Artigiano con 4 dosi di eroina e droga in casa. Deunciato e multato per il mancato rispetto del decreto sull'emergenza saitaria.
È l'esito dell'operazione dei Carabinieri di Cingoli che ieri, durante i controlli svolti in località Tremoline per contrastare il diffondersi dell’epidemia in atto, hanno fermato un artigiano del posto in transito alla guida del proprio autocarro, in possesso di 4 dosi di eroina, acquistate, a suo dire, poco prima a Macerata.

Successivamente è stata perquisita anche l'abitazione e, nel garage, all’interno di un armadietto, sono stati trovati altri 4 involucri di cellophane del peso di 0.6 grammi ciascuno, uno dei quali aperto e parzialmente consumato, per un totale di altri 2,2 grammi di eroina, oltre ad un bilancino elettronico di precisione.

L'artigiano è stato denunciato all’autorità giudiziaria per la detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nonché multato per l’inosservanza del divieto di movimento senza giustificato motivo.

GS
Paura ieri sera a Cingoli, intorno alle 21, in località Pian della Pieve, dove per cause in corso di accertamento si è sviluppato un incendio in una abitazione.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza l'area. Ingenti i danni strutturali provocati all'abitazione.
Intrvenuti anche i carabinieri e i sanitari del 118 per soccorrere i proprietari.

GS


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“Senza la Marina Militare non saremmo stati in grado di affrontare e risolvere la grave condizione che si è venuta a creare all'interno della Casa di riposo di Cingoli. Ora ho chiesto alla Protezione Civile nazionale un altro medico militare per garantire il cambio dei turni e anche questa richiesta è stata soddisfatta”. Dopo giorni di difficoltà, il sindaco Michele Vittori, di Cingoli, può iniziare a respirare. Sì, perché il focolaio di Coronavirus che si è creato all’interno della casa di riposo ha tenuto la comunità e non solo col fiato sospeso. Il timore era che i contagi si propagassero anche all’esterno della struttura con conseguenze catastrofiche. Tra l’altro la città ha pianto anche la scomparsa di uno dei medici di medicina generale, il dottor Foltrani, proprio a causa della malattia e quindi il sindaco si è trovato costretto a chiedere l’intervento dei medici militari. Questi ultimi, in totale due, sono stati inviati dalla Marina Militare. A dare man forte al dottor Ippoliti anche due infermieri. “Abbiamo anche chiesto un altro medico militare alla Protezione Civile - fa sapere Vittori - per garantire il cambio dei turni di servizio al primo Ufficiale medico arrivato nella scorsa settimana e al medico di medicina generale dottor. Ippoliti. E la notizia positiva è che anche questa richiesta è stata soddisfatta. In questo modo la Casa di riposo di Cingoli che si è trasformata in una vera e propria corsia di un Ospedale per acuti da Covid-19 potrà godere dell'assistenza di 2 ufficiali medici con 4 infermieri che si aggiungono a 1 medico di famiglia e a 1 altra infermiera della ditta appaltatrice del servizio”. Ma c’è un ‘però’. Mancano ancora dispositivi di protezione individuale, un problema comune a molte strutture: “Siamo ancora alla disperata ricerca di materiale per la protezione (mascherine, camici, calzari e altro) in quanto né l'Asur né la Protezione civile sono stati in grado di fornirlo. Fino ad oggi siamo stati in grado di provvedere da soli - aggiunge - ma siamo agli sgoccioli delle dotazioni recuperate da donazioni private, e quindi chiediamo al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla Protezione civile nazionale e Regionale e al Presidente della regione, Luca Ceriscioli di volerceli inviare al più presto”. Vittori ringrazia dal profondo del cuore la Marina Militare che ha permesso ai propri ufficiali di intervenire, elogiando il forte senso di responsabilità e di difesa della Nazione: “I nostri militari che tanto lustro forniscono all'Italia nelle missioni di Pace e nella NATO, anche in questo caso, hanno dimostrato un attaccamento alla difesa dei valori della Patria non comuni perché con i nostri ospiti, tutti infettati dal Corona virus, il rischio di contrarre la malattia è piuttosto incombente. Non solo per questo - ha concluso - sento forte il dovere di ringraziare il capitano di vascello Nesca, medico capo del Comando della Marina Militare di Ancona, per i consigli e la preziosa vicinanza che ha dimostrato a tutta la nostra comunità”.

g.g.
Nell'emergenza sanitaria arriva da Civitanova una buona notizia. Alle 18.45, una 37enne dell'Anconetano ha dato alla luce Eva, una bambina di 3 Kg e 200 grammi.
La mamma è positiva al Coronavirus ma dall'ospedale fanno sapere che tutto è andato bene. "Questo è il raggio di luce che può illuminare tutti i sacrifici che stiamo facendo in tutta l'Area Vasta - commenta il direttore Alessandro Maccioni - , è quello che deve mettere a tacere le polemiche dei giorni scorsi. La città di Civitanova, ma anche tutta la Regione, devono essere liete per l'evento, dimostrando l'importanza di avere ospedali dedicati ai pazienti affetti da Coronavirus".
Dalla lieta notizia, si torna poi alla realtà della casa di riposo di Cingoli dove sono stati diversi i pazienti contagiati e per la quale c'è stata una diatriba tra amministrazione e azienda sanitaria. Proprio per chiarire questo tema, Maccioni, insieme al governatore Ceriscioli e all'assessore Sciapichetti hanno tenuto una conferenza stampa questo pomeriggio: "Non possiamo più tollerare falsità in merito - ha esordito Maccioni ai microfoni di Radio C1...inBlu - . Abbiamo espresso la massima collaborazione su questa problematica, ma non si può gettare fango su una struttura, quella dell'Asur, che nulla ha a che fare rispetto alla situazione che si è venuta a creare nella casa di riposo. C'è stato un mancato controllo non attribuibile a noi. Ricordo che la struttura è gestita e diretta dal Comune di Cingoli che ha delegato l'Azienda dei Servizi alla Persona di Jesi. Era il Comune che doveva vigilare e la cooperativa che doveva avvisare chi di dovere delle problematiche insorte. Io mi sono attivato subito per quel che ho potuto: ho mandato una infettivologa dell'Asur, nel suo giorno di riposo ha visitato i pazienti. Non si può dire che ci siamo sottratti, non possiamo più tollerare falsità di questo tipo".

GS
E' arrivato alla cronaca nazionale il caso di Cingoli e del focolaio di Coronavirus all'interno della casa di riposo che ha già fatto registrare le prime due vittime
"Una delle 40 ospiti della casa di riposo, pensionata, è stata portata a Torrette per una visita - racconta il vicesindaco Filippo Saltamartini - è tornata col virus ed ha infettato altri pazienti. questo è avvenuto all'inizio della scorsa settimana. Abbiamo chiesto all'Asur di fare i tamponi a tutti gli ospiti ma non li ha effettuati e quindi, quando abbiamo scoperto che 5 casi erano positivi era già troppo tardi perché anche tutti gli altri ospiti erano stati contagiati". Una situazione peggiorata anche dall'assenza di un ospedale pienamente operativo visto che da giugno è ancora oggi, marzo 2020, a 'servizio dimezzato'. La scusante, all'epoca, era la necessità di mandare il personale in ferie. L'estate è finita ma la situazione non è mai stata ripristinata, nonostante le tante richieste del sindaco Michele Vittori e le manifestazioni. "La questione è degenerata - torna a dire Saltamartini - e le persone della casa di riposo fino a oggi sono state senza l'assistenza sanitaria necessaria. Non ci sono medici, solo visite di alcuni medici di famiglia, ma soprattutto, hanno continuato a lasciare il personale che lavora nella struttura senza i dispositivi di sicurezza personale. L'Asur in tutto ciò risponde sostanzialmente di avere altri problemi e quindi abbiamo dovuto fare ricorso alla stampa nazionale perché abbiamo bisogno di un intervento efficace. Siamo in una situazione veramente disperata". Sono stati chiesti medici militari e l'invio di presìdi necessari al personale della casa di riposo al fine di evitare che il virus possa propagarsi anche fuori. E per fortuna che si è parlato del caso di Cingoli perché questa mattina "ci hanno comunicato che sono stati inviati degli infermieri e gli ospiti della casa di riposo sono stati visitati da un medico di famiglia ma continuiamo a ripetere che se fossero intervenuti prima e avessero portato i primi cinque malati in ospedale, non saremmo arrivati a questo punto e poi sono assolutamente necessari i dispositivi di protezione altrimenti rischiamo che l'epidemia colpisca anche fuori e questo non è assolutamente consentito". Saltamartini non dimentica la lotta fatta per l'ospedale, sulla quale molti hanno creduto ma altrettanti non lo hanno fatto: "Forse oggi questi cittadini potranno capire quanto sia importante avere un ospedale funzionante nel proprio territorio. Credo che ci servirà per comprendere quanto valga la pena difendere la sanità che è il presupposto per poter vivere in questo caso".
Si dice preoccupato il sindaco Vittori che parla di una "situazione drammatica, un vero e proprio incubo. La casa di riposo è gestita da un'azienda pubblica che si avvale della collaborazione di una cooperativa. I casi positivi accertati sono 33. Quello che mi preoccupa di più è il personale che si sta occupando in questi giorni dei malati senza le protezioni adeguate. Temo che possano infettarsi tutti e che ci sia un diffondersi della malattia su tutto il territorio". Vittori chiede a gran voce ciò che realmente spetterebbe di diritto a ogni operatore che si appresta alla cura di un malato di Coronavirus e, a tal proposito, ha presentato anche una diffida: "La casa di riposo ora va considerata come un ospedale, c'è bisogno di un intervento concreto dell'Asur perché la situazione così non è accettabile. Se l'azienda sanitaria regionale non è in grado di gestire la situazione con del personale, che ci mandino dei medici militari e i dispositivi di sicurezza. Chiedo risposte quindi anche al capo della protezione civile". L'emergenza Coronavirus va a sommarsi a quella del sisma. Cingoli aveva, ed ha tuttora, molte questioni irrisolte o in itinere e quindi le preoccupazioni per Vittori ora si sono sommate e sono aumentate: "Sono preoccupato soprattutto perché questa crisi coinvolge delle persone che sono come dei miei nonni se vogliamo. Sono le persone più fragili e dobbiamo proteggerle e dar loro le cure che meritano. Sono anche pieno di energia per affrontare questa crisi, fa parte del ruolo che ricopro, che mi viene dalla vicinanza che ricevo da parte dei miei concittadini".

g.g.
Ancora danni a causa delle forti raffiche di vento che, dalla notte scorsa, stanno interessando l'intera provincia. Poco fa, a Coste di Cingoli, due camion non hanno retto alla furia del vento e si sono ribaltati. Nessuna conseguenza per i due autotrasportatori, ma solo tanto spavento.
Stesso copione di quanto avvenuto stamattina lungo la strada provinciale che da Tolentino conduce a San Severino dove, in quel caso, a cadere su un fianco è stata una vela pubblicitaria e l'autista è stato portato in codice giallo all'ospedale di Macerata. La strada è stata chiusa ai mezzi pesanti fino al termine dell'allerta meteo.
Una pianta è caduta lungo la superstrada, direzione mare, tra Tolentino Est e la zona industriale, andando a creare disagi alla circolazione stradale.
Molti pali dell'Enel e della Telecom nonché alberi e rami sono caduti a San Severino, Loro piceno, Tolentino, Colmurano e Sarnano, creando interruzioni della luce o delle connessioni telefoniche nonché danni a macchine parcheggiate. Non si registrano feriti.

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A San Severino, inoltre, sono avvenuti due incidenti, entrambi con feriti: in un primo caso un albero è caduto su una macchina, ferendo superficialmente il conducente il quale è riuscito, comunque, a raggiungere l'ospedale di Macerata autonomamente per le cure del caso. 
Danni anche a Camerino dove il vento ha divelto alcuni segnali stradali  e provocato il distacco di parte della guaina di copertura di un edificio in via Narco.e alcuni pezzi sono caduti sulla sottostante pubblica via.  A seguito del sopralluogo congiunto effettuato sul posto dai Vigili del Fuoco e dal personale della polizia locale, a scopo precauzionale e a tutela della pubblica incolumità, è stata disposta la chiusura al traffico veicolare e pedonale della stessa via, dall’intersezione con Via Venanzi al civico 11. Interdetto anche l’uso di parte dell’area di parcheggio in Via Beata Battista Varano. Coloro che debbono accedere a via Medici e via Battista Varano possono utilizzare in alternativa la strada del cimitero.

Intanto proseguono gli interventi dei vigili del fuoco dalla costa all'entroterra. A Loro Piceno e a Macerata, sopra il mercato ortofrutticolo, i pompieri sono stati impegnati a spegnere due incendi causati dai fili dell'alta tensione che il vento aveva abbattuto.


GS
"Sono stata presa in giro, i miei cittadini sono stati presi in giro. Ho confidato nella politica, e l’amarezza più grande è stato scoprire questo tradimento di nascosto, alle 23:40 del 31 dicembre 2019. Siamo arrivati ad aiutarci tra sindaci perché oggi è capitato a San Severino, ma domani potrà succedere anche agli altri. Non ci fermeremo fino al ritiro della determina 742 e finché non sarà ridata dignità ad un territorio già provato dal sisma e dalle tante difficoltà che lo caratterizzano". Con queste parole del sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, si potrebbe sintetizzare quanto emerso ieri sera al consiglio comunale urgente che si è svolto al Cinema Teatro Italia. Presenti tantissimi primi cittadini della provincia ma non solo, della montagna ma anche della costa. E fra questi, qualcuno lo ha detto: "Finalmente". Finalmente i sindaci hanno capito che è l'unione a fare la forza, che da soli non si va da nessuna parte perché in politica sono i numeri che contano specie in questo delicato momento in cui si avvicinano le elezioni regionali. La sanità è materia regionale, anche se l'assessore regionale Angelo Sciapichetti, a cui sono stati riservati fischi e parole di malumore, ha affermato che "ci sono norme nazionali che dobbiamo rispettare altrimenti ci tagliano le risorse e ci commissariano. Non si può dare colpa alla Regione". Però esistono degli emendamenti alle norme nazionali e delle peculiarità per le zone montane in cui i parametri nazionali e le leggi fanno delle eccezioni. Sta di fatto che tutti i primi cittadini presenti (ma moltissimi altri non hanno potuto partecipare alla serata pur aderendo alla 'protesta' democratica messa in atto dalla Piermattei) hanno fortemente e fermamente criticato non solo la determina 742 che colpisce l'ospedale di San Severino, ma anche il piano sanitario regionale che passerà in consiglio regionale il 4 febbraio, definito "vuoto, inconsistente" e soprattutto, come ha ricordato il vicesindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, "privo dell'approvazione della Conferenza dei Sindaci che sarebbe prevista per legge"
Anche il direttore dell'Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, è stato fortemente criticato, in special modo dall'ex sindaco Manlio Rossi (tanto che il presidente del consiglio Sandro Granata ha dovuto richiedere l'intervento degli agenti della polizia locale per placare gli animi). Ha elencato tutti gli investimenti fatti fin ora a San Severino e non solo, i servizi attivati e affermato che "nulla cambia se una unità è definita semplice dipartimentale o solo semplice. Il modello organizzativo non ha nulla a che fare con i servizi e le prestazioni. La qualità la fa il medico, non il “grado” e su San Severino abbiamo investito circa 3milioni e 517mila euro". Però si è detta del tutto insoddisfatta il sindaco Piermattei che, in conclusione, ha ribattutto: "Non siamo mica stupidi, conosciamo la differenza fra unità semplice dipartimentale e unità semplice. Ci dovete dire qual è il futuro del nostro ospedale senza prenderci in giro, siamo stati colpiti dal sisma quindi vogliamo i servizi per un territorio già martoriato e soprattutto non mi fermerò finché la 742 non sarà annullata". 
I Comuni che hanno aderito all'iniziativa del sindaco Piermattei sono: Apiro, Belforte, Bolognola, Caldarola, Camerino, Camporotondo, Castelraimondo, Castelsantangelo Sul Nera, Cessapalombo, Cingoli, Civitanova, Esanatoglia, Fiuminata, Fiastra, Gagliole, Matelica, Montecavallo, Muccia, Pieve Torina, Pioraco, Poggio San Vicino, Pollenza, Sefro, Sarnano, Serrapetrona, Serravalle del Chienti, Tolentino, Treia, Ussita, Valfornace, Visso, Fabriano, Arcevia, Genga, Frontone, Mergo, Sassoferrato, Serra San Quirico, Cupramontana, Pergola, Cagli.

(Sul prossimo numero di Appennino Camerte, in edicola giovedì, è previsto un servizio di approfondimento)

g.g. 


 




Incidente mentre lavora nel campo di casa. E' avvenuto poco prima delle 13 a Grottaccia di Cingoli.
Per cause in corso di accertamento, un uomo che stava lavorando nel campo della propria abitazione si è ferito con la motozappa. Pare che la persona sia finita sotto al mezzo agricolo.
Sul posto i vigili del fuoco e i sanitari del 118 che, viste le condizioni del ferito, hanno deciso per il trasferimento in eliambulanza all'ospedale di Torrette. L'uomo, purtroppo, una volta giunto al nosocomio dorico è deceduto per i gravi traumi riportati nell'incidente.


Un tornio gli cade accidentalmente sulle gambe. Grave infortunio per un uomo di Grottaccia di Cingoli subito soccorso e trasportato in eliambulanza all'ospedale di Torrette. L'uomo si trovava nel garage della sua abitazione in località Rio; era in compagnia di un amico quando le sue gambe sono rimaste schiacciate sotto il peso del macchinario caduto accidentalmente. Prontamente soccorso dagli operatori dell'emergenza sanitaria, dopo le prime cure del caso l'uomo è stato trasferito d'urgenza all'ospedale di Ancona in eliambulanza. Sul luogo dell'incidente anche i Vigili del fuoco e i Carabinieri
cc
Notte di fibrillazione quella trascorsa al lago di Castriccioni a Cingoli.
Era circa l'una, infatti, quando è scattato l'allarme nel B&B “Lo Smeraldo” dove alloggiavano per la notte un 19enne insieme all'amico 24enne.

In evidente stato di alterazione psicofisica, dovuta all’abuso di sostanze stupefacenti, il 19enne ha tentato, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, di colpire al collo con un coltello da tavola l’amico, ferendolo lievemente al torace, prima di essere fermato dal personale di sala presente.
Dopo l'aggressione, il giovane è fuggito verso il viadotto, lanciandosi nelle acque del lago di Cingoli, da un’altezza di circa 20 metri.
Subito soccorso da coloro che avevano assistito alla scena, è stato trasportato all’ospedale Torrette di Ancona dai sanitari del 118 e
ricoverato per ipotermia, con prognosi da definire ma non di estrema gravità.
I Carabinieri, nel corso della perquisizione della camera d’albergo occupata da entrambi i giovani, hanno trovato 25,5 grammi di hashish e 0,9 grammi di marijuana, posti sotto sequestro.
Il Magistrato di turno, Enrico Riccioni, ha disposto per il 19enne gli arresti domiciliari, nella struttura dove si trova ricoverato, per il reato di tentato omicidio.

GS
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