“Le buone intenzioni e i proclami di principio crollano di fronte alle lobbies degli interessi economici. La regione predica bene, ma razzola male”.

Non usa mezzi termini il consigliere del Partito democratico Romano Carancini nel criticare la scelta del governo regionale che ha rinviato la legge contro la ludopatia, rinviando di fatto la norma che fisserebbe una specie di distanziometro per impedire che le slot machine siano situate nelle vicinanze di luoghi sensibili come scuole e bancomat.

“Purtroppo la politica perde credibilità quando tiene comportamenti come quelli assunti dal governo regionale – incalza Carancini – Contestualizzando nel 2017 viene promulgata dalla regione marche una legge di indirizzo che sostanzialmente regola la possibilità di individuare i luoghi dove posizionare le slot machine, stabilendo un termine di 4 anni per permettere ai gestori di adeguarsi alla normativa. Questo termine è scaduto e la regione piuttosto che andare avanti su quel percorso decide di prorogare ancora. Al contrario la nostra posizione è quella di combattere per tutelare la salute mentale di coloro che sono schiavi della ludopatia attraverso ogni strumento possibile. Purtroppo molti esponenti politici del governo regionale lanciano proclami, ma le loro buone intenzioni cedono alla lobby dell’interesse. Questo è un modo sbagliato di interpretare la politica”.

f.u.
In attesa della discussione sull'assestamento di Bilancio che l’Assemblea legislativa delle Marche affronterà la prossima settimana, lo scontro tra maggioranza e opposizione è già iniziato in commissione Bilancio intorno a uno dei temi più attesi e sentiti: i ristori alle Rsa messe in grave difficoltà dalla pandemia da Covid-19.

Respinto, infatti, un emendamento presentato dal Partito Democratico, a prima firma del consigliere Romano Carancini, per lo stanziamento di oltre 6,6 milioni di euro per coprire interamente i maggiori costi sostenuti a causa del Covid dalle strutture residenziali sanitarie e sociosanitarie extra ospedaliere private convenzionate con il Servizio Sanitario Regionale nel 2020. Lo stesso emendamento, tra l’altro, prevedeva un ulteriore stanziamento di circa 1 milione 160 mila euro che avrebbe coperto, seppure parzialmente, anche i rilevanti costi già sostenuti per le stesse ragioni nel 2021, ma è stato bocciato dal consigliere della Lega Renzo Marinelli insieme ai suoi colleghi.

Non c’è nulla di casuale – afferma Carancini -: è un comportamento coerente con l’indifferenza mostrata dall’assessore Filippo Saltamartini in questo anno, trascorso inutilmente, incapace di rispondere positivamente ai continui e giusti appelli delle 14 associazioni marchigiane che rappresentano nelle Marche le strutture ospitanti persone fragili e anziani e che hanno tentato di fargli capire che i gravi maggiori costi dovuti al Covid e l’impossibilità in molti casi di occupare pienamente le strutture, hanno causato perdite ingenti con il conseguente rischio di aumenti per le rette a carico delle famiglie”.

A finire nel mirino di Carancini anche l’atteggiamento scorretto della maggioranza, che dopo aver respinto le proposte presentate insieme al consigliere Fabrizio Cesetti, hanno tentato maldestramente a correggere l’errore compiuto.

I “troppo furbi” – attacca Carancini - stanno sempre in attesa dietro l’angolo. Dopo che con il collega Cesetti abbiamo deciso di depositare nuovamente le nostre proposte affinché vengano discusse nel consiglio della prossima settimana per dare voce, dignità e risorse a chi si occupa dei nostri anziani, ecco che notte tempo dal cilindro della maggioranza è uscito un “emendamento - coniglio” che conferma come nell’assestamento di bilancio si fossero dimenticati delle nostre strutture per anziani e delle loro famiglie. Ma quel che è peggio è che con la loro ipocrita iniziativa, che prevede uno stanziamento di appena 4 milioni di euro, non si riescono a coprire neppure i maggiori oneri sostenuti nel 2020 a causa del Covid, puntualmente rendicontati dalle strutture”.

Per quanto ci riguarda – conclude Carancini – continueremo come gruppo assembleare la battaglia in aula nel corso del prossimo consiglio regionale affinché le nostre Rsa non debbano farsi carico dei rilevanti costi del Covid, come è avvenuto per tante altre categorie sociali. In quella sede si capirà quale politica sta dalla parte dell’opportunismo peloso della distanza tra le parole e i fatti e quale, invece, crede in un modello sociale a tutela di anziani, disabili, fragili, minori e senza voce, che mai e poi mai devono essere abbandonati o anche solo umiliati dalla corte del Re”.
Risorse e ristori economici a favore degli enti gestori delle strutture per anziani non autosufficienti, disabili, minori e altre categorie di soggetti fragili messe in ginocchio dall’emergenza pandemica.

Continua la battaglia in regione dei consiglieri del Partito democratico Romano Carancini e Fabrizio Cesetti che chiedono l’inserimento di dette risorse in occasione del prossimo assestamento del bilancio regionale.

“Durante la discussione sull’assestamento di bilancio in prima commissione consiliare – spiegano i due consiglieri dem - abbiamo chiesto che la giunta regionale si facesse carico di emendare il provvedimento inserendo le risorse e i ristori economici necessari a sostenere queste strutture che durante l’emergenza sanitaria vissuta negli ultimi due anni hanno visto aumentare esponenzialmente i costi di gestione a fronte di minori ricavi dovuti anche all’impossibilità di accettare nuovi ospiti. Riteniamo gravissimo, infatti, che la giunta regionale non abbia previsto ancora oggi alcuna risorsa economica, ignorando il grido di allarme lanciato dalle rappresentanze di tutti gli Enti gestori e “chiudendo addirittura i rubinetti” con il neanche celato, quanto inaccettabile, tentativo di utilizzare le difficoltà degli stessi Enti come arma nei confronti del governo nazionale per farsi assegnare o svincolare risorse, quando invece, se del caso, nei confronti del governo dovrebbero essere usati strumenti politici e istituzionali”.

“Né può giustificare le omissioni della giunta – rincarano i due consiglieri – l’esigenza, pure necessaria, di assicurare “garanzie strutturali” agli Enti gestori che invece hanno bisogno di risorse economiche nell’immediato per garantire sicurezza, serenità e fiducia a un settore delicatissimo e fragile che si dedica con capacità e abnegazione a chi ne ha veramente bisogno e a chi a causa dell’età o della malattia è meno fortunato

“Ci faremo carico di presentare in Aula – concludono Carancini e Cesetti - proposte emendative per assegnare le necessarie risorse a un settore strategico che produce solidarietà nel tempo del bisogno. E questo è il tempo”.

“Abbiamo dato voce alla richiesta di un territorio che vuole tornare a vivere”. Lo ha detto Romano Carancini, dopo l’interrogazione presentata al Consiglio regionale in merito agli impianti sportivi di Ussita. Arriveranno finanziamenti per circa 25mila euro per il campo sportivo del paese: Visso, che dopo il sisma del 2016 aveva perso il suo stadio, potrà quindi ripartire dal campo di Ussita nella prossima stagione sportiva. Un ritorno in campo dopo l'esodo che ha costretto la società calcistica a giocare tra Macerata, a Collevario, e Camerino, agli impianti universitari.

“La squadra è pronta ma senza un campo non potremo partecipare al campionato e il silenzio tornerà a regnare come sempre. Serve un’anima buona che ci aiuti”. Era stato questo l’appello che Bruno Galletti, ex giocatore e ora dirigente della società calcistica “Visso 1967” aveva lanciato un mese fa. Ora la risposta delle istituzioni. Carancini ha spiegato: “Il mondo dello sport ‘minore’ ha bisogno delle sue strutture. Il campo di Ussita ha bisogno di interventi per permettere al Visso di tornare a giocare. Raccogliendo l’invito di Galletti abbiamo ritenuto fosse giusto presentare all’amministrazione regionale la questione. Il presupposto fondamentale deve essere quello che vede il campo sportivo di Visso come sito per le SAE a seguito del terremoto. La società ha bisogno di una struttura e ha diritto di tornare a giocare. Siamo contenti che l’assessore Guido Castelli abbia colto il punto dell’interrogazione e che si sia impegnato a mettere sul piatto circa 25mila euro per la riqualificazione del campo di Ussita. Credo – ha concluso Carancini – che sia un piccolo ma importante segnale di vicinanza e di impegno nei confronti di un territorio che ha sofferto molto: la ricostruzione passa anche da qui”.

l.c.
“La procedura adottata dalla Regione è opaca e illegittima”. A puntare il dito contro la gestione dei finanziamenti dei progetti relativi al Contratto Istituzionale di Sviluppo Sisma è il consigliere del Partito democratico Romano Carancini, che considera il Cis un tema cruciale e prioritario per la ripresa e il rilancio socio-economico delle aree colpite dal sisma”. Quello che chiede il consigliere piddino è, dunque, una maggiore trasparenza e un più puntuale coinvolgimento degli enti locali interessati.

“Stiamo parlando di 160 milioni di euro – rincara Carancini – volti a sostenere la ricostruzione. Non è pensabile che la giunta regionale li gestisca quasi fossero cosa loro, senza coinvolgere realmente gli Enti Locali, senza una verifica sui reali fabbisogni dei territori, ma soprattutto infischiandosene di ogni più elementare principio di trasparenza amministrativa. La Regione, di fatto, ha introdotto in maniera unilaterale dei criteri di valutazione aggiuntivi a procedura ancora aperta e a progetti già classificati, quindi potenzialmente elaborati per preordinare la graduatoria finale, e ha dato mandato al Nucleo di valutazione di esaminare e inserire nell’elenco finale anche i progetti presentati oltre i termini di scadenza previsti”.        

Secondo Carancini inquietante e condizionante è stato il ruolo dell’assessore regionale alla Ricostruzione Guido Castelli, il quale, dopo aver trasmesso a Invitalia il 15 luglio scorso tutti i progetti pervenuti a quella data dai comuni interessati, l’11 agosto, di fronte alle richieste di chiarimenti di carattere tecnico da parte dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, ha ricostituito in poche ore il Nucleo di valutazione che, in fretta e furia, ha stilato una nuova graduatoria sulla base di criteri inizialmente non previsti e valutando schede-progetto pervenute dopo la scadenza del 9 luglio.          

“C’è la chiara esigenza – conclude Carancini - di superare immediatamente questa imbarazzante situazione e di sgomberare il campo dalle ombre che avvolgono la procedura istruita dalla giunta regionale, salvaguardando i sindaci e i territori. Per questo il Partito Democratico ha presentato una mozione per chiedere alla giunta regionale di ripristinare la legalità a beneficio della Agenzia per la Coesione Territoriale”.

f.u.
“Preoccupante incompetenza o grave scorrettezza istituzionale?”. E’ la domanda che si pone il consigliere regionale del Partito democratico Romano Carancini in merito alle dichiarazioni dell’assessore Francesco Baldelli circa l’approvazione del progetto definitivo per il recupero della Rsa di San Ginesio, dicendosi “fiero che la nuova amministrazione regionale, ponendosi in discontinuità con la precedente stia dimostrando di avere uguale attenzione per le grandi città come per le piccole realtà dell'entroterra”.

L’assessore Baldelli, rivendicando a sé e alla giunta Acquaroli il merito dell'approvazione del progetto definitivo, non sa di cosa parla o finge di non sapere – incalza Carancini - Ricordo che quel progetto è frutto di un percorso avviato già nell’agosto del 2017 dai sindaci dell’ambito territoriale XVI dell’Unione Montana dei Monti Azzurri, che votarono all’unanimità la proposta dell’allora sindaco Mario Scagnetti per dare vita a una struttura socio sanitaria integrata nella sede distrettuale di San Ginesio. Tra l’altro, il progetto definitivo di cui parla Baldelli è stato redatto dal professionista incaricato dalla precedente amministrazione regionale nel 2020, a testimonianza dell’attenzione posta dal centrosinistra anche alle aree interne del territorio regionale e a dispetto delle sue mistificazioni. Non va inoltre dimenticato che interventi di recupero dell’ex Rsa di San Ginesio sono stati oggetto di due ordinanze commissariali del 2017 e del 2018 che hanno stanziato complessivamente 3,5 milioni di euro, mentre altri 2,4 milioni sono stati previsti nel 2019 dall'ufficio tecnico dell’Asur, a seguito della preliminare valutazione tecnica relativa al miglioramento sismico della struttura”. 

“Baldelli - conclude il consigliere dem - avrà tempo di dimostrare le sue capacità, ma al momento eviti di intestarsi meriti che non solo non gli appartengono, ma che addirittura sono in capo a chi lui, come tutta la destra regionale, ha sempre duramente criticato”.


f.u.
Il Consiglio Regionale delle Marche ha approvato la mozione presentata dal consigliere Pd Romano Carancini per inserire la Battaglia del Pian Perduto, di cui il prossimo anno ricorre il cinquecentesimo anniversario, tra gli  tra eventi di rilevanza storico-culturale.

Luogo della ricorrenza sarà la chiesa-rifugio di Madonna della Còna, crollata dopo il sisma del 2016, i cui lavori di recupero saranno terminati in tempo per il prossimo anno. Il suggestivo sito religioso, infatti, situato a Forca di Gualdo, lungo la strada che sale a Castelluccio di Norcia, da cinque secoli rappresenta un luogo speciale di incontro, sia fisico che simbolico, tra le comunità marchigiane e umbre.

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È una grande soddisfazione – afferma Carancini – che il consiglio regionale abbia accolto unanimemente questa proposta, perché vedo coronato un percorso che da anni porto avanti per la valorizzazione di questo luogo e del territorio circostante, prima come sindaco di Macerata e presidente dell’Associazione Sferisterio, e ora come consigliere regionale. Ma questo è un premio anche alle tante realtà istituzionali e associative del maceratese che si sono adoperate per salvaguardare il sito e progettare il suo recupero. Un intenso lavoro culminato nell’ottobre del 2019 con il Protocollo d’Intesa finalizzato alla sua ricostruzione tra le sezioni Cai, l’Arcidiocesi di Camerino, i Comuni di Castel Sant’Angelo sul Nera e Macerata, e il Cosmari”.

Insomma, ci sono tutti gli ingredienti affinché la tradizionale Festa della Pace tra Gualdesi e Castellucciani torni a essere un momento di fraterno incontro tra le due comunità.

La mozione approvata – spiega ancora Carancini – impegna la giunta regionale anche a prevedere contributi economici per la programmazione di eventi e progetti trasversali, dalle funzioni religiose ai seminari di studio, dai percorsi trekking ai concerti, per coinvolgere tutte le comunità marchigiane, con particolare attenzione alle popolazioni della montagna. Inoltre, in occasione del Cinquecentenario, come da tempo perorato dal sindaco di Castelsantangelo sul Nera, sarà redatta una nuova Carta della montagna, “la Carta della Madonna della Còna”, documento strategico condiviso che, dopo la Carta di Fonte Avellana, mira a diventare strumento di tutela e sviluppo dei territori montani più aderente ai nostri tempi”.

f.u.
 “Perché il presidente Francesco Acquaroli e l’assessore alla Ricostruzione Guido Castelli non hanno mantenuto l’impegno preso con i sindaci marchigiani delle aree terremotate, di mediare tra le loro richieste e le disposizioni del governo per quanto concerne la presentazione dei progetti di ricostruzione previsti dal Contratto Istituzionale di Sviluppo del Cratere Centro Italia?”.

A chiederselo sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Romano Carancini e Fabrizio Cesetti, che insieme agli altri componenti del gruppo assembleare hanno presentato un’apposita interrogazione al presidente Francesco Acquaroli.

Lo scorso 28 aprile il ministero per il Sud e la Coesione territoriale ha formalizzato il Contratto Istituzionale di Sviluppo del Cratere Centro Italia, stanziando 160 milioni di euro per sostenere progetti integrativi e complementari rispetto alla ricostruzione materiale degli edifici e assicurare la ripresa e lo sviluppo dell’economia delle aree colpite dal terremoto. Tuttavia, i sindaci marchigiani del Cratere hanno da subito lamentato dubbi sulle modalità di elaborazione delle schede-progetto, chiedendo soprattutto tempi congrui per la loro presentazione al fine di dare qualità ed efficacia alla progettazione.

Dubbi che poi sono stati comunicati ufficialmente dagli stessi sindaci al presidente Acquaroli durante un incontro svoltosi lo scorso 12 maggio, con documento che indicava chiaramente la necessità di rivedere le impostazioni preliminari del Contratto Istituzionale di Sviluppo, chiamando in causa anche l’entità dei singoli contributi ed eventuali anticipazioni, la modalità di trasposizione di progetti già esistenti in nuovi progetti strategici, e le possibili premialità per i progetti presentati in forma integrata tra i comuni o con la partecipazione dei privati.

Nonostante ciò, la circolare trasmessa il 21 maggio dall’Agenzia per la Coesione Territoriale, incaricata della gestione del Contratto Istituzionale di Sviluppo, non ha recepito alcune delle suddette richieste, fissando in particolare il termine ultimo per la presentazione delle schede- progetto al 15 giugno.

Purtroppo – spiegano i consiglieri Romano Carancini e Fabrizio Cesetti – appare evidente che nonostante le promesse del presidente Acquaroli, nel corso dell’incontro con i sindaci, non ci sia stato un adeguato intervento né da parte sua né da parte dell’assessore alla Ricostruzione per dare voce ai sindaci marchigiani e manifestare con forza l’interesse dei territori rappresentati. Ciò è molto grave, perché questa superficialità rischia di penalizzare pesantemente i progetti delle nostre comunità colpite dal sisma. Ora però vogliamo capire cosa è successo, e chiediamo che il presidente di riferisca quanto prima in consiglio sulle modalità di intermediazione e raccordo tra il ministero per il Sud e i comuni del Cratere da lui messe in campo”.


“Parole indegne e gravi che offendono il 25 aprile”. Ferma la presa di posizione della Segreteria regionale del Partito Democratico delle Marche in ordine alla nota dell’Ufficio Scolastico Regionale marchigiano a firma del suo Direttore Generale Ugo Filisetti.
"Non è la prima volta che, in occasione di celebrazioni nazionali, Filisetti scrive riflessioni indegne di cui francamente non si sente affatto il bisogno- si legge nel comunicato
Credevamo che l’apice si fosse raggiunto con l’invito alle armi, fatto agli studenti qualche mese fa con la sua folcloristica retorica militarista. Invece si è toccato il fondo con una lettera di qualche giorno fa le cui parole sono un’offesa alle imminenti celebrazioni per la Festa della Liberazione.
È grave equiparare le idee, ignorando e omettendo i fatti storici, i contenuti ideali, i crimini e i meriti, sia dal punto di vista storico-scientifico sia dal punto di vista istituzionale, soprattutto da chi ricopre incarichi pubblici.

Non è accettabile  che fascismo e nazismo vengano minimizzati come semplici “ragioni” e “sogni” di chi combatté contro Alleati e Partigiani  continua la nota del Partito Democratico -. Si tratta di un atteggiamento molto pericoloso che, lungi dal fondare solidi legami di unità nella comunità nazionale, avvalla la circolazione di revisionismi profondamente nocivi.
Il Presidente Mattarella ha ricordato, nel 2018 in occasione della Giornata della Memoria, che per il fascismo: “razzismo e guerra non furono deviazioni o episodi rispetto al suo modo di pensare, ma diretta e inevitabile conseguenza. Volontà di dominio e di conquista, esaltazione della violenza retorica bellicistica, sopraffazione e autoritarismo, supremazia razziale, intervento in guerra contro uno schieramento che sembrava prossimo alla sconfitta, furono diverse facce dello stesso prisma”.

Chiediamo al dottor Filisetti: quando auspica un superamento delle antitesi, dei rancori e delle demonizzazioni si riferisce al superamento della lotta affinchè simili idee e atteggiamenti non si affermino più nel nostro Paese?

Inoltre- conclude la segreteria regionale del PD delle Marche- vogliamo ricordare che furono la formazione dei gruppi partigiani e dei movimenti di liberazione e la successiva stesura della Costituzione i reali momenti di superamento dei conflitti, delle divergenze e dei rancori, tra tutte le forze politiche italiane dai comunisti ai cattolici, dai monarchici ai liberali. Nella lotta per la Liberazione prima e nella fase costituente poi, seppero confrontarsi nel reciproco rispetto, animate da comuni ideali di democrazia e uguaglianza sanciti dalla carta costituzionale.
Auguriamo a tutti buon 25 Aprile: non si festeggia "la fine della seconda guerra mondiale", ma la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo".

Sconcerto al riguardo è stato da subito espresso anche da parte del consigliere regionale della minoranza PD Romano Carancini.
"
Vorrei che si capisse che cosa ha scritto queso signore che rappresenta peraltro il Ministero- dice Carancini-. Le  sue parole, dal punto di vista dei contenuti, direi che sono  al limite dello scandalo.  Certo, il rischio è quello di essere oramai assuefatti  all'indifferenza o comunque alla sottovalutazione della memoria, ma scrivere che debbano essere accomunati i sogni e le ragioni dei giovani che hanno combattuto da un lato per il fascismo e dall'altro per la libertà e la democrazia di questo paese,  non può che denotare che  siamo veramente al confine dell'apologia del Fascismo.  Questo passaggio della nota di Filisetti è davvero sconcertante- continua Carancini-. Non si possono equiparare i sogni di chi ha dato il sangue e la vita per poterci rendere oggi liberi, con quello che hanno fatto i fascisti e chi li ha fiancheggiati per poter evidentemente lavorare per la morte, per la tirannia, per una dittatura e per un'assoluta non libertà.  Ai giovani va detto che , o si stava dalla parte dei sogni e delle ragioni che spingevano verso la libertà e la democrazia, o si stava dalla parte della violenza, della morte e del sopruso". 




c. c.



































Forte delusione viene espressa all'interno delle componenti del Partito Democratico per una delegazione di soli uomini al governo. La sollevazione viene anche da Romano Carancini, consigliere regionale del gruppo PD nell'assemblea legislativa delle Marche.   

“Intendo manifestare tutta la mia contrarietà e la protesta per le scelte che il Partito Democratico ha orientato nell'indicazione dei Ministri del nuovo governo di Mario Draghi- recita la nota di Carancini-. Ancora una volta spicchiamo per incoerenza.

Nessuna donna in delegazione e, guarda caso, tutti e tre i capicorrente del partito.

Mi chiedo come possiamo credibilmente contestare sui nostri territori scelte di arretratezza politica se poi il PD nazionale sconfessa con i fatti le nostre battaglie culturali (attenzione non da riserva indiana) e ci delegittima nelle nostre comunità. È evidente che di questo passo- continua Carnacini-  le persone non potranno mai vederci come una scelta diversa, di vera democrazia.

Noi siamo il PD e le parole che seguono sono quelle di Walter Veltroni all'atto fondativo del 2007:

"Il Partito democratico, il partito che dovrà dare l'ultima spallata a quel muro che per troppo tempo ha resistito e che ha ostacolato la piena irruzione della soggettività femminile nella decisione politica e nella vita del Paese. La rivoluzione delle donne ha affermato in tutte le culture politiche il principio del riconoscimento della differenza di genere come elemento costitutivo di una democrazia moderna. È questa esperienza che dovrà essere decisiva, fin dal momento della fondazione del nostro partito".

Ecco- prosegue il consigliere regionale-  abbiamo tradito, ancora una volta, quello per cui siamo nati.

Un altro passaggio dei nostri capi nazionali che rende ancor più ripida la salita di chi, sui territori, si confronta con le persone e cerca di riavvicinarle, anche deluse da destre violente, populiste, sovraniste e autarchiche.

Dichiara il segretario Nicola Zingaretti che ci rifaremo con i sottosegretari.

Il contentino che è ancor peggio del buco e che dovrebbe spingere le donne del PD a rinunciare a qualsiasi incarico del c.d. sottobosco dei sottosegretari, lasciando al gruppo dirigente tutta la responsabilità di un passaggio che offende le donne e gli uomini che credono ancora nei valori fondativi del Partito Democratico.

Un secondo aspetto che non può essere taciuto è la dittatura dei capicorrente.

Ho letto con sincera speranza le parole di Stefano Bonaccini nell'intervista a Repubblica di questa settimana, sul futuro di un partito capace di dialogare nel pluralismo delle sensibilità e sulle idee, ma senza che prima di esse conti l'incancrenimento delle correnti e tutto ciò che ne consegue.

Uomini, solo uomini per tutte le stagioni, che pontificano strategie, perdono consensi, collegi ma continuano, anche con supponenza, a rivestire sempre ruoli di potere e condizionamento.

Dobbiamo confrontarci e ricostruire un Partito Democratico che trovi nei valori fondativi del 2007 la forza e il coraggio della strada maestra- esorta Romano Carancini- . 

Un segno di coraggio lo chiedo Giovanni Gostoli e alla direzione regionale affinché, con una nota netta, rappresentino formalmente e immediatamente al Segretario Nicola Zingaretti tutto il senso della frustrazione di una base di iscritti e simpatizzanti che non può più sopportare la colpevole incapacità nel guidare un partito popolare senza rispettarne i suoi stessi valori fondativi”.
c.c.




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