Giulio Pellizzari in Maglia Bianca alla Vuelta a Espana. Il giovane ciclista camerte in forze alla RedBull Bora Hansgrohe ha conquistato il primato provvisorio della classifica giovani dopo la tappa di ieri con arrivo ad Andorra. Ripartirà oggi con la caratteristica maglia riservata al primo degli under 25. Per Giulio anche la top ten provvisoria in classifica generale - al momento è decimo.
Uno sviluppo particolare quello della frazione di ieri. Si trattava del primo arrivo “duro” di un Giro di Spagna brutale sotto il profilo altimetrico. La Visma Lease a Bike, squadra del favorito d’obbligo Jonas Vingegaard, ha lasciato arrivare la fuga controllando gli uomini di classifica. La Maglia Rossa di leader della generale è così finita sulle spalle del norvegese Traen. A Jay Vine la vittoria di tappa. A due minuti e 33 secondi in classifica i big, a cominciare proprio da Vingegaard. Giulio paga al momento 20 secondi dal fenomeno danese. Per Pellizzari, comunque, compiti di gregariato anche in questa sua seconda esperienza in un gran tour, dopo l’ottimo Giro d’Italia del maggio scorso chiuso al sesto posto della generale.
(foto Instagram)
l.c.
Uno sviluppo particolare quello della frazione di ieri. Si trattava del primo arrivo “duro” di un Giro di Spagna brutale sotto il profilo altimetrico. La Visma Lease a Bike, squadra del favorito d’obbligo Jonas Vingegaard, ha lasciato arrivare la fuga controllando gli uomini di classifica. La Maglia Rossa di leader della generale è così finita sulle spalle del norvegese Traen. A Jay Vine la vittoria di tappa. A due minuti e 33 secondi in classifica i big, a cominciare proprio da Vingegaard. Giulio paga al momento 20 secondi dal fenomeno danese. Per Pellizzari, comunque, compiti di gregariato anche in questa sua seconda esperienza in un gran tour, dopo l’ottimo Giro d’Italia del maggio scorso chiuso al sesto posto della generale.
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Oltre 200 giovani atleti, provenienti da tutta Italia e dall’estero, si ritroveranno a Sarnano dal 15 giugno al 5 luglio 2025 per il MakkeCamp, il prestigioso camp estivo di pallavolo che porta ai piedi dei Sibillini sport di alto livello, formazione d’eccellenza e promozione turistica.
Presentato ufficialmente al Gran Caffè Italia di Sarnano, il MakkeCamp prevede tre settimane di attività intensive con allenatori di primo piano e ospiti celebri del panorama pallavolistico. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Doppio Piu con il sostegno del Comune di Sarnano. Tra i nomi di spicco ci sono Angelo Lorenzetti (allenatore della Sir Safety Perugia), Giampaolo Medei (tecnico Lube Volley Civitanova), Marco Gaspari, Giuseppe Bosetti e Franca Bardelli alla direzione tecnica, e ancora Osmany Juantorena, Cristina Chirichella, le sorelle Bosetti, il libero Massimo Colaci e il regista argentino Luciano De Cecco.
Durante la conferenza stampa di lancio, il sindaco Fabio Fantegrossi ha sottolineato l’importanza strategica dell’evento: «Il MakkeCamp dà valore al nostro territorio, accogliendo sportivi da ogni parte d’Europa. È un’opportunità per far conoscere Sarnano come destinazione di turismo sportivo e culturale». L’assessore al Turismo Giorgio Eleuteri ha aggiunto: «Questa scelta certifica la qualità della nostra offerta. Le ricadute economiche per le strutture ricettive e il tessuto locale saranno significative».
L’organizzazione logistica è stata studiata nei dettagli: i ragazzi alloggeranno tra l’Hotel Terme e l’Hotel Brunforte, con pasti curati dallo chef del ristorante La Marchigiana. Accanto alla pallavolo, il camp offrirà momenti di socializzazione, attività outdoor, serate aperte alla cittadinanza e una cena gastronomica sotto le stelle in collaborazione con Monterotti e i ristoratori locali. «Siamo quasi al completo, ma restano ancora pochi posti disponibili - ha spiegato Matteo Carancini, referente organizzativo -. È motivo di grande orgoglio vedere tanti ragazzi scegliere Sarnano per crescere nello sport e nella vita».
Presentato ufficialmente al Gran Caffè Italia di Sarnano, il MakkeCamp prevede tre settimane di attività intensive con allenatori di primo piano e ospiti celebri del panorama pallavolistico. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Doppio Piu con il sostegno del Comune di Sarnano. Tra i nomi di spicco ci sono Angelo Lorenzetti (allenatore della Sir Safety Perugia), Giampaolo Medei (tecnico Lube Volley Civitanova), Marco Gaspari, Giuseppe Bosetti e Franca Bardelli alla direzione tecnica, e ancora Osmany Juantorena, Cristina Chirichella, le sorelle Bosetti, il libero Massimo Colaci e il regista argentino Luciano De Cecco.
Durante la conferenza stampa di lancio, il sindaco Fabio Fantegrossi ha sottolineato l’importanza strategica dell’evento: «Il MakkeCamp dà valore al nostro territorio, accogliendo sportivi da ogni parte d’Europa. È un’opportunità per far conoscere Sarnano come destinazione di turismo sportivo e culturale». L’assessore al Turismo Giorgio Eleuteri ha aggiunto: «Questa scelta certifica la qualità della nostra offerta. Le ricadute economiche per le strutture ricettive e il tessuto locale saranno significative».
L’organizzazione logistica è stata studiata nei dettagli: i ragazzi alloggeranno tra l’Hotel Terme e l’Hotel Brunforte, con pasti curati dallo chef del ristorante La Marchigiana. Accanto alla pallavolo, il camp offrirà momenti di socializzazione, attività outdoor, serate aperte alla cittadinanza e una cena gastronomica sotto le stelle in collaborazione con Monterotti e i ristoratori locali. «Siamo quasi al completo, ma restano ancora pochi posti disponibili - ha spiegato Matteo Carancini, referente organizzativo -. È motivo di grande orgoglio vedere tanti ragazzi scegliere Sarnano per crescere nello sport e nella vita».
«Diamogli due o tre anni e lo vedremo davanti in molte tappe». Parola di Davide Cassani, e se lo dice lui c’è da crederci. Il soggetto della citazione è Giulio Pellizzari, immenso nella sedicesima tappa del Giro d’Italia, quella da Livigno a Santa Cristina di Val Gardena, chiusa al secondo posto. Non fosse stato per il nuovo "Cannibale" del ciclismo mondiale, Tadej Pogacar, staremmo parlando di una grandissima impresa coronata dalla vittoria. Resta comunque un capolavoro quello di Giulio, al primo gran tour in carriera ma con lo spirito e la sfrontatezza dei grandi.
Partito con il piccolo grande sogno di vincere una tappa, non c’è riuscito per questione di secondi. Pellizzari ha comunque dimostrato che il suo posto è lì, tra i migliori scalatori del mondo. Lo ha fatto vedere sia nel giorno della prima tappa a Venaria Reale, dove è stato uno degli ultimi a perdere le ruote di Pogacar sulla salita di Superga, lo ha fatto vedere anche martedì, nel giorno della sua consacrazione tra le stelle del Giro. Ma lo ha dimostrato anche nella reazione alle difficoltà che lo hanno accompagnato nel corso della seconda settimana di corsa. Si dice infatti che le variabili di un grande giro, una gara lunga 21 giorni, siano moltissime e le insidie impronosticabili. Giulio ha saputo gestirle, consapevole che il suo momento potesse arrivare nella terza settimana, quella in cui i grandi scalatori si esaltano. Ed effettivamente è andata così. Domenica scorsa ha attaccato, martedì ha fatto lo stesso. Una condotta di gara e una tempra che gli hanno fatto guadagnare la stima e il rispetto dei colleghi e degli addetti ai lavori.
Pogacar, dominatore assoluto della corsa con cinque successi parziali e sette minuti di vantaggio sul primo inseguitore, ha staccato il giovane alfiere della VF Group-Bardiani CSF-Faizané solamente negli ultimi settecento metri. Prima Giulio era stato tra i promotori di una fuga che sembrava destinata a poter arrivare al traguardo, insieme a Scaroni - unico ad anticiparlo sulla cima del Mortirolo domenica scorsa -, Costiou e l’ex campione del mondo Alaphilippe. A due chilometri dall’arrivo Giulio ha trovato le forze per staccare i compagni di fuga e provare a involarsi verso il traguardo. Solo Pogacar poteva riprenderlo, e così è stato.
Il galateo dei corridori a volte spinge - lo ha sottolineato anche il giornalista Beppe Conti nel corso del Processo alla tappa di Rai 2 - gli uomini di classifica ad “accontentarsi” della seconda piazza nel caso di arrivo insieme a un corridore fuori dalla lotta per la maglia di leader. Peccato che Giulio non sia riuscito a tenere la ruota del campione sloveno. Pogacar, infatti, al traguardo, si è quasi scusato per avergli negato il sogno di una vittoria all’esordio in un grande giro. Premio di consolazione? Il simbolo del primato, la Maglia Rosa che - come di solito fanno i calciatori - Pogacar si è sfilato e ha voluto regalare a Pellizzari. Un siparietto suggestivo ed emozionante, ma c’è da scommettere che tra non molto Giulio potrà vestirla da solo quella maglia, senza dover contare sui regali di nessuno.
l.c.
Partito con il piccolo grande sogno di vincere una tappa, non c’è riuscito per questione di secondi. Pellizzari ha comunque dimostrato che il suo posto è lì, tra i migliori scalatori del mondo. Lo ha fatto vedere sia nel giorno della prima tappa a Venaria Reale, dove è stato uno degli ultimi a perdere le ruote di Pogacar sulla salita di Superga, lo ha fatto vedere anche martedì, nel giorno della sua consacrazione tra le stelle del Giro. Ma lo ha dimostrato anche nella reazione alle difficoltà che lo hanno accompagnato nel corso della seconda settimana di corsa. Si dice infatti che le variabili di un grande giro, una gara lunga 21 giorni, siano moltissime e le insidie impronosticabili. Giulio ha saputo gestirle, consapevole che il suo momento potesse arrivare nella terza settimana, quella in cui i grandi scalatori si esaltano. Ed effettivamente è andata così. Domenica scorsa ha attaccato, martedì ha fatto lo stesso. Una condotta di gara e una tempra che gli hanno fatto guadagnare la stima e il rispetto dei colleghi e degli addetti ai lavori.
Pogacar, dominatore assoluto della corsa con cinque successi parziali e sette minuti di vantaggio sul primo inseguitore, ha staccato il giovane alfiere della VF Group-Bardiani CSF-Faizané solamente negli ultimi settecento metri. Prima Giulio era stato tra i promotori di una fuga che sembrava destinata a poter arrivare al traguardo, insieme a Scaroni - unico ad anticiparlo sulla cima del Mortirolo domenica scorsa -, Costiou e l’ex campione del mondo Alaphilippe. A due chilometri dall’arrivo Giulio ha trovato le forze per staccare i compagni di fuga e provare a involarsi verso il traguardo. Solo Pogacar poteva riprenderlo, e così è stato.
Il galateo dei corridori a volte spinge - lo ha sottolineato anche il giornalista Beppe Conti nel corso del Processo alla tappa di Rai 2 - gli uomini di classifica ad “accontentarsi” della seconda piazza nel caso di arrivo insieme a un corridore fuori dalla lotta per la maglia di leader. Peccato che Giulio non sia riuscito a tenere la ruota del campione sloveno. Pogacar, infatti, al traguardo, si è quasi scusato per avergli negato il sogno di una vittoria all’esordio in un grande giro. Premio di consolazione? Il simbolo del primato, la Maglia Rosa che - come di solito fanno i calciatori - Pogacar si è sfilato e ha voluto regalare a Pellizzari. Un siparietto suggestivo ed emozionante, ma c’è da scommettere che tra non molto Giulio potrà vestirla da solo quella maglia, senza dover contare sui regali di nessuno.
l.c.
Giulio Pellizzari al Giro d'Italia, domani la partenza. Camerino lo spinge e sogna con lui
03 Mag 2024
Al via domani l’edizione numero 107 del Giro d’Italia. Ci sarà anche un po’ di Camerino nella carovana della Corsa Rosa. Alla partenza piemontese di Venaria Reale, infatti, anche Giulio Pellizzari. L’alfiere della VF Group - Bardiani Csf - Faizanè, classe 2003, è il più giovane dei ciclisti in gara. A fargli da chioccia sarà invece il più anziano dei corridori che attaccheranno il numero sulla schiena, Domenico Pozzovivo.
Pellizzari ha chiuso in crescendo di condizione il Tour of the Alps nei giorni scorsi, conquistando anche un secondo posto di tappa. Nei mesi scorsi ha anche confidato il sogno per questa sua prima partecipazione al Giro: azzeccare la fuga giusta e per provare a giocarsi una vittoria di tappa. Ambizioni importanti per uno dei profili su cui il ciclismo italiano ripone maggiormente le sue speranze. Grande incognita, ovviamente, la tenuta in una corsa lunga tre settimane, in cui le capacità di resistenza e recupero la fanno da padrone.
Dalla parte di Pellizzari ci sarà sicuramente la sfrontatezza della giovane età e la voglia di misurarsi con alcuni dei migliori ciclisti del mondo. Tra i partenti spiccano infatti i nomi di Tadej Pogacar, già vincitore di due Tour de France e di sei Classiche Monumento, anche lui all’esordio al Giro. Ma anche Geraint Thomas, inglese, secondo l’anno scorso. Da tenere d’occhio anche Julian Alaphilippe, due volte campione del mondo, alla prima partecipazione alla Corsa Rosa. Tutti nomi di assoluto prestigio, chiamati a impreziosire la carovana che attraverserà lo Stivale.
Una curiosità: è dal 2021 che un italiano non veste la Maglia Rosa. L’ultimo a indossarla è stato Alessandro De Marchi, che la cedette ad Attila Valter al termine della sesta tappa. Il Giro partì quel giorno dalle Grotte di Frasassi per arrivare ad Ascoli Piceno. Nel mezzo il passaggio a Camerino. Chissà se, per uno strano scherzo del destino, il simbolo del primato non scelga proprio il camerinese Giulio per tornare a far sorridere i tifosi italiani.
l.c.
Pellizzari ha chiuso in crescendo di condizione il Tour of the Alps nei giorni scorsi, conquistando anche un secondo posto di tappa. Nei mesi scorsi ha anche confidato il sogno per questa sua prima partecipazione al Giro: azzeccare la fuga giusta e per provare a giocarsi una vittoria di tappa. Ambizioni importanti per uno dei profili su cui il ciclismo italiano ripone maggiormente le sue speranze. Grande incognita, ovviamente, la tenuta in una corsa lunga tre settimane, in cui le capacità di resistenza e recupero la fanno da padrone.
Dalla parte di Pellizzari ci sarà sicuramente la sfrontatezza della giovane età e la voglia di misurarsi con alcuni dei migliori ciclisti del mondo. Tra i partenti spiccano infatti i nomi di Tadej Pogacar, già vincitore di due Tour de France e di sei Classiche Monumento, anche lui all’esordio al Giro. Ma anche Geraint Thomas, inglese, secondo l’anno scorso. Da tenere d’occhio anche Julian Alaphilippe, due volte campione del mondo, alla prima partecipazione alla Corsa Rosa. Tutti nomi di assoluto prestigio, chiamati a impreziosire la carovana che attraverserà lo Stivale.
Una curiosità: è dal 2021 che un italiano non veste la Maglia Rosa. L’ultimo a indossarla è stato Alessandro De Marchi, che la cedette ad Attila Valter al termine della sesta tappa. Il Giro partì quel giorno dalle Grotte di Frasassi per arrivare ad Ascoli Piceno. Nel mezzo il passaggio a Camerino. Chissà se, per uno strano scherzo del destino, il simbolo del primato non scelga proprio il camerinese Giulio per tornare a far sorridere i tifosi italiani.
l.c.
Pugno di ferro contro la violenza nel mondo del calcio. È la linea dura adottata dalla Questura di Macerata dopo gli scontri tra ultras in occasione di Maceratese-Osimana. Diciassette Daspo emessi nei confronti dei responsabili dei tafferugli nel capoluogo. Un numero che potrebbe anche aumentare, visto che la Questura ha fatto sapere come le indagini siano ancora in corso.
Il pomeriggio dello scorso 10 dicembre la partita si era guadagnata i titoli di giornale non soltanto per quanto successo in campo (zero a zero il risultato finale, ndr), ma anche e soprattutto per il contorno. Gli scontri tra le falangi più agguerrite dei sostenitori – a dire il vero previsti dalle forze dell’ordine, visti i rapporti di tensione tra le due tifoserie –, avevano infatti causato seri danni ad auto di servizio, ai cancelli dello stadio, alle strutture divisorie e alla segnaletica stradale. Non solo: addirittura due agenti della Questura erano rimasti feriti nel corso del loro servizio d’ordine.
Le indagini sono partite immediatamente. Se ne è occupata la Digos della Questura, supportata dalla Polizia Scientifica e dal Commissariato di Osimo, oltre che dai Carabinieri di Tolentino. Le forze dell’ordine sono così riuscite a identificare 17 soggetti di entrambe le fazioni, ritenuti responsabili a vario titolo degli eventi. A loro sono contestati i reati di lesioni, violenza, resistenza a pubblico ufficiale, lancio di oggetti e danneggiamento.
Con la segnalazione all’autorità giudiziaria è partito anche l’iter amministrativo: la divisione anticrimine della Questura ha emesso 17 provvedimenti di Daspo, nove nei confronti di tifosi osimani, sei a carico di maceratesi e due rivolti a tifosi residenti a Tolentino, legati all’Osimana in virtù di un gemellaggio tra le due tifoserie. I provvedimenti prevedono il divieto di accesso alle manifestazioni sportive e ai luoghi limitrofi a dove vengono ospitate. Diversa la gravità della sanzione, che dipende dai reati contestati a ciascun soggetto. Si parla di divieti che variano dai tre anni ai dieci con l’obbligo di firma. Per i tifosi colpiti dal Daspo con obbligo di firma, gli atti sono al momento in Tribunale per la convalida e riguardano i sei tifosi maceratesi e due della fazione osimana.
Il pomeriggio dello scorso 10 dicembre la partita si era guadagnata i titoli di giornale non soltanto per quanto successo in campo (zero a zero il risultato finale, ndr), ma anche e soprattutto per il contorno. Gli scontri tra le falangi più agguerrite dei sostenitori – a dire il vero previsti dalle forze dell’ordine, visti i rapporti di tensione tra le due tifoserie –, avevano infatti causato seri danni ad auto di servizio, ai cancelli dello stadio, alle strutture divisorie e alla segnaletica stradale. Non solo: addirittura due agenti della Questura erano rimasti feriti nel corso del loro servizio d’ordine.
Le indagini sono partite immediatamente. Se ne è occupata la Digos della Questura, supportata dalla Polizia Scientifica e dal Commissariato di Osimo, oltre che dai Carabinieri di Tolentino. Le forze dell’ordine sono così riuscite a identificare 17 soggetti di entrambe le fazioni, ritenuti responsabili a vario titolo degli eventi. A loro sono contestati i reati di lesioni, violenza, resistenza a pubblico ufficiale, lancio di oggetti e danneggiamento.
Con la segnalazione all’autorità giudiziaria è partito anche l’iter amministrativo: la divisione anticrimine della Questura ha emesso 17 provvedimenti di Daspo, nove nei confronti di tifosi osimani, sei a carico di maceratesi e due rivolti a tifosi residenti a Tolentino, legati all’Osimana in virtù di un gemellaggio tra le due tifoserie. I provvedimenti prevedono il divieto di accesso alle manifestazioni sportive e ai luoghi limitrofi a dove vengono ospitate. Diversa la gravità della sanzione, che dipende dai reati contestati a ciascun soggetto. Si parla di divieti che variano dai tre anni ai dieci con l’obbligo di firma. Per i tifosi colpiti dal Daspo con obbligo di firma, gli atti sono al momento in Tribunale per la convalida e riguardano i sei tifosi maceratesi e due della fazione osimana.
Quale modo migliore per “coccolare” un talento fatto in casa? Domenica prossima 3 dicembre gli amici e i familiari di Giulio Pellizzari, ciclista professionista in forze alla Green Project - Bardiani - CSF e nativo di Camerino, hanno organizzato un pranzo all’Etoile di Camerino per celebrare l’ottima stagione 2023 e augurare a Giulio il meglio in vista del prossimo anno. Un 2024 in cui Pellizzari sarà chiamato a dar seguito alle grandi sensazioni che lo hanno accompagnato nei mesi scorsi, in cui ha conquistato anche il secondo posto al Tour de l’Avenir insieme al successo parziale nella tappa “regina”.
Per l’occasione, insieme alle immagini più significative, verranno proiettati i filmati delle gare del giovane ciclista professionista. Ne ha parlato Francesco Jajani, presidente dell’Avis Frecce Azzurre di Camerino. La società camerte, insieme ad altre, ha contribuito a lanciarlo tra i “pro”. «Un’iniziativa pensata dalla famiglia - spiega Jajani -, ma che non abbiamo mancato di appoggiare. Condividiamo i valori della famiglia di Giulio, visto che Achille Pellizzari (il papà di Giulio, ndr) è uno dei nostri tesserati. Non appena ci hanno chiesto una mano ci siamo immediatamente messi in moto per organizzare la serata all’Etoile. Lo scopo è quello di festeggiare l’ottima annata che Giulio ha avuto sotto il profilo sportivo. Ci tenevamo a fargli arrivare tutto il nostro appoggio e supporto, come squadra ciclistica ma anche e soprattutto come concittadini. Giulio è un orgoglio e un vanto per la nostra città e noi sentiamo anche la responsabilità di proteggerlo in un mondo così complicato come quello del ciclismo professionistico. Un ragazzo giovane come lui, nel suo percorso di crescita, potrebbe anche incontrare degli ostacoli. Ci teniamo a fargli sapere che tutta Camerino lo sostiene e lo spinge verso i suoi sogni e, intanto, è al suo fianco per festeggiare quello che è riuscito ad ottenere finora».
Per l’occasione, insieme alle immagini più significative, verranno proiettati i filmati delle gare del giovane ciclista professionista. Ne ha parlato Francesco Jajani, presidente dell’Avis Frecce Azzurre di Camerino. La società camerte, insieme ad altre, ha contribuito a lanciarlo tra i “pro”. «Un’iniziativa pensata dalla famiglia - spiega Jajani -, ma che non abbiamo mancato di appoggiare. Condividiamo i valori della famiglia di Giulio, visto che Achille Pellizzari (il papà di Giulio, ndr) è uno dei nostri tesserati. Non appena ci hanno chiesto una mano ci siamo immediatamente messi in moto per organizzare la serata all’Etoile. Lo scopo è quello di festeggiare l’ottima annata che Giulio ha avuto sotto il profilo sportivo. Ci tenevamo a fargli arrivare tutto il nostro appoggio e supporto, come squadra ciclistica ma anche e soprattutto come concittadini. Giulio è un orgoglio e un vanto per la nostra città e noi sentiamo anche la responsabilità di proteggerlo in un mondo così complicato come quello del ciclismo professionistico. Un ragazzo giovane come lui, nel suo percorso di crescita, potrebbe anche incontrare degli ostacoli. Ci teniamo a fargli sapere che tutta Camerino lo sostiene e lo spinge verso i suoi sogni e, intanto, è al suo fianco per festeggiare quello che è riuscito ad ottenere finora».
Quasi un anno zero quello alle porte per la Castelraimondo Basket. La stagione che partirà a settembre porterà con sé tante novità e molti volti nuovi, con l’obiettivo di rilanciare la società strizzando l’occhio alle nuove generazioni. Sarà massiccio, infatti, l’impegno che il nuovo direttivo riserverà al suo settore giovanile. Da qui le fondamenta per arrivare, tra qualche anno, a competere nuovamente anche con una prima squadra.
Spazio ai giovani e ai giovanissimi dunque. Il nuovo direttivo della società, guidato dal presidente Giovanni Pediconi, è composto da ben quattordici membri. Un numero importante, a testimonianza di come il nuovo corso sia particolarmente sentito e partecipato. «Si tratta per la maggiore di genitori che si sono avvicinati al basket insieme ai figli – spiega il direttore sportivo Simone Falsi –, e poi si sono appassionati. Nello scorso settembre queste persone hanno deciso di mettersi in gioco e hanno composto il nuovo direttivo della Castelraimondo Basket. Di fatto questo è quasi un “anno zero”, visto che per la prima volta avremo la possibilità di organizzare e programmare la stagione sin dai mesi estivi».
Un organigramma ben definito quello fuori dal campo, ma la società ha le idee chiare anche per quello che riguarda il percorso da intraprendere sul parquet. «Il nostro obiettivo è quello di rilanciare il nostro settore giovanile – continua Falsi –. Per farlo abbiamo deciso di concentrarci sui ragazzi e sulla loro formazione. Non solo: abbiamo deciso di investire in maniera importante anche nella formazione dei tecnici che poi seguiranno i nostri ragazzi in campo. Crediamo che solo in questo modo riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi».
Per quello che riguarda i ruoli sul campo sono già ufficiali alcune delle figure che andranno a comporre lo staff tecnico. A guidare la squadra dei più piccoli, quelli che si dedicano al minibasket, sarà Riccardo Carboni, con il duplice ruolo di responsabile e allenatore. Angelo Abbracciavento guiderà la formazione dell’Under 13, mentre Massimo Formentini allenerà l’Under 14. Non sono solo queste le categorie che vedranno comunque impegnato il sodalizio di Castelraimondo. Spazio anche per le formazioni dell’Under 17 e dell’Under 19. «Per quanto riguarda i più grandi – specifica ancora Falsi –, collaboreremo con la Vigor Matelica. La formazione dell’Under 17 ha una folta rappresentanza di giocatori che arrivano da Castelraimondo, mentre il contributo matelicese è più consistente tra gli Under 19. In ogni caso abbiamo deciso di stringere un legame con la società matelicese, in modo da ampliare l’offerta anche ai ragazzi più grandi. Per quanto riguarda i ruoli di allenatore di queste due formazioni, dobbiamo ancora definirli».
Già chiaro invece il ruolo di altre importanti figure dello staff. Edoardo Re si occuperà della preparazione atletica di tutti i gruppi di lavoro, mentre Roberto Tortolini (ex giocatore con un passato anche in Serie A e originario di Castelraimondo, ndr) si occuperà del lavoro individuale dei ragazzi, oltre a fornire un appoggio anche nelle questioni organizzative. In questo contesto sarà centrale la figura di Maurizio Marsigliani. Classe ’59, una vita spesa sul parquet dove, in veste di allenatore, ha saputo conquistare ben sette campionati. A lui andrà la responsabilità nella formazione e nell’aggiornamento degli allenatori, a testimoniare la duplice missione formativa del nuovo corso. «Una maggiore formazione dei tecnici ci permetterà di lavorare meglio e con più precisione con i ragazzi – conclude Falsi –. Nel giro di qualche anno speriamo di raccogliere i frutti del nostro lavoro. Nel frattempo stiamo già lavorando con i ragazzi in maniera individuale, mentre a settembre partiremo anche con la nostra opera di “reclutamento” nelle scuole, in modo da coinvolgere sempre più ragazzi e famiglie nel nostro mondo. Tutto questo non sarebbe possibile grazie al sostegno dell’amministrazione comunale, in particolare dell’assessorato allo sport nella figura dell’assessore Edoardo Bisbocci, e di tutti i nostri sponsor».
l.c.
Spazio ai giovani e ai giovanissimi dunque. Il nuovo direttivo della società, guidato dal presidente Giovanni Pediconi, è composto da ben quattordici membri. Un numero importante, a testimonianza di come il nuovo corso sia particolarmente sentito e partecipato. «Si tratta per la maggiore di genitori che si sono avvicinati al basket insieme ai figli – spiega il direttore sportivo Simone Falsi –, e poi si sono appassionati. Nello scorso settembre queste persone hanno deciso di mettersi in gioco e hanno composto il nuovo direttivo della Castelraimondo Basket. Di fatto questo è quasi un “anno zero”, visto che per la prima volta avremo la possibilità di organizzare e programmare la stagione sin dai mesi estivi».
Un organigramma ben definito quello fuori dal campo, ma la società ha le idee chiare anche per quello che riguarda il percorso da intraprendere sul parquet. «Il nostro obiettivo è quello di rilanciare il nostro settore giovanile – continua Falsi –. Per farlo abbiamo deciso di concentrarci sui ragazzi e sulla loro formazione. Non solo: abbiamo deciso di investire in maniera importante anche nella formazione dei tecnici che poi seguiranno i nostri ragazzi in campo. Crediamo che solo in questo modo riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi».
Per quello che riguarda i ruoli sul campo sono già ufficiali alcune delle figure che andranno a comporre lo staff tecnico. A guidare la squadra dei più piccoli, quelli che si dedicano al minibasket, sarà Riccardo Carboni, con il duplice ruolo di responsabile e allenatore. Angelo Abbracciavento guiderà la formazione dell’Under 13, mentre Massimo Formentini allenerà l’Under 14. Non sono solo queste le categorie che vedranno comunque impegnato il sodalizio di Castelraimondo. Spazio anche per le formazioni dell’Under 17 e dell’Under 19. «Per quanto riguarda i più grandi – specifica ancora Falsi –, collaboreremo con la Vigor Matelica. La formazione dell’Under 17 ha una folta rappresentanza di giocatori che arrivano da Castelraimondo, mentre il contributo matelicese è più consistente tra gli Under 19. In ogni caso abbiamo deciso di stringere un legame con la società matelicese, in modo da ampliare l’offerta anche ai ragazzi più grandi. Per quanto riguarda i ruoli di allenatore di queste due formazioni, dobbiamo ancora definirli».
Già chiaro invece il ruolo di altre importanti figure dello staff. Edoardo Re si occuperà della preparazione atletica di tutti i gruppi di lavoro, mentre Roberto Tortolini (ex giocatore con un passato anche in Serie A e originario di Castelraimondo, ndr) si occuperà del lavoro individuale dei ragazzi, oltre a fornire un appoggio anche nelle questioni organizzative. In questo contesto sarà centrale la figura di Maurizio Marsigliani. Classe ’59, una vita spesa sul parquet dove, in veste di allenatore, ha saputo conquistare ben sette campionati. A lui andrà la responsabilità nella formazione e nell’aggiornamento degli allenatori, a testimoniare la duplice missione formativa del nuovo corso. «Una maggiore formazione dei tecnici ci permetterà di lavorare meglio e con più precisione con i ragazzi – conclude Falsi –. Nel giro di qualche anno speriamo di raccogliere i frutti del nostro lavoro. Nel frattempo stiamo già lavorando con i ragazzi in maniera individuale, mentre a settembre partiremo anche con la nostra opera di “reclutamento” nelle scuole, in modo da coinvolgere sempre più ragazzi e famiglie nel nostro mondo. Tutto questo non sarebbe possibile grazie al sostegno dell’amministrazione comunale, in particolare dell’assessorato allo sport nella figura dell’assessore Edoardo Bisbocci, e di tutti i nostri sponsor».
l.c.
Treia, Capponi sulla demolizione delle scuole: "Salvaguardia per residenti e società sportive"
02 Dic 2021
Un incontro con i residenti delle case popolari da demolire per far posto alle nuove scuole. Il sindaco di Treia, Franco Capponi, è atteso dagli inquilini nel finesettimana per illustrare quelle che saranno le procedure di abbattimento e ricostruzione dell’area e, soprattutto, per metterli a conoscenza del futuro che li attende.
Le nuove scuole elementari della frazione di Passo di Treia andranno a prendere il posto dell’ex consorzio agrario, delle attuali scuole medie e del palazzetto comunale, anch’esso destinato al rifacimento. Nel programma delle demolizioni rientrano però anche due palazzine di edilizia popolare: destava preoccupazione il destino delle famiglie residenti, tanto che anche la minoranza di “Prima Treia” ha in programma delle interrogazioni per fare luce sulla questione. Il sindaco, intanto, fa sapere di essersi già attivato: “Tra la serata di venerdì e la giornata di sabato riceveremo le famiglie che abitano in quelle case – spiega Capponi –. Le soluzioni a questo problema sono già realtà: abbiamo due immobili disponibili, mentre per le famiglie che non beneficeranno di queste altre case popolari metteremo a disposizione alcuni degli appartamenti che abbiamo acquisito nel corso dell’emergenza sismica. Sono 26 e contiamo che nel corso dei prossimi due anni, con l’avanzare della ricostruzione, vadano mano a mano a liberarsi e a tornare disponibili per altri nuclei familiari”.
Capponi fuga ogni dubbio su possibili intoppi e rassicura anche sul futuro delle società sportive: un altro nodo da sciogliere, dal momento che il palazzetto dello sport verrà abbattuto e riedificato. “Nessuno vedrà a rischio la propria sopravvivenza – ha continuato il primo cittadino treiese –: le società sportive che usufruiscono del palazzetto potranno proseguire la loro attività nelle altre strutture del Comune. Nessuno verrà lasciato indietro. Per quello che riguarda i tempi – conclude Capponi –, dovremo attendere ancora l’Ordinanza commissariale, prevista entro la fine dell’anno. Vogliamo essere ottimisti: anche se è difficile sbilanciarsi vorremmo riuscire a partire prima della fine del 2022”.
l.c.
Le nuove scuole elementari della frazione di Passo di Treia andranno a prendere il posto dell’ex consorzio agrario, delle attuali scuole medie e del palazzetto comunale, anch’esso destinato al rifacimento. Nel programma delle demolizioni rientrano però anche due palazzine di edilizia popolare: destava preoccupazione il destino delle famiglie residenti, tanto che anche la minoranza di “Prima Treia” ha in programma delle interrogazioni per fare luce sulla questione. Il sindaco, intanto, fa sapere di essersi già attivato: “Tra la serata di venerdì e la giornata di sabato riceveremo le famiglie che abitano in quelle case – spiega Capponi –. Le soluzioni a questo problema sono già realtà: abbiamo due immobili disponibili, mentre per le famiglie che non beneficeranno di queste altre case popolari metteremo a disposizione alcuni degli appartamenti che abbiamo acquisito nel corso dell’emergenza sismica. Sono 26 e contiamo che nel corso dei prossimi due anni, con l’avanzare della ricostruzione, vadano mano a mano a liberarsi e a tornare disponibili per altri nuclei familiari”.
Capponi fuga ogni dubbio su possibili intoppi e rassicura anche sul futuro delle società sportive: un altro nodo da sciogliere, dal momento che il palazzetto dello sport verrà abbattuto e riedificato. “Nessuno vedrà a rischio la propria sopravvivenza – ha continuato il primo cittadino treiese –: le società sportive che usufruiscono del palazzetto potranno proseguire la loro attività nelle altre strutture del Comune. Nessuno verrà lasciato indietro. Per quello che riguarda i tempi – conclude Capponi –, dovremo attendere ancora l’Ordinanza commissariale, prevista entro la fine dell’anno. Vogliamo essere ottimisti: anche se è difficile sbilanciarsi vorremmo riuscire a partire prima della fine del 2022”.
l.c.
25mila euro per il campo da calcio di Ussita, Carancini: "La ricostruzione passa anche dallo sport"
11 Nov 2021
“Abbiamo dato voce alla richiesta di un territorio che vuole tornare a vivere”. Lo ha detto Romano Carancini, dopo l’interrogazione presentata al Consiglio regionale in merito agli impianti sportivi di Ussita. Arriveranno finanziamenti per circa 25mila euro per il campo sportivo del paese: Visso, che dopo il sisma del 2016 aveva perso il suo stadio, potrà quindi ripartire dal campo di Ussita nella prossima stagione sportiva. Un ritorno in campo dopo l'esodo che ha costretto la società calcistica a giocare tra Macerata, a Collevario, e Camerino, agli impianti universitari.
“La squadra è pronta ma senza un campo non potremo partecipare al campionato e il silenzio tornerà a regnare come sempre. Serve un’anima buona che ci aiuti”. Era stato questo l’appello che Bruno Galletti, ex giocatore e ora dirigente della società calcistica “Visso 1967” aveva lanciato un mese fa. Ora la risposta delle istituzioni. Carancini ha spiegato: “Il mondo dello sport ‘minore’ ha bisogno delle sue strutture. Il campo di Ussita ha bisogno di interventi per permettere al Visso di tornare a giocare. Raccogliendo l’invito di Galletti abbiamo ritenuto fosse giusto presentare all’amministrazione regionale la questione. Il presupposto fondamentale deve essere quello che vede il campo sportivo di Visso come sito per le SAE a seguito del terremoto. La società ha bisogno di una struttura e ha diritto di tornare a giocare. Siamo contenti che l’assessore Guido Castelli abbia colto il punto dell’interrogazione e che si sia impegnato a mettere sul piatto circa 25mila euro per la riqualificazione del campo di Ussita. Credo – ha concluso Carancini – che sia un piccolo ma importante segnale di vicinanza e di impegno nei confronti di un territorio che ha sofferto molto: la ricostruzione passa anche da qui”.
l.c.
“La squadra è pronta ma senza un campo non potremo partecipare al campionato e il silenzio tornerà a regnare come sempre. Serve un’anima buona che ci aiuti”. Era stato questo l’appello che Bruno Galletti, ex giocatore e ora dirigente della società calcistica “Visso 1967” aveva lanciato un mese fa. Ora la risposta delle istituzioni. Carancini ha spiegato: “Il mondo dello sport ‘minore’ ha bisogno delle sue strutture. Il campo di Ussita ha bisogno di interventi per permettere al Visso di tornare a giocare. Raccogliendo l’invito di Galletti abbiamo ritenuto fosse giusto presentare all’amministrazione regionale la questione. Il presupposto fondamentale deve essere quello che vede il campo sportivo di Visso come sito per le SAE a seguito del terremoto. La società ha bisogno di una struttura e ha diritto di tornare a giocare. Siamo contenti che l’assessore Guido Castelli abbia colto il punto dell’interrogazione e che si sia impegnato a mettere sul piatto circa 25mila euro per la riqualificazione del campo di Ussita. Credo – ha concluso Carancini – che sia un piccolo ma importante segnale di vicinanza e di impegno nei confronti di un territorio che ha sofferto molto: la ricostruzione passa anche da qui”.
l.c.
Sport a Treia, Buschittari: "Due anni di successi, speriamo che la Regione continui il progetto"
29 Set 2021
Le attività sportive come via per un ritorno alla normalità. Per questo è nato “Sport a Treia” che, dopo il successo del 2020, ha replicato le sue fortune anche in questo 2021. Un anno forse addirittura più duro a causa del Coronavirus. Scacchi, Nordic walking, Aikido. In presenza, ma anche in “smart”: durante il periodo delle zone a rosse, arancioni e gialle, infatti, tablet e smartphone hanno permesso ai cittadini di fare attività ricreativa anche all’interno delle proprie case.
Quasi mille persone, a partire dalla scorsa primavera, si sono impegnate a combattere la sedentarietà grazie alle giornate organizzate dal Comune treiese insieme all’U.S. Acli, al circolo La Torre Smeducci e all’Associazione Green Nordic Walking.
“Da due anni la Regione finanzia questo progetto: noi ne siamo molto soddisfatti – ha detto il vicesindaco di Treia, David Buschittari –. Siamo partiti da giugno con il Nordic Walking a San Lorenzo e le camminate, su cui è spiccato il percorso dell’Antica Via Lauretana, poi l’Aikido, gli scacchi. Tante le ore dedicate ai nostri cittadini, che hanno aderito in massa confermando la bontà del progetto. La speranza – conclude Buschittari – è che la Regione decida di finanziarlo nuovamente anche l’anno prossimo, vista la grande affluenza di pubblico”.
l.c.
Quasi mille persone, a partire dalla scorsa primavera, si sono impegnate a combattere la sedentarietà grazie alle giornate organizzate dal Comune treiese insieme all’U.S. Acli, al circolo La Torre Smeducci e all’Associazione Green Nordic Walking.
“Da due anni la Regione finanzia questo progetto: noi ne siamo molto soddisfatti – ha detto il vicesindaco di Treia, David Buschittari –. Siamo partiti da giugno con il Nordic Walking a San Lorenzo e le camminate, su cui è spiccato il percorso dell’Antica Via Lauretana, poi l’Aikido, gli scacchi. Tante le ore dedicate ai nostri cittadini, che hanno aderito in massa confermando la bontà del progetto. La speranza – conclude Buschittari – è che la Regione decida di finanziarlo nuovamente anche l’anno prossimo, vista la grande affluenza di pubblico”.
l.c.
