Radioc1inBlu

Una interessante proposta arriva dal sindaco di Caldarola Luca Maria Giuseppetti che propone ai vertici della sanità nazionale e alla Giunta della Regione Marche le "Isole Covid free anche nei piccoli, piccolissimi Comuni"
Giuseppetti - in una nota ufficiale - fa notare che nei piccoli comuni come quello che lui amministra, tolti gli anziani che si sono già quasi tutti vaccinati insieme ad altre categorie che ne avevano diritto, basterebbero veramente poche centinaia di dosi, inoculate dai propri medici di famiglia, per creare delle vere e proprie aree libere dal Covid, dove ci si possa spostare, vivere e lavorare in piena tranquillità, tutelando ancora di più le persone a rischio ed evitando di affollare gli ospedali.
“In un’ottica nazionale è quasi automatico pensare alle grandi città, ma noi che viviamo e amministriamo piccole realtà di 500, 1000 o 2000 abitanti troviamo quasi scontata una soluzione semplice come quella di una copertura totale di vaccini per tutti i residenti senza scaglioni di età.
Considerando che le aree montane sono formate per lo più da queste piccolissime realtà, si andrebbero di conseguenza a creare delle vere macroaree libere dal virus.
Confrontandomi con i medici  di famiglia - continua Giuseppetti - ho appurato che alcune volte non possono eseguire i vaccini a domicilio o nei loro ambulatori perché non utilizzerebbero tutte le dosi della fiala, rischiando di mandarne sprecate alcune. Vaccinando indistintamente tutti si avrebbe in poco tempo una vera e propria bolla “virus free”.

Altro aspetto da non trascurare è che nei piccoli Comuni ci si conosce tutti, sappiamo chi è in quarantena cautelativa o positivo, è capitato di ricevere chiamate allarmate da parte di cittadini preoccupati di aver visto circolare per il paese qualcuno di questi che, nel frattempo però, aveva concluso il periodo di isolamento e poteva ricominciare a muoversi. Una situazione che aumenta il senso di insicurezza e di ansia.

Creando queste mini isole si tranquillizza una popolazione già fortemente provata da 5 anni post sisma e da oltre un anno di pandemia.
Se è vero che arriveranno in breve moltissime dosi di vaccino, entro metà maggio 54 milioni, propongo formalmente alla Regione Marche, come già fatto nel corso della videoconferenza di oggi con gli altri sindaci dell’Area Vasta3, e in modo particolare all’Assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, di farsi garante e promotore di una vaccinazione a tappeto soprattutto nei piccoliComuni, rendendo la nostra Regione ente capofila. Sarebbe un ottimo risultato e una grande opportunità”.


M.S.

“Non sono state apportate regole diverse e nella provincia di Macerata e non sono stati rilevati dati allarmanti tali per cui i comuni maceratesi non verranno etichettati come rossi ”.

E’ quanto ha dichiarato il direttore dell’Area Vasta 3 Daniela Corsi al termine della riunione con i sindaci della provincia, presente anche l'assessore alla Sanità regionale Filippo Saltamartini.

L’incontro si era reso necessario per decidere se e quali comuni dovevano essere inseriti in una fascia di rischio più alta e quindi in zona rossa, seguendo i criteri dell'aumento dei contagi che non deve superare i 250 ogni 100.000 abitanti o i 25 ogni 10.000.

“Fortunatamente – afferma la Corsi – in provincia non abbiamo rilevato grosse problematiche, però questo non vuol dire che siamo liberi di comportarci come vogliamo, anzi questo ci deve portare ad essere ancora più diligenti perché altrimenti passiamo immediatamente in zona rossa.

L’invito quindi è quello di rispettare le linee guida ed avere comportamentali tali da evitare assembramenti e indossare sempre le mascherine.

Poi chiaramente ogni giorno può essere suscettibile di cambiamento e ripeto, il fatto che si possa auspicare un'apertura dal 26 aprile va bene ma da medico sinceramente mi preoccupa. Comprendo tante dinamiche, questa fame di libertà giustificata per tanti fattori, però deve comunque far sì che i comportamenti siano veramente molto controllati. Non commettiamo lo stesso errore di qualche mese fa, abbiamo visto come possiamo perdere nel giro di poco tempo i dati positivi. Se veramente vogliamo mantenere aperto e riacquistare tutto quello che comporta la riapertura non deve distoglierci dall'essere controllati e moderati nelle azioni quotidiane”.

M.S.
Registra un altro passo fondamentale il percorso verso la firma della cessione del diritto di superfice al Demanio per la soluzione che permetterà alla compagnia dei Carabinieri di Camerino di lasciare i container di via Madonna delle Carceri per insediarsi nell'immobile di via Varano di proprietà dell'Unione montana.
A conclusione della nuova riunione tenutasi questa mattina nei locali di via Varano, guidata dal presidente Alessandro Gentilucci, presenti il segretario dell'Ente Angelo Montaruli, i sindaci di Camerino Sandro Sborgia, di Fiastra Sauro Scaficchia, di Muccia Mario Baroni, di Serravalle di Chienti Emiliano Nardi e di Ussita Silvia Bernardini, si è concordato unanimemente che, in contemporanea alla cessione del diritto di superfice su parte dell'immobile, l'Unione Montana chiederà al Demanio di poter eseguire i lavori necessari alla separazione dell'impianto antincendio che attualmente è unificato sull'intero edificio. Sembrano dunque superati gli ostacoli alla cessione dell'immobile le cui spese potranno essere ripartite pro quota tra i comuni.
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"Siamo tutti d'accordo nel chiedere al Demanio la clausola di acconsentire a fare i lavori su quella che sarà la sua area- ha dichiarato il presidente Alessandro Gentilucci- e se questo ci verrà consentito noi procederemo velocemente alla sottoscrizione dell'accordo. Stiamo comunque andando avanti sulla progettualità funzionale a dividere i due immobili dall'impianto antiincendio con i locali pompe e cabine elettriche". Nel corso dell'incontro si è rilevato che tutte le caserme dei Carabinieri, anche laddove il Demanio avrebbe potuto dare il via ad un percorso di ricostruzione sono ferme al palo. "Sarà questo un oggetto di discussione in quanto le problematiche  che stiamo evidenziando a Camerino, riguardano in realtà tutte le caserme dell'intero territorio terremotato attualmente ospitate in container- ha detto Gentilucci- . L'esortazione  è affinchè queste procedure che vedono già stanziati dei soldi, possano addivenire ad un percorso funzionale e concreto".
Una nuova occasione esplicativa e un ulteriore passo in avanti anche secondo il sindaco Sandro Sborgia, fiducioso di arrivare presto ad un obiettivo.  "Sarà ora formalizzata al Demanio la nota attraverso la quale verrà ribadita la volontà della cessione, facendo in modo che il Demanio autorizzi l'esecuzione di questi lavori - ha affermato il sindaco Sborgia-. Credo che si tratti di problemi  tecnici facilmente superabili e che non hanno a che fare con la volontà di cedere che anche questa mattina è emersa.  Il fatto importante è che abbiamo già compiuto un ulteriore piccolo passo in avanti e speriamo di poterne fare adesso un altro definitivo, ma mi pare che la soluzione caserma stia arrivando a destinazione". Nel frattempo la Compagnia dei Carabinieri di Camerino potrà contare su una sede 'provvisoria' nel cuore della città, a Palazzo Sant'Angelo. L'immobile sarà messo a disposizione dalla Provincia di Macerata a titolo di comodato d'uso gratuito. "Una soluzione che intanto permetterà di restituire all'Arma una sede dignitosa, mentre ci auguriamo di riuscire a breve a concludere quest'ultimo passo per l'immobile di via Varano". 
c.c.
A distanza di una settimana l’una dall’altra sono state registrate due scosse di terremoto di magnitudo superiore a 3 e con lo stesso epicentro su Fiordimonte.
Inutile dire che le scosse, ben avvertite nell’entroterra Maceratese, hanno fatto tornare alla mente i brutti ricordi legati al sisma del 2016. E proprio a quella sequenza sismica, nonostante siano passati più di quattro anni, fanno riferimento le scosse degli ultimi giorni.

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“La sequenza sismica del 2016 – dice il geologo e docente Unicam Emanuele Tondi - in realtà non è terminata. Come si può vedere dalla mappa, numerosi sono i terremoti verificatisi negli ultimi tre mesi in tutta l'area e la sismicità è ancora maggiore rispetto a quella che era tipica di quella zona precedentemente il 24 agosto del 2016. Le scosse di questi giorni rientrano in quella sequenza sismica, nella zona nord, quindi nella terminazione settentrionale dell’area interessata dai forti terremoti del 2016.
Ammetto – confida – che nell’ultima settimana sono stati diversi i cittadini che mi hanno chiesto spiegazioni in merito alle ultime scosse. Purtroppo quella zona potrà continuare a generare terremoti, anche più forti di quelle degli ultimi giorni, ma non come quelle principali del 2016”.

GS
Nella mattinata di oggi, intorno alle 11.30, un motociclista ha avuto un incidente a San Severino Marche in zona Colotto. Immediato l'arrivo dei sanitari: le condizioni del centauro hanno imposto l'intervento dell'eliambulanza e il suo immediato trasferimento a Torrette. 
Gli agenti della Polizia di San Severino Marche sono subito intervenuti per i rilievi di legge.
L'incidente ha visto coinvolto un 35 enne di Tolentino che in sella alla propria moto Kawasaki Z750 è uscito di strada schiantandosi sull’asfalto.

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La moto è rimasta sulla carreggiata (sopra nella foto) mentre il giovane ha avuto un impatto tremedo a terra è stato soccorso prima da un’ambulanza del servizio di pronta emergenza sanitaria 118 e subito dopo dall’eliambulanza di Marche Soccorso che ha provveduto al suo trasferimento in codice rosso all’ospedale regionale di Torrette in Ancona. La prognosi del giovane, che avrebbe fatto tutto da solo, resta riservata.

l.c.
Questa sera alle 21 la seconda serata della serie che il Politeama di Tolentino ha dedicata al compositore Ludwig Van Beethoven. "Caro Ludwig..." ha debuttato domenica sera, in streaming sul canale YouTube del Politeama, con una ottima audience: il concerto è stato seguito da quattrocento spettatori. 

La miniserie di concerti, incentrata sulle opere pianistiche e da camera dell’artista, si struttura in quattro serate. Quella di oggi sarà dedicata al binomio Musica e Natura: in programma la Sonata Op. 109, eseguita da Gianluca Luisi, e la Sonata Op. 24 I movimento, suonata da Silvia Mazzon e Marcello Mazzoni. Come negli altri concerti, prima delle musiche Piero Di Egidio presenterà i percorsi.

A chiudere la rassegna, venerdì 23 e domenica 25 aprile le ultime due serate. Saranno di nuovo trasmesse, sempre alle 21, in streaming gratuito sul canale YouTube del Politeama di Tolentino.

https://youtube.com/playlist?list=PLHhzoKxhI-og_G0RPe1ZSp5VCJjOnHe6B .

l.c.
Ricostruzione a Ussita: passi avanti importanti con la burocrazia. Approvato il finanziamento per le “Opere di protezione rischio valanghe V4 versante Monte Rotondo su area Vallestretta”.
Dopo la richiesta, sollevata dall’amministrazione comunale di Ussita, la Regione Marche ha approvato la congruità dell’importo richiesto – quasi sei milioni di euro – per l’intervento di mitigazione del rischio valanghe e debris-flow che interessa l’abitato di Vallestretta. Il finanziamento consentirà di poter avviare la ricostruzione della frazione.

La sindaca, Silvia Bernardini, ha commentato: “La buona notizia è che il finanziamento è stato approvato: finalmente potremo mettere al sicuro la zona abitata di Vallestretta dal rischio valanghe e debris-flow. Questo si riflette anche sulla ricostruzione, con i privati che potranno ripartire. È una grande notizia, perché questo era uno degli ultimi punti interrogativi che gravavano sulla ricostruzione nel nostro Comune, con riferimento particolare alla delocalizzazione. Vallestretta rimarrà dov’è e possiamo ricostruirla. Delocalizzare una frazione è sempre un trauma: ognuna ha le sue tradizioni e i suoi ricordi ed è importante preservarli. Abbiamo dimostrato che riusciremo a salvare e migliorare i nostri abitati: anche la ricostruzione pubblica sarà fatta in quest’ottica”.

l.c.

c.c.
Il sogno si avvera per Roberto Frifri. Nel centro storico di Camerino, Noè Wine and food, torna a casa. Una giornata piena di emozioni per il ristoratore camerte che proprio questa mattina ha ufficialmente riaperto la porta della sua attività in Largo Boccati, traversa del corso Vittorio Emanuele II. Già da ieri la musica è tornata ad inondare il silenzio di una città che, specie la domenica, ha iniziato a mostrare timidi segni di vitalità. Un brindisi tra il titolare del ristorante, Roberto Frifrì, la proprietaria del locale, Rosella Gaeta ed il sindaco Sandro Sborgia, presente per incoraggiare il ritorno al lavoro di Roberto in quel locale che pur non avendo riportato alcun danno fino a qualche mese fa era ancora intrappolato in un cuore cittadino diventato in pochi minuti zona rossa. Quattro anni e mezzo di sacrifici, spostamenti e traslochi, ma così come è avvenuto per l’intera categoria della novantina di colleghi, lo sconforto non è mai riuscito a prevalere sulla voglia di andare avanti sempre e comunque. Lui stesso non ha perso mai il sorriso e anche se questa riapertura è condizionata dal peso delle misure pandemiche, per garantire un servizio di ristorazione alle maestranze che già stanno operando per la ricostruzione in centro, E per dare il segnale dell'operatività Roberto Frifrì ha deciso di rimettersi ai fornelli un po’ prima rispetto alla data inizialmente prospettata.
La riapertura al pubblico per consumare pasti esclusivamente dai tavoli all'aperto, avverrà infatti dal 26 aprile. 
Un locale di contenute dimensioni che dunque sarà per ora principalmente riservato ai pasti degli operai della ricostruzione ma che fungerà anche da bar, riportando nel cuore di Camerino, un’attività assente dal 2016. L’abbraccio corale e simbolico che ha contraddistinto questo nuovo inizio è la spinta più forte per credere nel domani.

CC

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dd
Passata all’unanimità la mozione per il ripristino del punto nascite dell’ospedale Bartolomeo Eustachio. Nel testo, approvato nello scorso consiglio comunale di San Severino, anche due emendamenti che richiedono l’attivazione h24 del punto di pronto intervento e due posti di rianimazione.

Pietro Cruciani, capogruppo in consiglio per San Severino Marche 2.0 - Una città per tutti, si era astenuto dalla firma della mozione, presentata dalle altre forze di minoranza, in quanto aveva sperato in un documento siglato anche dalla maggioranza. Ai microfoni di Radio C1…inBlu ha comunque espresso soddisfazione per l’approvazione unanime, che testimonia unità di intenti in temi fondamentali come quello della sanità territoriale. Cruciani ha commentato: “Non sono stato tra i firmatari perché il mio desiderio era l’approvazione trasversale del documento. In sede di voto è avvenuto questo. Lo ritengo qualcosa di fondamentale. La chiusura voluta dalla giunta regionale a guida Ceriscioli era puramente politica, in quanto i requisiti previsti dalla legge per mantenere attivo il reparto nascite c’erano. Allineati con le vicende in atto a Fabriano abbiamo ottenuto questo grande successo e abbiamo dimostrato di essere uniti intorno ai temi importanti per la città. La battaglia è stata portata avanti per anni dal comitato cittadino per il nostro ospedale, con la raccolta di più di duemila firme e con i ricorsi al TAR arrivati in Consiglio di Stato, tribunali che non hanno espresso pareri di sorta. Ora la petizione si rivolge all’amministrazione regionale, al Presidente Acquaroli e all’assessore regionale alla sanità. Saltamartini, ai tempi del suo mandato come sindaco di Cingoli, si è sempre battuto per la sanità del territorio e più volte ha partecipato alle riunioni del nostro comitato cittadino appoggiando le nostre rivendicazioni. Speriamo possa ricordare le sue posizioni ora che siede dall’altra parte del tavolo: ci aspettiamo solidarietà da parte sua. Le nostre richieste sono congrue, non chiediamo altro che di ripristinare ciò che ci è stato tolto nel 2016, con l’aggiunta dei due posti di terapia intensiva che sarebbero necessari per il reparto nascite e importantissimi anche alla luce delle ultime vicende legate al Coronavirus. A fine emergenza, quando il Covid center di Civitanova verrà smantellato, si dovrebbe pensare al mantenimento di quelle postazioni di terapia intensiva e rianimazione e ridistribuirle negli ospedali esistenti senza disperdere un patrimonio importante”.

GS

l.c.
Mentre continua la polemica a distanza tra il sindaco di Camerino Sandro Sborgia e l’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini, sul tema della carenza di medici nel presidio ospedaliero camerte interviene anche Roberto Paoloni, esponente del Partito Democratico ed ex sindaco di Bel forte del Chienti dove attualmente siede sui banchi della minoranza consiliare.

“Le parole dell' assessore Saltmartini mi hanno veramente infastidito soprattutto per il fatto che io mi sento molto vicino a Camerino – le parole di Roberto Paoloni - Non si possono dire certe frasi, come ha fatto il nostro assessore regionale, senza pensare alle conseguenze. Una cittadina millenaria per storia, dove è nata una delle prime università d'Italia, quindi del mondo, vera capitale culturale dell'entroterra maceratese e dell'Appennino ha il diritto di essere trattata con il dovuto rispetto. Sentire dire che Camerino non è la meta preferita dai medici, come se nulla fosse, è veramente una pugnalata ad un territorio ferito e distrutto dal terremoto che orgogliosamente, come ha sempre fatto, sta lottando per mettersi in piedi nuovamente. Camerino non è un luogo ameno tra le montagne, ma molto di più e merita rispetto e servizi adeguati e non certamente questa diatriba tra istituzioni”.

Compito di chi amministra ritengo sia di aiutare a risolvere i problemi e non accentuare i dissidi, garantendo sempre ai cittadini pari trattamento e rispetto senza valutare le differenze di ordine geografico, sociale e territoriale, come un demerito ma andrebbero invece valorizzate come una caratteristica e una opportunità – prosegue Paoloni - Camerino sa bene di non essere quella di un tempo, anche non troppo lontano, per mille motivi e situazioni avverse e anche scelte politiche errate, ma non ha bisogno che qualcuno ricordi questi limiti, ma ha invece bisogno di chi lavori per appianare certe disparità sociali. Ricordo che se il covid center di Civitanova fosse a pieno regime con il giusto organico promesso, ma mai reclutato, Camerino sarebbe un ospedale covid free – conclude - Continuare a dire che è sempre colpa di chi ci stava prima, diventa una scusa che non regge più. Gli amministratori, locali di qualsiasi colore politico dell'entroterra, devono aiutare il sindaco di Camerino e la sua amministrazione nelle sue battaglie, perché l'ospedale è di tutti noi.

f.u.

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