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Ex Sacci- Salta l'accordo. Dal 3 ottobre al via i licenziamenti.

Lunedì, 26 Settembre 2016 19:54 | Letto 1922 volte   Clicca per ascolare il testo Ex Sacci- Salta l'accordo. Dal 3 ottobre al via i licenziamenti. Salta laccordo per salvare i posti di lavoro dei 71 addetti dell’ex cementificio Sacci di Castelraimondo acquisito dalla Cementir; è lesito dellincontro che si è avuto lunedi 26 settembre tra Regione Marche, responsabile del Personale e sindacati di categoria. L’ azienda non ha dunque ascoltato nessuna richiesta per salvare il lavoro e la produttività del cementificio. “ Purtroppo abbiamo “firmato” il mancato accordo sulla mobilità- afferma Jonatan Ghergo della Rsu dello stabilimento- A ottobre saremo tutti licenziati. Anche a fronte dell ultima proposta della Regione che offriva (a noi e dunque anche all’azienda) tre mesi di cassa integrazione in deroga, per cercare di trovare un accordo, lazienda ha rifiutato, motivo per cui ora è libera di licenziare. Non hanno minimamente considerato l’aspetto umano della vicenda- sottolinea Ghergo- e questo ci lascia con l’amaro in bocca” . Stand by del sito è quanto chiede l’azienda. Produzione o bonifica, nelle richieste della Regione. “ Le autorizzazioni ambientali – spiega Ghergo- sono composte di alcune fasi: se l’azienda non si fa più carico di alcun lavoratore e continua con le procedure di chiusura, non ci sono più motivi per tenere uno stabilimento in stand by senza il personale; a questo punto la Regione è tenuta ad andare avanti con la procedura di bonifica, secondo le norme esistenti. Oggi era l’ultima occasione- dichiara il portavoce della Rsu- non ci resta che vigilare a che la Regione sia attenta nel percorso della vicenda Cementir- Sacci. Non vorremmo che l’azienda, una volta liberatasi di tutto il personale, abbia in realtà altre mire che aggravino di più la situazione. Al momento non siamo a conoscenza di progetti dell’azienda; quel che sappiamo è che noi chiedevamo di lavorare e seppure i problemi economici del momento non avrebbero permesso all’azienda di ripartire, magari si poteva riuscire a prendere del tempo, al fine di vagliare altre soluzioni. L’azienda invece- conclude Ghergo- non ha intenzione di riaprire, né adesso, né ha fornito indicazioni per il futuro. Quello che accadrà nel sito di Castelraimondo, non è dato sapere, ma quel che è sicuro è che in quella zona e in quello stabilimento, non ci sarà lavoro per moltissimi anni”.

Salta l'accordo per salvare i posti di lavoro dei 71 addetti dell’ex cementificio Sacci di Castelraimondo acquisito dalla Cementir; è l'esito dell'incontro che si è avuto lunedi 26 settembre tra Regione Marche, responsabile del Personale e sindacati di categoria. L’ azienda non ha dunque ascoltato nessuna richiesta per salvare il lavoro e la produttività del cementificio. “ Purtroppo abbiamo “firmato” il mancato accordo sulla mobilità- afferma Jonatan Ghergo della Rsu dello stabilimento- A ottobre saremo tutti licenziati. Anche a fronte dell' ultima proposta della Regione che offriva (a noi e dunque anche all’azienda) tre mesi di cassa integrazione in deroga, per cercare di trovare un accordo, l'azienda ha rifiutato, motivo per cui ora è libera di licenziare. Non hanno minimamente considerato l’aspetto umano della vicenda- sottolinea Ghergo- e questo ci lascia con l’amaro in bocca” . Stand by del sito è quanto chiede l’azienda. Produzione o bonifica, nelle richieste della Regione.

“ Le autorizzazioni ambientali – spiega Ghergo- sono composte di alcune fasi: se l’azienda non si fa più carico di alcun lavoratore e continua con le procedure di chiusura, non ci sono più motivi per tenere uno stabilimento in stand by senza il personale; a questo punto la Regione è tenuta ad andare avanti con la procedura di bonifica, secondo le norme esistenti. Oggi era l’ultima occasione- dichiara il portavoce della Rsu- non ci resta che vigilare a che la Regione sia attenta nel percorso della vicenda Cementir- Sacci. Non vorremmo che l’azienda, una volta liberatasi di tutto il personale, abbia in realtà altre mire che aggravino di più la situazione. Al momento non siamo a conoscenza di progetti dell’azienda; quel che sappiamo è che noi chiedevamo di lavorare e seppure i problemi economici del momento non avrebbero permesso all’azienda di ripartire, magari si poteva riuscire a prendere del tempo, al fine di vagliare altre soluzioni. L’azienda invece- conclude Ghergo- non ha intenzione di riaprire, né adesso, né ha fornito indicazioni per il futuro. Quello che accadrà nel sito di Castelraimondo, non è dato sapere, ma quel che è sicuro è che in quella zona e in quello stabilimento, non ci sarà lavoro per moltissimi anni”.

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