PIEDINO Appenn a casa 2021
Un cocktail alcolico servito a un minorenne nel giugno del 2020. È questo il motivo per cui un bar del centro storico di Macerata resterà chiuso per i prossimi tre mesi. Lo ha stabilito il Giudice di Pace di Macerata, dopo le indagini della Compagnia dei carabinieri del capoluogo e della Polizia Locale.

Nel corso dei controlli effettuati dalle forze dell’ordine dopo la fine del primo lockdown, era emerso che un socio del bar aveva servito a un quindicenne un vodka lemon senza essersi prima accertato che il cliente fosse maggiorenne. Il primo provvedimento nei confronti dell’attività era arrivato qualche giorno dopo: cinque giorni di chiusura. Le indagini sono proseguite con le analisi dell’Arpam, grazie alle quali i militari e gli agenti della municipale hanno dimostrato che il drink fosse a tutti gli effetti alcolico. A questo punto è scattata la denuncia per il reato di “Somministrazione di alcolici a minori o infermi di mente”, che prevede – oltre alla multa – anche la sospensione dell’esercizio commerciale.

Il titolare dell’attività ha presentato ricorso in Cassazione, un ricorso dichiarato però inammissibile lo scorso 7 giugno. Il Giudice di Pace ha quindi chiuso definitivamente il procedimento, condannando il titolare al pagamento delle spese processuali, ad un ammenda di 4mila euro e, appunto, alla chiusura dell’esercizio a partire dal 28 giugno.
A caccia di biglietti per il concerto di Vasco Rossi sui social, truffato per 460 euro. È la disavventura di un giovane che il 15 giugno scorso aveva denunciato un raggiro subito nel tentativo di acquistare biglietti per il concerto del rocker allo stadio del Conero di Ancona. Il responsabile, un uomo originario di Napoli, è stato denunciato per truffa.

Il tutto esaurito ha spinto il ragazzo a cercare i biglietti attraverso un gruppo Facebook. Una ricerca che sembrava essere andata a buon fine. Il giovane, chattando su Messenger, ha trovato un accordo con una donna, S. P. le sue iniziali, e ha pattuito il pagamento di 170 euro tramite bonifico. Operazione ripetuta anche per acquistare altri quattro biglietti, stavolta da un uomo, A. M., per ulteriori 290 euro. Dopo qualche giorno dal pagamento e con il concerto ormai all’orizzonte, il ragazzo ha cominciato a reclamare l’invio dei tagliandi non ancora ricevuti. La donna lo ha bloccato, impedendogli così di continuare a contattarlo.

A questo punto, avendo capito di essere stato truffato, il giovane ha cercato di ripetere l’acquisto con un altro contatto Facebook. La stessa donna ha offerto anche in questo caso la possibilità di comprare i biglietti con le stesse modalità, fornendo lo stesso iban e lo stesso nominativo dell’uomo, A. M.. Proprio quest’ultimo, una volta contattato telefonicamente per reclamare i biglietti già pagati, ha reagito con minacce e insulti nei confronti della vittima.

Il giovane si è quindi rivolto ai carabinieri della Compagnia di Tolentino per sporgere denuncia. Le indagini dei militari, eseguite tramite accertamenti sui social, tabulati telefonici e verifiche dei conti bancari, hanno portato ad un soggetto originario di Napoli, gravato da precedenti simili. Il responsabile è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria e dovrà rispondere dei reati di truffa e delle minacce rivolte alla vittima.
Minacce e intimidazioni nel tentativo di estorcere denaro, due arresti nella notte. È successo a Civitanova Marche dove, dopo alcuni giorni di ricerca, i carabinieri della Compagnia locale hanno rintracciato due uomini, entrambi trentasettenni, che all’inizio di giugno avevano minacciato un commerciante quarantaquattrenne di Porto Recanati. Il primo è stato fermato al casello dell’A14 a Civitanova mentre rientrava a casa accompagnato dal fratello, l’altro nella sua abitazione a Potenza Picena. Durante le perquisizioni domiciliari seguite all’arresto, i militari hanno rinvenuto oltre 60 grammi di cocaina e circa 1.300 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio, oltre a diverso materiale tipicamente utilizzato per dividere la droga in dosi.

Entrambi sono stati trasferiti nel carcere di Montacuto, dove sono a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Si contestano loro i reati di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, tentata estorsione aggravata in concorso e violazione di domicilio aggravata.

La ricostruzione. Qualche settimana fa i due sono entrati a casa della vittima, tentando di estorcergli mille euro. Fatti aggravati dalle minacce, a cui sono seguiti i fatti. Schiaffi di fronte alla moglie e al figlio e danni alla sua auto e alla recinzione dell’abitazione con una mazza da baseball. Immediato l’inizio delle indagini dei militari, in sinergia con il Nucleo investigativo dei carabinieri di Macerata e con i colleghi delle stazioni di Porto Potenza e Porto Recanati. Una volta raccolte prove a sufficienza, l’Autorità Giudiziaria ha emesso ordinanza di misura cautelare in carcere, soprattutto in considerazione della brutalità con cui i due arrestati hanno agito.
Furbetti del reddito di cittadinanza, nove denunce in provincia. È il bilancio dei controlli dei carabinieri del Comando di Macerata impegnati a garantire la regolarità dei contributi erogati per il sussidio contro la povertà. Indagini sulle percezioni indebite che hanno fatto luce, fino ad oggi, su oltre 400mila euro erogati a 50 beneficiari, denunciati per aver percepito gli aiuti pur non avendone il diritto.

Nel dettaglio, gli ultimi approfondimenti investigativi hanno condotto i militari alla denuncia di quattro cittadini italiani e di cinque stranieri. Diverse le motivazioni che hanno portato alle denunce. A Castelraimondo i carabinieri hanno denunciato una 40enne poiché percepiva il sussidio pur non risiedendo abitualmente in Italia. A Pieve Torina, invece, un 50enne aveva falsificato la propria denuncia dei redditi per accedere ad un contributo di oltre 23mila euro. A Potenza Picena e Montelupone, altri due cittadini italiani hanno presentato dichiarazioni Dsu ed Isee false, ricevendo benefici per circa 9mila euro. A Montecosaro sono finiti sotto la lente di ingrandimento due afghani di 46 e 28 anni, un pakistano 42enne ed un kosovaro 26enne per aver presentato dichiarazioni di permanenza in Italia pur vivendo in Germania, false dichiarazioni Isee e, in un caso, omettendo di comunicare la convivenza con i genitori. In totale le percezioni indebite dei quattro ammontano a 20mila euro. A Pollenza l’ultima denuncia: una cittadina rumena residente in Germania da più di un anno e mezzo percepiva il sussidio dichiarando falsamente di vivere in Italia.

I militari hanno revocato i benefici e hanno attivato le procedure per il recupero del denaro erogato.
Cantieri della provincia sotto la lente di ingrandimento delle forze dell’ordine. I controlli effettuati dai carabinieri in materia di sicurezza sul lavoro fanno il paio con l’accordo di collaborazione istituzionale, sottoscritto al Ministero dell’Interno, per implementare i controlli antimafia nei cantieri della ricostruzione.

Settimana intensa, dunque sotto il profilo della vigilanza. Su tutto il territorio provinciale, i carabinieri del Comando di Macerata, in collaborazione con il Gruppo carabinieri tutela lavoro di Venezia, il Nucleo carabinieri ispettorato lavoro di Macerata e le Compagnie di Civitanova Marche, Tolentino e Camerino hanno ispezionato 15 cantieri. Sanzioni complessive che ammontano a più di 30mila euro distribuiti tra diversi cantieri a Civitanova Marche, Tolentino e Belforte del Chienti. Segnalazioni anche per alcuni professionisti attivi a Ussita.

I militari fanno sapere che nelle prossime settimane i controlli nei cantieri «saranno intensificati per garantire la salvaguardia della sicurezza dei luoghi di lavoro, e quindi della salute dei lavoratori. La sicurezza sul lavoro – prosegue la nota dei carabinieri – è uno dei settori in cui l’arma dei carabinieri opera costantemente, grazie alla collaborazione dei militari del Nucleo ispettorato lavoro e l’ispettorato territoriale del lavoro, al fine di cercare di limitare il numero degli infortuni».

Grande attenzione però, anche sulle eventuali infiltrazioni mafiose. Il protocollo, promosso dal Ministero dell’Interno, è stato sottoscritto dalle maggiori istituzioni provinciali, dalle sigle sindacali e dalle associazioni degli edili, dai rettori degli atenei di Camerino e Macerata e dal Commissario Legnini. Prevede una più stretta collaborazione istituzionale volta a rafforzare i presidi di legalità e sicurezza a tutela di tutti i lavoratori impegnati nei cantieri. Nel dettaglio, l’accordo prevede diverse misure per efficientare il controllo sugli aspetti antimafia e anticorruzione, sui flussi finanziari e sulle movimentazioni di manodopera. Lo scopo è quello di creare sistemi di prevenzione, di controllo e di contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa, oltre che permettere una verifica puntuale sotto il profilo della sicurezza e della regolarità dei cantieri di lavoro.
Porte delle discoteche sbarrate per un anno a sei matelicesi, tutti tra i 23 e i 38 anni. Lo ha stabilito il questore di Macerata, Vincenzo Trombadore, su segnalazione dei carabinieri della Compagnia di Camerino e dopo le indagini dei militari della Stazione di Matelica.

Le ragioni del provvedimento, che impedisce ai sei giovani l’accesso e l’avvicinamento a tutti i locali da ballo della città per almeno un anno, risalgono a fine febbraio. I sei denunciati, insieme a un altro ragazzo ancora non rintracciato dalle forze dell’ordine, avevano scatenato una rissa fuori da un locale a Matelica. I carabinieri hanno ricostruito gli avvenimenti di quella notte, denunciando i responsabili all’Autorità Giudiziaria e chiedendo provvedimenti amministrativi a loro carico. I sei protagonisti della colluttazione, la maggior parte dei quali per altro gravati da precedenti per reati contro il patrimonio e contro la persona, sono stati quindi sanzionati dalla Questura. Per un anno non potranno accedere ai locali della città matelicese, né stazionare nelle loro vicinanze.
Colto da un malore mentre cerca di far ripartire la sua auto a spinta. Ha perso la vita così, intorno alle 10 e mezza di stamattina, un anziano di Pieve Torina di circa ottanta anni. Stando alle prime ricostruzioni delle forze dell’ordine, l’auto della vittima dell’incidente si è fermata vicino all’area Sae di Pieve Torina. L’anziano è sceso, tentando di rimettere in moto a spinta. In quei momenti si è sentito male, cadendo a terra. L’auto a quel punto lo ha schiacciato. L’ottantenne, secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, è morto sul colpo. È stato il malore a essergli fatale.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Camerino, i Vigili del fuoco di Macerata e i sanitari del 118. Allertata anche l’eliambulanza, che è successivamente rientrata alla base dopo che i medici hanno accertato che per l’anziano non ci fosse più nulla da fare.
Sono finiti ai domiciliari con braccialetto elettronico, indagati per tentata rapina pluriaggravata in concorso e per ricettazione, i due uomini ritenuti responsabili di una serie di colpi tra Marche e Umbria. Le indagini sono partite lo scorso 29 ottobre a San Ginesio e si sono concluse stamattina, quando i carabinieri di Tolentino e di Camerino, in collaborazione con i colleghi di Perugia, hanno arrestato la coppia alla periferia del capoluogo umbro. Le perquisizioni domiciliari hanno fatto luce su denaro contante e attrezzi da lavoro: questo il bottino che la coppia era riuscita a trafugare da diverse abitazioni tra Umbria e Marche.

La prima denuncia è arrivata alla fine dello scorso ottobre: uno dei due uomini arrestati era riuscito ad entrare nella casa di un anziano a San Ginesio. Proprio l’anziano li aveva messi in fuga e, soprattutto, aveva recuperato il numero di targa dell’auto con cui i malviventi si erano allontanati. Da lì sono partite le indagini dei militari. Grazie alle informazioni fornite dalla vittima ginesina, i carabinieri sono risaliti a due stranieri dell’hinterland perugino che utilizzavano spesso la macchina individuata, intestata ad una terza persona.

Altri colpi con lo stesso modus operandi sono stati denunciati dai cittadini dell’entroterra maceratese da gennaio in poi: uno dei due uomini distraeva la vittima, mentre l’altro poteva agire indisturbato. È successo a Piaggiole di Camerino, dove uno dei due uomini diceva di voler comprare l’auto della vittima, mentre l’altro rovistava nella vettura, ma anche a Ormagnano di Seppio: in questo caso i due malviventi stavano tentando il colpo in un garage ma sono stati scoraggiati dalla padrona di casa.

Le indagini dei carabinieri, a cui hanno partecipato anche i militari della Stazione di Pioraco, hanno appurato come gli autori dei tre colpi fossero gli stessi. Sulla base delle prove fornite, tra cui anche l’individuazione fotografica di uno dei due indagati, il Gip del Tribunale di Macerata ha disposto i domiciliari, a cui i militari hanno dato esecuzione. A seguito delle perquisizioni domiciliari, con il rinvenimento di attrezzi da lavoro e di contanti, i due sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria anche per il reato di ricettazione.

l.c.
Aggiornamento delle 13

Imbocca la superstrada in bicicletta, fortunatamente senza conseguenze. Intorno alle 12, stando alle segnalazioni arrivate alla Polstrada di Macerata, un uomo, colombiano, è entrato sulla superstrada 77 della Val di Chienti all'altezza di Tolentino Est, procedendo in direzione mare. Sul posto i carabinieri del Comando di Tolentino, allertati dai colleghi della Polizia Stradale. I militari sono intervenuti consentendogli di uscire dall'arteria in sicurezza ed evitando il peggio. Al momento dell'arrivo dei carabinieri l'uomo si era già fermato all'altezza di un distributore di carburante.

È l'ultimo di una serie di episodi avvenuti lungo la superstrada tra Civitanova e Foligno. Lo scorso maggio le immagini del suv entrato contromano tra Montecosaro e Morrovalle hanno fatto il giro del web. La Toyota guidata da un 86enne aveva poi terminato la sua corsa schiantandosi contro un furgoncino. Di pochi giorni fa, invece, l'episodio che ancora una volta poteva avere esiti tragici. Un giovane di 21 anni aveva infatti imboccato la superstrada con un monopattino elettrico sfrecciando nel traffico serale, sempre all'altezza di Montecosaro. Illeso, è stato fermato, identificato e multato dai carabinieri.

l.c.


Un morto e un ferito grave. Questo il bilancio dell’incidente avvenuto stanotte sulla statale 502 a Cingoli. Un camioncino con a bordo cinque operai residenti in Lombardia è finito nella scarpata, ribaltandosi. Il conducente – di 25 anni – è deceduto sul colpo, uno dei passeggeri è stato trasferito all’ospedale Torrette di Ancona, seppur non versi in pericolo di vita.

Non sono chiare le motivazioni dell’incidente: stando alle ricostruzioni, intorno alle 21.30 di ieri sera il camioncino ha sbandato mentre percorreva una curva all’altezza della Fileni, finendo quindi nella scarpata dopo essersi ribaltato diverse volte. Immediatamente allertati da altri automobilisti e da uno dei passeggeri del mezzo, i Vigili del fuoco di Macerata sono intervenuti per estrarre due degli operai rimasti incastrati nella cabina, uno dei quali, il conducente, aveva già perso la vita. Sul posto anche i pompieri di Ancona con una gru, i sanitari del 118 e i carabinieri della stazione di Cingoli.

l.c.
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