PIEDINO Appenn a casa 2021
Oltre 300mila euro di IVA non versata, la Guardia di finanza gli sequestra 120mila euro e un’autovettura. È il bilancio di un’operazione dei finanzieri della Compagnia di Civitanova Marche che, nell’ambito dei controlli a contrasto dell’evasione fiscale, ha punito con il sequestro preventivo dei beni a fini di confisca il titolare di un’impresa individuale attiva nel settore tessile a Morrovalle.

Le indagini sono partite grazie ad un controllo dell’Agenzia delle entrate di Macerata, che ha accertato la posizione fiscale del titolare della ditta, rilevando l’omesso versamento dell’IVA. L’importo evaso – circa 300mila euro - era superiore alla soglia di punibilità prevista dalla legge ed è quindi partita la segnalazione all’Autorità giudiziaria. La Procura della Repubblica ha instaurato il procedimento penale e ha ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari l’emissione di un decreto di sequestro preventivo di beni per un ammontare pari agli importi evasi, al fine di preservare il credito erariale.

I finanzieri di Civitanova Marche si sono occupati degli accertamenti sulle disponibilità patrimoniali dell’evasore, al termine dei quali è scattato il sequestro, appunto, di 120mila euro in liquidità dai suoi conti correnti e di un’automobile.
Manca la segnalazione dei prezzi visibile dalla carreggiata, distributore di metano multato dalla Guardia di finanza. È successo nell’entroterra maceratese, dove una stazione di rifornimento di metano e gpl è stata sanzionata dai finanzieri per non aver esposto i prezzi dei carburanti secondo la normativa prevista dalla legge. Il prezzario era infatti visibile solamente sulle colonnine di rifornimento. Ulteriori indagini della Finanza hanno portato alla luce anche le mancate comunicazioni al Ministero dello Sviluppo Economico sui prezzi e sulle variazioni applicate ai carburanti nell’ultimo periodo. Per le fattispecie contestate al distributore è stata applicata una sanzione compresa tra 516 e 3.098,74 euro.

La Guardia di Finanza fa sapere come «i controlli sui distributori siano finalizzati non solo a garantire il corretto assolvimento degli obblighi impositivi ma anche il regolare funzionamento dei sistemi di erogazione, la qualità del prodotto venduto, il rispetto della normativa in tema di trasparenza dei prezzi al consumatore e, soprattutto, la riduzione di tali prezzi per effetto dei recentissimi tagli alle accise disposti dal Governo».
I finanzieri della Tenenza di Porto Recanati, in collaborazione e sinergia con l’INPS, nonché con il coordinamento della locale A.G., hanno denunciato 10 persone per aver percepito, a titolo di “reddito di cittadinanza”, complessivamente, indebiti sussidi per circa 50.000 euro.

Le Fiamme Gialle portorecanatesi, grazie alla sinergia con la Direzione Provinciale dell’INPS di Macerata e previo coordinamento della locale Procura della Repubblica, hanno avviato diversi controlli nei confronti di percettori del cosiddetto “reddito di cittadinanza”, una misura di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale.

I riscontri, condotti attraverso l’incrocio dei dati desumibili dalle numerose banche dati in uso al Corpo e suffragati dall’attività informativa svolta sul territorio, hanno riguardato sia la veridicità delle dichiarazioni rese nelle istanze volte ad ottenere il sussidio, che i dati riportati nelle Dichiarazioni Sostitutive Uniche per il calcolo dell’ISEE, poste a base della quantificazione del beneficio spettante.

Ciò ha permesso di circoscrivere gli approfondimenti ad alcuni beneficiari, nei confronti dei quali emergevano concreti elementi di anomalie. L’attenzione, in particolare, si è concentrata su 10 persone, 9 delle quali di origine extracomunitaria, di cui 5 residenti nel noto complesso multietnico "Hotel House" della città rivierasca. 

Per la maggior parte di essi è emersa la falsa dichiarazione di possedere il requisito della residenza in Italia da almeno 10 anni o di avervi risieduto ininterrottamente almeno 2 anni prima dal momento della presentazione dell’istanza.
In altri casi, invece, è risultata l’omessa comunicazione delle intervenute variazioni dello stato reddituale, lavorativo o familiare, fattori che incidono sulla determinazione della prestazione sociale erogata, fino ad azzerarne il diritto alla percezione.


All’esito dei riscontri, i richiedenti  che hanno illecitamente beneficiato della misura di sostegno, complessivamente quantificata in circa 50.000 euro, sono stati segnalati alla Direzione Provinciale dell’I.N.P.S. di Macerata, per l’interruzione dell’erogazione del sussidio, nonché alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, con contestuale richiesta della misura cautelare del sequestro preventivo finalizzato alla confisca delle somme non spettanti.


Sono state sequestrate dalle Fiamme Gialle di Macerata 350 confezioni di articoli decorativi destinati all’hobbistica, ritenuti insicuri per la salute dei consumatori poiché privi delle informazioni minime previste dal Codice del Consumo.
Si tratta di una operazione portata a termine nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio, finalizzati al contrasto dell’abusivismo commerciale, nonché della vendita di prodotti recanti marchi contraffatti o insicuri per la salute dei consumatori.

In particolare, il Decreto Legislativo impone, a tutela dei consumatori, che i prodotti o le relative confezioni destinati al consumatore, riportino alcune informazioni minime come la denominazione legale o merceologica del prodotto, il nome, la ragione sociale o il marchio, la sede legale del produttore o dell’importatore, il Paese di origine se situato fuori dell'Unione europea, l'eventuale presenza di materiali o sostanze che possono arrecare danno all'uomo, alle cose o all'ambiente, i materiali impiegati, nonché le istruzioni, le eventuali precauzioni e la destinazione d'uso, ove utili ai fini di fruizione e sicurezza del prodotto.

Il responsabile è stato segnalato alla competente Camera di Commercio per l’applicazione dei provvedimenti di specifica competenza.

Ulteriori accertamenti verranno svolti per controllare eventuali illeciti di natura fiscale e doganale.

L’operazione di servizio si inserisce in un più ampio dispositivo di controllo a tutela dell’economia legale: contrastare la diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza significa contribuire a garantire una protezione efficace dei consumatori e un mercato competitivo, ove gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni eque di concorrenza.
Denunciate tre persone dalla Guardia di Finanza di Camerino. Disposto il sequestro di beni per un milione di euro.

Si è conclusa così l’indagine dei militari camerti, con lo scacco ad un giro di fatture false per circa 3,8 milioni di euro e la denuncia dell’amministratore “di fatto” e di due “teste di legno” di una società di capitali operante nel settore calzaturiero.

L’attività investigativa svolta, oltre a permettere di constatare l’omessa presentazione, da parte della società, delle dichiarazioni dei redditi e dell’Iva, ha consentito di ricostruire il suo reale giro d’affari nonché la scoperta di fatture per operazioni inesistenti, emesse per circa 3,8 milioni di euro nei confronti di aziende con sede in diverse regioni d’Italia, la cui posizione è stata segnalata ai competenti Reparti del Corpo di Roma, Ancona ed Arezzo, per consentire di formulare i relativi addebiti anche in capo agli utilizzatori, i quali hanno tratto, evidentemente, indebiti vantaggi fiscali.

Dal 2019 infatti, la società si è trasformata in una cosiddetta “cartiera”,con il subentro di due “teste di legno”, avvicendatesi tra loro, e di un amministratore “di fatto”, vero dominus della frode fiscale.

Gli approfondimenti investigativihanno anche permesso di rilevare irregolarità nella cessione di crediti d’impostaper oltre330mila euro e che, nel periodo di sua piena operatività, cioè prima che agisse da “cartiera”, ha posto in essere, in evasione di imposta, rilevanti vendite di calzature, pellame, articoli di abbigliamento ed accessori, per un valore di oltre 1,7 milionidi euro, di cui oltre 1,2 milioni di euro in esportazione, soprattutto in Russia e Stati Uniti di America.

Infine, i minuziosi riscontri documentali hanno consentito di individuare due lavoratori impiegati in nero dalla società, con la contestazione di una maxisanzione.

I tre responsabili sono stati denunciati per svariati reati tributari e il giudice per le indagini preliminari di Macerata ha disposto, su richiesta del Procuratore, il sequestro di beni e disponibilità finanziarie finalizzato alla confisca per l’importo di circa 1 milione di euro, in relazione al quale le Fiamme Gialle camerti hanno eseguito il sequestro di quote societarie, disponibilità finanziarie su conti correnti e beni mobili.

g.g.
Settemila prodotti, tra generi sanitari non medicali, articoli per la casa e per la cancelleria, e oltre mille giocattoli sono stati posti sotto sequestro dalla Guardia di finanza di Porto Recanati. L’indagine dei finanzieri coinvolge un grossista, a cui contesta di aver messo in vendita merci che non rispettano la normativa sulla provenienza dei materiali: i 7mila articoli sequestrati, infatti, non riportano le informazioni minime previste dal codice del consumo, mentre gli oltre mille giocattoli sono privi delle avvertenze sulla sicurezza previste dalla legge. L’uomo è stato ora segnalato alla Camera di Commercio per i provvedimenti di competenza dell’organo. Le Fiamme Gialle fanno sapere che le indagini proseguiranno per attestare eventuali violazioni fiscali o doganali.

L’operazione nasce nell’ambito dei controlli economici legati al contrasto dell’abusivismo commerciale e della vendita di oggetti contraffatti. La Guardia di finanza sottolinea come, soprattutto nel caso dei giocattoli realizzati con materiali di dubbia provenienza e con procedure non controllate, questi possano rappresentare una minaccia per la salute dei bambini e per l’ambiente.

l.c.
Oltre 150 chili di stupefacenti e più di 6mila euro in contanti. Questo il bilancio di un’operazione della Guardia di Finanza di Civitanova Marche nei giorni scorsi. A finire nella rete della giustizia due soci di una S.r.l. del territorio che si occupa di e-commerce e due loro sottoposti.

Nel corso dei controlli economici nel maceratese, ma soprattutto alla luce delle attività a contrasto dello spaccio di stupefacenti, i finanzieri hanno iniziato a sospettare dell’attività. L’intenso odore di derivati della cannabis che proveniva dalla sede dell'azienda è stato il motivo per cui le Fiamme Gialle hanno deciso di approfondire la questione, grazie anche alla collaborazione dell’unità cinofila in forza al reparto rivierasco. Nel momento della perquisizione, i sospettati sono stati colti in flagrante: due di loro, con ruoli di segreteria all’interno della società, stavano stoccando pacchi che contenevano marijuana e hashish pronti alla vendita online.

Centocinquantasette chili di stupefacente: questa la quantità rinvenuta all’interno dei locali della s.r.l.. Le indagini, approfondite in ragione della notevole quantità di droghe già sequestrate, hanno portato i finanzieri a risalire all’organigramma della società che risulta essere controllata da due uomini, l’uno possessore della quota maggioritaria – il 51% – e l’altro che deteneva il restante 49%. Per i due sono partite le perquisizioni domiciliari: il socio di maggioranza è stato trovato in possesso di altri 518 grammi di marijuana e 159 di hashish, mentre nell’abitazione del collega sono state trovati 6300 euro in contanti oltre ad altri 25 grammi di stupefacenti, sempre divisi tra marijuana e hashish.

Per i due soci sono scattate le manette: una volta posti agli arresti sono stati condotti ai domiciliari su disposizione del P.M. di Macerata; i due dipendenti sono stati invece denunciati in stato di libertà per concorso nell’illecito penale. Ai quattro è contestato il reato di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La Guardia di Finanza fa sapere che ulteriori indagini saranno effettuate per attestare eventuali altri reati di natura finanziaria, fiscale e lavorativa.


l.c.
È stata scoperta, dai finanzieri della Compagnia di Macerata, una maxi evasione fiscale messa in atto da due società di capitali. Ammonta a circa un milione e 100mila euro euro il valore dei beni sequestrati e sono cinque le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria per reati tributari.

“Oratio”. È questo il nome dell'operazione che ha consentito di individuare la maxi evasione fiscale di oltre 45 milioni di euro, tra imposte sui redditi e I.V.A., perpetrata da due società di capitali formalmente operanti nel settore della lavorazione di prodotti in legno.

Le attività investigative hanno permesso di individuare le due imprese, di cui una con sede legale fittiziamente dichiarata in Milano e l’altra con sede a Corridonia, che avevano omesso di presentare le dichiarazioni fiscali ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA, rispettivamente, per sette e cinque annualità.

Le imprese, totalmente prive di documentazione contabile, sono risultate formalmente amministrate da soggetti qualificabili come prestanome, privi di capacità imprenditoriali e gravati da numerosi precedenti di natura penale.

Le indagini, svolte con il coordinamento del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, Margherita Brunelli, hanno permesso sia di determinare le basi imponibili sottratte a tassazione sia di individuare gli effettivi dominus della frode fiscale perpetrata.  

In particolare, attraverso le attività ispettive, è stato possibile quantificare in oltre 45 milioni di euro le imposte complessivamente evase.

Questo ha comportato anche violazioni alla normativa penale tributaria a carico di cinque persone, residenti nelle province di Macerata e Fermo, di cui tre in qualità di amministratori di diritto e due “di fatto”, le quali sono state denunciate alla locale Autorità Giudiziaria.

Sono stati quindi emessi due decreti di sequestro preventivo, per un valore pari ad oltre 45 milioni di euro, nei confronti delle imprese e delle persone fisiche coinvolte.

Le Fiamme Gialle maceratesi hanno dato esecuzione ai provvedimenti del Giudice, procedendo al sequestro di 4 immobili a Macerata, quote societarie e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di circa un milione e 100mila euro.

La lotta all’evasione fiscale e soprattutto alle grandi frodi costituisce un obiettivo prioritario per la Guardia di Finanza, teso a tutelare non solo le entrate per i bilanci dello Stato e degli Enti locali, ma anche imprese e professionisti che operano nella piena e completa osservanza delle leggi.

GS
Sanzioni salate per utilizzo indebito della Carta del docente. Le ha comminate la Guardia di Finanza della Compagnia di Macerata, dopo una serie di controlli mirati ad assicurare il congruo utilizzo della misura di sostegno.

Dalle indagini è emerso infatti che due esercizi commerciali della provincia hanno venduto beni non compresi all’interno del paniere previsto dall’agevolazione: la Carta del docente prevede un sostegno agli insegnanti di ogni ordine e grado di 500 euro per l’aggiornamento professionale.

Non essendo allineati a questa fattispecie, gli acquisti sono stati considerati illegittimi e di conseguenza puniti con una sanzione agli insegnanti pari al triplo di quanto speso, mentre per gli esercizi è arrivata una multa ben più salata: 5.600 euro al primo e 35.000 al secondo. All’esito del servizio, è stato attivato il M.I.U.R., affinché proceda all’azione di blocco e recupero delle fruizioni indebite acclarate nell’ambito delle attività svolte dai finanzieri maceratesi.

l.c.
Scoperti dalla Guardia di Finanza di Camerino alcuni beneficiari di Reddito/Pensione di Cittadinanza che hanno fornito informazioni false nelle Dichiarazioni Sostitutive Uniche per il calcolo dell’ISEE.

In particolare, due soggetti hanno omesso di dichiarare vincite a giochi online per circa € 100.000 l’uno e circa € 74.000 l'altro, percependo un indebito Reddito di Cittadinanza di quasi € 15.000. Altre due persone, avendo taciuto sul loro stato detentivo – una rinchiusa in carcere, per furto e resistenza a pubblico ufficiale, e l’altra agli arresti domiciliari,per ricettazione – hanno percepito indebitamente importi per un totale di circa € 7.500.

Tali soggetti sono stati segnalati alla Direzione Provinciale dell’I.N.P.S. di Macerata, per l’interruzione dell’erogazione del sussidio, e denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata con contestuale richiesta della misura cautelare del sequestro preventivo finalizzato alla confisca delle somme non spettanti – circa € 22.500 – in parte già eseguito.


Marco Morosini
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