PIEDINO Appenn a casa 2021
Gruppi elettrogeni nelle aree Sae, finalmente si parte. Arrivano quasi 4 milioni di euro per risolvere un problema che, soprattutto nei mesi invernali, mette a dura prova la tenuta delle persone che vivono nelle Soluzioni abitative d’emergenza (Sae) realizzate nei comuni dell’entroterra più colpiti dal sisma del 2016.

Gli inverni gelidi, infatti, causano spesso l’interruzione delle linee elettriche, soprattutto nei luoghi di montagna, dove il freddo e il maltempo si fanno più rigidi, procurando inevitabili disagi nell’affrontare blackout e conseguenti abbassamenti delle temperature. Da qui la disponibilità del Dipartimento della Protezione Civile - sollecitato dalla Regione Marche - che ha stanziato una cifra di 3.750.000 euro per il cratere marchigiano.

I Comuni in cui insistono i villaggi Sae, possono presentare progetti per dotarsi dei gruppi elettrogeni e sopperire così alla mancanza di energia elettrica e alle difficoltà che ne derivano. In tal senso, decisivo risulta il compito della Regione Marche in materia di valutazione dei progetti, sopralluoghi e autorizzazioni, volti a dare il via libera ai Comuni proponenti per la fase relativa agli affidamenti e tutto quanto concerne la parte operativa e burocratica, fino al collaudo finale.

«L’attuazione del programma si è rivelata piuttosto complessa - commenta l’assessore alla Ricostruzione Guido Castelli - Fondamentale si è rivelata anche la collaborazione e la disponibilità di E-distribuzione per una serie di valutazioni effettuate a monte e per la partecipazione in fase di sopralluogo, in un’ottica di sinergia tra enti che va a risolvere una problematica che cittadini e comitati hanno più volte posto alla nostra attenzione. I tempi di realizzazione degli impianti sono ora piuttosto brevi: per questo i Comuni che procedono tempestivamente con la richiesta avranno sicuramente i gruppi elettrogeni attivi in vista dell’arrivo del prossimo inverno».

Proprio in questi giorni il dirigente del Settore Soggetto Attuatore Sisma 2016 regionale Silvia Moroni, coadiuvata da Roberto Stoppoloni e dal responsabile d’area di E-distribuzione Sergio Tomassini, ha effettuato una serie di sopralluoghi a Castelsantangelo sul Nera, Bolognola e Fiastra.

A oggi è stata autorizzata una somma complessiva di euro 1.083.362 euro per la realizzazione degli impianti presso i comuni di Castelsantangelo sul Nera (240.000 euro), Bolognola (65.000 euro), Muccia (69.267 euro), e Pieve Torina (663.000 euro).

Manca solo il collaudo, invece, per l’area Sae di Montecavallo, dove la cifra impiegata è di 46.094 euro.
Consegnato all’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini e ai comuni di Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera e Norcia l’ "Oscar Ecoturismo per la Mobilità Sostenibile", premio assegnato da Legambiente e associazione AMODO (Alleanza Mobilità Dolce).

È la “fioritura senz’auto” il senso del piano straordinario di mobilità sostenibile premiato da Legambiente e AMODO, frutto della collaborazione tra ente Parco e i comuni interessati. Ciò permetterà alle migliaia di turisti in arrivo a Castelluccio nell’ultimo weekend di giugno (25-26) e nei primi due di luglio (2-3 e 9-10), di assistere alla “fioritura di Castelluccio” senza impattare negativamente sulla natura, ma contribuendo al rilancio dell’economia locale.

“Le ragioni di questo riconoscimento - ha spiegato Alessandra Bonfanti, responsabile nazionale mobilità dolce di Legambiente - stanno nel fatto che è stato messo a sistema un piano della mobilità sostenibile per la fioritura di Castelluccio che fa scuola, una innovazione che potrà servire d’esempio anche per altri parchi che ancora non hanno avuto il coraggio di indicare una modalità diversa di entrare in natura per eventi di massa, in un momento in cui questa domanda sta crescendo”.

“Un premio condiviso - le parole del presidente del Parco Andrea Spaterna - frutto di una forte volontà di collaborazione tra i vari enti e le associazioni ambientaliste, a tutti i livelli. Disponibilità e confronto hanno consentito di contemperare le legittime aspettative delle comunità locali, che vedono in questo evento naturale un’opportunità per un rilancio economico del territorio, e le esigenze di tutela e conservazione di un ecosistema che deve essere necessariamente mantenuto”.

Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera, ha sottolineato il ruolo di coordinamento del Parco in questa occasione rimarcando altresì la “necessità di salvaguardare, oltre alla sostenibilità ambientale, anche la presenza dell’uomo, perché la difesa del territorio compete all’uomo e se questa terra è così - ha concluso - lo dobbiamo ai nostri avi e ai nostri cittadini, che sono essi stessi i primi ambientalisti”.
romozione del territorio nel più importante evento nazionale per la promozione del turismo in Italia e la commercializzazione dell’offerta turistica italiana sul mercato nazionale e internazionale.

Per il secondo anno consecutivo il comune di Sarnano partecipa alla Bit di Milano con un proprio desk all’interno dello stand della Regione Marche.

«Essere qui ci darà la possibilità di far conoscere Sarnano ai più importanti tour operator specializzati in diversi ambiti», il commento del sindaco Luca Piergentili.

Nella giornata di apertura è stato sottoscritto anche un protocollo d’intesa tra i rappresentanti dei comuni di Sarnano, Fiastra, Bolognola, Monte Fortino, Montemonaco, Ussita, CastelSant’Angelo sul Nera e Monte Gallo che hanno deciso di unire le forze per creare una strategia di sviluppo e progettazione unitaria per la costituzione del primo Distretto Turistico dei Monti Sibillini.

«Questi comuni rappresentano località imperdibili per chi visita le Marche centrali, specialmente oggi che le persone hanno sempre più abbandonato l’idea delle vacanze stanziali per prediligere un turismo itinerante – dichiara ancora Piergentili - In quest’ottica è fondamentale stringere accordi di promozione territoriale. Siamo tutti consapevoli della necessità di fare rete per valorizzare le peculiarità del territorio, ma spesso mancano proprio le occasioni di confronto. E’ fondamentale quindi conoscere a fondo le rispettive esperienze e trovare punti di incontro per avviare proficue sinergiei».

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Alla Firma erano presenti l’assessore Regionale Guido Castelli, delegato alla ricostruzione e Lara Magoni, assessore al Turismo, marketing territoriale e moda della Regione Lombardia.

Oltre al desk dedicato Sarnano è rappresentato anche nelle postazioni del Consorzio Noi Marche e dei Borghi più Belli d’Italia nelle Marche.

Tre giornate per promuovere il territorio con un’attenzione particolare allo sport, alle attività outdoor, al benessere e alla montagna.

Non accettano di essere esclusi dall’Unione Montana di Camerino i Comuni di Montecavallo e Castelsantangelo che hanno fatto ricorso al Tar contro due delibere del Consiglio dell’ente guidato dal sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci.

I due comuni, insieme a Valfornace, nel 2015 avevano inizialmente scelto di non far parte dell’Unione Montana che si andava costituendo ma nel 2018, a seguito anche del sisma, Castelsantangelo è stato il primo a cambiare idea seguito, l’anno successivo, dagli altri due.
L’Unione Montana però non ha mai dato una risposta finché nel dicembre scorso non è stata approvata in consiglio regionale la proposta di legge dei consiglieri Renzo Marinelli, Giacomo Rossi, Carlo Ciccioli e Jessica Marcozzi che impedisce fino al 2025 l’ingresso di nuovi comuni nell’Unione Montana Marca di Camerino.
Da parte sua, anche l’ente comunitario, nell’ottobre scorso, ha modificato lo Statuto impedendo modifiche all’organizzazione dell’ente.

Ma a tutti questi “giochi” né Falcucci né Cecoli sono disposti ad assistere senza fare nulla: “Vogliamo andare fino in fondo - commenta il sindaco di Montecavallo, Pietro Cecoli - perché abbiamo sempre cercato di aggregare il territorio sin da quando ero assessore della Comunità Montana, cercando di aiutare tutti. Ora invece hanno addirittura fatto fare una legge regionale che dice che prima di entrare nell’Unione Montana devono passare 10 anni. È una cattiveria inaudita. Per tutelare i cittadini di Montecavallo abbiamo fatto ricorso al Tar”.

L’udienza di merito è stata fissata al 9 novembre. “A suo tempo - torna a spiegare - avevamo deciso di non entrare perché la dirigente costava 103mila euro all’anno. Una spesa esorbitante che non era sostenibile dal nostro ente. Noi piccoli comuni dobbiamo elemosinare anche sugli spiccioli e quindi per pagare la direttrice, nel riformare l’Unione Montana, sono stati mandati a casa tutti gli altri dipendenti. Attualmente ci sono uno o due dipendenti”.

Amareggiato dalla situazione anche Mauro Falcucci, primo cittadino di Castelsantangelo e già presidente della vecchia comunità montana che lancia delle stoccate non molto sottili: “vediamo cosa dirà la magistratura. Questa storia viene strumentalizzata. Noi vantiamo un diritto di ingresso per le comunità e non certo per ragioni soggettive. Nessuno vuole nulla. Dopo il sisma credevo che servisse un’Unione Montana compatta al di là dei conflitti interni. Le nostre ragioni che ci indussero inizialmente a decidere di non entrare sono da riferirsi a costi del personale esorbitanti. Questa è la storia, non ci stiamo inventando nulla e c’è qualcuno che interpreta male. Non ci sono altre ragioni e anzi, non vedo perché rifiutarsi di far entrare tre nuovi comuni a meno che non vi sia un certo timore di perdere il posto. Se uno è bravo non deve temere l’ingresso di altri e il ricorso lo abbiamo presentato per capire se il diniego si basa sul diritto o su altri interessi. Per togliere ogni ombra di dubbio lo dico e lo ripeto, a me non interessa fare il presidente dell’Unione Montana perché l’ho già fatto, vivo della mia pensione e facendo il sindaco di un territorio a cui sono molto legato. Ci tengo a sottolineare - conclude Falcucci - che le istituzioni sono fatte per essere servite, non per servirci di esse”.

Gaia Gennaretti
Quasi una levata di scudi quella dei sindaci di Bolognola, Castelsantangelo Sul Nera, Fiastra, Sarnano ed Ussita dopo le dichiarazioni rilasciate dall’ex assessore regionale Anna Casini secondo la quale le risorse per gli impianti di risalita dei comuni del maceratese sono piovute dall’alto e non il frutto di una programmazione condivisa con il territorio.

“Si tratta invece di progetti nati dal basso che sono di straordinaria importanza per i territori le cui popolazioni meriterebbero rispetto da chi, fino a ieri al governo regionale, non ha saputo indicare una strada per la ripartenza – rispondono all’unisono i primi cittadini interessati - È infatti il ritardo delle risposte alle urgenti necessità di vita delle nostre comunità il tema su cui l’ex assessore dovrebbe meditare. La politica, purtroppo, ha la memoria corta e si tende a scaricare su altri responsabilità che appartengono in primis a chi ha avuto la possibilità di fare e non ha fatto”.

I sindaci Gentili, Falcucci, Scaficchia, Piergentili e Bernardini chiamano in causa anche la responsabile ANCI Marche Valeria Mancinelli “autoproclamatasi portavoce dei sindaci del cratere e che non ha speso a tutt’oggi nessuna parola in difesa delle nostre comunità – continua la nota congiunta - Strumentalizzare il sisma per fini partitici rappresenta un atto di sciacallaggio al quale non si può rimanere indifferenti né silenti. Pertanto, rivendichiamo proprio la progettualità dal basso per il ripristino e il miglioramento di quel che c’era dal punto di vista sciistico per garantire un’offerta turistica al passo con i tempi e che possa portare benessere e sviluppo non solo d’inverno ma tutto l’anno. Il fatto è che se non vivi in montagna non ne capisci i problemi, non sei capace di individuare soluzioni e rischi, purtroppo, di “scivolare”, come nel caso della Casini”.
Approvata dal consiglio regionale delle Marche la legge n. 91 sulle Unioni Montane che stabilisce, tra l’altro, che "i comuni che non hanno aderito all’Unione all’atto della costituzione non hanno il diritto di entrare per un periodo di 10 anni", introducendo anche il principio del silenzio diniego, in contrasto con il disposto della precedente legge regionale n. 35 del 2013, secondo il quale trascorsi 6 mesi dalla richiesta di adesione dei comuni che intendono entrare la mancata risposta formale equivale a rifiuto.

Una legge che ha provocato l’indignazione del consigliere regionale del partito democratico Romano Carancini che, con riferimento all’Unione Montana Marca di Camerino, parla di “killer aggio politico nei confronti dei comuni di Castelsantangelo sul Nera, Monte Cavallo e Valfornace, costretti per i prossimi 10 anni a restare fuori dall’Unione Montana”.

I suddetti 3 comuni, che nel 2013 non avevano aderito all’Unione Montana Marca di Camerino, hanno successivamente e in tempi diversi formalizzato la richiesta di adesione alla quale ad oggi non è stato fornito parere favorevole.

“Tutte le pietre della montagna sanno che in quella terra c'è una guerra tra due cordate, incarnate dalla politica – incalza Carancini - Non entro e non ho interesse a entrare nel merito della ragione e del torto di queste fazioni o delle vicende personali. Non è tuttavia tollerabile che chi ha responsabilità legislative si presti ad essere attore e strumento di "killeraggio politico" - con mandanti ed esecutori - a danno non dei singoli "Sindaci soccombenti", quanto piuttosto della legalità e soprattutto delle popolazioni di quei 3 comuni, prima inginocchiate dal terremoto e ora anche oltraggiate dalla più alta Istituzione regionale. In questo passaggio il Presidente della Regione Francesco Acquaroli invece di contribuire a porre fine a questa incomprensibile guerra si mette al fianco di una delle due parti (ovviamente quella più forte nei numeri) e, come un direttore d'orchestra, con primo violino il consigliere Renzo Marinelli, decide le nefaste sorti di un pezzo di quel territorio”.

“Morale della favola: la legge ad personam approvata a notte fonda ed “orchestrata” con il chiaro intento di tenere fuori dall’Unione Montana specifici sindaci e di conseguenza alcune comunità di montagna che non avranno le stesse opportunità delle altre, miete non solo le vittime “prescelte” ma anche altri comuni (come ad esempio Visso e Bolognola) che non potranno entrare a far parte dell’Unione per i prossimi 10 anni”, conclude il consigliere dem.

f.u.



Servono procedimenti e norme dedicate, e questo Mauro Falcucci non smette di dirlo dal 2016 e non lo fa di certo ora. Domani, in occasione della visita nel territorio maceratese della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati parteciperà anche il commissario straordinario Giovanni Legnini e il primo cittadino di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci, lo incontrerà. Sul piatto diverse questioni urgenti: “Faremo il punto della situazione e cercheremo di sbloccare alcune impasse di carattere procedurale che ci stanno bloccando e che dobbiamo rimuovere. Questa semplificazione deve essere anche operativa e non rimanere solo sulla carta delle ordinanze. Il problema è che quando ci confrontiamo con gli organismi i tempi diventano di nuovo biblici. Abbiamo il problema della ricostruzione delle seconde generazioni - aggiunge -, per la nostra realtà questo è un tema essenziale. Ci sono persone che, anche per ragioni economiche, non intendono ricostruire, perché sono in difficoltà, e magari le seconde o terze generazioni non avranno le risorse per ricostruire la casa dei nonni laddove vi siano degli accolli. Come vogliamo risolvere? Perché non si possono lasciare buchi”. Problematiche, queste, di cui Falcucci parla da tanto, troppo tempo forse, e che fin ora non hanno trovato soluzione pur nella semplificazione che è stata apportata dal commissario Legnini. “Stiamo trattando gli interventi unitari - torna a dire - affinché ci sia sinergia tra pubblico e privato per ricostruire le frazioni che, come nel nostro caso, sono completamente distrutte. Nostro malgrado abbiamo una realtà differente dalle altre, siamo come Arquata, Accumuli, Amatrice e quindi il ragionamento per noi va fatto in maniera diversificata rispetto agli altri Comuni della provincia. Con tutto il rispetto per gli altri, noi non esistiamo più e laddove c’è questa situazione bisogna avere delle attenzioni diverse. Questo aspetto, più fisico, non può essere poi disgiunto da un rilancio di carattere economico di queste aree colpite. Ecco, con Legnini andremo a trattare di questo. Abbiamo la necessità e l’urgenza di mettere a punto e migliorare le procedure perché altrimenti si rischia che noi abbiamo portato a termine i nostri compiti ma poi dobbiamo star fermi. Ci sono degli ostacoli che vanno rimossi. Lo ripeterò all’infinito, serve la cura adeguata per ciascun malato. Le ‘terapie’ devono essere diversificate. Sappiamo - conclude - che il commissario è cosciente di questo, aspettiamo una risposta e siamo certi che arriverà”.

Gaia Gennaretti
Tutto pronto per la cerimonia di riconsegna della restaurata chiesa "Madonna della Cona". Domenica 7 novembre, alle ore 11.00, l’Arcivescovo di Camerino Mons.Francesco Massara e il Sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci, insieme alle altre autorità, presenzieranno all'inaugurazione e benedizione della chiesetta.

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Posta a 1500 metri di altitudine su un territorio di confine tra Castelluccio di Norcia e Castelsantangelo sul Nera, l’antica chiesa deve il suo nome all’immagine mariana conservata al suo interno; tradizione vuole che la sua costruzione sia riferita alla vittoria di Visso nella battaglia contro Norcia nel 1522, detta del “Pian Perduto”. A seguire alle ore 11.45 alla Sala polivalente a frazione Gualdo saluti delle Autorità presenti, illustrazione dei lavori e proiezione dei video. La cerimonia è organizzata in collaborazione con la Pro Loco.
Il progetto di recupero dai danni del sisma, è stato a cura dell'architetto Luca Maria Cristini, dell’ingegnere Romualdo Mattioni e del geologo Fabio Facciaroni che hanno prestato gratuitamente la loro professionalità. Il risultato finale ottenuto è il restauro con parziale ricostruzione e risanamento conservativo della struttura.Nelle porzioni recuperabili, si è intervenuto in maniera compatibile con l’originaria tecnologia edile, invece nelle parti andate distrutte con il terremoto, si è deciso di utilizzare tecniche costruttive e materiali rispettosi del pre-esistente, analoghi agli originari.
Unica eccezione nella realizzazione della nuova struttura a botte, anch’essa del tutto crollata, l'impiego di elementi laterizi al posto del materiale lapideo originario, non più utilizzabile, che in origine costituiva la struttura. Rinvenuto e recuperato l’antico selciato dell’edificio e restaurato il portone e la scritta originali.

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Tutte le scelte progettuali derivano da rigorosi criteri dettati dalle regole del restauro filologico, compreso il palo che sorregge la campana, opera originale costruita dal Cav. Gentili, nella seconda metà del secolo scorso, che è stato restaurato e rinforzato. 
Il costo finale del recupero ammonta a circa 150 mila euro finanziati, oltre che dal Cosmari, con fondi CAI, con fondi raccolti con Macerata Opera Festival e singole donazioni di privati e altri soggetti pubblici.
I lavori erano stati affidati, lo scorso novembre 2020, all’Impresa Lapucci Gino srl di Pievetorina.
Il progetto di restauro della Madonna della Còna, è una iniziativa promossa dalle sezioni CAI di Macerata, alla quale si sono affiancate le sezioni di San Severino Marche e Camerino. Sostegno all'iniziativa è venuto dal Cosmari srl, oltre che da enti, aziende e tanti volontari. La raccolta fondi è stata avviata grazie alla sensibilità del Macerata Opera Festival che l’ha promossa quale progetto charity nell’edizione 2018 #verdesperanza.
Più enti, aziende e tanti volontari si sono unite per il recupero di un monumento simbolo dei Monti Sibillini che unisce un territorio a cavallo tra due regioni, Marche e Umbria, da sempre punto di incontro per viandanti, pellegrini e amanti della montagna e punto di riferimento per le Comunità di Castelsantangelo sul Nera e di Castelluccio.
Il prossimo 4 luglio 2022, insieme alla Festa della Madonna della Cona verrà celebrato anche il 500° anniversario della Battaglia del Pian Perduto.
C.C.

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“Dobbiamo fare in fretta”. Una frase ricorrente quella pronunciata dal sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci che ha convocato un’assemblea pubblica per presentare i Piani Attuativi, invitando tutti i residenti del suo paese a depositare, prima possibile, i progetti per ricostruire la città.

Un paese, quello guidato dal primo cittadino Falcucci, epicentro di molte scosse e tagliato in due dalla faglia che ha squarciato i monti Sibillini nel 2016.

“Abbiamo tutte le carte in regola per ricostruire – esordisce il sindaco parlando all’assemblea - . Le ordinanze speciali volute dal commissario Legnini, ci autorizzano a formare consorzi, presentare i progetti e avviare la ricostruzione”

Alle parole del sindaco si aggiungono quelle del commissario Legnini che rinnova l’invito a fare in fretta e completare l’iter burocratico e, con vari appelli, sollecita le aziende edili italiane a venire a ricostruire nelle aree terremotate.

“Arrivare al traguardo prefissato era un nostro scopo e con orgoglio possiamo dire che siamo il primo comune che ha pianificato tutto. Uno dei meriti principali va all’architetto Mauro Guardascione, a capo dell'area tecnica, – tiene a ribadire Falcucci - che ha seguito tutti i lavori e che ha avuto l’intuizione del protocollo d’intesa. Uno strumento ideale per poter analizzare ogni elemento per la ricostruzione. La firma dell’architetto Boeri ha impreziosito tutto il lavoro svolto.

“Abbiamo perso 15 mesi – denuncia Falcucci – avremmo potuto presentare il P.U.A. (Piano Urbanistico Attuativo) molto prima e avere dei vantaggi nei tempi della ricostruzione, ma ora guardiamo avanti perché è tutto pronto, dal 12 agosto siamo in regola, ora tocca a voi, cari cittadini.

Attiviamoci per fare tutte le iniziative che potrebbero bloccare i progetti. Per guadagnare tempo, faremo un ulteriore sforzo come amministrazione.

Siamo a disposizione per accogliervi negli uffici tecnici e valutare le eventuali irregolarità che potrebbero avere le vostre case. Sistemarli, ci consente di accelerare la pratica ed avere l’autorizzazione ad iniziare i lavori e procedere spediti con la ricostruzione”.

Incontro Castelsantangelo sul Nera

La numerosa presenza degli abitanti e le tante domande dei privati e anche dei tecnici, è l’evidente voglia di far risorgere uno dei paesi più belli d’Italia. “Per accorciare i tempi, non si può andare a random – conclude Falcucci – ma, seguire l'iter e le regole che sono a disposizione di tutti voi. Ora tutto passa nelle vostre mani e, rispettando la vostra volontà, vi chiedo anche responsabilità”.

(nel prossimo numero dell'Appennino camerte, maggiori approfondimenti sull'incontro)

M.S.

“Autentico e non identico”. Sarà così il Castelsantangelo sul Nera del futuro. Un Comune tra i più colpiti dal sisma del 2016 che ora, a cinque anni dal sisma, si prepara a dare la decisa accelerazione che porterà alla sua ricostruzione. Nella seduta del consiglio comunale di metà settimana è stato infatti approvato il Piano Urbanistico Attuativo: è il primo Comune ad averlo fatto.

“Un approvazione arrivata all’unanimità da parte del consiglio, a testimonianza di come il percorso sia stato fortemente condiviso da tutti gli attori politici del nostro Comune – sottolinea il sindaco Mauro Falcucci – . Un tassello importante ed essenziale nel mosaico della ricostruzione per il nostro territorio. E’ stata una giornata molto importante, una seduta storica del Consiglio Comunale: viene scritta la pagina della rinascita”.

Attraverso il Piano Urbanistico Attuativo, il Comune di Castelsantangelo sul Nera si è dotato di uno strumento normativo che potrà governare la ricostruzione nei connotati di una variante al Piano Regolatore: uno strumento che guarda non solo la ricostruzione fisica, ma anche la rigenerazione sociale ed economica del paese. Nei fatti, ora a Castelsantangelo potranno partire le progettazioni e le cantierizzazioni senza ulteriori indugi burocratici a livello comunale. Inoltre, grazie all’Ordinanza 114 del Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, i sottoservizi nelle frazioni sono stati finanziati. “Con questo atto – spiega ancora Falcucci – , il nostro compito è concluso”.

Un primo cittadino particolarmente orgoglioso, che ha sottolineato come “le scelte fatte in materia di ricostruzione siano state particolarmente coraggiose. Ci siamo trovati a dover pensare e progettare la rinascita di un paese che non esiste più. Siamo stati tra i primi a ottenere le perimetrazioni nel dicembre del 2017. L’unico rammarico è stato quello di una lunghissima attesa per i finanziamenti. I ritardi prima e la pandemia poi hanno fatto slittare di molto la ripartenza – conclude Falcucci – , ma ora possiamo orgogliosamente procedere verso il nuovo Castelsantangelo sul Nera, con gli attestati di stima e il plauso del Commissario Legnini e dei vertici regionali. Il giusto premio per un lavoro di gruppo eccezionale”.

Intanto, con la firma delle ultime Ordinanze commissariali, sono stati finanziati oltre 40 milioni di euro per la mitigazione del dissesto idrogeologico nell’alto maceratese: tra i Comuni che ne beneficeranno, anche lo stesso Castelsantangelo sul Nera. “La mitigazione dei rischi di dissesto idrogeologico è un passaggio fondamentale per garantire che la ricostruzione sia fondata su basi solide e durature” hanno fatto sapere dalla struttura commissariale.

l.c.
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