Buone notizie quelle che oggi sono arrivate dalla Casa di Riposo di Pioraco. L’Azienda Sanitaria ha ufficializzato che tutti i tamponi effettuati agli ospiti ed ai dipendenti sono risultati negativi.
“Ringrazio la direttrice Antonella Finelli - ha detto Matteo Cicconi, primo cittadino del paese della carta - e il presidente della cooperativa, Franco De Felice perchè sono stati, sin dal primo momento, scrupolosi, premurosi e particolarmente attenti.
L’invito che rivolgo loro è quello di continuare a mantenere alta l’attenzione perchè in queste strutture dove la fragilità è elevata, essa dovrà essere mantenuta ancora per molto tempo visto che come sappiamo l’emergenza non è finita”.
L'elogio per il personale arriva anche dalla Casa Albergo che in una nota scrive: "Si coglie l'occasione per elogiare pubblicamente - si legge nella nota - tutto il personale che con spirito di abnegazione ha seguito tutte le direttive impartite già a partire dal 25 febbraio (prima dei divieti notificati dall'Asur) osservando diligentemente tutte le procedure.
Un ringraziamento particolare va all'AssCoop, la quale ha sempre garantito nella persona del suo Presidente Franco de Felice un alto livello di protezione della salute dei suoi assistiti contribuendo ad assicurare una elevata qualità dei servizi erogati mettendo a disposizione del personale tutti gli strumenti utili ad assicurare tutto ciò.
Un enorme riconoscimento va al sindaco del comune di Pioraco che con la sua lungimiranza si prodiga quotidianamente per l'unico scopo da tutti condiviso: la serenità e la salute degli anziani.
La Casa di Riposo di Pioraco nonostante i risultati ottenuti continuerà a mettere in atto tutte le Misure di Prevenzione legate al Covid-19 fornendo ai dipendenti i dispositivi di protezione individuale per consentire il corretto svolgimento delle attività della struttura oltre a continuare a rilevare la temperatura corporea sia al personale che agli ospiti due volte al giorno”.

Lisa Grelloni


Primo caso di contagio anche a Serravalle. A dare notizia è il sindaco Emiliano Nardi, sulla sua pagina Facebook: "Purtroppo - scrive - è stato accertato un primo caso isolato di Coronavirus anche a Serravalle di Chienti. Oltre al paziente positivo, che si trova ricoverato al Covid Hospital di Camerino, si registra anche una persona in quarantena.
Ci tengo a sottolineare che ad oggi questo è l'unico caso rilevato. L'amministrazione - precisa - ha da subito messo in campo tutte le procedure affinchè questo resti un singolo caso e la situazione rimanga sotto controllo. L'invito è sempre quello di restare a casa e di adottare tutte le procedure di distanziamento sociale e sanitarie ben note. Continuiamo ad osservare le regole come abbiamo fatto fino ad oggi in modo tale che la situazione resti quella che è, ovvero assolutamente sotto controllo.

GS

Nessun caso di positività al Coronavirus o presenza di situazioni sospette è stato registrato sia negli ospiti della Casa di riposo Chierchetti di Gagliole, sia nella residenza protetta di Sarnano che in quella di Urbisaglia.  Le misure stringenti e le precauzioni adottate hanno dunque, nei tre casi, sortito degli effetti positivi.
" Ad ora -afferma il sindaco di Gagliole Sandro Botticelli- nessuna positività registrata.. E' l'esito dei tamponi tutti negativi effettuatti in via precauzionale sugli ospiti della struttura,  dopo l''invito rivolto da me medesimo e dalla direttrice Laura Taccari all'Asur . Al momento dunque- continua Botticelli- possiamo stare tranquilli, pur essendo ovvio che tutto è dipeso  prima di tutto dalla solerzia di chi dirige la casa di riposo, in quanto fin da subito sono state applicate tutte le misure restrittive e molto rigorose da parte di chi di dovere". A preoccupare era stata in particolare e, nonostante tutte le precauzioni prese, la positività al Covid-19 riscontrata nel medico della struttura.  "La nostra premura è stata proprio quella di chiedere  immediatamente i tamponi per gli ospiti che comunque  avessero avuto dei sintomi ma l'esito negativo dei test ci ha rincuorati . Del resto, - prosegue il sindaco- il medico giustamente si è immediatamente auto- isolato in casa e la possibilità di contagio ha dunque potuto essere prevenuta".  La solerzia nel rispettare molto rigidamente  le norme, come del resto è avvenuto  per  tutte le case di riposo non in tutte le situazioni ha sortito positivo effetto.  " In questo momento , di certo non possiamo parlare di bravura- sottolinea Botticelli-; oltre ai contatti che si sono potuto avere con una persona positiva, è infatti  anche la casualità che gioca molto in questo caso. Per quel che ci riguarda,  dobbiamo ringraziare solo il Signore  se  in questo momento,  così come per  altre case di riposo vicine, non abbiamo casi di positività". Anche nel caso di Gagliole tuttavia il sindaco lamenta carenze nei dispositivi di protezione individuale  di sicurezza per gli operatori della struttura e per gli stessi ospiti: " Le mascherine e tutti gli altri dispositivi di protezione sono assolutamente necessari; sappiamo che vanno utilizzati con parsimonia ma è anche vero che il loro utilizzo è di breve durata. Purtroppo vuoi la difficoltà di reperimento, vuoi i costi saliti alle stelle, ne siamo rimasti sprovvisti  ed è indispensabile averne una scorta.  L'impegno al reperimento di questi materiali indispensabili c'è naturalmente sia da parte dell'ammnistrazione comunale che della direzione della struttura, in quanto rappresentano  la garanzia e la sicurezza del personale e degli stessi ospiti e se venissero a mancare sarebbe davvero grave.  La Protezione Civile ne ha recapitata una fornitura, tuttavia si tratta di mascherine che non sono così professionali da far stare tranquilli gli operatori". La struttura di Gagliole ospita 42 persone anziane alle quali si aggiungono in una costruzione adiacente ulteriori 8 persone con disabilità. Sin dalla chiusura alle visite dall'esterno, gli ospiti hanno continuato a svolgere le loro attività e, assistiti da personale, attraverso le video chiamate, possono interagire con i loro cari.  " Noi sindaci ci teniamo in contatto quotidianamente proprio per attenzionare le nostre realtà delle residenze degli anziani e proprio ieri abbiamo inviato una lettera all'Asur Area Vasta 3 per cercare di intervenire  con l'effettuazione di tamponi , unica maniera per verificare che la situazione è tranquilla". 

Tutto sotto controllo anche per quel che riguarda  la residenza protetta per anziani di Sarnano. " Fin dalla scorsa settimana- dichiara il sindaco Luca Piergentili-  siamo riusciti ad avere i tamponi e quindi  siamo sicuri che tra i nostri ospiti e tra i nostri operatori non ci sono casi di covid-19  Noi abbiamo fatto questo perché il dott. Bruè  che è il medico di base tra i suoi  utenti ha anche persone ospiti della casa di riposo. Il dottore è risultato positivo ed è domiciliato a San Ginesio, per cui a seguito di questo suo caso  abbiamo fatto i tamponi a tutti.  72 in tutto i tamponi negativi e riferiti ai 51 ospiti della struttura e al personale che vi opera".   Se non altro a Sarnano non viene evidenziata al momento una carenza di dispositivi di protezione  individuale.  "Fortunatamente siamo riusciti ad ovviare a questo problema perché con l'aiuto di donazioni private di aziende sarnesi e di una società locale,  la nostra casa di riposo è stata rifornita di tutti i dispositivi che permettono agli operatori di lavorare con tranquillità" .  Seppur limitate rispetto a prima, continuano a svolgersi gran parte  delle attività ricreative all'interno della struttura " Qualche restrizione c'è stata - dice il sindaco-  perché noi dai primi di marzo abbiamo dovuto vietare l'ingresso  alle associazioni che davano una mano per questa tipologia di attività ; adesso se ne sta occupando esclusivamente il  personale della Pars che ha la gestione della casa di riposo;  gli ospiti  hanno comunque la possibilità di fare  videochiamate con i loro cari, già dall'inizio dell'emergenza . La situazione è sotto controllo - conclude il sindaco - noi abbiamo preso tutte le precauzioni sin dal primo momento poi abbiamo anche personale molto qualificato e quindi andiamo avanti fortunatamente senza alcun tipo di problema.  Adesso abbiamo intrapreso un'iniziativa insieme a tutti i comuni dell'Unione Montana per chiedere che  i nostri medici di base e dei nostri presidi  siano forniti di un kit comprensivio di mascherine,calzari e tute . Speriamo di riuscire a venir fuori da questa situazione critica per tutti il prima possibile. L'importante è che le persone stiano a casa e osservino le regole,  soprattutto nel rispetto di chi sta lavorando per far sì che questa emergenza dura il meno possibile". 

C.C.








Crescono i contagi a Visso. E' il sindaco a comunicare di altri due cittadini positivi al virus.
Cresce quindi a tre il numero di contagi. Anche se si tratta di un numero piccolo, per un Comune come visso, già stremato dal sisma e con gran parte della popolazione costituita da persone anziane, si teme sempre che i contagi possano portare ad una situazione più triste di quanto non lo sia già.
"E' un pericolo - dice il sindaco Spiganti - , ora dipende solo da noi. Se cerchiamo di fare attenzione, di restare in casa e non andare tutti i giorni a fare la spesa, forse riusciamo a fermarlo. Ora speriamo che i contagi non crescano.
Il timore è che la gente non ascolti, finora si sono comportati tutti abbastanza bene, purtroppo però può succedere che i casi aumentino e nella nostra zona non ci vorrebbe proprio una situazione cos'".

GS
L’Asur ha confermato quanto accaduto al Bartolomeo Eustachio dove due pazienti provenienti dal reparto Medicina di Civitanova sono arrivati già infetti dal Covid19. Hanno contagiato un altro paziente ricoverato nella stessa camera e altri 6 tra cui un operatore socio sanitario. Pare però, stando sempre all’Asur, che per fortuna non vi siano altre persone positive. A riferire quanto afferma l’azienda sanitaria regionale è stato il sindaco, Rosa Piermattei: “Al momento non ci sono casi di Covid-19 tra i ricoverati - si legge nella nota arrivata al primo cittadino -. A tale evento hanno fatto seguito le misure di verifica e contenimento. Sono stati effettuati tamponi sia ai pazienti che al personale e si è proceduto al trasferimento nella struttura dedicata ai pazienti positivi. La diffusione del virus Covid-19 determina anche il presentarsi di casi imprevedibili in ragione della possibilità di contagio da parte di soggetti asintomatici o in fase pre sintomatica”. La risposta del direttore dell’Asur Marche ha riguardato, infine, anche la sanificazione ambientale: “La sanificazione si basa sugli ordinari protocolli adottati in ambito ospedaliero. Ad ogni buon fine tutto il reparto e gli ascensori utilizzati dai pazienti sono stati sanificati. Il personale sanitario, sulla base delle indicazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nonché dal Gores, viene dotato di dispositivi di protezione individuale correlati al rischio biologico”.

g.g.
E' fermo e deciso l'attacco del primo cittadino di Caldarola sulla gestione dell'emergenza sanitaria.
Luca Maria Giuseppetti punta il dito contro la scelta di non avvertire i sindaci su un eventuale contagio nel proprio paese. “Il sindaco - dice - è la prima Autorità Sanitaria del suo territorio, ha il dovere di garantire l’integrità delle norme igieniche e tutelare la salute dei suoi concittadini, appare quindi assurdo che proprio il primo cittadino non venga messo a conoscenza dell’esistenza o meno, tra gli abitanti del suo Comune, di uno o più casi di Coronavirus. Non per avviare una caccia all’untore, assolutamente da escludere ed evitare - precisa - , ma per avere una situazione puntuale e attenta ed agire nel rispetto soprattutto dei tanti volontari che si stanno mettendo a disposizione dei più deboli per garantire beni di prima necessità”.

Giuseppetti, dopo aver sentito i suoi colleghi di altri Comuni toccati dal CoViD 19, ha potuto confermare quello che in un primo momento era solo un sospetto: "se c’è uno o più casi di Coronavirus in un Comune, i sindaci e gli uffici comunali non ne vengono informati, in barba al ruolo di autorità sanitaria".

Giuseppetti non ci sta e punta i piedi: “dobbiamo tutelare la salute di tutti - dice - , anche di chi va nelle case a portare farmaci e viveri, le precauzioni non sono mai abbastanza. In situazioni di contagio accertato il rispetto della privacy deve subire una deroga e il Sindaco deve sapere i nomi dei contagiati, ovviamente sarà suo dovere rispettare la segretezza dell’informazione”. E’ capitato invece, in altri Comuni del territorio, che la notizia del contagio sia arrivata per via traverse, ben poco ufficiale e non sempre attendibili, modus operandi che può creare ancora più confusione e psicosi.

Alcuni esponenti politici nazionali hanno anche presentato, su questo tema, un’interrogazione Parlamentare a dimostrazione di quanto la problematica sia sentita da molti sindaci.

GS
Sono arrivati a 200 i tamponi positivi nelle Marche secondo l'aggiornamento del Gores di questa mattina.
Erano 796 quelli effettuati dalla Sod Virologia dell'ospedale di Torrette. Dopo gli aggiornamento di ieri che vedevano 7 contagi positivi in provincia di Macerata è stato chiuso, in via precauzionale, il reparto di Dermatologia dell'ospedale della città a causa di un medico che sarebbe risultato positivo al tampone per il Coronavirus.
Si tratterebbe di un dottore che accusava già da giorni i sintomi dell'influenza e per questo non si era recato a lavoro da circa una settimana. Una volta effettuato il tampone ha scoperto di essere positivo al Coronavirus.
Ora si trovano in quarantena i pazienti del reparto di Dermatologia e i familiari del medico.
Stando all'aggiornamento dei dati, divisi per provincia, alle ore 10, la provincia di Macerata conta appunto 7 casi positivi; quella di Ancona 38; Fermo 3; Pesaro resta la provincia con il numero più alto: 152.
Due i decessi avvenuti nelle ultime ore: uno a Marche Nord, si tratta di un 78enne con patologie pregresse e uno all'ospedale di Torrette di 59 anni con diverse patologie.

GS
Dopo il rumore fatto dallo scontro tra Governo e Regione che si è protratto anche ieri, i riflettori tornano ad accendersi sul vero motivo per cui si è dibattuto se l'ordinanza fosse necessaria o superflua: il Coronavirus.
Sembra quasi, infatti, che il braccio di ferro politico abbia sovrastato l'emergenza sanitaria e sia riuscito, almeno nelle Marche, a distogliere l'attenzione sui contagi.
Ecco allora il punto della situazione.
Al primo contagio in provincia di Pesaro-Urbino, reso noto martedì scorso, infatti, secondo la nuova ordinanza regionale mercoledì si sono verificati altri due casi positivi da malattia infettiva COVID-19 sempre nella provincia di Pesaro-Urbino, in attesa di conferma dell’Istituto Superiore di Sanità; ieri si sono verificati ulteriori tre casi positivi nella stessa provincia, anche questi in attesa di conferma.
"Risultano positivi - si legge nell'ordinanza - un totale di sei pazienti di cui solo uno confermato dall'Istituto superiore di sanità e cinque in attesa di conferma. Dei sei positivi, due pazienti risultano ricoverati in Rianimazione".
Passiamo poi ai casi sospetti: "Sono state messe in isolamento domiciliare fiduciario ben 94 persone - si legge nell'ordinanza - di cui 34 sintomatici,così distribuiti: 41 nella provincia di Pesaro-Urbino, 20 nella provincia di Ancona, 17 nella provincia di Macerata, 5 nella provincia di Fermo ed 11 nella provincia di Ascoli Piceno".

GS

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