Punto nascite dell’ospedale “Bartolomeo Eustachio” di San Severino Marche, fissata la data della discussione dei ricorsi presentati dal comune e dal comitato per la tutela e la difesa dell’ospedale. Si andrà in aula il prossimo 18 maggio. A farlo sapere è il comune di San Severino Marche.
La comparizione in Consiglio di Stato rappresenta l’appello dopo la pronuncia del Tribunale amministrativo regionale delle Marche che, nello scorso maggio, aveva respinto i ricorsi presentati ancora da comune e comitato. Ricorsi che chiedono l’annullamento delle determine dell’Asur Marche con cui era stata disposta la chiusura del reparto di ostetricia del Bartolomeo Eustachio nel marzo del 2016. Una battaglia legale che si trascina da anni e che vede impegnati fianco a fianco il comitato per la salvaguardia dell’ospedale settempedano e la stessa amministrazione comunale.
«La chiusura del nostro punto nascite è una gravissima ingiustizia verso il diritto alla salute dei cittadini – sottolinea il sindaco Rosa Piermattei –. Nonostante i numeri fossero dalla nostra parte, con oltre 500 nascite l’anno, e nonostante una legislazione speciale ci desse ragione, con un colpo di spugna una delle eccellenze del territorio è stata cancellata da un atto amministrativo. Avere dei servizi di prossimità, soprattutto quando si parla di sanità, è però indispensabile e questo lo abbiamo compreso bene sia durante l’emergenza terremoto che, ancora di più, durante l’emergenza sanitaria da Covid-19. Noi continueremo a batterci perché questo diritto sia rispettato e speriamo che il Consiglio di Stato ne prenda atto».
A rappresentare il comune sarà l’avvocato Marco Massei, per altro anche presidente dello stesso comitato per la salvaguardia dell’ospedale. Con lui l’avvocato Stefano Filippetti, chiamato a rappresentare invece gli interessi del comitato.
La comparizione in Consiglio di Stato rappresenta l’appello dopo la pronuncia del Tribunale amministrativo regionale delle Marche che, nello scorso maggio, aveva respinto i ricorsi presentati ancora da comune e comitato. Ricorsi che chiedono l’annullamento delle determine dell’Asur Marche con cui era stata disposta la chiusura del reparto di ostetricia del Bartolomeo Eustachio nel marzo del 2016. Una battaglia legale che si trascina da anni e che vede impegnati fianco a fianco il comitato per la salvaguardia dell’ospedale settempedano e la stessa amministrazione comunale.
«La chiusura del nostro punto nascite è una gravissima ingiustizia verso il diritto alla salute dei cittadini – sottolinea il sindaco Rosa Piermattei –. Nonostante i numeri fossero dalla nostra parte, con oltre 500 nascite l’anno, e nonostante una legislazione speciale ci desse ragione, con un colpo di spugna una delle eccellenze del territorio è stata cancellata da un atto amministrativo. Avere dei servizi di prossimità, soprattutto quando si parla di sanità, è però indispensabile e questo lo abbiamo compreso bene sia durante l’emergenza terremoto che, ancora di più, durante l’emergenza sanitaria da Covid-19. Noi continueremo a batterci perché questo diritto sia rispettato e speriamo che il Consiglio di Stato ne prenda atto».
A rappresentare il comune sarà l’avvocato Marco Massei, per altro anche presidente dello stesso comitato per la salvaguardia dell’ospedale. Con lui l’avvocato Stefano Filippetti, chiamato a rappresentare invece gli interessi del comitato.
«Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli»
Carissimi sorelle e fratelli,
le parole proclamate all’inizio della “grande settimana”, nel racconto della Passione dell’evangelista Matteo, hanno una forza evocativa talmente dirompente da renderci, in questo nostro itinerario di fede, contemporanei di Cristo. Esse ci fanno rivivere il Mistero pasquale del Signore Gesù, immettendovi la nostra storia e il nostro presente.
Fare Pasquasignifica per prima cosa celebrare un rito; infatti non possiamo prepararci alla Pasqua pensando di poter fare a meno di quei riti a cui Cristo ha legato la sua grazia e il frutto della sua Pasqua. Eppure, possiamo fare tutto ciò anche senza “fare Pasqua”, cioé possiamo partecipare ad un rito anche senza viverlo e senza lasciarcene trasformare.
Cosa si richiede allora per “fare Pasqua” in verità? Ci è richiesto di compiere un “passaggio”, non tanto un movimento da un posto all’altro, bensì un passaggio da un modo di vivere ad un altro. Il Vangelo ha una parola per esprimere tutto ciò ed è quella con cui abbiamo iniziato la nostra Quaresima: conversione. Questo passaggio - che è conversione, cioè ritorno verso noi stessi - è un metterci in cammino dall’io a Dio, dal peccato alla grazia, da me agli altri, dall’egoismo alla condivisione.
Se entreremo in questa prospettiva coraggiosa, mettendoci in stato di decisione e di conversione davanti a Dio, noi faremo davvero la Pasqua con Cristo. I riti non saranno più solo riti, ma diventeranno realtà viventi, segni e fonti di grazia e ci verrà da esclamare: “È la Pasqua del Signore!”
Anche a noi il “Maestro e Signore”, dice: “farò la Pasqua da te”; ma affinché ciò accada, siamo chiamati a fare della nostra vita una stanza dove il Signore possa sedersi a mensa con noi e donarsi. Chiede a ciascuno di noi qualcosa di molto semplice, ma allo stesso tempo di molto costoso perché ci sta chiedendo accoglienza. Ci manda a dire se siamo disponibili ad offrirgli ospitalità in “casa”, cioè nella nostra vita, accoglienza nella stanza del nostro cuore. E non importa quanto sia grande o in ordine la nostra casa, non importa nemmeno se ne siamo degni, se ne siamo o meno pronti. Poco importa se è una stanza buia o sporca, o se non l’abbiamo addobbata come sarebbe convenuto.
Ciò che conta è la volontà ed il desiderio di fargli spazio perché questa casa - la nostra vita - seppur piena di crepe e scalcinata, diventi Cenacolo, luogo del Suo dono, luogo della Sua presenza, piccola Chiesa perché «Dio abita dove lo facciamo entrare». È solo accogliendo il dono della Pasqua, ossia il dono di un’immensa Vita che si riversa sulle nostre fragili esistenze con il gusto dell’incontro, dell’amicizia e della condivisione, che tutti possiamo diventare portatori di uno sguardo nuovo sul mondo, che finalmente risulti capace di riconoscere e attestare i vari segnali di novità presenti nella storia che è stata redenta dall'Amore Crocifisso.
Concedetemi ora un pensiero per i giovani, per tutti i giovani, ma in modo speciale per quelli che dalle nostre Diocesi, partiranno per Lisbona, il prossimo agosto, per celebrare la Giornata Mondiale della Gioventù. Cari ragazzi, l’icona biblica che vi sta accompagnando in questo cammino è quella della Vergine di Nazareth, madre amorevole la quale, subito dopo l’annunciazione, «si alzò e andò in fretta» (Lc 1,39) dalla cugina Elisabetta, per aiutarla, per condividere con lei la gioia di una nuova vita che stava per nascere.
Il verbo “alzarsi” ha una connotazione squisitamente pasquale: è un’espressione che assume anche il significato di “risorgere”, di “risvegliarsi alla vita”. Ecco, la Pasqua è il segno autentico della Vita nuova, è la primavera dell’esistenza. Quindi per “fare Pasqua”, bisogna mettersi in moto, andare a cercare la vita, la pace, la bellezza. Bisogna anche lasciarsi stupire dall’impensabile, dall’inatteso, dal sorprendente e riconoscere che era tutto ciò che nel profondo sognavi.
Cari giovani, in questo tempo così difficile, segnato da avvenimenti drammatici e dalla violenza della guerra che costringe tanti a scappare con ogni mezzo da luoghi segnati dalla morte e in cui è negata la libertà, è importante allora non lasciarsi rubare il sogno di un futuro possibile e di un mondo nuovo. Non lasciatevi intrappolare dalle reti dell’individualismo, dell’indifferenza e dell’egoismo, ma alzatevi, risvegliatevi e andate incontro agli altri con l’entusiasmo che vi contraddistingue.
Sappiate accogliere la Vita portata nel mondo da Cristo Risorto, che ieri come oggi, è qui per dirvi che, di fronte a chi decide di “amare”, non c’è morte che tenga. E in un mondo che non racconta più la speranza, siate capaci di seminare nella storia attraverso la vostra testimonianza gesti di vita efficaci e gioiosi per offrire il vostro contributo a far germogliare il seme nuovo di quella speranza che caratterizza la vostra naturale apertura alla verità, alla giustizia, alla solidarietà, alla pace. Con la vostra vita, possiate dire al mondo: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te”. Di cuore, benedico i vostri sogni e i vostri passi.
A tutti il mio più sincero augurio di una santa Pasqua, accompagnato dalla preghiera che offrirò al Signore per la pace del mondo e per le necessità che ognuno porta nel suo cuore.
Buona Pasqua a tutti!
(Mt 26,17-19)
Carissimi sorelle e fratelli,
le parole proclamate all’inizio della “grande settimana”, nel racconto della Passione dell’evangelista Matteo, hanno una forza evocativa talmente dirompente da renderci, in questo nostro itinerario di fede, contemporanei di Cristo. Esse ci fanno rivivere il Mistero pasquale del Signore Gesù, immettendovi la nostra storia e il nostro presente.
Fare Pasquasignifica per prima cosa celebrare un rito; infatti non possiamo prepararci alla Pasqua pensando di poter fare a meno di quei riti a cui Cristo ha legato la sua grazia e il frutto della sua Pasqua. Eppure, possiamo fare tutto ciò anche senza “fare Pasqua”, cioé possiamo partecipare ad un rito anche senza viverlo e senza lasciarcene trasformare.
Cosa si richiede allora per “fare Pasqua” in verità? Ci è richiesto di compiere un “passaggio”, non tanto un movimento da un posto all’altro, bensì un passaggio da un modo di vivere ad un altro. Il Vangelo ha una parola per esprimere tutto ciò ed è quella con cui abbiamo iniziato la nostra Quaresima: conversione. Questo passaggio - che è conversione, cioè ritorno verso noi stessi - è un metterci in cammino dall’io a Dio, dal peccato alla grazia, da me agli altri, dall’egoismo alla condivisione.
Se entreremo in questa prospettiva coraggiosa, mettendoci in stato di decisione e di conversione davanti a Dio, noi faremo davvero la Pasqua con Cristo. I riti non saranno più solo riti, ma diventeranno realtà viventi, segni e fonti di grazia e ci verrà da esclamare: “È la Pasqua del Signore!”
Anche a noi il “Maestro e Signore”, dice: “farò la Pasqua da te”; ma affinché ciò accada, siamo chiamati a fare della nostra vita una stanza dove il Signore possa sedersi a mensa con noi e donarsi. Chiede a ciascuno di noi qualcosa di molto semplice, ma allo stesso tempo di molto costoso perché ci sta chiedendo accoglienza. Ci manda a dire se siamo disponibili ad offrirgli ospitalità in “casa”, cioè nella nostra vita, accoglienza nella stanza del nostro cuore. E non importa quanto sia grande o in ordine la nostra casa, non importa nemmeno se ne siamo degni, se ne siamo o meno pronti. Poco importa se è una stanza buia o sporca, o se non l’abbiamo addobbata come sarebbe convenuto.
Ciò che conta è la volontà ed il desiderio di fargli spazio perché questa casa - la nostra vita - seppur piena di crepe e scalcinata, diventi Cenacolo, luogo del Suo dono, luogo della Sua presenza, piccola Chiesa perché «Dio abita dove lo facciamo entrare». È solo accogliendo il dono della Pasqua, ossia il dono di un’immensa Vita che si riversa sulle nostre fragili esistenze con il gusto dell’incontro, dell’amicizia e della condivisione, che tutti possiamo diventare portatori di uno sguardo nuovo sul mondo, che finalmente risulti capace di riconoscere e attestare i vari segnali di novità presenti nella storia che è stata redenta dall'Amore Crocifisso.
Concedetemi ora un pensiero per i giovani, per tutti i giovani, ma in modo speciale per quelli che dalle nostre Diocesi, partiranno per Lisbona, il prossimo agosto, per celebrare la Giornata Mondiale della Gioventù. Cari ragazzi, l’icona biblica che vi sta accompagnando in questo cammino è quella della Vergine di Nazareth, madre amorevole la quale, subito dopo l’annunciazione, «si alzò e andò in fretta» (Lc 1,39) dalla cugina Elisabetta, per aiutarla, per condividere con lei la gioia di una nuova vita che stava per nascere.
Il verbo “alzarsi” ha una connotazione squisitamente pasquale: è un’espressione che assume anche il significato di “risorgere”, di “risvegliarsi alla vita”. Ecco, la Pasqua è il segno autentico della Vita nuova, è la primavera dell’esistenza. Quindi per “fare Pasqua”, bisogna mettersi in moto, andare a cercare la vita, la pace, la bellezza. Bisogna anche lasciarsi stupire dall’impensabile, dall’inatteso, dal sorprendente e riconoscere che era tutto ciò che nel profondo sognavi.
Cari giovani, in questo tempo così difficile, segnato da avvenimenti drammatici e dalla violenza della guerra che costringe tanti a scappare con ogni mezzo da luoghi segnati dalla morte e in cui è negata la libertà, è importante allora non lasciarsi rubare il sogno di un futuro possibile e di un mondo nuovo. Non lasciatevi intrappolare dalle reti dell’individualismo, dell’indifferenza e dell’egoismo, ma alzatevi, risvegliatevi e andate incontro agli altri con l’entusiasmo che vi contraddistingue.
Sappiate accogliere la Vita portata nel mondo da Cristo Risorto, che ieri come oggi, è qui per dirvi che, di fronte a chi decide di “amare”, non c’è morte che tenga. E in un mondo che non racconta più la speranza, siate capaci di seminare nella storia attraverso la vostra testimonianza gesti di vita efficaci e gioiosi per offrire il vostro contributo a far germogliare il seme nuovo di quella speranza che caratterizza la vostra naturale apertura alla verità, alla giustizia, alla solidarietà, alla pace. Con la vostra vita, possiate dire al mondo: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te”. Di cuore, benedico i vostri sogni e i vostri passi.
A tutti il mio più sincero augurio di una santa Pasqua, accompagnato dalla preghiera che offrirò al Signore per la pace del mondo e per le necessità che ognuno porta nel suo cuore.
Buona Pasqua a tutti!
Il Vostro vescovo
+ Francesco
San Severino, manca il pediatra. Borioni (San Severino Futura): «La giunta faccia qualcosa»
31 Mar 2023
Manca il pediatra di base a San Severino e la minoranza in consiglio comunale chiede un pronto intervento alla giunta Piermattei. Quello dei pensionamenti dei professionisti della sanità è un problema che riguarda tutta la regione Marche, ma l’impatto maggiore si vede nell’entroterra. San Severino Marche non fa eccezione. A preoccupare il gruppo consiliare San Severino Futura è la situazione di stallo per il servizio del pediatra di base. Un problema che si trascina da più di un anno dopo il pensionamento della dottoressa Pasquali Coluzzi.
La riorganizzazione dei piccoli pazienti è stata tamponata negli scorsi mesi con lo spostamento presso un pediatra con contratto temporaneo e quindi con la presa in carico da parte dell’unico altro pediatra di stanza in città, la dottoressa Rastelletti. Il sovraccarico di pazienti ha portato la minoranza in consiglio comunale targata San Severino Futura a chiedere una presa di posizione forte al governo cittadino e alla nuova Azienda sanitaria territoriale Macerata. La richiesta è quella del ripristino di un servizio «fondamentale per tutte le famiglie settempedane – sottolinea il capogruppo Francesco Borioni –. È evidente che la dottoressa Rastelletti abbia un sovraccarico di pazienti e sia in grave difficoltà nel compiere il suo lavoro. Nel corso dell’ultimo anno sono state trovate delle soluzioni “ponte”, come l’affidamento dei bambini a un pediatra con contratto a scadenza e poi con la presa in carico da parte di un dottore già in sovraccarico di pazienti. Non solo: alcuni genitori sono stati costretti ad affidare i propri figli, quelli un po’ più grandi, alle cure dei medici di base. Si tratta solamente dello “spostamento” di un problema, visto che anche i medici di famiglia sono pochi e sovraccarichi di lavoro. È fondamentale che si riconosca la situazione di grande difficoltà in cui versano i professionisti sanitari della nostra città, in numero sempre minore e con un carico di pazienti sempre più difficile da gestire. Non è pensabile che un medico di base, alle prese con il proprio lavoro, possa trovarsi a dover prendere in cura anche i bambini. I piccoli pazienti hanno infatti la necessità di essere seguiti con maggiore frequenza, con cure dedicate e con attenzioni che solo uno specialista è in grado di offrire. Oggi i genitori sono costretti ad affrontare viaggi fuori città anche per delle visite di routine e la situazione va assolutamente risolta. Per questo – conclude Borioni – chiediamo all'amministrazione comunale di farsi carico del problema e di sollecitare con urgenza la giunta regionale e i vertici della nuova Ast Macerata per ripristinare il servizio di pediatria di base alle famiglie settempedane».
La riorganizzazione dei piccoli pazienti è stata tamponata negli scorsi mesi con lo spostamento presso un pediatra con contratto temporaneo e quindi con la presa in carico da parte dell’unico altro pediatra di stanza in città, la dottoressa Rastelletti. Il sovraccarico di pazienti ha portato la minoranza in consiglio comunale targata San Severino Futura a chiedere una presa di posizione forte al governo cittadino e alla nuova Azienda sanitaria territoriale Macerata. La richiesta è quella del ripristino di un servizio «fondamentale per tutte le famiglie settempedane – sottolinea il capogruppo Francesco Borioni –. È evidente che la dottoressa Rastelletti abbia un sovraccarico di pazienti e sia in grave difficoltà nel compiere il suo lavoro. Nel corso dell’ultimo anno sono state trovate delle soluzioni “ponte”, come l’affidamento dei bambini a un pediatra con contratto a scadenza e poi con la presa in carico da parte di un dottore già in sovraccarico di pazienti. Non solo: alcuni genitori sono stati costretti ad affidare i propri figli, quelli un po’ più grandi, alle cure dei medici di base. Si tratta solamente dello “spostamento” di un problema, visto che anche i medici di famiglia sono pochi e sovraccarichi di lavoro. È fondamentale che si riconosca la situazione di grande difficoltà in cui versano i professionisti sanitari della nostra città, in numero sempre minore e con un carico di pazienti sempre più difficile da gestire. Non è pensabile che un medico di base, alle prese con il proprio lavoro, possa trovarsi a dover prendere in cura anche i bambini. I piccoli pazienti hanno infatti la necessità di essere seguiti con maggiore frequenza, con cure dedicate e con attenzioni che solo uno specialista è in grado di offrire. Oggi i genitori sono costretti ad affrontare viaggi fuori città anche per delle visite di routine e la situazione va assolutamente risolta. Per questo – conclude Borioni – chiediamo all'amministrazione comunale di farsi carico del problema e di sollecitare con urgenza la giunta regionale e i vertici della nuova Ast Macerata per ripristinare il servizio di pediatria di base alle famiglie settempedane».
Ladri ancora in azione nella sede dell’Assem di San Severino Marche, in località Colotto. Dai magazzini dell’azienda di servizi municipalizzata sono sparite due motoseghe e sono stati saccheggiati i distributori automatici di bevande. Un bottino misero, ma per la seconda volta nel corso di questo primo scorcio di 2023 l’azienda dovrà fare i conti con i danni alle strutture e ai sistemi di sorveglianza. Risale allo scorso gennaio, infatti, un tentativo di furto nei depositi della società partecipata settempedana. In quel caso i ladri erano riusciti a forzare le porte e a mettere fuori uso i dispositivi di allarme, senza però riuscire a trafugare nulla.
È successo tutto nella scorsa notte. Il primo allarme è scattato poco prima della mezzanotte. «I ladri si sono comportati esattamente come nello scorso episodio – spiega Pavio Migliozzi, direttore generale di Assem S.p.a. –. Dapprima hanno fatto scattare l’allarme, attirando l’attenzione della vigilanza privata. Una volta che il clima si è raffreddato, dopo che il metronotte ha terminato il suo controllo, sono tornati in azione intorno all’una di notte».
Una volta forzata una delle porte di accesso ai depositi, i ladri hanno disinnescato il sistema di allarme, tagliando i fili come nello scorso gennaio. Dopodiché hanno portato via con loro «due motoseghe, per un valore di circa un migliaio di euro, e le monete all’interno dei distributori automatici - dice Migliozzi -. Parliamo di una piccola refurtiva, ma rimangono i disagi per i danni patiti dalle porte di accesso ai magazzini e, soprattutto, al sistema di allarme».
È successo tutto nella scorsa notte. Il primo allarme è scattato poco prima della mezzanotte. «I ladri si sono comportati esattamente come nello scorso episodio – spiega Pavio Migliozzi, direttore generale di Assem S.p.a. –. Dapprima hanno fatto scattare l’allarme, attirando l’attenzione della vigilanza privata. Una volta che il clima si è raffreddato, dopo che il metronotte ha terminato il suo controllo, sono tornati in azione intorno all’una di notte».
Una volta forzata una delle porte di accesso ai depositi, i ladri hanno disinnescato il sistema di allarme, tagliando i fili come nello scorso gennaio. Dopodiché hanno portato via con loro «due motoseghe, per un valore di circa un migliaio di euro, e le monete all’interno dei distributori automatici - dice Migliozzi -. Parliamo di una piccola refurtiva, ma rimangono i disagi per i danni patiti dalle porte di accesso ai magazzini e, soprattutto, al sistema di allarme».
Disagi alla circolazione a causa del vento a San Severino Marche. Nelle prime ore della mattinata di oggi, infatti, le forti raffiche che spirano dalla scorsa notte hanno causato la caduta di una quercia in via del Vallato. Intorno alle 7.45 le forze dell'ordine locali sono state chiamate all'intervento insieme all'ufficio manutenzioni, in quanto la caduta dell'albero aveva reso impossibile il transito delle auto. Traffico deviato per qualche ora, fino alle 10 circa, quando gli operai del comune hanno ripristinato la fruibilità della strada. La viabilità è ora tornata normale.
Sono 360 i cantieri della ricostruzione chiusi nella Città di San Severino Marche a seguito del sisma del 2016. Il dato è stato fornito, nelle comunicazioni che hanno aperto l’ultima seduta del Consiglio comunale, dal sindaco Rosa Piermattei.
“Il finanziamento delle pratiche private, di quelle che fanno riferimento agli edifici pubblici e ai luoghi di culto – ha spiegato il primo cittadino settempedano - è di quasi 225 milioni di euro, esattamente 224 milioni 625 mila 467 euro. Solo per la ricostruzione privata la cifra già stanziata è di 218 milioni 652 mila 633 euro. La somma andrà per il recupero di 533 edifici, di cui 270 interessati da interventi di ricostruzione leggera. Altri 100 edifici saranno invece interessati dalla ricostruzione pesante per un importo di 92.321.865,63 euro, 160 dall’ordinanza 100 per un importo di 83.170.312,41 euro e 3 dall’ordinanza 13/2017 per un importo di 1milione76,689,45 euro. In totale sono 1.152 le istruttorie presentate all’ufficio sisma. Di queste, 383 fanno riferimento alla ricostruzione leggera di edifici classificati come B e C con scheda Aedes. Altre 394 sono relative, invece, alla ricostruzione pesante di edifici classificati come E con scheda Aedes. Ulteriori 362 pratiche sono quelle relative alla Ordinanza 100 emanata dal commissario straordinario sisma per facilitare proprio la ricostruzione di immobili danneggiati dalle scosse. Con riferimento alla ricostruzione delle attività produttive, sono 13 le pratiche presentate. Ulteriori 54 richieste hanno interessato, infine, la delocalizzazione sempre delle attività produttive per le quali sono previsti contributi per oltre 700mila euro”.
Dei 360 cantieri già chiusi, 314 sono relativi alla ricostruzione privata, altri 3 alla ricostruzione pubblica e 43 agli interventi su proprietà che hanno fatto ricorso al Sisma Bonus. È di circa 5 milioni di euro, infine, la cifra destinata agli interventi che riguardano gli edifici pubblici. Il comune in questi giorni ha liquidato anche il Cas, il contributo autonoma sistemazione di dicembre. Lo hanno percepito 356 nuclei familiari per un importo di 258mila 970,97 euro.
“Il finanziamento delle pratiche private, di quelle che fanno riferimento agli edifici pubblici e ai luoghi di culto – ha spiegato il primo cittadino settempedano - è di quasi 225 milioni di euro, esattamente 224 milioni 625 mila 467 euro. Solo per la ricostruzione privata la cifra già stanziata è di 218 milioni 652 mila 633 euro. La somma andrà per il recupero di 533 edifici, di cui 270 interessati da interventi di ricostruzione leggera. Altri 100 edifici saranno invece interessati dalla ricostruzione pesante per un importo di 92.321.865,63 euro, 160 dall’ordinanza 100 per un importo di 83.170.312,41 euro e 3 dall’ordinanza 13/2017 per un importo di 1milione76,689,45 euro. In totale sono 1.152 le istruttorie presentate all’ufficio sisma. Di queste, 383 fanno riferimento alla ricostruzione leggera di edifici classificati come B e C con scheda Aedes. Altre 394 sono relative, invece, alla ricostruzione pesante di edifici classificati come E con scheda Aedes. Ulteriori 362 pratiche sono quelle relative alla Ordinanza 100 emanata dal commissario straordinario sisma per facilitare proprio la ricostruzione di immobili danneggiati dalle scosse. Con riferimento alla ricostruzione delle attività produttive, sono 13 le pratiche presentate. Ulteriori 54 richieste hanno interessato, infine, la delocalizzazione sempre delle attività produttive per le quali sono previsti contributi per oltre 700mila euro”.
Dei 360 cantieri già chiusi, 314 sono relativi alla ricostruzione privata, altri 3 alla ricostruzione pubblica e 43 agli interventi su proprietà che hanno fatto ricorso al Sisma Bonus. È di circa 5 milioni di euro, infine, la cifra destinata agli interventi che riguardano gli edifici pubblici. Il comune in questi giorni ha liquidato anche il Cas, il contributo autonoma sistemazione di dicembre. Lo hanno percepito 356 nuclei familiari per un importo di 258mila 970,97 euro.
Danni da maltempo a San Severino tra alberi caduti e frane. Il Potenza osservato speciale
23 Gen 2023E’ la pioggia che sta facendo scattare l’allerta in queste ore nel vastissimo territorio del Comune di San Severino Marche, uno dei più grandi per estensione dell’intera regione.
A causa delle precipitazioni intense si registrano frane sulle strade per le frazioni di Orpiana e Serrone Valle. In mattinata ostruito, dalla caduta di un albero sulla sede stradale, il collegamento con la frazione di Gaglianvecchio.
Per raggiungere l’abitato ci si è dovuti servire di una strada bianca.
Diverse le chiamate all’ufficio manutenzioni del comune che sta intervenendo con operai e mezzi ma anche con l’ausilio di alcune imprese private.
Fango e acqua su diverse strade, in particolare sulla provinciale 127 per Tolentino, all’altezza dell’abitato di Colotto, e sulla statale 361 “Septempedana”, tra Santa Maria della Pieve e Taccoli.
Verrà infine ripristinato molto probabilmente in giornata il guasto all’acquedotto comunale che nella giornata di domenica ha tenuto impegnati tecnici e operai della municipalizzata Assem Spa. A causa delle forti piogge si sono verificati dei movimenti importanti di terreno che hanno danneggiato un tubo all’interno di un pozzetto nei pressi del palazzetto dello sport di viale Mazzini. L’improvvisa perdita d’acqua ha fatto registrare un calo di pressione nella zona alta del rione Uvaiolo. L’Assem ha poi provveduto ad isolare il guasto e a ripristinare temporaneamente la situazione senza disagi particolari per le utenze.
Intanto il fiume Potenza resta osservato speciale. La Protezione Civile, grazie all’opera dei volontari del gruppo comunale settempedano, sta monitorando la situazione anche se per il momento il livello delle acque è sotto quello di guardia.
Dal fondo nazionale per lo sviluppo delle montagne italiane, il Fosmit, in arrivo i fondi per il miglioramento della stabilità della parete rocciosa soprastante il sentiero dell’abbazia di Sant’Eustachio in Domora, nel Comune di San Severino Marche.
Lo stanziamento, per un importo complessivo di 282mila 874,57 euro, permetterà di stabilizzare un versante in frana al di sopra dell’eremo di San Michele Arcangelo, lungo la valle dei Grilli.
A causa del pericolo che incombe su quello che in passato fu un luogo di accoglienza dei viandanti lungo il percorso della via Romano – Lauretana, dal settembre 2019 il percorso verde che passa accanto all’abbazia è stato sbarrato.
Tutta l’area, in gestione all’Unione Montana Potenza Esino Musone, potrà così tornare ad essere frequentata da pellegrini, turisti e appassionati delle camminate all’aria aperta.
Realizzato nell’XI secolo ad opera dei Benedettini, il monastero di Sant’Eustachio in Domora, come detto, fungeva da luogo di accoglienza dei viandanti. La struttura muraria, quasi completamente lapidea, si innesta al masso roccioso che scavato costituisce, con le sue grotte artificiali, l’altra metà della spazialità interna sia della chiesa superiore, sia dei locali sotterranei.
Il fondo nazionale per lo sviluppo delle montagne italiane ha inoltre messo a disposizione dell’Unione Montana Potenza Esino Musone i fondi, per un importo pari a 180mila euro, per il miglioramento della stabilità di un versante sulla strada comunale Colferraio – Poggeto, in località Colletenuto nel Comune di Matelica.
Lo stanziamento, per un importo complessivo di 282mila 874,57 euro, permetterà di stabilizzare un versante in frana al di sopra dell’eremo di San Michele Arcangelo, lungo la valle dei Grilli.
A causa del pericolo che incombe su quello che in passato fu un luogo di accoglienza dei viandanti lungo il percorso della via Romano – Lauretana, dal settembre 2019 il percorso verde che passa accanto all’abbazia è stato sbarrato.
Tutta l’area, in gestione all’Unione Montana Potenza Esino Musone, potrà così tornare ad essere frequentata da pellegrini, turisti e appassionati delle camminate all’aria aperta.
Realizzato nell’XI secolo ad opera dei Benedettini, il monastero di Sant’Eustachio in Domora, come detto, fungeva da luogo di accoglienza dei viandanti. La struttura muraria, quasi completamente lapidea, si innesta al masso roccioso che scavato costituisce, con le sue grotte artificiali, l’altra metà della spazialità interna sia della chiesa superiore, sia dei locali sotterranei.
Il fondo nazionale per lo sviluppo delle montagne italiane ha inoltre messo a disposizione dell’Unione Montana Potenza Esino Musone i fondi, per un importo pari a 180mila euro, per il miglioramento della stabilità di un versante sulla strada comunale Colferraio – Poggeto, in località Colletenuto nel Comune di Matelica.
PUBBLIREDAZIONALE - Al Centro Medico BluGallery di San Severino Marche gli esami per il tuo cuore
29 Dic 2022
Il Centro Medico BluGallery con la sua unica sede a San Severino Marche, da anni è il punto di riferimento per una vasta tipologia di esami diagnostici e per le visite specialistiche, grazie a una strumentazione di ultima generazione e un’equipe medica altamente formata. Con il dottor Federico Crusco, medico radiologo consulente della struttura e con il dottor Umberto Negro, medico chirurgo specialista in radiodiagnostica, approfondiamo due tipologie di esami cardiaci che siamo in grado di effettuare nel nostro centro: la risonanza magnetica cardiaca e la coronaro TC.
La risonanza magnetica cardiaca
«Nota anche come Cardio RM, è una procedura diagnostica cardiaca di II livello focalizzata sul cuore e sui grossi vasi sanguigni. Il nostro Centro si è recentemente dotato di un magnete 1.5 T di ultima generazione, con tecnologia allo stato dell’arte, con software di studio dedicati appositamente per le patologie cardiache. L’esame viene condotto dal medico radiologo, con il supporto del tecnico di radiologia, su indicazione clinica del medico cardiologo, con l’ausilio, durante la somministrazione del Mdc (mezzo di contrasto), del medico anestesista e dell’infermiere professionale».

Il dottor Federico Crusco
Il principio di funzionamento della risonanza magnetica
«Questa tecnica diagnostica consente di ottenere immagini ad alta risoluzione di organi e tessuti tramite campi di induzione magnetica e onde a radiofrequenza, senza l’utilizzo di radiazioni ionizzanti in modo assolutamente non invasivo».
A cosa serve la risonanza magnetica cardiaca
«Grazie a questo tipo di risonanza magnetica, il cuore risulta visibile in ogni parte della sua struttura, con una precisione maggiore rispetto ad altre tipologie di esame, come ad esempio l’ecocardiogramma. Con la metodica si studiano la massa, il volume e la funzionalità del cuore, nonché la motilità delle sue pareti (cinesi cardiaca), la distribuzione del sangue nei suoi tessuti (perfusione) e la sua vitalità, con un’affidabilità elevatissima nei risultati. In particolare, la RMN cardiaca offre un vantaggio prezioso per la diagnosi e il successivo trattamento di una serie di malattie che colpiscono il muscolo cardiaco, consentendo lo studio dell’infarto (acuto / cronico), della fibrosi cardiaca, della pericardite, della miocardite, delle cardiomiopatie (dilatative, ipertrofiche, infiltrative). La RM cardiaca è ad oggi l’unica metodica strumentale che permette di fare una caratterizzazione tissutale delle diverse patologie del miocardio, sostanzialmente tramite la ricerca dell’edema del miocardio e l’enhancement post-Mdc (LGE). Oltre alle patologie del muscolo cardiaco, si ricorre alla Cardio RM per verificare la presenza di: aritmie, malformazioni, masse anomale, trombosi endocavitaria, tumori cardiaci. Inoltre, la RM consente di valutare lo stato delle valvole cardiache, dell’aorta e dei vasi sanguigni polmonari».
Per sapere come si svolge l’esame e cosa bisogna fare prima di una risonanza magnetica cardiaca, se esistono controindicazioni, sarà importante avere una valutazione da uno specialista.
La coronaro TC
«La coronaro TC è un esame tac mirato al cuore. Si effettua esclusivamente dopo la somministrazione del mezzo di contrasto e serve principalmente per lo studio e la valutazione delle arterie coronarie. Viene solitamente prescritto dal cardiologo o dal medico di medicina sportiva ma può essere ovviamente prescritto da tutti i medici, incluso il medico di base. E’ rivolto ai pazienti che hanno avuto un test da sforzo dubbio o debolmente positivo (elettrocardiogramma da sforzo sotto stress) o per controllo di pregressi interventi chirurgici coronarici, persone che hanno effettuato interventi di bypass o hanno posizionato degli stent nelle coronarie, per vedere se sono ancora pervie, o anche in alcuni casi in pazienti che hanno una familiarità molto alta per malattie coronariche. La valutazione è immediata. Prima che i dati acquisiti vengano letti e interpretati, devono essere elaborati in una console con software dedicati, quindi deve essere svolto un rendering. Essendo un esame con mezzo di contrasto, per poterlo effettuare il paziente deve essere a digiuno e deve fare la stessa preparazione di un semplice esame TC con mezzo di contrasto. L'esame è molto veloce, l’acquisizione delle immagini ha una durata di circa 8-10 secondi. Ovviamente per poter effettuare la coronaro TC, è indispensabile un macchinario TC di ultima generazione, soprattutto per ottenere un’alta qualità delle immagini e anche per avere una bassa dose radiante. E’ indispensabile anche la preparazione del personale che deve essere molto qualificato per questo tipo di esame. L'interpretazione delle immagini deve essere valutata da un medico radiologo con molta esperienza. La specificità della coronaro TC è ormai sovrapponibile alla coronarografia, con la differenza che quest’ultimo è un esame assai invasivo per il quale occorre l’ospedalizzazione».

Il dottor Umberto Negro
Abbiamo predisposto degli speciali pacchetti cardiologici. Chiamaci o contattaci per mail per prenotare il tuo percorso. Questi sono alcuni dei nostri servizi medici specialistici.Se vuoi saperne di più sulla tipologia di esami che si possono effettuare nel nostro Centro, i nostri operatori saranno pronti a rispondere alle tue domande.
(+39) 0733 639051
info @centromedicoblugallery.it
Siamo a San Severino Marche in Via F. Ferranti, 41, Zona Industriale Taccoli
La risonanza magnetica cardiaca
«Nota anche come Cardio RM, è una procedura diagnostica cardiaca di II livello focalizzata sul cuore e sui grossi vasi sanguigni. Il nostro Centro si è recentemente dotato di un magnete 1.5 T di ultima generazione, con tecnologia allo stato dell’arte, con software di studio dedicati appositamente per le patologie cardiache. L’esame viene condotto dal medico radiologo, con il supporto del tecnico di radiologia, su indicazione clinica del medico cardiologo, con l’ausilio, durante la somministrazione del Mdc (mezzo di contrasto), del medico anestesista e dell’infermiere professionale».

Il dottor Federico Crusco
Il principio di funzionamento della risonanza magnetica
«Questa tecnica diagnostica consente di ottenere immagini ad alta risoluzione di organi e tessuti tramite campi di induzione magnetica e onde a radiofrequenza, senza l’utilizzo di radiazioni ionizzanti in modo assolutamente non invasivo».
A cosa serve la risonanza magnetica cardiaca
«Grazie a questo tipo di risonanza magnetica, il cuore risulta visibile in ogni parte della sua struttura, con una precisione maggiore rispetto ad altre tipologie di esame, come ad esempio l’ecocardiogramma. Con la metodica si studiano la massa, il volume e la funzionalità del cuore, nonché la motilità delle sue pareti (cinesi cardiaca), la distribuzione del sangue nei suoi tessuti (perfusione) e la sua vitalità, con un’affidabilità elevatissima nei risultati. In particolare, la RMN cardiaca offre un vantaggio prezioso per la diagnosi e il successivo trattamento di una serie di malattie che colpiscono il muscolo cardiaco, consentendo lo studio dell’infarto (acuto / cronico), della fibrosi cardiaca, della pericardite, della miocardite, delle cardiomiopatie (dilatative, ipertrofiche, infiltrative). La RM cardiaca è ad oggi l’unica metodica strumentale che permette di fare una caratterizzazione tissutale delle diverse patologie del miocardio, sostanzialmente tramite la ricerca dell’edema del miocardio e l’enhancement post-Mdc (LGE). Oltre alle patologie del muscolo cardiaco, si ricorre alla Cardio RM per verificare la presenza di: aritmie, malformazioni, masse anomale, trombosi endocavitaria, tumori cardiaci. Inoltre, la RM consente di valutare lo stato delle valvole cardiache, dell’aorta e dei vasi sanguigni polmonari».
Per sapere come si svolge l’esame e cosa bisogna fare prima di una risonanza magnetica cardiaca, se esistono controindicazioni, sarà importante avere una valutazione da uno specialista.
La coronaro TC
«La coronaro TC è un esame tac mirato al cuore. Si effettua esclusivamente dopo la somministrazione del mezzo di contrasto e serve principalmente per lo studio e la valutazione delle arterie coronarie. Viene solitamente prescritto dal cardiologo o dal medico di medicina sportiva ma può essere ovviamente prescritto da tutti i medici, incluso il medico di base. E’ rivolto ai pazienti che hanno avuto un test da sforzo dubbio o debolmente positivo (elettrocardiogramma da sforzo sotto stress) o per controllo di pregressi interventi chirurgici coronarici, persone che hanno effettuato interventi di bypass o hanno posizionato degli stent nelle coronarie, per vedere se sono ancora pervie, o anche in alcuni casi in pazienti che hanno una familiarità molto alta per malattie coronariche. La valutazione è immediata. Prima che i dati acquisiti vengano letti e interpretati, devono essere elaborati in una console con software dedicati, quindi deve essere svolto un rendering. Essendo un esame con mezzo di contrasto, per poterlo effettuare il paziente deve essere a digiuno e deve fare la stessa preparazione di un semplice esame TC con mezzo di contrasto. L'esame è molto veloce, l’acquisizione delle immagini ha una durata di circa 8-10 secondi. Ovviamente per poter effettuare la coronaro TC, è indispensabile un macchinario TC di ultima generazione, soprattutto per ottenere un’alta qualità delle immagini e anche per avere una bassa dose radiante. E’ indispensabile anche la preparazione del personale che deve essere molto qualificato per questo tipo di esame. L'interpretazione delle immagini deve essere valutata da un medico radiologo con molta esperienza. La specificità della coronaro TC è ormai sovrapponibile alla coronarografia, con la differenza che quest’ultimo è un esame assai invasivo per il quale occorre l’ospedalizzazione».

Il dottor Umberto Negro
Abbiamo predisposto degli speciali pacchetti cardiologici. Chiamaci o contattaci per mail per prenotare il tuo percorso. Questi sono alcuni dei nostri servizi medici specialistici.Se vuoi saperne di più sulla tipologia di esami che si possono effettuare nel nostro Centro, i nostri operatori saranno pronti a rispondere alle tue domande.
(+39) 0733 639051
info @centromedicoblugallery.it
Siamo a San Severino Marche in Via F. Ferranti, 41, Zona Industriale Taccoli
