“Insieme è meglio”. Una scelta in controtendenza quella dei Comuni di Pioraco e Sefro, a cui potrebbe aggiungersi anche Fiuminata, in vista del ritorno in classe degli alunni dei due paesi dell’entroterra.

Se, infatti, in alcuni Comuni si portano avanti battaglie per mantenere le scuole anziché accorparle con i centri confinanti, in questo caso sono stati gli amministratori a pensare di unificare i servizi per offrire, a detta loro, una risposta migliore alle famiglie e agli studenti.

È stato oggi il primo giorno in classe dopo l’unione delle scuole dell’infanzia, con due sezioni, e la primaria di Sefro e Pioraco.

A Sefro vengono infatti ospitati i bambini dell’asilo, mentre a Pioraco quelli delle elementari. Questa mattina i sindaci Pietro Tapanelli e Matteo Cicconi hanno fatto visita nelle sedi per portare il loro saluto agli alunni.

“Ringraziamo gli assessori Stefania Penna e Luca Gagliardi – dice Matteo Cicconi - per aver seguito tutto l’iter organizzativo che si è concluso con grande successo e soddisfazione da parte di tutti.

Un augurio di buon lavoro lo vogliamo fare anche al nuovo dirigente scolastico Maurizio Cavallaro”.

Poi la soddisfazione per l’unione delle forze: “Abbiamo voluto dare un input forte come amministrazioni di Pioraco e Sefro – dice - sperando in futuro in un accorpamento anche con Fiuminata, per dare una migliore offerta formativa ai ragazzi”.

GS


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Nel consiglio comunale di lunedì prossimo in programma a Sefro non ci sarà Mario Santini. Il capogruppo della minoranza ha reso note le sue dimissioni, al suo posto subentrerà Matteo Santini. Il capogruppo dimissionario ha fatto sapere le motivazioni della sua scelta, riconducibili alla situazione pandemica e all’età: “Matteo prenderà il mio posto: è più giovane di me, più inserito nelle dinamiche sociali, economiche e politiche della città. Frequenta maggiormente la piazza, il bar e conosce meglio le esigenze della cittadinanza. Oltre a questo c’è anche la situazione legata al Coronavirus: esco molto poco, praticamente faccio vita ritirata e questo non mi permette di seguire le vicende politiche con la dovuta presenza”.

Il sindaco Pietro Tapanelli ha ringraziato il consigliere Santini: “Lunedì, nel corso della seduta consiliare, ratificheremo la surroga di Mario. Colgo l’occasione per ringraziarlo: nonostante fosse alla minoranza, ha sempre dimostrato grande spirito di collaborazione nei confronti dell’amministrazione per il bene della comunità di Sefro”.

l.c.
Continua l'impegno per sostenere il mantenimento dei servizi all'ospedale di Camerino.
Sono ferme e si aggiungono come tasselli di un puzzle ad una richiesta unanime, le posizioni dei sindaci dell'entroterra.
A quelle dei giorni scorsi, infatti, si aggiunge anche quella di Pietro Tapanelli, sindaco di Sefro, fiducioso nelle promesse fatte dal nuovo governo regionale.

"La giunta regionale - dice - si è da pochissimo insediata ed ha promesso massima attenzione anche ai presidi ospedalieri di Camerino e San Severino Marche. Entrambi sono essenziali per garantire i servizi di prossimità di tutela della saluta pubblica per le alte valli del Potenza, dell’Esino e del Chienti. Il presidente Acquaroli ha assicurato che ci sarà massimo coinvolgimento anche dei sindaci nella redazione del piano sanitario regionale e sono fiducioso sul fatto che presto si arriverà a dare un futuro, anche in ambito sanitario, ai nostri territori”.

Il sindaco prosegue ponendo l’accendo sul controllo: “il nostro compito è, come sempre, quello di vigilare e rendere l’attenzione sempre alta sui territori da noi amministrati. La sanità è di tutti e non può essere vittima di appartenenza politica. Certo che non si possono avere dieci ospedali sotto casa, ma i presidi di Camerino e San Severino Marche sono esistenti e vanno valorizzati e potenziati. Entrambi. Senza preferenze e campanilismi di sorta. Scherzosamente dico sempre che mi sento al 33% di Camerino, dove sono nato, al 33% di Sefro, dove vivo, e al 34% di San Severino Marche, dove lavoro. Ecco, quel punto di percentuale in più – sorride il sindaco - lo devo a chi mi paga lo stipendio”.

Infine la questione della pandemia che "ha rallentato sicuramente i piani inziali, ma sono fiducioso - dice - e credo che con un minimo di programmazione, abbandonando quella che ho sempre definito 'Sindrome di Calimero', puntando su poche ma efficaci tematiche di sviluppo, ora al centro anche dei piani di rilancio post COVID19, si possa dare un futuro alle nostre realtà. Certo è che i servizi devono esserci e la sanità è uno di questi".

GS
Un problema quasi infinito e che ancora oggi sembra non trovare soluzione. Così i sindaci di Fiuminata, Vincenzo Felicioli, e Sefro, Pietro Tapanelli, proseguono nella loro battaglia contro Rai e gestori di telefonia mobile.

Nel territorio dei due comuni, infatti, i cittadini hanno grossi problemi nella ricezione dei canali Rai e nei collegamenti con i telefoni cellulari. “Una situazione che non appare corretta né dal punto di vista costituzionale né sotto il profilo etico”, tuona il sindaco Felicioli ricordando anche "le tante lettere inviate ai massimi esponenti delle istituzioni (il Capo dello Stato, il Presidente del Consiglio, i Presidenti di Camera e Senato le autorità regionali, il prefetto, i vertici delle aziende interessate) “tutte rimaste senza risposta”.

Addirittura i due primi cittadini avevano anche presentato, per il tramite dei carabinieri, un esposto alla Procura della Repubblica per interruzione di pubblico servizio. Una situazione che perdura, dal momento che la serie di ripetitori che si trova a Collecorno, al confine tra Sefro e Fiuminata, è obsoleta e per questo soggetta a frequenti guasti, non riuscendo comunque a garantire la copertura necessaria.

“Bisognerebbe fare lavori di ammodernamento a questi impianti – incalza il primo cittadino di Sefro Tapanelli – ma spesso ci viene risposto da parte dei gestori che l’utenza e poca e gli investimenti sarebbero antieconomici. Discorsi di convenienza che oggi non hanno alcun senso e situazione che continua a penalizzare un territorio montano già fortemente in difficoltà, per di più ancora alle prese con le problematiche del sisma”.

La rivitalizzazione delle aree interne passa anche e soprattutto dalla possibilità di fruizione dei servizi da parte del cittadino e del turista, ragione per la quale i sindaci dei due comuni di Fiuminata e Sefro continueranno lancia in resta la loro battaglia.

(in foto i due sindaci durante la conferenza stampa in remoto)


f.u.
A Sefro è stato adottato uno dei primi piani attuativi dell’intero cratere sismico. La ricostruzione post sisma del Centro Italia muove piccoli passi, ma non si ferma. Nel piccolo comune delle alte valli del Potenza e dello Scarzito, ci sono ben due borghi interamente devastati dal terremoto del 2016. Entrambi sono stati oggetto di perimetrazione, una sorta di zona rossa,  poiché la percentuale di inagibilità gravi rasenta il 100% degli immobili presenti.

Durante il consiglio comunale del 14 dicembre scorso, all’unanimità, l’intera assise ha approvato l’adozione dello strumento urbanistico per la frazione di Sorti-Cerreto, che ora consentirà ai proprietari di poter far partire la ricostruzione. Maggioranza e minoranza hanno infatti collaborato attivamente affinché questo strumento essenziale per la ricostruzione potesse vedere la luce in tempi brevi.

Grande soddisfazione del consigliere, con delega alla ricostruzione, Corrado Carminelli: “Siamo molto contenti di avere messo nero su bianco il percorso amministrativo che ora consentirà di avviare gli interventi di ripristino. Purtroppo, come abbiamo già detto, i tempi non sono brevi. Le norme prevedono percorsi articolati, ma ora siamo al punto di arrivo amministrativo e al punto di partenza edilizio. Speriamo di vedere presto impalcature e gru”. Si accoda anche il Sindaco Pietro Tapanelli: “Sicuramente siamo soddisfatti poiché è stato fatto un grande lavoro da parte dei nostri tecnici comunali e dello Studio Trampini di Cerreto d’Esi. Grande collaborazione anche da parte della minoranza che ha suggerito alcune correzioni, prontamente recepite prima della pubblicazione. Da oggi (NdR 20/12/2020), infatti, il piano attuativo è pubblicato e tutti gli interessati possono proporre osservazioni andando sul sito istituzionale del Comune. A breve seguirà approvazione definitiva, ma il piano è già operativo e la ricostruzione può iniziare”.

A Sefro è presente anche un’altra perimetrazione, quella di Sorti-Butino. “Qui la questione è molto più complessa, prosegue il Sindaco, in quanto ci sono importanti problemi di dissesto idrogeologico che indirizzano la prima analisi verso la delocalizzazione dell’intero abitato. La parola finale spetterà al Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione post sisma 2016 On. Legnini, al termine della mappatura degli immobili e del loro livello di danno, che entro febbraio dovremmo riuscire ad avere. Il consigliere Carminelli e i tecnici comunali stanno lavorando senza sosta per abbreviare quanto più possibile il complesso iter”.
c.c.
"Ancora disservizi ai segnali di telefonia mobile e della TV. Da tempo il Comune di Sefro sta combattendo una battaglia per far avere alcuni servizi essenziali, accesso alla telefonia mobile e al digitale terrestre, anche all’entroterra maceratese. È passato oramai un anno dalle rassicurazioni del Corecom Marche. Il presidente Carnaroli rassicurò, a fine 2019, interventi risolutivi a seguito del sopralluogo dei tecnici del MISE con apparecchiature degne dei Ghostbusters. Ma, come prevedibile, niente è stato fatto- afferma il sindaco di Sefro Pietro Tapanelli, aggiungendo che i segnali sono addirittura peggiorati.: “Noi cittadini dell’entroterra- continua il primo cittadino-  siamo abituati ai disagi, ma ad essere dolosamente presi in giro non riusciamo a farci il callo. Da oggi in avanti invierò quotidianamente una comunicazione alla Regione, al Corecom e al Prefetto, finché non si arriverà ad una soluzione che, tra le altre cose, ho già trovato e suggerito agli organi regionali competenti… da un anno circa. A seguire, chiamerò Striscia la Notizia e Le Iene, visto che per ottenere qualcosa, in questo paese, bisogna rivolgersi a queste trasmissioni".
Nel borgo dell'entroterra, di recente si è vista anche l’Italgas; a tal proposito, il sindaco ricorda che  il comune di Sefro, famoso per l’acqua e per le trote, è l’unico della provincia che non risulta metanizzato. “Stiamo, anche qui, lottando da anni per avere un trattamento equo e rispettoso della dignità dei cittadini e delle attività produttive che eroicamente combattono per i nostri territori. Finalmente l’Italgas ha effettuato un sopralluogo, ma ora sto cronometrando il tempo che passerà prima che qualcuno muova una paglia. Anche qui bisognerà utilizzare metodi non convenzionali, visto che l’educazione e la diplomazia non hanno funzionato.Insomma, i soliti problemi che la politica promette da anni di risolvere, ma che utilizza solo per le tavole rotonde e per i convegni. Storia vecchia- conclude Pietro Tapanelli- Anche i miei predecessori hanno lottato. Sono passati anni, ma siamo ancora al Caro amico ti scrivo. Ho anche proposto di realizzare a mie spese un traliccio per ospitare le antenne necessarie, ma senza successo. Una situazione incredibile; assurda. Degna di Aspettando Godot”.

c.c.


Covid Hospital a Camerino: domani l’incontro tra i sindaci e il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, un meeting che farà luce sugli sviluppi della gestione pandemica nelle Marche e che potrebbe coinvolgere alcuni reparti del nosocomio camerte. Una discussione che tiene banco, con alcuni pazienti Covid che potrebbero essere trasferiti nella corsia di ortopedia dell’Ospedale Santa Maria della Pietà.

Già oggi le prime schermaglie sul tema tra il sindaco di Camerino, Sandro Sborgia, e l’ex primo cittadino camerte e ora vicepresidente del Consiglio Regionale, Gianluca Pasqui. Sborgia ha affermato di avere garanzie sul fatto che nulla si sarebbe mosso prima della riunione di domani, ma ha recriminato sul fatto che le garanzie fossero assolute, non legate alle contingenze, come detto da "autorevoli rappresentanti regionali". Non si tratterebbe di campanilismo, secondo Sborgia, ma del rispetto del piano pandemico, della situazione post-sisma dell’alto maceratese, e logistiche.

Proprio l’accusa di campanilismo è quella che viene rivolta al sindaco camerte da Gianluca Pasqui, che sottolinea come l’eventuale conversione sarebbe una decisione legata all’assenza di strade alternative. In una nota si legge come Pasqui inviti le amministrazioni locali a evitare campanilismi, appunto, piuttosto favorendo uno spirito di unità di intenti: "C'è chi ancora trova il tempo e il modo per alimentare polemiche sterili e rancori personali con articoli di stampa nei quali si cercano ipotetici colpevoli e si individuano altrettanto ipotetici salvatori della patria. Mi è sembrato di capire, parlando con tanti sindaci dell'entroterra maceratese, che tutti abbiano condiviso il principio per il quale quella per l'ospedale di Camerino e per la salute dei cittadini non può essere una battaglia partitica o ideologica. Su questo dovremmo lavorare. Insieme".

Al vicepresidente dell’Assise regionale ha fatto eco il sindaco di Fiuminata, Vincenzo Felicioli: "Non sta sicuramente a me stabilire il piano pandemico, ma penso che oggi le esigenze siano chiare. Il Covid, come la Spagnola, come la peste, sarà sconfitto, presto sarà fortunatamente un ricordo. Per questo motivo evitiamo queste schermaglie: domani al Presidente Acquaroli chiederò non di modificare il piano pandemico, quanto di parlare di sanità in generale, di futuro, per fare in modo che il problema della sanità, esistente a prescindere dalla pandemia, venga risolto in maniera congrua alle esigenze della cittadinanza delle zone montuose. I rappresentanti di queste zone ci sono e hanno la possibilità di far sentire la loro voce, lo facciano".

Pietro Tapanelli, sindaco di Sefro, parla di un problema di fondamentale importanza. Preservare i servizi ordinari, già parzialmente compromessi dall'emergenza, è vitale: "Sul tema c'è forte preoccupazione per i servizi ordinari che l'ospedale dovrebbe garantire a un territorio già vessato da altre emergenze ben note. La sanità è di tutti e comunque dobbiamo essere a disposizione. Credo si debba essere in grado di garantire i servizi essenziali e ordinari, visto che gli ospedali di Camerino e San Severino servono un vasto territorio, quello dell'alto maceratese. Depotenziare queste strutture sarebbe un grave errore, non solo allo stato attuale delle cose, ma anche in tempo di 'pace'".

Il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, come Felicioli, guarda anche al futuro: "Un sacrificio che avremmo evitato, siamo messi a dura prova dalla pandemia. Per questo chiediamo che ci sia un riconoscimento per i sacrifici dei cittadini del territorio, che già soffrono per il sisma. Evidentemente non possiamo tirarci indietro: in quei letti di ospedale potremmo vedere i nostri cari. Garantiamo i servizi essenziali comunque, il pronto soccorso, i servizi di analisi. Si resti vicini ai cittadini: questa deve essere un'occasione per guardare avanti. Domani dovremo avere un ospedale efficiente, per personale e per strutture. Impariamo a investire nel nostro futuro, l'ospedale di Camerino sia già da subito un baricentro dei servizi che salveranno le nostre vite".

Domani l’incontro, dal quale dovrebbe emergere una visione più chiara su come la pandemia verrà affrontata nel maceratese e su quale, in questo quadro emergenziale, potrà essere il ruolo dell’ospedale di Camerino.

l.c.



Un doppio inizio quello che ha interessato gli studenti di Sefro.
Con la gioia nel cuore, infatti, l'assessore ai servizi scolastici Stefania Penna stila il bilancio della prima settimana di sucola che non ha significato solo il ritorno sui banchi dopo la pandemia, ma anche e soprattutto il ritorno nella nuova struttura sistemata dopo il sisma.

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Stefania Penna

“Abbiamo portato a casa un risultato storico – commenta Stefania Penna -  La scuola Astolfi, che fa parte del comprensivo Strampelli di Castelraimondo, aveva ricevuto un importante finanziamento ministeriale per una pesante ristrutturazione, soprattutto in ottica di sicurezza sismica, ma la sospensione dei lavori a seguito del lockdown ha fatto temere il peggio. Invece, grazie al lavoro di tutti i dipendenti comunali e delle ditte incaricate, siamo riusciti a portare a casa il risultato dell’apertura. Siamo molto soddisfatti, anche perché abbiamo lavorato fianco a fianco con il collega dei lavori pubblici Corrado Carminelli e con i vertici del comprensivo Strampelli, dalla dirigente Spurio alla fiduciaria Belli. Il tutto per offrire ai bambini una scuola nuova, sicura e anche bella.”

Corrado Carminelli, delegato ai lavori pubblici, sottoline come la continuità della amministrazione sia stata fondamentale per raggiungere questo risultato. Il progetto è partito, infatti, con la precedente consiliatura e l’attuale compagine amministrativa lo ha portato a compimento. “E’ il caso classico della continuità delle cose buone - ha detto - . Di solito chi arriva tende sempre a stravolgere ciò che è stato fatto dal predecessore. Invece il nostro impegno, fin dalla campagna elettorale, è sempre stato quello di far crescere e di sviluppare le iniziative che fanno bene al territorio, indipendentemente dal colore politico. Un buon seme necessita sempre di cura e noi abbiamo fatto crescere una pianta rigogliosa. Io stesso, come padre, sono molto soddisfatto dell’opera e del risultato ottenuto che in periodo di lockdown sembrava davvero un miraggio. Non abbiamo fatto alcuna inaugurazione, anche per evitare inutili assembramenti, ma seppur in silenzio abbiamo veramente festeggiato per un risultato storico per tutta la nostra comunità”.

GS
"Come si può rilanciare un territorio senza servizi?".
È la sintesi della richiesta che il sindaco di Sefro, Pietro Tapanelli, dopo aver partecipato all'incontro a Palazzo Chigi insieme ai suoi colleghi del ratere, ha deciso di rivolgere al Premier Conte con una lettera in cui pone l'attenzione non tanto sulla ricostruzione quanto sulla situazione delle aree interne.

Un sindaco che ha deciso di prendere 'carta e penna' per illustrare la reale situazione delle aree interne, sicuramente connessa alla questione post sisma, ma a cui si aggiungono i disagi di terre lasciate in disparte, quasi considerate di serie B.

"Il sisma del Centro Italia 2016 e 2017 è qualcosa di imponente e di difficile gestione - scrive Tapanelli - . Saranno anni di sudore per poter ricostruire parzialmente: sono sicuro, infatti, che alcune realtà non verranno mai rimesse in piedi. Ma il vero problema, a mio avviso, è quello delle aree interne. Anche l’altro giorno ho sentito interventi aventi ad oggetto il rilancio dei territori montani. Ecco, non sono più disposto ad accettare questo refrain. Glielo dico con il cuore: non se ne può più.

Bisogna andare oltre il sisma e dire che è inutile parlare di rilancio e di ripresa se non ci sono le infrastrutture. Senza queste non ci sarà mai più né lavoro né ripresa. Niente di niente. Sarà solo una lenta agonia e noi ci occuperemo solo di una gestione del declino, come stiamo già facendo.

Come si può rilanciare un territorio se, vado in ordine sparso, non ci sono strade degne di essere chiamate tali, non ci sono collegamenti ferroviari, alcune zone non sono metanizzate, il digitale terrestre non arriva e i telefoni cellulari non hanno segnale? Adesso si parla di BUL (Banda Ultra Larga), ennesimo acronimo ipnotizzante in una Italia che pensa più alle sigle che alla sostanza, ma sono anni che siamo in attesa dello sviluppo di questa ennesima incompiuta. Il mondo va alla velocità della luce e noi, per buttar giù un cavo, dobbiamo fare anni di conferenze di servizi e collezionare venti pareri di altrettanti enti a tutela del territorio.

Le scrivo questo - conclude - perché la reputo una delle poche persone serie della politica attuale e magari, immagino con cauto ottimismo, leggendo queste poche ed istintive righe alzerà il telefono e proverà a dare una scossa a favore di noi piccoli comuni, frontiera di uno Stato che si ritira e abbandona la periferia".

GS


Sefro e la trota, un binomio inscindibile che anche nell'estate post Covid si ripete sia pure con una particolare caratterizzazione. La tradizionale "Sagra della trota", che caratterizza il Ferragosto sefrense, sarà infatti da asporto.
"Cercheremo di superare, almeno in parte, il problema del Coronavirus organizzando una sagra da asporto - dichiara il presidente della Pro loco Gianfranco Santini - Nessuno entrerà nella sala della bocciofila, luogo dove tradizionalmente si consumavano i pasti, ma i piatti a base di trota saranno venduti in piazza e potranno essere consumati negli spazi all'aperto". 

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"La trota è per Sefro un prodotto di elevata importanza, quasi la regina del paese - a parlare l'assessore al turismo Marta Pierozzi - e la sagra di metà agosto un appuntamento per noi irrinunciabile. Per questo, nonostante il Coronavirus, vogliamo mantenere questo appuntamento per dare continuità all'evento. In tal modo turisti e visitatori occasionali potranno gustare il nostro prodotto titpico e godere delle innumerevoli bellezze del territorio". A tal fine l'offerta turistica si arricchisce di una ciclo stazione che sarà inaugurata nella giornata di sabato 1 agosto. 

Un evento importante che mette in mostra e valorizza le attività produttive del territorio. Questo il parere dell'assessore Stefania Penna. "Nonostante l'inevitabile ridimensionamento - le sue parole - abbiamo ugualmente voluto organizzare anche la Fiera del 13 agosto, che vanta una tradizione ventennale. Uno snodo di bancarelle per la via centrale del paese e la piazza anche per ridare slancio all'economia".

f.u.

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