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Ci sarà anche il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli domenica a Castelraimondo per la riapertura del museo nazionale del costume folcloristico nei nuovi spazi in via Della Croce numero 6. “Habitus” è il nome scelto per questa nuova realtà che non è solo un luogo fisico che contiene straordinari reperti e manufatti, ma anche un progetto museale di eccezionale importanza per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale.

Il museo ha mosso i suoi primi passi nel 2009, quando la F.A.F.It. (Federazione Associazioni Folkloriche Italiane) sperimentò un primo allestimento proprio a Castelraimondo, purtroppo chiuso nel 2016 a causa degli eventi sismici. Il Comune e il Gruppo Folkloristico di Castelraimondo, attivi protagonisti di questo riallestimento, hanno provveduto a preservare la collezione e a trasferirla dal palazzo municipale al nuovo spazio in via Della Croce.

Proprio a partire da questo nucleo di oggetti “vivi”, ancora utilizzati dai gruppi (solo prestati alla vita museale), è arrivato il supporto delle due Scuole di specializzazione in Beni demoetnoantropologici – quella dell’Università degli Studi di Perugia (in convenzione con le Università della Basilicata, di Siena, di Firenze e di Torino) e quella di Sapienza Università di Roma – e del Ministero della Cultura con il supporto dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale.

habitus

Il progetto è volto a cogliere tre obiettivi principali: fornire una prima risposta alle esigenze di tutela, di valorizzazione e di narrazione del patrimonio già presente nella collezione; promuovere attraverso lo spazio museale un nuovo processo di ricerca sul patrimonio immateriale prodotto e rappresentato dai gruppi folcloristici; favorire la nascita di uno spazio di dibattito sul tema dei folclorismi e dei folclorevivalismi fra le comunità scientifiche, di esperti e di appassionati, attive sul territorio nazionale e a livello internazionale. Alcuni passi verso questi ambiziosi obiettivi sono stati realizzati già in questa prima fase del lavoro.

Attorno al museo ha preso forma un cantiere aperto in cui si è ragionato sul significato contemporaneo della categoria di folklore in rapporto alla rappresentazione folcloristica, ponendo attenzione ai modi in cui i gruppi interpretano la continuità dei mondi locali nel presente, agendo nel sociale e ridefinendo creative visioni del passato. Il primo appuntamento di questo nuovo percorso nei nuovi spazi è proprio per domenica mattina alle ore 11 con un incontro presso l’Istituto Nazzareno Strampelli.
Approvato dal presidente della provincia Antonio Pettinari il progetto definitivo per la costruzione del nuovo polo scolastico di Tolentino che ospiterà il Liceo Classico, lo Scientifico e il Coreutico “Filelfo”, l’ITE “Filelfo” e l’IPIA “Frau”. Un’opera pubblica del valore complessivo di 23,5 milioni di euro che accoglierà tutti gli studenti delle scuole secondarie di II grado, dislocate in diverse sedi del comune, danneggiate dal sisma del 2016.

Ora i documenti saranno inviati all’USR e alla struttura commissariale per l’adeguamento dell’importo, a conclusione della revisione del progetto architettonico, in base alle osservazioni del comune di Tolentino, che nei giorni scorsi ha rilasciato il permesso a costruire, e tenuto conto dell’aumento dei prezzi dei materiali edili.

«Si conclude un lungo percorso - dichiara Pettinari - partito tempo fa con la decisione di costruire il polo scolastico di tutte le scuole di Tolentino e con l’individuazione dell’area da parte del comune. Subito si sono evidenziate le prime difficoltà, con il ritrovamento di reperti archeologici che ha comportato numerosi mesi di scavi. Liberata l’area dalla Soprintendenza, è iniziata la progettazione preliminare sull’idea di base dell’architetto Severini; al fine di ridurre i costi dell’opera pubblica la Provincia ha scelto di farsi carico della progettazione del polo scolastico, delladirezione lavori e del collaudo; ma nonostante tutto non è stato sufficiente per rientrare nella cifra messa inizialmente a disposizione e che, più volte, avevamo comunicato essere limitata.
Oggi c’è la soddisfazione con l’approvazione del progetto di essere riuscito a mettere un punto fermo: una volta accertata la disponibilità finanziaria e contestualmente eseguita la verifica progettuale dall’Erap si procederà all’appalto. Un ringraziamento all’ufficio tecnico per il grande impegno profuso con tenacia, forza e determinazione. Prima di lasciare l’incarico di presidente, onoro un altro impegno preso a favore di ragazzi, famiglie, personale scolastico e di tutta la comunità. Abbiamo inserito un altro tassello sulla via ricostruzione».

Ultimo Consiglio provinciale all’insegna della commozione e della gratitudine espressa dai consiglieri al presidente Antonio Pettinari per l’esperienza che ha saputo trasmettere in questi anni.

All’ordine del giorno le variazioni del bilancio di previsione, il piano di revisione periodica delle partecipazioni societarie detenute dalla Provincia di Macerata e lo schema di regolamento per il conferimento degli incarichi legali esterni. Tutti i punti sono stati approvati all’unanimità.



Conclusa la parte istituzionale, Pettinari ha quindi voluto salutare i consiglieri, ricordando i punti salienti della sua esperienza amministrativa.

«Quando, nel 1985, sono entrato in quest’aula consiliare, provai sentimenti straordinari: grande emozione da una parte e senso di responsabilità dall’altra, perché rappresentavo chi mi aveva votato. Certo che oggi è completamente diverso, per colpa della riforma: è inaccettabile che i cittadini non possano più votare direttamente il presidente e i consiglieri provinciali. Ho iniziato la mia attività amministrativa seguendo chi era più esperto di me, per apprendere al meglio, capire e crescere: ecco, l’augurio che faccio a chi si candiderà alle prossime elezioni è che provino quelle stesse emozioni. Ho potuto portare a termine numerosi progetti e sono dispiaciuto di non riuscire a concludere i tanti programmi che si stanno concretizzando sul nostro territorio. Se guardo al lavoro svolto, ci sono 14 anni di minoranza fatti con attenzione, umiltà e intelligenza, partecipando a quasi tutti i consigli provinciali in modo attivo, confrontandosi sempre per il bene della comunità.

Poi ho ricevuto incarichi importanti: a partire dall’assessorato ai Lavori Pubblici nel 1990, quindi sono stato vicepresidente e poi, per 10 anni, presidente. In questo arco di tempo è accaduto di tutto: dalla stagione riformista caratterizzata dalla legge 142/90, dalla 81/93 sull’elezione diretta del sindaco, del presidente della provincia e relativi consigli, e dal Testo Unico degli enti locali del Duemila, si è passati a pseudo riforme come quella proposta da Monti per l’accorpamento delle province, fino ad arrivare a quella pessima di Delrio. Abbiamo attraversato la complicata fase con il patto della stabilità, in cui avevamo soldi in cassa ma non potevamo spenderli; poi due terremoti, il primo nel 1997 e quello del 2016, quindi la pandemia. Nel 2010 c’è stato pure l’annullamento delle elezioni che avevamo vinto.

Che cosa mi è rimasto? Aver risolto numerose questioni: penso allo Sferisterio, alle scuole, alle strade e alla grande viabilità. Tutto quello che si è realizzato e che si realizzerà nei prossimi anni per le infrastrutture è frutto di un lavoro costante svolto negli anni, con condivisione e unione di intenti. E poi la sorprendente generosità della nostra comunità che va esaltata, in ogni settore. Successi fondati su tre pilastri principali: la programmazione che è il metodo di governo; la disponibilità del personale della struttura provinciale e poi il sostegno del Consiglio provinciale, cometestimoniato dal fatto che in cinque anni non è stato espresso un voto contrario. Unico rammarico è quello relativo ai rifiuti, in cui il risultato non è ancora arrivato, nonostante tutto l’impegno profuso».

Il presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari, ha ricevuto il dirigente scolastico dell’ITCG “Antinori” di Camerino Francesco Rosati.

Il tema dell’incontro, a cui ha partecipato anche l’ingegnere della Provincia Roberta Fattoretti, era la richiesta da parte della scuola camerte di ricostruire il laboratorio per l’esecuzione e certificazione di prove sui materiali da costruzione presso il polo scolastico, in via Madonna delle Carceri.

Tale laboratorio è di notevole importanza per l’Istituto: infatti ha una finalità didattica e formativa per gli studenti perché si effettuano prove sui materiali da costruzione, inoltre viene anche utilizzato per la certificazione di queste prove sui materiali da costruzioni, a servizio di utenti esterni, in primis imprese e professionisti.

Situato originariamente in piazza Neghelli, nei pressi del centro storico, dopo il terremoto del 2016 è stato trasferito, in via provvisoria, in un fabbricato in località Torre del Parco, pertanto distante dall’attuale scuola.

Durante l’incontro con il dirigente scolastico, Pettinari ha potuto valutare la richiesta effettuata all’Amministrazione provinciale di delocalizzare il laboratorio nel polo scolastico dove, di fatto, si trovano pressoché tutti gli istituti superiori di Camerino.

«Ho valutato la necessità di non occupare tutti gli spazi a disposizione nel campus scolastico, quindi l’idoneità dell’area - ha dichiarato Pettinari - con l’utilità e l’opportunità di avere un laboratorio vicino alla scuola. In questo modo l’attività didattica e formativa degli studenti ne uscirebbe rafforzata perché la struttura sarebbe integrata alla scuola e quindi immediatamente raggiungibile dai ragazzi, rispetto alla situazione odierna».

Il Presidente ha quindi comunicato la decisione di accogliere la richiesta della scuola e di redigere il progetto per la costruzione del laboratorio, da localizzare all’interno del campus scolastico di Camerino, adiacente all’Auditorium che sta per essere completato. L’intervento verrà finanziato con le risorse della ricostruzione, con le quali sarà anche demolito l’edificio di piazza Neghelli che ospitava originariamente il laboratorio.

Le questioni relative alla destinazione di questa area e del suo utilizzo saranno esaminate con l’Amministrazione comunale di Camerino.

Aperto al traffico il tratto Fabriano – Matelica Nord, primo stralcio della strada Pedemontana delle Marche, asse di collegamento tra le direttrici Perugia - Ancona e Foligno - Civitanova Marche.

Il tratto aperto al traffico, per un investimento di 86 milioni di euro, è lungo complessivamente 8,1 km e collega la SS76 “della Val d’Esino”, dove si innesta con un nuovo svincolo in prossimità di Fabriano (località “Pian dell’Olmo”), con il nuovo svincolo di Matelica Nord/Zona industriale. Il tracciato comprende una galleria di 911 metri e 6 viadotti di lunghezza complessiva pari a 400 metri, oltre allo svincolo intermedio di Cerreto d’Esi.


Grande la soddisfazione del presidente della provincia di Macerata Antonio Pettinari per la realizzazione di un progetto partito da lontano, “da quando – le parole del presidente della provincia Pettinari - circa 40 anni fa affidammo come consiglio provinciale l’incarico di redigere un progetto preliminare della Pedemontana che da Fabriano arrivasse a Muccia. Sono stati anni difficili nei quali siamo stati impegnati nel reperimento dei finanziamenti necessari e nella progettazione e oggi realizziamo un sogno. Vorrei ricordare coloro che hanno sempre creduto nella realizzaione della Quadrilatero, uno su tutti l'ex sindaco di Camerino Dario Conti, ”.

Una tappa di un più ampio progetto che la regione Marche intende realizzare anche con i fondi della ricostruzione, secondo le parole del presidente Acquaroli. “Abbiamo avuto la possibilità di stanziare risorse per la progettazione e per degli stralci funzionali anche sul tratto che collegherà Caldarola con Sarnano e successivamente Amandola e Servigliano – ha dichiarato il Governatore – Un tratto importante che dà una prospettiva e una funzione ulteriore a questo tratto che è stato aperto e che sarà completato fino a Camerino”.

pedemontana fabriano

Pedemontana, dunque, come strumento per il rilancio delle aree interne anche sotto il profilo economico. “Un’infrastruttura essenziale per creare rete ed avere risultati sul territorio – così il vice sindaco di Fabriano Arcioni – Il nostro comune ha sempre pagato lo scotto della mancanza di collegamenti, un problema che ha allontanato anche possibili investitori, e ora è meno isolata. Abbiamo così un’arma in più per combattere la crisi economica che negli ultimi tempi ci attanaglia”.

“ Importante che la strada possa essere percorsa – il parere del sindaco di Matelica Baldini – in modo da poter potenziare anche tutte le attività economiche me favorire il loro sviluppo commerciale. Una strada che aspettiamo da tempo e che speriamo possa dare i suoi frutti”.







Se fosse una donna a raccogliere l’eredità di Antonio Pettinari? Mentre la corsa alla presidenza della Provincia di Macerata inizia ad entrare nel vivo, si fanno insistenti le voci che vorrebbero una figura femminile a capo della prossima giunta provinciale.

I sindaci del territorio saranno chiamati ad esprimersi il prossimo 19 dicembre, e i nomi forti nei giorni scorsi sono sembrati essere quelli di Sandro Parcaroli, primo cittadino di Macerata e molto gradito alla Lega, e di Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina. Posizioni però che sembrano perdere quota, visti gli impegni importanti a Macerata del primo e nel territorio montano del secondo.

Dalla montagna alla costa le preferenze sembrano comunque essere orientate all’investitura di un sindaco del cratere sismico: una figura femminile forte potrebbe essere quella del sindaco di San Severino Rosa Piermattei. Al secondo mandato come amministratrice nella città settempedana, Piermattei ha ricevuto fortissimi consensi in occasione dell’ultima tornata elettorale nel suo Comune, oltre agli apprezzamenti per la gestione emergenziale pandemica e sismica. Uno scenario plausibile potrebbe essere la convergenza verso la sua figura nel caso di una candidatura unica, come nel caso della Provincia di Fermo.

Posizioni interessanti come consiglieri al femminile potrebbero essere quelle di Cristina Gentili, sindaca di Bolognola, Silvia Pinzi di Serrapetrona, Vanda Broglia di Sant’Angelo in Pontano e Cecilia Cesetti da Mogliano.

l.c
Due milioni e mezzo di euro per i lavori di ripristino dai danni del sisma della provinciale 113, tra Penna San Giovanni e Monte San Martino.

Il presidente della Provincia Antonio Pettinari, insieme al dirigente dell’ufficio tecnico Giuseppe Mundo, al progettista Carlo Casucci, al sindaco di Penna San Giovanni, Stefano Burocchi, e al collega di Monte San Martino, Matteo Pompei, ha presentato questo corposo intervento che riguarda un’arteria importante dell’entroterra.

Cinque siti differenti di interventi, ha spiegato il progettista Casucci, tra risanamento di frane, realizzazione di palificate a valle e cassonetti per ripristinare le altezze del piano viario, dove fa rifatta la massicciata perché il terreno è sceso. In un caso serve anche un drenaggio profondo a causa delle infiltrazioni di acqua. Le risorse derivano dal quinto stralcio del programma di ricostruzione dell’ANAS, Soggetto Attuatore.

«Questi ultimi sono stati anni impossibili per la Provincia - afferma Pettinari -: prima sono state cancellate le risorse per le strade ex statali, stiamo parlando di circa 12-13 milioni di euro all’anno; poi è arrivata la riforma Delrio che ha proseguito questa sottrazione di risorse; infine si è abbattuto il sisma. In mezzo a questa situazione complessa, ci siamo molto concentrati su viabilità, senza cui non ci può essere rilancio, soprattutto nelle zone periferiche, e sulle scuole che dobbiamo difendere a tutti costi non permettendo accorpamenti o peggio chiusure. Le strade sono importantissime perché quella provinciale è la rete principale, che collega i borghi e anche le piccole frazioni. Quindi abbiamo cercato di programmare il più possibile a lungo raggio e redigere progetti per essere sempre pronti ad intercettare finanziamenti: oggi abbiamo un piano delle opere pubbliche che guarda a 6 anni e questo ci permette di intervenire in modo puntuale».
Surroga di due consiglieri provinciali, programmazione delle rete scolastica a variazioni di bilancio. Sono i temi trattati dal Consiglio provinciale di Macerata. 

All’ordine del giorno della seduta guidata dal presidente Antonio Pettinari, la surroga di Francesco Acquaroli e Rosella Ruani che, in quanto non più consiglieri comunali, decadono dall’incarico e lasciano il posto a Cristina Arrà di Urbisaglia e Monia Prioretti di Tolentino.

Il punto sulla programmazione della rete scolastica ha interessato sia il dimensionamento delle scuole comunali, sia di quelle provinciali. A tal proposito il Consiglio ha accolto l’istanza del Comune di Fiastra di aggregare i plessi della scuola per l’infanzia, la primaria e la secondaria al comprensivo “Paoletti” di Pieve Torina; stessa cosa per l’intesa tra Pioraco e Sefro. In questo caso è stata accolta la richiesta di accorpare le scuole dell’infanzia a Sefro e le primarie a Pioraco.

Inerente il tema delle scuole, il Consiglio ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che denuncia il grave rischio di smantellamento dei servizi scolastici, specie nei territori devastati dal sisma in cui essi costituiscono la primaria condizione di ricostituzione delle comunità locali e la concreta prospettiva di rinascita dei territori, che devono poter contare su una rete scolastica adeguata ai fabbisogni delle comunità e alle concrete potenzialità di sviluppo socio economico.

«Per questo motivo - ha affermato Pettinari - invitiamo la Regione Marche ad attivarsi presso le Autorità competenti affinché venga intrapresa ogni azione mirata al pieno conseguimento di tali obiettivi, attraverso specifiche direttive ai competenti uffici periferici del Ministero dell’Istruzione, che prevedano il mantenimento dell’attuale organizzazione della rete scolastica per quanto riguarda il dimensionamento delle autonomie, nonché l’istituzione della prima classe presso l’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato “Renzo Frau” di Tolentino, premessa assolutamente necessaria per il mantenimento di quest’ultimo».

Quindi è stato portato a ratifica l’atto del Presidente, assunto il primo settembre, che riguarda i finanziamenti Covid-19 di 550 mila euro, destinati ad affitti e noleggi moduli per le scuole e interventi vari negli istituti. Infine le variazioni di bilancio con l’applicazione dell’avanzo che sarà destinato per un importo di 150 mila euro all’edilizia scolastica e per 521 mila euro per le strade provinciali.
Sopralluogo del presidente della Provincia di Macerata al Polo Scolastico ITGC, Liceo Sportivo e Socio-Pedagogico di Camerino, che si trova in Via Madonna delle Carceri. Antonio Pettinari si è recato nel cantiere attivo nell’area nei pressi della scuola insieme al dirigente, l’ingegnere Luca Fraticelli, per valutare lo stato dei lavori relativi all’adeguamento sismico e al completamento dell’auditorium - aula magna dell’Istituto. L’edificio, che oggi presenta solamente le strutture portanti, sarà completato con la parte impiantistica e tutte le finiture interne ed esterne, comprese le porte e l’ingresso da realizzare.

L’edificio sarà ultimato secondi i criteri dell’efficientamento energetico e della prevenzione sismica e una particolare attenzione è stata rivolta anche all’illuminazione naturale che assicurerà alle persone presenti il massimo del comfort visivo.

L’investimento è stato di 800 mila euro ed è stato finanziato da più canali: risorse europee (Por Fesr) legate al terremoto, fondi del Ministero dell'istruzione, dell’Università e della ricerca e fondi della ricostruzione.

Questo è uno dei cantieri attivi nel polo scolastico di Camerino; infatti si sta lavorando anche all’adeguamento sismico dell’edificio che ospita la palestra e alla realizzazione di una seconda palestra attraverso la copertura del campetto esterno, con un investimento di 940 mila euro, finanziati da risorse europee (POR FESR) legate al terremoto, e da fondi del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca riservati all’edilizia scolastica.

«Dal 2013, anno in cui inaugurammo questa scuola - dichiara Pettinari - abbiamo attivato numerosi cantieri con l’obiettivo di completarla, dato che rischiava di essere una incompiuta, dopo il sequestro del cantiere da parte del Tribunale di Camerino e le varie vicende legate all’ultimazione dell’opera, giudicate con esito favorevole alla Provincia. Attualmente qui si trovano tutti gli istituti superiori cittadini, eccetto il Professionale, e nei prossimi mesi sarà concluso pure l’auditorium, uno spazio importante per l’Istituto e per la città di Camerino stessa. L’Amministrazione provinciale, infatti, intende mettere a disposizione l’auditorium, che per la sua struttura e ampiezza può ospitare eventi e convegni, non solo alla comunità scolastica, ma pure all’intera città e all’Università».
“Ancora qualche settimana per il lotto che collega Fabriano a Matelica Nord”. Lo ha detto Antonio Pettinari, Presidente della Provincia di Macerata, in occasione del sopralluogo ai cantieri della Pedemontana.

Nel fabrianese i lavori procedono spediti, e Pettinari ne è soddisfatto: “Entro breve la tratta tra Fabriano e Matelica sarà ultimata: aver effettuato questi sopralluoghi è importante per rafforzare la collaborazione tra le istituzioni coinvolte, in modo da portare avanti opere che rappresentano il bene comune”.

La visita nel Muccese, insieme ai funzionari della Soprintendenza Archeologica delle Marche e ai vertici di Quadrilatero, ha invece fatto il punto sui ritrovamenti di interesse storico riemersi nel corso degli scavi per la costruzione dello svincolo con la strada 209 della Valnerina. Il tratto è soggetto alle indagini della Soprintendenza, appunto, e Pettinari ha sottolineato: “In questo caso è fondamentale che si proceda con grande rispetto e considerazione dell’interesse culturale dei ritrovamenti, coniugando la tutela del patrimonio archeologico alla rapidità nel completamento di un’opera di primaria importanza per la montagna maceratese”.

l.c.
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