Un territorio che, nel momento in cui la ricostruzione sembra partire, ha assoluto bisogno di sicurezza. Per questo il prefetto di Macerata, Iolanda Rolli, ha voluto incontrare a Camerino i vertici militari e gli amministratori dei territori del cratere. “Un territorio che ho conosciuto visitando tutti i comuni nel momento in cui sono arrivata a Macerata – così il prefetto Rolli – Ora che alcune amministrazioni sono cambiate è importante continuare questo percorso di conoscenza e vicinanza per poter affrontare tutti insieme i molti problemi che questo territorio ha, sia quelli legati al sisma sia quelli comuni a tutte le realtà italiane”. Soprattutto nel cratere sismico molte questioni sono legate, oltre che ai disagi che la popolazione continua a vivere, anche alle tematiche della ricostruzione. “Dopo la conta dei danni – continua il prefetto – ora che la ricostruzione sta partendo è necessario che tutti siamo attenti affinchè questo processo venga vissuto nella legalità. Ecco il motivo per cui abbiamo chiesto ai sindaci e alle forze dell’ordine di intercettare qualsiasi anomalia al riguardo”.
Un intervento a 360 gradi quello del sindaco di Camerino Sandro Sborgia, che ha trattato di tutte le problematiche che insistono nella sua città e non solo. “Un’occasione importante quella offerta dalla sensibilità del prefetto nei riguardi del territorio – le parole del primo cittadino di Camerino – Un territorio i cui problemi non sono solo legati al sisma, ma alcuni di essi sono endogeni. Si è parlato, infatti, di allarme stupefacenti, di ludopatia, di questioni inerenti la ricostruzione e le problematiche che potrebbero nascere sotto il profilo dell’ordine pubblico, i problemi di natura sociale provocati dal terremoto, primo fra tutti quello della solitudine. Far fronte ad una situazione di stravolgimenti non è assolutamente facile, ma siamo sicuri che, anche attraverso la vicinanza del Governo, rappresentato dal prefetto, riusciremo a farvi fronte”.



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i presenti e l'intervento del sindaco Sborgia

L’importanza dell’incontro è stata sottolineata anche dal sindaco di Visso, Gian Luigi Spiganti Maurizi. “Molte le questioni sul tappeto – ha affermato – Una delle più importanti sicuramente il benessere della popolazione e la necessità di dover intervenire, nei casi in cui ce n’è bisogno, sull’assistenza sanitaria. Altresì importante aver concesso a noi sindaci di poter esprimere le nostre idee alla ricerca delle migliori soluzioni ai molti problemi che affliggono le nostre comunità”. “Fondamentale guardarsi in faccia – fa eco il sindaco di Sefro Pietro Tapanelli – La sicurezza è essenziale e per questo abbiamo chiesto aiuti per l’istallazione di telecamere, mezzo essenziale per la prevenzione dei reati. Il fatto, poi, che stia partendo la ricostruzione è motivo ulteriore per non abbassare la guardia. E’ importante lavorare in sinergia su politiche di territorio”.

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Dopo la conclusione dei lavori di rifacimento degli asfalti, oggi alle 12.00 alla presenza del sindaco di Pioraco Matteo Cicconi, del sindaco di Sefro Pietro Tapanelli, della consigliera provinciale Debora Brugnola, della presidente dell’ASSEM Manila Amici e del responsabile tecnico dell’ANAS è stato inaugurato il tratto della SP361-SP97 “Pioraco-Sefro”. Il costo sostenuto per gli interventi è stato di alcune decine di migliaia di euro.
Queste alcune delle parole rilasciate dal primo cittadino di Pioraco: “Grazie all’ASSEM, all’ANAS, alle ditte ed ai tecnici che hanno lavorato con tanto entusiasmo e dedizione per realizzare il tutto in modo ottimo. Un ringraziamento particolare va anche al presidente della provincia Antonio Pettinari perchè il buono stato di questi piccoli tratti provinciali dell’entroterra è fondamentale per la viabilità dei cittadini”.

Lisa Grelloni

Due i candidati sindaco nel piccolo comune di Sefro. Pietro Tapanelli con la lista civica " Noi per Sefro", schiera Corrado Carminelli; Marco Crispiciani; Lovepreet Kaur; Alessandro Midei; Francesco Natalizi; Simone Pascucci; Stefania Penna; Marta Pierozzi; Venanzia Rapaccioli; Rodolfo Rossi.

" Oltre l'Orizzonte. Valutare il passato per progettare il futuro" la lista di Giovannino Paladini sostenuto da : Biondi Ezio; Martelli Fabrizio; Polidori Fabrizio; Santini Mario; Tacconi Egidio; Marrocchini Osvaldo; Pierozzi Elena; Polidori Valentina; Santini Matteo; Valeriani Pamela. 

Italiani, popolo di santi, poeti e navigatori, o meglio: popolo di eroi, di santi, di poeti, di artisti, di navigatori, di colonizzatori, di trasmigratori

È la parte rimasta più famosa di un discorso che Benito Mussolini  pronunciò il 2 ottobre 1935 contro la condanna all’Italia, da parte delle Nazioni Unite, per l’aggressione all’Abissinia. Questa stessa citazione campeggia sulle quattro facciate del Palazzo della civiltà Italiana, uno splendido edificio che si trova a Roma nel quartiere dell'Eur.

Non vogliamo neanche scomodare il grande navigatore genovese Cristoforo Colombo che da oltre 5 secoli scoprì l'America e vide che oltre quel " lago " c'era qualcosa di immenso.

Tutto questo preambolo serve per rilanciare la presa di posizione del consigliere comunale di Camerino Pietro Tapanelli. La scelta di Caccamo di Serrapetrona come sede degli uffici per la ricostruzione, voluti dalla Regione Marche e del presidente Ceriscioli, non è piaciuta.

Di seguito il comunicato integrale: 

Sembra che l’USR, ennesimo acronimo che sta per Ufficio Speciale per la Ricostruzione Post Sisma 2016, sarà dislocato a Caccamo è sarà pronto a giugno. D’altronde l’acqua dolce è sempre un ottimo surrogato della sorella salina, ormai sempre più inquinata dalle eiezioni dei bellissimi Chienti e Potenza, ed inoltre, alle porte dell’estate, contribuirà di sicuro alla serenità d’animo degli impiegati che dovranno gestire le innumerevoli pratiche della ricostruzione.

Speriamo solo che qualche tecnico, confuso dalle enigmatiche ordinanze del commissario, non si getti dalla diga in un momento di disperazione giuridica. Quale miglior luogo la Regione avrebbe potuto individuare? Personalmente lo avevo anche suggerito, in tempi non sospetti, a Matteo Renzi.

Qualche giorno prima della sua dipartita, politica, gli ho twittato l’idea. “@matteorenzi #caccamo #usr #ilgardadenoantri . La ricostruzione a Caccamo! What else?” Effettivamente avremmo potuto anche ingaggiare George Clooney per il lancio, visto che ormai Hollywood è di casa: da Leopardi a Dustin Hoffman, passando per l’ufficio ricostruzione. Sicuramente sarebbe stato più comunicativo della campagna finanziata dalla Regione per “una ricostruzione snella e veloce” (sic!). Non è mica uno scherzo; anzi, devo dire che qui il buon Ceriscioli ha fatto bingo. Chissà quanto gli saranno costati i due Village People che sono in bella mostra sulla brochure per i cittadini. Avranno fatto tutto un conto con Dustin Hoffman.

Seriamente. Sembra una boutade, ma l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione sarà di base a Caccamo. Caccamo! Gli amici di Caccamo me li sono sicuramente giocati, ma penso che una minima dose di buon senso riuscirebbe a far riflettere sul fatto che il simbolo della ricostruzione, della crisi sismica più importante da ca. 300 anni a questa parte, non può stare a Caccamo, dove non c’è niente da ricostruire, oltre lo storico mercato della domenica. Tanto valeva lasciarlo a Macerata, sede istituzionale della Provincia.

( foto della diga del lago di Caccamo di Serrapetrona )

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Le cronache riportano che la ricostruzione è la chiave per ricomporre un’economia e una popolazione che il sisma ha spezzato da un giorno all’altro e il totem di tutto questo percorso lo posizioniamo a Caccamo? Sarà il pesce d’aprile della Regione Marche. È l’unica spiegazione. Anzi no. Dicono, sempre dalla Regione, che la location individuata si trova vicino a due uscite della superstrada. Ah, ecco il vero motivo. Beh, ora sì che ragioniamo. Io già me lo vedo il traffico tentacolare e le migliaia di tecnici e funzionari che sfrecceranno a 220 km/h sulla mare-monti, tra paraboliche rampe di accesso e di uscita, con performance degne della corsa più pazza del mondo.

Magari Camerino sarebbe stata la location ideale. A cavallo tra le vallate più danneggiate: 120 impiegati e tutti i tecnici avrebbero potuto dare anche un deciso aiuto alla ripresa economica delle attività commerciali messe in ginocchio dal sisma.

Raggiungibile con 20-25 minuti da San Severino Marche, da Tolentino, anche queste gravemente provate, da Caldarola, Visso, Ussita, Muccia e le altre realtà vicine, queste praticamente annientate. Magari all’Unione Montana? No, meglio no. Poi va a finire che l’Unione Montana della Marca di Camerino diventa utile e con un senso.

Per carità, non è il momento di scelte assennate. Pensandoci bene a Camerino non si può. C’è una uscita sola della superstrada; mica ce ne sono due come a Caccamo. Con una sola sarà sicuramente ingestibile il traffico convulso che l’ufficio ricostruzione genererà. A seguito di più attenta riflessione, forse è meglio spostarlo direttamente ad Ancona. Lì c’è anche il porto, la stazione e l’aeroporto, oltre due uscite dell’autostrada e la superstrada. Con tutto quel ben di Dio, uno potrebbe addirittura scegliere con quale mezzo di trasporto raggiungere il futuro fulcro amministrativo della ricostruzione.

Vuoi vedere che i buontemponi della Regione pensano che l’entroterra non è dotato di strade carrabili. Confessiamo! Non abbiamo neanche i computer. Lavoriamo ancora a macchina. Poi, anche se fossimo dotati delle diavolerie di Bill Gates e di Steve Jobs, non sapremmo come farle funzionare, visto che l’energia elettrica ancora non è arrivata nelle case dell’entroterra, quelle poche non cancellate dal terremoto. Ma non c’è un modo per scambiare l’esito del ricorso al Tar che ha spazzato via alcuni dirigenti chiave della Regione, con uno gemello che azzeri la Giunta regionale? Non si può? Sicuri? Allora, via! Vada per Caccamo. Così i posteri se lo ricorderanno per il mercato domenicale e per l’USR.

Caccamo caput mundi.

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