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Si è svolto un vertice tra il Premier Giuseppe Conte e il Commissario Giovanni Legnini dopo le preoccupazioni scaturite dalla bocciatura del pacchetto sisma.
"Ho avuto rassicurazioni dal Presidente del Consiglio- spiega Legnini -  sulla piena disponibilità del Governo ad accogliere il pacchetto di norme sul terremoto del Centro Italia condivise con i Sindaci e che erano contenute negli emendamenti presentati in Commissione Bilancio e non accolti.
Il Governo, mi ha garantito il Presidente Conte nel corso di un colloquio molto proficuo questo pomeriggio, intende inserire le norme per accelerare la ricostruzione pubblica e privata nel decreto semplificazioni di prossima emanazione. Quelle che invece richiedono una copertura finanziaria - prosegue - , ad esempio quello per il personale e la proroga dello stato di emergenza, saranno inserite nel decreto che sarà emanato subito dopo l’approvazione del nuovo, atteso, scostamento di bilancio.
Le priorità per far sì che la ricostruzione possa finalmente decollare sono note e sono state individuate in seguito a un lungo confronto. Occorre l’impegno di tutti affinché esse possano diventare al più presto legge dello Stato e corrispondere alle aspettative dei Presidenti delle Regioni, dei sindaci, dei cittadini e delle imprese del cratere, che stanno vivendo una doppia emergenza e che non possono più attendere.
Ringrazio il Presidente Conte - conclude - per la sincera sensibilità che mi ha oggi confermato anche con la disponibilità ad incontrare presto, e nuovamente, i Sindaci e i cittadini dei territori colpiti dal sisma".

GS
Una brutta pagina scritta dal governo di questo Paese e dalla Commissione Bilancio della Camera”. Così il sindaco di Camerino Sandro Sborgia nell’esprimere la sua profonda indignazione, condivisa da altri colleghi e cittadini delle zone del cratere dopo ’'estromissione dal Dl Rilancio del pacchetto sisma contenente emendamenti utili a sbloccare la ricostruzione nell’Italia centrale “Quello che è successo nei giorni scorsi alla  Commissione Bilancio è qualcosa d’inaccettabile :si trattava di votare  l’inserimento di misure assolutamente essenziali, fondamentali per l'avvio della Ricostruzione, misure tra l’ altro concordate e condivise con il Commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini, misure che andavano e vanno essenzialmente nella direzione di una ricostruzione veloce, di una ricostruzione seria e  questa volta possibile.  E’ stata scritta una brutta pagina nella storia di questo Paese- continua Sborgia-quello che è avvenuto purtroppo dimostra che non c’è l’interesse a ricostruire nel zone colpite dal terremoto del 2016;  dobbiamo innanzitutto capire come sia stato possibile che quel provvedimento non sia stato discusso e vogliamo capire in primis chi sono i responsabili. Adesso invitiamo e auspichiamo che in primis il Presidente del consiglio, Governo e ministri competenti, riparino  immediatamente a questo  pasticcio.  Debbono  immediatamente provvedere a rimettere al centro dell'attenzione quelle misure che sono fondamentali per la ripartenza di questi territori con la ricostruzione. Sono passati ormai 4 anni ed è necessario che sia avviata, altrimenti ci debbono dire che ricostruire non è nell'interesse del Governo e del Paese e allora  da quel momento in  poi prenderemo atto di questa di questa volontà.  Ma se la ricostruzione, così come è stato sempre detto in ogni circostanza, è nell'interesse di questo Governo e nell’ interesse di tutte le forze Parlamentari, è bene che gli emendamenti siano tradotti in provvedimenti di legge aventi forza esecutiva.  Detto questo – aggiunge il primo cittadino di Camerino- inaccettabili sono anche le polemiche strumentali. Utilizzare questo pasticcio per strumentalizzare la vicenda a fini  politici sulla pelle dei terremotati, credo che sia un atto di sciacallaggio e non può che  qualificare tutti coloro che  utilizzano questa brutta pagina per fare campagna elettorale: ne abbiamo visti tanti in giro e molti all’ opera verificandone la loro inadeguatezza e la loro inconcludenza,  quindi- ribatte Sborgia-  speculare adesso su questo guaio credo che sia un puro atto di sciacallaggio. Per tornare invece alla vicenda che ci interessa, è bene che il Presidente del Consiglio, avendo più volte dichiarato di essere estremamente determinato a condurre in porto la ricostruzione, intervenga immediatamente per ottenere che quel pacchetto di misure, volute e condivise dai sindaci e  concordate con la volontà del Commissario Legnini,  trovi la strada affinché possa essere attuato”. Quanto alla possibilità del forte atto di protesta della  riconsegna delle fasce tricolori al Premier  il sindaco Sborgia dice che è tra le varie opzioni che  testimoniano la determinazione dei sindaci a non mollare la presa “ ma è certo che percorreremo comunque ogni strada possibile per sensibilizzare il Governo a tornare sui propri passi, a cambiare rotta e a far sì che le popolazioni colpite dal terremoto tornino  al centro dell'attenzione del Governo. Così come è stata dimostrata attenzione  alla necessità che siano prese e attuate misure per i vari settori dell’ economia, proprio in funzione della ripartenza dell’ economia del nostro Paese- conclude Sborgia-  le zone terremotate debbono essere messe al centro dell'agenda di governo e al centro dei provvedimenti necessari perché  con la ricostruzione avviata ne gioverebbe l'economia Nazionale, ne gioverebbero i terremotati.  Non può pertanto assolutamente prescindersi dalla necessità che quel pacchetto di misure presentate, una volta per tutte, trovino la strada per essere approvate”.

Sulla stessa linea il commento risentito dell’Arcivescovo Francesco Massara che è a capo della diocesi più devastata di tutta l’ area del cratere. “ Che la Commissione Bilancio alla Camera e il Governo non abbiano preso in considerazione  il pacchetto sisma, significa estromettere e far rischiare il blocco della partenza della ricostruzione alla quale il Commissario Legnini sta dedicando il massimo impegno e la massima promozione  in tutte le zone del cratere.- afferma Mons. Massara-. Non è possibile che su 55 miliardi non si sia pensato, o non si sia voluto, dare un’ attenzione alle zone del sisma. Questo è inaccettabile.  La ricostruzione così non partirà mai.  A questo punto pretendiamo un incontro con il Presidente Conte e con chi rappresenta la Presidenza del Consiglio- ribadisce il vescovo-;  abbiamo tutto il diritto noi terremotati di sapere perché siamo tenuti fuori da questi provvedimenti così importanti che riguardano un territorio così esteso che copre tutta l’Italia centrale.  Abbiamo il diritto di poter rinascere dal primo terremoto del 2016 e da questo secondo terremoto che è il terremoto economico; noi non siamo cittadini di serie B- rimarca Massara-.  Siamo uguali a tutti gli italiani, per cui il presidente Conte deve ascoltare i sindaci, deve ascoltare le istituzioni, le associazioni tutte , deve ascoltare questo territorio che non può morire, perché fa parte dell'Italia. L'Italia è una, non è fatta a macchia di leopardo. Voglio che tutti sappiano che  il vescovo sarà sempre vicino a tutti i terremotati e seguirà con  grande attenzione questa situazione; i terremotati hanno diritto ad avere la loro la loro casa e a loro sarò sempre vicino e tutti i sindaci avranno il sostegno del vescovo nella battaglia per la rinascita di questo territorio. Queste terre martoriate non possono assolutamente morire, per cui chiedo la massima attenzione da parte del Governo verso la nostra gente -continua Mons. Massara-. Sono 4 anni che le persone attendono la ricostruzione e non si possono far morire le speranze delle comunità. Chiedo il massimo impegno da parte di tutti, ma soprattutto da parte del Governo e dei nostri rappresentanti in Parlamento. Non possiamo permettere che questo territorio muoia- ribadisce- Chiedo la massima attenzione a tutti i nostri rappresentanti al Governo e allo stesso Governo, perché la ricostruzione deve partire. E aggiungo che il Commissario Legnini  va sostenuto in tutte le proposte che in questo momento sta facendo in sede governativa; a lui dobbiamo il nostro grazie perché sta dando il massimo di attenzione e di amore verso questo territorio”.
Intanto il sindaco di Camerino ha fatto sapere che sono stati già sentiti alcuni importanti rappresentanti del Governo con i quali si è aperta una interlocuzione, affinchè il pacchetto di misure sia portato in aula e si provveda alla sua approvazione.
 c.c.





Ha scritto la parola "fine" il Consiglio di Stato che ha rigettato il ricorso presentato dal capogruppo di minoranza di Treia, Vittorio Sampaolo. L'opposizione, sin dallo scorso anno, quando le elezioni decretarono vincitore Franco Capponi e la sua lista (ma anche prima, per tutta la campagna elettorale), aveva sempre sostenuto l'incandidabilità dello stesso Capponi e, di conseguenza, l'illegittimità della giunta nominata in tutta fretta la notte della vittoria, qualche ora prima che il Prefetto di Macerata gli notificasse l'avviso di sospensione dalla carica per la condanna in primo grado per peculato. Da lì, un colpo dietro l'altro: prima la richiesta di sospensiva al Tar Marche subito rigettata, poi il ricorso vero e proprio, anch'esso rigettato nel merito fino ad arrivare al grado successivo, il Consiglio di Stato che proprio oggi si è pronunciato dando ragione a Capponi e alla sua giunta. 
"Il Consiglio di Stato ci ha dato pienamente ragione sul nostro operato - commenta Capponi - ero candidabile, eleggibile, potevo nominare la giunta. Durante la campagna elettorale, e anche dopo, abbiamo subito continuo attacchi da parte degli avversari che ci ha dato enormemente fastidio perché hanno tentato di minare l'operatività dell'amministrazione. In questo periodo così difficile per il Covid e le emergenze che abbiamo avuto, sarebbe stato un ulteriore momento buio per la città se si fosse ritrovata senza una amministrazione, qualcuno che avesse a cuore le sorti dei cittadini. Questo mi dà fiducia sul fatto che dal 24 luglio saremo una squadra ancora più forte. Fin ora c'è stata grande qualità e passione da parte dei giovani della giunta". Capponi ha ringraziato la maggioranza e la giunta che ha dovuto sopportare, oltre alle tante difficoltà, anche gli attacchi della minoranza che, con questa sentenza del Consiglio di Stato "giunge al tracollo. Oltre ad aver perso tutte le cause, hanno perso un po' anche la faccia perché non si sono mai interessati dei problemi della città ma si sono esercitati nell'odio e nel rancore per aver perso le elezioni perpetrando ricorsi su ricorsi pensando che la via della magistratura li avrebbe premiati. Tutti sappiamo che non sono i giudici ad eleggere l'amministrazione". 
g.g.

(Servizio completo sul prossimo numero di Appennino Camerte)



La vicenda risale al 2014 e riguarda una cena di beneficenza cui parteciparono tra gli altri Silvia Luconi e Orietta Leonori, all'epoca dei fatti consiglieri comunali a Tolentino. Le due furono poi accusate sulle pagine social dalla collega in consiglio comunale Carla Domizi di aver richiesto indietro, a titolo di rimborso, la cifra versata in quanto la loro partecipazione all'evento sarebbe avvenuta in rappresentanza delle istituzioni. La vicenda finì in tribunale, dove Silvia Luconi e Orietta Leonori citarono per diffamazione la Domizi, condannata in primo grado ad una multa di 600 euro e al risarcimento delle due parti offese. Oggi sulla vicenda si è pronunciato il giudice di appello, adito da Carla Domizi, che ha confermato la sentenza di primo grado condannando la stessa al pagamento delle ulteriori spese processuali, pari a 1170 euro. "Non ho mai avuti dubbi sulla pronuncia del giudice anche in questo caso - le parole di Silvia Luconi, oggi vice sindaco di Tolentino nell'amministrazione Pezzanesi - perchè so benissimo cosa ho fatto al termine di quella cena, alla quale ho partecipato come chiunque altro pagando regolarmente e senza chiedere alcun rimborso quale rappresentante del comune. Sono sicuramente soddisfatta e mantengo la decisione, presa insieme all'ex collega Leonori, di devolvere la cifra in beneficenza, magari nell'ambito dei servizi sociali".

f.u.
“La situazione sull’A14 è insostenibile: la Regione chieda l’azzeramento dei pedaggi". E' questa la richiesta fatta alla giunta regionale dal capogruppo di Forza Italia Elena Leonardi in merito ad una situazione ormai insostenibile nella tratta marchigiana dell'autostrada adriatica che, soprattutto nel fine settimana, provoca disagi, in termini di traffico e code, agli automobilisti che la percorrono. "Sostengo con forza - incalza la Leonardi - gli appelli degli amministratori e degli utenti, a partire da Confartigianato Trasporti e Confindustria Trasporti, che denunciano come questi enormi problemi si verifichino puntualmente da oltre un anno, a dimostrazione della scarsa attenzione della Regione e dell’incapacità di dare risposte. Rallentamenti e lunghe code per percorrere anche solo brevi tratti dell’autostrada, disagi che si riversano sulla Statale Adriatica e che soprattutto nel periodo estivo causano un ulteriore danno sull’economia già fortemente messa in ginocchio, un aggravio di costi, un evidente danno al comparto turistico e ai cittadini marchigiani, per non parlare del grave danno d’immagine per l’intera regione e per chi sta scegliendo di trascorrere le vacanze nelle Marche. Per questo – conclude il capogruppo di Fratelli d'Italia – domani al question time del consiglio regionale chiederò alla giunta se ha intenzione di farsi portavoce finalmente di queste istanze e chiedere il blocco del pagamento dei pedaggi, che considero il minimo provvedimento per venire incontro agli enormi disagi di automobilisti e trasportatori”.


Ennesimo schiaffo alle comunità terremotate il fatto che la Commissione Bilancio della Camera abbia estromesso dal Dl Rilancio il pacchetto sisma contenente gli emendamenti utili a sbloccare la ricostruzione. Delusione e indignazione nei cittadini e nei sindaci del cratere, in particolare dei primi cittadini di Norcia, Camerino e Castelsantangelo sul Nera i quali si sono detti pronti a restituire le fasce al Presidente del Consiglio qualora il pacchetto terremoto, fermatosi al MEF  (Ministero Economia e Finanze) in quanto non ha mai ricevuto una copertura finanziaria, non venga reinserito nel DL Rilancio.
"Dei 55 miliardi del Dl Rilancio non c'è dunque un centesimo per le zone terremotate- spiega Mauro Falcucci- Ne erano previsti 20 ma purtroppo siamo fuori. Adesso c'è la speranza della semplificazione delle procedure ma certo è che non possiamo vivere di speranza. Tutto quello che avrebbe dato un segnale nella ricostruzione, dalla proroga allo stato di emergenza, ai poteri al Commissario, all'aumento delle parcelle per i professionisti e cosa più importante, la garanzia del personale, è rimasto lettera morta. Forse non si è capito che tra un po' rimarranno il Governo, le Prefetture e i terremotati, perchè andando via il personale, credo che nessun amministratore riesca a sopperire sotto il profilo tecnico alla continuità della ricostruzione. Venendo meno il personale, la macchina si ferma. E la restituzione  delle fasce non è nè una minaccia, nè una resa- sottolinea Falcucci-. Il segnale è che non vogliamo essere più correi del nulla. Rimanere qui a prendere soltanto le promesse, gli schiaffi e i 'non vi lasceremo soli'per poi constatare che ci hanno letteralmente abbandonati, significa diventare correi sul non fare. Vorrà dire allora che il Presidente del Consiglio, tramite le strutture di questo nostro Paese, provvederà a dare delle risposte. Le nostre richieste hanno preso tutte le forme: di persona, per iscritto, con documenti, incontri, interviste ma tutto è rimasto lettera morta- rimarca il sindaco di Catelsantangelo-. Non c'è da inventare nulla. C'è solo da tradurre in norme, dare poteri al Commissario Straordinario che ha dato un segnale inverso rispetto al passato, ma le cui proposte vengono affossate e rimangono dei semplici progetti che non troveranno mai soluzione. Siamo veramente stanchi".


C.C.


La fumata bianca arriverà probabilmente nelle prossime ore. Sandro Parcaroli, dopo un lungo periodo di riflessione, avrebbe scelto di candidarsi a sindaco di Macerata, declinando le numerose proposte di chi, invece, lo voleva come candidato al consiglio regionale. Una scelta di territorio, quella dell’imprenditore camerinese che, molto legato alla sua città di origine, ha sempre avuto come punto di riferimento della sua attività la città capoluogo di provincia dove ha sede il Gruppo Med e dove, nel dicembre 2018, ha inaugurato “Vere Italie”, ristorante che propone anche per l’acquisto prodotti del territorio. Parcaroli, che vive a Crispiero di Castelraimondo, accetterebbe la candidatura a sindaco per fare di Macerata anche il collante con i comuni della provincia e, in particolare, del territorio dell’entroterra, promuovendo forme di collaborazione con gli stessi. Quella di Parcaroli, candidato nelle fila del centro destra pur non essendo schierato politicamente, è una candidatura che sembra raccogliere diversi consensi anche nell’ambito della società civile per la quale si è speso in diverse iniziative benefiche e di solidarietà non solo a Macerata, ma nell’intero territorio provinciale. Sarebbe, almeno stando ai bene informati, un sindaco con un occhio attento alla sua città, dal centro storico alle attività produttive, ai servizi, allargato ai comuni limitrofi e a quelli della zona montana.

f.u.
Sulla preoccupazione e la rabbia dei sindaci e dei cittadini in merito al pacchetto sisma 'snobbato' dal Governo interviene il Commissario Giovanni Legnini che in una nota commenta: “Un percorso per stabilizzare il personale precario e prorogare i contratti in scadenza, il collegamento del nuovo Sismabonus con il contributo alla riparazione delle case lesionate, la revisione dei compensi ai professionisti che assumono maggiori responsabilità, la proroga dello stato di emergenza, risorse certe per sostenere lo sviluppo, poteri veramente straordinari per il Commissario anche se limitati alle opere più complesse, sono misure indispensabili per far decollare la ricostruzione dopo il terremoto del 2016.
Da tempo - aggiunge- erano state condivise con i Sindaci, i Ministeri competenti, le associazioni dei cittadini, i professionisti, e sembrava che alcune di esse potessero essere accolte nel Decreto Rilancio che il Parlamento si appresta ad approvare, anche in considerazione della doppia, lunghissima emergenza vissuta da questi territori. Capisco, dunque, la preoccupazione dei sindaci, delle Anci regionali, la delusione dei cittadini del cratere per il mancato accoglimento di queste norme.
Adesso - conclude - è importante insistere affinché siano varate al più presto, utilizzando il veicolo normativo che il Governo riterrà appropriato. Solo così sarà possibile completare il quadro degli strumenti necessari per far partire davvero la ricostruzione, ormai alla vigilia del quarto anniversario del primo dei gravi terremoti che hanno sconvolto il Centro Italia. Continuerò ad impegnarmi con la massima determinazione perché, al più presto, siano fatti questi passi decisivi”.
Il video del consiglio comunale si fa attendere e il consigliere di minoranza Francesco Borioni inizia a sollevare le questioni affrontate nel corso dell’assise che si è riunita martedì scorso. Il consiglio comunale si è svolto in modalità telematica ma il relativo video (dato che non è stato possibile per i cittadini assistere in diretta) non è ancora stato pubblicato, diversamente dalla volta precedente in cui era stato caricato online il giorno successivo. 

Fra gli argomenti affrontati, oltre al bilancio consuntivo, anche la palestra ex Gil con una mozione di Borioni per farne un auditorium, e il servizio di gestione della pubblica illuminazione. 

“Si fa fatica a volerci credere - commenta - eppure la maggioranza ha avviato la pratica per affidare il servizio di illuminazione pubblica ad una società privata tramite il Project Financing”. L’intenzione è quella di concedere la gestione di 771 punti luce in ambito extraurbano per 10 anni ma ciò che risulta singolare è che San Severino ha già una ditta, per di più partecipata al 100 per cento dal Comune, che si occupa anche di questo (fino al 2027): l’Assem. E Borioni è, fra le altre cose, ex presidente dell’azienda che “assolve a questo compito in maniera seria e affidabile, e da diversi anni persegue l’obiettivo del risparmio energetico”. Di recente infatti si è proceduto alla riqualificazione degli impianti e installare le lampade a Led. “Non capisco proprio perché bisogna aprire un fronte di project financing per dieci anni in cui il comune dovrà pagare un canone di gestione quando abbiamo una grande fortuna che è quella di avere una azienda elettrica di proprietà comunale, una delle poche rimaste, considerata un fiore all’occhiello. E la cosa sorprendente é che questa “privatizzazione” trova favorevole i vertici della stessa Assem: ci lascia perplessi perché l’interesse dovrebbe essere quello di preservare le professionalità e l’efficienza dei servizi piuttosto che scorporare e metterli a rischio, eventualità questa che inevitabilmente porterà ripercussioni negative sulle maestranze e sugli utenti. Sollecitiamo l'amministrazione a riconsiderare questa decisione, ed i nostri concittadini a mantenere alta l'attenzione”.
g.g.
Ieri sera il  consigliere Vanis Rossetti ha accolto a Fiastra Alessandro Mucci, giovane triatleta torinese che sta attraversando il centro Italia in bicicletta per raccogliere fondi in favore della ricerca contro il cancro. Alessandro è partito il 29 giugno da San Donato in Val di Comino, località della Ciociaria dove concluderà, tra qualche giorno, il suo ampio giro ad anello toccando le località del centro Italia martoriate dai terremoti, i grandi gruppi montuosi dell'Appennino Centrale e i borghi dei circuiti turistici più importanti del nostro paese: le Bandiere Arancioni e i Borghi più belli d'Italia.

Alessandro Mucci, 23 anni, neolaureato in economia e commercio, ha deciso di intraprendere questo avventuroso viaggio all'inizio dell'anno, quando la mamma ha iniziato a lottare contro un tumore al pancreas. E così è nato il progetto Pedalando per la ricerca, una raccolta fondi organizzata sulla piattaforma web Rete del Dono (www.retedeldono.it) e interamente destinata all'Associazione Italiana Ricerca contro il Cancro, fondazione in prima linea per la lotta ai tumori.

“Ho cercato di unire vari temi – racconta Alessandro Mucci – per sensibilizzare l'opinione pubblica sul rilancio turistico delle zone martoriate dai terremoti ed affossate dall'emergenza sanitaria degli ultimi mesi. Così ho studiato un itinerario che toccasse le bellezze straordinarie dei nostri borghi appenninici, dagli splendidi centri abitati alle salite che hanno fatto la storia del ciclismo italiano: Terminillo, Campotosto, Campo Imperatore e Blockhaus”.

Un viaggio in totale autonomia che si può seguire attraverso le pagine social del giovane triatleta torinese. Il progetto è supportato da pochi sponsor tecnici e da una grande rete di solidarietà a cui si è unita anche la Proloco di Fiastra con una donazione. Ad Alessandro, al suo sorriso contagioso e alla sua grande forza d'animo, l'amministrazione comunale di Fiastra ha rivolto un grande e sentito augurio anche a nome della cittadinanza.
c.c.

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