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Cia agricoltori italiani delle Marche e Copagri Marche esprimono grande soddisfazione per l’approvazione avvenuta oggi, al tavolo politico strategico convocato dalla Regione, della bozza dei criteri relativi al bando della misura 4.3C per l’approvvigionamento idrico nei territori destinati al pascolo delle aree terremotate.
“Siamo davvero soddisfatti che finalmente - ha dichiarato Giovanni Bernardini presidente Copagri Marche - , sia stato accolto il nostro appello per dare risposte concrete agli allevatori delle aree terremotate. Siamo infatti stati i primi ad ascoltare le difficoltà degli allevatori e a denunciare la precaria e insostenibile situazione a cui hanno dovuto far fronte in tutti questi anni per assicurare alle mandrie e ai greggi al pascolo la necessaria acqua.
Il primo momento pubblico in cui abbiamo espresso queste necessità risale al 24 giugno 2017 a Visso “tutti agibili per un giorno”, iniziativa a cui abbiamo partecipato attivamente sia nell’organizzazione che nella realizzazione. Presentammo un’idea progettuale grazie alla collaborazione di tecnici che hanno prestato gratuitamente il loro lavoro, il geologo dott. Pierpaolo Rinaldelli e l’architetto dott. Andrea Prosperi”.
“Il lavoro è proseguito - dichiara Mirella Gattari, presidente Cia Marche, - cercando di creare una mappa precisa dei bisogni del territorio, che dopo lo sciame sismico si è trovato con quantità di acqua molto ridotta, fino al 24 luglio scorso, in un momento davvero drammatico per il bene acqua, a seguito anche della prolungata siccità che ha ingigantito il problema, quando facemmo un’iniziativa a Castelsantangelo Sul Nera, alla sorgente del fiume Nera, alla presenza degli assessori alla ricostruzione Castelli e ai parchi e alle acque Aguzzi.
Fortunatamente il nostro appello è stato finalmente recepito dall'assessore Carloni e sono state presentate a Bruxelles le necessarie modifiche al PSR ed oggi facciamo un grande passo avanti verso questa soluzione.
Ora i comuni faranno la loro parte individuando le aree per la costruzione dei bacini. Come sempre, gli uffici Cia e Copagri, sono pronti a dare il supporto necessario affinché gli allevatori possano lavorare con più tranquillità: ricordo che in questi sei anni dal terremoto l’acqua è stata costantemente trasportata da valle in alta quota”.
“Siamo davvero soddisfatti che finalmente - ha dichiarato Giovanni Bernardini presidente Copagri Marche - , sia stato accolto il nostro appello per dare risposte concrete agli allevatori delle aree terremotate. Siamo infatti stati i primi ad ascoltare le difficoltà degli allevatori e a denunciare la precaria e insostenibile situazione a cui hanno dovuto far fronte in tutti questi anni per assicurare alle mandrie e ai greggi al pascolo la necessaria acqua.
Il primo momento pubblico in cui abbiamo espresso queste necessità risale al 24 giugno 2017 a Visso “tutti agibili per un giorno”, iniziativa a cui abbiamo partecipato attivamente sia nell’organizzazione che nella realizzazione. Presentammo un’idea progettuale grazie alla collaborazione di tecnici che hanno prestato gratuitamente il loro lavoro, il geologo dott. Pierpaolo Rinaldelli e l’architetto dott. Andrea Prosperi”.
“Il lavoro è proseguito - dichiara Mirella Gattari, presidente Cia Marche, - cercando di creare una mappa precisa dei bisogni del territorio, che dopo lo sciame sismico si è trovato con quantità di acqua molto ridotta, fino al 24 luglio scorso, in un momento davvero drammatico per il bene acqua, a seguito anche della prolungata siccità che ha ingigantito il problema, quando facemmo un’iniziativa a Castelsantangelo Sul Nera, alla sorgente del fiume Nera, alla presenza degli assessori alla ricostruzione Castelli e ai parchi e alle acque Aguzzi.
Fortunatamente il nostro appello è stato finalmente recepito dall'assessore Carloni e sono state presentate a Bruxelles le necessarie modifiche al PSR ed oggi facciamo un grande passo avanti verso questa soluzione.
Ora i comuni faranno la loro parte individuando le aree per la costruzione dei bacini. Come sempre, gli uffici Cia e Copagri, sono pronti a dare il supporto necessario affinché gli allevatori possano lavorare con più tranquillità: ricordo che in questi sei anni dal terremoto l’acqua è stata costantemente trasportata da valle in alta quota”.
I Carabinieri Forestali, a seguito di specifica attività d’indagine, hanno individuato e sanzionato un cittadino fabrianese resosi responsabile dell’abbandono di alcuni sacchi di rifiuti urbani lungo via Serraloggia, alla periferia della “città della carta”.
In più occasioni l'uomo aveva gettato i sacchi contenenti i propri rifiuti domestici al disotto di un ponte, nella prima periferia della città, mentre transitava in auto in pieno giorno.
I Carabinieri Forestali hanno rinvenuto diversi indizi grazie ai quali, attraverso successivi accertamenti, sono potuti risalire al responsabile, al quale è stata comminata una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 300 a 3000 euro per abbandono di rifiuti non pericolosi, oltre all’obbligo del ripristino dello stato dei luoghi.
Il tutto è stato possibile grazie anche all’alto senso civico di alcuni cittadini, i quali dopo aver visto la scena, hanno segnalato il fatto.
c.c.
In più occasioni l'uomo aveva gettato i sacchi contenenti i propri rifiuti domestici al disotto di un ponte, nella prima periferia della città, mentre transitava in auto in pieno giorno.
I Carabinieri Forestali hanno rinvenuto diversi indizi grazie ai quali, attraverso successivi accertamenti, sono potuti risalire al responsabile, al quale è stata comminata una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 300 a 3000 euro per abbandono di rifiuti non pericolosi, oltre all’obbligo del ripristino dello stato dei luoghi.
Il tutto è stato possibile grazie anche all’alto senso civico di alcuni cittadini, i quali dopo aver visto la scena, hanno segnalato il fatto.
c.c.
Scuola: gli studenti scelgono i licei, iscrizioni in crescita per istituti tecnici e professionali
09 Feb 2022
Sono ancora i Licei, con i loro diversi indirizzi, in cima alle preferenze degli studenti marchigiani nella continuazione del loro percorso scolastico, anche se cresce l’interesse per gli Istituti Tecnici e Professionali.
Secondo i dati forniti dall’Ufficio Scolastico Regionale alla scadenza delle iscrizioni i Licei continuano a essere scelti da oltre la metà (56.6%) delle studentesse e degli studenti alle prese con la scelta di cosa studiare dopo la Secondaria di primo grado, ma con una lieve flessione.
Il Classico passa dal 6,5% dello scorso anno al 5,9%. Il 12.4% delle iscrizioni va ai Licei scientifici. Il 7,8%delle studentesse e degli studenti opta per il Linguistico. Crescono il Liceo delle Scienze umane (7,6%), e l’Artistico (6.8%), dal 5,1% al 5,5%.
Gli Istituti tecnici salgono al 30,4%delle scelte. In particolare, il Settore Tecnologico è scelto dal 20,9%, il Settore Economico dal 9.5%. L’interesse per gli Istituti professionali cresce di quasi un punto, portandosi al 13,2%.
Secondo i dati forniti dall’Ufficio Scolastico Regionale alla scadenza delle iscrizioni i Licei continuano a essere scelti da oltre la metà (56.6%) delle studentesse e degli studenti alle prese con la scelta di cosa studiare dopo la Secondaria di primo grado, ma con una lieve flessione.
Il Classico passa dal 6,5% dello scorso anno al 5,9%. Il 12.4% delle iscrizioni va ai Licei scientifici. Il 7,8%delle studentesse e degli studenti opta per il Linguistico. Crescono il Liceo delle Scienze umane (7,6%), e l’Artistico (6.8%), dal 5,1% al 5,5%.
Gli Istituti tecnici salgono al 30,4%delle scelte. In particolare, il Settore Tecnologico è scelto dal 20,9%, il Settore Economico dal 9.5%. L’interesse per gli Istituti professionali cresce di quasi un punto, portandosi al 13,2%.
Allo studio da tempo anche attraverso incontri con i territori il nuovo Piano Sanitario Regionale, attraverso i fondi del PNRR, è in dirittura d’arrivo. La bozza, infatti, sarà presentata ai sindaci delle 5 Aree Vaste (giovedì 10 Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, venerdì 11 Fermo e Ascoli Piceno) e successivamente alle parti sociali, agli ordini professionali e ai comitati dei cittadini. Infine la discussione in Consiglio regionale per il confronto con le opposizioni prima dell’approvazione in Giunta.
“Il Piano è pronto – ha detto l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini – ma vogliamo ulteriormente condividerlo con i territori prima della approvazione definitiva. Gli investimenti da fare sono importanti e vanno utilizzati per andare incontro alle esigenze reali dei cittadini, per cui le osservazioni degli enti locali sono fondamentali”.
La Missione 6 Salute del Pnrr si articola in due componenti: reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l'assistenza sanitaria territoriale, e poi innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale.
Allo stato attuale per la componente 1 sono previsti stanziamenti per quasi 43 milioni per la realizzazione di 29 Case di Comunità, 23 milioni per 9 Ospedali di Comunità e quasi 2,6 milioni per 15 Centrali Operative Territoriali. I Piani Operativi Regionali vanno perfezionati entro il 28 febbraio con le relative Schede di Intervento.
“Siamo perfettamente nei tempi previsti – conclude Saltamartini – abbiamo dovuto apportare delle minime variazioni per via delle richieste avanzate solo in questi giorni dal Ministero".
“Il Piano è pronto – ha detto l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini – ma vogliamo ulteriormente condividerlo con i territori prima della approvazione definitiva. Gli investimenti da fare sono importanti e vanno utilizzati per andare incontro alle esigenze reali dei cittadini, per cui le osservazioni degli enti locali sono fondamentali”.
La Missione 6 Salute del Pnrr si articola in due componenti: reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l'assistenza sanitaria territoriale, e poi innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale.
Allo stato attuale per la componente 1 sono previsti stanziamenti per quasi 43 milioni per la realizzazione di 29 Case di Comunità, 23 milioni per 9 Ospedali di Comunità e quasi 2,6 milioni per 15 Centrali Operative Territoriali. I Piani Operativi Regionali vanno perfezionati entro il 28 febbraio con le relative Schede di Intervento.
“Siamo perfettamente nei tempi previsti – conclude Saltamartini – abbiamo dovuto apportare delle minime variazioni per via delle richieste avanzate solo in questi giorni dal Ministero".
San Ginesio: al via i lavori per la fibra ottica. Ciabocco: "Indispensabile per il nostro futuro"
09 Feb 2022
Iniziati a San Ginesio i lavori per l’istallazione della fibra ottica in tutto il territorio comunale.
“Finalmente dopo tanto tempo che lo aspettavamo ci è stato comunicato l’inizio dei lavori che speriamo procedano speditamente – esclama soddisfatto il sindaco Giuliano Ciabocco, che sottolinea l’importanza delle cosiddette autostrade digitali – Il fatto che si stia andando verso una digitalizzazione e una visione nuova nel mondo del lavoro rende indispensabile avere la fibra, assolutamente necessaria per il futuro delle nostre zone. Tutti ci stiamo impegnando per valorizzarle, ma per questo dobbiamo fare in modo che le persone che vivono e che potranno venire a vivere in questi territori lo facciano potendo lavorare anche attraverso questi nuovi strumenti tecnologici”.

“Finalmente dopo tanto tempo che lo aspettavamo ci è stato comunicato l’inizio dei lavori che speriamo procedano speditamente – esclama soddisfatto il sindaco Giuliano Ciabocco, che sottolinea l’importanza delle cosiddette autostrade digitali – Il fatto che si stia andando verso una digitalizzazione e una visione nuova nel mondo del lavoro rende indispensabile avere la fibra, assolutamente necessaria per il futuro delle nostre zone. Tutti ci stiamo impegnando per valorizzarle, ma per questo dobbiamo fare in modo che le persone che vivono e che potranno venire a vivere in questi territori lo facciano potendo lavorare anche attraverso questi nuovi strumenti tecnologici”.


"Tolentino sicura 2022", un progetto che punta alla lotta contro lo spaccio di stupefacenti
09 Feb 2022
La giunta comunale di Tolentino ha approvato anche per il 2022 il progetto “Tolentino sicura”, iniziativa che punta alla prevenzione e al contrasto della vendita e dello spaccio di sostanze stupefacenti, che sarà realizzato dalla Polizia Locale nell’ambito del sistema integrato di sicurezza urbana che vede coinvolte tutte le forze di polizia..
“Continuiamo con questo importante progetto – sottolinea l’assessore Giovanni Gabrielli – con l’intento di garantire la sicurezza e la prevenzione a tutti i nostri cittadini. Vogliamo implementare con questi fondi che ci sono stati assegnati specifici servizi di controllo sul territorio in collaborazione con tutte le forze di Polizia e in particolare con i Carabinieri di Tolentino”.
“Questo progetto fortemente voluto in sinergia con l’Amministrazione comunale e l’Assessorato – ricorda il Comandante della Polizia locale David Rocchetti - nasce dopo la scelta di istituire l’unità cinofila e subito ci siamo prodigati per partecipare a questi bandi del Ministero e siamo rientrati a finanziamento con pochi altri Comuni, del resto eravamo tra i più accreditati. E’ nostra intenzione effettuare 30 servizi in maniera congiunta con i Carabinieri e già ci siamo accordati con il Comandante della Compagnia di Tolentino per servizi specifici di prevenzione e controllo”.
“Continuiamo con questo importante progetto – sottolinea l’assessore Giovanni Gabrielli – con l’intento di garantire la sicurezza e la prevenzione a tutti i nostri cittadini. Vogliamo implementare con questi fondi che ci sono stati assegnati specifici servizi di controllo sul territorio in collaborazione con tutte le forze di Polizia e in particolare con i Carabinieri di Tolentino”.
“Questo progetto fortemente voluto in sinergia con l’Amministrazione comunale e l’Assessorato – ricorda il Comandante della Polizia locale David Rocchetti - nasce dopo la scelta di istituire l’unità cinofila e subito ci siamo prodigati per partecipare a questi bandi del Ministero e siamo rientrati a finanziamento con pochi altri Comuni, del resto eravamo tra i più accreditati. E’ nostra intenzione effettuare 30 servizi in maniera congiunta con i Carabinieri e già ci siamo accordati con il Comandante della Compagnia di Tolentino per servizi specifici di prevenzione e controllo”.
Confartigianato continua a tenere alta l’attenzione sulla misura del Credito d'imposta per investimenti in beni strumentali nel cratere sismico, in quanto, seppur normativamente prevista, risulta tuttora non operativa.
Infatti, come è noto, la Legge n. 106 del 23 luglio 2021 di conversione del Decreto-legge c.d."Sostegni bis" n. 73/2021 aveva disposto la proroga al 31 dicembre 2021 del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali effettuati dalle imprese localizzate nei Comuni di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, colpiti dagli eventi sismici del 2016.
L’operatività dell’incentivo era però subordinata ad un’autorizzazione della Commissione Europea che è stata concessa il 6 aprile 2018 ed è scaduta il 31 dicembre 2020. Affinché la misura venisse nuovamente prorogata per il 2021, sarebbe stata necessaria un’ulteriore autorizzazione da parte della Commissione Europea che però non è intervenuta.
Da qui l’unanime richiesta da parte di migliaia di imprese e Associazioni di categoria che hanno, a più riprese, sottolineato l’urgenza di una tempestiva attuazione della misura, superando tale impasse.
Forte, si ribadisce, è stata l’azione dell’Associazione di categoria nel richiedere l’immediata attuazione della misura che ha di fatto paralizzato gli investimenti di gran parte del tessuto produttivo dell’area cratere.
Per comprendere quanto strategica sia la misura in questione, basta evidenziare che la stessa si sostanzia in un recupero fiscale, pari al 45% delle spese sostenute dalle imprese nell’acquisto di beni strumentali (macchinari, impianti, attrezzature) funzionali alla propria attività produttiva.
Tale credito può essere portato in compensazione con tutte le tipologie di imposte (es. Iva, contributi ecc…) e di fatto, dunque, l’aiuto rappresenta un significativo risparmio in termini di esborso fiscale.
L’appetibilità del credito d’imposta sisma deriva certamente dal fatto che la stessa rappresenta una misura “a maglie larghe”: anzitutto perché si rivolge alla quasi totalità dei comparti produttivi, fatta eccezione per alcuni settori (acquacoltura, agricoltura e pesca, industria carbonifera, trasporti, settore assicurativo e creditizio).
Inoltre, a differenza di altre misure agevolative, tale credito d’imposta non soggiace alle pesanti limitazioni derivanti dalla previsione di una soglia minima di investimento, né tanto meno dalla previsione dell’attribuzione di punteggi e dunque da un’ammissibilità a graduatoria.
Infine, altro motivo che evidenzia l’incredibile potenza della misura è la sua immediata fruibilità, dal momento che l’impresa istante, nell’arco di dieci giorni dall’invio della domanda, ottiene da parte dell’Agenzia delle Entrate l’esito di accettazione con possibilità di fruizione del credito a partire dal quinto giorno successivo alla notifica.
Questa è evidentemente una misura largamente popolare, capace di intercettare l’interesse di un bacino estremamente ampio del tessuto produttivo e includere progettualità di investimento di varia tipologia ed entità.
Scendendo ad un piano pratico ed esaminando l’attività di assistenza prestata da Confartigianato alle proprie imprese, con riferimento all’ultima edizione 2020, possiamo certamente affermare che il riscontro avuto dalla misura è stato di gran lunga superiore alle aspettative: centinaia le domande presentate per investimenti che mediamente si sono attestati intorno ai 30.000 euro, con picchi di progetti di importi fino a quasi 500.000 euro, per un credito del 45% di tali somme.
Il ventaglio delle attività che hanno beneficiato dell’aiuto è stato estremamente variegato, avendo interessato sia i settori più tradizionali quali quelli dell’edilizia e dell’impiantistica, ma anche, per esempio, ristoratori e attività ricettive che hanno investito in macchinari altamente tecnologici, innovando fortemente il loro ciclo produttivo.
Sulla scorta di questi dati e dei contatti acquisiti fino ad oggi, possiamo prevedere un risultato addirittura superiore a questi numeri, non appena la misura verrà resa operativa anche per gli interventi del 2021. Nella nostra regione, relativamente agli 87 comuni facenti parte dei 140 del cratere sismico, sarebbero quindi potenzialmente interessate più di 10.500 imprese artigiane, pari al 26,1% del totale delle imprese, con oltre 27.000 addetti. A livello provinciale parliamo di oltre 6.000 imprese artigiane nel maceratese, più di 2.700 nell’ascolano e sopra le mille imprese nel fermano.
Ben si comprende dunque l’assoluta necessità di sbloccare la misura che risulta strategica per il territorio fortemente colpito prima dagli eventi sismici e ora dall’emergenza pandemica. Le imprese infatti sono ad oggi disincentivate alla realizzazione di investimenti con conseguente danno e ripercussione negative sull’intero tessuto produttivo.

La conferenza stampa sul tema, che si è tenuta mercoledì 9 febbraio 2022, è stata introdotta dal Segretario generale di Confartigianato Imprese Mc-Ap-Fm, Giorgio Menichelli: “Il Credito d’imposta sisma – le sue parole - è uno strumento agevolativo e incentivante che ha funzionato, andando ad interessare un bacino di 140 Comuni, di cui 87 marchigiani. Confartigianato, assieme alle altre associazioni, ha spinto per la proroga, scrivendo ai tecnici e alla politica per un pronto intervento. Ad oggi la situazione è ancora in stallo: per questo abbiamo deciso di portare all’attenzione l’argomento, perché sono centinaia le imprese che aspettano novità”.
Emanuela Fiorani, responsabile del Servizio contributi pubblici alle imprese di Confartigianato interprovinciale, ha sintetizzato: “Questa misura è stata importante, intanto perché ha coinvolto la stragrande maggioranza dei settori produttivi. Attività edili, impiantistiche, ma anche della ricettività e della ristorazione hanno beneficiato dell’agevolazione, che è stata erogata senza quei vincoli e quelle limitazioni che troppo spesso scoraggiano l’imprenditore. Gli investimenti sono stati infatti erogati per importi sia di lieve entità che considerevoli (persino da 500mila euro).
Il processo, inoltre, è stato straordinario per rapidità nell’assegnazione del credito d’imposta, che è stata immediata. C’è quindi tanta attesa per il proseguo della misura e pensiamo sia il momento di spingere su una proroga che non è più rinviabile”.
Infatti, come è noto, la Legge n. 106 del 23 luglio 2021 di conversione del Decreto-legge c.d."Sostegni bis" n. 73/2021 aveva disposto la proroga al 31 dicembre 2021 del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali effettuati dalle imprese localizzate nei Comuni di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, colpiti dagli eventi sismici del 2016.
L’operatività dell’incentivo era però subordinata ad un’autorizzazione della Commissione Europea che è stata concessa il 6 aprile 2018 ed è scaduta il 31 dicembre 2020. Affinché la misura venisse nuovamente prorogata per il 2021, sarebbe stata necessaria un’ulteriore autorizzazione da parte della Commissione Europea che però non è intervenuta.
Da qui l’unanime richiesta da parte di migliaia di imprese e Associazioni di categoria che hanno, a più riprese, sottolineato l’urgenza di una tempestiva attuazione della misura, superando tale impasse.
Forte, si ribadisce, è stata l’azione dell’Associazione di categoria nel richiedere l’immediata attuazione della misura che ha di fatto paralizzato gli investimenti di gran parte del tessuto produttivo dell’area cratere.
Per comprendere quanto strategica sia la misura in questione, basta evidenziare che la stessa si sostanzia in un recupero fiscale, pari al 45% delle spese sostenute dalle imprese nell’acquisto di beni strumentali (macchinari, impianti, attrezzature) funzionali alla propria attività produttiva.
Tale credito può essere portato in compensazione con tutte le tipologie di imposte (es. Iva, contributi ecc…) e di fatto, dunque, l’aiuto rappresenta un significativo risparmio in termini di esborso fiscale.
L’appetibilità del credito d’imposta sisma deriva certamente dal fatto che la stessa rappresenta una misura “a maglie larghe”: anzitutto perché si rivolge alla quasi totalità dei comparti produttivi, fatta eccezione per alcuni settori (acquacoltura, agricoltura e pesca, industria carbonifera, trasporti, settore assicurativo e creditizio).
Inoltre, a differenza di altre misure agevolative, tale credito d’imposta non soggiace alle pesanti limitazioni derivanti dalla previsione di una soglia minima di investimento, né tanto meno dalla previsione dell’attribuzione di punteggi e dunque da un’ammissibilità a graduatoria.
Infine, altro motivo che evidenzia l’incredibile potenza della misura è la sua immediata fruibilità, dal momento che l’impresa istante, nell’arco di dieci giorni dall’invio della domanda, ottiene da parte dell’Agenzia delle Entrate l’esito di accettazione con possibilità di fruizione del credito a partire dal quinto giorno successivo alla notifica.
Questa è evidentemente una misura largamente popolare, capace di intercettare l’interesse di un bacino estremamente ampio del tessuto produttivo e includere progettualità di investimento di varia tipologia ed entità.
Scendendo ad un piano pratico ed esaminando l’attività di assistenza prestata da Confartigianato alle proprie imprese, con riferimento all’ultima edizione 2020, possiamo certamente affermare che il riscontro avuto dalla misura è stato di gran lunga superiore alle aspettative: centinaia le domande presentate per investimenti che mediamente si sono attestati intorno ai 30.000 euro, con picchi di progetti di importi fino a quasi 500.000 euro, per un credito del 45% di tali somme.
Il ventaglio delle attività che hanno beneficiato dell’aiuto è stato estremamente variegato, avendo interessato sia i settori più tradizionali quali quelli dell’edilizia e dell’impiantistica, ma anche, per esempio, ristoratori e attività ricettive che hanno investito in macchinari altamente tecnologici, innovando fortemente il loro ciclo produttivo.
Sulla scorta di questi dati e dei contatti acquisiti fino ad oggi, possiamo prevedere un risultato addirittura superiore a questi numeri, non appena la misura verrà resa operativa anche per gli interventi del 2021. Nella nostra regione, relativamente agli 87 comuni facenti parte dei 140 del cratere sismico, sarebbero quindi potenzialmente interessate più di 10.500 imprese artigiane, pari al 26,1% del totale delle imprese, con oltre 27.000 addetti. A livello provinciale parliamo di oltre 6.000 imprese artigiane nel maceratese, più di 2.700 nell’ascolano e sopra le mille imprese nel fermano.
Ben si comprende dunque l’assoluta necessità di sbloccare la misura che risulta strategica per il territorio fortemente colpito prima dagli eventi sismici e ora dall’emergenza pandemica. Le imprese infatti sono ad oggi disincentivate alla realizzazione di investimenti con conseguente danno e ripercussione negative sull’intero tessuto produttivo.

La conferenza stampa sul tema, che si è tenuta mercoledì 9 febbraio 2022, è stata introdotta dal Segretario generale di Confartigianato Imprese Mc-Ap-Fm, Giorgio Menichelli: “Il Credito d’imposta sisma – le sue parole - è uno strumento agevolativo e incentivante che ha funzionato, andando ad interessare un bacino di 140 Comuni, di cui 87 marchigiani. Confartigianato, assieme alle altre associazioni, ha spinto per la proroga, scrivendo ai tecnici e alla politica per un pronto intervento. Ad oggi la situazione è ancora in stallo: per questo abbiamo deciso di portare all’attenzione l’argomento, perché sono centinaia le imprese che aspettano novità”.
Emanuela Fiorani, responsabile del Servizio contributi pubblici alle imprese di Confartigianato interprovinciale, ha sintetizzato: “Questa misura è stata importante, intanto perché ha coinvolto la stragrande maggioranza dei settori produttivi. Attività edili, impiantistiche, ma anche della ricettività e della ristorazione hanno beneficiato dell’agevolazione, che è stata erogata senza quei vincoli e quelle limitazioni che troppo spesso scoraggiano l’imprenditore. Gli investimenti sono stati infatti erogati per importi sia di lieve entità che considerevoli (persino da 500mila euro).
Il processo, inoltre, è stato straordinario per rapidità nell’assegnazione del credito d’imposta, che è stata immediata. C’è quindi tanta attesa per il proseguo della misura e pensiamo sia il momento di spingere su una proroga che non è più rinviabile”.
Incendio di sterpaglie lungo la strada provinciale 361 Septempedana, prontamente risolto grazie all'intervento di squadre di Vigili del fuoco arrivate da Macerata e Tolentino. Ad innescare le fiamme una scintilla partita dalla strumentazione in uso agli operai che sul posto stavano provvedendo a tagliare dei pali in ferro. Coinvolta una parte della vegetazione a ridosso di un'area di rifornimento carburanti alla periferia di San Severino Marche. Spento il rogo i vigili del fuoco hanno provveduto a mettere in sicurezza l'area coinvolta.
c.c.
c.c.
I resti delle quattordici tombe, risalenti alla prima età imperiale romana e rinvenuti nei pressi del cantiere del nuovo Eurospin di San Severino Marche, rappresentano una «preziosa testimonianza dei riti funebri nei primi secoli dopo Cristo». Lo spiega Tommaso Casci Ceccacci della Soprintendenza delle Marche, direttore delle attività di scavo preventivo che hanno interessato l'area lungo la strada provinciale 361. Il ritrovamento di scheletri in ottimo stato di conservazione, oltre che di manufatti come aghi per capelli, fusi, coltelli e rasoi, permette di raccogliere nuove prove sul culto dei defunti in uso nella Roma del primo impero.
Grazie alle tombe rinvenute è possibile distinguere la tipica disposizione delle necropoli in uso in quel periodo. Casci Ceccacci specifica come il culto dei defunti fosse strettamente regolato dalla legge: «La parte della città all'interno delle mura era ritenuta un luogo sacro – spiega –, e le sepolture dovevano necessariamente avvenire al di fuori della cinta muraria. La struttura tipica delle necropoli era lineare e queste si sviluppavano partendo dai lati della sede stradale, disponendosi in file parallele. Le tombe che abbiamo scoperto sono presumibilmente quelle ospitate tra le ultime file, le più distanti dal tracciato dell'antica via Flaminia. Oltre alle tombe abbiamo rinvenuto diversi oggetti: alcuni, quelli danneggiati e deformati dal fuoco, sono presumibilmente quelli indossati dai defunti al momento della cremazione, mentre quelli più integri sono quelli che venivano sepolti insieme alle salme. Nel sito abbiamo anche rinvenuto un basamento in calcestruzzo, presumibimente quel che rimane delle fondazioni di una struttura. Questo fa pensare che si trattasse di una necropoli monumentale, ben segnalata lungo quella che era la via Flaminia».
Altro fattore è la prova di diversi tipi di rito funebre: inumazioni e cremazioni. Queste ultime potevano avvenire nel luogo della sepoltura o in un'area delle necropoli appositamente allestita proprio per questo tipo di procedura. La differenza emerge osservando il tipo di tomba riportata alla luce: nel caso delle cremazioni non avvenute nella fossa scavata per la sepoltura – definite cremazioni indirette –, la tomba risulta essere più piccola e coperta con tegole e coppi. Il fatto più importante sottolineato da Casci Ceccacci è però quello sul luogo stesso dove sorge la necropoli settempedana. Ubicata lungo l'antico tracciato del ramo meridionale della Flaminia, è una delle poche testimonianze di «necropoli periurbane, ovvero necropoli che sono state rinvenute in luoghi molto vicini alla cinta muraria della città. Esempi simili sono molto rari nelle Marche. Per quanto riguarda l'importanza dello scavo, questo è probabilmente l'aspetto più rilevante».
Casci Ceccacci ha concluso spiegando il percorso che porterà alla fruizione della scoperta: «Le procedure di scavo sono andate avanti senza particolari problemi. Per questo siamo grati alla società che gestisce il nuovo Eurospin. Molto probabilemente, nel luogo dove sono stati effettuati gli scavi, sarà allestita una targa dove verrà spiegata la rilevanza della scoperta, nel frattempo lavoreremo per l'edizione della scoperta in una rivista scientifica e all'eventuale allestimento espositivo dei reperti che sono stati riportati alla luce».
l.c.
Grazie alle tombe rinvenute è possibile distinguere la tipica disposizione delle necropoli in uso in quel periodo. Casci Ceccacci specifica come il culto dei defunti fosse strettamente regolato dalla legge: «La parte della città all'interno delle mura era ritenuta un luogo sacro – spiega –, e le sepolture dovevano necessariamente avvenire al di fuori della cinta muraria. La struttura tipica delle necropoli era lineare e queste si sviluppavano partendo dai lati della sede stradale, disponendosi in file parallele. Le tombe che abbiamo scoperto sono presumibilmente quelle ospitate tra le ultime file, le più distanti dal tracciato dell'antica via Flaminia. Oltre alle tombe abbiamo rinvenuto diversi oggetti: alcuni, quelli danneggiati e deformati dal fuoco, sono presumibilmente quelli indossati dai defunti al momento della cremazione, mentre quelli più integri sono quelli che venivano sepolti insieme alle salme. Nel sito abbiamo anche rinvenuto un basamento in calcestruzzo, presumibimente quel che rimane delle fondazioni di una struttura. Questo fa pensare che si trattasse di una necropoli monumentale, ben segnalata lungo quella che era la via Flaminia».
Altro fattore è la prova di diversi tipi di rito funebre: inumazioni e cremazioni. Queste ultime potevano avvenire nel luogo della sepoltura o in un'area delle necropoli appositamente allestita proprio per questo tipo di procedura. La differenza emerge osservando il tipo di tomba riportata alla luce: nel caso delle cremazioni non avvenute nella fossa scavata per la sepoltura – definite cremazioni indirette –, la tomba risulta essere più piccola e coperta con tegole e coppi. Il fatto più importante sottolineato da Casci Ceccacci è però quello sul luogo stesso dove sorge la necropoli settempedana. Ubicata lungo l'antico tracciato del ramo meridionale della Flaminia, è una delle poche testimonianze di «necropoli periurbane, ovvero necropoli che sono state rinvenute in luoghi molto vicini alla cinta muraria della città. Esempi simili sono molto rari nelle Marche. Per quanto riguarda l'importanza dello scavo, questo è probabilmente l'aspetto più rilevante».
Casci Ceccacci ha concluso spiegando il percorso che porterà alla fruizione della scoperta: «Le procedure di scavo sono andate avanti senza particolari problemi. Per questo siamo grati alla società che gestisce il nuovo Eurospin. Molto probabilemente, nel luogo dove sono stati effettuati gli scavi, sarà allestita una targa dove verrà spiegata la rilevanza della scoperta, nel frattempo lavoreremo per l'edizione della scoperta in una rivista scientifica e all'eventuale allestimento espositivo dei reperti che sono stati riportati alla luce».
l.c.
A Castelraimondo, la minoranza della lista "Castelraimondo insieme", rinuncia alle indennità di presenza in consiglio comunale per sostenere le attività della scuola primaria e secondaria che fanno parte dell'Istituto Comprensivo Nazareno Strampelli. Con una lettera, Costantino Mariani, Claudio Cavallaro, Elena Mancinelli e Giuliano Lori,hanno ufficialmente reso nota la loro volontà di compiere questo gesto solidale.
"Si tratta in realtà di un gesto poco più che simbolico - afferma Costantino Mariani, capogruppo di "Castelraimondo insieme" - Non parliamo di cifere altissime, ma quanto avremmo dovuto percepire come consiglieri comunali per le riunioni di Consiglio abbiamo deciso di devolvere al Plesso scolastico del comune di Castelraimondo. Un gesto che d'altra parte era già stato fatto dal gruppo di minoranza nella passata amministrazione".
A motivare il gesto dei consiglieri di minoranza, lo spirito di servizio verso la comunità e, guardando al futuro, verso i più piccoli. Per unanime scelta dei consiglieri le rispettive indennità di seduta saranno pertanto devolute per le attività dell'Istituto comprensivo Strampelli.
"Abbiamo rimesso alla discrezionalità del preside che sicuramente saprà farne l'utilizzo migliore. Per quel che ci riguarda - continua Mariani- ci premeva soltanto fare quel piccolo gesto che abbiamo compiuto a beneficio di un'istituzione che è fondamentale per la comunità. Un gesto che guarda sicuramente al futuro ma un po' anche al passato. È quella una scuola che tutti abbiamo frequentato; scuola elementare e media , in unn piccolo paese sono unelelmento di continuità fondamentale, quindi, ci è sembrata la migliore destinazione anche per questo motivo".
c.c.
"Si tratta in realtà di un gesto poco più che simbolico - afferma Costantino Mariani, capogruppo di "Castelraimondo insieme" - Non parliamo di cifere altissime, ma quanto avremmo dovuto percepire come consiglieri comunali per le riunioni di Consiglio abbiamo deciso di devolvere al Plesso scolastico del comune di Castelraimondo. Un gesto che d'altra parte era già stato fatto dal gruppo di minoranza nella passata amministrazione".
A motivare il gesto dei consiglieri di minoranza, lo spirito di servizio verso la comunità e, guardando al futuro, verso i più piccoli. Per unanime scelta dei consiglieri le rispettive indennità di seduta saranno pertanto devolute per le attività dell'Istituto comprensivo Strampelli.
"Abbiamo rimesso alla discrezionalità del preside che sicuramente saprà farne l'utilizzo migliore. Per quel che ci riguarda - continua Mariani- ci premeva soltanto fare quel piccolo gesto che abbiamo compiuto a beneficio di un'istituzione che è fondamentale per la comunità. Un gesto che guarda sicuramente al futuro ma un po' anche al passato. È quella una scuola che tutti abbiamo frequentato; scuola elementare e media , in unn piccolo paese sono unelelmento di continuità fondamentale, quindi, ci è sembrata la migliore destinazione anche per questo motivo".
c.c.
