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La ricostruzione post terremoto a Gagliole viaggia veloce. La Giunta comunale ha approvato la delibera per il progetto esecutivo e l'affidamento dei lavori relativi al recupero e alla valorizzazione della Grotta sottostante la Rocca dei Varano.
"Con questo progetto - dichiara il sindaco Sandro Botticcelli - riportiamo alla luce una Grotta antica, utilizzata da chi abitava l'antico castello, nella quale collocheremo un punto di informazione turistica e una sala per mostre. L'importo dei lavori, di poco superiore ai 110 mila euro, è stato finanziato dal Gal Sibilla grazie al secondo posto che come comune abbiamo ottenuto partecipando al relativo bando lo scorso anno. Si tratta di un progetto di forte valenza turistica, che tende a conservare, all'interno delle mura castellane, l'originaria ambientazione storica a disposizione dei visitatori".
Non solo il recupero della Grotta, ma anche lavori di sistemazione del centro storico che l'amministyrazione comunale completerà nei prossimi 2 anni per riportare all'antico splendore il borgo medievale ferito dal terremoto.

f.u.
"Con questo progetto - dichiara il sindaco Sandro Botticcelli - riportiamo alla luce una Grotta antica, utilizzata da chi abitava l'antico castello, nella quale collocheremo un punto di informazione turistica e una sala per mostre. L'importo dei lavori, di poco superiore ai 110 mila euro, è stato finanziato dal Gal Sibilla grazie al secondo posto che come comune abbiamo ottenuto partecipando al relativo bando lo scorso anno. Si tratta di un progetto di forte valenza turistica, che tende a conservare, all'interno delle mura castellane, l'originaria ambientazione storica a disposizione dei visitatori".
Non solo il recupero della Grotta, ma anche lavori di sistemazione del centro storico che l'amministyrazione comunale completerà nei prossimi 2 anni per riportare all'antico splendore il borgo medievale ferito dal terremoto.

f.u.
Un rinvio forse non previsto, ma che di certo non costituisce una rinuncia. La corsa automobilistica in salita Sarnano - Sassotetto, valida come Trofeo Scarfiotti" si svolgerà nel fine settimana da venerdi 21 a domenica 23 maggio, anzichè come previsto dal 30 aprile al 1 maggio. Sarà la prima prova del Campionato Italiano di Velocità in Montagna e la seconda prova del CIVSA per auto storiche.
La situazione sanitaria ancora incerta a causa della pandemia ha portato lo staff organizzatore composto dall’Automobile Club Macerata, dall’Associazione Sportiva AC Macerata e dal Comune di Sarnano, a seguito di un confronto con le autorità locali, a scegliere il rinvio per affrontare l’evento con auspicabili minori problematiche. Pur con il rispetto di tutti i protocolli necessari si è preferito limitare il più possibile il rischio di contagi, collocando l’evento in un periodo che con buona probabilità potrà avere il conforto di una curva calante del problema, assieme agli innegabili vantaggi della campagna vaccinale avviata in tutta la penisola.
Continua quindi il lavoro di avvicinamento dello staff organizzatore che sta curando nel migliore dei modi il rispetto dei protocolli nell’area paddock, che per questa edizione è stata decentrata il più possibile.
C’è particolare attesa tra piloti ed addetti ai lavori per il nuovo percorso di gara allungato che vedrà i protagonisti sfidarsi ora lungo circa 10 km dalle caratteristiche tecniche e spettacolari davvero uniche, nello scenario dei Monti Sibillini.
Al più presto verranno rese note le caratteristiche del nuovo percorso e del programma di gara, che sarà basato venerdi 21 maggio sulle verifiche, sabato 22 maggio sulle prove ufficiali (due salite) e domenica 23 maggio sulla gara in salita unica.
f.u.
La situazione sanitaria ancora incerta a causa della pandemia ha portato lo staff organizzatore composto dall’Automobile Club Macerata, dall’Associazione Sportiva AC Macerata e dal Comune di Sarnano, a seguito di un confronto con le autorità locali, a scegliere il rinvio per affrontare l’evento con auspicabili minori problematiche. Pur con il rispetto di tutti i protocolli necessari si è preferito limitare il più possibile il rischio di contagi, collocando l’evento in un periodo che con buona probabilità potrà avere il conforto di una curva calante del problema, assieme agli innegabili vantaggi della campagna vaccinale avviata in tutta la penisola.
Continua quindi il lavoro di avvicinamento dello staff organizzatore che sta curando nel migliore dei modi il rispetto dei protocolli nell’area paddock, che per questa edizione è stata decentrata il più possibile.
C’è particolare attesa tra piloti ed addetti ai lavori per il nuovo percorso di gara allungato che vedrà i protagonisti sfidarsi ora lungo circa 10 km dalle caratteristiche tecniche e spettacolari davvero uniche, nello scenario dei Monti Sibillini.
Al più presto verranno rese note le caratteristiche del nuovo percorso e del programma di gara, che sarà basato venerdi 21 maggio sulle verifiche, sabato 22 maggio sulle prove ufficiali (due salite) e domenica 23 maggio sulla gara in salita unica.
f.u.
Marche: ipotesi riaperture in "zona gialla"
16 Apr 2021
Nel momento in cui il Governatore Francesco Acquaroli annuncia che anche per la prossima settimana le Marche saranno in zona arancione, l'attenzione si sposta già a venerdì 23 aprile quando l'esito del monitoraggio potrebbe significare, qualora la regione riesca ad ottenere il colore giallo, la riapertura delle attività che ormai da troppo tempo sono ferme.
La data del 23 aprile, infatti, è stata fissata dal premier Draghi e dal ministro della salute Speranza per stabilire la riapertura in zona gialla soprattutto delle attività di ristorazione a partire da lunedì 26 aprile, facendo così "respirare" gli operatori economici nel week end del 1 maggio.
In particolare, secondo quando comunicato dal presidente del consiglio e dal ministro nelle zone gialle riapriranno sia a pranzo che a cena i ristoranti che hanno spazi all'aperto, così come sarà possibile tornare a praticare sport all'aperto e assistere a spettacoli, sempre all'aperto o anche al chiuso sia pure con limitazioni.
Prevista anche la totale riapertura in presenza di scuole e università, sia in zona gialla che arancione, mentre saranno consentiti spostamenti tra regioni gialle o con speciali pass qualora il territorio regionale si trovi ancora "colorato" di arancione.
Nella fase di transizione, infine, riapriranno dal 15 maggio le piscine all'aperto, dal 1 giugno le palestre e dal 1 luglio sarà possibile tornare a svolgere le attività fieristiche.
f.u.
La data del 23 aprile, infatti, è stata fissata dal premier Draghi e dal ministro della salute Speranza per stabilire la riapertura in zona gialla soprattutto delle attività di ristorazione a partire da lunedì 26 aprile, facendo così "respirare" gli operatori economici nel week end del 1 maggio.
In particolare, secondo quando comunicato dal presidente del consiglio e dal ministro nelle zone gialle riapriranno sia a pranzo che a cena i ristoranti che hanno spazi all'aperto, così come sarà possibile tornare a praticare sport all'aperto e assistere a spettacoli, sempre all'aperto o anche al chiuso sia pure con limitazioni.
Prevista anche la totale riapertura in presenza di scuole e università, sia in zona gialla che arancione, mentre saranno consentiti spostamenti tra regioni gialle o con speciali pass qualora il territorio regionale si trovi ancora "colorato" di arancione.
Nella fase di transizione, infine, riapriranno dal 15 maggio le piscine all'aperto, dal 1 giugno le palestre e dal 1 luglio sarà possibile tornare a svolgere le attività fieristiche.
f.u.
San Severino attende il ritorno del Pomarancio
16 Apr 2021
Il Pomarancio torna a casa. C’è una data, quella del 28 aprile, per l’atteso rientro della preziosa opera d’arte, uno dei capolavori di Cristoforo Roncalli, nella chiesa di San Rocco.
Ad annunciare il rientro a San Severino Marche della tela la “La Beata Vergine Maria col Bambino e i Santi Rocco e Severino” è stato il sindaco, Rosa Piermattei, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale.
L’opera venne requisita dal governo napoleonico nel lontano 1811 per essere portata a Milano e, infine, nella chiesa di Santo Stefano di Osnago. Nel dicembre dello scorso anno la tela da qui era stata trasferita verso un laboratorio specializzato, con sede nel capoluogo lombardo, per un restauro conservativo. Al tempo stesso dalla chiesa di San Rocco era stata smontata anche la cornice che per anni ha incorniciato l’opera. Sottoposta anch’essa al restauro farà ritorno nel luogo di fede dopo essere rimontata nel punto esatto dov’era collocata da Emanuele Ticà, titolare della bottega Mastro T di San Severino Marche che ha eseguito i lavori per la sua conservazione affidati alla Imper Tecno Srl di Roma, società specializzata nel recupero di opere d’arte e diretta da Cecilia Bartoli.

Il Comune di San Severino Marche ha lanciato nei mesi scorsi una campagna di fundraising tra enti, associazioni e privati per riportare a casa il Pomarancio stipulando una convenzione con la Pinacoteca di Brera e la Arcidiocesi, destinata a regolare le condizioni per il trasferimento, il deposito, la custodia e la valorizzazione della prezioso gioiello d’arte.
Tutte le donazioni effettuate, in quanto erogazioni liberali, saranno detraibili fiscalmente dalla dichiarazione dei redditi.
Si deve all’Arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche l’idea di chiedere, e ottenere dalla Pinacoteca di Brera e dalle Sovrintendenze per i beni architettonici e artistici competenti, il trasferimento proprio presso la chiesa di San Rocco del prezioso capolavoro d’arte attribuita al Roncalli.
Ad annunciare il rientro a San Severino Marche della tela la “La Beata Vergine Maria col Bambino e i Santi Rocco e Severino” è stato il sindaco, Rosa Piermattei, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale.
L’opera venne requisita dal governo napoleonico nel lontano 1811 per essere portata a Milano e, infine, nella chiesa di Santo Stefano di Osnago. Nel dicembre dello scorso anno la tela da qui era stata trasferita verso un laboratorio specializzato, con sede nel capoluogo lombardo, per un restauro conservativo. Al tempo stesso dalla chiesa di San Rocco era stata smontata anche la cornice che per anni ha incorniciato l’opera. Sottoposta anch’essa al restauro farà ritorno nel luogo di fede dopo essere rimontata nel punto esatto dov’era collocata da Emanuele Ticà, titolare della bottega Mastro T di San Severino Marche che ha eseguito i lavori per la sua conservazione affidati alla Imper Tecno Srl di Roma, società specializzata nel recupero di opere d’arte e diretta da Cecilia Bartoli.

Il Comune di San Severino Marche ha lanciato nei mesi scorsi una campagna di fundraising tra enti, associazioni e privati per riportare a casa il Pomarancio stipulando una convenzione con la Pinacoteca di Brera e la Arcidiocesi, destinata a regolare le condizioni per il trasferimento, il deposito, la custodia e la valorizzazione della prezioso gioiello d’arte.
Tutte le donazioni effettuate, in quanto erogazioni liberali, saranno detraibili fiscalmente dalla dichiarazione dei redditi.
Si deve all’Arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche l’idea di chiedere, e ottenere dalla Pinacoteca di Brera e dalle Sovrintendenze per i beni architettonici e artistici competenti, il trasferimento proprio presso la chiesa di San Rocco del prezioso capolavoro d’arte attribuita al Roncalli.
“Il comunicato di Asur Marche Area Vasta 3, diramato a chiarimento delle motivazioni sottese alla pubblicazione dell’avviso di mobilità interna per i soli ospedali di Civitanova Marche e Macerata, oltre che imbarazzante per la sua inconsistenza, appare disarmante per la vaghezza e la genericità dei contenuti e per la sua contraddittorietà intrinseca al punto da far dubitare della sua riconducibilità alla direttrice di Area Vasta atteso che non ne reca neppure la firma”.
Parole dure quelle del sindaco di Camerino Sandro Sborgia a commento della nota diramata dalla stessa Azienda Sanitaria dopo le esternazioni del primo cittadino camerte che aveva parlato di un disegno volto ad un “lento e silenzioso svuotamento dei servizi sanitari nell’entroterra.
“Un manifesto di buone intenzioni che cerca maldestramente di giustificare quello che si percepisce come solo uno dei molteplici atti idonei e diretti in modo non equivoco a un vera e propria operazione di svuotamento del personale medico del presidio ospedaliero camerte – continua il sindaco Sborgia - Ammesso che provenga dalla direzione generale, nella risposta formulata non e’ infatti offerta alcuna spiegazione circa l’incomprensibile esclusione del nosocomio camerte dalla procedura di mobilità. In sostanza viene offerta ai medici di Camerino la possibilità di essere destinati presso i nosocomi di Macerata e Civitanova, ma non è offerta ad altri sanitari di poter scegliere l’ospedale di Camerino. Appare veramente paradossale, oltre che offensivo delle intelligenze dei cittadini, per un verso affermare che “l’intenzione dell’azienda e della giunta regionale sia quella di potenziare le strutture dell’entroterra” per poi emanare un atto amministrativo che va nella direzione esattamente opposta. Il manifesto delle buone intenzioni è drammaticamente smentito dagli effetti concreti che quel provvedimento potrebbe produrre: spiegassero la direttrice di Area Vasta e la Giunta regionale ai cittadini non solo dell’entroterra, il perchè l’avviso di mobilità non comprende l’ospedale di Camerino; spiegassero la direttrice di Area Vasta e la Giunta regionale come intendono potenziare l’ospedale di Camerino quando il provvedimento consente solo la fuoriuscita da Camerino e non l’ingresso per l’ospedale camerte; spiegassero la Giunta regionale e la direttrice di Area Vasta in quale atto concreto si realizzi lo sbandierato “…piano di supporto per non lasciare sguarnita la struttura mantenendo l’attuale organico”. Ricordiamo che ad oggi, a distanza di mesi dalla fuoriuscita del dottor Di Palma, nonostante le promesse fatte, il reparto di ortopedia può contare su una sola unità di dirigente medico in servizio”.
“Ci si astiene dal commentare sia l’eloquente silenzio dell’assessore Saltamartini che le altrettante imbarazzanti quanto vuote esternazioni dei due consiglieri regionali Pasqui e Marinelli, i quali nulla sanno dire di fronte alla realtà dei fatti che, a questo punto, si ritiene persino sconoscano – conclude Sborgia - A questi ultimi un’esortazione ad abbandonare la politica degli slogan e delle chiacchiere ponendosi finalmente e concretamente al fianco delle persone in difficoltà; a interessarsi delle questioni che riguardano la difesa del loro territorio onorando gli impegni assunti con la cittadinanza”.
Parole dure quelle del sindaco di Camerino Sandro Sborgia a commento della nota diramata dalla stessa Azienda Sanitaria dopo le esternazioni del primo cittadino camerte che aveva parlato di un disegno volto ad un “lento e silenzioso svuotamento dei servizi sanitari nell’entroterra.
“Un manifesto di buone intenzioni che cerca maldestramente di giustificare quello che si percepisce come solo uno dei molteplici atti idonei e diretti in modo non equivoco a un vera e propria operazione di svuotamento del personale medico del presidio ospedaliero camerte – continua il sindaco Sborgia - Ammesso che provenga dalla direzione generale, nella risposta formulata non e’ infatti offerta alcuna spiegazione circa l’incomprensibile esclusione del nosocomio camerte dalla procedura di mobilità. In sostanza viene offerta ai medici di Camerino la possibilità di essere destinati presso i nosocomi di Macerata e Civitanova, ma non è offerta ad altri sanitari di poter scegliere l’ospedale di Camerino. Appare veramente paradossale, oltre che offensivo delle intelligenze dei cittadini, per un verso affermare che “l’intenzione dell’azienda e della giunta regionale sia quella di potenziare le strutture dell’entroterra” per poi emanare un atto amministrativo che va nella direzione esattamente opposta. Il manifesto delle buone intenzioni è drammaticamente smentito dagli effetti concreti che quel provvedimento potrebbe produrre: spiegassero la direttrice di Area Vasta e la Giunta regionale ai cittadini non solo dell’entroterra, il perchè l’avviso di mobilità non comprende l’ospedale di Camerino; spiegassero la direttrice di Area Vasta e la Giunta regionale come intendono potenziare l’ospedale di Camerino quando il provvedimento consente solo la fuoriuscita da Camerino e non l’ingresso per l’ospedale camerte; spiegassero la Giunta regionale e la direttrice di Area Vasta in quale atto concreto si realizzi lo sbandierato “…piano di supporto per non lasciare sguarnita la struttura mantenendo l’attuale organico”. Ricordiamo che ad oggi, a distanza di mesi dalla fuoriuscita del dottor Di Palma, nonostante le promesse fatte, il reparto di ortopedia può contare su una sola unità di dirigente medico in servizio”.
“Ci si astiene dal commentare sia l’eloquente silenzio dell’assessore Saltamartini che le altrettante imbarazzanti quanto vuote esternazioni dei due consiglieri regionali Pasqui e Marinelli, i quali nulla sanno dire di fronte alla realtà dei fatti che, a questo punto, si ritiene persino sconoscano – conclude Sborgia - A questi ultimi un’esortazione ad abbandonare la politica degli slogan e delle chiacchiere ponendosi finalmente e concretamente al fianco delle persone in difficoltà; a interessarsi delle questioni che riguardano la difesa del loro territorio onorando gli impegni assunti con la cittadinanza”.
Finanziamenti a tasso zero per le imprese del cratere. Castelli: "Ulteriore linfa per il rilancio"
16 Apr 2021
Un'ulteriore opportunità per le piccole e medie imprese già presenti nei comuni terremotati la firma da parte del Commissario Straordinario alla Ricostruzione Giovanni Legnini del Decreto 159 del 13 aprile che approva la modulistica relativa alla presentazione di nuove domande per agevolazioni destinate alle imprese colpite dal sisma del 2016.
“È un’ulteriore linfa per il rilancio socio-economico del cratere che conferma, ancora una volta, l’attenzione del Commissario Legnini a dare pronte risposte alle imprese terremotate”, il commento dell'assessore regionale Guido Castelli.
In particolare, si tratta di finanziamenti a tasso zero per investimenti di micro, piccole e medie imprese già presenti nei comuni terremotati sulla base delle misure previste dall’articolo 24 del Dl 189/2016. I finanziamenti, rimborsabili in dieci anni con un periodo di 3 anni di preammortamento, saranno a copertura del 100% degli investimenti fino ad un massimo di 30mila Euro e attingeranno all’incremento di 300 milioni di Euro previsto per il 2021 dall’articolo 57 del Decreto Agosto (Dl 104/2020) per il Fondo per le emergenze nazionali. A gestire i fondi sarà Invitalia, in base alla convenzione dello scorso gennaio con il Mise e lo stesso Commissario.
“Una misura importante per sostenere il ripristino e il riavvio di quelle attività economiche che hanno contribuito a creare negli anni il tessuto produttivo delle zone oggi terremotate e per le quali il sisma si è abbattuto come un ‘cigno nero’, dopo la crisi del 2009, mettendo a repentaglio intere filiere” sono le parole dell’Assessore Castelli. “La collaborazione tra Invitalia, Ministero e Commissario, unita alla sempre più esigenza di operare in deroga attraverso decreti e ordinanze commissariali, sta consentendo e consente di intervenire in maniera diretta e veloce per aiutare la ripresa socio-economica delle zone terremotate” aggiunge.
“Ho sempre pensato – conclude Castelli – che bisogna percorrere un doppio binario per il rilancio delle zone colpite dal sisma, capace di abbinare due tipi di ricostruzione: quella materiale e fisica, pubblica e privata, e quella immateriale ma strutturale relativa al tessuto produttivo locale. Senza casa e senza lavoro il Cratere non riparte”.
Il Decreto commissariale ha fissato come termine iniziale per la presentazione delle domande il 14 giugno 2021 (ore 10), mentre il relativo Avviso verrà pubblicato a giorni dalla Regione sul proprio sito istituzionale.
“È un’ulteriore linfa per il rilancio socio-economico del cratere che conferma, ancora una volta, l’attenzione del Commissario Legnini a dare pronte risposte alle imprese terremotate”, il commento dell'assessore regionale Guido Castelli.
In particolare, si tratta di finanziamenti a tasso zero per investimenti di micro, piccole e medie imprese già presenti nei comuni terremotati sulla base delle misure previste dall’articolo 24 del Dl 189/2016. I finanziamenti, rimborsabili in dieci anni con un periodo di 3 anni di preammortamento, saranno a copertura del 100% degli investimenti fino ad un massimo di 30mila Euro e attingeranno all’incremento di 300 milioni di Euro previsto per il 2021 dall’articolo 57 del Decreto Agosto (Dl 104/2020) per il Fondo per le emergenze nazionali. A gestire i fondi sarà Invitalia, in base alla convenzione dello scorso gennaio con il Mise e lo stesso Commissario.
“Una misura importante per sostenere il ripristino e il riavvio di quelle attività economiche che hanno contribuito a creare negli anni il tessuto produttivo delle zone oggi terremotate e per le quali il sisma si è abbattuto come un ‘cigno nero’, dopo la crisi del 2009, mettendo a repentaglio intere filiere” sono le parole dell’Assessore Castelli. “La collaborazione tra Invitalia, Ministero e Commissario, unita alla sempre più esigenza di operare in deroga attraverso decreti e ordinanze commissariali, sta consentendo e consente di intervenire in maniera diretta e veloce per aiutare la ripresa socio-economica delle zone terremotate” aggiunge.
“Ho sempre pensato – conclude Castelli – che bisogna percorrere un doppio binario per il rilancio delle zone colpite dal sisma, capace di abbinare due tipi di ricostruzione: quella materiale e fisica, pubblica e privata, e quella immateriale ma strutturale relativa al tessuto produttivo locale. Senza casa e senza lavoro il Cratere non riparte”.
Il Decreto commissariale ha fissato come termine iniziale per la presentazione delle domande il 14 giugno 2021 (ore 10), mentre il relativo Avviso verrà pubblicato a giorni dalla Regione sul proprio sito istituzionale.
Circa un terzo degli ettari coltivati in provincia di Macerata è biologico mentre in campo sono circa 900 le aziende agricole che se ne occupano. Numeri che sottolineano una spiccata vocazione maceratese verso un metodo di coltura certificato e sempre più apprezzato dai consumatori, , a giudicare dai 3,3 miliardi di euro di consumi, secondo Coldiretti su dati Ismea, nel 2020. Per incentivare ulteriormente la schiera degli agricoltori che si affacciano a questa pratica Coldiretti Macerata ha pensato a corsi formativi online. In particolare sono stati promossi due webinar. Il primo, dedicato a “Valutazioni preliminari e periodo di conversione per una scelta consapevole” si terrà lunedì 19 aprile alle 14.30, mentre il secondo dal tema “La corretta gestione del sistema informatico e documentale nel biologico” sarà in diretta web giovedì 22 sempre alle 14.30. Questi due seminari informativi sono stati organizzati nell’ambito delle azioni informative per il miglioramento economico delle aziende agricole e forestali all’interno del Psr Marche. In provincia di Macerata sono circa 33mila gli ettari coltivati a biologico. In costante aumento nel tempo. Tra questi anche aziende che fanno la vendita diretta dei loro prodotti aziendali (quasi la metà di quelle di Campagna Amica, ad esempio) e anche agriturismi (circa il 10% del totale maceratese). Una strada che la provincia di Macerata ha intrapreso da anni, che ora viene indicata anche dal Green Deal europeo e dagli obiettivi del Farm To Fork (25% delle superfici agricole in biologico entro il 2030) e che vedrà la aziende agricole maceratesi grandi protagoniste nel percorso di costituzione del Distretto Biologico unico della Regione Marche. “Già 20 anni fa, in largo anticipo rispetto alle indicazioni europeo, nascevano le prime aziende biologiche maceratesi – spiega Francesco Fucili, presidente di Coldiretti Macerata – Erano soprattutto realtà zootecniche dell’entroterra, legate alla linea vacca-vitello che non avevano mai utilizzato presidi chimici nella gestione dei pascoli. Le stesse hanno poi iniziato a coltivare cereali, in rotazione con i foraggi a supporto sempre degli allevamenti, un pilastro fondamentale per il biologico. Negli anni, insieme al trend di mercato, sono aumentate anche le aziende agricole di altri settori: orticoltura, vitivinicoltura e olivicoltura. La nostra, insomma, è una provincia che ha vocazione storica e che sta assistendo alla nascita di tante filiere interessanti”. Ultima ma graditissima arrivata, la filiera della barbabietola da zucchero biologica: negli ultimi tre anni, grazie a Coldiretti, Filiera Italia e Consorzi Agrari d’Italia, nella provincia maceratese si sono sviluppati circa 275 ettari bio, raddoppiati in appena un anno e più della metà dei terreni marchigiani dedicati a questa coltura.
c.c.
c.c.
Un incidente stradale si è verificato nel primo pomeriggio a San Severino Marche, in località Colotto. Per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri e della polizia locale, giunti sul posto insieme alla squadra dei vigili del fuoco di Tolentino e ai sanitari del 118, due auto, entrmbe condotte da due ragazze del luogo, si sono scontrate frontalmente.
Le due ragazze, rimaste ferite nello scontro, sono state trasportate al pronto soccorso per ricevere le cure del caso, mentre i pompieri hanno provveduto a mettere in sicurezza l'area dell'incidente.
f.u.
Le due ragazze, rimaste ferite nello scontro, sono state trasportate al pronto soccorso per ricevere le cure del caso, mentre i pompieri hanno provveduto a mettere in sicurezza l'area dell'incidente.
f.u.
Operativo da stamattina e aperto anche nella giornata di domani il centro vaccinazioni alle Terme Santa Lucia di Tolentino. Passi avanti importanti nella campagna vaccinale: l’hub, voluto dalla città di Tolentino in ragione delle sue dimensioni e della sua popolazione, si inserisce in un percorso di collaborazione tra le istituzioni per accelerare al massimo il ritorno alla normalità.
Unica via per ottenerla, secondo il presidente dell’ASSM Stefano Gobbi, terminare la campagna vaccinale: “Grazie all’idea dell’Associazione Terme delle Marche e dell’assessorato alla sanità regionale, oltre che del sindaco Pezzanesi e del direttore di AV3 Daniela Corsi, da oggi siamo operativi. Procederemo in stretta collaborazione con l’Asur, che giorno dopo giorno ci comunicherà la lista dei soggetti da vaccinare. Solo portando avanti questa campagna il più velocemente possibile potremo riaprire e tornare alla normalità. Tutti noi dobbiamo fare la nostra parte: la nostra disponibilità nasce dal fatto che fosse necessario avere un centro vaccinale in città”.
Il presidente dell’Associazione Terme delle Marche, Fabrizio Scoccia, ha sottolineato l’importanza che rivestiranno nei prossimi mesi i centri termali “convertiti” ad hub vaccinali, come le Terme San Giacomo di Sarnano e, appunto, quelle di Santa Lucia: “Le strutture termali stanno dando il loro contributo nella lotta alla pandemia: questo fa parte della politica delle terme, ovvero essere partecipi sul territorio a supporto del sistema sanitario. È una politica che si sta portando avanti da tempo, anche da prima della pandemia, come nel caso dei percorsi riabilitativi offerti sia dalle strutture termali di Sarnano che di Tolentino. Le stazioni termali sono pronte a dare una mano al processo di riqualificazione della sanità del territorio.
Anche il sindaco Giuseppe Pezzanesi ha sottolineato la necessità assoluta di avere a disposizione per Tolentino un centro di vaccinazione dedicato: “Una citta come Tolentino, la terza in ordine di grandezza della provincia, non poteva non avere un centro vaccinazioni. L’hub alle Terme di Santa lucia è un segnale di crescita per la città ed era il sito più indicato, visto che dopo il sisma siamo ancora sprovvisti di un ospedale”.
Il centro, come spiegato da Pezzanesi, potrà inoculare in questo fine settimana un numero prossimo ai 130 vaccini quotidiani per poi, con il passare dei giorni, tentare aumentare il regime.
l.c.
Unica via per ottenerla, secondo il presidente dell’ASSM Stefano Gobbi, terminare la campagna vaccinale: “Grazie all’idea dell’Associazione Terme delle Marche e dell’assessorato alla sanità regionale, oltre che del sindaco Pezzanesi e del direttore di AV3 Daniela Corsi, da oggi siamo operativi. Procederemo in stretta collaborazione con l’Asur, che giorno dopo giorno ci comunicherà la lista dei soggetti da vaccinare. Solo portando avanti questa campagna il più velocemente possibile potremo riaprire e tornare alla normalità. Tutti noi dobbiamo fare la nostra parte: la nostra disponibilità nasce dal fatto che fosse necessario avere un centro vaccinale in città”.
Il presidente dell’Associazione Terme delle Marche, Fabrizio Scoccia, ha sottolineato l’importanza che rivestiranno nei prossimi mesi i centri termali “convertiti” ad hub vaccinali, come le Terme San Giacomo di Sarnano e, appunto, quelle di Santa Lucia: “Le strutture termali stanno dando il loro contributo nella lotta alla pandemia: questo fa parte della politica delle terme, ovvero essere partecipi sul territorio a supporto del sistema sanitario. È una politica che si sta portando avanti da tempo, anche da prima della pandemia, come nel caso dei percorsi riabilitativi offerti sia dalle strutture termali di Sarnano che di Tolentino. Le stazioni termali sono pronte a dare una mano al processo di riqualificazione della sanità del territorio.
Anche il sindaco Giuseppe Pezzanesi ha sottolineato la necessità assoluta di avere a disposizione per Tolentino un centro di vaccinazione dedicato: “Una citta come Tolentino, la terza in ordine di grandezza della provincia, non poteva non avere un centro vaccinazioni. L’hub alle Terme di Santa lucia è un segnale di crescita per la città ed era il sito più indicato, visto che dopo il sisma siamo ancora sprovvisti di un ospedale”.
Il centro, come spiegato da Pezzanesi, potrà inoculare in questo fine settimana un numero prossimo ai 130 vaccini quotidiani per poi, con il passare dei giorni, tentare aumentare il regime.
l.c.
Covid, positivi in forte calo ad Esanatoglia
16 Apr 2021
Dopo l'impennata del mese di marzo è in discesa nelle ultime settimane la percentuale di positivi al covid ad Esanatoglia. I dati registrano un numero contenuto di 4 nuovi casi su un totale di una ventina di persone risultate positive, una quindicina delle quali ormai in via di guarigione.
"Speriamo che continui questo trend delle ultime due settimane - afferma il sindaco Luigi Nazzareno Bartocci- che mostra un miglioramento generale e dei soggetti che stanno guarendo. Intendo ringraziare anzi pubblicamente la dottoressa Daniela Corsi e il personale dell'Asur che hanno curato sette- otto casi che avevano richiesto il ricovero in ospedale e che ad oggi sono tutti stati dimessi dal Covid Center di Civitanova e dal nosocomio di Camerino. Ci auguriamo di continuare su questo percorso in discesa per quel che riguarda i contagi e che non si inneschino dei nuovi focolai, così da riuscire ad arrivare a fine mese con una situazione che si attesti intorno ai 4-5 casi. Intanto- prosegue il sindaco- secondo le informazioni in mio possesso gli 80enni sono stati quasi tutti vaccinati e sono in aumento le somministrazioni del vaccino e questo fa sicuramente ben sperare. L'auspicio è che non sia troppo forte l'effetto AstraZeneca e Johnson & Johnson ad influenzare negativamente perchè posso dire che il punto vaccinale di Camerino e così gli altri stanno funzionando molto bene; seppure con le difficoltà legate al numero dei vaccini le dosi stanno infatti aumentando e questo ci lascia ben sperare. L'augurio è che entro maggio-giugno possa essere raggiunta tutta la popolazione fragile e anche gli ambienti di lavoro che sono quelli da tutelare perché poi sono quelli che veicolano il virus. Confidiamo soprattutto nella nuova stagione e nelle cosiddette riaperture all'aperto, così da avere la possibilità di tenere più bassa possibile la curva".
Quello che preoccupa di più, è il settore delle imprese e delle attività economiche che ha subito l'impatto devastante della pandemia.
"Stiamo aspettando questo nuovo Decreto ristori sperando che sia più efficace del passato e soprattutto più immediato ma- osserva Bartocci- la vera ripresa è proprio quella economica e il far riacquistare fiducia alle persone, farle tornare a circolare e dunque riprendere un po' le attività specialmente quelle di servizio, di ristorazione e dei servizi alla persona che sono quelle che hanno più sofferto. Speriamo dunque che i protocolli siano efficaci e credo che l'importante sia che nei prossimi 15-20 giorni si possa arrivare sotto alle soglie cosiddette di rischio, cioè sotto i 100 casi per 100.000 almeno, in maniera tale da riuscire a meglio tracciare tutti i contatti e, per maggio-giugno, raggiungere la garanzia di una situazione più tranquilla anche per la campagna vaccinale. Credo che se si raggiunge questo - conclude il sindaco Bartocci- anche i centri vaccinali saranno un po' meno a rischio, perchè penso che col virus in forte circolazione c'è il rischio che anche il punto vaccinale costituisca un forte elemento di pericolo. Io confido comunque molto nel mese di maggio, nei vaccini e nel bel tempo e soprattutto nella possibilità che riusciamo a riprenderci un po' della nostra vita e soprattutto a far ripartire un po' l'economia".
c.c.
"Speriamo che continui questo trend delle ultime due settimane - afferma il sindaco Luigi Nazzareno Bartocci- che mostra un miglioramento generale e dei soggetti che stanno guarendo. Intendo ringraziare anzi pubblicamente la dottoressa Daniela Corsi e il personale dell'Asur che hanno curato sette- otto casi che avevano richiesto il ricovero in ospedale e che ad oggi sono tutti stati dimessi dal Covid Center di Civitanova e dal nosocomio di Camerino. Ci auguriamo di continuare su questo percorso in discesa per quel che riguarda i contagi e che non si inneschino dei nuovi focolai, così da riuscire ad arrivare a fine mese con una situazione che si attesti intorno ai 4-5 casi. Intanto- prosegue il sindaco- secondo le informazioni in mio possesso gli 80enni sono stati quasi tutti vaccinati e sono in aumento le somministrazioni del vaccino e questo fa sicuramente ben sperare. L'auspicio è che non sia troppo forte l'effetto AstraZeneca e Johnson & Johnson ad influenzare negativamente perchè posso dire che il punto vaccinale di Camerino e così gli altri stanno funzionando molto bene; seppure con le difficoltà legate al numero dei vaccini le dosi stanno infatti aumentando e questo ci lascia ben sperare. L'augurio è che entro maggio-giugno possa essere raggiunta tutta la popolazione fragile e anche gli ambienti di lavoro che sono quelli da tutelare perché poi sono quelli che veicolano il virus. Confidiamo soprattutto nella nuova stagione e nelle cosiddette riaperture all'aperto, così da avere la possibilità di tenere più bassa possibile la curva".
Quello che preoccupa di più, è il settore delle imprese e delle attività economiche che ha subito l'impatto devastante della pandemia.
"Stiamo aspettando questo nuovo Decreto ristori sperando che sia più efficace del passato e soprattutto più immediato ma- osserva Bartocci- la vera ripresa è proprio quella economica e il far riacquistare fiducia alle persone, farle tornare a circolare e dunque riprendere un po' le attività specialmente quelle di servizio, di ristorazione e dei servizi alla persona che sono quelle che hanno più sofferto. Speriamo dunque che i protocolli siano efficaci e credo che l'importante sia che nei prossimi 15-20 giorni si possa arrivare sotto alle soglie cosiddette di rischio, cioè sotto i 100 casi per 100.000 almeno, in maniera tale da riuscire a meglio tracciare tutti i contatti e, per maggio-giugno, raggiungere la garanzia di una situazione più tranquilla anche per la campagna vaccinale. Credo che se si raggiunge questo - conclude il sindaco Bartocci- anche i centri vaccinali saranno un po' meno a rischio, perchè penso che col virus in forte circolazione c'è il rischio che anche il punto vaccinale costituisca un forte elemento di pericolo. Io confido comunque molto nel mese di maggio, nei vaccini e nel bel tempo e soprattutto nella possibilità che riusciamo a riprenderci un po' della nostra vita e soprattutto a far ripartire un po' l'economia".
c.c.
