Prosegue lo scontro in consiglio regionale sulla pillola abortiva

Mercoledì, 27 Gennaio 2021 16:50 | Letto 129 volte   Clicca per ascolare il testo Prosegue lo scontro in consiglio regionale sulla pillola abortiva E’ scontro sull’interruzione volontaria della gravidanza. Il gruppo assembleare del Pd commenta la bocciatura della mozione, di cui era prima firmataria la consigliera Manuela Bora, per chiedere alla giunta di monitorare l’effettività dei diritti sanciti dalla legge 194 del 1978 e far sì che essi siano concretamente esercitabili da tutte le donne marchigiane, in particolare attraverso la presenza di una percentuale sufficientemente alta di personale sanitario non obbiettore di coscienza, capace di garantire l’interruzione volontaria della gravidanza entro i termini consentiti dalla medesima legge. Così la nota del Pd regionale in cui si legge inoltre “Se il subdolo intento dell’Amministrazione è procedere al progressivo smantellamento dei consultori e cancellare i diritti sanciti dalla legge 194,il gruppo del Partito Democratico si batterà per evitare che la nostra regione torni indietro di decenni, a un lugubre passato fatto di aborti clandestini, di donne morte per mancanza di assistenza medica, di ginecologi e ostetriche arricchitisi sulla loro pelle e sul loro dramma.” In merito alle dichiarazioni espresse in Consiglio Regionale dai rappresentanti del Partito Democratico, il Commissario Regionale della Lega Marche, On. Riccardo Augusto Marchetti ha rimarcato l’infondatezza di certe dichiarazioni pretestuose. “La Lega non ha mai preso una posizione, nell’assoluta convinzione che la libertà è un diritto inviolabile e che ognuno deve poter scegliere per se stesso - ha esordito il Commissario -  Il Consiglio Regionale peraltro non ha competenza per intervenire in materia, essendoci già una legge dello Stato, la 194, che regola laborto. Se il Pd voleva che la Ru486 fosse somministrata anche nei consultori, avrebbe dovuto promuovere una legge a livello nazionale e la Regione Marche, come le altre, lavrebbe recepita. Le linee guida del Ministero della Salute non modificano le norme esistenti. Quello che come Lega vogliamo evidenziare,- ha ribadito Marchetti- è la necessità di un controllo medico di almeno 24 ore dopo lassunzione della pillola abortiva.” Il dibattito sicuramente andrà avanti anche nelle prossime settimane. Sui temi etici ogni gruppo politico intende manifestare il proprio pensiero.B.O.
E’ scontro sull’interruzione volontaria della gravidanza. Il gruppo assembleare del Pd commenta la bocciatura della mozione, di cui era prima firmataria la consigliera Manuela Bora, per chiedere alla giunta di monitorare l’effettività dei diritti sanciti dalla legge 194 del 1978 e far sì che essi siano concretamente esercitabili da tutte le donne marchigiane, in particolare attraverso la presenza di una percentuale sufficientemente alta di personale sanitario non obbiettore di coscienza, capace di garantire l’interruzione volontaria della gravidanza entro i termini consentiti dalla medesima legge.

Così la nota del Pd regionale in cui si legge inoltre “Se il subdolo intento dell’Amministrazione è procedere al progressivo smantellamento dei consultori e cancellare i diritti sanciti dalla legge 194,il gruppo del Partito Democratico si batterà per evitare che la nostra regione torni indietro di decenni, a un lugubre passato fatto di aborti clandestini, di donne morte per mancanza di assistenza medica, di ginecologi e ostetriche arricchitisi sulla loro pelle e sul loro dramma.”



In merito alle dichiarazioni espresse in Consiglio Regionale dai rappresentanti del Partito Democratico, il Commissario Regionale della Lega Marche, On. Riccardo Augusto Marchetti ha rimarcato l’infondatezza di certe dichiarazioni pretestuose. “La Lega non ha mai preso una posizione, nell’assoluta convinzione che la libertà è un diritto inviolabile e che ognuno deve poter scegliere per se stesso - ha esordito il Commissario -  Il Consiglio Regionale peraltro non ha competenza per intervenire in materia, essendoci già una legge dello Stato, la 194, che regola l'aborto. Se il Pd voleva che la Ru486 fosse somministrata anche nei consultori, avrebbe dovuto promuovere una legge a livello nazionale e la Regione Marche, come le altre, l'avrebbe recepita. Le linee guida del Ministero della Salute non modificano le norme esistenti. Quello che come Lega vogliamo evidenziare,- ha ribadito Marchetti- è la necessità di un controllo medico di almeno 24 ore dopo l'assunzione della pillola abortiva.”

Il dibattito sicuramente andrà avanti anche nelle prossime settimane. Sui temi etici ogni gruppo politico intende manifestare il proprio pensiero.

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