Due persone sono state denunciate per truffa aggravata in concorso dai Carabinieri della Stazione di Treia al termine di un’indagine avviata dopo la denuncia presentata da una donna quarantenne residente in città, vittima di un raggiro online avvenuto nei mesi scorsi. I fatti risalgono a ottobre, quando la donna si è rivolta all’Arma dopo aver versato somme di denaro convinta di partecipare a un investimento redditizio. Secondo quanto ricostruito dai militari, un uomo di 63 anni e una donna di 43 anni, entrambi residenti in provincia di Perugia, avrebbero contattato la vittima tramite l’applicazione WhatsApp, prospettandole un presunto investimento finanziario con la promessa di un guadagno del 50 per cento sulla cifra inizialmente versata. Fidandosi delle rassicurazioni ricevute, la donna ha effettuato un primo bonifico bancario di 1.000 euro, senza però ottenere alcun ritorno economico. Successivamente, sfruttando il desiderio della vittima di recuperare il denaro investito, i due indagati l’avrebbero convinta a effettuare ulteriori versamenti, indirizzati su conti correnti riconducibili agli stessi denunciati. Gli accertamenti svolti dai Carabinieri hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e di risalire ai presunti responsabili, che sono stati deferiti in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria competente. L’Arma dei Carabinieri coglie l’occasione per rinnovare l’invito alla cittadinanza a prestare la massima attenzione alle proposte di investimento che arrivano tramite social network o applicazioni di messaggistica, soprattutto quando promettono guadagni facili e immediati, e a segnalare tempestivamente alle Forze dell’Ordine qualsiasi situazione sospetta.
Lavoro “nero” e violazioni sulla sicurezza in un cantiere sulla strada provinciale 84. È quanto hanno scoperto i carabinieri della Stazione di Penna San Giovanni nell’ambito del controllo dei cantieri nell’area del cratere sismico. Sanzioni da quasi 20mila euro per i due responsabili dei lavori.
La consueta attività di verifica dei cantieri presenti in tutto il territorio dell’entroterra maceratese, con particolare attenzione ai profili della sicurezza, ha portato i militari di Penna San Giovanni, con il supporto del Nucleo ispettorato del lavoro di Macerata, al controllo di un cantiere attivato per l’esecuzione dei lavori di mitigazione del rischio idro-geologico lungo la SP 84. Sul luogo dei lavori sono emerse diverse violazioni penali e amministrative in materia di sicurezza. Nel dettaglio, all’amministratore dell’impresa sono state contestate l’assenza di addetti al primo soccorso tra il personale, criticità connesse alla viabilità di cantiere per l’assenza di un ingresso idoneo all’area dei lavori e, soprattutto, la presenza di un lavoratore senza regolare assunzione. L’attività imprenditoriale è stata sospesa. Ravvisate inoltre violazioni del Testo Unico sull’Edilizia, vista l’omessa esposizione del cartello di cantiere con tutte le informazioni sull’operatività dei lavori, il committente e le autorizzazioni.
Le violazioni contestate ai due responsabili dei lavori sono state relazionate alla Procura della Repubblica di Macerata, mentre le ammende penali ammontano a circa 14mila euro (maxi-sanzione per lavoro “nero”). Le sanzioni amministrative sono invece da 4mila e 400euro.
La consueta attività di verifica dei cantieri presenti in tutto il territorio dell’entroterra maceratese, con particolare attenzione ai profili della sicurezza, ha portato i militari di Penna San Giovanni, con il supporto del Nucleo ispettorato del lavoro di Macerata, al controllo di un cantiere attivato per l’esecuzione dei lavori di mitigazione del rischio idro-geologico lungo la SP 84. Sul luogo dei lavori sono emerse diverse violazioni penali e amministrative in materia di sicurezza. Nel dettaglio, all’amministratore dell’impresa sono state contestate l’assenza di addetti al primo soccorso tra il personale, criticità connesse alla viabilità di cantiere per l’assenza di un ingresso idoneo all’area dei lavori e, soprattutto, la presenza di un lavoratore senza regolare assunzione. L’attività imprenditoriale è stata sospesa. Ravvisate inoltre violazioni del Testo Unico sull’Edilizia, vista l’omessa esposizione del cartello di cantiere con tutte le informazioni sull’operatività dei lavori, il committente e le autorizzazioni.
Le violazioni contestate ai due responsabili dei lavori sono state relazionate alla Procura della Repubblica di Macerata, mentre le ammende penali ammontano a circa 14mila euro (maxi-sanzione per lavoro “nero”). Le sanzioni amministrative sono invece da 4mila e 400euro.
Operai impiegati “in nero”, centosettantamila euro di multa e lavori sospesi. È successo in un cantiere stradale di Matelica. La ditta incaricata dello svolgimento delle opere di asfaltatura in alcune strade del centro abitato è stata multata dai carabinieri della stazione locale per aver impiegato diversi operai senza regolare contratto. I militari hanno denunciato il titolare dell’azienda, un trentottenne irlandese residente a Lodi, e ha sospeso le attività lavorative. Contestata l’infrazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro per 90mila euro, oltre a diverse sanzioni amministrative per un totale di 81mila euro.
Uccisi in servizio trentasei anni fa, Camerino ricorda i carabinieri Chiarelli e Liberto
29 Mar 2024
Trentasei anni fa venivano uccisi in servizio Donato Chiarelli e Giovanni Corinto Liberto. Due carabinieri della Compagnia di Camerino che la città ha voluto ricordare oggi con una cerimonia formale, a cui hanno preso parte l’arcivescovo Francesco Massara, il sindaco Roberto Lucarelli, il rettore dell’Università di Camerino, Graziano Leoni. Con loro anche il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Nicola Candido. Parole di ringraziamento e di cordoglio nei confronti dei due militari, uccisi nella notte del 29 marzo del 1988 mentre tentavano di sventare un furto a Villa Filippi, in località Portajano di Camerino.
All’epoca dei fatti Chiarelli, originario del pescarese, aveva 22 anni, Liberto, nativo di Bari, 23. Chiamati in servizio nella notte tra il 28 e il 29 marzo, colsero in flagranza di reato Carlo Ceresani, un uomo di Camerino già noto alle forze dell’ordine, mentre tentava di intrufolarsi all'interno della villa. Nacque una colluttazione in cui Chiarelli fu colpito a morte da una coltellata, mentre il collega - nonostante fosse stato ferito - riuscì ad esplodere un colpo che uccise Ceresani. Intorno alle quattro del mattino i militari furono raggiunti dai colleghi, preoccupati dal loro silenzio radio. Trovarono Liberto agonizzante che spirò dopo aver raccontato l'accaduto. Da allora la città ricorda ogni anno i due carabinieri, entrambi medaglia d’argento al valore civile, il cui ricordo è tenuto vivo anche da un monumento eretto proprio vicino al luogo del delitto.
All’epoca dei fatti Chiarelli, originario del pescarese, aveva 22 anni, Liberto, nativo di Bari, 23. Chiamati in servizio nella notte tra il 28 e il 29 marzo, colsero in flagranza di reato Carlo Ceresani, un uomo di Camerino già noto alle forze dell’ordine, mentre tentava di intrufolarsi all'interno della villa. Nacque una colluttazione in cui Chiarelli fu colpito a morte da una coltellata, mentre il collega - nonostante fosse stato ferito - riuscì ad esplodere un colpo che uccise Ceresani. Intorno alle quattro del mattino i militari furono raggiunti dai colleghi, preoccupati dal loro silenzio radio. Trovarono Liberto agonizzante che spirò dopo aver raccontato l'accaduto. Da allora la città ricorda ogni anno i due carabinieri, entrambi medaglia d’argento al valore civile, il cui ricordo è tenuto vivo anche da un monumento eretto proprio vicino al luogo del delitto.
Recuperati dai carabinieri due dipinti rinascimentali. Erano stati rubati a Fiastra nel 1982
29 Feb 2024
In mattinata la cerimonia di riconsegna di due importanti opere d’arte di proprietà ecclesiastica alla sala conferenze del Museo dell’arte recuperata di San Severino Marche. Si tratta di due tavolette lignee dipinte risalenti alla prima metà del 1500 che, nel gennaio del 1982, erano state trafugate dalla chiesa di San Paolo a Fiastra. Le due opere fanno parte di un più ampio complesso pittorico di 15 tavolette, tutte scomparse da più di quarant’anni. Raffigurano due dei 15 misteri del rosario (La visitazione della Madonna e la Salita al Calvario, ndr) e, disposte a mo’ di cornice, racchiudevano al loro interno una statua lignea policroma della Madonna con il Bambino. Quest'ultima, proveniente anch’essa dalla chiesa di San Paolo, è attualmente custodita al Marec.
A condurre le indagini che hanno portato al recupero delle due preziose opere è stato il Nucleo per la tutela del patrimonio culturale dei Carabinieri di Bologna, guidato dal tenente colonnello Giuseppe De Gori. Il comandante De Gori ha simbolicamente restituito in prima persona le due tavolette all’Arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, Francesco Massara. Presenti per l’occasione, oltre ai militari del Nucleo Tpc di Bologna, anche il comandante provinciale dell’arma, Nicola Candido, il comandante dei carabinieri di Tolentino, Giulia Maggi, il sindaco di Fiastra, Sauro Scaficchia, lo storico dell’arte Matteo Mazzalupi e la direttrice del Marec, Barbara Mastrocola.
Nella foto l'Arcivescovo Francesco Massara, il tenente colonnello Giuseppe De Gori e il sindaco di Fiastra Sauro Scaficchia
Approfondimenti nel prossimo numero del settimanale “L’Appennino camerte”
A condurre le indagini che hanno portato al recupero delle due preziose opere è stato il Nucleo per la tutela del patrimonio culturale dei Carabinieri di Bologna, guidato dal tenente colonnello Giuseppe De Gori. Il comandante De Gori ha simbolicamente restituito in prima persona le due tavolette all’Arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, Francesco Massara. Presenti per l’occasione, oltre ai militari del Nucleo Tpc di Bologna, anche il comandante provinciale dell’arma, Nicola Candido, il comandante dei carabinieri di Tolentino, Giulia Maggi, il sindaco di Fiastra, Sauro Scaficchia, lo storico dell’arte Matteo Mazzalupi e la direttrice del Marec, Barbara Mastrocola.
Nella foto l'Arcivescovo Francesco Massara, il tenente colonnello Giuseppe De Gori e il sindaco di Fiastra Sauro Scaficchia
Approfondimenti nel prossimo numero del settimanale “L’Appennino camerte”
Volto coperto e pistola giocattolo. Così un ragazzo di 25 anni residente a San Severino Marche avrebbe rapinato domenica scorsa, l’autogrill lungo la superstrada 77 tra Tolentino Sud e Tolentino Ovest. Un colpo da 1300 euro in contanti, più diversi Gratta&vinci. Ma non è andato lontano. Giusto qualche ora dopo, infatti, i carabinieri lo hanno arrestato e portato in carcere ad Ancona. Dovrà rispondere del reato di rapina aggravata.
L’azione si è sviluppata in maniera fulminea. Intorno alle 13 il giovane è entrato nell’autogrill, ha battuto la pistola sul banco – gli inquirenti hanno poi scoperto che si tratta di un arma ad aria compressa priva del tappo rosso sulla canna – e ha minacciato la commessa del bar, facendosi consegnare l’incasso e i Gratta&vinci. Nel giro di un minuto era già fuori dal locale, allontanandosi passando sul retro.
Immediato l’arrivo dei carabinieri di Tolentino. Le immagini della videosorveglianza hanno dato le prime indicazioni sull’autore della rapina: pantaloni viola, giubbotto e scarpe nere. La direzione di fuga dell’autore della rapina ha dato ulteriori indicazioni. Gli inquirenti hanno infatti ipotizzato che il rapinatore potesse essere diretto verso San Severino Marche. I loro sospetti si sono quindi concentrati su di un ragazzo classe ’99 che dagli ultimi giorni dell’anno scorso aveva manifestato problemi familiari e connessi all’uso di droghe. Episodi per i quali erano intervenuti anche i carabinieri di San Severino Marche.
I controlli incrociati effettuati grazie alla videosorveglianza hanno confermato i movimenti sospetti dell’auto intestata al ragazzo. I militari hanno raggiunto la sua abitazione e hanno accertato come il giovane fosse rientrato a casa, si fosse cambiato i vestiti per poi ripartire ancora in direzione Tolentino. Mentre le pattuglie della Compagnia di Tolentino, del Norm e delle stazioni limitrofe continuavano la ricerca dell’auto, i militari hanno perquisito la stanza del ragazzo, dove hanno trovato i vestiti che indossava poco prima insieme alla pistola ad aria compressa, una dose di hashish, banconote di piccolo taglio e il passamontagna.
Il cerchio si è stretto intorno alle 16, quando grazie alle telecamere i militari hanno approfondito le ricerche nell’area della zona industriale di Tolentino. Una pattuglia ha rintracciato il ragazzo in un autogrill lungo la superstrada in direzione mare e lo ha arrestato. In tasca aveva Gratta&vinci e 180 euro in contanti. Con lui un altro uomo, denunciato per il porto di un coltello. L’autore del colpo è finito in carcere in attesa dell’udienza di convalida, dove potrà presentare la propria difesa.
L’azione si è sviluppata in maniera fulminea. Intorno alle 13 il giovane è entrato nell’autogrill, ha battuto la pistola sul banco – gli inquirenti hanno poi scoperto che si tratta di un arma ad aria compressa priva del tappo rosso sulla canna – e ha minacciato la commessa del bar, facendosi consegnare l’incasso e i Gratta&vinci. Nel giro di un minuto era già fuori dal locale, allontanandosi passando sul retro.
Immediato l’arrivo dei carabinieri di Tolentino. Le immagini della videosorveglianza hanno dato le prime indicazioni sull’autore della rapina: pantaloni viola, giubbotto e scarpe nere. La direzione di fuga dell’autore della rapina ha dato ulteriori indicazioni. Gli inquirenti hanno infatti ipotizzato che il rapinatore potesse essere diretto verso San Severino Marche. I loro sospetti si sono quindi concentrati su di un ragazzo classe ’99 che dagli ultimi giorni dell’anno scorso aveva manifestato problemi familiari e connessi all’uso di droghe. Episodi per i quali erano intervenuti anche i carabinieri di San Severino Marche.
I controlli incrociati effettuati grazie alla videosorveglianza hanno confermato i movimenti sospetti dell’auto intestata al ragazzo. I militari hanno raggiunto la sua abitazione e hanno accertato come il giovane fosse rientrato a casa, si fosse cambiato i vestiti per poi ripartire ancora in direzione Tolentino. Mentre le pattuglie della Compagnia di Tolentino, del Norm e delle stazioni limitrofe continuavano la ricerca dell’auto, i militari hanno perquisito la stanza del ragazzo, dove hanno trovato i vestiti che indossava poco prima insieme alla pistola ad aria compressa, una dose di hashish, banconote di piccolo taglio e il passamontagna.
Il cerchio si è stretto intorno alle 16, quando grazie alle telecamere i militari hanno approfondito le ricerche nell’area della zona industriale di Tolentino. Una pattuglia ha rintracciato il ragazzo in un autogrill lungo la superstrada in direzione mare e lo ha arrestato. In tasca aveva Gratta&vinci e 180 euro in contanti. Con lui un altro uomo, denunciato per il porto di un coltello. L’autore del colpo è finito in carcere in attesa dell’udienza di convalida, dove potrà presentare la propria difesa.
Braccianti irregolari e violazioni alle norme ambientali. Sotto sequestro un'azienda agricola
02 Ott 2023
Impiego di manodopera clandestina e una serie di violazioni alle normative ambientali. È quello che i carabinieri di Tolentino – in azione insieme ai colleghi del Nucleo ispettorato del lavoro di Macerata e al Gruppo tutela del lavoro di Venezia – hanno contestato al titolare di un’azienda agricola di San Ginesio nel corso della scorsa settimana. L’uomo, un cinquantenne del luogo, è stato multato per 32mila e 500 euro e rischia ulteriori sanzioni penali che prevedono il pagamento di somme oltre i 120mila euro. L’azienda è stata nel frattempo posta sotto sequestro.
L’attività dei carabinieri sul territorio ha portato al controllo della ditta agricola negli scorsi giorni. L’azienda, con a disposizione circa sessanta ettari di terreno, si occupava di allevamento di bovini da latte e della coltivazione di foraggio. Al momento dei controlli dei militari è emersa la presenza di due braccianti agricoli di origine indiana risultati in seguito irregolari sul territorio nazionale e dunque impiegati illegalmente. Da qui è partita la prima denuncia all’autorità giudiziaria. In seguito i controlli hanno fatto luce su un vasto invaso artificiale di circa 600 metri quadrati. La fossa era stata realizzata nei pressi delle stalle in modo da raccogliere le acque reflue grazie a un sistema di pompaggio. I carabinieri hanno per questo allertato i Forestali di Sarnano, che hanno attestato le irregolarità sotto il profilo ambientale e hanno posto l’area sotto sequestro.
Oltre a questo i militari hanno rilevato violazioni sulla sicurezza, dall’aggiornamento del DVR, sulla mancanza di formazione e informazione dei lavoratori, sull’assenza della designazione del medico competente e del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi. Contestate anche una serie di omissioni relative al mancato invio dei lavoratori alle visite periodiche. Mancavano infine le certificazioni di conformità della messa a terra dell’impianto elettrico, della cisterna del gasolio per il rifornimento dei mezzi agricoli, del silos per il mangime e della struttura metallica delle stalle.
Una volta terminati gli accertamenti i carabinieri hanno posto sotto sequestro l’azienda, applicando appunto prescrizioni e ammende penali che prevedono sanzioni fino a 120mila euro. Oltre a questo è scattata anche la maxi multa da 32mila e 500 per il lavoro sommerso.
L’attività dei carabinieri sul territorio ha portato al controllo della ditta agricola negli scorsi giorni. L’azienda, con a disposizione circa sessanta ettari di terreno, si occupava di allevamento di bovini da latte e della coltivazione di foraggio. Al momento dei controlli dei militari è emersa la presenza di due braccianti agricoli di origine indiana risultati in seguito irregolari sul territorio nazionale e dunque impiegati illegalmente. Da qui è partita la prima denuncia all’autorità giudiziaria. In seguito i controlli hanno fatto luce su un vasto invaso artificiale di circa 600 metri quadrati. La fossa era stata realizzata nei pressi delle stalle in modo da raccogliere le acque reflue grazie a un sistema di pompaggio. I carabinieri hanno per questo allertato i Forestali di Sarnano, che hanno attestato le irregolarità sotto il profilo ambientale e hanno posto l’area sotto sequestro.
Oltre a questo i militari hanno rilevato violazioni sulla sicurezza, dall’aggiornamento del DVR, sulla mancanza di formazione e informazione dei lavoratori, sull’assenza della designazione del medico competente e del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi. Contestate anche una serie di omissioni relative al mancato invio dei lavoratori alle visite periodiche. Mancavano infine le certificazioni di conformità della messa a terra dell’impianto elettrico, della cisterna del gasolio per il rifornimento dei mezzi agricoli, del silos per il mangime e della struttura metallica delle stalle.
Una volta terminati gli accertamenti i carabinieri hanno posto sotto sequestro l’azienda, applicando appunto prescrizioni e ammende penali che prevedono sanzioni fino a 120mila euro. Oltre a questo è scattata anche la maxi multa da 32mila e 500 per il lavoro sommerso.
Maltrattamenti in famiglia, arrestato un uomo. Le operazioni dei carabinieri di Tolentino
04 Ago 2023
Un ordine di carcerazione, un furto sventato e diverse denunce. Sono i risultati del lavoro degli ultimi giorni portati avanti dalla compagnia dei carabinieri di Tolentino. Scendendo nel dettaglio, i militari hanno eseguito un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Macerata nei confronti di un uomo condannato a tre anni di reclusione per il reato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Le indagini che hanno permesso la ricostruzione dei fatti sono partite nel 2020, quando l’uomo era stato denunciato a seguito di una lite con la sua convivente, nella quale la donna aveva riportato lesioni. Da questo episodio i militari hanno potuto ricostruire i fatti, appurando come nel periodo compreso tra il 2014 e il 2020 si fossero verificati altri eventi simili. L’uomo è ora detenuto nel carcere di Fermo.
Nei giorni scorsi, inoltre, un equipaggio dell’aliquota radiomobile è riuscito a sventare un furto in un’azienda agricola di Tolentino. La segnalazione è arrivata dal proprietario della ditta, che aveva notato movimenti sospetti intorno alla sede. I militari hanno colto in flagrante due ragazzi che erano riusciti a trafugare due taniche di nafta agricola dal serbatoio di una pompa di irrigazione. Sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria, mentre la refurtiva è stata restituita al proprietario.
Sempre i carabinieri del pronto intervento di Tolentino hanno multato per ubriachezza e per atti contrari alla pubblica decenza un uomo residente in città. L’uomo, in evidente stato di alterazione, era rimasto chiuso fuori dal suo appartamento. I militari lo hanno trovato nudo nelle scale condominiali.
La stazione di San Ginesio ha infine segnalato alla Prefettura una ragazza fermata in un giardino pubblico e trovata in possesso di uno spinello e di una dose di hashish.
Nei giorni scorsi, inoltre, un equipaggio dell’aliquota radiomobile è riuscito a sventare un furto in un’azienda agricola di Tolentino. La segnalazione è arrivata dal proprietario della ditta, che aveva notato movimenti sospetti intorno alla sede. I militari hanno colto in flagrante due ragazzi che erano riusciti a trafugare due taniche di nafta agricola dal serbatoio di una pompa di irrigazione. Sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria, mentre la refurtiva è stata restituita al proprietario.
Sempre i carabinieri del pronto intervento di Tolentino hanno multato per ubriachezza e per atti contrari alla pubblica decenza un uomo residente in città. L’uomo, in evidente stato di alterazione, era rimasto chiuso fuori dal suo appartamento. I militari lo hanno trovato nudo nelle scale condominiali.
La stazione di San Ginesio ha infine segnalato alla Prefettura una ragazza fermata in un giardino pubblico e trovata in possesso di uno spinello e di una dose di hashish.
Sventato un tentativo di suicidio dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Tolentino. I fatti risalgono alla serata del 25 luglio scorso, quando una pattuglia in servizio in località Pace è stata avvicinata da alcuni ragazzi. I giovani, piuttosto scossi, hanno avvertito i militari che una persona aveva deciso di togliersi la vita impiccandosi ad una scalinata poco lontana.
Immediato l’intervento dei carabinieri, che hanno prontamente sostenuto il corpo dell’uomo, allentando la tensione della corda e riuscendo a riportarlo a terra. I soccorsi sanitari sono arrivati sul posto poco dopo: l’uomo, seppur privo di conoscenza respirava ancora. È stato trasportato all’ospedale di Macerata ed è fuori pericolo. Stando alle ricostruzioni dell’Arma, l’uomo avrebbe tentato l’estremo gesto a causa di uno stato di forte crisi a cui era seguita anche l’assunzione di psicofarmaci.
Immediato l’intervento dei carabinieri, che hanno prontamente sostenuto il corpo dell’uomo, allentando la tensione della corda e riuscendo a riportarlo a terra. I soccorsi sanitari sono arrivati sul posto poco dopo: l’uomo, seppur privo di conoscenza respirava ancora. È stato trasportato all’ospedale di Macerata ed è fuori pericolo. Stando alle ricostruzioni dell’Arma, l’uomo avrebbe tentato l’estremo gesto a causa di uno stato di forte crisi a cui era seguita anche l’assunzione di psicofarmaci.
Scontro frontale tra due vetture nel primo pomeriggio a Pioraco. Cinque persone coinvolte, in volo l’eliambulanza.
È successo intorno alle 15.15 a Pioraco, lungo la statale 361 “Septempedana”. Per cause in corso di accertamento le due auto hanno impattato frontalmente. Le condizioni delle persone a bordo - stando alle prime informazioni arrivate dal luogo dell’incidente - dovrebbero essere stabili. Sul posto il 118, intervenuto immediatamente per i primi soccorsi, che ha comunque allertato l’eliambulanza in via precauzionale. Intervenuti anche i vigili del fuoco, che hanno liberato le cinque persone dagli abitacoli delle due vetture. Presenti anche i carabinieri per i rilievi del caso.
È successo intorno alle 15.15 a Pioraco, lungo la statale 361 “Septempedana”. Per cause in corso di accertamento le due auto hanno impattato frontalmente. Le condizioni delle persone a bordo - stando alle prime informazioni arrivate dal luogo dell’incidente - dovrebbero essere stabili. Sul posto il 118, intervenuto immediatamente per i primi soccorsi, che ha comunque allertato l’eliambulanza in via precauzionale. Intervenuti anche i vigili del fuoco, che hanno liberato le cinque persone dagli abitacoli delle due vetture. Presenti anche i carabinieri per i rilievi del caso.
