Camerino, il corso che riapre e l'emozione dei cittadini

Venerdì, 22 Gennaio 2021 14:37 | Letto 757 volte   Clicca per ascolare il testo Camerino, il corso che riapre e l'emozione dei cittadini A partire dalle 15.30 di questo sabato 23 gennaio, dalla pagina facebook del Comune di Camerino, finalmente si potrà rivedere il centro della città ducale e, dopo le 17.00 andare di persona.   Vivono con grande emozione i camerinesi la rimozione delle transenne da quella zona che ha sempre rappresentato il luogo d’incontro privilegiato. La riapertura di Corso Vittorio Emanuele II è per tutti la riappropriazione delle proprie radici identitarie. Su quella strada del cuore pulsante della città, quotidianamente si sono succeduti i passi di tutte le generazioni; facile comprendere come la notizia sia capace di muovere tanti profondi sentimenti. “ E’ un momento che aspettiamo con gioia – dice Karin la cui famiglia  è tra le poche che attualmente abitano nel cuore di Camerino-. Per noi è come festeggiare il Natale e la Pasqua insieme, tanta è la felicità che proviamo per questo passo in avanti, che dà a vedere che saremo raggiunti da altri abitanti con casa agibile e che potranno riaprire delle attività”. Nostalgia e grande entusiasmo nelle parole di Rosella: “Contentissima di questa riapertura . Per tutti noi che abitavamo il centro e attaccati ad ogni angolo della nostra città , dal Pincetto a Sottocorte, dalle vie alle piazze che non possiamo più fruire, rappresenta la riappropriazione di luoghi davvero tanto cari. E’ importante che questi luoghi ricominciamo a fruirli presto, che torniamo a ricordarceli, visto che di frequente accade di non avere più memoria dei nostri portoni o dei negozi che si trovavano lungo le vie. Ben venga dunque, dopo 4 anni e mezzo, era proprio ora. Andiamo avanti con tanto entusiasmo e con tanta voglia di tornare a viverli questi luoghi ”. Un recupero di autenticità,  secondo Michela importante soprattutto per i ragazzi che stanno crescendo senza conoscere la loro città, la loro storia e realtà identitaria. “ E’ un segno evidente che possiamo davvero sperare in meglio - afferma-. Prima che la memoria, per sopravvivenza, rimuova quello che è stata la nostra vita, si ritorna su in centro... per quanto a piccoli passi. E una speranza grande che si apre davanti a noi perché ritorniamo a vivere la nostra vita in quella parte che rappresenta la realtà vera della città, fatta di storia e di arte, respirate quotidianamente e divenute una tua seconda pelle senza che te ne accorgessi. Vedo quindi questa riapertura, come un forte segnale di ripartenza, dopo che tutto si è improvvisamente interrotto in quellottobre 2016”.     c.c.Approfondimenti sul prossimo numero di Appennino Camerte, con altre voci di cittadini
A partire dalle 15.30 di questo sabato 23 gennaio, dalla pagina facebook del Comune di Camerino, finalmente si potrà rivedere il centro della città ducale e, dopo le 17.00 andare di persona.   
Vivono con grande emozione i camerinesi la rimozione delle transenne da quella zona che ha sempre rappresentato il luogo d’incontro privilegiato. La riapertura di Corso Vittorio Emanuele II è per tutti la riappropriazione delle proprie radici identitarie.
Su quella strada del cuore pulsante della città, quotidianamente si sono succeduti i passi di tutte le generazioni; facile comprendere come la notizia sia capace di muovere tanti profondi sentimenti.
“ E’ un momento che aspettiamo con gioia – dice Karin la cui famiglia  è tra le poche che attualmente abitano nel cuore di Camerino-. Per noi è come festeggiare il Natale e la Pasqua insieme, tanta è la felicità che proviamo per questo passo in avanti, che dà a vedere che saremo raggiunti da altri abitanti con casa agibile e che potranno riaprire delle attività”.
Nostalgia e grande entusiasmo nelle parole di Rosella: “Contentissima di questa riapertura . Per tutti noi che abitavamo il centro e attaccati ad ogni angolo della nostra città , dal Pincetto a Sottocorte, dalle vie alle piazze che non possiamo più fruire, rappresenta la riappropriazione di luoghi davvero tanto cari. E’ importante che questi luoghi ricominciamo a fruirli presto, che torniamo a ricordarceli, visto che di frequente accade di non avere più memoria dei nostri portoni o dei negozi che si trovavano lungo le vie. Ben venga dunque, dopo 4 anni e mezzo, era proprio ora. Andiamo avanti con tanto entusiasmo e con tanta voglia di tornare a viverli questi luoghi ”.
Un recupero di autenticità,  secondo Michela importante soprattutto per i ragazzi che stanno crescendo senza conoscere la loro città, la loro storia e realtà identitaria. “ E’ un segno evidente che possiamo davvero sperare in meglio - afferma-. Prima che la memoria, per sopravvivenza, rimuova quello che è stata la nostra vita, si ritorna su in centro... per quanto a piccoli passi. E' una speranza grande che si apre davanti a noi perché ritorniamo a vivere la nostra vita in quella parte che rappresenta la realtà vera della città, fatta di storia e di arte, respirate quotidianamente e divenute una tua seconda pelle senza che te ne accorgessi. Vedo quindi questa riapertura, come un forte segnale di ripartenza, dopo che tutto si è improvvisamente interrotto in quell'ottobre 2016”.    

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