Lascia, dopo quasi 25 anni di carriera al Comune di Sefro, il geometra Alessandro Poduti. Arrivato a Sefro il primo gennaio 2000, quando il sindaco era Secondo Biordi, ha attraversato quasi un quarto di secolo nel paese delle trote. Partito quindi dal post terremoto del 97, chiude la sua parentesi, in Comune, con il post terremoto del 2016. Tra i due eventi tellurici ha svolto diverse mansioni nel corso della sua carriera, ma principalmente quella di geometra e di Rup in molti interventi realizzati sul territorio comunale, soprattutto dopo il sisma del Centro Italia e subentrando al geom. Paladini.
Il testimone passerà ora al geol. Filippo Fabiani a all'arch. Eleonora Pandolfi che già lavorano da tempo al Comune di Sefro.
Il geom. Poduti inizierà il 1 dicembre al Comune di Matelica, la sua città, dove, grazie ad una mobilità tra enti, andrà a rinforzare l'organico dell'ufficio tecnico guidato dall'Ing. Roberto Ronci.
L'amministrazione comunale di Sefro saluta con affetto Alessandro e gli augura i migliori successi professionali per il futuro.
Lascia anche il dott. Paolo Melappioni, da poco arrivato tra Sefro e Pioraco, per la gestione associate dell'ufficio anagrafe, per approdare, vincitore di concorso, presso altro ente pubblico. Anche a lui, l'amministrazione augura una continua crescita professionale.

(in foto: Poduti e Sindaco Pietro Tapanelli).
È una vera e propria pioggia di finanziamenti quella in arrivo nei comuni colpiti dal sisma del 2016. Nell’incontro tra i sindaci del cratere, il commissario straordinario Guido Castelli e l’Ufficio speciale ricostruzione delle Marche avvenuto qualche giorno fa, infatti, è arrivato l’annuncio dei nuovi stanziamenti decisi dalla struttura commissariale alla ricostruzione. Sefro non è un eccezione alla regola: tre milioni e mezzo di euro arriveranno nelle casse comunali non appena Castelli avrà varato le ordinanze specifiche per l’autorizzazione alla spesa di ciascun comune.

Diversi gli interventi che il paese della trota si troverà nelle condizioni di poter avviare nei prossimi mesi. Stando infatti alle parole del sindaco, Pietro Tapanelli, entro la fine del mese di marzo i fondi dovrebbero essere a disposizione e la macchina organizzativa potrà partire. In alcuni casi si dovrà cominciare dal principio, ovvero dalle progettazioni, in altri si potranno avviare i cantieri. Per quello che riguarda, nel dettaglio, le opere che verranno portate avanti, Sefro si prepara ad intervenire ai suoi impianti sportivi, al muro di contenimento del torrente Scarzito, alla strada di accesso alla frazione di Sorti-Cerreto e ancora al palazzo comunale, due cimiteri e al rifugio “Valle Scurosa”.

La priorità assoluta, nei termini dello stato di avanzamento della progettazione e, soprattutto, del volume dello stanziamento previsto, è quella che riguarda gli impianti sportivi comunali. «Parliamo dell’intervento che impatta in maniera maggiore sui fondi stanziati – commenta il sindaco di Sefro, Pietro Tapanelli –. Dei tre milioni e mezzo di euro in arrivo, infatti, ben uno e mezzo sarà impiegato nella ristrutturazione degli spogliatoi e, più in generale, nel ripristino degli impianti, compreso il manto del campo sportivo danneggiato durante la prima fase emergenziale post sisma dalle tende e dal passaggio dei mezzi di emergenza e di soccorso. In questo caso la progettazione dell’intervento è già stata effettuata, quindi sarà il primo dei lavori a partire. In seguito ci occuperemo degli altri, per i quali gli stanziamenti sono tutti intorno ai 200mila euro. Siamo stati un comune relativamente fortunato, infatti, in occasione del terremoto. Questi finanziamenti sono comunque una boccata d’aria che ci permette di fare un altro passo verso il ritorno alla normalità».

In foto una panoramica di Sefro

l.c.
Sicurezza e contrasto alla diffusione del Coronavirus. Anche nelle scuole di Pioraco arriva la ventilazione meccanizzata. Così come in molti degli istituti scolastici dell’entroterra, anche il comune dell’acqua e della carta ha ricevuto un finanziamento per l’installazione degli impianti di ricircolo dell’aria nelle sue aule. Sessantaquattromila euro, questo l’ammontare del finanziamento messo a disposizione dalla regione Marche. È solo l’ultimo degli interventi che hanno riguardato l’edificio scolastico pioracese, dopo che durante la scorsa estate erano state effettuate le opere di efficientamento energetico e, ancora prima, quelle di adeguamento sismico.

Ora la scuola, che da questo anno scolastico ospita per le lezioni gli alunni delle elementari e delle medie di Pioraco e Sefro, dopo l’accorpamento con l’istituto del paese della trota, è «sicura ed efficiente sotto tutti i profili – commenta il sindaco, Matteo Cicconi –. È un intervento di grande importanza per migliorare le condizioni in cui i nostri alunni studiano quotidianamente. Dopo gli interventi di miglioramento sismico e quelli eseguiti nell’estate del 2021, come l’installazione del “cappotto”, il miglioramento agli impianti di riscaldamento, la sostituzione degli infissi, ora possiamo dire di avere una scuola all’altezza delle esigenze dei ragazzi. Oltre a questo c’è anche il fattore estetico: la scuola è ora sicura dal punto di vista sismico, da quello sanitario e anche architettonicamente ben inserita nel contesto che la ospita. Attualmente la scuola ospita i bambini di elementari e medie di Pioraco e Sefro – conclude Cicconi –: rimaniamo convinti che sia stata una scelta giusta. Accorpare le elementari e le medie ci permette di avere classi più corpose, di offrire una formazione migliore ai giovani cittadini e ad ottimizzare, come in questo caso, le risorse economiche che ci vengono messe a disposizione».

l.c.
Acque del Potenza e dello Scarzito dirottate verso il lago Castreccioni, secco «no» dei sindaci. Un rifiuto annunciato già in conferenza stampa qualche settimana fa e ora ribadito in maniera formale, con un documento inviato al ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli,  e agli assessori regionali alle Risorse idriche, Stefano Aguzzi, e ai Servizi pubblici e agli Enti locali, Guido Castelli.

L’idea avanzata dal Consorzio di bonifica nella scheda di progetto Pnrr presentata dal direttore dell’area tecnica, Nafer Saqer, prevede la realizzazione di una serie di condutture per prelevare le acque dalle alti valli del fiume Potenza, del suo affluente Scarzito e dal Chienti a Valcimarra. La rete di tubature arriverebbe in questo modo a San Severino, dove sarebbe previsto un raccordo, poi l’attraversamento della valle fino all’invaso di Cingoli.

Le motivazioni dietro al progetto derivano dalla situazione di sofferenza del lago di Castreccioni, i cui livelli si sono abbassati a causa della siccità. La risposta dei sindaci della valle del Potenza è stata chiara: un «no» perentorio, visto che l’assenza di precipitazioni dello scorso inverno sta mettendo a dura prova anche i loro territori. La posizione degli amministratori è trasversale. Il sindaco di Pioraco e presidente dell’Unione montana Potenza Esino Musone, Matteo Cicconi sottolinea come, dopo la preoccupazione della prima ora testimoniata insieme ai vertici Assem e ai sindaci di Sefro e Fiuminata, si sia arrivati a un fronte compatto con tutti i primi cittadini della vallata. «Non si tratta di una protesta campanilistica – precisa –, ma di un rifiuto ragionato. Il nostro territorio vuol fare sentire la sua voce». Proprio Cicconi è il primo firmatario del documento. Con lui il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, in qualità di ente capofila, e i sindaci di Treia, Franco Capponi, di Castelraimondo, Patrizio Leonelli, di Fiuminata, Vincenzo Felicioli, di Sefro, Pietro Tapanelli e di Gagliole, Sandro Botticelli.

I prelievi idrici previsti, secondo questi ultimi «causerebbero inevitabilmente l’impoverimento del bacino idrico dell’area, in quanto il drenaggio previsto in captazione richiamerebbe le acque di falda, con conseguenze per tutto il comprensorio circostante. Attualmente – spiegano i sindaci – il nostro bacino idrico garantisce il fabbisogno idropotabile a più di un territorio comunale, oltre a garantire la sopravvivenza di alcune attività economiche fondate sulle risorse idriche, come le cartiere di Pioraco e la troticoltura a Sefto. L’operazione di prelievo che si prospetta sulla base di questa ipotesi di progetto porterebbe inevitabilmente ad un grave ammanco di acqua ad uso potabile. Già oggi – proseguono –, nei periodi estivi o di prolungata siccità, si assiste ad un notevole decremento delle portate delle sorgenti, tanto da richiedere l’attivazione di misure di contenimento della conseguente carenza idropotabile. In più, tra le sorgenti afferenti al bacino coinvolto dal prelievo in progetto ne ricadono due inserite nei piani emergenziali della Protezione civile, la sorgente San Giovanni di Sefro e Ponte Cannaro di Pioraco, la cui portata deve essere interamente garantita. Oltre a questo disagio per le aree prossime alle sorgenti, la captazione delle acque comporterebbe una significativa riduzione a valle della portata del fiume stesso con conseguente diminuzione della attuale disponibilità e qualità della risorsa idrica, sia per le irrigazioni che come risorsa per la produzione di energia idroelettrica. La valle del Potenza presenta già serie problematiche di carenza idrica: un progetto del genere non farebbe altro che aggravare la situazione. Il nostro rifiuto è totale».

l.c.
Fiuminata ancora senza internet ultraveloce. A denunciarlo è il sindaco del Comune dell’alta valle del Potenza, Vincenzo Felicioli. I lavori per l’installazione della fibra internet sarebbero dovuti partire nel 2020, ma del cantiere ancora non ci sono tracce. Nel frattempo i due Comuni storicamente legati a doppio filo a Fiuminata – Sefro e Pioraco – hanno compiuto decisi passi in avanti in materia di servizi tecnologici. A Pioraco la fibra è presente da un anno, a Sefro il cantiere è nelle fasi conclusive.

«Noi invece siamo ancora al palo – commenta Felicioli –. È inammissibile che ci sia un totale disinteresse da parte della società che avrebbe dovuto occuparsi dei lavori. Tra le ragioni della differenza nelle tempistiche c’è sicuramente il fatto che Fiuminata fosse associata ad altri Comuni per la realizzazione dei lavori, ma è paradossale che a Pioraco il cantiere sia stato chiuso più di un anno fa e da noi non si veda la benché minima traccia delle opere. Per altro si tratta di uno spreco di tempo e risorse: dal momento che i lavori erano arrivati a Pioraco, non ha senso che il cantiere si sia fermato senza proseguire verso il nostro territorio. Ora subiremo ulteriori ritardi e nel frattempo il nostro Comune è sprovvisto della rete internet, con grandi problemi per i nostri cittadini. Tre quarti del territorio di Fiuminata sono scoperti e nel corso della pandemia si sono verificati enormi disagi per chi era costretto allo smart working, come ad esempio gli insegnanti. Questi ritardi hanno un impatto considerevole non solo sulla qualità della vita dei residenti, ma anche sull’attrattività stessa del nostro territorio. Si parla spesso di impoverimento dei servizi, ma questo problema fa il paio con i ritardi nell’arrivo di ulteriori confort che permetterebbero di rilanciare le aree montane. Siamo di fronte a una questione in stallo. Non possiamo sperare che la rete internet arrivi dall’Umbria, mentre nel frattempo non abbiamo segnali di apertura da parte della Regione Marche. È impensabile – conclude Felicioli – che un territorio non abbia segnale per i telefoni mobili, che la rete fissa non subisca manutenzioni da anni, che internet sia una chimera. In questo modo siamo destinati a soccombere».

l.c.
Un secco «no» alla conduttura per l’approvvigionamento idrico del lago di Castreccioni. Perentoria la posizione dei sindaci di Fiuminata, Pioraco e Sefro sulle schede tecniche presentate in settimana dal direttore dell’area tecnica del Consorzio di bonifica, Nafer Saquer. Lavori imponenti quelli ipotizzati dal Consorzio, che prevedrebbero la costruzione di una conduttura pronta a prelevare le acque dai fiumi Scarzito, Potenza e Chienti per dirottarle nel territorio comunale di Cingoli. L’invaso di Castreccioni, i cui livelli si stanno abbassando a causa della siccità, è infatti in particolare sofferenza.

Un progetto che non piace ai sindaci dell’alta valle del Potenza e che periodicamente torna a far discutere il territorio. Era già accaduto negli anni ’70, nel 2008 e anche nel 2020. Ora una nuova iniziativa a destare grande preoccupazione. «Il tema è molto delicato – commentano i sindaci Vincenzo Felicioli, Matteo Cicconi e Pietro Tapanelli –. Il Consorzio non ha agito in maniera trasparente, presentando un’ipotesi senza passare dall’assemblea territoriale e da quella regionale, ma soprattutto continua ad insistere su un progetto che più volte è stato respinto sia dalle istituzioni del territorio che dagli organi competenti in materia. È impensabile dirottare le risorse idriche della nostra vallata verso un invaso in sofferenza: anche la valle del Potenza è in difficoltà a causa della siccità. È completamente illogico pensare di costruire un’opera che impoverisce un’area e ne arricchisce un’altra. La nostra zona è attiva nel settore ittico e con le cartiere: abbiamo bisogno di questa acqua. Piuttosto – precisano – il Consorzio di bonifica dovrebbe pensare a presentare progetti capaci di risolvere le problematiche legate all’approvvigionamento idrico di tutto il comprensorio montano, creando infrastrutture per il recupero delle acque reflue e favorendo l’ottimizzazione di una risorsa più che mai scarsa come l’acqua. È evidente che questo non sta avvenendo. Sono anni che periodicamente la nostra acqua è oggetto di assalti da parte di diversi soggetti istituzionali – concludono i sindaci – : ora pretendiamo una presa di posizione netta da parte della Regione e degli organi competenti. Questo progetto va assolutamente cancellato».

Approfondimenti nel numero 11 de L'Appennino camerte

l.c.
Una data da segnare in rosso sul calendario quella di venerdì 11 marzo per Sefro, che sarà sede di partenza della quinta tappa della Tirreno – Adriatico che porterà, dopo 155 chilometri, la carovana a Fermo. Ancora una volta, dunque, la “Corsa dei due mari”, che di fatto apre la stagione su strada, fa tappa nell’entroterra maceratese.

“Una bellissima notizia che aspettavamo e per la quale stavamo lavorando da tempo – dichiara un soddisfatto sindaco Pietro Tapanelli – C’è grande entusiasmo per questo appuntamento, che farà accendere sul nostro territorio le luci della ribalta nazionale ed internazionale, e soprattutto voglia di ripartire con questi eventi di grande sport per i nostri piccoli centri. Scherzosamente ho detto in sede di presentazione che parto e arrivo a casa, visto che mia madre è originaria di Fermo, per cui mi sento anche emotivamente coinvolto, oltre che, come sindaco, soddisfatto per questa opportunità”.
Due milioni e mezzo di euro per demolire e ricostruire gli appartamenti all’ex caserma forestale di Sefro. Grazie ai fondi del Pnrr in arrivo dalla Regione Marche, il Comune potrà riqualificare l’area che ospita la caserma del Corpo forestale. Una struttura da anni riconvertita ad uso residenziale pubblico. L’abbattimento dell’edificio lascerà il posto a sei nuovi appartamenti, che saranno pronti prima della fine del 2024. Nel frattempo gli inquilini si trasferiranno in altre abitazioni di proprietà del Comune di Sefro, tra le frazioni di Agolla e di Sorti.

Un progetto economicamente importante, che lascia soddisfatta l’amministrazione guidata da Pietro Tapanelli. I fondi consentono infatti di migliorare il patrimonio di edilizia popolare pubblica, puntando soprattutto all’efficientamento energetico delle strutture. L’intervento prevede che l’ex caserma venga demolita e che sia sostituita da due nuove palazzine, l’una con sei garage e quattro unità abitative con ascensore, l’altra con due appartamenti e distribuita su un solo livello. Per quello che riguarda le tempistiche, «i lavori dovrebbero iniziare intorno al giugno del 2023 – spiega il consigliere di maggioranza Corrado Carminelli –, visto che prima si dovrà procedere con la gara di appalto per la progettazione, la redazione dei progetti e la gara per l’affidamento dei lavori. Non è pensabile riuscire a ultimare i lavori prima della fine del 2024, ma la sistemazione delle famiglie che dovranno traslocare è garantita. Potranno alloggiare in altre abitazioni di proprietà comunale distribuite tra le frazioni di Agolla e di Sorti. Entro giugno di quest’anno partiremo con i progetti. È un intervento davvero importante per il nostro Comune – conclude Carminelli – che ci permette di recuperare un’area importante del nostro patrimonio di edilizia popolare comunale».

l.c.
Problemi in zona Campanaccio a cavallo tra i comuni di Sefro e Pioraco. Il fiume Scarzito, principale affluente del Potenza, ha rotto gli argini e l'acqua si è riversata nei campi allagandoli. A seguito delle copiose piogge degli ultimi due giorni il livello del fiume è cresciuto, causando la rottura di un argine tra i due comuni. Interventi sono in atto di concerto tra le due ammnistrazioni di Sefro e Pioraco che stanno monitorando la situazione.

"Il fiume è esondato - riferisce il sindaco di Sefro Pietro Tapanelli - determinando un importante allagamento che ha interessato anche un'abitazione privata della zona di Campanaccio che, fortunatamente vuota al momento in cui si è verificato il fatto, ha subito dei danni. Come comune - continua il primo cittadino Tapanelli - siamo intervenuti con i nostri operai che hanno potuto essere coadiuvati dalle maestranze di una ditta che si trovava sul posto per dei lavori incaricati dal Consorzio di bonifica e siamo riusciti a riparare l'argine del fiume. Contestualmente, tramite l'ex Genio Civile della Regione Marche, abbiamo attivato subito una richiesta di intervento per il ripristino della officiosità idraulica e dell'argine stesso. Confidando che le condizioni meteo ci assistano, la criticità dovrebbe rientrare in breve tempo - spiega Tapanelli -; certo, dovessero peggiorare le condizioni meteorologiche, il pericolo potrebbe diventare ancora più importante. Allo stato attuale, confidiamo comunque nell'intervento della Regione e dell'ex Genio civile. Contattato subito telefonicamente e poi anche via Pec, l'ingegnere Marzialetti ha prontamente dato disponibilità per effettuare questo primo urgente lavoro che ha già prodotto effetti positivi". Sul posto anche il collega di Pioraco Matteo Cicconi per seguire in stretta sinergia l'evoluzione della situazione.

c.c.


SCARZITO ESONDATO
“Insieme è meglio”. Una scelta in controtendenza quella dei Comuni di Pioraco e Sefro, a cui potrebbe aggiungersi anche Fiuminata, in vista del ritorno in classe degli alunni dei due paesi dell’entroterra.

Se, infatti, in alcuni Comuni si portano avanti battaglie per mantenere le scuole anziché accorparle con i centri confinanti, in questo caso sono stati gli amministratori a pensare di unificare i servizi per offrire, a detta loro, una risposta migliore alle famiglie e agli studenti.

È stato oggi il primo giorno in classe dopo l’unione delle scuole dell’infanzia, con due sezioni, e la primaria di Sefro e Pioraco.

A Sefro vengono infatti ospitati i bambini dell’asilo, mentre a Pioraco quelli delle elementari. Questa mattina i sindaci Pietro Tapanelli e Matteo Cicconi hanno fatto visita nelle sedi per portare il loro saluto agli alunni.

“Ringraziamo gli assessori Stefania Penna e Luca Gagliardi – dice Matteo Cicconi - per aver seguito tutto l’iter organizzativo che si è concluso con grande successo e soddisfazione da parte di tutti.

Un augurio di buon lavoro lo vogliamo fare anche al nuovo dirigente scolastico Maurizio Cavallaro”.

Poi la soddisfazione per l’unione delle forze: “Abbiamo voluto dare un input forte come amministrazioni di Pioraco e Sefro – dice - sperando in futuro in un accorpamento anche con Fiuminata, per dare una migliore offerta formativa ai ragazzi”.

GS


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