Rinascita attraverso lo sport e la rigenerazione urbana a Monte Cavallo, piccolo comune maceratese del post sisma 2016 dove è stato inaugurato un nuovo campo da padel, realizzato nell’area degli impianti sportivi grazie ai fondi PNC, nella misura che riguarda la rigenerazione urbana, gestiti dalla Struttura Commissariale Sisma 2016 guidata dal Commissario Guido Castelli.
L’opera rientra nel Programma Unitario di Rigenerazione Urbana da 730 mila euro, che interessa il capoluogo e le frazioni di Pian della Noce, Collattoni e Selvapiana Cascine.
Il nuovo campo da padel, sport di derivazione tennistica che si gioca all’interno di un campo chiuso da quattro pareti, dinamico e accessibile a tutte le età, sostituisce il precedente campetto polivalente. E’ realizzato con un importo di poco più di 60 mila euro, ha dimensioni 20x10 metri con pavimentazione in erba sintetica, pareti di fondo alte 4 metri e laterali alte 3 metri, struttura in acciaio verniciato e vetri temperati per garantire il corretto rimbalzo e una buona visibilità dall’esterno. La struttura restituisce alla comunità uno spazio moderno e di qualità, pensato come punto di incontro per giovani, famiglie e associazioni. L’intervento, il primo nell’Alto Maceratese, intercetta un fenomeno sportivo globale in piena espansione: secondo il Playtomic Global Padel Report 2025, i campi nel mondo hanno superato quota 50mila e diventeranno oltre 81mila entro il 2027. Il padel è ormai praticato in più di 90 Paesi ed è entrato stabilmente nella quotidianità sportiva di milioni di persone.
«La realizzazione di un campo da padel è un’ottima intuizione: significa offrire nuove opportunità sportive e sociali, seguendo la contemporaneità e un fenomeno in forte crescita a livello mondiale. Lo sport è un potente antidoto contro la solitudine e le devianze giovanili: crea comunità, offre alternative sane e costruisce legami. Questo intervento si inserisce in una strategia più ampia: migliorare la qualità della vita, rendere i borghi attrattivi e rafforzare le occasioni di incontro e coesione. Le risorse del PNC stanno consentendo ai territori più fragili dell’Appennino di tornare a investire sul futuro. Ringrazio l’amministrazione comunale, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e tutti i tecnici coinvolti», dichiara il Commissario Straordinario Guido Castelli.
Soddisfatto il sindaco di Monte Cavallo Pietro Cecoli: «Grazie al finanziamento del PNC siamo riusciti a realizzare il nuovo campo da padel, ampliando l’offerta sportiva e turistica per i giovani del paese e dei comuni limitrofi. Si tratta di uno sport in continua espansione e noi stiamo facendo tutto il possibile per restare al passo, seguendo le novità e portando opportunità concrete sul territorio. Quest’opera è stata possibile grazie al lavoro della Struttura Commissariale guidata dal Commissario Guido Castelli, che segue in prima persona ogni intervento per migliorare la fruibilità e la qualità dei territori del cratere con passione e dedizione. Da parte nostra va un sincero ringraziamento».
L’opera rientra nel Programma Unitario di Rigenerazione Urbana da 730 mila euro, che interessa il capoluogo e le frazioni di Pian della Noce, Collattoni e Selvapiana Cascine.
Il nuovo campo da padel, sport di derivazione tennistica che si gioca all’interno di un campo chiuso da quattro pareti, dinamico e accessibile a tutte le età, sostituisce il precedente campetto polivalente. E’ realizzato con un importo di poco più di 60 mila euro, ha dimensioni 20x10 metri con pavimentazione in erba sintetica, pareti di fondo alte 4 metri e laterali alte 3 metri, struttura in acciaio verniciato e vetri temperati per garantire il corretto rimbalzo e una buona visibilità dall’esterno. La struttura restituisce alla comunità uno spazio moderno e di qualità, pensato come punto di incontro per giovani, famiglie e associazioni. L’intervento, il primo nell’Alto Maceratese, intercetta un fenomeno sportivo globale in piena espansione: secondo il Playtomic Global Padel Report 2025, i campi nel mondo hanno superato quota 50mila e diventeranno oltre 81mila entro il 2027. Il padel è ormai praticato in più di 90 Paesi ed è entrato stabilmente nella quotidianità sportiva di milioni di persone.
«La realizzazione di un campo da padel è un’ottima intuizione: significa offrire nuove opportunità sportive e sociali, seguendo la contemporaneità e un fenomeno in forte crescita a livello mondiale. Lo sport è un potente antidoto contro la solitudine e le devianze giovanili: crea comunità, offre alternative sane e costruisce legami. Questo intervento si inserisce in una strategia più ampia: migliorare la qualità della vita, rendere i borghi attrattivi e rafforzare le occasioni di incontro e coesione. Le risorse del PNC stanno consentendo ai territori più fragili dell’Appennino di tornare a investire sul futuro. Ringrazio l’amministrazione comunale, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e tutti i tecnici coinvolti», dichiara il Commissario Straordinario Guido Castelli.
Soddisfatto il sindaco di Monte Cavallo Pietro Cecoli: «Grazie al finanziamento del PNC siamo riusciti a realizzare il nuovo campo da padel, ampliando l’offerta sportiva e turistica per i giovani del paese e dei comuni limitrofi. Si tratta di uno sport in continua espansione e noi stiamo facendo tutto il possibile per restare al passo, seguendo le novità e portando opportunità concrete sul territorio. Quest’opera è stata possibile grazie al lavoro della Struttura Commissariale guidata dal Commissario Guido Castelli, che segue in prima persona ogni intervento per migliorare la fruibilità e la qualità dei territori del cratere con passione e dedizione. Da parte nostra va un sincero ringraziamento».
Presenti diversi sindaci dell’entroterra maceratese e il presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Gianluca Pasqui: «Quella di oggi è una giornata importante, una giornata di festa ma anche di riflessione. Questo intervento simboleggia bene ciò che significa ricostruzione: non solo il recupero delle mura e delle case, ma anche il rilancio sociale, economico e sportivo delle nostre comunità. Questi territori non si sono mai fermati e hanno bisogno di certezze che arrivano anche da momenti come questo. Il mio grazie va al Commissario Castelli, sempre attento alle esigenze dell’Appennino, e al presidente della Regione Acquaroli, che non ha mai fatto mancare il suo contributo alla vita amministrativa di queste aree».
Il presidente del Coni Marche Fabio Luna ha fatto sentire la sua vicinanza anche donando la bandiera del Comitato Olimpico regionale Marche: «Ringrazio il Comune di Monte Cavallo e la Struttura Commissariale diretta da Guido Castelli per aver creduto ancora una volta nella ricostruzione attraverso lo sport e, quindi, negli impianti sportivi. Ogni volta che un intervento come questo viene realizzato in queste zone è un momento commovente, perché significa dare valore allo sport e, di conseguenza, alle comunità. Guido Castelli sta portando avanti un lavoro eccezionale da questo punto di vista».

Il piano di rigenerazione urbana di Monte Cavallo.
Il campo da padel è parte di un pacchetto coordinato di interventi volto a migliorare servizi, spazi pubblici, attrattività turistica e sicurezza. Nel capoluogo, oltre alla nuova struttura sportiva, è stato realizzato un parcheggio da 6 posti auto a servizio degli impianti sportivi e avviata la riqualificazione di via Umberto I con pavimentazione in porfido, in continuità con il centro storico. A Pian della Noce è stata allestita un’area fitness con 7 macchine su pavimentazione antitrauma e avviato il ripristino dei muri in pietra. A Collattoni è stata realizzata un’area camper attrezzata con colonnine elettriche, camper service, illuminazione, segnaletica e un’area fitness con 3 macchine; realizzati due campi polivalenti – un campo da calcetto e un’area giochi per bambini – con spogliatoi e servizi igienici. A Selvapiana Cascine completata un’area camper da 2 stalli con attacchi elettrici, illuminazione e area fitness con 7 macchine, oltre al ripristino del muro di contenimento vicino alla chiesa di San Cristoforo. Il programma comprende anche un nuovo sistema comunale di videosorveglianza per un presidio di sicurezza con telecamere OCR già installate e centrale operativa presso il Municipio.
Il presidente del Coni Marche Fabio Luna ha fatto sentire la sua vicinanza anche donando la bandiera del Comitato Olimpico regionale Marche: «Ringrazio il Comune di Monte Cavallo e la Struttura Commissariale diretta da Guido Castelli per aver creduto ancora una volta nella ricostruzione attraverso lo sport e, quindi, negli impianti sportivi. Ogni volta che un intervento come questo viene realizzato in queste zone è un momento commovente, perché significa dare valore allo sport e, di conseguenza, alle comunità. Guido Castelli sta portando avanti un lavoro eccezionale da questo punto di vista».

Il piano di rigenerazione urbana di Monte Cavallo.
Il campo da padel è parte di un pacchetto coordinato di interventi volto a migliorare servizi, spazi pubblici, attrattività turistica e sicurezza. Nel capoluogo, oltre alla nuova struttura sportiva, è stato realizzato un parcheggio da 6 posti auto a servizio degli impianti sportivi e avviata la riqualificazione di via Umberto I con pavimentazione in porfido, in continuità con il centro storico. A Pian della Noce è stata allestita un’area fitness con 7 macchine su pavimentazione antitrauma e avviato il ripristino dei muri in pietra. A Collattoni è stata realizzata un’area camper attrezzata con colonnine elettriche, camper service, illuminazione, segnaletica e un’area fitness con 3 macchine; realizzati due campi polivalenti – un campo da calcetto e un’area giochi per bambini – con spogliatoi e servizi igienici. A Selvapiana Cascine completata un’area camper da 2 stalli con attacchi elettrici, illuminazione e area fitness con 7 macchine, oltre al ripristino del muro di contenimento vicino alla chiesa di San Cristoforo. Il programma comprende anche un nuovo sistema comunale di videosorveglianza per un presidio di sicurezza con telecamere OCR già installate e centrale operativa presso il Municipio.
Nuova caserma dei Vigili del Fuoco e nuova sede della Croce Rossa Italiana. Giornata di svolta per il futuro di Visso. Ieri, infatti, la firma del protocollo di intesa che dà ufficialmente il via alla realizzazione delle due strutture. Il documento è stato sottoscritto dal Comune, dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco, dall’Agenzia del Demanio, dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Marche e dal Comitato CRI di Visso, alla presenza del Sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco e del Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli.
Le due strutture sorgeranno in località “Il Piano”, lungo via Roma, su aree contigue, una di proprietà comunale e una privata, con l’obiettivo di rafforzare la rete dei servizi di soccorso nell’Alto Nera, uno dei territori più colpiti dal sisma del 2016. Il progetto prevede un investimento complessivo di 6,5 milioni di euro: 5,5 milioni per la caserma, finanziati dal Ministero dell’Interno nell’ambito del Programma triennale 2024-2026 per le infrastrutture del Corpo Nazionale, e un milione per la sede CRI, proveniente dal Programma straordinario di rigenerazione urbana post-sisma tramite l’ordinanza 137 del Commissario Guido Castelli. Il Comune curerà la variante urbanistica e la cessione dei terreni per la caserma, concedendo inoltre in comodato gratuito l’edificio destinato alla Croce Rossa. I Vigili del Fuoco gestiranno l’acquisizione dell’area privata e affideranno all’Agenzia del Demanio il ruolo di stazione appaltante, mentre l’USR Marche sarà soggetto attuatore per la sede CRI. Il cronoprogramma prevede il completamento entro due anni dall’approvazione urbanistica. Il documento prevede anche la possibilità di realizzare una rotatoria per migliorare la viabilità locale e l’accesso alle strutture. L’intesa resterà valida per cinque anni, prorogabile fino al termine dei lavori, con un tavolo tecnico permanente per garantire il coordinamento tra le parti.
L’iniziativa è stata salutata come un passo concreto nel percorso di rinascita del borgo appenninico, con un impatto non solo infrastrutturale ma anche simbolico. «Non è solo una promessa, ma una certezza: Visso tornerà a essere ciò che era, un luogo sicuro e vivo» ha dichiarato il sindaco Rosella Sensi. Per il Commissario Castelli, la firma «rappresenta un segno tangibile della presenza dello Stato e della cooperazione tra enti», mentre il Sottosegretario Prisco ha sottolineato «il valore strategico dell’intervento per la sicurezza delle aree interne».
Le due strutture sorgeranno in località “Il Piano”, lungo via Roma, su aree contigue, una di proprietà comunale e una privata, con l’obiettivo di rafforzare la rete dei servizi di soccorso nell’Alto Nera, uno dei territori più colpiti dal sisma del 2016. Il progetto prevede un investimento complessivo di 6,5 milioni di euro: 5,5 milioni per la caserma, finanziati dal Ministero dell’Interno nell’ambito del Programma triennale 2024-2026 per le infrastrutture del Corpo Nazionale, e un milione per la sede CRI, proveniente dal Programma straordinario di rigenerazione urbana post-sisma tramite l’ordinanza 137 del Commissario Guido Castelli. Il Comune curerà la variante urbanistica e la cessione dei terreni per la caserma, concedendo inoltre in comodato gratuito l’edificio destinato alla Croce Rossa. I Vigili del Fuoco gestiranno l’acquisizione dell’area privata e affideranno all’Agenzia del Demanio il ruolo di stazione appaltante, mentre l’USR Marche sarà soggetto attuatore per la sede CRI. Il cronoprogramma prevede il completamento entro due anni dall’approvazione urbanistica. Il documento prevede anche la possibilità di realizzare una rotatoria per migliorare la viabilità locale e l’accesso alle strutture. L’intesa resterà valida per cinque anni, prorogabile fino al termine dei lavori, con un tavolo tecnico permanente per garantire il coordinamento tra le parti.
L’iniziativa è stata salutata come un passo concreto nel percorso di rinascita del borgo appenninico, con un impatto non solo infrastrutturale ma anche simbolico. «Non è solo una promessa, ma una certezza: Visso tornerà a essere ciò che era, un luogo sicuro e vivo» ha dichiarato il sindaco Rosella Sensi. Per il Commissario Castelli, la firma «rappresenta un segno tangibile della presenza dello Stato e della cooperazione tra enti», mentre il Sottosegretario Prisco ha sottolineato «il valore strategico dell’intervento per la sicurezza delle aree interne».
Fare della valorizzazione delle tipicità enogastronomiche del territorio un’opportunità di rilancio dell'entroterra maceratese, che ha dovuto affrontare le conseguenze del sisma del 2016-2017.
Un’operazione realizzata scommettendo e investendo sul tartufo, che diventa testimone di cultura e valori. È da questo obiettivo che nasce l'edizione 2024 de “Le Terre del Tartufo: il mare inizia dalla
montagna”, il Festival presentato a Roma presso la sede della Struttura Commissariale sisma 2016 e organizzato dall’Unione Montana Marca di Camerino e da Europe Direct Unione Montana Marca di
Camerino.
Alla conferenza stampa, nel corso della quale è stato illustrato il programma, sono intervenuti Guido Castelli, Commissario Straordinario per il Sisma 2016 e Alessandro Gentilucci, Presidente Unione
Montana Marca di Camerino.
L’evento è in continuità con la precedente edizione de le “Terre del Tartufo”, tenutosi lo scorso anno nel territorio camerte, ma si caratterizza per una connessione più strutturata tra locale e globale, avendo il
progetto vinto un bando regionale “accoglienza” per il turismo, che prevede anche la partecipazione di rappresentanti del Parlamento Europeo. Per questa edizione sono previste diverse iniziative nel territorio
maceratese, che si terranno dal 10 al 15 dicembre a Pieve Torina, Serravalle del Chienti e Camerino.
Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli ha dichiarato: “Questo appuntamento rappresenta un tassello importante di quella complessiva strategia di riparazione economica e sociale che stiamo realizzando per
il rilancio non solo del cratere maceratese, ma di tutto l’Appennino centrale. Nei nostri territori vantiamo la presenza di prodotti enogastronomici di assoluta qualità, come il tartufo, che possono contribuire in
modo sostanziale a rafforzare quell’attrattività turistica che è una leva essenziale per la crescita delle comunità del cratere. Enogastronomia, natura, cultura, arte e storia sono tutte componenti che esprimono
l’unicità di luoghi che vogliamo e possiamo far conoscere a un pubblico sempre più ampio. Il fatto poi che il Festival quest’anno coinvolga diversi comuni è un ulteriore segnale importante, di cui va reso merito ad
Alessandro Gentilucci, perché concretizza quella necessità di collaborare e fare rete necessaria per dare maggiore forza alle iniziative”.
Il Presidente Unione Montana Marca di Camerino, Alessandro Gentilucci, ha dichiarato: “Ringrazio il Commissario Guido Castelli per la vicinanza, disponibilità e competenza dimostrata nei confronti delle aree
del cratere più devastato. L'auspicio è che iniziative come questa possano contribuire in modo concreto al rilancio di tutto il territorio camerte”.
Un’operazione realizzata scommettendo e investendo sul tartufo, che diventa testimone di cultura e valori. È da questo obiettivo che nasce l'edizione 2024 de “Le Terre del Tartufo: il mare inizia dalla
montagna”, il Festival presentato a Roma presso la sede della Struttura Commissariale sisma 2016 e organizzato dall’Unione Montana Marca di Camerino e da Europe Direct Unione Montana Marca di
Camerino.
Alla conferenza stampa, nel corso della quale è stato illustrato il programma, sono intervenuti Guido Castelli, Commissario Straordinario per il Sisma 2016 e Alessandro Gentilucci, Presidente Unione
Montana Marca di Camerino.
L’evento è in continuità con la precedente edizione de le “Terre del Tartufo”, tenutosi lo scorso anno nel territorio camerte, ma si caratterizza per una connessione più strutturata tra locale e globale, avendo il
progetto vinto un bando regionale “accoglienza” per il turismo, che prevede anche la partecipazione di rappresentanti del Parlamento Europeo. Per questa edizione sono previste diverse iniziative nel territorio
maceratese, che si terranno dal 10 al 15 dicembre a Pieve Torina, Serravalle del Chienti e Camerino.
Il Commissario al sisma 2016 Guido Castelli ha dichiarato: “Questo appuntamento rappresenta un tassello importante di quella complessiva strategia di riparazione economica e sociale che stiamo realizzando per
il rilancio non solo del cratere maceratese, ma di tutto l’Appennino centrale. Nei nostri territori vantiamo la presenza di prodotti enogastronomici di assoluta qualità, come il tartufo, che possono contribuire in
modo sostanziale a rafforzare quell’attrattività turistica che è una leva essenziale per la crescita delle comunità del cratere. Enogastronomia, natura, cultura, arte e storia sono tutte componenti che esprimono
l’unicità di luoghi che vogliamo e possiamo far conoscere a un pubblico sempre più ampio. Il fatto poi che il Festival quest’anno coinvolga diversi comuni è un ulteriore segnale importante, di cui va reso merito ad
Alessandro Gentilucci, perché concretizza quella necessità di collaborare e fare rete necessaria per dare maggiore forza alle iniziative”.
Il Presidente Unione Montana Marca di Camerino, Alessandro Gentilucci, ha dichiarato: “Ringrazio il Commissario Guido Castelli per la vicinanza, disponibilità e competenza dimostrata nei confronti delle aree
del cratere più devastato. L'auspicio è che iniziative come questa possano contribuire in modo concreto al rilancio di tutto il territorio camerte”.
Pioraco, via libera al Piano straordinario di ricostruzione per il quartiere La Madonnetta
01 Giu 2024
Il Commissario Guido Castelli ha firmato il decreto di conclusione della Conferenza dei servizi permanente, che ha approvato il Piano straordinario di ricostruzione per il quartiere La Madonnetta a Pioraco.
Una notizia importante e molto attesa dalla comunità, che ora potrà proseguire con il piano attuativo, di cui si è occupata l’Università Politecnica delle Marche.
"I Piani straordinari di ricostruzione sono uno grande strumento per pianificare al meglio ricostruzioni delicate e complesse come quella del quartiere La Madonnetta di Pioraco - ha dichiarato il Commissario Castelli -. Un bel segnale di collaborazione tra istituzioni, università e cittadini, che sta portando alla soluzione per tante famiglie che meritano di tornare alla normalità in case sicure. Ringrazio il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, il sindaco Matteo Cicconi e l’Ufficio speciale per la ricostruzione per un lavoro di squadra che sta dando frutti in tutto il territorio del cratere marchigiano, consentendoci di attuare una ricostruzione capace anche di innovare e di migliorare le condizioni preesistenti, rendendo il territorio più sicuro e attrattivo”.
Il piano di ricostruzione, finanziato dalle Ordinanze speciali in deroga n.41 e n.58, riguarda uno dei quartieri più colpiti del Comune maceratese e affronta la riorganizzazione dei lotti fondiari, della viabilità interna, degli edifici e delle delocalizzazioni. Sono 63 infatti gli edifici del quartiere, di cui 36 rientrano nella perimetrazione, mentre i restanti saranno delocalizzati, con aree di “atterraggio” diverse. L’Erap delocalizzerà 14 edifici, altri 13 saranno delocalizzati sia con l’acquisto di immobili equivalenti sia con la costruzione di nuovi edifici.
Una notizia importante e molto attesa dalla comunità, che ora potrà proseguire con il piano attuativo, di cui si è occupata l’Università Politecnica delle Marche.
"I Piani straordinari di ricostruzione sono uno grande strumento per pianificare al meglio ricostruzioni delicate e complesse come quella del quartiere La Madonnetta di Pioraco - ha dichiarato il Commissario Castelli -. Un bel segnale di collaborazione tra istituzioni, università e cittadini, che sta portando alla soluzione per tante famiglie che meritano di tornare alla normalità in case sicure. Ringrazio il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, il sindaco Matteo Cicconi e l’Ufficio speciale per la ricostruzione per un lavoro di squadra che sta dando frutti in tutto il territorio del cratere marchigiano, consentendoci di attuare una ricostruzione capace anche di innovare e di migliorare le condizioni preesistenti, rendendo il territorio più sicuro e attrattivo”.
Il piano di ricostruzione, finanziato dalle Ordinanze speciali in deroga n.41 e n.58, riguarda uno dei quartieri più colpiti del Comune maceratese e affronta la riorganizzazione dei lotti fondiari, della viabilità interna, degli edifici e delle delocalizzazioni. Sono 63 infatti gli edifici del quartiere, di cui 36 rientrano nella perimetrazione, mentre i restanti saranno delocalizzati, con aree di “atterraggio” diverse. L’Erap delocalizzerà 14 edifici, altri 13 saranno delocalizzati sia con l’acquisto di immobili equivalenti sia con la costruzione di nuovi edifici.
Ammonta a oltre 200 mila euro il trasferimento firmato dal Commissario alla Riparazione e Ricostruzione, Guido Castelli, a favore dell'Ufficio speciale ricostruzione Marche per il primo stralcio delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico del torrente Fornace, nel Comune di Valfornace. Si tratta di un contributo aggiuntivo, derivato dall’aumento dei costi del progetto, che si aggiunge al precedente finanziamento programmato di 650 mila euro, così che l’intervento abbia un plafond complessivo di 850 mila euro.
“La ricostruzione di edifici sicuri non può prescindere dalla messa in sicurezza dell’ambiente naturale - dichiara il Commissario Castelli -. Per questo stiamo intervenendo non solo nella riparazione materiale dei borghi ma, laddove possibile, nella mitigazione dei rischi connessi alla presenza di fiumi e torrenti, che rappresentano delle risorse ma anche delle sfide da gestire a causa delle conseguenze della crisi climatica. Insieme al Presidente Francesco Acquaroli e all’Ufficio speciale ricostruzione delle Marche, vogliamo ricostruire nel segno della prevenzione, grazie anche all’innovazione che la scienza ci offre per aumentare la sicurezza del territorio e quindi delle persone che lo abitano e lo frequentano”.
“La ricostruzione di edifici sicuri non può prescindere dalla messa in sicurezza dell’ambiente naturale - dichiara il Commissario Castelli -. Per questo stiamo intervenendo non solo nella riparazione materiale dei borghi ma, laddove possibile, nella mitigazione dei rischi connessi alla presenza di fiumi e torrenti, che rappresentano delle risorse ma anche delle sfide da gestire a causa delle conseguenze della crisi climatica. Insieme al Presidente Francesco Acquaroli e all’Ufficio speciale ricostruzione delle Marche, vogliamo ricostruire nel segno della prevenzione, grazie anche all’innovazione che la scienza ci offre per aumentare la sicurezza del territorio e quindi delle persone che lo abitano e lo frequentano”.
“Per noi è importante dare risposte alle comunità e fare in modo che la popolazione abbia piacere di vivere il territorio e avere strutture che migliorino la qualità della vita e la socialità”. Una risposta che, con le parole Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana, si è concretizzata nuovamente oggi, con la consegna del nuovo Centro polifunzionale di Valfornace, undicesima opera realizzata dalla CRI nelle aree interessate dal Sisma del 2016.
“Ci rivedremo l’anno prossimo per l’inaugurazione di altre due strutture e poi nel 2025”, ha aggiunto Valastro, annunciando la consegna di altre opere nelle zone colpite dal terremoto del Centro Italia. Proprio pensando all’impegno della Croce Rossa in quei difficili momenti, il Presidente della CRI ha inoltre rivolto un pensiero a chi era in prima linea durante quella grave emergenza: “Le Volontarie e i Volontari che sono qui oggi sono le braccia, le gambe e il cuore che i cittadini conoscono. A loro il mio ringraziamento per quello che fanno tutti i giorni: hanno portato speranza in un momento tanto difficile”.
“Con Croce Rossa condividiamo la consapevolezza che l'erogazione dei servizi nell'Appennino centrale debba avvenire in spazi inclusivi, che rispondono al criterio della sostenibilità energetica, nei quali i nostri cittadini possano sentirsi accolti e condividere il senso di comunità. Per questo l’inaugurazione di oggi del centro polifunzionale Maria Ciccotti a Valfornace è particolarmente significativa. Capacità, efficacia e solidarietà: la Croce Rossa conferma ancora una volta la sua vicinanza nei confronti di questi territori. All'opera di soccorso portata alla popolazione nel 2016 oggi si affiancano interventi affini con l’opera di riparazione sociale ed economica che stiamo mettendo in campo” le parole di Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione Sisma 2016, intervenuto dopo i saluti del Sindaco di Valfornace, Massimo Citracca.
Un ringraziamento alla CRI è arrivato anche dal Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli: “Questa inaugurazione fa parte di un percorso - ha detto - attraverso il quale vengono restituite strutture ai nostri territori. Ringrazio la Croce Rossa per il contributo non solo alla realizzazione di questa struttura ma perché i Volontari con le loro o divise rosse sono diventitati un punto di riferimento per la nostra comunità”.
Al termine della cerimonia, il Presidente del Comitato CRI di Camerino, Gianfranco Broglia, ha consegnato al Sindaco di Valfornace, Massimo Citracca, un DAE per uso adulto pediatrico, donato da Poste Italiane, dispositivo che integra la rete di cardioprotezione realizzata dalla CRI nelle aree del Cratere Sisma. Si tratta del sedicesimo DAE donato ad oggi ai Comuni delle zone colpite dal Sisma del 2016.
“Ci rivedremo l’anno prossimo per l’inaugurazione di altre due strutture e poi nel 2025”, ha aggiunto Valastro, annunciando la consegna di altre opere nelle zone colpite dal terremoto del Centro Italia. Proprio pensando all’impegno della Croce Rossa in quei difficili momenti, il Presidente della CRI ha inoltre rivolto un pensiero a chi era in prima linea durante quella grave emergenza: “Le Volontarie e i Volontari che sono qui oggi sono le braccia, le gambe e il cuore che i cittadini conoscono. A loro il mio ringraziamento per quello che fanno tutti i giorni: hanno portato speranza in un momento tanto difficile”.
“Con Croce Rossa condividiamo la consapevolezza che l'erogazione dei servizi nell'Appennino centrale debba avvenire in spazi inclusivi, che rispondono al criterio della sostenibilità energetica, nei quali i nostri cittadini possano sentirsi accolti e condividere il senso di comunità. Per questo l’inaugurazione di oggi del centro polifunzionale Maria Ciccotti a Valfornace è particolarmente significativa. Capacità, efficacia e solidarietà: la Croce Rossa conferma ancora una volta la sua vicinanza nei confronti di questi territori. All'opera di soccorso portata alla popolazione nel 2016 oggi si affiancano interventi affini con l’opera di riparazione sociale ed economica che stiamo mettendo in campo” le parole di Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione Sisma 2016, intervenuto dopo i saluti del Sindaco di Valfornace, Massimo Citracca.
Un ringraziamento alla CRI è arrivato anche dal Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli: “Questa inaugurazione fa parte di un percorso - ha detto - attraverso il quale vengono restituite strutture ai nostri territori. Ringrazio la Croce Rossa per il contributo non solo alla realizzazione di questa struttura ma perché i Volontari con le loro o divise rosse sono diventitati un punto di riferimento per la nostra comunità”.
Al termine della cerimonia, il Presidente del Comitato CRI di Camerino, Gianfranco Broglia, ha consegnato al Sindaco di Valfornace, Massimo Citracca, un DAE per uso adulto pediatrico, donato da Poste Italiane, dispositivo che integra la rete di cardioprotezione realizzata dalla CRI nelle aree del Cratere Sisma. Si tratta del sedicesimo DAE donato ad oggi ai Comuni delle zone colpite dal Sisma del 2016.
Si è svolta a Pioraco un’assemblea del Consiglio comunale nel corso della quale è stato approvato il Psr (Programma straordinario di ricostruzione) per il quartiere “Madonnetta”. L’intervento, che fa seguito all’Ordinanza Speciale già dedicata al comune del maceratese, regola non solo la parte urbanistica, comprese le opere di urbanizzazione e le aree da espropriare o da acquisire (dal costo di 36mila euro), ma definisce in modo chiaro le delocalizzazioni degli immobili del quartiere. Dei 63 edifici, 36 rientrano nelle perimetrazioni, 14 saranno delocalizzati dall’Erap, altri 13 saranno delocalizzati in parte con l’acquisto di immobili equivalenti nello stesso Comune o in Comuni vicini, in parte con costruzioni di nuovi edifici.
Al consiglio comunale hanno partecipato anche il Commissario Straordinario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, e il sub commissario Gianluca Loffredo.
Il Commissario Guido Castelli ha dichiarato: “L'approvazione del piano straordinario di ricostruzione di Pioraco è il punto di approdo di un percorso complesso che ha visto la partecipazione e la cooperazione attiva di tanti attori istituzionali. Per progettare la ricostruzione, o meglio, la riprofilazione del quartiere la Madonnetta sono stati necessari approfondimenti tecnici e amministrativi tutt'altro che banali. Il terremoto infatti ha scaricato la propria furia su decine di unità immobiliari che erano state costruite su terreni già compromessi dal punto di vista idraulico. Il lavoro della Struttura commissariale, dell'Usr Marche, del Comune e della Politecnica delle Marche aveva l'obiettivo di armonizzare gli aspetti squisitamente progettuali con la necessaria soddisfazione dei diritti dei terremotati. Sono molto soddisfatto del risultato raggiunto. Sullo sfondo di questi importanti sforzi amministrativi, si staglia la volontà di ricostruire in piena sicurezza e applicando tecnologie innovative. La Madonnetta di Pioraco, tra delocalizzazioni e ripristini in sito, è un esempio di tutto questo”.
Il Sindaco di Pioraco Matteo Cicconi ha dichiarato: “È una giornata molto importante per Pioraco, è stata approvata la proposta di PSR per il quartiere Madonnetta in attesa da ben sette anni. Un risultato ottenuto grazie alla collaborazione di tecnici e amministrativi e grazie allo slancio che ha dato il Commissario Castelli in questi ultimi mesi. Estendo il ringraziamento anche ai cittadini coinvolti per la fattiva collaborazione dimostrata per il conseguimento di questo obiettivo. Ora è fondamentale che l’Ufficio speciale per la ricostruzione possa avviare il piano per la demolizione in modo tale che i tecnici, a loro volta, intervengano"
Il Commissario Guido Castelli ha dichiarato: “L'approvazione del piano straordinario di ricostruzione di Pioraco è il punto di approdo di un percorso complesso che ha visto la partecipazione e la cooperazione attiva di tanti attori istituzionali. Per progettare la ricostruzione, o meglio, la riprofilazione del quartiere la Madonnetta sono stati necessari approfondimenti tecnici e amministrativi tutt'altro che banali. Il terremoto infatti ha scaricato la propria furia su decine di unità immobiliari che erano state costruite su terreni già compromessi dal punto di vista idraulico. Il lavoro della Struttura commissariale, dell'Usr Marche, del Comune e della Politecnica delle Marche aveva l'obiettivo di armonizzare gli aspetti squisitamente progettuali con la necessaria soddisfazione dei diritti dei terremotati. Sono molto soddisfatto del risultato raggiunto. Sullo sfondo di questi importanti sforzi amministrativi, si staglia la volontà di ricostruire in piena sicurezza e applicando tecnologie innovative. La Madonnetta di Pioraco, tra delocalizzazioni e ripristini in sito, è un esempio di tutto questo”.
Il Sindaco di Pioraco Matteo Cicconi ha dichiarato: “È una giornata molto importante per Pioraco, è stata approvata la proposta di PSR per il quartiere Madonnetta in attesa da ben sette anni. Un risultato ottenuto grazie alla collaborazione di tecnici e amministrativi e grazie allo slancio che ha dato il Commissario Castelli in questi ultimi mesi. Estendo il ringraziamento anche ai cittadini coinvolti per la fattiva collaborazione dimostrata per il conseguimento di questo obiettivo. Ora è fondamentale che l’Ufficio speciale per la ricostruzione possa avviare il piano per la demolizione in modo tale che i tecnici, a loro volta, intervengano"
Sedici milioni di euro destinati a edifici storici del centro di Visso. Si tratta di risorse aggiuntive destinate al territorio dell’Alto Nera dalla Cabina di coordinamento, presieduta dal Commissario Guido Castelli.
Merito delle misure inserite nelle Ordinanze Speciali in deroga che, nel caso del Comune di Visso, riguarda ulteriori quattro interventi, per un valore complessivo di circa 16 milioni di euro destinati a interventi unitari per gli aggregati pubblico-privati di Palazzo Priori (3,5 milioni), Palazzo Governatori (4,9 milioni), Palazzo Varano (2,7 milioni), la Chiesa e Palazzo San Giacomo (5 milioni).
Inoltre, attraverso un'ulteriore modifica all’Ordinanza Omnibus, è prevista la realizzazione di una struttura temporanea di supporto agli impianti sciistici di risalita sul Monte Prata, nel Comune di Castelsantangelo sul Nera, prossimi alla riapertura dopo sette anni. Una struttura in grado di offrire ospitalità in sicurezza, la cui realizzazione si rende necessaria in attesa della ricostruzione del rifugio "Nido delle aquile", di cui è stato approvato il progetto definitivo.
Merito delle misure inserite nelle Ordinanze Speciali in deroga che, nel caso del Comune di Visso, riguarda ulteriori quattro interventi, per un valore complessivo di circa 16 milioni di euro destinati a interventi unitari per gli aggregati pubblico-privati di Palazzo Priori (3,5 milioni), Palazzo Governatori (4,9 milioni), Palazzo Varano (2,7 milioni), la Chiesa e Palazzo San Giacomo (5 milioni).
Inoltre, attraverso un'ulteriore modifica all’Ordinanza Omnibus, è prevista la realizzazione di una struttura temporanea di supporto agli impianti sciistici di risalita sul Monte Prata, nel Comune di Castelsantangelo sul Nera, prossimi alla riapertura dopo sette anni. Una struttura in grado di offrire ospitalità in sicurezza, la cui realizzazione si rende necessaria in attesa della ricostruzione del rifugio "Nido delle aquile", di cui è stato approvato il progetto definitivo.
Cultura, tradizioni, natura e attrazione di investimenti: Il futuro del “modello Appennino”
29 Set 2023
Valorizzare la cultura, la bellezza e la qualità della vita che offrono i borghi dell’Appennino centrale anche attraverso una visione innovativa di turismo e imprenditorialità. Non solo dunque curare i mali del passato, a partire dalla ricostruzione post sisma del 2016, ma incentivare le prospettive per il futuro di questo vasto territorio creando le condizioni per il suo rilancio, rendendolo attrattivo nei confronti di persone e capitali.
Questo il focus del convegno “Meraviglie dell’Appennino centrale. Rigenerazione urbana, economica e sociale dei luoghi e dei borghi”, organizzato dalla Struttura del Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 e Anci Marche che si è tenuto a Camerino, presso la sala dell'Accademia della Musica “Franco Corelli” della Andrea Bocelli Foundation. Presenti per l’occasione Francesco Acquaroli, Presidente Regione Marche; Guido Castelli, Commissario Straordinario Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016; Paolo Calcinaro Presidente ANCI Marche e Sindaco di Fermo; Roberto Lucarelli, Sindaco di Camerino; Chiara Biondi, Assessore Cultura Regione Marche; Gianluca Pasqui, Vicepresidente Assemblea Legislativa Regione Marche; Gino Sabatini, Presidente Camera di Commercio Marche; Claudio Pettinari Rettore Università di Camerino. Un’occasione importante di incontro e confronto tra istituzioni, mondo accademico e sistema imprenditoriale delle Marche, che prende il via anche da esperienze di successo realizzate in altri territori dell’Italia centrale. Tra i relatori infatti Daniele Kihlgren, l’architetto dell’albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio, in Provincia de L’Aquila, esempio di come l’iniziativa privata possa confrontarsi in modo positivo con le esigenze di sviluppo locale. Roberto Rappuoli, già sindaco di San Quirico d’Orcia, ha invece spiegato come si sia venuto a creare il “caso Val d’Orcia”: il territorio toscano compreso tra Pienza, Montepulciano e Montalcino diventato una rinomata capitale internazionale del turismo "slow". Inoltre, durante il suo intervento, il Commissario Castelli ha reso noto che ai Comuni del cratere marchigiano sarà inviato in giornata un form on line nel quale potranno indicare quei borghi, frazioni o immobili compresi nel loro territorio che meriterebbero di essere valorizzati attraverso un'attività congiunta di promozione.
Dichiarazione Presidente Regione Marche, Francesco Acquaroli: “In questi tre anni abbiamo puntato sulla strategia dello sviluppo delle aree interne e dei borghi, perché riteniamo che in questi territori si giochi la possibilità reale delle Marche di recuperare punti di Pil e soprattutto un’attrattività che la porti a essere finalmente una regione a 360 gradi, competitiva, accogliente e, appunto, attrattiva. Lo abbiamo fatto puntando anche sulle infrastrutture e ricordo il completamento del tratto della Pedemontana che era stata progettata dalla Quadrilatero, ma anche la prosecuzione verso sud e verso nord di questa direttrice che sarà la spina dorsale di questi territori e che ci consentirà di attraversarli in maniera molto più veloce, senza necessità di scendere sulla costa e risalire da altre valli. Alla rigenerazione e al rilancio dei borghi è destinata una somma importante della programmazione europea, con politiche attive per l’accoglienza, la promozione socioeconomica, che incentivano anche imprese culturali, manifatturiere, artigianali e l’enogastronomia. Abbiamo un potenziale enorme ma serve una maggiore consapevolezza delle ricchezze che possediamo”.
“Il compito assegnatomi dal Governo, che ha scelto di affiancare alla ricostruzione anche la riparazione sociale ed economica, richiede a tutti noi uno sforzo ulteriore per trovare soluzioni efficaci al rilancio dell’Appennino Centrale - ha detto il Commissario Castelli - Se è vero che con le risorse del Piano nazionale complementare sisma stiamo fornendo una importante spinta al tessuto imprenditoriale locale, con 1.357 progetti finanziati per oltre 396 milioni di euro e 767 milioni di investimenti generati, è altresì vero che qualsiasi operazione di rilancio che voglia andare oltre la logica dell’assistenzialismo deve necessariamente passare dalla collaborazione tra enti, territori e tra pubblico e privato. E su questo stiamo puntando. La ricostruzione post-sisma è una missione prioritaria e dovuta ma, al contempo, da sola rappresenterebbe una risposta parziale rispetto ai problemi strutturali di cui soffrono questi territori e che oggi stiamo affrontando. Ricostruire e rigenerare questi territori è il presupposto necessario per renderli nuovamente “abitabili” dalle loro comunità tradizionali e attrattivi da un punto di vista turistico e imprenditoriale, non solo come luoghi in cui trascorrere un periodo di vacanza, ma anche nei quali vivere stabilmente. Abbiamo l’occasione - ha concluso Castelli - di promuovere il “modello Appennino” in Italia e all’estero, facendo leva sulla grande ricchezza di cui questo territorio è portatore: cultura, spiritualità, natura, senso di comunità”.
Dichiarazione Presidente Regione Marche, Francesco Acquaroli: “In questi tre anni abbiamo puntato sulla strategia dello sviluppo delle aree interne e dei borghi, perché riteniamo che in questi territori si giochi la possibilità reale delle Marche di recuperare punti di Pil e soprattutto un’attrattività che la porti a essere finalmente una regione a 360 gradi, competitiva, accogliente e, appunto, attrattiva. Lo abbiamo fatto puntando anche sulle infrastrutture e ricordo il completamento del tratto della Pedemontana che era stata progettata dalla Quadrilatero, ma anche la prosecuzione verso sud e verso nord di questa direttrice che sarà la spina dorsale di questi territori e che ci consentirà di attraversarli in maniera molto più veloce, senza necessità di scendere sulla costa e risalire da altre valli. Alla rigenerazione e al rilancio dei borghi è destinata una somma importante della programmazione europea, con politiche attive per l’accoglienza, la promozione socioeconomica, che incentivano anche imprese culturali, manifatturiere, artigianali e l’enogastronomia. Abbiamo un potenziale enorme ma serve una maggiore consapevolezza delle ricchezze che possediamo”.
“Il compito assegnatomi dal Governo, che ha scelto di affiancare alla ricostruzione anche la riparazione sociale ed economica, richiede a tutti noi uno sforzo ulteriore per trovare soluzioni efficaci al rilancio dell’Appennino Centrale - ha detto il Commissario Castelli - Se è vero che con le risorse del Piano nazionale complementare sisma stiamo fornendo una importante spinta al tessuto imprenditoriale locale, con 1.357 progetti finanziati per oltre 396 milioni di euro e 767 milioni di investimenti generati, è altresì vero che qualsiasi operazione di rilancio che voglia andare oltre la logica dell’assistenzialismo deve necessariamente passare dalla collaborazione tra enti, territori e tra pubblico e privato. E su questo stiamo puntando. La ricostruzione post-sisma è una missione prioritaria e dovuta ma, al contempo, da sola rappresenterebbe una risposta parziale rispetto ai problemi strutturali di cui soffrono questi territori e che oggi stiamo affrontando. Ricostruire e rigenerare questi territori è il presupposto necessario per renderli nuovamente “abitabili” dalle loro comunità tradizionali e attrattivi da un punto di vista turistico e imprenditoriale, non solo come luoghi in cui trascorrere un periodo di vacanza, ma anche nei quali vivere stabilmente. Abbiamo l’occasione - ha concluso Castelli - di promuovere il “modello Appennino” in Italia e all’estero, facendo leva sulla grande ricchezza di cui questo territorio è portatore: cultura, spiritualità, natura, senso di comunità”.
«Alla vigilia del nuovo anno scolastico accolgo con soddisfazione l'adozione del decreto con cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha effettuato la ripartizione delle risorse, per la parte riferita all’anno scolastico 2023/2024, delle somme che il Decreto ricostruzione ha stanziato, attraverso l’approvazione di un mio emendamento, per garantire la continuità didattica nelle scuole del cratere 2016 fino all'anno scolastico 2028/29». Lo afferma il commissario Guido Castelli.
La cifra destinata alle 4 regioni del Centro Italia è di circa 3,5 milioni di euro, di cui 2 milioni destinati alle Marche. L’emendamento presentato all’epoca dal commissario Castelli modifica, di fatto, la legge 189 del 2016 finalizzata alla formazione delle classi in deroga fino all’anno scolastico 2028/ 29 così da garantire la continuità didattica: un elemento strategico per la riparazione del cratere.
«La ripartizione odierna – prosegue Castelli - dà attuazione a questa previsione e consente agli Istituti scolastici regionali, che ora possono contare sulle risorse già previste, di formare gli organici scolastici e di garantire le classi secondo quando previsto e predisposto dalla norma. Esprimiamo soddisfazione per questo atto di estrema importanza e ora sarà ora mia cura interagire con gli Uffici Scolastici Regionali affinché avvenga la piena attuazione di quanto previsto».
«Per restituire un futuro di crescita e sviluppo all’Appennino centrale - conclude il Commissario - il contrasto allo spopolamento è decisivo e, in tal senso, fornire servizi come quello scolastico rappresenta un incentivo a restare in territori che dopo decenni di parziale marginalizzazione ora sono tornati al centro dell’agenda del governo».
La cifra destinata alle 4 regioni del Centro Italia è di circa 3,5 milioni di euro, di cui 2 milioni destinati alle Marche. L’emendamento presentato all’epoca dal commissario Castelli modifica, di fatto, la legge 189 del 2016 finalizzata alla formazione delle classi in deroga fino all’anno scolastico 2028/ 29 così da garantire la continuità didattica: un elemento strategico per la riparazione del cratere.
«La ripartizione odierna – prosegue Castelli - dà attuazione a questa previsione e consente agli Istituti scolastici regionali, che ora possono contare sulle risorse già previste, di formare gli organici scolastici e di garantire le classi secondo quando previsto e predisposto dalla norma. Esprimiamo soddisfazione per questo atto di estrema importanza e ora sarà ora mia cura interagire con gli Uffici Scolastici Regionali affinché avvenga la piena attuazione di quanto previsto».
«Per restituire un futuro di crescita e sviluppo all’Appennino centrale - conclude il Commissario - il contrasto allo spopolamento è decisivo e, in tal senso, fornire servizi come quello scolastico rappresenta un incentivo a restare in territori che dopo decenni di parziale marginalizzazione ora sono tornati al centro dell’agenda del governo».
