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Si è concluso questa mattina con il convegno "Un mondo a regola d'arte", il progetto sulla diffusione della cultura alla legalità. Si è svolto all'Itas di Macerata Matteo Ricci ed ha visto la partecipazione di diverse scuole oltre allo stesso Itas: il liceo artistico Cantalamessa, l'Ipsia di Macerata, l'istituto alberghiero di Cingoli e il liceo classico di Macerata. Ognuno di questi istituti è stato affinacato, nel corso dell'anno scolastico, dal personale dell'Arma dei Reparti Speciali. Insomma, il Comando Provinciale Carabinieri di Macerata ha voluto coinvolgere gli studenti in un percorso che fosse per loro prima di tutto fattivamente partecipativo e dinamico ma soprattutto formativo in base alle peculiarità di ciascun istituto e che si legasse, ovviamente, alle specialità dell’Arma dei Carabinieri. Una sorta di “joint venture” professionale quindi, finalizzata soprattutto alla crescita dei giovani, attori del futuro, e alla sempre più stretta collaborazione con i militari. 

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"Questo progetto - ha detto la dirigente dell'Itas Matteo Ricci, prof.ssa Emiliozzi - è la dimostrazione che le forze dell' ordine non sono solo repressive ma anche di accompagnamento. Al principio della legalità tengo tantissimo e iniziative come questa rendono lustro non solo alla scuola ma alla nostra vita perché le regole sono fatte per essere rispettate".

A portare il proprio saluto è stato anche il Prefetto Iolanda Rolli che ha evidenziato come l'immagine dell'Arma, negli ultimi anni, sia cambiata. "Avete potuto capire - ha detto rivolgendosi agli studenti - che i Carabinieri fanno molto molto di più che i semplici controlli. Vi porterete dentro una grande sinergia, l'Arma è quanto di più prossimo ai cittadini, in loro troverete sempre persone disponibili e il messaggio è che se voi conoscete e approfondite, anche su questi temi, progredirete e soprattutto sarete liberi. Perché sapere vi dà la possibilità di scegliere".

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Il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale ha lavorato con il Liceo Artistico, per il rispetto dei beni culturali, con un tanto particolare quanto doveroso sguardo al territorio maceratese, colpito dal sisma che ha ferito anche le bellezze artistiche di questo territorio e un lavoro conclusivo sulla chiesa della Madonna della Cona, fra Castelsantangelo sul Nera e Castelluccio di Norcia; il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale con una settore dell’Istituto “Matteo Ricci” per una fruibilità da parte di un numero sempre più crescente di siti archeologici, in particolare quello di Helvia Recina, a Villa Potenza; il Nucleo Operativo Ambientale, di concerto con il Gruppo CC Forestali, con un altro settore dell’Itas, istituto poliedrico dal punto di vista di crescita formativa, per la tutela ed il rispetto dell’ambiente insieme hanno realizzato un video della simulazione di un intervento in caso di inquinamento ambientale; il Nucleo Tutela del Lavoro con l’Istituto IPSIA - sede di Macerata - per il rispetto della sicurezza sui luoghi di lavori, tema di attuale importanza, con un altro video-simulazione di un intervento in un luogo di lavoro; il Nucleo Antisofisticazione e Sanità con L’Istituto Alberghiero di Cingoli per il rispetto della salute hanno realizzato un documento Haccp. A completare il quadro, i ragazzi del Liceo Classico di Macerata i quali hanno lavorato con il Comando Compagnia Carabinieri di Macerata sul tema, anche questo di triste attualità, del bullismo, concludendo un percorso fatto di incontri e riflessioni con la realizzazione di cortometraggio frutto della vicinanza tra l’Arma ed i giovani.

Prima di passare alla presentazione di tutti gli elaborati, hanno portato il loro saluto anche il sindaco Romano Carancini e il colonnello Michele Roberti, comandante provinciale dei Carabinieri.

"Ai miei tempi - ha affermato il primo cittadino - si parlava del contrasto alle istituzioni. Oggi è fondamentale capire che la rivoluzione è quella della relazione umana, il rapporto tra persone e il riconoscimento delle istituzioni è la chive del futuro. Faccio il sindaco da 9 anni e l'esperienza che abbiamo vissuto con le forze dell'ordine è straordinaria. E' cambiato anche l'approccio delle forze dell'ordine che oggi entrano nelle scuole, partecipano ai progetti e danno un'immagine di persone vicine a noi".

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"Il confronto coi ragazzi - ha detto il colonnello prima di lasciare la parola agli studenti - è sempre entusiasmante. Il progetto è promosso ogni anno ma il comando provinciale ha voluto coinvolgere i reparti speciali che sono stati subito entusiasti. Perché i reparti speciali? Perché l'ambiente, la salute, la cultura e il lavoro sono i pilastri della nostra Costituzione. Le professionalità dei reparti speciali vanno sfruttate e presentate ai ragazzi".

g.g.

Arrestato un latitante da quasi dieci anni. Deve scontare 30 anni di reclusione per spaccio, lesione aggravata, resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione, rapina e furto. È l’ultima operazione di successo svolta dalla stazione dei Carabinieri di Recanati e dal nucleo operativo di Civitanova. Si tratta di un soggetto nordafricano che è stato finalmente assicurato alla giustizia. A darne notizia è il colonnello Michele Roberti, comandante provinciale dei Carabinieri, oggi pomeriggio in occasione di un momento dedicato allo scambio degli auguri durante il quale è stato anche fatto il punto della situazione.

Il 2018 è stato certamente un anno particolarmente delicato per la provincia di Macerata e per il Comando Provinciale. Vanno ricordati fatti criminosi come l’omicidio della 18enne Pamela Mastropietro o la strage aggravata da odio razziale posta in essere da Luca Traini. 

“È stato un anno particolarmente impegnativo - ha detto il colonnello rivolto a tutti i comandanti di stazione e militari presenti - dove l’apporto di tutti è stato fondamentale. Abbiamo ottenuto eccellenti risultati”. Il quadro generale della criminalità ha continuato a mantenersi, per tipo di reati e modalità esecutive, su livelli tali da non destare particolare preoccupazione. Sono 205 le persone arrestate dai Carabinieri e 2.445 i soggetti denunciati a piede libero. 

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La problematica connessa al sempre più diffuso uso di stupefacenti continua a destare preoccupazione fra la popolazione sia per le implicazioni sociali che essa comporta, ma soprattutto per il sempre maggiore coinvolgimento dei giovani.

Le ingenti quantità ritrovate e i numerosi arresti effettuati mettono in evidenza la gravità del fenomeno e la presenza in provincia di spacciatori di spessore criminale e pericolosità sociale. 

L’attività di contrasto messa in atto ha portato nel 2018 all’arresto di 97 persone e alla denuncia di 255 soggetti. Un’attenzione particolare è stata posta, inoltre, anche dai Carabinieri della provincia di Macerata a tutela delle fasce deboli: dei minori, delle donne e degli anziani, testimoniata da decisa attività di contrasto alla violenza di genere e da una diffusa campagna di prevenzione delle truffe. Con riferimento al controllo del territorio, i Reparti dipendenti dal Comando Provinciale rispetto allo scorso anno, sono riusciti a esprimere un numero maggiore di servizi di prevenzione. Il rafforzamento della presenza dell’Arma nel territorio ha garantito un’efficace azione preventiva che ha influito sul calo dei reati commessi in provincia e ha rappresentato anche un valido supporto informativo per l’attività repressiva svolta. Tra le attività, tuttora in corso nei comuni del cratere, connesse ai lavori per la ricostruzione post-sismica, si segnalano i controlli ai cantieri edili che l’Arma, unitamente al Nucleo Ispettorato del Lavoro e in collaborazione con le altre Forze di Polizia, svolge al fine di contrastare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata. Proseguono, altresì, i servizi svolti dai Carabinieri delle Compagnie di Camerino e Tolentino, con l’ausilio dei Reparti Mobili, per fornire assistenza alle popolazioni terremotate che versano tuttora in gravi situazioni di difficoltà e disagio, nonché per esercitare un’efficace azione di contrasto ad eventuali episodi di “sciacallaggio”.

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“Il nostro compito - ha anche affermato Roberti - è quello di tutelare un o dei beni fondamentali per lo sviluppo economico e sociale, che è quello della sicurezza. Siamo un avamposto dello Stato, ci siamo sempre stati e ci saremo sempre. Quello che vi invito a fare - ha aggiunto riferendosi ai militari presenti - è a prendere contatto con le amministrazioni e i cittadini. Siamo parti integranti delle comunità in cui viviamo, dobbiamo capire, a volte anticipare le esigenze del territorio”.

Presente al momento conviviale anche il Prefetto Iolanda Rolli: “A voi va sempre il mio pensiero quando ho bisogno di aiuto perché siete le sentinelle di questi territori che sono bellissimi. I maceratesi hanno un patrimonio inestimabile tutto contenuto in uno scrigno di cui siete i custodi. Siete la presenza più vicina ai cittadini, rappresentate lo Stato più prossimo, la sicurezza più prossima, la mano tesa che può dare aiuto nel momento più difficile”.

In occasione delle festività natalizie, saranno intensificati i servizi di controllo del territorio, in tutta la provincia, al fine di migliorare il contrasto dei reati predatori, ma anche per garantire un’adeguata cornice di sicurezza nei luoghi più affollati.

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g.g.

“Abbiamo il dovere di far capire ai giovani che il lavoro si trova nella legalità e che la mafia è parte attiva dove c’è disagio sociale. Dobbiamo dimostrare con forza e determinazione che tutti insieme siamo forti”. 

Con queste parole il Sottosegretario del Ministero all’Interno Stefano Candiani si è rivolto ai presenti, oggi pomeriggio, alla manifestazione per l’intitolazione di un viale e un largo in zona Pace, a Tolentino, alle vittime della mafia e in particolare al vice questore di Polizia Antonio Cassarà e i Carabinieri, Maresciallo Mario Trapassi e l’Appuntato Salvatore Bartolotta. Per l’occasione, presenti i vertici provinciali di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia, il prefetto Iolanda Rolli e il Questore Antonio Pignataro, all’epoca collaboratore di Cassarà a Palermo quando fu ucciso dalla mafia, il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri Michele Roberti, alcuni familiari delle vittime e il vescovo Nazzareno Marconi.

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“Quella di oggi - ha detto il sindaco Giuseppe Pezzanesi rivolgendosi ai sindaci presenti - è una cerimonia che deve essere succo e spinta quotidiana del nostro lavoro. Con i bambini delle scuole abbiamo visto immagini di una barbarie senza precedenti. La mafia sembra più fiacca ma non è mai scomparsa da questo Paese ma anzi è disseminata sul territorio in zone in cui non erano presenti. Affinché il sacrificio di uomini come quelli che ricordiamo oggi non sia vano dobbiamo vegliare sulla democrazia e la libertà conquistata con le guerre. Senza coraggio non si va da nessuna parte - ha sottolineato - senza coraggio non si sconfigge la mafia. Dobbiamo tutti impegnarci, in un Paese che si tuo considerare civile, a sradicare questa piaga che è camuffata in tutti i livelli della nostra società”. Insomma, quella di oggi non è stata una inaugurazione qualsiasi ma dedicata a tutti coloro che tengono ai valori accennati da Pezzanesi.

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Dal colonnello Roberti, una riflessione sul senso della giornata di oggi: “Questa nobile iniziativa vuole affermare un principio culturale, un forte senso civico. Questi spazi potranno diventare il posto in cui idealmente, ogni anno, ricordare le vittime della mafia, il loro sacrificio che ha contribuito all’affermazione dei valori fondanti di una comunità sana, quello della libertà, democrazia, giustizia e legalità. Oggi - ha aggiunto - ci ricordiamo anche che nulla di tutto ciò può essere dato per scontato. Dobbiamo conservarli quotidianamente e gelosamente e col trasferimento di azioni esemplari ai nostri giovani che rappresentano il futuro. Le targhe che oggi scopriamo parleranno ogni giorno, parleranno del loro modello di vita, del loro esempio. Ai giovani dico: sono questi i modelli che vi rendono uomini e donne migliori”.

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Commosso il questore di Macerata Antonio Pignataro, che ha ringraziato il sindaco Pezzanesi per aver accolto l’idea di intitolare i nuovi spazi della città alle vittime della mafia. 

“La nostra società non dovrebbe aver bisogno di eroi se ognuno facesse il proprio dovere. Il loro esempio deve seguire per indirizzare la nostra missione istituzionale improntata a spirito di servizio e senso di responsabilità. Il vice questore Cassarà - ha sottolineato - ha rappresentato per me una stella cometa che mi ha guidato, ancora giovanissimo, mi ha fatto crescere professionalmente, mi ha insegnato l’importanza di svolgere il nostro lavoro e rappresentare lo Stato con disciplina e onore. Sono morti consapevoli che il loro lavoro sarebbe stato un esempio e che avrebbe contribuito a dare convinzione che la giustizia non sia un’illusione ma una realtà. Quando un uomo muore, muore un mondo intero fatto di esperienze, sogni, speranze, gioie, amori e progetti futuri”.

 

g.g.

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