Centro di Ricerca Unicam: completato il 40% dei lavori

Martedì, 08 Settembre 2020 12:42 | Letto 960 volte   Clicca per ascolare il testo Centro di Ricerca Unicam: completato il 40% dei lavori Presentato a Camerino il nuovo Centro di Ricerca Universitario, in via Madonna delle Carceri, i cui lavori di realizzazione stanno procedendo a ritmo serrato. Si tratta del più grande progetto, nato subito dopo il terremoto del 2016, che riguarda lattivazione di un nuovo polo internazionale per la ricerca e linnovazione.Per me è davvero una grande emozione veder sorgere questo centro - le parole del rettore Claudio Pettinari - Ricordo perfettamente quando, dopo il sisma, visitammo il polo di chimica e ci rendemmo conto che le vecchie strutture, oltretutto gravemente danneggiate, non potevano essere più considerate per uno sviluppo di questo territorio. Avevamo la necessità di sognare, lo abbiamo fatto e, grazie anche alla vicinanza della Protezione civile, abbiamo dato avvio a questopera grandiosa che permetterà ai nostri ricercatori di valorizzare le loro competenze anche a vantaggio dellintero territorio. Siamo giunti alla metà circa dei lavori di questa opera che rappresenta il futuro.Un progetto interamente realizzato dai docenti della Scuola di Architettura e Design di Unicam per un edifico dove, in una struttura con una forma che ricorda un chip, saranno collocati 44 laboratori, altrettanti uffici, sale studio e unaula per conferenze.  Un edificio che nasce da un buon dialogo tra architetti e ingegneri - così il prof. Luigi Coccia, docente della Scuola - Unidea che cerca di tenere insieme il funzionamento strutturale delledificio e limmagine architettonica. Lobiettivo è quello di garantire la sicurezza di coloro che lavoreranno in questo edificio. Per questo lidea è strutturata attraverso 2 corpi edilizi, uno solido e ancorato al terreno, quasi una sorta di fondazione realizzata in cemento armato, e laltro, che poggia sul sottostante, ed è una struttura in acciaio e vetro. Tra i due corpi edilizi sono disposti dissipatori sismici che in caso di terremoto non consentono alle onde sismiche di propagarsi lungo la struttura verticale delledificio.f.u.
Presentato a Camerino il nuovo Centro di Ricerca Universitario, in via Madonna delle Carceri, i cui lavori di realizzazione stanno procedendo a ritmo serrato. Si tratta del più grande progetto, nato subito dopo il terremoto del 2016, che riguarda l'attivazione di un nuovo polo internazionale per la ricerca e l'innovazione.

"Per me è davvero una grande emozione veder sorgere questo centro - le parole del rettore Claudio Pettinari - Ricordo perfettamente quando, dopo il sisma, visitammo il polo di chimica e ci rendemmo conto che le vecchie strutture, oltretutto gravemente danneggiate, non potevano essere più considerate per uno sviluppo di questo territorio. Avevamo la necessità di sognare, lo abbiamo fatto e, grazie anche alla vicinanza della Protezione civile, abbiamo dato avvio a quest'opera grandiosa che permetterà ai nostri ricercatori di valorizzare le loro competenze anche a vantaggio dell'intero territorio. Siamo giunti alla metà circa dei lavori di questa opera che rappresenta il futuro".

luigi coccia


Un progetto interamente realizzato dai docenti della Scuola di Architettura e Design di Unicam per un edifico dove, in una struttura con una forma che ricorda un "chip", saranno collocati 44 laboratori, altrettanti uffici, sale studio e un'aula per conferenze.  


"Un edificio che nasce da un buon dialogo tra architetti e ingegneri - così il prof. Luigi Coccia, docente della Scuola - Un'idea che cerca di tenere insieme il funzionamento strutturale dell'edificio e l'immagine architettonica. L'obiettivo è quello di garantire la sicurezza di coloro che lavoreranno in questo edificio. Per questo l'idea è strutturata attraverso 2 corpi edilizi, uno solido e ancorato al terreno, quasi una sorta di fondazione realizzata in cemento armato, e l'altro, che poggia sul sottostante, ed è una struttura in acciaio e vetro. Tra i due corpi edilizi sono disposti dissipatori sismici che in caso di terremoto non consentono alle onde sismiche di propagarsi lungo la struttura verticale dell'edificio".

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