“Visto che non sembra essere stata rispettata la volontà dei cittadini di Cessapalombo, gli unici per i quali siamo qui, mi trovo costretto, in nome di coloro che democraticamente si sono espressi, a non accettare l'incarico per cui sono stato nominato e quindi a lasciare la maggioranza formando un gruppo consiliare che avrà coerentemente con i miei principi il nome di Partecipazione Democratica a cui si aggiungerà la nobile parola “popolare” volta ad indicare la principale ragione per la quale ho impiegato tempo, energie e pazienza: il popolo di Cessapalombo”. Con queste parole pronunciate al termine del suo intervento nella prima seduta del nuovo consiglio comunale di Cessapalombo, Ermanno Pieroni ha di fatto ufficializzato lo strappo con il sindaco Giammario Ottavi, provocando un piccolo terremoto nella vita amministrativa del piccolo centro alle pendici dei monti Sibillini. Pieroni, che nelle recenti elezioni dello scorso 25 maggio è risultato essere, con 26 preferenze 'pari (ll'8,36%, percentuale calcolata sulle preferenze date), il primo degli eletti nella lista “Partecipazione Democratica”, non è stato scelto tra i componenti della giunta di governo dal sindaco Ottavi, pur essendogli state attribuite, semplicemente quale consigliere, le deleghe al bilancio, ai tributi, alla cultura e al turismo. Tali deleghe, pur importanti e di consistente rilievo, sono state, però, rifiutate dallo stesso consigliere, che parla di “poca chiarezza”, essendo sembrato quasi naturale un suo coinvolgimento diretto nella compagine di governo. Ermanno Pieroni, infatti, avrebbe avuto la legittima aspettativa, essendo già stato il braccio destro del primo cittadino e avendo ottenuto, come detto, un ampio consenso da parte dei cittadini, di essere nominato vice sindaco del comune, ruolo nel quale è invece stata riconfermata Giuseppina Feliciotti, “in continuità con la passata legislatura”, come ha tenuto a precisare il sindaco. “La decisione presa nel primo consiglio comunale di non accettare le importanti deleghe attribuitemi – ha dichiarato il dottor Pieroni – risponde all'esigenza di rispetto della volontà dell'elettorato in un momento in cui la politica si sta chiudendo in se stessa, rappresentando una minaccia per la democrazia. Allontanarsi dall'espressione del popolo è un atto che non posso tollerare prima come uomo e poi come “piccolo politico”. In questi giorni, dopo l'inaspettata delusione ed amarezza per la decisione presa dal sindaco, ho avuto molta solidarietà e comprensione da parte di compaesani di Cessapalombo, di sindaci ed esponenti politici del territorio e della nostra provincia. Ho abbandonato il gruppo, ma non i cittadini di Cessapalombo, comune che, in età giovanile, fu il teatro dei miei primi passi nel mondo della politica. Come già scrissi in occasione delle elezioni amministrative del 2004, “il comune di Cessapalombo e l'amata Montalto sono la mia terra, che amo fin dalla nascita, ma da cui mi sono dovuto allontanare per costruire un futuro più sicuro. A questa terra ed ai principi forti e sani della sua gente sono fortemente legato ed è per questo che sento il dovere di impegnare il mio tempo e la mia esperienza”.
Intervista a Ermanno Pieroni nel file audio allegato.
