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Due giovani legati al territorio. Il terremoto non li ha piegati ma, anzi, ha fatto sì che si rimboccassero le maniche per far risorgere il loro spicchio di Marche. Sono Simone Fattobene e Juri Piermattei, due giovani imprenditori agricoli di San Severino che proprio sabato prossimo saranno protagonisti di due eventi in città.
“Sono segnali di speranza – dice Francesco Fucili, presidente di Coldiretti Macerata – i giovani, con il loro protagonismo, fanno ben sperare per il futuro economico e agricolo della provincia maceratese”. Simone presenterà alle 18 in piazzale del Commercio, proprio di fronte all’ospedale, alla Norcineria Sant’Elena, le birre de L’Ultimo Piceno. Così, in onore del popolo italico che fu fedele alleato dei Romani, ha deciso di chiamare il suo birrificio. Birra agricola che, all’80%, viene prodotta con ingredienti a centimetro zero, tra Stigliano e Pitino, nei dintorni dell’acropoli picena. Un progetto che, anche nella grafica, è interamente dedicato ai Piceni: anche il packaging è stato studiato dopo accurate ricerche fotografiche effettuate al Museo Archeologico delle Marche, il più fornito del mondo in quanto a reperti Piceni. Gli stessi nomi delle birre "pescano" dagli avi marchigiani: "Bionda Picena" è la bionda, "Numa" (che riprende il  nome dalla cittadina rivierasca di Numana) per la blanche, mentre "Hostiliana" e "Pitana" che riprendono da delle fazioni abitate dai Piceni a San Severino (Stigliano e Pitino) sono rispettivamente l'Apa e la rossa doppio malto. Festa alla quale non mancheranno, l’ideale per sorseggiare birra, tre super panini da 11 metri l’uno.

Qualche ora prima, alle 16, in via Roma Juri Piermattei taglierà il nastro del suo sogno. La tenacia di superare la fase critica del terremoto Juri l’ha trovata per aprire un nuovo punto vendita aziendale dove fare la vendita diretta delle sue produzioni a chilometro zero. Parliamo di marmellate, creme di ortaggi e passate di pomodoro che Piermattei propone dalla sua azienda Campagna Magna insieme a prodotti innovativi e salutistici come bacche di goji, erbe aromatiche, spontanee e officinali. Juri ha dato poco investito nella sua attività e frequenta i mercati della vendita diretta di Campagna Amica. Lo scorso anno è stato anche finalista degli Oscar Green di Coldiretti, la manifestazione che premia i giovani che fanno innovazione legata alla tradizione in agricoltura, ma il sisma ha reso inagibile l’accesso delle persone al suo punto vendita aziendale. Da qui l’idea di avviare in via Roma, in pieno centro storico a San Severino, un corner con tutte le sue produzioni. Un negozio agricolo dove poter trovare confetture, sott’oli, olio extravergine di oliva, zuppe, biscotti e farine speciali. Importanti segnali di rilancio dei paesi del cratere che arrivano dai giovani, protagonisti della rivoluzione agricola italiana.

GS
Sta per iniziare la 29esima edizione della Mostra Mercato Attività Produttive che nel prossimo fine settimana animerà la piazza del Popolo di San Severino.
L’evento è stato presentato questa mattina in conferenza stampa per discutere di una manifestazione longeva che, soprattutto in un periodo di difficoltà come questo, mette in mostra le attività del territorio.
“L’obiettivo - dice Renzo Leonori, presidente Confartigianato Macerata – è quello di creare opportunità importanti per le imprese. Manifestazioni come queste servono da vetrina per i prodotti che le aziende producono. Una bella sinergia quella con Coldiretti, che ogni anno rinnova la sua presenza, una sinergia che funziona anche con la Confcommercio. Quest’anno saranno circa 60 espositori come nelle altre edizioni”.
L’appuntamento per l’inaugurazione è per venerdì alle 17, piazza del popolo, dove sarà presente un ospite illustre.
“D’accordo con il sindaco – prosegue Leonori - abbiamo trovato un personaggio non politico viste le ultime vicissitudini. Sarà presente quindi all’inaugurazione il Capo della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli”.
A confermare la sinergia che da anni prosegue tra l’evento e Coldiretti, il direttore Coldiretti Macerata, Giordano Nasini: “Un grande evento al quale non potevamo mancare, anzi, ogni anno rilanciamo con nuove attività. Quest’anno presenteremo il nostro responsabile di zona, Terenzio Malvestiti che sostituisce Giovanni Filoni, e saranno presenti le nostre imprese e interessanti novità. Attraverso i nostri Agrichef faremo show-cooking con degustazioni guidate”.

Largo ai giovani, poi, con le premiazioni di alcuni nuovi imprenditori, ma anche di una persona che ha una lunga esperienza nel campo delle imprese.

"Questo è uno spaccato che diamo a San Severino per rendere protagoniste le imprese del territorio - dice l'assessore Orlandani - . Siamo al 29esimo anno quindi abbiamo dato restyling all'esposizione, ma ormai è una mostra collaudata. La partnership con Coldiretti è molto importante perchè si mettono in mostra i prodotti del territorio e quelli Made in Italy. Chiuderemo con la sfilata di moda seguita da Marco Moscatelli. Abbiamo quindi una serie di eventi per tutti i gusti e che vanno a completare la ricca offerta estiva della città".

(In foto: Al centro l'assessore Jacopo Orlandani. A sx il direttore Coldiretti Macerata Giordano Nasini e a dx il presidente Verdenesi accanto a Renzo Leonori)

GS
Cambio della guardia al vertice degli uffici di zona maceratesi di Coldiretti
Tra pensionamenti e nuove nomine, cambiano i segretari dei territori di Camerino, Cingoli, San Severino, Treia e Tolentino.
Terenzio Malvestiti, alla guida negli ultimi tre anni dell’ufficio di Camerino, andrà a ricoprire lo stesso ruolo  a Cingoli, San Severino e Treia sostituendo Giovanni Filoni, in pensione dopo decenni d’impegno con l’organizzazione degli agricoltori.
Nell'ufficio di zona di Camerino, subentra a Malvestiti  Paola Grandoni, 48enne di Fiuminata, prima donna al vertice di un ufficio di zona Coldiretti nelle Marche.  
Ritiro dal lavoro anche per Alberto Natali, sinora segretario di zona in Coldiretti a Tolentino. A sostituirlo sarà il neo nominato Lorenzo Andreani, tolentinate di 46 anni. Da Francesco Fucili e Giordano Nasini, presidente e direttore di Coldiretti Macerata, ringraziamenti sono stati rivolti alle figure in pensionamento per un lavoro svolto per decenni mettendo esperienza e competenze al servizio degli associati. Auguri di buon lavoro invece  per i nuovi segretari, certi che a loro volta, insieme ai propri collaboratori, sapranno essere importanti punti di riferimento per il territorio.

“Bisogna essere sempre al passo coi tempi per dare i servizi ed essere efficienti rispetto a quello che ci chiedono le imprese- dichiara Francesco Fucili - .Nella riorganizzazione dei nostri Uffici Provinciali, visto che figure ormai storiche di due segretari di zona hanno approfittato della raggiunta età pensionabile, insieme alla direzione e al consiglio, abbiamo deciso di riorganizzare la presenza negli uffici con il cambio e la sostituzione e la nomina di nuovi responsabili sul territorio.  Avvicendamento dunque a Camerino con Paola Grandoni che ha preso il posto di Terenzio Malvestiti a sua volta  andato a ricoprire lo stesso ruolo in un'altra zona importante della nostra provincia che è quella  da noi chiamata Macerata nord, zona di San Severino, Treia, Cingoli, Apiro, Poggio San Vicino. Paola Grandoni, tecnico ormai di lunga esperienza seguirà tutta la zona Montana di Camerino e l'entroterra fino a arrivare a Visso.  Allo stesso tempo, dopo il pensionamento di Alberto Natali che seguiva come segretario di zona Tolentino e i comuni limitrofi, subentra quale segretario zona di nuova nomina, il tecnico dell'ufficio di riferimento Lorenzo Andreani.  Da questa organizzazione e riorganizzazione - spiega Fucili- ci aspettiamo. nuovi risultati e soprattutto di essere performanti rispetto a quelle che sono le esigenze dell'agricoltura della nostra provincia. Non dimentichiamo che ci sono esigenze contingenti che derivano da difficoltà che ci portiamo dietro da 3 anni a causa del sisma e, soprattutto in queste zone dell'entroterra che i tre nuovi segretari di zona si trovano a rappresentare e dirigere.  In tutti i comuni del Cratere - prosegue il presidente  Coldiretti Macerata-  siamo alle prese ancora con una ricostruzione farraginosa, soprattutto con delle problematiche correlate al saper conciliare  le opportunità legate ai Piani di sviluppo rurale e agli insediamenti; ci sono infatti molte aziende di giovani che sono in attesa di conoscere le sorti dei bandi del Piano di sviluppo rurale.  Molti di questi ragazzi sono assistiti da noi e con loro abbiamo costruito insieme dei progetti di futuro. Per cui - conclude Fucili- c'è tutto l'interesse e la determinazione a legare questi piani di sviluppo ad una ricostruzione sensata che ”vada a riportare delle attività, specie per i settori dell' allevamento e della trasformazione e vendita diretta,in quelle zone dove l’economia è ancora carente".
cc
Una stagione da incubo per via del meteo ma la perizia degli agricoltori marchigiani ha salvato la qualità. A trebbiatura finita si iniziano a tirare le somme nelle campagne delle Marche, terza regione cerealicola d’Italia per quanto riguarda il grano duro.
"La stima di qualche giorno fa - si legge in una nota della Coldiretti - , che vedeva un calo medio tra il 5 e il 10% della produzione dovrebbe essere rispettata ma la situazione in regione è totalmente disomogenea, sulla base di quanto conferito dagli agricoltori ai Consorzi agrari. Si passa da zone di pianura dove si è registrata una buona resa, a campi in collina che più hanno subito l’andamento scostante del clima con i primi mesi privi di piogge, un maggio freddo e piovoso e il torrido giugno. La tromba d’aria che la scorsa settimana ha attraversato la regione è arrivata quando il più era fatto. Nelle aree più vicine alla costa la trebbiatura era già conclusa. In quelle collinari, dove le operazioni erano agli sgoccioli, la forza degli elementi è stata meno distruttiva".
Poi la dichiarazione della presidente di Coldiretti Marche: “Il grano marchigiano continua a rappresentare un'eccellenza agricola del nostro territorio – commenta Maria Letizia Gardoni - . Nonostante i disagi e i danni subiti dalle ripetute ondate di maltempo, la trebbiatura è andata a buon fine non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi con un'ottima percentuale di proteina. La tecnica e la capacità produttiva dei nostri imprenditori, legate ai contratti di filiera e al recupero di antiche varietà, fanno del frumento un comparto economico di indiscusso rilievo per una regione come la nostra da sempre riconosciuta come culla dell'attività cerealicola”.
Le Marche dovrebbero mantenere la terza piazza d’Italia come produzione di grano duro, dietro a Puglia e Sicilia. Le province che vantano la produzione maggiore sono Ancona e Macerata. Secondo un’elaborazione di Coldiretti Marche su dati Istat rappresentano, con oltre 3,5 milioni di quintali, quasi l’80% del totale regionale. Bene l’orzo sia per produzione che per qualità: si stima una produzione in aumento tra il 5 e il 10%. Bene anche il grano tenero.
Alberi abbattuti, capannoni distrutti, serre scoperchiate, danni ingenti alla colture di mais e girasole, all'ortofrutta. L’uragano che ieri pomeriggio si è abbattuto all’improvviso sulle Marche ha attraversato la regione da nord a sud lasciando dietro di sé una scia di devastazione nelle campagne. Soprattutto sulla costa, ma danni ingenti sono stati registrati anche nelle aree collinari. Più contenuti i disagi nell’area montana.

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A lanciare l'allarme è la Coldiretti: "Dall’inizio dell’anno - scrive in una nota - , in Italia, sono stati registrati oltre 2 eventi meteorologici straordinari e distruttivi al giorno tra grandinate, trombe d’aria, nubifragi e tempeste di neve. Fenomeni in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo una rielaborazione di Coldiretti Marche su dati Eswd. L’evento di ieri arriva al termine di un giugno dal caldo record che ha registrato temperature di due gradi superiore rispetto alla media degli ultimi 20 anni, a sua volta anticipato dal maggio freddo e piovoso. Una situazione disastrosa soprattutto nelle province di Ancona e Macerata".

“Siamo in piena fase emergenziale – denuncia Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche - poiché nelle campagne della nostra regione lo scenario è apocalittico. I danni riscontrati sono ingenti e hanno colpito in maniera trasversale tutte le province e ogni tipologia di realtà produttiva, dai frutteti agli oliveti, dalle aziende zootecniche a quelle a seminativi, senza risparmiare le strutture di vivai ed agriturismi. La nostra agricoltura sta vivendo delle ore di indicibile difficoltà con la compromissione non solo del raccolto di stagione ma di tutte le attività future. È necessario che venga richiesto lo stato di calamità e che ogni organo di competenza si adoperi affinché nessuno degli imprenditori e dei cittadini colpiti rimanga solo”.

L’area più colpita è quella del Conero dove tra Osimo, Numana, Castelfidardo e Camerano si sono registrati danni ingenti alle colture da orto come meloni e pomodori (già in ritardo per via del freddo di maggio) ma anche alberi abbattuti. In zona Coppo, a Sirolo, sono rimasti a terra olivi secolari e querce. A Filottrano la furia del vento ha scoperchiato diverse serre. In Vallesina danni negli orti, ad albicocchi e peschi. A Monte San Vito la caduta di alberi ha danneggiate le coperture di serre. Nel Maceratese, tra Recanati e Porto Recanati, interi campi di mais e girasole sono rimasti allettati dopo il passaggio della burrasca che ha anche distrutto un capannone agricolo.

GS

Lezioni" di zafferano, per dare opportunità di sviluppo economico alle aree interne terremotate e sostenere la crescita di una filiera locale. Una due giorni per imparare e  mettere in pratica tutti i segreti di una coltivazione che nelle Marche, particolarmente nella provincia di Macerata e nell’ascolano, ha fatto breccia presso molte aziende agricole. Il corso si terrà venerdì 5 e sabato 6 aprile nella sede di Coldiretti Macerata e, vista anche l’alta richiesta che arriva anche da fuori regione, le iscrizioni sono aperte fin da adesso. Una pianta ancora poco diffusa in Italia (si contano meno di 60 ettari in tutta la Penisola) la cui coltivazione è al centro di un interesse crescente, anche da parte delle aziende agricole che la vedano come una modalità per diversificare la produzione. Proprio in una di queste aziende si svolgerà la parte finale del corso con la visita allo zafferaneto e un confronto, dal vivo, con le tecnico di coltivazioneLa rusticità della pianta e la semplicità nelle tecniche di coltivazione ne fanno un prodotto adatto a diffondersi  non necessariamente solo nelle zone interne, ma anche nella media collina e con produzioni che raggiungono l'eccellenza. Nelle Marche sono una 50ina, tra aziende e hobbisti, a coltivare zafferano.

zafferano pistilli

“ Il nostro territorio – spiega il presidente di Coldiretti Macerata Francesco Fucili- storicamente è zona di produzione zafferano. Numerose ricerche dimostrano come nella Marca di Camerino e nella nostra provincia, così anche nell’ascolano, vi siano state già in passato delle importanti coltivazioni di zafferano poi destinate anche all'export e al mecenatismo.  Questa cultura è stata ripresa ai giorni nostri da qualche azienda e da molti hobbisti che – prosegue Fucili- da una parte, ne fanno anche una fonte di reddito in particolare le imprese agricole che riescono a produrre piccole superfici di zafferano. Ricordiamoci che per produrre lo zafferano non servono grandi estensioni di terreno, essendo sufficiente  per la coltivazione di questo tubero qualche fazzoletto di terra e tanta voglia di lavorare manualmente. Tutta la coltivazione infatti si svolge a mano dalla preparazione della semina al trapianto dei bulbi, fino all’estirpazione delle malerbe e alla raccolta manuale per poi lavorare questi fiori, estrarne i pistilli, essiccarli e destinarli dunque alla vendita e al consumo per prelibati piatti.  Proprio in ragione del crescente interesse, come Coldiretti da qualche anno stiamo organizzando dei corsi che si tengono sempre in primavera, con una parte teorica dove appunto agronomi e produttori spiegano le fasi di coltivazione, seguita da una parte pratica che è quella della visita allo zafferaneto, cioè un campo dove lo zafferano è già impiantato e sta crescendo. Il corso si ripropone con successo tutti gli anni e registra  sempre una richiesta crescente di adesioni. E curiosità finale, questo tipo di coltivazione riesce molto bene alle donne che, sempre più numerose non solo tra le imprenditrici agricole ma anche tra le ragazze che vi si dedicano part time, stanno ottenendo buoni risultati nella produzione della preziosa spezia".

Il corso avrà luogo nella sede della Coldiretti, in via dei Velini 14 a Macerata. 

C.C.

zafferano purissimo in fili

Prezzo del latte. Anche nelle Marche, si registra una flessione dei ricavi che preoccupa gli allevatori. Il prezzo del latte di pecora oscilla in regione tra i 74 centesimi e 1 euro al litro; i capi ovini e caprini sono circa 158 mila di cui 60 mila in provincia di Macerata e, secondo dati riferiti al 2017, la produzione di latte di pecora sul territorio regionale è di 24 mila quintali, di cui oltre 10 mila quintali solo nella provincia maceratese. Diversa e dunque non paragonabile per gravità a quella dei pastori sardi, la situazione degli allevatori delle Marche è comunque costantemente monitorata da Coldiretti. Un settore importante quello degli allevatori di ovini, soprattutto nell’ottica di filiera corta da molti adottata e che, concentrata particolarmente nelle aree terremotate, si rivela strategica per il territorio. “ Per quel che riguarda il settore ovino e la produzione di latte di pecora - dichiara Francesco Fucili, presidente di Coldiretti Macerata -  la realtà marchigiana è indubbiamente diversa da quella sarda, vuoi per il tessuto imprenditoriale che è molto diversificato sul territorio, vuoi anche per le tipologie di aziende e per il mercato del latte stesso; nella nostra regione molte piccole e medie aziende agricole che allevano pecore, hanno scelto di diversificare le proprie produzioni, taluni trasformando il prodotto in azienda e quindi valorizzando il latte attraverso il prodotto finito quali formaggi pecorini e ricotte; altri attraverso il conferimento del latte alla trasformazione locale o a qualche piccola cooperativa che, nonostante le difficoltà di mercato, riescono comunque a valorizzare abbastanza bene il latte. È vero che i costi di produzione sono in aumento e che, soprattutto in questo periodo, il costo del foraggio per le aziende che hanno scelto il biologico è elevato- continua Fucili- c’è da considerare tuttavia che, avendo affrontato il mercato per tempo e avendo valorizzato il prodotto attraverso la trasformazione, gli allevatori riescono ancora a stare sul mercato. Quello che lamentano è più che altro il problema legato ai ritardi, alla burocrazia e anche quelli riferiti ai pagamenti di alcune misure legate alla PAC, al piano di pascolamento al benessere animale e alcune misure di aiuto e sostegno da parte della Comunità Europea, perché per chi fa questo tipo di lavoro, purtroppo ci sono ancora dei fondi bloccati dal 2016” .

Fondamentale dunque mantenere l’acquisto di filiera corta in grado di garantire redditività ai tanti allevatori e alle produzioni locali che, nonostante i tanti problemi derivati dal sisma, sono riuscite comunque ad assicurare un prodotto di qualità.

“Assolutamente sì- conclude il presidente di Coldiretti Macerata- l'appello che infatti noi ci sentiamo di fare come Coldiretti e che facciamo sempre, indipendentemente dal prodotto agricolo o agroalimentare di cui si parli, è quello di far crescere la cultura dei consumatori attraverso un acquisto consapevole, quindi il più possibile legato a un territorio, se possibile presso le aziende di produzione, altrimenti, con un'attenta lettura delle etichette e uno studio del prodotto che si va ad acquistare, in quanto l'origine è fondamentale, sia per la qualità del prodotto, sia per sostenere anche l'economia locale”.

C.C.

L’imprenditrice agricola Alba Alessandri di Pieve Torina entra a far parte dell’esecutivo nazionale di Coldiretti Giovani Impresa. La nomina è avvenuta nel corso dell’assemblea nazionale di Roma che ha eletto Veronica Barbati a nuova leader del movimento giovanile di Coldiretti.  L'incarico alla ventottenne Alba Alessandri, alla guida di Coldiretti Giovani Impresa della provincia di Macerata e titolare dell’omonima azienda  che alleva galline bio per la produzione di uova a Pieve Torina , è è stato attribuito dall'assemblea elettiva che ha riunito "colleghi d'impresa" provenienti dalle campagne di tutte le Province e Regioni italiane, in rappresentanza di oltre 70mila giovani. "Un onore e soprattutto un onere far parte della giunta nazionale- ha commentato Alba Alessandri- Nel rappresentare tutta l'agricoltura green italiana, ognuno di noi dell'esecutivo sente la responsabilità di doversi far portavoce di un numero consistente di giovani che come noi hanno deciso di scommetere in agricoltura , non solo come fonte lavorativa e di guadagno ma sopratutto come fonte di vita". Soddisfazione è stata espressa dal presidente di Coldiretti Macerata Francesco Fucili, fiducioso che questa nomina che giunge in un momento di particolare difficoltà, possa rappresentare un ulteriore impulso per tutte le Marche, regione che sta registrando nel settore un ritorno epocale come non avveniva dalla rivoluzione industriale.  Altri componenti della giunta sono Danilo Merlo (Piemonte), Carlo Maria Recchia ( Lombardia), Alex Vantini (Veneto) Francesca Lombardi (Toscana) Francesco Panella (Umbria), Benedetta Liberace ( Puglia) e Massimo Piacentino (Sicilia). 

 C.C.

Alternanza scuola lavoro come grande occasione di formazione per un gruppo di studenti toscani,  in trasferta nelle zone terremotate della Provincia di Macerata. Il gruppo è composto da 15 ragazzi e resteranno sul territorio fino a sabato 23 giugno; dormono in tenda in un camping di Fiastra con vista lago e Sibillini e pranzano nelle aziende dove sono destinati. Apprendono lavorando ma anche dando una mano alle aziende di un territorio che cerca di rialzarsi. Un'iniziativa organizzata dall'Istituto tecnico agrario di Firenze, in collaborazione con Coldiretti Macerata, che ha segnalato cinque aziende di Valfornace e Pieve Torina (dalle Sorelle Girolami, Maccario Aureli, all'agriturismo Roccamaia, all'azienda agricola Rivelli, all'allevamento di galline ovaiole bio di Alba Alessandri) ed elaborato insieme alla scuola i progetti di cooperative learning, guidati dai loro docenti Michele Cencini e Rosa Dimilta In questi giorni stanno affrontando dal vivo sia la gestione di mucche, pecore e galline ma anche l'aspetto della ristorazione nelle aziende che hanno ampliato la loro attività con l'agriturismo. Ieri, hanno incontrato i vertici provinciali di Coldiretti. Il presidente Francesco Fucili, la delegata dei Giovani Alba Alessandri e il direttore Giordano Nasini,  hanno parlato ai ragazzi di biologico, cucina, gestione dei pascoli ma soprattutto del modello agricolo maceratese messo a confronto con quello toscano, dei mercati di Campagna Amica e di tutte le battaglie di Coldiretti sull'etichettatura obbligatoria, sulla difesa della qualità del nostro Made in Italy. L'ha definita un'esperienza di crescita reciproca il presidente di Coldiretti Macerata, Francesco  Fucili: " L’ esperienza degli studenti toscani in provincia di Macerata – spiega- è già al secondo anno. Lo stesso Istituto,  vuoi per solidarietà vuoi per vicinanza alle nostre popolazioni colpite dal sisma, l'anno scorso aveva infatti mandato nelle nostre zone alcuni studenti per un primo progetto di alternanza scuola lavoro ancora un po’ embrionale. Visto l'andamento positivo dell'iniziativa-- continua Fucili-   grazie anche a fondi Por comunitari, hanno deciso di realizzare un nuovo progetto per avvicinare gli studenti dell'Istituto a quello che è il mondo rurale vero e proprio. Dalle stesse testimonianze dei ragazzi che abbiamo incontrato, si è infatti capito che, a differenza degli istituti agrari delle Marche, essendo la loro scuola incastonata nel centro storico di Firenze e non avendo un’azienda agraria vera e propria, dotata di serre, stalle, vigneti e terreni, il loro può essere solo un apprendimento terorico.   L' Essere arrivati  a fare pratica qui da noi nell'entroterra, in mezzo alle montagne più sperdute dove hanno trovato delle aziende agricole molto ben strutturate, li ha colpiti moltissimo e hanno intuito loro stessi che  a partire dai loro studi e applicandoli con serietà anche con delle attività agricole, si può dare un contributo alla crescita di un territorio come il nostro entroterra. Per i giovani toscani- conclude il presidente -  dunque due settimane intense durante le quali  hannopotuto  toccare con mano la vera agricoltura Maceratese; di sicuro torneranno entusiasti nella loro Firenze e,  insieme  ai docenti che li hanno accompagnati e sono stati i loro tutor non mancheranno di proporre nei prossimi anni per i ragazzi  del quarto anno dell'Istituto, il ripetersi di un’esperienza che è stata molto formativa per loro e, oltretutto,  abbiamo ricevuto dei 'feeddback' di riscontro positivo anche da parte dei nostri imprenditori , rimasti stupiti dalla serietà e dalla voglia di fare di questi giovani”.

C.C.

“Vogliamo rafforzare il concetto dell’imprenditore agricolo a presidio del territorio e collaborare con l’amministrazione per l’economia di San Severino” . Parola di Francesco Fucili, presidente di Coldiretti Macerata e presidente della sezione di San Severino, che nei giorni scorsi insieme al direttivo comunale ha incontrato il sindaco Rosa Piermattei e la giunta comunale per riallacciare il dialogo interrotto a causa del terremoto. Anzitutto da Coldiretti c’è stato il plauso per la conferma degli spazi adiacenti il chiostro di San Domenico per il mercato di  Campagna Amica (secondo sabato del mese). Inoltre si sono toccati vari temi sui quali c’era già stato l’impegno da parte dell’amministrazione comunale: dalle forniture per le mense scolastiche di prodotti a filiera corta alla possibilità per le attività agricole di poter lavorare a fianco del Comune per liberare strade in caso di neve o di smottamenti, potatura, manutenzione del verde pubblico sia in aree urbane che rurali, eccetera.

“Abbiamo condiviso la volontà – spiega Fucili – di intervenire sulla viabilità, soprattutto quella rurale. San Severino ha un territorio molto vasto e spesso i collegamenti tra il paese, le frazioni e le aziende agricole o gli agriturismo sono difficili. Le imprese chiedono che le risorse straordinarie del sisma già stanziate per il ripristino della viabilità siano utilizzate anche per le frazioni più sperdute dove ci sono imprese agricole che fanno ricettività turistica e vendita diretta”. La giunta si è inoltre impegnata a far partecipare Coldiretti alle iniziative comunali e ad appoggiare le battaglie della categoria per tutelare la qualità del cibo, l’alimentazione salutare come, ad esempio, la petizione “Stop al cibo falso” per chiedere all’Unione Europea l’indicazione di origine su tutti i prodotti alimentari in vendita.

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