Ci sarà tempo fino al 15 ottobre per le dichiarazioni del possesso dei requisiti per continuare a beneficiare dei  contributi del cas, sae e mapre.
Di ieri la notizia della proroga dei termini al 15 ottobre, avvenuta a conclusione della riunione della cabina di coordinamento presieduta dal commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016, Giovanni Legnini, a cui ha partecipato anche il Capo Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, per discutere, tra le altre tematiche, delle modalità delle misure relative all’assistenza abitativa e di quelle dirette a razionalizzare ed accelerare la ricostruzione.

Per venire incontro alle esigenze rappresentate dalle amministrazioni locali e anche in considerazione dei maggiori oneri organizzativi derivanti dalle prossime consultazioni elettorali, il Capo del Dipartimento della Protezione civile ha predisposto un’ordinanza che proroga al 15 ottobre 2022 il termine previsto per le dichiarazioni di mantenimento dei benefici assistenziali, allineandolo con quello per la presentazione dei progetti da parte degli stessi soggetti, stabilito dal commissario Legnini.

L’ordinanza, che ha già acquisito l’intesa delle Regioni, sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dopo il concerto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
“La finestra sui monti” riapre. A sei anni dal sisma del 2016 si può tornare a dormire ad Ussita nel bed and breakfast della località Tempori, il cui nome prende spunto proprio dal suggestivo affaccio sul monte Bove e sugli impianti da sci di Frontignano che si apre dalle sue finestre,
Sebbene al momento la disponibilità sia di una sola bellissima camera, prossimamente ce ne sarà anche un'altra.
Una riapertura che porta con sé il segno di una rinascita per un lavoro che la proprietaria della struttura ricettiva ha dovuto a malincuore accantonare; una rinascita per il turista che può contare anche su questa maggiore scelta nell'offerta dell'ospitalità.

foto bb Ussita

Non nasconde la sua gioia la titolare Mirella Grattarola: “Dopo 6 anni pieni delle sofferenze che tutti bene noi conosciamo, sono felicissima di riaprire la mia piccola attività. Qui sta rinascendo un po' tutto il territorio e attendo con trepidazione ospiti: non solo turisti ma anche persone che nel mio bed and breakfast  spero possano trovare un appoggio nel venire a seguire i lavori di ristrutturazione delle proprie abitazioni».

Un arredo e una presentazione curatissima per i locali dii un immobile, completamente ristrutturato e reso antisismico con l’utilizzo di tutte le più moderne tecniche dell’edilizia.

bb leggio
Una cura nei particolari che oltre al raffinato gusto della proprietaria, rispecchia l’amore per questi luoghi dell’entroterra montano e la determinazione a restare.
«È assolutamente vero – commenta - Mi sono trasferita da Roma nel lontano 1995. Dapprima a Visso e successivamente ad Ussita. E mi sono sempre trovata bene; non tornerei mai nella grande città. È un passo che mi sento di consigliare a tutti coloro che lo possono fare».

Attraversare questi sei lunghi anni prima di tornare a intravedere finalmente una luce e una prospettiva, non è stato così facile. Alla data del disastroso sisma del 2016, l’attività del bed and breakfast di Ussita “ La finestra sui monti”, aveva solo un anno di vita.

«Fino al 2013, ho gestito un negozio di articoli per la casa a Visso – ricorda Mirella-. Dopo la chiusura, sono stata un paio d'anni in sospeso per poi dedicarmi appieno al b&b, attività che tuttavia è durata pochissimo; ho lavorato solo un anno e qualche mese perché poi ci ha travolto questa catastrofe che ha cambiato ogni cosa. Come tutti, anche io mi sono ritrovata sballottata in varie abitazioni, quindi, riprendere è per me una grossa carica».
Continuare a crederci, non perdere mai la speranza, le motivazioni che hanno inciso su questa positiva riconquista. «Dentro di me ho sempre sentito che dovevo farlo – dichiara -; questi sono posti magnifici che vanno valorizzati assolutamente».
E mentre si riapre una porta a lungo rimasta chiusa, tornano in mente tutti gli altri passaggi che hanno contribuito a spalancare forti emozioni e ricordi, facendole decidere che il posto giusto era proprio tra le montagne del vissano.
«Non sono originaria delle Marche. Venivo comunque in vacanza a Visso da quando avevo 12- 13 anni. Poi, nel ‘95 mi sono trasferita. Da Roma me ne sono andata. Ho lasciato il lavoro e la vita frenetica della città. Ho deciso di fare una vita più consona all'essere umano e, diciamo che in parte ci sono riuscita. Anche quando avevo il negozio a Visso, l'attività era pesante ma niente a che vedere con la vita di città. Di questi posti mi ero innamorata fin da bambina - continua Mirella-: Visso e il Laghetto, sono storia per tutti noi di una certa età e ho sempre desiderato trasferirmi qua finché non ho colto l’opportunità e sono riuscita a farlo». Amore e tenacia le parole che più si addicono a questa storia che, passaggi dopo passaggi, spesso anche tortuosi, ritrova una luce e una forza del tutto nuova.

Intanto, a “ La finestra sui monti” lunedì prossimo arriveranno i primi clienti del bed and breakfast. Saranno proprio loro ad inaugurare questo nuovo capitolo della struttura ricettiva e della storia di Mirella.

Carla Campetella 

la finestra ingresso
Prorogati i tempi di presentazione dell’istanza per mantenere il Cas o gli altri benefici abitativi emergenziali. Arriva anche la possibilità della delega. L’ultima ordinanza del Capo dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, contiene l’integrazione richiesta dalla regione Marche che permette la possibilità di far compilare da terzi, su delega espressa dell’interessato, l’istanza sulla piattaforma informatica di gestione commissariale.

La ricostruzione post sisma 2016 passa anche attraverso la digitalizzazione: presto sarà pienamente operativa la nuova piattaforma informatica di gestione, che permetterà agli utenti di avere un accesso telematico e quindi più comodo alle proprie pratiche e una presentazione delle domande di accesso ai contributi più semplice. Allo stesso tempo la struttura commissariale avrà a disposizione un maggior numero di dati per l’erogazione dei contributi e per lo smaltimento delle stesse pratiche. Il prezzo potrebbe però gravare sulle spalle dei non nativi digitali, gli anziani. Per questo la Regione Marche ha spinto per l’inserimento della possibilità di delega nella presentazione delle domande.

“La costante attenzione che la Regione Marche riserva alle istanze provenienti dal territorio, in particolare dalle fasce più fragili della popolazione colpita dal sisma ci ha permesso di ottenere questa modifica - spiega l’assessore alla Ricostruzione Guido Castelli -. È certamente una buona notizia per le persone anziane che possono trovare difficoltà nell’utilizzo di mezzi di autenticazione digitali e piattaforme informatiche. L’integrazione, voluta dalla Regione Marche, è volta infatti favorire coloro i quali hanno difficoltà con smartphone, identità Spid, tablet e pc, quindi impossibilitati a presentare la domanda. Hanno ora a disposizione un ulteriore strumento per l’espletamento della pratica: soluzione inizialmente non contemplata”.

Le linee principali contenute nell’ultima ordinanza, sulla scia di quanto emerso durante la recente Cabina di coordinamento sisma incentrata sull’introduzione e sulla tempistica dei nuovi termini, prevedono la proroga al 15 settembre per presentare l’istanza che attesta la persistenza dei requisiti per il mantenimento del CAS, SAE, MAPRE, immobili “invenduti” o realizzati in sostituzione delle SAE. Mentre la nuova scadenza per presentare progetti di ripristino, con miglioramento o adeguamento sismico degli edifici gravemente danneggiati o per la ricostruzione di quelli distrutti, viene fissata al 15 ottobre.
In vigore l’ordinanza 126 del Commissario straordinario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini. Il provvedimento, atteso da qualche mese dopo l’aumento del prezzo dei materiali edili e il caro carburanti che hanno contraddistinto la prima metà del 2022, aumenta il contributo pubblico per la ricostruzione, stanzia risorse aggiuntive per le opere pubbliche già finanziate e ridefinisce il prezzario nell’area del Cratere sismico.

Un’Ordinanza arrivata dopo l’intesa raggiunta in Cabina di coordinamento con le Regioni e con i rappresentanti dei sindaci, pienamente operativa dal tardo pomeriggio di ieri. Nel dettaglio, l’Ordinanza 126 approva il nuovo Prezzario Unico del Cratere 2022 e stabilisce l’aumento del costo parametrico pari al 25 percento per gli immobili produttivi, del 20 percento per quelli residenziali e fino al 50 percento nel caso di alcune tipologie di edifici. Da sottolineare anche la previsione di un aggiornamento semestrale per ammortizzare eventuali nuovi aumenti.

Il nuovo provvedimento riguarda tutte le nuove richieste di contributo, oltre a quelle presentate ma non ancora approvate dagli Uffici speciali ricostruzione. Oltre a queste fattispecie, l’applicazione è prevista anche per le richieste di contributo decretate prima della sua entrata in vigore: sarà riconosciuto il costo maggiore dei lavori per le opere effettuate a partire del luglio del 2021.

Soddisfazione per il Commissario Legnini, che ha parlato di misure «capaci di rispondere ai problemi delle imprese e dei cittadini». A testimoniare preoccupazione erano stati i numerosi appelli che si sono succeduti nei mesi scorsi da parte delle associazioni di categoria, culminati nella serrata Ance dello scorso febbraio. Perplessità e allarmismi rimarcati a marzo dalle sigle dei professionisti della ricostruzione al teatro Lauro Rossi di Macerata, quando lo stesso Legnini aveva rassicurato tutti, garantendo un pronto intervento. Ora la ratifica di un provvedimento «molto atteso – sottolinea il Commissario –. L’Ordinanza 126 è capace di risponde in modo adeguato ai problemi delle imprese e dei cittadini in una fase congiunturale molto critica, segnata da un forte aumento dei prezzi e dalla scarsa disponibilità di materiali essenziali per l’edilizia.  Grazie all’adeguamento dei prezzi, alle misure che rivedono il costo parametrico e alla flessibilità del provvedimento, crediamo di riuscire a semplificare il lavoro delle imprese e dei professionisti. La ricostruzione post sisma 2016 può e deve riprendere il ritmo spedito che aveva acquisito prima della crisi dei prezzi. Dopo le riforme e le semplificazioni degli anni scorsi, ed ora che il passaggio dell’adeguamento dei prezzi si è risolto, ci sono le migliori condizioni possibili – rilancia Legnini –. Ora la ricostruzione deve avanzare in modo deciso e convinto. I cittadini possono contare sul Superbonus 110% fino al 2025 per coprire le eventuali spese non coperte dal contributo, i professionisti e le imprese su compensi adeguati e liquidi. Lo Stato dunque sta facendo in pieno e fino in fondo la sua parte. Molto del lavoro che resta da fare oggi è nelle mani degli amministratori locali, dei cittadini, dei loro tecnici e delle imprese. Ho piena fiducia che tutti sapranno cogliere le nuove opportunità che il nuovo quadro economico ci offre».

l.c.
Palazzo comunale, ex ospedale, teatro. I primi mesi dell’anno saranno decisivi per Caldarola sotto il profilo della ricostruzione pubblica. Tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, infatti, sono attesi diversi e importanti passi avanti per le opere di ristrutturazione dopo i danni del sisma.

Nel caso del palazzo Pallotta, sede del municipio, il Comune ha affidato la progettazione definitiva. L’avvio dei lavori dovrà arrivare entro il prossimo giugno. “L’Università La Sapienza di Roma ha concluso gli studi strutturali e storici del palazzo, condividendoli con lo studio che si occupa del progetto – spiega il sindaco Luca Maria Giuseppetti –. Stiamo cercando di imprimere una netta accelerazione ai lavori, anche se non è semplice. Burocrazia, pandemia, carenza e prezzi dei materiali sono ostacoli difficili da superare, ma continuiamo a insistere. Per quello che riguarda invece l’ampliamento del nuovo Comune, che ospiterà anche la caserma dei carabinieri in via provvisoria, vedremo i lavori già dal 15 gennaio”.

Il Castello Pallotta, seppur di proprietà privata, rappresenta un luogo di interesse pubblico. Per questo l’amministrazione comunale ha attivato una sinergia con i proprietari. Giuseppetti ha proseguito: “Il Castello è un edificio di assoluto interesse storico e culturale per Caldarola. Con soddisfazione abbiamo sbloccato l’iter per la sua ristrutturazione. Dopo la conclusione della messa in sicurezza, il cantiere dovrebbe partire a breve. Importante anche la partita dell’ex ospedale – sottolinea il sindaco –: entro il 10 gennaio partirà la gara di appalto, mentre per l’arredo urbano della scuola dovremo attendere la fine del mese. Non appena il tempo lo consentirà procederemo con l’asfaltatura e gli spazi saranno poi pronti per gli studenti”.

La conclusione del sindaco è per il teatro comunale: per la ristrutturazione non sarebbero bastati i fondi già stanziati. Per questo la Regione Marche è intervenuta con un nuovo finanziamento da 240 mila euro. “Non possiamo fare altro che ringraziare l’assessore Guido Castelli e il presidente Francesco Acquaroli – chiude Giuseppetti –. Con questi ulteriori fondi potremo ultimare le ristrutturazioni. Siamo molto ottimisti, nonostante le difficoltà: abbiamo il dovere di lasciare una Caldarola in perfette condizioni per i nostri giovani”.

Nell’ambito del PNRR e dei progetti legati al Pil, il Comune di Caldarola ha fatto sapere di essersi aggiudicato fondi per un totale di circa due milioni di euro che verranno utilizzati per il rifacimento dei manti stradali nel territorio comunale, per l’efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica, per la costruzione di un parcheggio da dedicare al centro storico e per il rifacimento della pavimentazione e dei sottoservizi di Pievefavera e Vestignano. Oltre a questo sarà perfezionato l’acquisto dell’area ex Spitfire, da destinare a fini turistici.

l.c.
Trentacinque milioni di euro, frutto del risparmio della Camera dei deputati, da destinare al cratere sisma 2016. La commissione Bilancio di Montecitorio ha infatti approvato un emendamento al decreto PNRR: l’avanzo cumulato nel 2021 sarà reinvestito per le popolazioni colpite dal terremoto. L’Onorevole Simone Baldelli, vice presidente dei deputati di Forza Italia e primo firmatario dell’emendamento parla di una “pagina di buona politica, che fa seguito a un provvedimento varato ormai ogni anno dal sisma in avanti – spiega l’Onorevole –. Dal 2016 ad oggi, per le popolazioni che hanno sofferto le conseguenze del terremoto, sono stati stanziati oltre 380 milioni di euro. Non solo: l’emendamento prevede una parte che permetterà al Commissario Giovanni Legnini di utilizzare questi fondi con maggiore semplicità. Ci auguriamo che queste somme vengano spese presto e bene in favore delle persone che vivono nel cratere”.

Il Commissario Legnini, intanto, ha manifestato soddisfazione e ha ringraziato Montecitorio per lo stanziamento. Lo ha sottolineato ancora l’On. Baldelli: “Il Commissario ci ha ringraziato, come ha sempre fatto negli ultimi anni. La Camera dei deputati ha sempre mostrato attenzione al tema del sisma e ai terremotati: riducendo il più possibile i costi, da Montecitorio è stata restituita una cifra davvero importante. Iniziative legislative e finanziare che possono contribuire a un ritorno alla normalità. Da eletti nella zona del terremoto – conclude Baldelli – è nostro preciso dovere impegnarci nel tenere alta l’attenzione sul Centro Italia”.

l.c.
Stanno iniziando i lavori di bonifica, recupero e ricostruzione del cimitero di Ussita. Danneggiato dal sisma di cinque anni fa, ora necessita di diversi interventi di messa in sicurezza e di restauro.

La prima fase, come ha spiegato la sindaca Silvia Bernardini, sarà la più delicata: “Nei primi mesi di lavoro dovremo occuparci della bonifica del sito: questo significa che dovremo smaltire le macerie delle parti crollate e recuperare le bare che erano inumate in quell’area. Una volta che saremo riusciti a farlo – spiega la prima cittadina –, dovremo identificarle e trovare loro una nuova e dignitosa sistemazione, che potrebbe essere quella dei nuovi loculi che abbiamo costruito. È una soluzione provvisoria, ma certamente di grande solidità e soprattutto capace di garantire sicurezza ai visitatori e dignità ai defunti. È un’operazione molto complicata, visto che ogni bara andrà identificata e andranno soprattutto rintracciati i parenti del defunto per capire con quale sistemazione definitiva procedere. I problemi sorgerebbero qualora questa operazione dovesse essere impossibile: in questo caso potremmo pensare a una cappella comune che raccolga i resti delle persone che erano inumate nelle parti crollate”.

Una volta terminata questa fase, si potrà procedere con la vera e propria ricostruzione. La sindaca ha concluso: “A bonifica ultimata inizieremo la ricostruzione. La prima fase sarà dedicata alla messa in sicurezza dei versanti del ‘promontorio’ che ospita il cimitero, poi potremo passare al restauro vero e proprio. La speranza è quella di poter permettere le visite ai propri defunti nel minor tempo possibile, già al termine della bonifica del sito, visto che la soluzione temporanea che abbiamo predisposto è assolutamente sicura”.

l.c.
"Che tipo di ricostruzione vogliamo fare? Dove vogliamo andare? Vogliamo fare solo una ricostruzione strutturale, o vogliamo ricostruire il terrritorio nella sua interezza?" Questi gli interrogativi che hanno introdotto l'intervento di Mons. Francesco Massara a conclusione del convegno nazionale Anci di ieri a Camerino, occasione di un bilancio tra i 130 sindaci del cratere sulle cose che funzionano e sugli ostacoli che ancora si frappongono alla partenza spedita della ricostruzione.

"Non basta ricostruire solo le case - è tornato a ripetere l'Arcivescovo Massara -. Se la ricostruzione strutturale non viene accompagnata da un sostegno alle attività produttive e da una ricostruzione del tessuto sociale rischiamo di vederne il fallimento. Avremo solo case e chiese vuote che nessuno vivrà. E questi aspetti debbono pertanto essere portati avanti insieme - ha sollecitato -, altrimenti rischiamo di curare un unico aspetto della ricostruzione e questo territorio intanto rischia di morire. La verità è che ogni giorno la nostra gente non ne può più. Non ne può più di aspettare. Il Commissario Legnini ci ha dato sicuramente gli strumenti per poter vedere finalmente la ricostruzione ma io - ha evidenziato Massara - credo che sia già ingolfata in partenza. Il Commissario più di fornirci tutte le ordinanze che vogliamo, altro non può fare, ma poi ci ritroviamo a fare i conti con i progettisti che non fanno i progetti, la Sovrintendenza che non ci dà le risposte, l'USR sommerso di pratiche, le ditte che non si trovano, il caro prezzi dei materiali e le macerie che non si sa dove portare. Ed è così che tutta una serie di problematiche e tutte le ordinanze che il Commissario ha fatto finiscono nel collo di un imbuto". 

Parole realistiche quelle del presule, quotidianamente a contatto con i tanti Comuni dell'arcidiocesi e con una moltitudine di persone alle prese con una situazione di sofferenza che si protrae purtoppo da 5 anni. Da qui la proposta di una cabina di regia che coordini il tutto, perchè "procedere per risoluzione di problemi di settore, non approderebbe ai risultati sperati. Risolveremmo altrimenti un solo problema, ingolfandoci su tutto il resto e non riuscendo a dare quelle risposte che ognuno di noi deve dare, perchè la storia la facciamo noi tutti insieme".

Incisiva la chiusura, nel puntualizzare che "la prima ricostruzione è quella sociale - ha detto Massara -. I dati assolutamente negativi di 24 suicidi in 4 anni e dell'aumento esponenziale nel consumo di farmaci ansiolitici parlano da soli. Ognuno di noi è responsabile anche del nostro futuro. Questo non è un territorio spettrale ma i nostri ragazzi hanno necessità di vedere riconosciuto il diritto ad avere una prospettiva in queste zone. Ai sindaci, che ringrazio per il loro lavoro prezioso, insieme alle infrastrutture e ai servizi, chiedo di fare dei centri di aggregazione perchè i nostri ragazzi hanno bisogno di punti d'incontro. La ricostruzione la facciamo ricostruendo la persona".

Carla Campetella
Da oggi alle 18 sarà operativo lo sportello promosso da Cittadinanzattiva dedicato ai cittadini colpiti dal terremoto del 2016. Li si potranno ricevere informazioni ed assistenza sui procedimenti e le normative in tema di ricostruzione, oppure per segnalare disservizi e trovare strumenti utili per la loro risoluzione.
Lo sportello fa parte delle attività previste dal progetto “Si. Parte - PercorSI di PARTEcipazione comunitaria per la ricostruzione”, promosso nell'ambito dell’Accordo quadro di partenariato siglato tra Cittadinanzattiva, il Commissario Straordinario per la Ricostruzione post sisma 2016 e ActionAid Italia.
I cittadini possono contattare lo sportello allo 06 36718005, nei giorni di martedì e giovedì dalle 14:30 alle 17:30, oppure per email scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Gli operatori forniranno informazioni e consulenza, nonché gli eventuali moduli utili, in ambiti quali: le agevolazioni tariffarie sulle utenze di luce, gas e acqua per le abitazioni inagibili; il sisma bonus/ecobonus; le agevolazioni tariffarie sulle utenze domestiche per gli immobili inagibili e per le Sae, le Soluzioni abitative di emergenza; la ricostruzione privata; l'ordinanza 100/2020 attuazione dell'art.12 bis del decreto legge 189/2016; rimborso CAS; le scuole inagibili; la ricostruzione scuole frequenza lezioni studenti nei containers; fatture energia, telecomunicazioni; le case inagibili.
“Siamo lieti di collaborare con il Commissario Straordinario alla Ricostruzione 2016 - dice Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva - per portare un contributo concreto ai cittadini che ancora oggi patiscono gli effetti dei drammatici eventi avvenuti ormai cinque anni fa. Nonostante il percorso di ricostruzione sia finalmente ben avviato, molto resta ancora da fare.
Anche le indicazioni che emergono dalle risposte dei cittadini alla nostra survey, segnalano diversi elementi di disagio che necessitano di interventi concreti. Per questo, attiviamo uno Sportello di Tutela per i cittadini, con l'intento di fornire uno strumento utile a sostenere la Struttura commissariale nel lavoro in atto ed essere sempre più vicini ai bisogni dei cittadini, che faticosamente stanno tentando di riappropriarsi delle proprie vite."
Secondo i dati forniti dopo uno studio di Cittadinanzattiva negli scorsi mesi e che ha coinvolto le popolazioni colpite di Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, sono ancora numerose le informazioni carenti e i problemi quotidiani. Più di uno su tre non conosce le semplificazioni previste per la ricostruzione privata; il 33% circa non è a conoscenza della proroga della sospensione delle rate dei finanziamenti e dei mutui; il 24% circa non è informato sulle agevolazioni per le utenze del servizio elettrico, gas ed idrico per tutto il 2021. Inoltre, quasi il 40% dichiara che il servizio internet è assente o funziona a singhiozzo nella propria zona.
La maggior parte dei cittadini evidenzia disagi dovuti alla mancata ricezione del contributo per la ricostruzione privata (circa l’80%). Diversi utenti rispondono che non sono previsti interventi di efficientamento nel proprio immobile (27%) o non ne sono a conoscenza. Laddove previsti, c'è un ritardo, non sono ancora realizzati (94%).
Il 64% lamenta un peggioramento dell'offerta di servizi sanitari in seguito al sisma. Si evidenziano in particolare disagi dovuti alla chiusura di strutture sanitarie ed ospedali, servizi sanitari territoriali (51%), all'assenza di pass sanitari nella propria zona e al disagio di doversi recare lontano (67%). Liste di attesa lunghe per oltre il 34%.


gg
Il mancato smaltimento delle macerie, il cumulo dei progetti, la difficoltà di reperimento di manodopera e di alloggi per le maestranze. Sono queste le problematiche legate alla ricostruzione che l’Arcivescovo Francesco Massara ha presentato all’incontro con Confindustria, ANCE Marche, il Commissario Straordinario Giovanni Legnini e i vertici regionali. L’impegno è quello di costituire quanto prima una cabina di regia per affrontare in sinergia le problematiche economiche e sociali legate al post sisma 2016.

“Sono questioni che non possono essere affrontate singolarmente – afferma l’Arcivescovo –. I problemi delle imprese, il caro prezzi sui materiali edili, lo smaltimento delle macerie: solo una cabina di regia dedicata può attivare i giusti collegamenti e creare un coordinamento tra le diverse istituzioni e i soggetti che si occupano della ricostruzione. Bisogna essere consapevoli che già in questo momento i lavori sono fortemente rallentati: andando avanti di questo passo vedremo soltanto piccoli cantieri, non la vera ricostruzione di cui abbiamo bisogno. Le posizioni dei presenti – continua Massara – sono state unanimi. Ora bisogna individuare al più presto le professionalità che comporranno questa cabina: è necessario, altrimenti i diversi ambiti del problema continueranno a essere affrontati settorialmente, senza visione di insieme”.

La chiusura dell’Arcivescovo Massara è sui risvolti sociali della ricostruzione: “La gente è sfinita da cinque anni di difficoltà. Non si può prescindere da una netta accelerazione della ricostruzione: ne va del futuro dell’entroterra”.

l.c.
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