Camerino, dopo sei anni torna il calzolaio. Sarà operativo in via Ridolfini

Mercoledì, 10 Agosto 2022 09:22 | Letto 2006 volte   Clicca per ascolare il testo Camerino, dopo sei anni torna il calzolaio. Sarà operativo in via Ridolfini Finalmente un calzolaio per Camerino. Sono trascorsi sei lunghi anni da quando la città è rimasta totalmente senza un ciabattino, tanto che per piccoli lavori di riparazione finora ci si è dovuti spostare nei comuni limitrofi. Sceglie un nome semplice e diretto la nuova attività di imminente apertura in via Ridolfini 25: “Laboratorio di calzolaio”. Alle tante storie di coraggio e determinazione a restare, che in questi anni del post-sisma abbiamo raccontato, si aggiunge oggi la bella e inusuale vicenda di chi, come Darius Urbanek, 54 anni, olandese con ascendenze polacche, decide di partire da lontano per venire a vivere e lavorare qui da noi.    Lui, che nella vita si è adattato a diversi mestieri, prima di arrivare a Camerino ha fatto il calzolaio in Olanda per quattordici anni. Attualmente abita in un piccolo locale a Santa Lucia, procuratogli da una coppia olandese che vive a Camerino da qualche tempo. L’idea di aprire una bottega di calzolaio gliel’hanno suggerita proprio gli amici olandesi. Anche se, ci confida Darius, arrivare al dunque non è stato così semplice. La burocrazia che ha dovuto affrontare all’inizio (dall’agenzia delle entrate, dove non erano sufficienti né il codice fiscale olandese né quello polacco, ai vari sportelli per le attività produttive) lo stava quasi per far desistere. Se lo avesse saputo prima probabilmente avrebbe desistito.        Per l’apertura attendeva solo un macchinario da Bologna che proprio in questi giorni è arrivato Quindi, ci siamo. Solo piccoli dettagli e Darius potrà essere operativo   Persona molto solare, estroversa, ha fatto conoscenza già con qualche camerinese, compresi noi dell’Appennino Camerte.  Conosce poco l’italiano, ma è fermamente intenzionato a impararlo. «Tre parole al giorno!» ha detto «... tanto per cominciare». Per ora, inframezzando il discorso con tutte le parole di italiano che sa, comunica in inglese e in tedesco. Con i clienti non sarà un problema: nel commercio il modo di comunicare lo si trova sempre, come è noto sin dall’antichità.   È contento di sapere che nel locale di via Ridolfini 25 tanti anni fa c’era un negozio di scarpe e, a poca distanza, anche una bottega di calzolaio. Non ha una famiglia propria, ma gli piacerebbe far visitare queste bellissime zone alla sorella e alla madre.A Darius Urbanek, che conta di formarsi una clientela vasta e di poter mettere radici a Camerino, l’augurio di un cammino lungo pieno di belle soddisfazioni.Carla Campetella
Finalmente un calzolaio per Camerino. Sono trascorsi sei lunghi anni da quando la città è rimasta totalmente senza un ciabattino, tanto che per piccoli lavori di riparazione finora ci si è dovuti spostare nei comuni limitrofi.
Sceglie un nome semplice e diretto la nuova attività di imminente apertura in via Ridolfini 25: “Laboratorio di calzolaio”.
Alle tante storie di coraggio e determinazione a restare, che in questi anni del post-sisma abbiamo raccontato, si aggiunge oggi la bella e inusuale vicenda di chi, come Darius Urbanek, 54 anni, olandese con ascendenze polacche, decide di partire da lontano per venire a vivere e lavorare qui da noi.
Darius Urbanek

    Lui, che nella vita si è adattato a diversi mestieri, prima di arrivare a Camerino ha fatto il calzolaio in Olanda per quattordici anni. Attualmente abita in un piccolo locale a Santa Lucia, procuratogli da una coppia olandese che vive a Camerino da qualche tempo. L’idea di aprire una bottega di calzolaio gliel’hanno suggerita proprio gli amici olandesi.
Anche se, ci confida Darius, arrivare al dunque non è stato così semplice. La burocrazia che ha dovuto affrontare all’inizio (dall’agenzia delle entrate, dove non erano sufficienti né il codice fiscale olandese né quello polacco, ai vari sportelli per le attività produttive) lo stava quasi per far desistere. Se lo avesse saputo prima probabilmente avrebbe desistito.
   
     Per l’apertura attendeva solo un macchinario da Bologna che proprio in questi giorni è arrivato Quindi, ci siamo. Solo piccoli dettagli e Darius potrà essere operativo 
  Persona molto solare, estroversa, ha fatto conoscenza già con qualche camerinese, compresi noi dell’Appennino Camerte. 
Conosce poco l’italiano, ma è fermamente intenzionato a impararlo. «Tre parole al giorno!» ha detto «... tanto per cominciare».
Per ora, inframezzando il discorso con tutte le parole di italiano che sa, comunica in inglese e in tedesco. Con i clienti non sarà un problema: nel commercio il modo di comunicare lo si trova sempre, come è noto sin dall’antichità.
   È contento di sapere che nel locale di via Ridolfini 25 tanti anni fa c’era un negozio di scarpe e, a poca distanza, anche una bottega di calzolaio. Non ha una famiglia propria, ma gli piacerebbe far visitare queste bellissime zone alla sorella e alla madre.
A Darius Urbanek, che conta di formarsi una clientela vasta e di poter mettere radici a Camerino, l’augurio di un cammino lungo pieno di belle soddisfazioni.

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