«La speranza è quella di riaprire la 361 entro i prossimi sette giorni». Così il sindaco di Castelraimondo, Patrizio Leonelli, sui lavori di rifacimento del manto stradale nella città del Cassero. Da ieri mattina, infatti, i mezzi e gli uomini dell’Anas hanno iniziato la rimozione degli strati di asfalto nel tratto della ex statale “Septempedana”, tra il distributore di carburante Eni e l’ex consorzio agrario. Ad essere interessata dall’intervento è la parte della carreggiata compresa all’interno dei muraglioni.

È un tratto di strada particolarmente stretto e la tipologia di interventi non ha permesso all’Anas (i lavori sono di sua competenza, ndr) di garantire il transito dei veicoli, neanche su una sola corsia. Se la problematica è stata parzialmente assorbita per le auto grazie alla viabilità alternativa predisposta all’interno del centro abitato, lo stesso discorso non si può applicare per i mezzi pesanti: camion e autoarticolati sono infatti costretti a percorsi alternativi per raggiungere Camerino e i comuni limitrofi. Per chi arriva da San Severino è possibile passare da Gagliole, attraversare la frazione di Acquosi e raggiungere Matelica. L’alternativa può essere la deviazione per Crispiero, mentre per chi arriva dalla valle del Chienti la superstrada 77 rimane la via più comoda. Per le auto, invece, al netto di qualche rallentamento i lavori non rappresentano un ostacolo.

«Sfortunatamente non è stato possibile mantenere aperto quel tratto di strada – spiega Leonelli –. L’Anas ha ritenuto necessario chiudere la carreggiata in entrambi i sensi di marcia e le deviazioni predisposte all’interno del centro storico non sono percorribili dai mezzi pesanti. Effettivamente i lavori sono consistenti e lo strato di asfalto rimosso dalla sede stradale è molto spesso: non sarebbe stato sicuro per i camion transitare sul cantiere. La porzione della statale compresa tra i due muraglioni è stata più volte asfaltata senza che gli strati inferiori venissero rimossi, di conseguenza ora l’intervento è più invasivo».

Gli operai al lavoro hanno infatti già rimosso uno strato consistente di materiale dalla carreggiata e, alla fine, «si dovrebbe arrivare ad asportare quasi quaranta centimetri di asfalto – precisa Leonelli –. Visto che parliamo di uno spessore notevole, non è da escludere che l’Assem possa decidere di intervenire per installare delle tubature in previsione di lavori futuri ai sottoservizi. In ogni caso le nostre aspettative sono quelle di ripristinare il traffico entro i prossimi giorni. Se il tempo dovesse reggere l’Anas potrebbe riuscire a chiudere il cantiere entro la metà della prossima settimana. Una volta chiusi questi lavori il comune è pronto a partire con la costruzione della rotatoria tra viale Europa e la ex statale 256 “Muccese”».

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Lavori di manutenzione straordinaria per il rifacimento degli asfalti e per risanare un tratto del sottofondo stradale sulla SP361 “Septempedana” a Castelraimondo. L’Anas ha emesso un’ordinanza di chiusura al traffico per tutti gli utenti del tratto della SP361 dall’incrocio con viale Europa all’incrocio con la SP256 Castelraimondo – Camerino.

La chiusura avverrà dalle ore 7.00 del 10 ottobre alle ore 19.00 del 28 ottobre. I veicoli leggeri dovranno circolare all’interno del capoluogo e questo comporterà un notevole aumento del traffico che sarà opportunatamente guidato dalla segnaletica. I veicoli pesanti saranno invece deviati sulla strada provinciale Castelraimondo - Camerino e su altre strade provinciali a cura dell’Anas. I mezzi pesanti provenienti da o diretti a San Severino, quindi, non potranno in alcun modo attraversare il capoluogo.
Tempo di bilanci a Castelraimondo. A un anno dalla tornata elettorale e dall’insediamento della giunta guidata da Patrizio Leonelli, Castelraimondo insieme traccia la sua valutazione sui lavori del governo comunale. Il gruppo di minoranza capeggiato da Costantino Mariani pone l’accento sui «ritardi e sugli errori di un’amministrazione che si era definita esperta, ma che non lo sta dimostrando». Questo il punto di Mariani, perplesso sulla gestione delle questioni più delicate per il paese.

A far discutere la minoranza sono i temi storicamente al centro della bagarre politica e amministrativa della città del Cassero. La viabilità, questione sempre viva e ora di stretta attualità con i lavori in corso per la Pedemontana delle Marche, preoccupa particolarmente. «La riqualificazione di corso Italia e viale Europa si è inceppata - sottolineano -. La conseguenza è che i tempi, già lunghi ora, si dilateranno a dismisura così come pure i costi. L’amministrazione sta inoltre pensando interventi per la realizzazione di diverse rotatorie, senza però avere preventivamente studiato un adeguato piano del traffico. Andiamo verso la realizzazione di opere molto costose e dai dubbi benefici».

Oltre alla viabilità, tornano attuali anche tematiche già dibattute in campagna elettorale e nei mesi immediatamente successivi. «La realizzazione di un campo sportivo a favore della scuola media è un passo falso che arriva dopo avere storpiato quello esistente e funzionale per lasciare spazio a parcheggi - rilancia la minoranza -. Ora si cancelleranno circa 400 metri quadrati di verde per cercare di rimediare alla sciocchezza fatta, nonostante in campagna elettorale erano arrivate garanzie su quegli spazi. A questo si aggiungono gli sprechi per i cassonetti intelligenti per la raccolta differenziata. A fronte di un investimento da un milione e mezzo di euro non si sono visti riscontri sui risparmi per le famiglie né un impatto significativo nella qualità del servizio».

Il gruppo consiliare di minoranza conclude denunciando «la mancanza di un disegno programmatorio complessivo degno di questo nome e il fatto che si proceda per iniziative occasionali dettate da circostanze puntuali o da opportunismi particolaristici. In un momento come quello attuale - chiudono -, non si vede traccia di interventi per il contenimento dei consumi energetici o delle perdite nella distribuzione dell'acqua o per il miglioramento della situazione economica e occupazionale del paese».

l.c.
Nel lontano 1872 a Castelraimondo veniva formata per la prima volta una banda cittadina composta da diversi elementi.
Sono passati ben 150 anni, la città è cambiata, la storia ha riservato ben più di uno sconvolgimento, ma nel 2022 il Corpo Bandistico “Ugo Bottacchiari” ha potuto festeggiare questa importante ricorrenza con felicità e onore.

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 In piazza della Repubblica, sabato 30 luglio, la formazione diretta dal maestro Luciano Feliciani ha regalato ai tanti presenti un concerto di anniversario emozionante proprio sotto al Cassero.
 L’evento è stato patrocinato dal Comune di Castelraimondo, Pro Loco Castelraimondo, Consiglio Regionale delle Marche, Provincia di Macerata,  Unione Montana Potenza Esino Musone e Anbima (associazione nazionale bande italiane musicali autonome).
 
Il maestro Feliciani per l’occasione ha composto un pezzo musicale unico per la città di Castelraimondo. «Una melodia bellissima, con il crescendo finale che mi ha fatto venire i brividi – ammette il sindaco Patrizio Leonelli, presente al concerto insieme ad altri membri dell’amministrazione comunale – il maestro Feliciani ha composto tantissimi brani di successo e spero che anche questo possa avere la notorietà che merita. Mi auguro che una serata così si possa ripetere in futuro per la gioia delle tante persone che sono arrivate in piazza per il concerto e sono tornate a casa estasiate dalle musiche del nostro corpo bandistico».
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Soddisfazione per la ricorrenza anche da parte del consigliere regionale e comunale Renzo Marinelli: «È stato raggiunto un traguardo importante grazie a tantissime persone che negli anni hanno permesso a questa istituzione cittadina di andare avanti ed evolversi – commenta Marinelli - 150 anni di storia sono tantissimi e testimoniano la cultura e l’amore per la musica che c’è sempre stato a Castelraimondo già da fine ottocento».

Attraverso un libro scritto dal presidente della Pro Loco Fabio Montesi (ex presidente anche della banda) si è cercato di ripercorrere la storia del corpo bandistico fino ad oggi facendo sì che le varie memorie non vadano perdute. Il titolo della pubblicazione è “150 anni in musica”.

«Una serata ricca di emozioni, di ricordi e di riconoscimenti per tutti coloro che hanno contribuito negli anni alla crescita del corpo bandistico – spiega Carolina Casoni, presidente della banda – oggi il nostro gruppo ha raggiunto livelli veramente notevoli grazie alla professionalità, alla valenza e alla costanza del maestro Feliciani che grazie alla scelta dei vari repertori riesce a coinvolgere in maniera armoniosa tutti i musicisti».
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Il concerto si è concluso con la premiazione dei componenti storici della banda e con un brindisi benaugurante nei pressi della vicina fontana dei leoni.
«Siamo veramente soddisfatti per la riuscita dell’evento – afferma il maestro Feliciani – nella prima parte ci siamo concentrati su brani scritti e dedicati alla città di Castelraimondo e alla sua banda, a partire dalla marcia del 1895 di Ugo Bottacchiari, da cui il corpo prende il nome. Eseguito anche un inno dedicato alla squadra di calcio cittadina scritto da Anacleto Biondi nel 1933, una marcia sinfonica del 1986 dedicata a Castelraimondo da un compositore pugliese, Nino Ippolito, poi una marcia da concerto composta da me nel 2006 dopo la ricostruzione del Comune in seguito al sisma del ’97 e infine l’ultimo brano intitolato “City Celebration” composto da me per l’occasione.
Nella seconda parte del programma abbiamo invece lasciato spazio a brani della tradizione per chiudere in bellezza una grande e storica serata».
Torna a vivere la biblioteca comunale di Castelraimondo. Chiusa da diversi anni a causa della mancanza di personale per la sua gestione, ora ha di nuovo riaperto i battenti. «La ricostruzione passa anche dal recupero della socialità - dice l’assessore comunale ai servizi sociali, Ilenia Cittadini - per questo l’amministrazione ha deciso di investire nella sua riapertura». Porte aperte, dunque, mentre continuano le attività di archivio per catalogare libri e volumi che negli scorsi anni sono stati donati al comune ma che non erano ancora stati registrati.

«La biblioteca è un luogo importante per la cultura e la socialità dei cittadini di Castelraimondo – spiega l’assessore –. La sua riapertura è parte di un percorso coerente con il resto delle iniziative culturali che il comune ha patrocinato e organizzato in questi mesi. Oltre a questo c’è il valore del recupero: restituiamo al paese un suo spazio che per anni era rimasto inutilizzato. Il problema era tutto nel personale: negli ultimi tempi non c’è stato un ente che si occupasse della gestione della biblioteca. Ora, riorganizzando il personale già assunto e impiegando un ragazzo che svolge il servizio civile in paese, abbiamo risolto. Insieme a questo ragazzo, che sarà fisicamente sul posto, e al personale comunale, che si occuperà della parte amministrativa, abbiamo anche stipulato un tirocinio di inclusione sociale con un altro giovane cittadino. Gli spazi della sede storica vicino alla stazione ferroviaria non sono molto ampi – prosegue –, ma siamo comunque riusciti a ricreare un buon posto per consultare i libri e per lo studio. Non solo: i tempi corrono e per questo abbiamo dotato la biblioteca di una rete wi-fi aperta e di uno spazio con computer per la consultazione di e-book. Siamo soddisfatti, perché riaprire la nostra biblioteca significa restituire una parte del patrimonio al paese e recuperare i nostri spazi storici. La ricostruzione passa anche da questo. Con il recupero di altri edifici di proprietà comunale potremmo riuscire a trovare spazi più ampi e allargare la sede – conclude Cittadini –. Questo intanto è un primo passo».

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Primo passo concreto verso la realizzazione di un hub per i giovani a Castelraimondo. Il Comune ha infatti acquistato l'area delle ex cartiere su cui sorgono degli immobili da ristrutturare. L’acquisto è costato 285mila euro ed è finalizzato all’accesso a un bando Pnrr da 1,2 milioni di euro per la rigenerazione urbana.

L’intento dell’ente è quello di recuperare l’immobile per trasformarlo in un hub giovanile di comunità con spazi adeguati ad attività sociali e ricreative. Un’area strategica che diventa di proprietà del Comune e che in ottica futura potrà tornare utile in diversi modi, considerando anche che si trova a pochi metri di distanza in linea d’aria dalla stazione e da piazzale Della Vittoria. «Acquisiamo un immobile di grande valore strategico grazie a un bando che ci permetterà di bonificare e dare valore a un’area attualmente abbandonata e in stato di degrado – spiega il sindaco Patrizio Leonelli – centriamo in pieno l’obiettivo del bando Pnrr e lo scopo è quello di mettere a disposizione della cittadinanza uno spazio importante, soprattutto per la fascia di popolazione più giovane, che avrà dei locali nuovi e adatti a svolgere diverse attività. Diamo un futuro e una prospettiva in più a chi vive a Castelraimondo, la creazione di un hub giovanile era uno dei punti del nostro programma elettorale e siamo soddisfatti di aver compiuto questo primo passo. Concluso l’iter di acquisto dell’area ora passeremo alla fase progettuale».
Stop ai lavori in corso Italia e viale Europa a Castelraimondo. I lavori di riqualificazione stradale delle principali vie di Castelraimondo, partiti nel novembre del 2021, sono stati sospesi per permettere alle attività commerciali che affacciano lì la propria vetrina di lavorare con maggiore serenità nel corso della bella stagione. Sono stati proprio gli esercenti a chiedere all’amministrazione comunale di sospendere i cantieri che, negli ultimi mesi, hanno visto gli operai al lavoro per il rifacimento dei marciapiedi e della pavimentazione stradale. È il secondo fermo ai lavori, dopo quello dello scorso Natale arrivato per la stessa ragione.

«I lavori sono stati fermati, e non ripartiranno prima di settembre – spiega il sindaco Patrizio Leonelli –. Crediamo sia una decisione saggia, presa in concerto con le attività commerciali del centro cittadino. Sulle nostra vie principali ci sono diversi negozi e bar che basano la propria attività sul transito dei pedoni e delle automobili. Rendere il tutto più accessibile con la riapertura al traffico e la sospensione dei lavori è la cosa migliore per aiutare i nostri commercianti, dopo alcune stagioni difficili a causa del covid. Le strade sono comunque fruibili, i lavori da ultimare riguardano alcuni tratti dei marciapiedi, che sono comunque percorribili. Sui tempi preferisco non sbilanciarmi – conclude Leonelli –. Il periodo di grande incertezza dovuto agli aumenti dei materiali e al sovraccarico delle ditte non permette pronostici certi, ma i cantieri dovrebbero tornare operativi alla fine dell’estate».

Intanto Castelraimondo si prepara alla tradizionale festa dell’Infiorata del Corpus Domini, prevista per questo fine settimana e giunta alla sua trentesima edizione. I festeggiamenti si sono aperti domenica, con il concerto della Treia Street Band che ha attraversato il paese da piazza della Repubblica fino a Piazza Dante. Il lavoro degli infioratori inizierà venerdì sera alle 21.
L’unione tra attori sociali per ridare vita ad un’area degradata. È quello che è successo a Castelraimondo, dove il comitato di quartiere di Ripalta e Poggio Annalisa ha deciso di recuperare la pavimentazione del campo polifunzionale in quella zona del paese, che da tempo aveva bisogno di un intervento.

Molti dei bambini che abitano da quelle parti, infatti, hanno l’abitudine di giocare lì. Le condizioni del parchetto, però, non erano più sicure. Così, d’accordo con il comune che ha fornito i materiali, i membri del comitato si sono mossi in prima persona, ingaggiando la manodopera e imbracciando gli attrezzi a loro volta, mettendosi al lavoro.

I fondi per realizzare le opere, circa 8.500 euro, arrivano direttamente dallo Stato: negli ultimi due anni, a causa della pandemia, il comitato non ha potuto organizzare la tradizionale festa di quartiere. Per questo è arrivato un rimborso da parte del governo. Invece di mettere il denaro in cassa, l’associazione ha deciso di investirlo per regalare uno spazio nuovo ai ragazzi. La settimana scorsa le opere sono state realizzate e il nuovo spazio è pronto ad accogliere nuovamente i bambini e le manifestazioni pubbliche, a partire dal 24, 25 e 26 giugno, quando tornerà proprio la festa di quartiere.
Acque del Potenza e dello Scarzito dirottate verso il lago Castreccioni, secco «no» dei sindaci. Un rifiuto annunciato già in conferenza stampa qualche settimana fa e ora ribadito in maniera formale, con un documento inviato al ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli,  e agli assessori regionali alle Risorse idriche, Stefano Aguzzi, e ai Servizi pubblici e agli Enti locali, Guido Castelli.

L’idea avanzata dal Consorzio di bonifica nella scheda di progetto Pnrr presentata dal direttore dell’area tecnica, Nafer Saqer, prevede la realizzazione di una serie di condutture per prelevare le acque dalle alti valli del fiume Potenza, del suo affluente Scarzito e dal Chienti a Valcimarra. La rete di tubature arriverebbe in questo modo a San Severino, dove sarebbe previsto un raccordo, poi l’attraversamento della valle fino all’invaso di Cingoli.

Le motivazioni dietro al progetto derivano dalla situazione di sofferenza del lago di Castreccioni, i cui livelli si sono abbassati a causa della siccità. La risposta dei sindaci della valle del Potenza è stata chiara: un «no» perentorio, visto che l’assenza di precipitazioni dello scorso inverno sta mettendo a dura prova anche i loro territori. La posizione degli amministratori è trasversale. Il sindaco di Pioraco e presidente dell’Unione montana Potenza Esino Musone, Matteo Cicconi sottolinea come, dopo la preoccupazione della prima ora testimoniata insieme ai vertici Assem e ai sindaci di Sefro e Fiuminata, si sia arrivati a un fronte compatto con tutti i primi cittadini della vallata. «Non si tratta di una protesta campanilistica – precisa –, ma di un rifiuto ragionato. Il nostro territorio vuol fare sentire la sua voce». Proprio Cicconi è il primo firmatario del documento. Con lui il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, in qualità di ente capofila, e i sindaci di Treia, Franco Capponi, di Castelraimondo, Patrizio Leonelli, di Fiuminata, Vincenzo Felicioli, di Sefro, Pietro Tapanelli e di Gagliole, Sandro Botticelli.

I prelievi idrici previsti, secondo questi ultimi «causerebbero inevitabilmente l’impoverimento del bacino idrico dell’area, in quanto il drenaggio previsto in captazione richiamerebbe le acque di falda, con conseguenze per tutto il comprensorio circostante. Attualmente – spiegano i sindaci – il nostro bacino idrico garantisce il fabbisogno idropotabile a più di un territorio comunale, oltre a garantire la sopravvivenza di alcune attività economiche fondate sulle risorse idriche, come le cartiere di Pioraco e la troticoltura a Sefto. L’operazione di prelievo che si prospetta sulla base di questa ipotesi di progetto porterebbe inevitabilmente ad un grave ammanco di acqua ad uso potabile. Già oggi – proseguono –, nei periodi estivi o di prolungata siccità, si assiste ad un notevole decremento delle portate delle sorgenti, tanto da richiedere l’attivazione di misure di contenimento della conseguente carenza idropotabile. In più, tra le sorgenti afferenti al bacino coinvolto dal prelievo in progetto ne ricadono due inserite nei piani emergenziali della Protezione civile, la sorgente San Giovanni di Sefro e Ponte Cannaro di Pioraco, la cui portata deve essere interamente garantita. Oltre a questo disagio per le aree prossime alle sorgenti, la captazione delle acque comporterebbe una significativa riduzione a valle della portata del fiume stesso con conseguente diminuzione della attuale disponibilità e qualità della risorsa idrica, sia per le irrigazioni che come risorsa per la produzione di energia idroelettrica. La valle del Potenza presenta già serie problematiche di carenza idrica: un progetto del genere non farebbe altro che aggravare la situazione. Il nostro rifiuto è totale».

l.c.
Un volo di palloncini colorati, la canzone del suo gruppo musicale preferito, le note allegre della Banda città di Camerino. Così, in una mattinata di sole, un intero territorio ha salutato per l'ultima volta il prof. Maurizio Cavallaro, "maestro di vita" la cui umanità ha lasciato un segno indelebile in chiunque abbia incontrato.
“Non un addio ma un arrivederci ad un padre, un musicista, un ballerino ma soprattutto un amico” la frase che campeggiava sullo striscione davanti al colonnato della basilica di San Venanzio. Una frase che più di ogni altra sintetizza i tratti della personalità eclettica, e per certi versi unica, di Maurizio Cavallaro, uomo generoso e gioioso, dalle tante passioni coltivate che, ovunque si siano posate, hanno seminato bellezza. Unita al dolore dei familiari, una folla immensa ha voluto partecipare alle esequie, officiate a Camerino dall’arcivescovo Francesco Massara e concelebrate dai sacerdoti della città.

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Una testimonianza di grande affetto, che nei ricordi e nella vicinanza alla famiglia, ha unito ogni fascia d’età: dai bambini delle scuole ai tanti componenti le diverse associazioni che hanno visto il più grande amico della città, sempre attivo presente e disponibile, dalle autorità comunali a quelle provinciali, alla folta rappresentanza delle istituzioni scolastiche con le quali, nel lungo tempo di dirigenza di più istituti  dell’entroterra, il prof. Maurizio Cavallaro ha stretto rapporti.

un momento della cerimonia funebre

Carica di emozione, l’omelia di saluto pronunciata da Mons. Massara: ”Maurizio era una persona mite nel cuore. Una mitezza che manifestava nelle sue relazioni personali, nel mondo della scuola, nella società civile, nei contatti col mondo ecclesiale. Una mitezza fatta di bontà- ha ricordato Massara-,  Maurizio era la bontà personificata e con il suo sorriso, con la sua musica e col suo modo di essere, sapeva manifestarla con grande amore. Non ho mai sentito da parte sua una parola che non fosse positiva. E questo accadeva anche a scuola, nelle sue relazioni con gli alunni con i quali è sempre riuscito a creare empatia. Un uomo misericordioso, un puro di cuore, un operatore di pace. Col suo modo di fare, semplice e nel contempo geniale, ha saputo essere presente in tutte le situazioni: la sua perdita è per Camerino e per un intero territorio.
Credo che adesso dal cielo si stia chiedendo il perché di tanta gente qui riunita, ma sono sicuro che starà già dirigendo il coro degli angeli. Nel cuore di Maurizio, la musica è sempre stato l’elemento capace di innalzare di fronte alle cose umane; la scorsa domenica era qui a suonare e oggi è come se fosse sempre presente: è ritornato da quel Dio che ha sempre rispettato. Col suo modo di essere, con la sua forte testimonianza, Maurizio è sempre stato presente; così negli scout, nella rievocazione storica della Corsa alla Spada, nelle tante manifestazioni cittadine di ogni genere. Io debbo ringraziarlo per la sua umanità  e - ha concluso  - ,credo che lascerà un segno nel cuore di ognuno di noi. E se vogliamo fare veramente una bella memoria di Maurizio, penso che anche noi dobbiamo sforzarci di praticare quello che lui ha vissuto nella sua vita: la bontà, la mitezza, la pace, l'accoglienza, così come questo suo modo bello di riuscire a coinvolgere il prossimo anche con la musica. Maurizio noi ti ringraziamo. Se tanta gente oggi è qu,i è perché ti ha incontrato nella vita. E quando noi incontriamo delle persone così positive, non possiamo rimanere come eravamo. Dobbiamo anche noi cercare di cambiare, imitare le cose belle che persone positive e belle come Maurizio ci hanno insegnato».
Significativi i ricordi e le testimonianze di saluto ad un grande amico che si sono succeduti prima dell'ultima benedizione e che hanno visto prendere la parola  una rappresentante dei Centri di riabilitazione Santo Stefano di Camerino e Matelica, l'attuale dirigente dell'Istituto Comprensivo Betti di Camerino e amico d'infanzia Francesco Rosati, la vice preside del Betti Iole Alma. Sono seguiti gli interventi di Paola, legata da amicizia quarantennale a Maurizio e alla sua famiglia, di Stefano Belardinelli, presidente del Cus Camerino, della rappresentante dell'Istituto Comprensivo Strampelli di Castelraimondo, alla cui direzione Cavallaro era subentrato proprio nell'attuale anno scolastico. Parole toccanti sono state pronunciate anche dall'ex parroco di Santa Maria in via don Mariano Ascenzo Blanchi. 
Sentito, autentico e sincero il commiato, come le tante coinvolgenti occasioni che Maurizio ha saputo offrire. 

C.C.

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