Nuova caserma dei Vigili del Fuoco e nuova sede della Croce Rossa Italiana. Giornata di svolta per il futuro di Visso. Ieri, infatti, la firma del protocollo di intesa che dà ufficialmente il via alla realizzazione delle due strutture. Il documento è stato sottoscritto dal Comune, dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco, dall’Agenzia del Demanio, dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Marche e dal Comitato CRI di Visso, alla presenza del Sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco e del Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli.
Le due strutture sorgeranno in località “Il Piano”, lungo via Roma, su aree contigue, una di proprietà comunale e una privata, con l’obiettivo di rafforzare la rete dei servizi di soccorso nell’Alto Nera, uno dei territori più colpiti dal sisma del 2016. Il progetto prevede un investimento complessivo di 6,5 milioni di euro: 5,5 milioni per la caserma, finanziati dal Ministero dell’Interno nell’ambito del Programma triennale 2024-2026 per le infrastrutture del Corpo Nazionale, e un milione per la sede CRI, proveniente dal Programma straordinario di rigenerazione urbana post-sisma tramite l’ordinanza 137 del Commissario Guido Castelli. Il Comune curerà la variante urbanistica e la cessione dei terreni per la caserma, concedendo inoltre in comodato gratuito l’edificio destinato alla Croce Rossa. I Vigili del Fuoco gestiranno l’acquisizione dell’area privata e affideranno all’Agenzia del Demanio il ruolo di stazione appaltante, mentre l’USR Marche sarà soggetto attuatore per la sede CRI. Il cronoprogramma prevede il completamento entro due anni dall’approvazione urbanistica. Il documento prevede anche la possibilità di realizzare una rotatoria per migliorare la viabilità locale e l’accesso alle strutture. L’intesa resterà valida per cinque anni, prorogabile fino al termine dei lavori, con un tavolo tecnico permanente per garantire il coordinamento tra le parti.
L’iniziativa è stata salutata come un passo concreto nel percorso di rinascita del borgo appenninico, con un impatto non solo infrastrutturale ma anche simbolico. «Non è solo una promessa, ma una certezza: Visso tornerà a essere ciò che era, un luogo sicuro e vivo» ha dichiarato il sindaco Rosella Sensi. Per il Commissario Castelli, la firma «rappresenta un segno tangibile della presenza dello Stato e della cooperazione tra enti», mentre il Sottosegretario Prisco ha sottolineato «il valore strategico dell’intervento per la sicurezza delle aree interne».
Le due strutture sorgeranno in località “Il Piano”, lungo via Roma, su aree contigue, una di proprietà comunale e una privata, con l’obiettivo di rafforzare la rete dei servizi di soccorso nell’Alto Nera, uno dei territori più colpiti dal sisma del 2016. Il progetto prevede un investimento complessivo di 6,5 milioni di euro: 5,5 milioni per la caserma, finanziati dal Ministero dell’Interno nell’ambito del Programma triennale 2024-2026 per le infrastrutture del Corpo Nazionale, e un milione per la sede CRI, proveniente dal Programma straordinario di rigenerazione urbana post-sisma tramite l’ordinanza 137 del Commissario Guido Castelli. Il Comune curerà la variante urbanistica e la cessione dei terreni per la caserma, concedendo inoltre in comodato gratuito l’edificio destinato alla Croce Rossa. I Vigili del Fuoco gestiranno l’acquisizione dell’area privata e affideranno all’Agenzia del Demanio il ruolo di stazione appaltante, mentre l’USR Marche sarà soggetto attuatore per la sede CRI. Il cronoprogramma prevede il completamento entro due anni dall’approvazione urbanistica. Il documento prevede anche la possibilità di realizzare una rotatoria per migliorare la viabilità locale e l’accesso alle strutture. L’intesa resterà valida per cinque anni, prorogabile fino al termine dei lavori, con un tavolo tecnico permanente per garantire il coordinamento tra le parti.
L’iniziativa è stata salutata come un passo concreto nel percorso di rinascita del borgo appenninico, con un impatto non solo infrastrutturale ma anche simbolico. «Non è solo una promessa, ma una certezza: Visso tornerà a essere ciò che era, un luogo sicuro e vivo» ha dichiarato il sindaco Rosella Sensi. Per il Commissario Castelli, la firma «rappresenta un segno tangibile della presenza dello Stato e della cooperazione tra enti», mentre il Sottosegretario Prisco ha sottolineato «il valore strategico dell’intervento per la sicurezza delle aree interne».
Anche quest’anno è arrivato il periodo delle feste e delle rievocazioni storiche e a Visso la popolazione è abituata a vivere la storia nella sua più totale realtà.
Ha avuto inizio il 14 giugno con la Cena del Priore una delle feste più attese e amate dell'entroterra maceratese. Una cena conviviale nella nuova Piazza Maria Cappa, con musiche antiche, quizzone medievale, piatti squisiti con prodotti tipici locali come la trota e la lenticchie e un piacevole spettacolo dei Tamburini i lupi di Visso. Lo scorso fine settimana poi si è entrati nel vivo della manifestazione con “La Giornata del Tamburo” . Diversi gli ospiti, fra cui i Tamburini di Cascia con un nutrito gruppo di bambini fra i 6 e i 14 anni veramente sorprendenti e il Gruppo dei Musici di Torre Orsina, un gruppo più maturo ed entusiasmante per ritmi e bravura. Padrone di casa il Gruppo dei Tamburini i Lupi di Visso che ha chiuso la giornata con una eccellente esibizione. Più di 30 i tamburini a partire dai 5 anni di età che, con ritmi forti e decisi, ha cadenzato un suono incalzante dovuto ai tamburi costruiti da loro con legno, pelle di animale e corde tiranti. La piazza gremita di persone ha accolto con applausi e gioia il piacevole spettacolo, rendendo tutto più bello.
Domenica 20 invece l’evento si è spostato alle bellissime torri di Visso con una giornata dedicata all’arte, alla musica e allo spettacolo, il tutto reso ancora più interessante dalla presenza di Stand gastronomici Locali. Una lezione spettacolo del Gruppo di rievocazione Storica dei ForteBraccio Veregrense, una compagnia di Longobardi che con la loro ricerca e accuratezza storica hanno spiegato cosa significasse essere un Longobardo, come venivano usate le armi, com’erano i loro vestiti e i loro gioielli. In tantissimi hanno assistito davvero rapiti ad una dimostrazione cha ha alternato scene di vita alla risoluzione di conflitti fra uomini liberi. La giornata si è conclusa con un meraviglioso concerto di musica Celtic Folk con il trio acustico dei Runark. Antichi strumenti, storie e leggende lontane e la voce limpida e sincera di Giulia Natalucci che ha conquistato tutti i presenti per bravura ed interpretazione. Ma ciò che ha catturato più cuori e curiosità sono stati i disegni e acquarelli realizzati dall’artista Giuliana Malatini che, con abile maestria e professionalità ha portato delle opere realizzate appositamente per l’evento sugli scorci più belli di Visso.
Il prossimo fine settimana ci aspettano due giornate ancora più sorprendenti.
Il 26 luglio nella nuova Piazza di Visso dalle 17,30 sono in programma gli apericena medievali nelle attività Vissane, con ricette medievali, bevande e gelati dedicati al Torneo delle Guaite.
Alle 21 avrà inizio l’antico corteo del Torneo delle Guaite (quest’anno con una sorpresa) che alla luce di torce e candele darà inizio alla festa. Subito dopo la Compagnia Lucuthea coinvolgerà tutto il pubblico presente in uno spettacolo misterioso e magico , un’esibizione di teatro-piro-magia in cui i bambini saranno protagonisti di diversi “incantesimi”. La gara di Tiro con L’Arco farà da padrone e vedrà i due arcieri di ogni guaita contendersi il palio e la balestra, con i bersagli pensati e realizzati da un componente del Direttivo da un allenatore e giudice di gara A.I.C.S Andrea Ercoli. I grandi festeggiamenti e la premiazione chiuderanno la serata ma solo per rivederci il giorno dopo, domenica 27 luglio, alle 18:30 nella Chiesa della Nuova Piazza di Visso .
In programma il concerto "SICUT LUMEN" per l'esibzione davvero unica del Coro Polifonico misto Monti Azzurri che, in abiti storici, allieterà la serata con musiche sacre rinascimentali. All'organo il Maestro Maurizio Maffezzoli e, al trombone antico, il Maestro Andrea Angeloni.
Ha avuto inizio il 14 giugno con la Cena del Priore una delle feste più attese e amate dell'entroterra maceratese. Una cena conviviale nella nuova Piazza Maria Cappa, con musiche antiche, quizzone medievale, piatti squisiti con prodotti tipici locali come la trota e la lenticchie e un piacevole spettacolo dei Tamburini i lupi di Visso. Lo scorso fine settimana poi si è entrati nel vivo della manifestazione con “La Giornata del Tamburo” . Diversi gli ospiti, fra cui i Tamburini di Cascia con un nutrito gruppo di bambini fra i 6 e i 14 anni veramente sorprendenti e il Gruppo dei Musici di Torre Orsina, un gruppo più maturo ed entusiasmante per ritmi e bravura. Padrone di casa il Gruppo dei Tamburini i Lupi di Visso che ha chiuso la giornata con una eccellente esibizione. Più di 30 i tamburini a partire dai 5 anni di età che, con ritmi forti e decisi, ha cadenzato un suono incalzante dovuto ai tamburi costruiti da loro con legno, pelle di animale e corde tiranti. La piazza gremita di persone ha accolto con applausi e gioia il piacevole spettacolo, rendendo tutto più bello.
Domenica 20 invece l’evento si è spostato alle bellissime torri di Visso con una giornata dedicata all’arte, alla musica e allo spettacolo, il tutto reso ancora più interessante dalla presenza di Stand gastronomici Locali. Una lezione spettacolo del Gruppo di rievocazione Storica dei ForteBraccio Veregrense, una compagnia di Longobardi che con la loro ricerca e accuratezza storica hanno spiegato cosa significasse essere un Longobardo, come venivano usate le armi, com’erano i loro vestiti e i loro gioielli. In tantissimi hanno assistito davvero rapiti ad una dimostrazione cha ha alternato scene di vita alla risoluzione di conflitti fra uomini liberi. La giornata si è conclusa con un meraviglioso concerto di musica Celtic Folk con il trio acustico dei Runark. Antichi strumenti, storie e leggende lontane e la voce limpida e sincera di Giulia Natalucci che ha conquistato tutti i presenti per bravura ed interpretazione. Ma ciò che ha catturato più cuori e curiosità sono stati i disegni e acquarelli realizzati dall’artista Giuliana Malatini che, con abile maestria e professionalità ha portato delle opere realizzate appositamente per l’evento sugli scorci più belli di Visso.
Il prossimo fine settimana ci aspettano due giornate ancora più sorprendenti.
Il 26 luglio nella nuova Piazza di Visso dalle 17,30 sono in programma gli apericena medievali nelle attività Vissane, con ricette medievali, bevande e gelati dedicati al Torneo delle Guaite.
Alle 21 avrà inizio l’antico corteo del Torneo delle Guaite (quest’anno con una sorpresa) che alla luce di torce e candele darà inizio alla festa. Subito dopo la Compagnia Lucuthea coinvolgerà tutto il pubblico presente in uno spettacolo misterioso e magico , un’esibizione di teatro-piro-magia in cui i bambini saranno protagonisti di diversi “incantesimi”. La gara di Tiro con L’Arco farà da padrone e vedrà i due arcieri di ogni guaita contendersi il palio e la balestra, con i bersagli pensati e realizzati da un componente del Direttivo da un allenatore e giudice di gara A.I.C.S Andrea Ercoli. I grandi festeggiamenti e la premiazione chiuderanno la serata ma solo per rivederci il giorno dopo, domenica 27 luglio, alle 18:30 nella Chiesa della Nuova Piazza di Visso .
In programma il concerto "SICUT LUMEN" per l'esibzione davvero unica del Coro Polifonico misto Monti Azzurri che, in abiti storici, allieterà la serata con musiche sacre rinascimentali. All'organo il Maestro Maurizio Maffezzoli e, al trombone antico, il Maestro Andrea Angeloni.
Tra i possibili nomi che correranno per la fascia di sindaco a Visso si è parlato anche di Giuliano Pazzaglini, già primo cittadino per tre mandati dal 2001. Una suggestione che prende sempre più piede, anche se il diretto interessato ha preso tempo e ha rinviato la decisione. Non c’è ancora nulla di ufficiale sul nome del candidato sindaco per il gruppo “Insieme per Visso”, ma sembra chiaro che Pazzaglini sia destinato a essere della partita. A questo proposito ha parlato infatti anche il sindaco uscente Gian Luigi Spiganti Maurizi, che si è sfilato dalla corsa alla fascia tricolore e ha già dato la sua disponibilità a ruoli di supporto proprio all’ex senatore della Lega.
Intervistato sul tema, Pazzaglini ha preferito parlare del gruppo, definendolo come «una delle più longeve realtà politiche d’Italia - sottolinea -. “Insieme per Visso” esiste ormai da un quarto di secolo, è un gruppo solido e molto numeroso. Per quello che mi riguarda, sono sicuramente uno dei nomi più discussi, probabilmente anche per la mia esperienza politica, ma non abbiamo ancora deciso se e quale ruolo sarò chiamato a ricoprire nella prossima tornata elettorale. L’unica cosa certa è che ho dato la mia disponibilità, ma la mia veste sarà decisa insieme a tutti gli attori politici della nostra area politica. Sarà un processo decisionale di investitura dal basso, non un’imposizione. Ci prenderemo ancora qualche giorno, poi sarà la volta delle riunioni e delle decisioni. È un discorso valido per il candidato sindaco - conclude Pazzaglini -, ma anche per tutte le figure dei candidati al Consiglio comunale, che saranno scelte sulla base delle loro competenze».
Intervistato sul tema, Pazzaglini ha preferito parlare del gruppo, definendolo come «una delle più longeve realtà politiche d’Italia - sottolinea -. “Insieme per Visso” esiste ormai da un quarto di secolo, è un gruppo solido e molto numeroso. Per quello che mi riguarda, sono sicuramente uno dei nomi più discussi, probabilmente anche per la mia esperienza politica, ma non abbiamo ancora deciso se e quale ruolo sarò chiamato a ricoprire nella prossima tornata elettorale. L’unica cosa certa è che ho dato la mia disponibilità, ma la mia veste sarà decisa insieme a tutti gli attori politici della nostra area politica. Sarà un processo decisionale di investitura dal basso, non un’imposizione. Ci prenderemo ancora qualche giorno, poi sarà la volta delle riunioni e delle decisioni. È un discorso valido per il candidato sindaco - conclude Pazzaglini -, ma anche per tutte le figure dei candidati al Consiglio comunale, che saranno scelte sulla base delle loro competenze».
Spunta il nome di Andrea Innocenzi tra i possibili candidati a sindaco alle prossime amministrative di Visso.
Originario della zona, l’ex funzionario di polizia che per molti anni ha lavorato alla questura di Macerata ricoprendo anche l’incarico di dirigente della divisione anticrimine, ha deciso di mettersi a disposizione per il bene del territorio e della collettività.
Contatti sono già in corso per la formazione di una lista civica che si pone come alternativa alla maggioranza uscente e il cui obiettivo è quello di rappresentare e contribuire a rinsaldare l’intera comunità di Visso, partendo dalle molteplici esperienze e sensibilità che ciascun candidato, espressione del territorio, sarà in grado di portare.
«Ringrazio nuovamente i cittadini di Visso per avermi richiesto un impegno di cui mi sento onorato e gratificato – esordisce Andrea Innocenzi- . In verità, in tal senso ero stato sollecitato anche cinque anni fa. A quel tempo lavoravo ancora in polizia e avevo dovuto declinare. Oggi che la proposta mi è stata rinnovata, ho in animo di valutarla e di mettere a disposizione il mio impegno e la mia esperienza a favore dell’entroterra montano, in particolare quello di Visso, al quale sono molto legato. Qui sono le mie origini paterne e dei miei nonni, qui è anche la mia casa danneggiata dal sisma che sto ristrutturando. Ho dunque aderito con forte motivazione a questa proposta e mi sto adoperando per mettere insieme un gruppo eterogeneo di persone, giovani e meno giovani, ciascuna delle quali con una specificità lavorativa nei vari settori: si va dal commercio al turismo, dal mondo dell’imprenditoria a quello degli allevatori.
Questo è un territorio che sconta tante sofferenze - continua Andrea Innocenzi- . Tante delle difficoltà, il terremoto del 2016 ha contribuito ad acuire e aggravare, quindi, il progetto che personalmente mi vede al lavoro con altre persone è orientato in primo luogo a far ripartire la comunità. È questo il punto essenziale e prioritario sul quale c’è volontà di intervenire – spiega l’ex funzionario di polizia-: ripartire dall’unione di una comunità che le difficoltà di anni hanno profondamente diviso. Una comunità che, alle problematiche endemiche di un territorio montano, si è ritrovata ad aggiungere l’esperienza traumatica di un terremoto. In molti, dalla sera alla mattina, si sono ritrovati sradicati dalla loro realtà, lontani dai propri affetti dalle loro case e dalle proprie attività. Un trauma che ha colpito tutti in maniera pesante; in particolare, il settore delle aziende agricole e d’allevamento che hanno perso stalle, fienili e, con le sorgenti che hanno modificato il loro corso, senza possibilità di abbeverare il bestiame per via di fontanili a secco d’estate e d’inverno. Le problematiche sono davvero tantissime, di fronte alle quali nessuno di noi è dotato di bacchetta magica per garantire l’immediata risoluzione. Ma vogliamo affrontarle con persone del territorio, persone che meglio di ogni altra, conoscono la realtà di queste zone. Ecco perché partire dalla comunità stessa, confrontarci con essa, per allargare il discorso all’intero territorio montano che, secondo noi, è fondamentale per poter ripartire sotto ogni punto di vista. Non cerchiamo etichette - conclude Innocenzi spiegando i caratteri della lista civica -. Sin dai primi incontri di confronto con le varie compagini e associazioni, abbiamo chiarito che la nostra è una lista che non ha connotazioni politiche. Il gruppo che insieme a me si sta formando è composto di cittadini di queste zone e, obiettivo comune, è unicamente operare per il bene e per la ripartenza di un territorio martoriato».
C.C.
Originario della zona, l’ex funzionario di polizia che per molti anni ha lavorato alla questura di Macerata ricoprendo anche l’incarico di dirigente della divisione anticrimine, ha deciso di mettersi a disposizione per il bene del territorio e della collettività.
Contatti sono già in corso per la formazione di una lista civica che si pone come alternativa alla maggioranza uscente e il cui obiettivo è quello di rappresentare e contribuire a rinsaldare l’intera comunità di Visso, partendo dalle molteplici esperienze e sensibilità che ciascun candidato, espressione del territorio, sarà in grado di portare.
«Ringrazio nuovamente i cittadini di Visso per avermi richiesto un impegno di cui mi sento onorato e gratificato – esordisce Andrea Innocenzi- . In verità, in tal senso ero stato sollecitato anche cinque anni fa. A quel tempo lavoravo ancora in polizia e avevo dovuto declinare. Oggi che la proposta mi è stata rinnovata, ho in animo di valutarla e di mettere a disposizione il mio impegno e la mia esperienza a favore dell’entroterra montano, in particolare quello di Visso, al quale sono molto legato. Qui sono le mie origini paterne e dei miei nonni, qui è anche la mia casa danneggiata dal sisma che sto ristrutturando. Ho dunque aderito con forte motivazione a questa proposta e mi sto adoperando per mettere insieme un gruppo eterogeneo di persone, giovani e meno giovani, ciascuna delle quali con una specificità lavorativa nei vari settori: si va dal commercio al turismo, dal mondo dell’imprenditoria a quello degli allevatori.
Questo è un territorio che sconta tante sofferenze - continua Andrea Innocenzi- . Tante delle difficoltà, il terremoto del 2016 ha contribuito ad acuire e aggravare, quindi, il progetto che personalmente mi vede al lavoro con altre persone è orientato in primo luogo a far ripartire la comunità. È questo il punto essenziale e prioritario sul quale c’è volontà di intervenire – spiega l’ex funzionario di polizia-: ripartire dall’unione di una comunità che le difficoltà di anni hanno profondamente diviso. Una comunità che, alle problematiche endemiche di un territorio montano, si è ritrovata ad aggiungere l’esperienza traumatica di un terremoto. In molti, dalla sera alla mattina, si sono ritrovati sradicati dalla loro realtà, lontani dai propri affetti dalle loro case e dalle proprie attività. Un trauma che ha colpito tutti in maniera pesante; in particolare, il settore delle aziende agricole e d’allevamento che hanno perso stalle, fienili e, con le sorgenti che hanno modificato il loro corso, senza possibilità di abbeverare il bestiame per via di fontanili a secco d’estate e d’inverno. Le problematiche sono davvero tantissime, di fronte alle quali nessuno di noi è dotato di bacchetta magica per garantire l’immediata risoluzione. Ma vogliamo affrontarle con persone del territorio, persone che meglio di ogni altra, conoscono la realtà di queste zone. Ecco perché partire dalla comunità stessa, confrontarci con essa, per allargare il discorso all’intero territorio montano che, secondo noi, è fondamentale per poter ripartire sotto ogni punto di vista. Non cerchiamo etichette - conclude Innocenzi spiegando i caratteri della lista civica -. Sin dai primi incontri di confronto con le varie compagini e associazioni, abbiamo chiarito che la nostra è una lista che non ha connotazioni politiche. Il gruppo che insieme a me si sta formando è composto di cittadini di queste zone e, obiettivo comune, è unicamente operare per il bene e per la ripartenza di un territorio martoriato».
C.C.
L’Erap Marche è destinatario di un finanziamento PNRR – PINQua in qualità di soggetto co-attuatore con il Comune di Visso che è il soggetto attuatore, che prevede oltre alla realizzazione di 8 alloggi, anche la realizzazione di un edificio a servizio dei moduli abitativi temporanei e la sistemazione di aree pubbliche esterne.
Considerato che il finanziamento ministeriale non risulta sufficiente per la realizzazione del progetto nel Comune di Visso (MC) fortemente danneggiato dagli eventi sismici del 2016, il Cda di Erap Marche ha messo a disposizione ulteriori 590mila euro di fondi propri per garantire la copertura finanziaria.
L’intervento consiste nella demolizione di un edificio esistente incompleto e lesionato dagli eventi sismici, e successiva ricostruzione di 8 alloggi di edilizia residenziale pubblica agevolata.
Il nuovo edificio sarà costituito da due piani fuori terra più un seminterrato, destinato a posti auto coperti. Il progetto è stato redatto da Erap Marche Presidio di Ancona ed è stato sottoposto al Comune di Visso per l’acquisizione delle necessarie autorizzazioni, a seguito delle quali si potrà procedere all’indizione della gara. Ad avvenuta aggiudicazione, entro i primi mesi del 2024 si darà l’avvio ai lavori che saranno completati entro il 2025.
“Gli alloggi che andremo a realizzare A Visso - spiega Saturnino Di Ruscio, presidente di Erap Marche – rientrano nel progetto “Residenze Protette in Montagna” del Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare “Rinnova-Marche” che contribuiscono all’efficacia delle politiche messe a punto dalla Giunta Regionale per ripopolare le aree interne delle Marche”.
Considerato che il finanziamento ministeriale non risulta sufficiente per la realizzazione del progetto nel Comune di Visso (MC) fortemente danneggiato dagli eventi sismici del 2016, il Cda di Erap Marche ha messo a disposizione ulteriori 590mila euro di fondi propri per garantire la copertura finanziaria.
L’intervento consiste nella demolizione di un edificio esistente incompleto e lesionato dagli eventi sismici, e successiva ricostruzione di 8 alloggi di edilizia residenziale pubblica agevolata.
Il nuovo edificio sarà costituito da due piani fuori terra più un seminterrato, destinato a posti auto coperti. Il progetto è stato redatto da Erap Marche Presidio di Ancona ed è stato sottoposto al Comune di Visso per l’acquisizione delle necessarie autorizzazioni, a seguito delle quali si potrà procedere all’indizione della gara. Ad avvenuta aggiudicazione, entro i primi mesi del 2024 si darà l’avvio ai lavori che saranno completati entro il 2025.
“Gli alloggi che andremo a realizzare A Visso - spiega Saturnino Di Ruscio, presidente di Erap Marche – rientrano nel progetto “Residenze Protette in Montagna” del Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare “Rinnova-Marche” che contribuiscono all’efficacia delle politiche messe a punto dalla Giunta Regionale per ripopolare le aree interne delle Marche”.
Sedici milioni di euro destinati a edifici storici del centro di Visso. Si tratta di risorse aggiuntive destinate al territorio dell’Alto Nera dalla Cabina di coordinamento, presieduta dal Commissario Guido Castelli.
Merito delle misure inserite nelle Ordinanze Speciali in deroga che, nel caso del Comune di Visso, riguarda ulteriori quattro interventi, per un valore complessivo di circa 16 milioni di euro destinati a interventi unitari per gli aggregati pubblico-privati di Palazzo Priori (3,5 milioni), Palazzo Governatori (4,9 milioni), Palazzo Varano (2,7 milioni), la Chiesa e Palazzo San Giacomo (5 milioni).
Inoltre, attraverso un'ulteriore modifica all’Ordinanza Omnibus, è prevista la realizzazione di una struttura temporanea di supporto agli impianti sciistici di risalita sul Monte Prata, nel Comune di Castelsantangelo sul Nera, prossimi alla riapertura dopo sette anni. Una struttura in grado di offrire ospitalità in sicurezza, la cui realizzazione si rende necessaria in attesa della ricostruzione del rifugio "Nido delle aquile", di cui è stato approvato il progetto definitivo.
Merito delle misure inserite nelle Ordinanze Speciali in deroga che, nel caso del Comune di Visso, riguarda ulteriori quattro interventi, per un valore complessivo di circa 16 milioni di euro destinati a interventi unitari per gli aggregati pubblico-privati di Palazzo Priori (3,5 milioni), Palazzo Governatori (4,9 milioni), Palazzo Varano (2,7 milioni), la Chiesa e Palazzo San Giacomo (5 milioni).
Inoltre, attraverso un'ulteriore modifica all’Ordinanza Omnibus, è prevista la realizzazione di una struttura temporanea di supporto agli impianti sciistici di risalita sul Monte Prata, nel Comune di Castelsantangelo sul Nera, prossimi alla riapertura dopo sette anni. Una struttura in grado di offrire ospitalità in sicurezza, la cui realizzazione si rende necessaria in attesa della ricostruzione del rifugio "Nido delle aquile", di cui è stato approvato il progetto definitivo.
Grande festa domenica 6 agosto in piazza Maria Cappa a Visso, per i 30 anni del Parco nazionale dei Monti Sibillini
"Raccontare trent'anni di Parco in una sola serata non sarà facile, ma grazie agli ospiti che si succederanno sul palco, cercheremo di restituire il senso profondo di cosa abbia significato, per questi territori, la sua istituzione". Andrea Spaterna introduce, con queste parole, il compleanno del Parco nazionale dei Monti Sibillini, di cui è presidente dall'ottobre del 2019.
Trent'anni sono un traguardo importante per un ente chiamato a svolgere un compito delicato e fondamentale, quello della salvaguardia e valorizzazione del contesto naturale dei Sibillini. Furono lungimiranti, nonché coraggiosi, coloro che allora ebbero l'intuizione di immaginare questi territori come aree da proteggere, superando le perplessità di molti, ma realizzando, oggi lo possiamo affermare con serenità, un modello riuscito di integrazione tra politiche di tutela e quelle di sviluppo sostenibile. Il Parco si è sempre mosso in questa ottica e se in questi giorni siamo ancora qui a celebrarne l’anniversario insieme ai sindaci, agli altri amministratori pubblici, alle altre autorità, alle comunità locali, agli operatori economici, alle guide, ai tanti amici che l’Ente ha saputo trovare in questi anni, vuol dire che quella intuizione era fondata ed è giusto celebrarla”.
Tre gli step previsti: si comincia con i libri, alle ore 18, con una tavola rotonda dal titolo “Raccontare i Sibillini”, alla quale interverranno diversi autori che hanno narrato le terre leggendarie e che dialogheranno con il giornalista Carlo Pagliacci.
A seguire, dalle ore 19.30, “Gustosi di natura”, un percorso di gusto interpretato dallo chef stellato Enrico Mazzaroni e raccontato dal presentatore attore Beppe Convertini.
Dopo la degustazione, alle ore 21.15, un vero e proprio show dal titolo “Sibillini, che spettacolo!”, condotto da Paolo Notari, giornalista e inviato RAI, con intermezzi musicali e testimonianze varie.
“Non era scontato riuscire a organizzare questo compleanno proprio qui, a Visso, dove il Parco ha da sempre la sua sede, dopo quel che è successo in questi ultimi, difficili, anni” prosegue Spaterna. “Spostati, dopo il terremoto del 2016, da una sede di fortuna all'altra e dal 2018 ospitati presso dei container, oggi siamo allocati in una struttura temporanea, comunque confortevole e razionale, essendo stata la sede storica resa inagibile dal sisma; eppure, il nostro lavoro è sempre proseguito con determinazione e impegno, grazie in primis ai funzionari, ma anche al Consiglio Direttivo, alla Comunità del Parco e a tutti coloro che ci hanno dato una mano, nella convinzione che fosse importante continuare a tutelare l’ambiente e la biodiversità, a garantire la fruibilità dei sentieri, a sviluppare una sensibilità per un turismo sempre più responsabile e sostenibile, a creare sinergie e mantenere aperto un dialogo costruttivo con i comuni, le comunità, gli operatori economici. Sono certo - conclude Spaterna - che se questo modus operandi verrà mantenuto e anzi implementato, il Parco potrà sempre più configurarsi come un riferimento per i vari attori che operano su un territorio straordinariamente bello, ma altrettanto fragile”.
L’evento, organizzato dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini, è realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata e del Comune di Visso, nonché grazie ad un finanziamento del Ministero dell’Agricoltura finalizzato alla promozione dell’agricoltura e della zootecnia.
"Raccontare trent'anni di Parco in una sola serata non sarà facile, ma grazie agli ospiti che si succederanno sul palco, cercheremo di restituire il senso profondo di cosa abbia significato, per questi territori, la sua istituzione". Andrea Spaterna introduce, con queste parole, il compleanno del Parco nazionale dei Monti Sibillini, di cui è presidente dall'ottobre del 2019.
Trent'anni sono un traguardo importante per un ente chiamato a svolgere un compito delicato e fondamentale, quello della salvaguardia e valorizzazione del contesto naturale dei Sibillini. Furono lungimiranti, nonché coraggiosi, coloro che allora ebbero l'intuizione di immaginare questi territori come aree da proteggere, superando le perplessità di molti, ma realizzando, oggi lo possiamo affermare con serenità, un modello riuscito di integrazione tra politiche di tutela e quelle di sviluppo sostenibile. Il Parco si è sempre mosso in questa ottica e se in questi giorni siamo ancora qui a celebrarne l’anniversario insieme ai sindaci, agli altri amministratori pubblici, alle altre autorità, alle comunità locali, agli operatori economici, alle guide, ai tanti amici che l’Ente ha saputo trovare in questi anni, vuol dire che quella intuizione era fondata ed è giusto celebrarla”.
Tre gli step previsti: si comincia con i libri, alle ore 18, con una tavola rotonda dal titolo “Raccontare i Sibillini”, alla quale interverranno diversi autori che hanno narrato le terre leggendarie e che dialogheranno con il giornalista Carlo Pagliacci.
A seguire, dalle ore 19.30, “Gustosi di natura”, un percorso di gusto interpretato dallo chef stellato Enrico Mazzaroni e raccontato dal presentatore attore Beppe Convertini.
Dopo la degustazione, alle ore 21.15, un vero e proprio show dal titolo “Sibillini, che spettacolo!”, condotto da Paolo Notari, giornalista e inviato RAI, con intermezzi musicali e testimonianze varie.
“Non era scontato riuscire a organizzare questo compleanno proprio qui, a Visso, dove il Parco ha da sempre la sua sede, dopo quel che è successo in questi ultimi, difficili, anni” prosegue Spaterna. “Spostati, dopo il terremoto del 2016, da una sede di fortuna all'altra e dal 2018 ospitati presso dei container, oggi siamo allocati in una struttura temporanea, comunque confortevole e razionale, essendo stata la sede storica resa inagibile dal sisma; eppure, il nostro lavoro è sempre proseguito con determinazione e impegno, grazie in primis ai funzionari, ma anche al Consiglio Direttivo, alla Comunità del Parco e a tutti coloro che ci hanno dato una mano, nella convinzione che fosse importante continuare a tutelare l’ambiente e la biodiversità, a garantire la fruibilità dei sentieri, a sviluppare una sensibilità per un turismo sempre più responsabile e sostenibile, a creare sinergie e mantenere aperto un dialogo costruttivo con i comuni, le comunità, gli operatori economici. Sono certo - conclude Spaterna - che se questo modus operandi verrà mantenuto e anzi implementato, il Parco potrà sempre più configurarsi come un riferimento per i vari attori che operano su un territorio straordinariamente bello, ma altrettanto fragile”.
L’evento, organizzato dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini, è realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata e del Comune di Visso, nonché grazie ad un finanziamento del Ministero dell’Agricoltura finalizzato alla promozione dell’agricoltura e della zootecnia.
Il santuario di Macereto è destinato a diventare un vero e proprio cantiere a cielo aperto. Passi da gigante nel recupero di uno dei luoghi di culto simbolo dell’arcidiocesi di Camerino-San Severino. Presentato all’inizio della settimana, infatti, il progetto esecutivo per i lavori di ristrutturazione della chiesa. Un traguardo atteso da tempo, che arriva a poche settimane dall’inizio delle opere che riguardano invece gli immobili annessi al santuario, intorno all’edificio di culto vero e proprio. Importante il finanziamento concesso dalla struttura commissariale. Circa 3,5 milioni di euro l’importo complessivo per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori. Si tratta di interventi di restauro e di miglioramento sismico.
L’edificio, che risale alla prima metà del XVI secolo, nel corso dei secoli successivi ha subito una serie di interventi che hanno portato alla sua “stratificazione”. Risiede proprio in quest’ultimo punto la “sfida” che hanno dovuto affrontare i tecnici della società di ingegneria e architettura LNVG, che ha curato la progettazione. «Lavorare su edifici di questo valore storico e artistico impone una serie notevole di sfide - spiegano -. La principale è proprio quella di trovare il giusto compromesso tra gli interventi di restauro e quelli di consolidamento strutturale. Una chiesa dal così importante valore artistico presenta una serie di peculiarità pittoriche e scultoree che vanno rispettate, pur senza tralasciare il necessario miglioramento alla resistenza sismica di cui ha bisogno un edificio che sorge in quest’area».
Per quello che riguarda i tempi, il periodo da considerare è quello della primavera 2024. Sarà allora che si passerà dalla fase progettuale a quella a tutti gli effetti operativa. I lavori dovrebbero durare intorno ai due anni. «Contiamo di aprire il cantiere nella prossima primavera - spiega l’ingegner Carlo Morosi, dell’ufficio ricostruzione dell’arcidiocesi di Camerino-San Severino -. Siamo di fronte a una di quelle opere che vanno “cerchiate in rosso” sulla cartina geografica delle chiese da ricostruire. Il santuario di Macereto, insieme tra le altre alla chiesa di Santa Maria in Via, al duomo di Camerino e alle collegiate di Visso e San Ginesio, rappresenta un luogo di culto di assoluta rilevanza sotto il profilo storico, artistico e soprattutto sociale. Ricostruire queste chiese significa davvero contribuire a dare una svolta nella rinascita del territorio del cratere sismico».
l.c.
L’edificio, che risale alla prima metà del XVI secolo, nel corso dei secoli successivi ha subito una serie di interventi che hanno portato alla sua “stratificazione”. Risiede proprio in quest’ultimo punto la “sfida” che hanno dovuto affrontare i tecnici della società di ingegneria e architettura LNVG, che ha curato la progettazione. «Lavorare su edifici di questo valore storico e artistico impone una serie notevole di sfide - spiegano -. La principale è proprio quella di trovare il giusto compromesso tra gli interventi di restauro e quelli di consolidamento strutturale. Una chiesa dal così importante valore artistico presenta una serie di peculiarità pittoriche e scultoree che vanno rispettate, pur senza tralasciare il necessario miglioramento alla resistenza sismica di cui ha bisogno un edificio che sorge in quest’area».
Per quello che riguarda i tempi, il periodo da considerare è quello della primavera 2024. Sarà allora che si passerà dalla fase progettuale a quella a tutti gli effetti operativa. I lavori dovrebbero durare intorno ai due anni. «Contiamo di aprire il cantiere nella prossima primavera - spiega l’ingegner Carlo Morosi, dell’ufficio ricostruzione dell’arcidiocesi di Camerino-San Severino -. Siamo di fronte a una di quelle opere che vanno “cerchiate in rosso” sulla cartina geografica delle chiese da ricostruire. Il santuario di Macereto, insieme tra le altre alla chiesa di Santa Maria in Via, al duomo di Camerino e alle collegiate di Visso e San Ginesio, rappresenta un luogo di culto di assoluta rilevanza sotto il profilo storico, artistico e soprattutto sociale. Ricostruire queste chiese significa davvero contribuire a dare una svolta nella rinascita del territorio del cratere sismico».
l.c.
Tutto pronto per la XXIma edizione del Torneo delle guaite. La meravigliosa macchina medievale ha lucidato i suoi ingranaggi e, grazie all’impulso fornito dalla rinata associazione, saprà presentare nuove e avvincenti sorprese. Le date da appuntare sono quelle del 20, 21, 22 e 23 luglio, per una rievocazione storica che celebra uno spaccato di vita medievale realmente accaduto.

«Lo scorso anno – spiega la presidente dell’omonima associazione Caterina Molinaro- per la manifestazione abbiamo avuto la cornice stupenda del Santuario di Macereto che, purtroppo ma anche per fortuna, adesso è un cantiere. Proprio per questo motivo, abbiamo dovuto spostare tutte le date nella piazza di Visso e al rifugio Casali di Ussita. Sebbene rispetto al 2022 si sia dovuto modificare scenario– aggiunge-, siamo comunque contenti: puntare sullo stimolo della comunità vissana ha significato ricevere in cambio una grossa risposta e riuscire a dare un nuovo volto a tutta la manifestazione. E se il torneo delle guaite vivrà il suo momento clou nella gara di tiro con l’arco che si disputerà domenica 23 luglio nella nuova piazza di Visso intitolata a Maria Cappa, un nutrito programma le farà da preludio.
Il primo appuntamento è previsto giovedì 20 luglio; inizieremo con una bellissima escursione che si avvarrà della guida di Loredana Milani per portare coloro che vorranno intervenire a conoscere sia la natura che la storia di Visso. È questo lo spirito del “sentiero natura” che nei punti storiograficamente più significativi, vedrà la presenza di personaggi vestiti con abiti antichi pronti a raccontare la storia delle guaite e del comune di Visso.
Venerdì 21 luglio protagonista sarà il rifugio Casali di Ussita: è da qui che si potrà ammirare il bellissimo accampamento storico con gli Arcieri dell’Aspidum Sagittas di Camerino che, tra giochi e mestieri medievali, faranno divertire adulti e bambini. Quindi, a partire dalle ore 21, il duo “Verba et soni” racconterà con musica e parole le leggende dei monti Sibillini e lo studio degli astri. La serata si concluderà con un'osservazione astronomica sotto la guida dello studioso Matteo Sabbatini.
Nel pomeriggio di sabato 22 luglio, appuntamento a Visso per la disfida dei Tamburini a conclusione della quale, un'apposita giuria di esperti decreterà quale tra i gruppi partecipanti risulterà il vincitore.
Di seguito, le “Soavi allegrezze dei Da Varano” daranno vita ad un laboratorio di danze popolari e nobiliari aperto al pubblico di ogni età. Infine, in collaborazione con l’Archeoclub Marca di Camerino, Luciano Birocco e Ulisse Costantini svelleranno particolari e curiosità del “Vestire nel medioevo”.
Attesa e pronostici sono tutti orientati sulla gara di tiro con l’arco di domenica 23 luglio, che rappresenta la “vera anima della festa – dichiara la presidente Caterina Molinaro-. Infatti, tutto si basa su questa competizione tra le guaite che si sfideranno per la vincita della balestra e per il titolo di guardiacaccia».
Preceduta dal sontuoso corteo storico e dalle danze medievali, la sfida tra arcieri è in programma alle ore 17,30 in piazza Maria Cappa. Dopo l'entusiasimante esibizione del gruppo armigeri della compagnia del Grifoncello di Perugia, chiuderanno il 21° torneo delle guaite, il concerto degli Errabundi musici e la premiazione dei vincitori.
«Siamo contenti di essere riusciti nell’intento di ridare al Torneo delle Guaite, l’aspetto che ha sempre contraddistinto la manifestazione prima del sisma del 2016. Credo che questo sia un segno della capacità di adattarci, di fronte ai mutamenti subiti dai paesi e dal territorio - conclude Caterina Molinaro-. E con rinnovata energia, noi comunque ci siamo ed è questo lo spirito delle serate che, dopo Ussita, toccheranno altre guaite. Dunque, piano piano ricominciamo a riprendere possesso della vera natura della manifestazione, su tutto il territorio vissano».
Carla Campetella


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«Lo scorso anno – spiega la presidente dell’omonima associazione Caterina Molinaro- per la manifestazione abbiamo avuto la cornice stupenda del Santuario di Macereto che, purtroppo ma anche per fortuna, adesso è un cantiere. Proprio per questo motivo, abbiamo dovuto spostare tutte le date nella piazza di Visso e al rifugio Casali di Ussita. Sebbene rispetto al 2022 si sia dovuto modificare scenario– aggiunge-, siamo comunque contenti: puntare sullo stimolo della comunità vissana ha significato ricevere in cambio una grossa risposta e riuscire a dare un nuovo volto a tutta la manifestazione. E se il torneo delle guaite vivrà il suo momento clou nella gara di tiro con l’arco che si disputerà domenica 23 luglio nella nuova piazza di Visso intitolata a Maria Cappa, un nutrito programma le farà da preludio.
Il primo appuntamento è previsto giovedì 20 luglio; inizieremo con una bellissima escursione che si avvarrà della guida di Loredana Milani per portare coloro che vorranno intervenire a conoscere sia la natura che la storia di Visso. È questo lo spirito del “sentiero natura” che nei punti storiograficamente più significativi, vedrà la presenza di personaggi vestiti con abiti antichi pronti a raccontare la storia delle guaite e del comune di Visso.
Venerdì 21 luglio protagonista sarà il rifugio Casali di Ussita: è da qui che si potrà ammirare il bellissimo accampamento storico con gli Arcieri dell’Aspidum Sagittas di Camerino che, tra giochi e mestieri medievali, faranno divertire adulti e bambini. Quindi, a partire dalle ore 21, il duo “Verba et soni” racconterà con musica e parole le leggende dei monti Sibillini e lo studio degli astri. La serata si concluderà con un'osservazione astronomica sotto la guida dello studioso Matteo Sabbatini.
Nel pomeriggio di sabato 22 luglio, appuntamento a Visso per la disfida dei Tamburini a conclusione della quale, un'apposita giuria di esperti decreterà quale tra i gruppi partecipanti risulterà il vincitore.
Di seguito, le “Soavi allegrezze dei Da Varano” daranno vita ad un laboratorio di danze popolari e nobiliari aperto al pubblico di ogni età. Infine, in collaborazione con l’Archeoclub Marca di Camerino, Luciano Birocco e Ulisse Costantini svelleranno particolari e curiosità del “Vestire nel medioevo”.
Attesa e pronostici sono tutti orientati sulla gara di tiro con l’arco di domenica 23 luglio, che rappresenta la “vera anima della festa – dichiara la presidente Caterina Molinaro-. Infatti, tutto si basa su questa competizione tra le guaite che si sfideranno per la vincita della balestra e per il titolo di guardiacaccia».
Preceduta dal sontuoso corteo storico e dalle danze medievali, la sfida tra arcieri è in programma alle ore 17,30 in piazza Maria Cappa. Dopo l'entusiasimante esibizione del gruppo armigeri della compagnia del Grifoncello di Perugia, chiuderanno il 21° torneo delle guaite, il concerto degli Errabundi musici e la premiazione dei vincitori.
«Siamo contenti di essere riusciti nell’intento di ridare al Torneo delle Guaite, l’aspetto che ha sempre contraddistinto la manifestazione prima del sisma del 2016. Credo che questo sia un segno della capacità di adattarci, di fronte ai mutamenti subiti dai paesi e dal territorio - conclude Caterina Molinaro-. E con rinnovata energia, noi comunque ci siamo ed è questo lo spirito delle serate che, dopo Ussita, toccheranno altre guaite. Dunque, piano piano ricominciamo a riprendere possesso della vera natura della manifestazione, su tutto il territorio vissano».
Carla Campetella


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Un’attesa destinata a finire presto, quella per la ricostruzione del complesso di Sant’Agostino a Visso. È arrivata stamattina, infatti, la firma del contratto con la ditta che si occuperà dei lavori di ricostruzione e di miglioramento sismico nell’ex chiesa nel centro storico vissano, del suo chiostro e degli edifici abitativi che la circondano. Le imprese che seguiranno i lavori avranno tre mesi da oggi per allestire il cantiere e dare il via alle opere. L’arcidiocesi di Camerino-San Severino segue gli sviluppi con grande interesse, visto che prima del sisma all’interno dell’ex chiesa era allestito il museo civico diocesano di Visso e tra gli edifici annessi è presente anche la residenza del parroco, don Gilberto Spurio.
Per quello che riguarda le cifre, si parla di un intervento consistente. Ammonta infatti a oltre cinque milioni di euro, di cui 4,2 destinati proprio all’esecuzione dei lavori, il contributo concesso dalla struttura commissariale. Gli edifici, di proprietà dell’Ente Santuario di Macereto, seguiranno le procedure dedicate alla ricostruzione privata, disciplinate dall’ordinanza 19 del 2017. Ad occuparsi della progettazione è stato lo studio Archliving, mentre ad eseguirli sarà il consorzio di imprese Atlante. Una società composta, tra le altre, dalle imprese MG Restauri di Teramo e ItalCed di Milano. A dirigere i lavori sarà l’ingegner Giulio Rosi.
Si è conclusa dunque la parte burocratica. L’attesa durerà ora al massimo fino al prossimo autunno. Presto i cittadini di Visso potranno vedere in azione i mezzi nel loro centro storico, al lavoro in uno dei luoghi simbolo del comune dell’Alto Nera.
l.c.
Per quello che riguarda le cifre, si parla di un intervento consistente. Ammonta infatti a oltre cinque milioni di euro, di cui 4,2 destinati proprio all’esecuzione dei lavori, il contributo concesso dalla struttura commissariale. Gli edifici, di proprietà dell’Ente Santuario di Macereto, seguiranno le procedure dedicate alla ricostruzione privata, disciplinate dall’ordinanza 19 del 2017. Ad occuparsi della progettazione è stato lo studio Archliving, mentre ad eseguirli sarà il consorzio di imprese Atlante. Una società composta, tra le altre, dalle imprese MG Restauri di Teramo e ItalCed di Milano. A dirigere i lavori sarà l’ingegner Giulio Rosi.
Si è conclusa dunque la parte burocratica. L’attesa durerà ora al massimo fino al prossimo autunno. Presto i cittadini di Visso potranno vedere in azione i mezzi nel loro centro storico, al lavoro in uno dei luoghi simbolo del comune dell’Alto Nera.
l.c.
