedimenti in via di licenziamento da parte della struttura commissariale sono i motivi che hanno spinto gli ordini delle professioni tecniche del Cratere e i componenti del tavolo tecnico sisma, in rappresentanza dei consigli nazionali a scrivere al Commissario straordinario alla ricostruzione Legnini. Come spiega il presidente dell’ordine degli architetti della provincia di Macerata Vittorio Lanciani, il documento è stato redatto “al fine di provocare una profonda riflessione sugli obiettivi da raggiungere , sulle criticità da rimuovere, sulle procedure da concordare, con spirito collaborativo e di servizio, ma nella determinazione delle posizioni irrinunciabili”.
Nella lunga nota i tecnici pongono in evidenza in particolare le criticità relative alle ordinanze sulla ricostruzione privata, sui poteri speciali e sulle pratiche ex ordinanza 100. 
“Ringraziamo il Commissario che ci rende partecipi delle sue iniziative- scrivono a Legnini- però il nostro si chiama ‘tavolo tecnico’ e nello spirito che lo ha fatto nascere c’era quello del confronto sui temi, sulle necessità e la legittima aspettativa della struttura commissariale di un “contributo tecnico”. Invece nelle ultime occasioni, inutile nasconderlo, la “consultazione” ci viene chiesta in tempi ristrettissimi 
e puntualmente ogni nostra richiesta sostanzialmente bocciata”.
Nel dirsi favorevoli all’applicazione dei bonus alla ricostruzione, gli scriventi tuttavia pongono all’attenzione del commissario Legnini che il tema “stride con la disciplina della scadenza dei danni lievi e dei danni pesanti, sostenendo che per potyer accedere a tali opportunità le cui regole sono ancora in divenire, le scadenze almeno andrebbero allineate. “L’emergenza Covid poi non consente l’accesso presso i comuni e le ammnistrazioni pubbliche , questo ovviamente – aggiungono- ci impedisce di procedere, come auspicato, a certificare le pratiche con l’ordinanza 100. In taluni casi l’accesso agli atti , in questo momento, richiede anche 56 mesi di attesa".


"Assistiamo ad un tentativo ovviamente legittimo e anche condivisibile di accelerare il più possibile - sottolinea Vittorio Lanciani- però dobbiamo mantenere sempre la barra dritta su quelli che sono i principi fondanti della libera professione. Intanto la norma  che riguarda la scadenza del 30 novembre, si basa su di un'interpretazione un po' innovativa del commissario dell'articolo 8 comma 4 della 189 che dice che si possono iniziare i lavori e poi entro 60 giorni comunicare il progetto: obbligare i professionisti a fare una dichiarazione di intenti di iniziare il progetto entro il 30 ottobre significa obbligarli poi entro sei mesi a terminare i progetti.  Ora al di là di quelle che sono opportunità ma anche difficoltà (ipotizzando infatti che vi siano  8000 progetti di danni lievi, 8000 imprese che in sei mesi giorni finiscono i lavori non le troviamo nemmeno se andiamo in giro per tutta Italia), lo stesso commissario ha anche  aperto alla possibilità di implementare la ricostruzione con il super bonus 110% che  tuttora non è stato ancora allineato alla ricostruzione per quanto riguarda le procedure: perché  dunque obbligare chi danni lievi  a non valutare di fare invece un intervento più consistente seguendo quello che è permesso con il super sismabonus al 110%,  rinunciandovi se la scadenza è così immediata? Del resto, non è una scadenza di danni lievi come il commissario dice: è una scadenza di un tipo di Procedura che la 189 lascia volontaria e lui invece vorrebbe obbligarci. E' chiaro che i professionisti su questo non ci stanno, anche perché a fondamento di tutto esiste comunque il problema della legittimità dell'immobile a ricevere il contributo che si evidenzia attraverso una richiesta di accesso agli atti che, non solo in situazioni di Covid ma anche in situazioni normali, comunque rischia di attendere per circa  4- 5 o 6 mesi a seconda dei comuni. Credo- continua l'architetto Lanciani- che ci voglia un minimo di pragmatismo e dire :vogliamo fare un percorso che ci dia la possibilità di arrivare il prima possibile a chiudere la ricostruzione dei danni lievi ma, con tutte le possibilità che sono state messe in campo dal governo, dal decreto semplificazione  dal decreto rilancio e quant'altro,  dateci la possibilità di valutare.
Oggi non siamo nelle condizioni di valutare perché lo stesso commissario ha detto nell'ordinanza 108 che vuole fare applicare il super sismabonus come super bonus in base all'ordinanza 60, però non ha detto come si deve fare e quindi noi vogliamo valutare anche questa opportunità. Quindi, con tutta la serie di eccezioni evidentemente siamo in una fase di impasse perchè per noi professionisti non è che fare e vedere un progetto per la ricostruzione è una cosa semplice. C''è grande complessità, è tutto sulle nostre spalle e la verità è che autocertifichiamo ormai quasi tutto, per cui evidentemente dalla parte pubblica dobbiamo avere pari impegno, pari tempistiche, ivi incluso dall'ufficio Ricostruzione. Per far capire quanto sia difficile il nostro lavoro, basti solo rendersi conto che chiunqui telefoni all'USR, troverà difficoltà nell'ottenere risposte, a causa dello Smart Working, a causa di appuntamenti  che vengono dati solo 1 o 2 giorni alla settimana e su prenotazione".
Nel precisare che la lettera scritta al Commissario è un invito alla riflessione sempre e comunque in uno spirito collaborativo, il presidente dell'ordine degli architetti conclude: " Vogliamo fare la ricostruzione, però vogliamo essere messi nelle condizioni di poterla fare in modo corretto e sicuro, anche da un punto di vista professionale, perché se noi dobbiamo certificare  (e non abbiamo fatto le barricate contro le certificazioni) lo dobbiamo fare in termini di sicurezza in primo luogo per il committente perché poi alla fine il destinatario del contributo è il committente.  E' il committente che ha un danno e ha un danno se non ci muoviamo perché non si ricostruisce e un danno se ci muoviamo male, perché ricade tutto su di lui. E' chiaro dunque che  questi nostri interventi sono sempre fatti a favore dei committenti per favorire l'interesse pubblico. Il commissario evidentemente da parte degli USR ha delle pressioni che sono fuori luogo, anche perché io vorrei ricordare che i dipendenti degli USR sono iscritti agli ordini professionali e quindi deontologicamente li richiamerei all'ordine: anche loro devono comunque rispondere per quelle che sono le problematiche della categoria. Tra liberi professionisti e dipendenti pubblici non siamo contrapposti, siamo bensì tutti parte della categoria dei professionisti e tutti in base al nostro modo dobbiamo dare il nostro apporto costruttivo”.

C.C.

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