Dopo Pieve Torina anche a San Severino arriva l’ordinanza contro l’emergenza siccità. Il sindaco Rosa Piermattei, ha infatti emesso un provvedimento che vieta l’utilizzo di acqua potabile per il lavaggio di cortili e piazzali, il lavaggio dei mezzi di trasporto, il riempimento di piscine private e fontane da giardino, l’innaffiamento dei giardini e quello degli orti. Questi ultimi potranno essere innaffiati nelle ore notturne, dalle 22 alle 6. L’ordinanza è già in vigore e lo sarà fino al prossimo 15 ottobre o fino alla sua revoca formale.

Con la stessa ordinanza, il comune invita ad adottare comportamenti virtuosi sul tema del risparmio idrico, come il controllo periodico dei contatori per scongiurare perdite, l’installazione dei frangi getto per contingentare il flusso di acqua dai rubinetti, limitare l’uso degli sciacquoni, evitare di utilizzare acqua corrente per risciacquare le stoviglie e utilizzare l’acqua di lavaggio di ortaggi e frutta per innaffiare le piante.

Sarà la polizia municipale a vigilare sul rispetto dell’ordinanza, in collaborazione con il personale dell’Assem, gestore del servizio idrico. Per le infrazioni sono previste multe fino a 500 euro.
Nel decimo anniversario della scomparsa la comunità settempedana domenica prossima (26 giugno) ricorderà don Quinto Domizi, “fedele figlio di una Chiesa in cammino”, con una serie di iniziative che saranno aperte da un momento di preghiera, alle ore 18,30, nel santuario di San Pacifico dove verrà celebrata una santa messa di commemorazione. A seguire merenda per tutti.

In serata, a partire dalle ore 21, al teatro Feronia testimonianze sulla vita e l’opera di don Quinto con intermezzi musicali del Corpo filarmonico bandistico “Francesco Adriani” Città di San Severino Marche. Nel corso dell’incontro verrà distribuito un opuscolo dei ricordi della vita del sacerdote. Le iniziative sono patrocinate dal Comune. La cittadinanza è invitata a partecipare.

Nato a Parolito il 20 dicembre 1922 da Gioacchino e Domizi Enrica, don Quinto entrò in seminario nel 1936 per essere ordinato sacerdote nel 1948, dal vescovo Longinotti, nella chiesa di S. Giovanni Battista di Colleluce. Nello stesso anno cominciò il suo primo ufficio di parroco a Frontale dove rimase quattro anni fino a quando il vescovo gli assegnò l’incarico di vice rettore e insegnante nel seminario di San Severino. Il 1 ottobre 1955 arrivò per lui la nomina di guida della parrocchia rurale di S. Pietro della villa di Biagi. Ha retto questa parrocchia, man mano ampliatasi con i territori delle ex parrocchie di Gagliannuovo, Cagnore, Fontecupa, Serrone e Stigliano come ricorda lo storico settempedano Raoul Paciaroni, ininterrottamente per 55 anni, praticamente fino alla morte sopraggiunta il 22 giugno 2012.

Nel corso del suo lungo ministero al servizio di piccole comunità della diocesi di San Severino Marche, don Quinto si è sempre segnalato per la disponibilità verso il prossimo e i confratelli sorretto da un grande spirito di sacrificio e da una profonda fede.

Iniziò a scrivere e a pubblicare di storia locale assai tardi ma la sua attività di divulgatore del sapere è continuata ininterrotta sino alla sua morte dalle pagine de La Voce Settempedana. Ha realizzato anche diverse monografie . Amante delle ricerche storiche, a lui si deve il riordino del ricco Archivio vescovile di Sanseverino di cui era geloso custode e conservava ogni carta con diligenza e amore.

Fin dal 1991 aveva istituito nel seminario, vicino la sede redazionale de La Voce Settempedana, un “Centro culturale don Amedeo” dove raccoglieva i libri, gli studi, le registrazioni, le fotografie, i diari e tutto quello che don Amedeo Gubinelli aveva lasciato.

Nasce a San Severino Marche il Museo dell’Arte Recuperata (MARec), il nuovo museo dell’arcidiocesi di Camerino e San Severino Marche che raccoglie in un’unica esposizione le opere salvate dalle chiese dopo il sisma del 2016. Domani l’apertura all’interno del palazzo vescovile della città settempedana. Un nuovo polo museale in cui le opere d’arte, recuperate dalle chiese inagibili dell'arcidiocesi, incontreranno il pubblico in un nuovo allestimento, nell’attesa di essere riaccolte nelle proprie chiese di provenienza. Una custodia, temporanea ma necessaria, per riconsegnare alla popolazione locale e non solo parte di quel meraviglioso patrimonio di cui le chiese dell’arcidiocesi vanno fiere e che un giorno dovranno tornare ad accogliere. A raccontare l'evento anche i media nazionali: saranno infatti presenti le telecamere del Tg1, con un servizio dedicato nel telegiornale di domani alle 13.30 e alle 20.

L’enorme patrimonio artistico di un’area così duramente colpita dal sisma tornerà dunque a essere fruito e a costituire un ulteriore motivo di richiamo per un bellissimo territorio che merita la massima valorizzazione culturale e turistica. Ricchissimo è il patrimonio esposto di cui fanno parte autentici gioielli, come la Madonna del Monte di Lorenzo d’Alessandro o la statua lignea della Madonna di Macereto. Le 70 opere sono esposte in un piano quello espositivo suddiviso in 13 sale.
Il secondo piano accoglie il deposito attrezzato delle restanti 2500 opere con annesso laboratorio di restauro. Al terzo piano sono presenti aule didattiche e per convegni o mostre temporanee.
La Saletta Multimediale collocata nella prima parte del percorso museale rappresenta il punto di approfondimento e riflessione intorno al senso dei luoghi di questo territorio cosi fortemente colpito dal sisma. Attraverso un documentario dalla narrazione suggestiva ed evocativa realizzato da Cesura, collettivo fotografico che produce progetti nel campo della fotografia documentaria e di ricerca visiva in ambito artistico, sarà possibile ripercorrere con suggestive riprese i luoghi originari per i quali queste opere sono state realizzate.

Francesco Massara

«Dopo la distruzione provocata dal terremoto del 2016 nell’Italia centrale, la rinascita passa anche dal recupero delle opere d’artecommenta l’arcivescovo Francesco Massara (in foto) –. Ora più che mai, come ricorda Papa Francesco, il mondo ha bisogno di bellezza, la “via pulchritudinis” che crea comunione e unisce Dio, l’umanità e il creato. A donare nuova speranza a questo territorio duramente provato dal sisma, è proprio il museo della rinascita del quale accanto ai capolavori esposti entrerà in funzione un laboratorio di restauro nel quale la creatività artistica potrà unirsi al desiderio di costruire con il proprio talento un futuro finalmente luminosa. Ancora una volta la nostra Chiesa offre testimonianza di saper fare squadra lasciando un segno di ottimismo e progettualità rivolto alle comunità della diocesi e all’intero territorio del cratere. Unire le energie migliori consentirà di mettere a disposizione di tutti un salotto di arte e splendore che riesca a indicare una strada di condivisione e rilancio».

Barbara Mastrocola

«La realizzazione di questo museo è stata prima di tutto una grande sfida – rilancia la direttrice dei musei diocesani, Barbara Mastrocola (in foto) –. Abbiamo adottato lo slogan Chiusi per inagibilità, aperti per vocazione fin dal 2016, l’anno del terremoto che ha costretto a chiudere la maggior parte delle chiese e dei musei dell’arcidiocesi. Lo slogan intende comunicare l’idea di che cosa vogliamo che sia il MARec: non solo un susseguirsi di sale, un posto dove conservare ed esporre dipinti e sculture, ma un luogo vero, dotato di una propria identità. I musei non solo custodiscono capolavori, ma ci raccontano esperienze e, spesso, sempre più spesso, sono essi stessi parte della storia. E la storia che qui abbiamo raccontato è quella delle nostre opere d’arte che ritrovano una casa in senso concreto, affettivo, culturale, una dimora dell’anima in attesa di ritornare nei luoghi d’origine. Per questo diventa essenziale ricostruire il contesto in cui esse sono nate, perché ciò che resta non sono solo i tetti, ma anche affetti, vita vissuta, sogni. Sostanziale è stata, quindi, la scelta di esporre le opere non in ordine cronologico o tipologico, ma per luogo d’origine, perché prima di tutto gli oggetti d’arte sono parte di un paesaggio collettivamente vissuto, prima di essere oggetto di competenze erudite, e vivono solo se attorno c’è una comunità attiva».

Foto Credits:
Foto di copertina Sala 4 interno Museo:  Hexagon
Foto Barbara Mastrocola:  Touring Club Italiano
Foto opera "Madonna del Monte": Luca Santese


Madonna del Monte di Lorenzo dAlessandro 1491
La "Madonna del Monte" di Lorenzo d’Alessandro

MARec museo San Severino Marche
Il palazzo vescovile che ospita il MARec di San Severino Marche


Approfondimenti nel prossimo numero de L'Appennino camerte






Una targa per Benedetta Ferretti. Così i vertici regionali hanno omaggiato in mattinata la dottoressa, primario del reparto di Oncologia dell’ospedale Bartolomeo Eustachio di San Severino Marche, in pensione dallo scorso primo maggio. Momenti di commozione tra i colleghi della Ferretti e il personale del suo reparto, che hanno partecipato alla conferenza stampa insieme alla direttrice dell’Area Vasta 3, Daniela Corsi, e all’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini.

«Un esempio da seguire – queste le parole di Saltamartini –. Il modo in cui Benedetta Ferretti ha svolto la sua professione incarna i valori della missione dei medici. È lo stesso approccio che ogni dottore dovrebbe avere, soprattutto in un momento storico in cui la pandemia ha sottolineato ancora di più le difficoltà del servizio sanitario nazionale. L’abnegazione con cui la Ferretti ha affrontato i suoi 22 anni di servizio nel reparto di Oncologia rappresentano motivo di orgoglio per questa struttura. L’intenzione della Regione e del direttivo dell’Area Vasta – prosegue Saltamartini, a cui ha fatto eco Daniela Corsi – è quella di continuare a garantire cure oncologiche di prossimità a questo territorio. Sarà la stessa Ferretti, grazie al servizio di assistenza domiciliare dell’Istituto oncologico marchigiano, a proseguire le attività di cura con un modello sanitario fatto di grande umanità e disponibilità. È un metodo che ogni professionista del settore dovrebbe fare proprio, ed è la direzione che stiamo auspicando».

Emozionata, Benedetta Ferretti ha ringraziato i colleghi e i vertici regionali, oltre alle numerose persone che qualche giorno fa l’hanno salutata al termine del suo ultimo turno di lavoro nell’ospedale settempedano. A sostituirla nel ruolo di guida del reparto di Oncologia è Luca Faloppi, che ha sottolineato l’intenzione di proseguire nel percorso tracciato dalla Ferretti.

Approfondimenti nel prossimo numero de L'Appennino Camerte

Due Consigli comunali che tornano ad incontrarsi e confrontarsi, finalmente in presenza, sui problemi della città.

E’ accaduto a San Severino Marche dove l’assise settempedana ha ricevuto i componenti del Consiglio comunale dei ragazzi dell’istituto comprensivo “P. Tacchi Venturi”.

Il baby sindaco, Alessandro Bordo, e i giovani consiglieri, accompagnati da cinquanta alunni delle classi primaria e secondaria, dal dirigente scolastico, Sandro Luciani, dalla collaboratrice del dirigente, Martina Prosperi, e dalla coordinatrice dei progetti “Cittadinanza e Inclusione”, Alessandra Aronne; si sono accomodati nell’ex aula udienze del Giudice di Pace, a palazzo Governatori, trasformata in sala consiliare a causa dell’inagibilità del palazzo Comunale, attualmente chiuso per i restauri post terremoto.
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“Questi anni segnati dalla pandemia - è intervenuto in aula il sindaco dei ragazzi, Alessandro Bordo - non sono stati facili per noi e per i nostri docenti. Abbiamo dovuto trovare soluzioni per poter collaborare a distanza. Solo grazie a Meet abbiamo potuto incontrare il sindaco e l’assessore alla Cultura e presentarci. Abbiamo poi seguito altri progetti come “RicicliAMO Ragazzi” e partecipato alla inaugurazione dei cestini della differenziata posti nel giardino della nostra scuola. Ci siamo impegnati a partecipare alle celebrazioni delle feste nazionali come il 4 novembre e il 25 aprile”.
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Dai giovanissimi è arrivata una grande apertura verso gli amministratori più grandi: “Confermiamo la nostra piena disponibilità a proporre e a partecipare alle attività di crescita sociale, culturale, solidale della nostra città. Proprio per quest’ultimo aspetto stiamo curando una iniziativa di fine anno in accordo con l’Unicef, prevista per fine maggio, che vedrà il necessario il coinvolgimento del Comune”.

Sono poi seguite alcune domande rivolte dai giovani assessori e consiglieri ai componenti il Consiglio comunale e la Giunta cittadina. Tra queste, rappresentate dagli alunni della Secondaria, quelle di una maggiore manutenzione del plesso Tacchi Venturi, di spazi e ripari esterni dove poter sostare in caso di maltempo, di una rete Internet migliore, di cestini per le pile esauste e di pulizia e bonifica da parassiti del giardino esterno alla scuola.

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Dagli alunni della primaria, invece, l’attenzione è stata dedicata ad alcune problematiche osservate vivendo la città: la carenza di cestini in alcune vie, la presenza di buche in alcune strade, una maggiore richiesta di cura del campetto da calcio del Villaggio Campagnano.

Gli studenti della classe 4^ D della scuola primaria hanno chiesto migliorie per il loro plesso: la sistemazione di una parte della recinzione, modifiche ai condizionatori dell’aria, tende esterne per le classi esposte a sud e il montaggio di supporti per la carta igienica nei bagni.

Dai ragazzi anche la richiesta di installazione di cestini per i rifiuti nel giardino scolastico del plesso D’Alessandro e la sistemazione del giardino comunale di via Caccialupi.

“La pandemia - è stata la voce degli alunni del comprensivo - ci ha insegnato che dai momenti difficili possono nascere nuove soluzioni da praticare anche nel ritorno alla normalità. Una di queste, per noi alunni della primaria “L. D’Alessandro” è stata la consumazione del pasto nella propria aula. Chiediamo che questa nuova modalità rimanga anche perché, diversamente, si toglierebbe al plesso un’aula utile ad una classe numerosa. Per il plesso Tacchi Venturi vorremmo chiedere più attenzione alla mensa e chiedere la manutenzione delle finestre delle aule delle classi quinte che si aprono da sole risultando pericolose”.

Da tutti gli alunni dei vari plessi, quelli della Tacchi Venturi, di via D’Alessandro e della frazione di Cesolo, è arrivata infine la richiesta di avere in giardino tavoli e sedie per poter effettuare attività didattica anche all’aperto.

Ai ragazzi, l’amministrazione comunale ha donato l’ultima pubblicazione dello storico locale Raul Paciaroni.





Il Gruppo Amatori 500 di San Severino Marche pronto a festeggiare il quarto di secolo di uno dei raduni di auto storiche dedicate alle nonnine di casa Fiat più seguito d’Italia.

Dopo la lunga sosta imposta dall’emergenza sanitaria da Covid-19, che ha costretto al rinvio della manifestazione nelle ultime edizioni, il sodalizio guidato dall’instancabile Giovanni Cavallini sabato 7 e domenica 8 maggio tornerà in piazza Del Popolo per ospitare oltre 250 equipaggi. Per l’evento che saluterà il quarto di secolo si attende, infatti, un’edizione da record.

Questo il programma: ritrovo nella tarda mattinata del 7 maggio presso la nuova sede del Gruppo Amatori 500 in via della Galetta. Visita guidata alla città e poi partenza per il kartodromo “Il Pipistrello” di Castelraimondo dove si svolgerà la prova di abilità valida per l’assegnazione del Trofeo “Giammario e Graziano Piancatelli”.

In serata cena al ristorante Villa Berta e poi divertimento con artisti a sorpresa.

Domenica 8 maggio ritrovo in piazza Del Popolo e inizio delle iscrizioni poi prova di scorrimento per l’assegnazione del primo Trofeo in memoria di “Roberto Valentini”.

Alle ore 11 partenza da piazza Del Popolo per un breve giro turistico e aperitivo presso la ditta Piancatelli. Infine conclusione con pranzo sociale a Villa Berta durante il quale sarà estratta anche una ricca lotteria.

Per partecipare al raduno è obbligatorio prenotarsi, entro il 30 aprile. Per tutti i conducenti provenienti da oltre 200 chilometri il pernottamento a San Severino Marche sarà offerto dal Gruppo Amatori 500.
Un incendio in località Marciano di San Severino ha bloccato il traffico all’altezza dell’incrocio con Gaglianvecchio. Per cause in corso di accertamento, intorno alle 12 il fuoco è divampato lungo la carreggiata della statale che conduce a Cingoli. Con il ritorno delle prime giornate asciutte, tornano a verificarsi episodi di incendi di sterpaglie, che spesso hanno interessato l’entroterra nel corso della scorsa estate. Sul posto, per domare le fiamme prima che potessero mettere in pericolo gli automobilisti, sono intervenuti i Vigili del fuoco di Macerata, supportati dalla polizia locale di San Severino Marche.

Un altro incendio ha impegnato i pompieri in località Braccano di Matelica. Dopo la chiamata arrivata alle 12.30, il comando ha inviato sul posto due mezzi del 115. L’entità del rogo, le cui cause sono in corso di accertamento, ha richiesto un supporto aggiuntivo: sono infatti partiti verso Matelica altri due automezzi in appoggio a quelli già impegnati a combattere le fiamme. L'incendio è stato così domato e l'intera zona bonificata.

Un terzo incendio, sempre di sterpaglie e arbusti, ha interessato un'area lungo la strada Regina nel territorio di Potenza Picena, con le fiamme che hanno avvolto anche alcune roulotte posizionate nella zona. Anche in questo caso sono intervenute le squadre dei pompieri del comando provinciale di Macerata che hanno provveduto a spegnere il rogo e a bonificare la zona.


pompieri lavoro


Il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, e l’assessore comunale alla Sanità, Jacopo Orlandani, hanno ricevuto questa mattina la consegna delle 6.652 firme raccolte con la petizione popolare in favore del reparto oncologico dell’ospedale civile “Bartolomeo Eustachio” e della dottoressa Benedetta Ferretti.

La consegna è avvenuta per mano del portavoce designato, Carla Soverchia, e di una delle prime firmatarie, Michela Egidi.

Con la petizione il primo cittadino settempedano viene invitato ad “attivarsi in ogni modo e luogo che riterrà opportuno e adeguato – come è scritto nella lettera di consegna protocollata insieme alla sottoscrizione pubblica dei cittadini firmatari – per permettere sia il mantenimento della qualità di struttura semplice Dipartimentale di San Severino Marche – Camerino, al day hospital di Oncologia presso l’ospedale Bartolomeo Eustachio di San Severino Marche, sia il mantenimento dell’incarico alla dottoressa Benedetta Ferretti almeno fino a quando il nuovo primario potrà autonomamente gestire l’intero servizio garantendone la piena e continua funzionalità”.

Le 6.652 firme sono state raccolte in 2 contenitori con 29 buste e consegnate insieme a una tabella riassuntiva dei conteggi firme. Dalla petizione sono state infatti escluse firme prive dei riferimenti ai documenti d’identità dei firmatari stessi e alcuni doppioni.

La petizione continuerà fino al 10 aprile prossimo e, dunque, le firme in questione rappresentano solo una prima trance.

“La dottoressa Ferretti ha dato davvero tanto al nostro ospedale e alle nostre comunità e queste firme, che sono la riprova del suo valore, vogliono solo riconoscere quel che ha fatto per tutti noi con grandissima professionalità e solido spirito di abnegazione – spiega Carla Solverchia in qualità di portavoce designato da chi ha promosso la petizione a norma dell’art. 22 dello Statuto comunale di San Severino Marche, che aggiunge – La petizione non è assolutamente ostile nei confronti del nuovo dirigente, il dottor Luca Faloppi al quale va tutta la nostra stima e il nostro più grande benvenuto. Visto che la dottoressa Ferretti aveva chiesto di poter rimanere nessuno comprende perché questa sua domanda non possa essere accolta in considerazione anche della sua età. Quello che ci piacerebbe – conclude la Soverchia – è che la politica torni ad ascoltare i territori e non che tutto risulti sempre già deciso. Chiederemo, per il tramite del sindaco di San Severino Marche, a tutti altri primi cittadini dell’Area Vasta 3 dell’Asur di sposare i contenuti della petizione e di lottare uniti senza alcuna distinzione politica per quella che riteniamo essere una giusta causa”.

Dopo aver ricevuto le 6,652 firme il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, porterà le richieste avanzate con la petizione alla prossima seduta del Consiglio comunale e i contenuti della stessa sul tavolo del Presidente della Regione Marche e dell’assessore regionale alla Tutela della Salute e alla Sanità.

In occasione della Giornata nazionale per la lotta contro i disturbi del comportamento alimentare domani (martedì 15 marzo) la facciata del Municipio, in piazza Del Popolo, tornerà a colorarsi di lilla.

L’Amministrazione comunale settempedana, infatti, è tornata ad aderire alla campagna promossa dalla onlus Never Give Up, in collaborazione con l’Anci nazionale, in segno di vicinanza a chi si è trovato, o si trova, a vivere costretto nella spirale dei disturbi alimentari che ogni anno, in Italia, interessano qualcosa come 3milioni di adolescenti.

Anoressia, bulimia, binge eating, obesità e tante nuove forme di disagio risultano addirittura aggravate dalle difficoltà legate all’emergenza sanitaria da Covid-19.

La Giornata nazionale dedicata alla lotta contro i disturbi del comportamento alimentare è nata per iniziativa di un genitore che ha perso la figlia di soli 17 anni per bulimia. Serve più informazione in  merito ai disturbi del comportamento alimentare per facilitare la comprensione dei meccanismi psico-biologici che favoriscono la malattia e per diffondere la consapevolezza che questi disturbi possono essere curati attraverso una rete assistenziale orientata all’individuazione precoce del disturbo stesso.

Il Comune di San Severino Marche ha deciso di condividere con la Caritas vicariale alcune iniziative umanitarie a favore della popolazione ucraina colpita dalla guerra che saranno allestite nell’ex Banco dei Pegni annesso alla chiesa di Sant’Agostino.

Intanto per sabato prossimo (5 marzo), alle ore 17, l’Anpi Associazione Nazionale Partigiani d’Italia “Cap. Salvatore Valerio” e il circolo di Legambiente “Il Grillo”, hanno organizzato una manifestazione, aperta a tutti, dal titolo: “Note per la pace in Ucraina nel mondo, suoni e parole per un mondo diverso”. Il ritrovo si terrà in piazza Del Popolo, davanti al teatro comunale Feronia.

All’iniziativa, insieme all’Amministrazione cittadina, hanno già aderito l’Uteam Università della Terza Età dell’Alto Maceratese, la Caritas vicariale, il gruppo Scout Masci, il Centro culturale Tarkovskij, l’Associazione Maestri Cattolici, il Corpo filarmonico bandistico “Francesco Adriani” Città di San Severino Marche, l’associazione Il Sognalibro, l’associazione culturale La Zattera e il Gruppo vocale Tourdion Ensemble.

Il sit-in, partendo dagli eventi bellici in Ucraina, costituirà un momento di riflessione culturale sul conflitto e non solo.





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