Fiamme in due fienili a San Severino. Durante la notte scorsa le fiamme hanno inghiottito due depositi agricoli che contenevano fieno in località Isola. Erano circa le ore 1 e 30 del mattino. L’incendio si è propagato su una superficie complessiva di circa 400 metri quadrati. Sono andati in fumo circa quattromila quintali di fieno. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco di Tolentino. Con loro anche i volontari di Apiro e i colleghi della centrale di Macerata. I pompieri hanno messo in sicurezza la zona del rogo, contenendo le fiamme ed evitando che raggiungessero un vicino deposito di attrezzature e macchinari agricoli.
«Mi trovo costretto a ritornare sulla questione degli accorpamenti degli istituti scolastici presenti sul nostro territorio, dopo aver letto le considerazioni del sindaco di San Severino Marche, considerazioni che ritengo alquanto scomposte e del tutto incomprensibili, soprattutto quando si parla della difesa delle aree interne».

Così il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli , in risposta alle dichiarazioni del primo cittadino di San Severino Marche Rosa Piermattei.
 
«Giova precisare che l’esigenza di andare a modificare gli istituti scolastici presenti sul territorio, in dissonanza con le linee guida deliberate dall’assemblea legislativa della Regione Marche con atto n. 39 del 4 ottobre 2022 che testualmente riporta: “Il dimensionamento delle istituzioni scolastiche e dell’offerta formativa deve essere derogato e non deve applicarsi ai Comuni colpiti dal sisma del 2016 e compresi nell’articolo 1 dell’ordinanza del commissario straordinario n. 101/2020”, il quale individua i comuni maggiormente colpiti dagli eventi sismici, deriva prevalentemente dall’Amministrazione comunale di San Severino Marche che vuole accorpare le due realtà scolastiche presenti nel suo territorio: l’Ipsia “Ercole Rosa” (attualmente sede associata dell’Ipia “Pocognoni” di Matelica) e l’Itis “E. Divini”.

Detto accorpamento - continua Lucarelli - colpisce automaticamente il comune di Matelica il quale, per un mero discorso di numeri, con il distacco dell’istituto “Ercole Rosa” verrebbe a perdere la dirigenza dell’Ipia “Pocognoni”.

Ed ecco che viene tirato in ballo il comune di Camerino con il suo Itcg“Antinori”: al fine di rimediare alla mancanza di numeri derivanti dalla proposta di accorpamento del comune di San Severino Marche, la provincia di Macerata propone la fusione dell’istituto “Antinori” di Camerino con l’Ipia “Pocognoni” di Matelica.

L’accorpamento dell’istituto “Ercole Rosa” con il “Divini”, che viene fatto passare dal sindaco di San Severino Marche come una risposta al territorio (non si sa a quale domanda!), nella sostanza di territori ne va ad indebolire due specifici, quello di Camerino e quello Matelica. Camerino perché perderebbe l’autonomia dell’ITCG “Antinori”, scuola in forte crescita, basti pensare che negli ultimi tre anni ha registrato un incremento di circa il 30 per cento di iscrizioni, e Matelica perché perderebbe un bacino importante di studenti che provengono dalla vallata del Potenza.

Vorrei chiedere al sindaco di San Severino Marche per quale motivo la sua proposta, definita “intelligente e lungimirante”, ha trovato il parere contrario di quasi tutta l’assise dei sindaci presenti alla conferenza provinciale delle autonomie, di gran parte delle sigle sindacali (che evidenziano come questa fusione comporterebbe la riduzione del personale ata, già oggi fortemente ridimensionato), della scuola Itcg “Antinori”, Ipia “Pocognoni” e anche dello stesso Itis “Divini”.

Il dirigente scolastico dell’Itis “Divini”, nella riunione del 21 settembre 2022, dichiara espressamente che l’accorpamento proposto non deriva da esigenze didattiche e scolastiche bensì da una mera volontà del comune, mettendo poi in evidenza come il vero problema dell’Itis sia la mancanza della sede. Quindi l’invito che rivolgo alla mia collega Piermattei è di impegnarsi per risolvere il problema degli spazi nel Comune che amministra, senza fare scelte che vanno a ledere altri territori.

E’ indispensabile rimarcare che la città di Camerino è da sempre il punto di riferimento della formazione scolastica, di ogni ordine e grado, nell’area montana e non solo e che questa è la sua vocazione anche per la presenza di un’antica Università degli Studi.

Quindi se il nobile intento del Sindaco di San Severino Marche fosse stato quello di tutelare le aree interne, l’unica proposta che doveva fare era quella di potenziare gli istituti scolastici della montagna, quindi anche di Camerino, sia per vicinanza territoriale che per vocazione storica.

Il sindaco di San Severino Marche si chiede come mai non mi abbia mai incontrato - evidenzia Lucarelli - . Questa è l’unica cosa che mi lascia veramente confuso, poiché sono io a non averla mai vista, e da quello che mi risulta, il sindaco Piermattei non ha mai partecipato ad incontri ufficiali sulle scuole. Forse i suoi collaboratori non l’hanno informata di quando sono stato presente.

Inoltre, riunioni che hanno il solo scopo di creare acredine tra territori già duramente provati non andrebbero convocate, quando c’è una legge superiore che va a garantire lo status quo.

Volendo condividere la visione futuristica del sindaco di San Severino Marche - conclude la nota firmata da sindaco di Camerino Roberto Lucarelli - per quello che riguarda la riorganizzazione dei servizi fondamentali del territorio, la invito ad estendere il suo stesso ragionamento illuminato alla sanità dove potremmo proporre insieme di accorpare l’ospedale di San Severino Marche a quello di Camerino per “fare il bene comune dei territori e dei cittadini che vi abitano”.


Forse il sindaco di Camerino è un po’ confuso. Sono sorpresa ed allibita dalle sue affermazioni in merito agli annunciati accorpamenti di alcune scuole”.

Così il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, risponde al collega camerte in una nota in cui si chiede: “Dov’era Lucarelli quando, ai tavoli istituzionali, si parlava di certi argomenti? Mi sembra assurdo che oggi mi tiri in ballo per una questione che segue, peraltro, la normativa nazionale. Vorrei solo ricordargli che negli ultimi anni l’amministrazione comunale settempedana ha realizzato una serie di investimenti sul plesso dell’Ipsia “Ercole Rosa” investendo molto su questa struttura e che l’aggregazione tra il Professionale e l’Istituto tecnico tecnologico statale “Eustachio Divini”, proposta dalla città di San Severino Marche alla provincia di Macerata, va solo nell’ottica unidirezionale di dare una risposta al territorio.
Essa permetterebbe, infatti, la creazione di un nuovo polo scolastico, un istituto di istruzione superiore tecnico-professionale per le aree interne, di cui le stesse sono sprovviste, speculare all’istituto di istruzione superiore di Recanati per l’area costiera. Operando le due scuole sullo stesso territorio si garantirebbe peraltro, e questo ci tengo a sottolinearlo – spiega ancora il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei - la qualità di un servizio rispondente alle stesse esigenze e alla stessa realtà locale. Questa proposta di aggregazione permetterebbe poi, al bisogno, un riorientamento degli studenti di entrambe le scuole per contrastare la dispersione scolastica cui le zone interne rischiano di andare incontro”.

Ma la risposta della Piermattei al collega sindaco di Camerino è ancora più articolata e dettagliata: “Quello che mi domando è dove Lucarelli si trovasse quando è iniziato questo percorso – riprende il primo cittadino settempedano, che sottolinea - Mi sembra assurdo che oggi sia proprio lui ad alzare la voce senza conoscere minimamente ciò che è stato fatto per salvaguardare il territorio, mettendo in discussione, senza cognizione di causa, il lavoro che è stato portato avanti da tanti attori e non dalla sola Piermattei. Vorrei ricordare a Lucarelli che la Città di San Severino Marche, anche se rientra nei Comuni presenti nell’ Ordinanza n.101 del Commissario straordinario Ricostruzione sisma 2016, ha richiesto formalmente all’amministrazione provinciale, con Delibera n. 250 del 17.10.2022, di scorporare la sede dell’Ipsia “E.Rosa” di San Severino Marche dall’ Ipsia “Pocognoni” di Matelica, proprio perché fosse accorpata all’Istituto Divini di San Severino Marche. E che il Comune di Matelica, con Delibera n.226 del 19.10.2022, ha chiesto alla Provincia di inserire nel Piano provinciale della rete scolastica per il 2023-2024, l’accorpamento dell’Istituto  Antinori” all’Istituto professionale "Pocognoni".
La duplice proposta a me sembra intelligente e lungimirante: si andrebbero così a creare tre poli in tre diverse realtà dando a tutte un’autonomia scolastica e un’offerta formativa che risponde alle esigenze di un territorio ampio per una crescita dinamica dello stesso rispetto anche alle intese tra scuola ed imprese.
Da ultimo voglio solo ricordare al collega Lucarelli – conclude la Piermattei - che il compito dei sindaci è anche quello di fare il bene comune dei territori e dei cittadini che vi abitano e che la propolsta che l’amministrazione comunale di San Severino Marche ha elaborato, e che è stata presentata dalla sottoscritta, è il frutto di confronto tra tanti attori e in più sedi dove, lo ribadisco, tutti ho incontrato tranne chi oggi finisce per tirarmi in ballo con strampalate ricostruzioni”.

Una cerimonia al teatro Feronia per celebrare la medaglia d’oro al merito civile. San Severino Marche è ormai pronta a festeggiare il conferimento dell’onorificenza, attesa per quasi ottant’anni. È la prima città delle Marche a riceverla.

«Durante il periodo bellico partecipò alla lotta partigiana, ospitando e sfamando centinaia di sfollati. Fu teatro di uccisioni, di numerose fucilazioni e di rastrellamenti ad opera delle truppe tedesche e a danno della popolazione. Esempio di estremo sacrificio e di virtù civiche». Queste le ragioni dietro al decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, lo scorso 20 aprile, ha accettato la proposta della città. Una notizia che il sindaco Rosa Piermattei aveva comunicato all’assise comunale nel corso della seduta del 29 aprile.

Sarà il prefetto Flavio Ferdani, insieme al sindaco Piermattei, il prossimo 28 novembre, a presiedere una cerimonia fortemente voluta dal comune, dalla stessa Prefettura e dall’Anpi, sezione “Capitano Salvatore Valerio”. Attesa la presenza delle massime cariche regionali, insieme ai rappresentanti delle forze dell’ordine, delle associazioni e delle scuole cittadine.
Riqualificazione dei borghi, rilancio del territorio, valorizzazione dei propri tesori. I comuni dell’entroterra si affidano ai fondi del piano complementare al Pnrr per trovare nuove opportunità. Un tema valido anche per San Severino Marche, che si appresta a pigiare il piede sull’acceleratore per due opere molto sentite dalla cittadinanza. Da un lato il castello di Pitino, dall’altro i giardini Giuseppe Coletti.

Per quanto riguarda la torre, il comune ha lanciato le procedure di gara per l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori. Un milione e duecentomila euro: questo l’importo finanziato per riqualificare il castello e l’area di Pitino. La zona si inserisce anche all’interno del percorso tracciato dalla ciclovia del Potenza e rappresenta una grande attrattiva per i molti cicloturisti e appassionati che battono spesso le strade a cavallo tra Treia, San Severino e Cingoli.

Sono invece 740mila gli euro destinati alla rigenerazione e alla valorizzazione dei giardini storici Giuseppe Coletti in centro. Anche in questo caso progettazione esecutiva e lavori saranno affidati in maniera congiunta. Già al centro della bagarre politica e capace di dividere l’opinione pubblica sui pro e i contro dell’abbattimento e la ricostruzione del chiosco, ora per i giardini arriva un altro importante investimento. I lavori riguarderanno in questo caso tutta la parte botanica, oltre agli allestimenti come le panchine, i percorsi e i giochi dedicati ai bambini.

l.c.
In sella alla sua bici, bambino perde l'equilibro, cade dal marcaipiede e batte la testa. Trasferito d'urgenza in eliambulanza ad Ancona. 
L'incidente è avvenuto  questa mattina, intorno alle 11,30, lungo la Strada provinciale 361 “Septempedana”, all’altezza del Ponte dell’Intagliata.

Per cause in corso di accertamento da parte della polizia locale del Comune di San Severino Marche, il bimbo di origini straniere
di 4 anni d’età, viaggiava su di un marciapiedi in sella alla propria bicicletta con la mamma che lo seguiva a piedi a pochi passi di distanza. Ad un certo punto avrebbe perso l’equilibrio finendo rovinosamente a terra e battendo la testa sull’asfalto.
Una automobilista in transito su quella strada alla guida della propria vettura  si sarebbe fermata  subito per prestare i primi soccorsi.
Sul luogo dell'incidente sono poi giunti i sanitari del servizio di pronta emergenza “118”,i quali, dopo aver stabilizzato il piccolo hanno preferito per il suo trasferimento in eliambulanza dalla piazzola del Bartolomeo Eustachio all’ospedale regionale di Torrette in Ancona. 

c.c.

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Quindici giorni di lavori per manutenzione alla linea elettrica ad alta tensione Belforte del Chienti – San Severino Marche. L’elettrodotto a 120 kV attivo dagli anni ’50 ha riscontrato sempre più problematiche nel corso degli ultimi anni, per questo la Terna, società che si occupa della costruzione e della manutenzione degli elettrodotti in tutta Italia, ha messo in calendario le opere di ristrutturazione e di efficientamento. Due settimane a partire dal 20 agosto, concordate con Assem e con il comune di San Severino. Una notizia che ha destato preoccupazione in città, con gli utenti che temono per eventuali disservizi e per l’interruzione delle forniture.

Nel dettaglio, gli interventi prevedono l’ammodernamento della linea – circa nove chilometri tra San Severino e Belforte del Chienti, passando per il territorio comunale di Serrapetrona – grazie alla sostituzione di conduttori, isolatori e armamenti. Lo scopo è quello di aumentarne la resilienza e quindi l’efficacia. Le operazioni che vedranno i tecnici al lavoro sono comunque delicate e non vengono effettuate con la linea in tensione. Per questo è sorto il problema dell'approvvigionamento di elettricità da linee alternative. In condizioni normali la corrente arriva alla cabina primaria di San Severino Marche grazie all’elettrodotto ad alta tensione, quello che subirà i lavori di manutenzione. In cabina, grazie a due trasformatori, il voltaggio viene abbassato a 20 kV. Il viaggio della corrente riprende quindi lungo le linee a media tensione. Lungo queste linee la rete Assem è interconnessa con Enel e Assm (la multiservizi di Tolentino, ndr) grazie ai punti di interconnessione a Belforte del Chienti, Castelraimondo, Colotto, Colcerasa e Tolentino. Su queste linee a media tensione la corrente viaggerà per arrivare nelle case degli utenti al netto dei lavori all'elettrodotto ad alta tensione.

«L’Assem ha già predisposto un piano di contro-alimentazione della propria rete di media tensione – fanno sapere dall’azienda multiservizi settempedana –. Le opere di ammodernamento dell’elettrodotto ad alta tensione comportano la necessità di ridurre il carico attivo connesso che interesserà solamente i maggiori produttori. A loro è già stata comunicata la richiesta di sospensione della generazione nel periodo interessato dai lavori. Gli interventi previsti comporteranno un evidente efficientamento della linea di alta tensione, propedeutici ad ovviare alle problematiche che hanno interessato, nel passato, la nostra rete durante le calamità di maggiori intensità. Gli operatori dell'Assem hanno già predisposto tutto quanto necessario ad evitare eventuali disservizi in capo agli utenti – concludono –, garantendo il normale consumo ed utilizzo della corrente elettrica durante il periodo di esercizio provvisorio».

l.c.
Poche le novità emerse dall’incontro sull’intervalliva San Severino-Tolentino. Il tavolo online a cui ha partecipato il sindaco della città settempedana, Rosa Piermattei, insieme ai tecnici dei due Comuni interessati, quelli della Quadrilatero e quelli della Provincia, è stato l’occasione per fare il punto sull’avanzamento delle indagini geologiche, idrologiche, ambientali e archeologiche nel sito su cui dovrà sorgere l’arteria. Il tema dell'infrastruttura destinata a collegare le valli del Potenza e del Chienti continua a infiammare la politica cittadina e a suscitare discussioni sulle tempistiche. Per questo l’incontro è stato fortemente voluto dal sindaco di San Severino.

Sul fronte delle procedure, la tabella di marcia sembra ormai essere ben definita: a ottobre, stando a quanto emerso dalla riunione delle scorse ore, verrà affidata la progettazione dell’opera. Saranno poi previsti 120 giorni per la consegna dell’elaborato progettuale definitivo. A inizio del 2023 è quindi previsto il successivo step per la discussione nelle Conferenze dei servizi. Come poi ricordato da Piermattei nel corso della seduta del consiglio comunale di settimana scorsa, «le fasi successive saranno conseguenti all’acquisizione dell’approvazione della progettazione definitiva dal Cipess prevista per il terzo trimestre 2023. Una volta completata la successiva fase di progettazione esecutiva – fa sapere il sindaco –, entro il 2024 saranno avviati i lavori da ultimare entro il 2028».

l.c.
Delitto di Civitanova, continuano i moti di solidarietà. Ieri la manifestazione nella piazza della città rivierasca teatro dell’omicidio di Alika Ogorchukwu, sabato il corteo per cui sono attesi oltre 500 nigeriani con partenza dallo stadio. San Severino, città dove la vittima viveva da dieci anni insieme alla sua famiglia, nel frattempo non resta a guardare. Proseguono infatti le iniziative e il supporto alla vedova e del figlio. Dopo il Comune anche l’istituto Tacchi Venturi, dove il figlio di Alika, Emmanuel, frequenta le elementari, si è mosso per gli aiuti.

È stato il preside del Tacchi Venturi, Sandro Luciani, a tenere alta l’attenzione sul tema, parlando della vicenda e dell’importanza della solidarietà anche una volta che i fatti degli ultimi giorni saranno più lontani nel tempo. «Cerchiamo di tutelare il benessere di tutti i nostri alunni - sottolinea Luciani -. Le vicende familiari incidono molto sia sul rendimento dei ragazzi che sul clima che si respira a scuola. Aspettiamo che a settembre rientrino Emmanuel e sua cugina (entrambi frequentano l’istituto Tacchi Venturi, ndr) e nel frattempo, in collaborazione con il Comune di San Severino Marche che ha messo a disposizione un codice Iban, abbiamo avviato una raccolta fondi a supporto della famiglia di Alika. Quando ricominceranno le lezioni abbiamo intenzione di inziare un progetto di sensibilizzazione contro la violenza che possa mettere i ragazzi a conoscenza delle difficoltà che alcune famiglie – straniere ma anche italiane – affrontano. La presenza di alunni stranieri nel nostro istituto è considerevole - spiega il dirigente scolastico -: profughi afgani e ucraini, comunità dell’Africa sub sahariana come nigeriani e senegalesi. Spesso affrontano difficoltà economiche e sociali dovute all’integrazione. È importante continuare a collaborare con tutte le agenzie educative e tra istituzioni per garantire un percorso scolastico sereno e proficuo per tutti i nostri alunni».

Questo il quadro in cui, intanto, la Procura della Repubblica di Macerata ha dato il nulla osta per la restituzione del corpo dopo gli esiti dell'esame autoptico. La salma di Alika sarà tumulata nel cimitero di San Severino, come voluto dalla famiglia. Non è ancora stata fissata la data dei funerali, si attende infatti l'arrivo dei familiari dalla Nigeria.

l.c.
Dopo il salvataggio, la cura. Due settimane di intenso lavoro al Museo dell’arte recuperata di San Severino Marche, dove l’équipe di allievi dell’Istituto Centrale per il Restauro di Roma (ICR del Ministero della Cultura), insieme alle loro docenti, ha messo mano ad alcune delle opere esposte nelle sale e in altre custodite nell’immenso deposito allestito al palazzo arcivescovile. Sculture in legno, tabernacoli e tavole. I ragazzi della scuola di alta formazione impegnati a San Severino sono al secondo anno del corso di restauro e si occupano di manufatti scolpiti in legno. È stato questo, quindi, il settore che li ha visti impegnati in quindici giorni di lavoro a ritmo serrato.

Un banco di prova estremamente formativo, quello del museo dell’arte recuperata. Questo per la «grande varietà di casistiche che si presentano di fronte ai restauratori – spiegano le funzionarie restauratrici e docenti dell’ICR, Serena Sechi e Patrizia Giacomazzi –. L’unicità di queste due settimane sta proprio nell’estrema diversità delle condizioni delle opere su cui abbiamo lavorato: i pezzi sono di epoche diverse, vengono da zone diverse, hanno subito danni diversi e, di conseguenza, necessitano di cure diverse. Questo significa che il nostro lavoro è stato tutt’altro che standardizzato. Il legno è per definizione un materiale “vivo”, che continua a muoversi per le diverse condizioni di umidità e di conservazione: per questo, nonostante ci siamo occupati di pronto intervento conservativo delle sculture e la messa in sicurezza delle parti danneggiate, sono stati comunque lavori di primaria importanza. Oltre a questo c’è stato anche un meticoloso lavoro di analisi e lettura dell’opera e del degrado: ciascun pezzo passato sotto le nostre mani è stato schedato, sono stati descritti i danni subiti e gli interventi realizzati in passato e quelli da prevedere nel futuro, coadiuvati dalle indagini diagnostiche. Contrariamente a quello che comunemente si è portati a pensare, il restauro è un la-voro scientifico più che artistico».

Quella con l’Istituto Centrale per il Restauro è solo una delle convenzioni che l’arcidiocesi di Camerino e San Severino ha stipulato con enti accademici e formativi. Gli studenti possono così lavorare sul campo, prestando le loro cure a un patrimonio che ne ha estremamente bisogno. Le opere, per contro, finiscono tra le mani dei pochissimi giovani selezionati dall’Istituto.

Foto restauro Istituto restauro MARec x dentro
Nella foto, gli studenti dell'ICR Irene Dies, Daniela Durante, Cheyenne Fabbri, Alessandro Natale, Valentina Serenella. Con loro le docenti, Patrizia Giacomazzi e Serena Sechi

l.c.

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