PIEDINO Appenn a casa 2021
Pioraco si prepara ad accogliere i turisti in vista della bella stagione. Dopo il sisma del 2016, infatti, il paese dell'acqua e della carta ha recuperato i suoi vecchi lavatoi. Un pezzo di storia e di cultura piorachese, particolarmente cari agli abitanti e luogo suggestivo lungo la valle del fiume Scarzito. Non è la sola buona notizia: l'amministrazione comunale si sta infatti occupando della ristrutturazione dei giochi per bambini nella zona egli impianti sportivi, mentre il sentiero de Li Vurgacci è stato completamente riaperto alle visite.

«Una serie di opere che vanno a inserirsi nel percorso del "Pioraco Beach" lungo le golene del Potenza - spiega il sindaco, Matteo Cicconi -. Come ogni anno abbiamo rimesso in moto la macchina turistica e stiamo portando avanti tutte le iniziative dedicate all'accoglienza dei visitatori. I lavatoi sono un punto di sicuro interesse turistico e particolarmente apprezzati anche dai cittadini, mentre l'area degli impianti sportivi è sempre molto frequentata dalle famiglie e dai bambini. Aver inoltre ristrutturato completamente il sentiero de Li Vurgacci ci offre un'ulteriore attrattiva per le presenze turistiche, insieme al museo della carta. L'obiettivo rimane quello di rendere Pioraco sempre più ricercata dai turisti e amata dai residenti».


Acque del Potenza e dello Scarzito dirottate verso il lago Castreccioni, secco «no» dei sindaci. Un rifiuto annunciato già in conferenza stampa qualche settimana fa e ora ribadito in maniera formale, con un documento inviato al ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli,  e agli assessori regionali alle Risorse idriche, Stefano Aguzzi, e ai Servizi pubblici e agli Enti locali, Guido Castelli.

L’idea avanzata dal Consorzio di bonifica nella scheda di progetto Pnrr presentata dal direttore dell’area tecnica, Nafer Saqer, prevede la realizzazione di una serie di condutture per prelevare le acque dalle alti valli del fiume Potenza, del suo affluente Scarzito e dal Chienti a Valcimarra. La rete di tubature arriverebbe in questo modo a San Severino, dove sarebbe previsto un raccordo, poi l’attraversamento della valle fino all’invaso di Cingoli.

Le motivazioni dietro al progetto derivano dalla situazione di sofferenza del lago di Castreccioni, i cui livelli si sono abbassati a causa della siccità. La risposta dei sindaci della valle del Potenza è stata chiara: un «no» perentorio, visto che l’assenza di precipitazioni dello scorso inverno sta mettendo a dura prova anche i loro territori. La posizione degli amministratori è trasversale. Il sindaco di Pioraco e presidente dell’Unione montana Potenza Esino Musone, Matteo Cicconi sottolinea come, dopo la preoccupazione della prima ora testimoniata insieme ai vertici Assem e ai sindaci di Sefro e Fiuminata, si sia arrivati a un fronte compatto con tutti i primi cittadini della vallata. «Non si tratta di una protesta campanilistica – precisa –, ma di un rifiuto ragionato. Il nostro territorio vuol fare sentire la sua voce». Proprio Cicconi è il primo firmatario del documento. Con lui il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, in qualità di ente capofila, e i sindaci di Treia, Franco Capponi, di Castelraimondo, Patrizio Leonelli, di Fiuminata, Vincenzo Felicioli, di Sefro, Pietro Tapanelli e di Gagliole, Sandro Botticelli.

I prelievi idrici previsti, secondo questi ultimi «causerebbero inevitabilmente l’impoverimento del bacino idrico dell’area, in quanto il drenaggio previsto in captazione richiamerebbe le acque di falda, con conseguenze per tutto il comprensorio circostante. Attualmente – spiegano i sindaci – il nostro bacino idrico garantisce il fabbisogno idropotabile a più di un territorio comunale, oltre a garantire la sopravvivenza di alcune attività economiche fondate sulle risorse idriche, come le cartiere di Pioraco e la troticoltura a Sefto. L’operazione di prelievo che si prospetta sulla base di questa ipotesi di progetto porterebbe inevitabilmente ad un grave ammanco di acqua ad uso potabile. Già oggi – proseguono –, nei periodi estivi o di prolungata siccità, si assiste ad un notevole decremento delle portate delle sorgenti, tanto da richiedere l’attivazione di misure di contenimento della conseguente carenza idropotabile. In più, tra le sorgenti afferenti al bacino coinvolto dal prelievo in progetto ne ricadono due inserite nei piani emergenziali della Protezione civile, la sorgente San Giovanni di Sefro e Ponte Cannaro di Pioraco, la cui portata deve essere interamente garantita. Oltre a questo disagio per le aree prossime alle sorgenti, la captazione delle acque comporterebbe una significativa riduzione a valle della portata del fiume stesso con conseguente diminuzione della attuale disponibilità e qualità della risorsa idrica, sia per le irrigazioni che come risorsa per la produzione di energia idroelettrica. La valle del Potenza presenta già serie problematiche di carenza idrica: un progetto del genere non farebbe altro che aggravare la situazione. Il nostro rifiuto è totale».

l.c.
Fiuminata ancora senza internet ultraveloce. A denunciarlo è il sindaco del Comune dell’alta valle del Potenza, Vincenzo Felicioli. I lavori per l’installazione della fibra internet sarebbero dovuti partire nel 2020, ma del cantiere ancora non ci sono tracce. Nel frattempo i due Comuni storicamente legati a doppio filo a Fiuminata – Sefro e Pioraco – hanno compiuto decisi passi in avanti in materia di servizi tecnologici. A Pioraco la fibra è presente da un anno, a Sefro il cantiere è nelle fasi conclusive.

«Noi invece siamo ancora al palo – commenta Felicioli –. È inammissibile che ci sia un totale disinteresse da parte della società che avrebbe dovuto occuparsi dei lavori. Tra le ragioni della differenza nelle tempistiche c’è sicuramente il fatto che Fiuminata fosse associata ad altri Comuni per la realizzazione dei lavori, ma è paradossale che a Pioraco il cantiere sia stato chiuso più di un anno fa e da noi non si veda la benché minima traccia delle opere. Per altro si tratta di uno spreco di tempo e risorse: dal momento che i lavori erano arrivati a Pioraco, non ha senso che il cantiere si sia fermato senza proseguire verso il nostro territorio. Ora subiremo ulteriori ritardi e nel frattempo il nostro Comune è sprovvisto della rete internet, con grandi problemi per i nostri cittadini. Tre quarti del territorio di Fiuminata sono scoperti e nel corso della pandemia si sono verificati enormi disagi per chi era costretto allo smart working, come ad esempio gli insegnanti. Questi ritardi hanno un impatto considerevole non solo sulla qualità della vita dei residenti, ma anche sull’attrattività stessa del nostro territorio. Si parla spesso di impoverimento dei servizi, ma questo problema fa il paio con i ritardi nell’arrivo di ulteriori confort che permetterebbero di rilanciare le aree montane. Siamo di fronte a una questione in stallo. Non possiamo sperare che la rete internet arrivi dall’Umbria, mentre nel frattempo non abbiamo segnali di apertura da parte della Regione Marche. È impensabile – conclude Felicioli – che un territorio non abbia segnale per i telefoni mobili, che la rete fissa non subisca manutenzioni da anni, che internet sia una chimera. In questo modo siamo destinati a soccombere».

l.c.
Un secco «no» alla conduttura per l’approvvigionamento idrico del lago di Castreccioni. Perentoria la posizione dei sindaci di Fiuminata, Pioraco e Sefro sulle schede tecniche presentate in settimana dal direttore dell’area tecnica del Consorzio di bonifica, Nafer Saquer. Lavori imponenti quelli ipotizzati dal Consorzio, che prevedrebbero la costruzione di una conduttura pronta a prelevare le acque dai fiumi Scarzito, Potenza e Chienti per dirottarle nel territorio comunale di Cingoli. L’invaso di Castreccioni, i cui livelli si stanno abbassando a causa della siccità, è infatti in particolare sofferenza.

Un progetto che non piace ai sindaci dell’alta valle del Potenza e che periodicamente torna a far discutere il territorio. Era già accaduto negli anni ’70, nel 2008 e anche nel 2020. Ora una nuova iniziativa a destare grande preoccupazione. «Il tema è molto delicato – commentano i sindaci Vincenzo Felicioli, Matteo Cicconi e Pietro Tapanelli –. Il Consorzio non ha agito in maniera trasparente, presentando un’ipotesi senza passare dall’assemblea territoriale e da quella regionale, ma soprattutto continua ad insistere su un progetto che più volte è stato respinto sia dalle istituzioni del territorio che dagli organi competenti in materia. È impensabile dirottare le risorse idriche della nostra vallata verso un invaso in sofferenza: anche la valle del Potenza è in difficoltà a causa della siccità. È completamente illogico pensare di costruire un’opera che impoverisce un’area e ne arricchisce un’altra. La nostra zona è attiva nel settore ittico e con le cartiere: abbiamo bisogno di questa acqua. Piuttosto – precisano – il Consorzio di bonifica dovrebbe pensare a presentare progetti capaci di risolvere le problematiche legate all’approvvigionamento idrico di tutto il comprensorio montano, creando infrastrutture per il recupero delle acque reflue e favorendo l’ottimizzazione di una risorsa più che mai scarsa come l’acqua. È evidente che questo non sta avvenendo. Sono anni che periodicamente la nostra acqua è oggetto di assalti da parte di diversi soggetti istituzionali – concludono i sindaci – : ora pretendiamo una presa di posizione netta da parte della Regione e degli organi competenti. Questo progetto va assolutamente cancellato».

Approfondimenti nel numero 11 de L'Appennino camerte

l.c.
Caro prezzi delle utenze: stangate per i cittadini, ma soffrono anche i piccoli comuni. L’aumento fino al 40% delle bollette di luce e gas rischia di mettere sotto forte pressione i bilanci comunali, già alle prese con l’ombra dei pagamenti dei mutui. Le rate dei finanziamenti non sono state ancora inserite nel decreto “Milleproroghe” e, qualora non accadesse, anche i piccoli comuni dell’entroterra maceratese dovrebbero sobbarcarsi una mole di spese nell’ordine delle decine di migliaia di euro, che si sommerebbero appunto ai pesanti rincari delle bollette.

A sottolineare il problema è il presidente dell’Unione montana Potenza Esino Musone e sindaco di Pioraco, Matteo Cicconi. Già alle prese con la ricostruzione post-sisma, Comuni come il suo faticherebbero a far quadrare il bilancio. «Parliamo di spese enormi, decine di migliaia di euro che pesano moltissimo sulle casse di un piccolo comune come Pioraco – commenta Cicconi –. C’è grande preoccupazione per i cittadini, ma anche per le piccole realtà: questi aumenti sono davvero molto incisivi e a oggi non sono previsti incentivi per il ristoro di questi aumenti. Ci saranno indubbiamente problemi per la chiusura dei bilanci: l’appello alle istituzioni è di porre riparo e di aiutare i piccoli comuni. Questo vale per le bollette ma anche per le rate dei mutui: il rischio è di dover tagliare servizi essenziali per far quadrare i conti a fine anno e di rallentare anche le pratiche della ricostruzione. Le nostre zone non possono permetterselo».

l.c.
Questa mattina sopralluogo del sindaco Matteo Cicconi, del geometra Pediconi dell'ufficio tecnico comunale e del coordinatore della protezione civile Fornarini sulla situazione idrogeologica nel territorio.
Le copiose precipitazioni tuttora in corso hanno spinto gli amministratori a fare il sopralluogo. "Finora - commenta il sindaco - , a parte qualche disagio, la situazione è sotto controllo. I volontari della protezione civile continueranno anche nelle prossime ore a monitorare il territorio. Di recente è stato fatto l'intervento di pulizia e messa in sicurezza dell'alveo fluviale da parte del genio civile con particolare riferimento al tratto del Potenza lungo Costa Eletta. L'ingegnere Marzialetti aveva programmato sin dal 2018 questi interventi ed in situazioni come queste si possono verificare i risultati. Soprattutto ora, alla luce di eventi meteorologici sempre più imprevedibili e straordinari diventano importanti la prevenzione e gli investimenti sulla tutela del territorio".
Buone notizie per Pioraco. Approvato il progetto di ricostruzione della Casa di Riposo. È l'esito della conferenza dei servizi che si è conclusa stamane.
"Finalmente  - commenta con grande soddisfazione il sindaco Matteo Cicconi - siamo riusciti a raggiungere questo che è un importantissimo traguardo per la casa di riposo di Pioraco.Tutto il progetto è stato effettivamente approvato sia sotto il profilo tecnico che economico per un importo pari a circa 1 milione e 770 mila euro. Ora procederemo celermente - continua Cicconi- . Entro circa un mese dall'elaborazione del progetto esecutivo, ossia non appena la Regione Marche ci avrà inviato il relativo decreto di concessione del finanziamento, potremo dedicarci  ad effettuare tutte le procedure necessarie per l'affidamento dei lavori. È dunque  un importante passaggio, considerata la delicata situazione che si trovano a vivere gli anziani della nostra casa di riposo, tuttora  ospitati all'ospedale di Matelica. Interesse prioritario di tutti è pertanto riportarli quanto prima a Pioraco.
La struttura sarà completamente nuova  e perfettamente a norma sotto tutti i profil per cui, questo 'passaggio è significativo per realizzzare in concreto una struttura socio-sanitaria moderna, innovativa, funzionale anche nell'impiantistica e, sotto ogni aspetto legato alla sicurezza.  Speriamo ora di ottenere quanto prima, l'emissione del decreto di concessione del contributo da parte dell'Ufficio Speciale della Ricostruzione, così da poter dare avvio a tutte le ulteriori procedure necessarie per l'espletamento dei lavori. 
Il traguardo raggiunto oggi- conclude Matteo Cicconi- rappresenta una sicura gioia, ma è nel contempo anche fonte di rammarico. Non possiamo infatti che confermare ogni volta quanto ogni passaggio sia veramente lungo, difficile ed estenuante. È questo forse il motivo per il quale, di fatto, la ricostruzione pubblica è ancora molto, molto indietro". 

c.c.
Problemi in zona Campanaccio a cavallo tra i comuni di Sefro e Pioraco. Il fiume Scarzito, principale affluente del Potenza, ha rotto gli argini e l'acqua si è riversata nei campi allagandoli. A seguito delle copiose piogge degli ultimi due giorni il livello del fiume è cresciuto, causando la rottura di un argine tra i due comuni. Interventi sono in atto di concerto tra le due ammnistrazioni di Sefro e Pioraco che stanno monitorando la situazione.

"Il fiume è esondato - riferisce il sindaco di Sefro Pietro Tapanelli - determinando un importante allagamento che ha interessato anche un'abitazione privata della zona di Campanaccio che, fortunatamente vuota al momento in cui si è verificato il fatto, ha subito dei danni. Come comune - continua il primo cittadino Tapanelli - siamo intervenuti con i nostri operai che hanno potuto essere coadiuvati dalle maestranze di una ditta che si trovava sul posto per dei lavori incaricati dal Consorzio di bonifica e siamo riusciti a riparare l'argine del fiume. Contestualmente, tramite l'ex Genio Civile della Regione Marche, abbiamo attivato subito una richiesta di intervento per il ripristino della officiosità idraulica e dell'argine stesso. Confidando che le condizioni meteo ci assistano, la criticità dovrebbe rientrare in breve tempo - spiega Tapanelli -; certo, dovessero peggiorare le condizioni meteorologiche, il pericolo potrebbe diventare ancora più importante. Allo stato attuale, confidiamo comunque nell'intervento della Regione e dell'ex Genio civile. Contattato subito telefonicamente e poi anche via Pec, l'ingegnere Marzialetti ha prontamente dato disponibilità per effettuare questo primo urgente lavoro che ha già prodotto effetti positivi". Sul posto anche il collega di Pioraco Matteo Cicconi per seguire in stretta sinergia l'evoluzione della situazione.

c.c.


SCARZITO ESONDATO
Efficientamento energetico e sostenibilità. È per vincere queste sfide che il sindaco di Pioraco Matteo Cicconi ha passato qualche giorno in Svezia, ospite dell’Università Politecnica di Linnaeus a Vaxjo. Un progetto comunitario con partner da diversi angoli d’Europa. "Verso distretti urbani a basse emissioni di carbonio attraverso il miglioramento delle politiche regionali", questo il nome del progetto, è stato finanziato da Interreg Europe. In questo la contesto Regione Marche partecipa col ruolo di Project partner. L’obiettivo è quello di facilitare la transizione verso distretti a basse emissioni.

"In settimana siamo stati ospiti dell’Università di Linnaeus a Vaxjo, in Svezia – racconta il sindaco Matteo Cicconi –. Il progetto europeo a cui stiamo partecipando è di fondamentale importanza per il futuro del nostro paese, sia a livello di efficientamento energetico, quindi di risparmio, sia a livello ambientale. Il progetto ha il compito difficile e ambizioso di predisporre, valutare, analizzare e mettere in campo politiche per la riduzione delle emissioni attraverso la ristrutturazione o la costruzione di edifici ad alta efficienza energetica, magari applicando le più avanzate tecnologie per il risparmio energetico come il teleriscaldamento. Non solo: rientrano nel progetto anche azioni di riqualificazione urbana. Sono obiettivi importanti e strategici: Pioraco parteciperà con due progetti pilota – spiega il sindaco –. Uno è quello della riqualificazione dei giardini pubblici, l’altro per la ristrutturazione della nostra scuola, per la quale i lavori sono già in corso. Sono lavori importanti, che porteranno al miglioramento dell’impatto che abbiamo a livello ambientale, sia su scala urbana che a livello del singolo edificio. Energia rinnovabile, sostenibilità ambientale e interventi volti alla realizzazione di campus a bassa emissione di carbonio. Sono queste le nuove sfide a cui anche piccoli paesi come Pioraco devono puntare per garantire un futuro alle prossime generazioni e una migliore qualità di vita ai nostri cittadini".

In foto arch. Lorenzo Federiconi, Project management della Regione Marche e Matteo Cicconi, Sindaco di Pioraco

l.c.
Dalle 19 di questo giovedì 4 novembre torna percorribile a senso unico alternato e con impianto semaforico la Statale 361 Septempedana nel territorio del comune di Pioraco.

A darne notizia il sindaco Matteo Cicconi. "La riapertura parziale, che presumibilmente si protrarrà per due settimnane, si è resa necessaria per il ripristino della rete a protezione della possibile caduta massi su un fronte della carreggiata - dichiara il primo cittadino - Rete che nei giorni scorsi è stata divelta dai tecnici Anas per consentire le operazioni di disgaccio dalla parete rocciosa. L'invito agli automobilisti che percorreranno il tratto, dunque, è quello di procedere con cautela fino al completo ripristino della normale circolazione".

Disagi, dunque, ridotti per gli automobilisti, ma non completamente eliminati dal momento che per terminare le operazioni di bonifica la strada sarà chiusa anche nella giornata di venerdì dalle 8.30 alle 12 e dalle 13.30 alle 16.

f.u.

articolo precedente:

“La chiusura della statale 361 è la cartina al tornasole dei problemi dell’entroterra”. Lo ha detto Matteo Cicconi, sindaco di Pioraco, tornando sulla situazione che in questi giorni ha interessato il tratto della “Septempedana” che porta da Castelraimondo al Comune che amministra. L'ordinanza che ne dispone la chiusura, firmata da Anas, scade oggi. Il primo cittadino Cicconi non garantisce comunque sulla riapertura in giornata, visto che l'allarme non sembra essere del tutto rientrato e non ci sono ancora garanzie definitive da parte dell'Anas. Non pochi i disagi per la comunità e per le aziende del territorio, costrette a percorsi alternativi poco agevoli e dalla lunghezza considerevole.
A darne notizia il sindaco

Già nel tardo pomeriggio di ieri il primo cittadino di Pioraco aveva ironizzato, con un post Facebook, sui problemi che la sua comunità sta vivendo in questi giorni. Disagi che “riflettono le criticità quotidiane che interessano la valle del Potenza, da Porto Recanati fino all’alto maceratese – ha poi dichiarato Cicconi –. La chiusura della strada, l’unica che ci collega alla bassa valle del Potenza e al resto delle arterie più rilevanti, ha rappresentato un danno enorme per la nostra comunità: seppur destinata a rientrare, quest’emergenza testimonia la ‘normalità’ di questa zona. Viviamo in un’area scarsamente collegata e povera di servizi. Le infrastrutture fisiche e tecnologiche sono scarse e quello che sarebbe un piccolo disagio nella zona costiera diventa un ostacolo insormontabile per chi vive invece in montagna. È un discorso che vale, per esempio, anche per la sanità: i presidi di Camerino, Matelica e San Severino sono vitali per quest’area. Gli altri ospedali, come quello di Tolentino o Macerata sono nella valle del Chienti e sono piuttosto complicati da raggiungere per i cittadini di questa zona. Sono considerazioni che occorre fare – conclude Cicconi – quando si pensa ai servizi a disposizione delle aree montane. Per quanto riguarda la telefonia o la ricezione dei canali televisivi, altro esempio calzante, abbiamo problemi da decenni e non si vedono soluzioni all’orizzonte. Sulla rete internet invece noi siamo fortunati, abbiamo la fibra, ma non è così per tutti”.

l.c.
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