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Traffico illecito rifiuti,sequestro preventivo per un impianto

Sabato, 09 Gennaio 2021 12:18 | Letto 887 volte   Clicca per ascolare il testo Traffico illecito rifiuti,sequestro preventivo per un impianto Finisce sotto sequestro un impianto di trattamento rifiuti.facennte capo ad una Ditta sita nel Comune di Macerata operante nel settore del recupero dei rifiuti non pericolosi, comprese le macerie del sisma. Coinvolte a vario titolo sono 31 persone. Sottoposta a sequestro anche la somma di circa 200mila euro, fonte di profitti lleciti.Nelll’ambito di un’indagine per attività organizzata legata al traffico illecito di rifiuti, iniziata nel 2018 e coordinata dal Dott. Paolo Gubinelli della DDA di Ancona, i Carabinieri Forestali del NIPAAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale) di Macerata unitamente ai militari delle Stazioni Carabinieri Forestale di Macerata e Abbadia di Fiastra, hanno dato esecuzione alla misura cautelare reale, disposta dal GIP del Tribunale di Ancona. Operato il sequestro dell’intero impianto e delle aree ove è stata svolta l’attività illecita, unitamente a tutti i mezzi d’opera utilizzati.. I militari hanno proceduto inoltre al sequestro per equivalente di denaro o altri beni per circa 193.800 euro: il sequestro ha previsto il blocco dei conti correnti bancari e beni immobili ed è finalizzato alla confisca, quale ingiusto profitto derivante dall’illecito traffico. Lattivazione delle indagini sulla gestione dei rifiuti nella fase della ricostruzione post-sisma e in particolare sulle macerie, ha consentito di delineare un ampio disegno criminoso ad opera della ditta, volto ad ottenere un ingiusto profitto derivante dalla illecita gestione di maggiori quantità di rifiuti o dalla gestione non autorizzata di rifiuti, dal risparmio illecito sui costi per recupero, smaltimento e trasporto, mettendo in atto ripetute e organizzate violazioni di legge, in maniera continuativa e organizzata. La condotta impropria ha permesso l’accumulo, oltre il limite consentito, di decine di migliaia tonnellate di rifiuti  e di rifiuti edili pericolosi e non (comprese le macerie del sisma), anche contenenti amianto, stimati in circa 38.760 tonnellate. Un illecito che  ha comportato numerose violazioni di legge: superamento della superficie utilizzabile dall’impianto, diversa configurazione dell’impianto con anche rimodellamenti non previsti, inefficacia del sistema di raccolta delle acque di dilavamento dei rifiuti, utilizzo di attrezzature non idonee (quali cassoni usurati non a tenuta stagna), mancata separazione tra i vari rifiuti. L’elevato numero di movimentazioni illecite, nonostante il provvedimento di “diffida” emessa dagli uffici della Provincia di Macerata, ha permesso alla Ditta il mantenimento e la nuova acquisizione di clienti che altrimenti si sarebbero rivolti altrove, oltreché la possibilità di effettuare direttamente lavori, contando sull’utilizzo del proprio impianto. Oltre alla Ditta interessata dal sequestro è stata deferita a piede libero per traffico illecito di rifiuti anche un’altra ditta del Maceratese con sede legale a Tolentino la quale, al fine di ottenere ingiusti risparmi dagli illeciti recuperi e smaltimenti dei rifiuti, ha messo in atto ripetute e organizzate violazioni di legge nell’ambito della gestione dei rifiuti. In particolare, sfruttava la gestione illecita dell’impianto aziendale della Ditta di Macerata e si serviva in maniera consistente dell’attività di trasporto illecita di rifiuti della medesima, in quanto effettuata in assenza di specifica iscrizione all’Albo Gestori Ambientali. L’organizzazione criminosa delineata a seguito dell’attività investigativa ha visto il deferimento per reati che vanno dalla gestione illecita, truffa, subappalti non autorizzati, di 31 persone: tra questi, oltre le Ditte interessate, 23 responsabili legali di aziende dedite a lavori edili/movimenti terra, 2 direttori dei lavori, 1 funzionario pubblico responsabile del procedimento e 3 proprietari e committenti dei lavori, nella maggior parte dei casi residenti in Provincia di Macerata, ma anche al di fuori della stessa e della Regione Marche.c.c.
Finisce sotto sequestro un impianto di trattamento rifiuti.facennte capo ad una Ditta sita nel Comune di Macerata operante nel settore del recupero dei rifiuti non pericolosi, comprese le macerie del sisma. Coinvolte a vario titolo sono 31 persone. Sottoposta a sequestro anche la somma di circa 200mila euro, fonte di profitti lleciti.
Nelll’ambito di un’indagine per attività organizzata legata al traffico illecito di rifiuti, iniziata nel 2018 e coordinata dal Dott. Paolo Gubinelli della DDA di Ancona, i Carabinieri Forestali del NIPAAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale) di Macerata unitamente ai militari delle Stazioni Carabinieri Forestale di Macerata e Abbadia di Fiastra, hanno dato esecuzione alla misura cautelare reale, disposta dal GIP del Tribunale di Ancona. Operato il sequestro dell’intero impianto e delle aree ove è stata svolta l’attività illecita, unitamente a tutti i mezzi d’opera utilizzati..
 
I militari hanno proceduto inoltre al sequestro per equivalente di denaro o altri beni per circa 193.800 euro: il sequestro ha previsto il blocco dei conti correnti bancari e beni immobili ed è finalizzato alla confisca, quale ingiusto profitto derivante dall’illecito traffico.

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L'attivazione delle indagini sulla gestione dei rifiuti nella fase della ricostruzione post-sisma e in particolare sulle macerie, ha consentito di delineare un ampio disegno criminoso ad opera della ditta, volto ad ottenere un ingiusto profitto derivante dalla illecita gestione di maggiori quantità di rifiuti o dalla gestione non autorizzata di rifiuti, dal risparmio illecito sui costi per recupero, smaltimento e trasporto, mettendo in atto ripetute e organizzate violazioni di legge, in maniera continuativa e organizzata.

La condotta impropria ha permesso l’accumulo, oltre il limite consentito, di decine di migliaia tonnellate di rifiuti  e di rifiuti edili pericolosi e non (comprese le macerie del sisma), anche contenenti amianto, stimati in circa 38.760 tonnellate. Un illecito che  ha comportato numerose violazioni di legge: superamento della superficie utilizzabile dall’impianto, diversa configurazione dell’impianto con anche rimodellamenti non previsti, inefficacia del sistema di raccolta delle acque di dilavamento dei rifiuti, utilizzo di attrezzature non idonee (quali cassoni usurati non a tenuta stagna), mancata separazione tra i vari rifiuti.

L’elevato numero di movimentazioni illecite, nonostante il provvedimento di “diffida” emessa dagli uffici della Provincia di Macerata, ha permesso alla Ditta il mantenimento e la nuova acquisizione di clienti che altrimenti si sarebbero rivolti altrove, oltreché la possibilità di effettuare direttamente lavori, contando sull’utilizzo del proprio impianto.

Oltre alla Ditta interessata dal sequestro è stata deferita a piede libero per traffico illecito di rifiuti anche un’altra ditta del Maceratese con sede legale a Tolentino la quale, al fine di ottenere ingiusti risparmi dagli illeciti recuperi e smaltimenti dei rifiuti, ha messo in atto ripetute e organizzate violazioni di legge nell’ambito della gestione dei rifiuti. In particolare, sfruttava la gestione illecita dell’impianto aziendale della Ditta di Macerata e si serviva in maniera consistente dell’attività di trasporto illecita di rifiuti della medesima, in quanto effettuata in assenza di specifica iscrizione all’Albo Gestori Ambientali.

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