Ripartenza, corsa ad ostacoli. Incontro con Stefania Servili

Martedì, 02 Febbraio 2021 14:35 | Letto 868 volte   Clicca per ascolare il testo Ripartenza, corsa ad ostacoli. Incontro con Stefania Servili L’Altonera, che comprende i comuni di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, prima del terremoto viveva principalmente di turismo e dell’indotto generato dal settore. Oggi nei tre comuni ci sono 2 alberghi delocalizzati, diversi bed & breakfast e poche altre opportunità di pernottare. Un problema questo che interessa non solo i turisti o i proprietari delle seconde case che per seguire i lavori di ricostruzione si devono recare sul posto ma anche le ditte che stanno pian piano arrivando su questi territori per la ricostruzione post terremoto e che si auspica nel prossimo futuro saranno sempre di più. Nella frazione di Gualdo, a Castelsantangelo sul Nera, da agosto 2019 ha aperto la “Cascina dellOrso, un b&b gestito da Stefania Servili che, oltre ai problemi causati dal sisma, ha dovuto fare i conti con i disagi causati dalla strada provinciale 136 Pian Perduto che da lì porta a Castelluccio di Norcia. Un lavoro il suo condizionato anche dalle aperture e chiusure di questa strada interessata dal ripristino post terremoto, una arteria molto transitata soprattutto d’estate, dai turisti che amano la montagna e la natura. “Questa estate dopo la riapertura della strada, io e le altre attività economiche abbiamo lavorato molto. E’ stato un lavoro molto intenso ma concentrato in due mesi”. Poi la strada il 30 agosto 2020 è stata di nuovo chiusa per riaprire definitivamente lo scorso 2 dicembre. Per Stefania e per le altre attività che vivono di turismo, settembre e ottobre potevano essere mesi di lavoro perché questi luoghi sono molto visitati ma purtroppo tra blocchi stradali e le restrizioni per la pandemia, tutto è complicato e per lei risulta anche più difficile- “Il bed and breakfast non è un unattività di impresa, non cè partita IVA e quindi non è compresa tra le attività che possono chiedere ristori”. Ma Stefania, un passato da fotografa professionista, con la passione per la fotografia naturalistica, non si è data mai per vinta. La continua corsa ad ostacoli l’ha vissuta da anni, da quando ha deciso di delocalizzare la struttura dalla frazione di Vallinfante a Gualdo, un posto di frontiera. Nonostante tutto, lei ci crede ad un futuro da vivere in montagna e quando le chiedo la sua sensazione e la sua speranza lei dice “Il mio augurio è che finisca questa situazione critica pandemica. Adesso la strada finalmente è aperta e quindi dal momento che si ritornerà alla normalità sono sicura che si ricomincerà a lavorare.”Barbara Olmai Approfondimento su L’Appennino Camerte in uscita giovedì prossimo.
L’Altonera, che comprende i comuni di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, prima del terremoto viveva principalmente di turismo e dell’indotto generato dal settore. Oggi nei tre comuni ci sono 2 alberghi delocalizzati, diversi bed & breakfast e poche altre opportunità di pernottare. Un problema questo che interessa non solo i turisti o i proprietari delle seconde case che per seguire i lavori di ricostruzione si devono recare sul posto ma anche le ditte che stanno pian piano arrivando su questi territori per la ricostruzione post terremoto e che si auspica nel prossimo futuro saranno sempre di più.

Nella frazione di Gualdo, a Castelsantangelo sul Nera, da agosto 2019 ha aperto la “Cascina dell'Orso, un b&b gestito da Stefania Servili che, oltre ai problemi causati dal sisma, ha dovuto fare i conti con i disagi causati dalla strada provinciale 136 Pian Perduto che da lì porta a Castelluccio di Norcia. Un lavoro il suo condizionato anche dalle aperture e chiusure di questa strada interessata dal ripristino post terremoto, una arteria molto transitata soprattutto d’estate, dai turisti che amano la montagna e la natura. “Questa estate dopo la riapertura della strada, io e le altre attività economiche abbiamo lavorato molto. E’ stato un lavoro molto intenso ma concentrato in due mesi”. Poi la strada il 30 agosto 2020 è stata di nuovo chiusa per riaprire definitivamente lo scorso 2 dicembre. Per Stefania e per le altre attività che vivono di turismo, settembre e ottobre potevano essere mesi di lavoro perché questi luoghi sono molto visitati ma purtroppo tra blocchi stradali e le restrizioni per la pandemia, tutto è complicato e per lei risulta anche più difficile- “Il bed and breakfast non è un un'attività di impresa, non c'è partita IVA e quindi non è compresa tra le attività che possono chiedere ristori”.

Ma Stefania, un passato da fotografa professionista, con la passione per la fotografia naturalistica, non si è data mai per vinta. La continua corsa ad ostacoli l’ha vissuta da anni, da quando ha deciso di delocalizzare la struttura dalla frazione di Vallinfante a Gualdo, un posto di frontiera. Nonostante tutto, lei ci crede ad un futuro da vivere in montagna e quando le chiedo la sua sensazione e la sua speranza lei dice “Il mio augurio è che finisca questa situazione critica pandemica. Adesso la strada finalmente è aperta e quindi dal momento che si ritornerà alla normalità sono sicura che si ricomincerà a lavorare.”

Barbara Olmai

Approfondimento su L’Appennino Camerte in uscita giovedì prossimo.

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