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Sono oltre 1000 gli studenti del quarto e quinto anno degli istituti superiori che hanno raggiunto l’Università di Camerino in occasione di “Porte Aperte in UNICAM”, il consueto appuntamento con l’iniziativa di orientamento alla scelta universitaria.
Provenienti non solo da tutte le province delle Marche, ma anche da altre regioni d’Italia quali Emilia Romagna, Lombardia, Abruzzo, Campania, Lazio, Puglia, Umbria e Veneto, e da Paesi quali l’India e la Macedonia, i ragazzi accompagnati dai loro insegnanti, da soli o in compagnia di amici e familiari, sono venuti a conoscere da vicino l’ateneo camerte.

Docenti, ricercatori, professionisti, studenti universitari e personale Unicam, si sono messi a disposizione dei partecipanti per illustrare l’offerta formativa dell’Ateneo e per ogni approfondimento ed informazione. Ad accoglierli in Ateneo anche il Rettore Claudio Pettinari ed il ProRettore Vicario Graziano Leoni.
“E’ stata una grande soddisfazione per noi – ha sottolineato la prof.ssa Valeria Polzonetti, delegata del Rettore per l’Orientamento – aver di nuovo raggiunto numeri così importanti ed abbiamo voluto accogliere le ragazze ed i ragazzi nel migliore dei modi nelle nostre meravigliose strutture. Questa iniziativa rappresenta sempreun importante momento di contatto in cui le ragazze ed i ragazzi che sono intervengono hannol’opportunità di avere tutte le informazioni per iniziare a costruire il proprio futuro”.

“Gli open day rappresentano una grande opportunità – ha ribadito il Rettore Unicam Claudio Pettinari – per illustrare al meglio l’offerta formativa del nostro Ateneo, un Ateneo vivo e vivace che non si è mai fermato, né con il sisma né con la pandemia, garantendo alle studentesse ed agli studenti tutti i servizi, le attività didattiche e la possibilità di conseguire il titolo di studio nei tempi previsti. Non solo: anche per il prossimo anno accademico ci saranno importanti novità nell’offerta formativa per adattarla prontamente alle esigenze del mercato del lavoro. Abbiamo posto l’attenzione su tutti i punti di forza e le eccellenze di Unicam, attraverso i quali formeremo donne e uomini capaci di essere attori consapevoli dello sviluppo del nostro Paese”.
Provenienti non solo da tutte le province delle Marche, ma anche da altre regioni d’Italia quali Emilia Romagna, Lombardia, Abruzzo, Campania, Lazio, Puglia, Umbria e Veneto, e da Paesi quali l’India e la Macedonia, i ragazzi accompagnati dai loro insegnanti, da soli o in compagnia di amici e familiari, sono venuti a conoscere da vicino l’ateneo camerte.

Docenti, ricercatori, professionisti, studenti universitari e personale Unicam, si sono messi a disposizione dei partecipanti per illustrare l’offerta formativa dell’Ateneo e per ogni approfondimento ed informazione. Ad accoglierli in Ateneo anche il Rettore Claudio Pettinari ed il ProRettore Vicario Graziano Leoni.
“E’ stata una grande soddisfazione per noi – ha sottolineato la prof.ssa Valeria Polzonetti, delegata del Rettore per l’Orientamento – aver di nuovo raggiunto numeri così importanti ed abbiamo voluto accogliere le ragazze ed i ragazzi nel migliore dei modi nelle nostre meravigliose strutture. Questa iniziativa rappresenta sempreun importante momento di contatto in cui le ragazze ed i ragazzi che sono intervengono hannol’opportunità di avere tutte le informazioni per iniziare a costruire il proprio futuro”.

“Gli open day rappresentano una grande opportunità – ha ribadito il Rettore Unicam Claudio Pettinari – per illustrare al meglio l’offerta formativa del nostro Ateneo, un Ateneo vivo e vivace che non si è mai fermato, né con il sisma né con la pandemia, garantendo alle studentesse ed agli studenti tutti i servizi, le attività didattiche e la possibilità di conseguire il titolo di studio nei tempi previsti. Non solo: anche per il prossimo anno accademico ci saranno importanti novità nell’offerta formativa per adattarla prontamente alle esigenze del mercato del lavoro. Abbiamo posto l’attenzione su tutti i punti di forza e le eccellenze di Unicam, attraverso i quali formeremo donne e uomini capaci di essere attori consapevoli dello sviluppo del nostro Paese”.

Trend positivo per quanto riguarda il flusso di turisti a Sarnano. L’indagine compiuta dal comune attraverso il servizio People Analytics Trend di Tim, che incrocia i dati forniti direttamente dalle strutture ricettive, ha registrato nel 2021 5.623 arrivi e 30.463 presenze contro i 2.465 arrivi e 28.918 presenze nel 2020.
“Un trend veramente importante se consideriamo che la stagione è iniziata a giugno, dopo i mesi delle chiusure causa Covid – commenta il sindaco Luca Piergentili – Numeri, dunque, che si riferiscono a 7 mesi nei quali abbiamo avuto un incremento rispetto all’anno precedente. Importante anche il dato delle persone che hanno visitato Sarnano da giugno ad ottobre e che sono state 192.262. Questi dati fanno sorridere sia noi che soprattutto gli operatori economici”.
“Un trend veramente importante se consideriamo che la stagione è iniziata a giugno, dopo i mesi delle chiusure causa Covid – commenta il sindaco Luca Piergentili – Numeri, dunque, che si riferiscono a 7 mesi nei quali abbiamo avuto un incremento rispetto all’anno precedente. Importante anche il dato delle persone che hanno visitato Sarnano da giugno ad ottobre e che sono state 192.262. Questi dati fanno sorridere sia noi che soprattutto gli operatori economici”.
"Grande gioia per la Chiesa di Fabriano-Matelica che apprende la notizia della beatificazione di suor Costanza Panas. Per la nostra diocesi e tutta la Chiesa questa notizia è un grande dono che ci sprona a vivere questo segno provvidenziale con gratitudine al Signore e verso il Santo Padre che ha autorizzato la Congregazione delle cause dei Santi a promulgare il decreto riguardante il miracolo attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Costanza Panas".
Così Monsignor Francesco Massara, Vescovo della Diocesi di Fabriano-Matelica nell'accogliere l'annuncio del Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, della beatificazione della Venerabile Serva di Dio Costanza Panas (al secolo: Agnese Pacifica), monaca professa delle Clarisse Cappuccine del Monastero di Fabriano, nata il 5 gennaio 1896 ad Alano di Piave (Italia) e morta il 28 maggio 1963 a Fabriano. "La celebrazione della beatificazione - ha detto Monsignor Massara - si svolgerà a Fabriano con data da destinarsi. Questa bellissima notizia coincide con gli sforzi individuali e collettivi della nostra comunità per risollevarsi da un periodo storicamente difficile come è stato quello del dopoguerra per Madre Costanza sempre al servizio dei più deboli".
Nata il 5 gennaio 1896 a Alano di Piave (Belluno). I genitori, a seguito dell’industrializzazione che tolse loro il lavoro artigianale, nel 1902 furono costretti a emigrare negli USA e ad affidare Agnese allo zio don Angelo, cappellano a Asiago e poi arciprete a Enego, fino al loro ritorno nel 1910.
Fin dall’infanzia non si lascia trascinare dalla spensieratezza e, come lei stessa ricorderà: «Ho sempre pensato che la vita è un compito da svolgere nel modo più serio; che è preparazione a grandi cose».
Educata dallo zio alla disciplina frequentò la scuola primaria delle Canossiane a Feltre e a Vicenza per poi passare a Venezia nel collegio S. Alvise frequentando l’istituto statale Nicolò Tommaseo, dove, nel 1913, si diploma maestra. Iniziò subito ad insegnare nella frazione Conetta del comune di Cona (Venezia). Qui incontrò don Luigi Fritz, che l’accompagnò come direttore spirituale per tutta la vita. Allo stesso tempo iniziò a scrivere un diario, nel quale racconta la sua maturazione spirituale, giungendo a fare il voto della penna: non scrivere per il resto della vita che per Gesù e di Gesù.
Dopo aver subito una forte e lunga opposizione in famiglia, entrò nel monastero di Fabriano l’11 ottobre 1917. Il 18 aprile 1918 Agnese Panas divenne suor Maria Costanza, vestendo il saio di clarissa cappuccina.
Il 19 maggio 1927, a 31 anni, è eletta Maestra delle novizie e il 22 giugno 1936 è eletta Madre badessa, compito che svolgerà per 16 anni consecutivi fino al 1952. Per molti anni accolse le persone che bussavano al monastero, prediligendo i sacerdoti, alcuni dei quali divennero suoi figli spirituali e allargando l’apostolato attraverso la grata conventuale con una fitta corrispondenza. Accoglieva senza mai dare la sensazione di fretta, dava tempo, ascoltava con interesse e consigliava con sicurezza donando serenità. E il tutto senza darsi toni da maestra o da super donna, ma con una umanità piena. Così nelle sue lettere insegnava a scoprire il senso di certe situazioni, specialmente dell’aridità o nelle oscurità, con quella finezza e affabilità di chi ha esperienza di simili purificazioni e ha imparato a camminare nella pura fede. A coloro che andavano da lei insegnava il modo di mantenere la serenità e la pace in mezzo ai propri limiti e debolezze e ad avere comprensione con se stessi.
Dopo un triennio di pausa, 1952-1955, la Serva di Dio viene nuovamente eletta badessa nel 1955, compito che le consorelle le rinnoveranno con votazioni pressoché all’unanimità fino alla morte, 1963. In questi otto ultimi anni conclusivi della vita, tre dei quali trascorsi a letto a causa di un’artrite deformante, accompagnata da una forte asma bronchiale e successivamente da flebite, crisi cardiache e nausea, viene eletta anche nel Consiglio Federale delle Clarisse Cappuccine dell’Italia centrale.
Il 28 maggio 1963 morì santamente, contornata dalle sue consorelle accorse come il solito per ricevere gli ordini del giorno dalla badessa.
Il 4 ottobre 2016, l’Ordinaria dei Cardinali della Congregazione delle Cause dei Santi, ha dato voto positivo riconoscendo le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Costanza Panas (1896-1963), clarissa cappuccina del Monastero di Fabriano. Il 10 ottobre 2016 il Santo Padre Francesco ha autorizzato la Congregazione della Cause de Santi a promulgare il relativo Decreto.
c.c.
Così Monsignor Francesco Massara, Vescovo della Diocesi di Fabriano-Matelica nell'accogliere l'annuncio del Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, della beatificazione della Venerabile Serva di Dio Costanza Panas (al secolo: Agnese Pacifica), monaca professa delle Clarisse Cappuccine del Monastero di Fabriano, nata il 5 gennaio 1896 ad Alano di Piave (Italia) e morta il 28 maggio 1963 a Fabriano. "La celebrazione della beatificazione - ha detto Monsignor Massara - si svolgerà a Fabriano con data da destinarsi. Questa bellissima notizia coincide con gli sforzi individuali e collettivi della nostra comunità per risollevarsi da un periodo storicamente difficile come è stato quello del dopoguerra per Madre Costanza sempre al servizio dei più deboli".
Nata il 5 gennaio 1896 a Alano di Piave (Belluno). I genitori, a seguito dell’industrializzazione che tolse loro il lavoro artigianale, nel 1902 furono costretti a emigrare negli USA e ad affidare Agnese allo zio don Angelo, cappellano a Asiago e poi arciprete a Enego, fino al loro ritorno nel 1910.
Fin dall’infanzia non si lascia trascinare dalla spensieratezza e, come lei stessa ricorderà: «Ho sempre pensato che la vita è un compito da svolgere nel modo più serio; che è preparazione a grandi cose».
Educata dallo zio alla disciplina frequentò la scuola primaria delle Canossiane a Feltre e a Vicenza per poi passare a Venezia nel collegio S. Alvise frequentando l’istituto statale Nicolò Tommaseo, dove, nel 1913, si diploma maestra. Iniziò subito ad insegnare nella frazione Conetta del comune di Cona (Venezia). Qui incontrò don Luigi Fritz, che l’accompagnò come direttore spirituale per tutta la vita. Allo stesso tempo iniziò a scrivere un diario, nel quale racconta la sua maturazione spirituale, giungendo a fare il voto della penna: non scrivere per il resto della vita che per Gesù e di Gesù.
Dopo aver subito una forte e lunga opposizione in famiglia, entrò nel monastero di Fabriano l’11 ottobre 1917. Il 18 aprile 1918 Agnese Panas divenne suor Maria Costanza, vestendo il saio di clarissa cappuccina.
Il 19 maggio 1927, a 31 anni, è eletta Maestra delle novizie e il 22 giugno 1936 è eletta Madre badessa, compito che svolgerà per 16 anni consecutivi fino al 1952. Per molti anni accolse le persone che bussavano al monastero, prediligendo i sacerdoti, alcuni dei quali divennero suoi figli spirituali e allargando l’apostolato attraverso la grata conventuale con una fitta corrispondenza. Accoglieva senza mai dare la sensazione di fretta, dava tempo, ascoltava con interesse e consigliava con sicurezza donando serenità. E il tutto senza darsi toni da maestra o da super donna, ma con una umanità piena. Così nelle sue lettere insegnava a scoprire il senso di certe situazioni, specialmente dell’aridità o nelle oscurità, con quella finezza e affabilità di chi ha esperienza di simili purificazioni e ha imparato a camminare nella pura fede. A coloro che andavano da lei insegnava il modo di mantenere la serenità e la pace in mezzo ai propri limiti e debolezze e ad avere comprensione con se stessi.
Dopo un triennio di pausa, 1952-1955, la Serva di Dio viene nuovamente eletta badessa nel 1955, compito che le consorelle le rinnoveranno con votazioni pressoché all’unanimità fino alla morte, 1963. In questi otto ultimi anni conclusivi della vita, tre dei quali trascorsi a letto a causa di un’artrite deformante, accompagnata da una forte asma bronchiale e successivamente da flebite, crisi cardiache e nausea, viene eletta anche nel Consiglio Federale delle Clarisse Cappuccine dell’Italia centrale.
Il 28 maggio 1963 morì santamente, contornata dalle sue consorelle accorse come il solito per ricevere gli ordini del giorno dalla badessa.
Il 4 ottobre 2016, l’Ordinaria dei Cardinali della Congregazione delle Cause dei Santi, ha dato voto positivo riconoscendo le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Costanza Panas (1896-1963), clarissa cappuccina del Monastero di Fabriano. Il 10 ottobre 2016 il Santo Padre Francesco ha autorizzato la Congregazione della Cause de Santi a promulgare il relativo Decreto.
c.c.
Scontro tra minorenni a bordo di una moto e di una microcar, motociclista trasportato a Torrette. È successo nel tardo pomeriggio di ieri sera a Tolentino, quando la moto 125cc, guidata da un 17enne, viaggiava verso la stazione ferroviaria della città. All’altezza dell’incrocio di via delle Fornaci lo scontro con la vettura con al volante un sedicenne: il centauro è caduto a terra battendo violentemente la testa. Il casco ha evitato il peggio ma i sanitari del 118 lo hanno comunque trasportato all’ospedale regionale di Torrette ad Ancona. Sul posto anche gli agenti della polizia locale, intervenuti per i rilievi del caso e per stabilire le cause che hanno portato all’incidente.
l.c.
l.c.
“Nessun progetto e nessun finanziamento per il nuovo ospedale di Macerata i cui lavori, stando almeno a quanto dichiarato lo scorso 2 luglio dall’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini, sarebbero dovuti iniziare entro l’anno”.
Ad affermarlo il consigliere del Partito democratico Romano Carancini, che analizza in proposito il Masterplan dell’edilizia ospedaliera presentato dalla Giunta regionale.
“Con riferimento all’ospedale di Macerata – precisa Carancini – alla voce finanziamento il documento afferma che la disponibilità attuale ammonta a 60.000.500,00 di euro e che i restanti 79.500.000,00 devono ancora essere reperiti. Questo vuol dire che a quasi un anno e mezzo dall’insediamento della giunta Acquaroli la promessa di avvio lavori nel 2022 per il nuovo ospedale di Macerata targato Saltamartini in realtà non si tradurrà neppure con una recinzione dell’area".
"Quello che sta accadendo ha dell’incredibile – rincara la dose il consigliere dem - A Saltamartini non basta aver deciso di fregarsene di una decisione formale e storica della Conferenza di Area Vasta 3 rispetto alla realizzazione di un nuovo ospedale di 1° livello, tornando indietro sulla procedura e cancellando un progetto di fattibilità pronto, consegnato e scelto; a Saltamartini non basta neppure ridimensionare l’ospedale di Macerata da 550 a 350 posti letto, di fatto cancellando il diritto della provincia di Macerata di avere una struttura che possa curare al meglio le persone, ma ad oggi, a 16 mesi dall’insediamento, non vi è traccia di alcun nuovo progetto e, cosa ancor più grave, non sono state trovate le risorse per poterlo realizzare”.
Ad affermarlo il consigliere del Partito democratico Romano Carancini, che analizza in proposito il Masterplan dell’edilizia ospedaliera presentato dalla Giunta regionale.
“Con riferimento all’ospedale di Macerata – precisa Carancini – alla voce finanziamento il documento afferma che la disponibilità attuale ammonta a 60.000.500,00 di euro e che i restanti 79.500.000,00 devono ancora essere reperiti. Questo vuol dire che a quasi un anno e mezzo dall’insediamento della giunta Acquaroli la promessa di avvio lavori nel 2022 per il nuovo ospedale di Macerata targato Saltamartini in realtà non si tradurrà neppure con una recinzione dell’area".
"Quello che sta accadendo ha dell’incredibile – rincara la dose il consigliere dem - A Saltamartini non basta aver deciso di fregarsene di una decisione formale e storica della Conferenza di Area Vasta 3 rispetto alla realizzazione di un nuovo ospedale di 1° livello, tornando indietro sulla procedura e cancellando un progetto di fattibilità pronto, consegnato e scelto; a Saltamartini non basta neppure ridimensionare l’ospedale di Macerata da 550 a 350 posti letto, di fatto cancellando il diritto della provincia di Macerata di avere una struttura che possa curare al meglio le persone, ma ad oggi, a 16 mesi dall’insediamento, non vi è traccia di alcun nuovo progetto e, cosa ancor più grave, non sono state trovate le risorse per poterlo realizzare”.
Castelraimondo protagonista in ambito regionale, nazionale e internazionale nei prossimi mesi grazie a Tipicità. La città del Cassero sarà promossa su più canali e in più ambiti in tutto il 2022, con l’Infiorata del Corpus Domini che caratterizzerà diverse iniziative in attesa dell’evento della 30esima edizione. Il primo grande appuntamento è dal 19 al 22 febbraio a Dubai nel padiglione Italia dell’Expo.
Con Tipicità a Dubai sarà presentato in anteprima internazionale un inconsueto oggetto, il “cofanetto phygital”, che attraverso un sistema di connessione tra fisico e digitale e un apposito QR code consente di accedere a proposte turistiche di alto livello, che vedono in primA linea anche Castelraimondo e la sua offerta di accoglienza.
Dal 2 al 4 aprile, poi, Castelraimondo sarà presente al Tipicità Festival in programma a Fermo. Previsto uno speciale omaggio floreale per promuovere l’Infiorata. La settimana successiva dal 10 al 12 aprile, a Milano è in programma la Borsa Internazionale del Turismo dove sarà presentato il Grand Tour delle Marche e l’Infiorata del Corpus Domini.
Il tour organizzato da Tipicità, è in programma da maggio a novembre con più di 20 tappe dove verrà sempre promossa Castelraimondo; uno degli appuntamenti è proprio l’Infiorata del Corpus Domini, protagonista da anni del Grand Tour in giro per la regione.
«Anche quest’anno – spiega l’assessore al Turismo del Comune di Castelraimondo Elisabetta Torregiani - abbiamo rinnovato la partnership con Tipicità che negli anni è cresciuta in maniera esponenziale fino a raggiungere livelli internazionali visto che il nome di Castelraimondo verrà esportato a Dubai per l’Expo. È una grande soddisfazione vedere che la nostra manifestazione per eccellenza, ovvero l’Infiorata del Corpus Domini, grazie a questa collaborazione negli anni abbia avuto risalto con numerose manifestazioni nella regione Marche e che grazie ai tantissimi articoli usciti su giornali specializzati nel settore turistico, questa ormai sia conosciuta a livello nazionale. Tutto questo è stato possibile perché abbiamo potuto sfruttare la rete di Tipicità. Per noi questa collaborazione è molto importante perché da soli non avremmo fatto questo salto di qualità».
Con Tipicità a Dubai sarà presentato in anteprima internazionale un inconsueto oggetto, il “cofanetto phygital”, che attraverso un sistema di connessione tra fisico e digitale e un apposito QR code consente di accedere a proposte turistiche di alto livello, che vedono in primA linea anche Castelraimondo e la sua offerta di accoglienza.
Dal 2 al 4 aprile, poi, Castelraimondo sarà presente al Tipicità Festival in programma a Fermo. Previsto uno speciale omaggio floreale per promuovere l’Infiorata. La settimana successiva dal 10 al 12 aprile, a Milano è in programma la Borsa Internazionale del Turismo dove sarà presentato il Grand Tour delle Marche e l’Infiorata del Corpus Domini.
Il tour organizzato da Tipicità, è in programma da maggio a novembre con più di 20 tappe dove verrà sempre promossa Castelraimondo; uno degli appuntamenti è proprio l’Infiorata del Corpus Domini, protagonista da anni del Grand Tour in giro per la regione.
«Anche quest’anno – spiega l’assessore al Turismo del Comune di Castelraimondo Elisabetta Torregiani - abbiamo rinnovato la partnership con Tipicità che negli anni è cresciuta in maniera esponenziale fino a raggiungere livelli internazionali visto che il nome di Castelraimondo verrà esportato a Dubai per l’Expo. È una grande soddisfazione vedere che la nostra manifestazione per eccellenza, ovvero l’Infiorata del Corpus Domini, grazie a questa collaborazione negli anni abbia avuto risalto con numerose manifestazioni nella regione Marche e che grazie ai tantissimi articoli usciti su giornali specializzati nel settore turistico, questa ormai sia conosciuta a livello nazionale. Tutto questo è stato possibile perché abbiamo potuto sfruttare la rete di Tipicità. Per noi questa collaborazione è molto importante perché da soli non avremmo fatto questo salto di qualità».
Sicurezza sul lavoro e prevenzione nelle Marche. Via libera all'unanimità da parte del Consiglio regionale per la mozione del gruppo Pd (Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri) che chiede alla Giunta di aumentare le risorse per il finanziamento delle attività di prevenzione; di incrementare il numero degli addetti da parte dell'Asur; di definire, al più presto, il Piano mirato di prevenzione e quelli tematici, così come previsto dal Piano nazionale 2020-2025.
Il lungo cammino della Gioventù musicale italiana di Camerino sarà ripercorso sabato mattina alle 11 all’auditorium dell’Accademia della musica Franco Corelli e sarà il primo evento dell’anno in presenza.
In quell’occasione sarà, infatti, presentato il libro “50 stagioni concertistiche” scritto da Mario Mosciatti, Francesco Rosati e Corrado Zucconi G. Fonseca.
Un racconto per luoghi, ma anche per artisti che hanno segnato la storia della musica classica, spettacoli di teatro da camera, musica jazz italiana e internazionale, esibendosi anche sui palcoscenici di Camerino: dal Collegio Granelli, alla vecchia aula magna dell’Università, la Sala della Muta, il teatro Filippo Marchetti, la Chiesa di San Filippo, il Convento di San Francesco, l’Auditorium Benedetto XIII. Intelligenti contaminazioni con le arti visive e l’architettura, balletti, attività svolte nelle scuole in mezzo secolo di storia. Attraverso un’intervista ai tre autori, saranno ripercorsi i momenti più importanti dell’attività della GMI Camerino, riportando le testimonianze di Corrado Zucconi e Francesco Rosati, presidenti della rispettivamente dal 1969 al 1990 e dal 1991 ad oggi.
I primi articoli pubblicati dall’Appennino Camerte riportano il lettore alle origini della storica rassegna concertistica che allora, come ora (come riporta anche il libro),
vuole andare avanti dando un sempre più forte segnale di speranza e rinascita affinché la musica non sia un privilegio di pochi, ma un patrimonio di tutti.
Saranno presenti Claudio Pettinari, rettore dell’Università di Camerino e un rappresentante del Comune.
Nella foto sotto, Corrado Zucconi e Francesco Rosati nel foyer del teatro Filippo Marchetti

In quell’occasione sarà, infatti, presentato il libro “50 stagioni concertistiche” scritto da Mario Mosciatti, Francesco Rosati e Corrado Zucconi G. Fonseca.
Un racconto per luoghi, ma anche per artisti che hanno segnato la storia della musica classica, spettacoli di teatro da camera, musica jazz italiana e internazionale, esibendosi anche sui palcoscenici di Camerino: dal Collegio Granelli, alla vecchia aula magna dell’Università, la Sala della Muta, il teatro Filippo Marchetti, la Chiesa di San Filippo, il Convento di San Francesco, l’Auditorium Benedetto XIII. Intelligenti contaminazioni con le arti visive e l’architettura, balletti, attività svolte nelle scuole in mezzo secolo di storia. Attraverso un’intervista ai tre autori, saranno ripercorsi i momenti più importanti dell’attività della GMI Camerino, riportando le testimonianze di Corrado Zucconi e Francesco Rosati, presidenti della rispettivamente dal 1969 al 1990 e dal 1991 ad oggi.
I primi articoli pubblicati dall’Appennino Camerte riportano il lettore alle origini della storica rassegna concertistica che allora, come ora (come riporta anche il libro),
vuole andare avanti dando un sempre più forte segnale di speranza e rinascita affinché la musica non sia un privilegio di pochi, ma un patrimonio di tutti.
Saranno presenti Claudio Pettinari, rettore dell’Università di Camerino e un rappresentante del Comune.
Nella foto sotto, Corrado Zucconi e Francesco Rosati nel foyer del teatro Filippo Marchetti

A Camerino, da lunedì prossimo 21 febbraio al 1 marzo 2022 e comunque fino al termine dei lavori, nel tratto di viale Emilio Betti intereressato dall'intervento di potatura alberi e pulitura delle scarpate al disotto della cinta muraria, è prevista l'istituzione del senso unico alternato regolamentato da semaforo.
Lo stabilisce l'ordinanaza del comandante della polizia locale Andrea Isidori, motivata dalla necessità che i lavori possano essere effettuati in sicurezza. Il provvedimento impone alla ditta esecutrice dei lavori il regolare posizionamento e il controllo dell'efficienza dell'impianto semaforico.
c.c.
Lo stabilisce l'ordinanaza del comandante della polizia locale Andrea Isidori, motivata dalla necessità che i lavori possano essere effettuati in sicurezza. Il provvedimento impone alla ditta esecutrice dei lavori il regolare posizionamento e il controllo dell'efficienza dell'impianto semaforico.
c.c.
Controlli dell'osservanza delle prescrizioni dettate dalla pandemia. Multato a Montecassiano il titolare di un tomaificio per non aver accertato che un lavoratore dipendente era sprovvisto della certificazione verde. Sanzione di 1500 euro per il datore di lavoro e di 400 per il lavoratore.
È uno degli esiti del servizio di controllo operato dai carabinieri della stazione di Montecassiano, in collaborazione con i colleghi del Nucleo Ispettorato del lavoro di Macerata. Sanzione di 400 euro anche per i soci titolari di un bar tabacchi sala slot che avevano servito delle bevande ad un avventore, senza che quest’ultimo fosse in possesso di certificazione verde green pass. Inoltre i militari del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Macerata nel corso di controllo alla circolazione stradale hanno ritirato due patenti di guida. I rispettivi conducenti delle vetture sono infatti risultati positivi all’alcol test. Entrambi gli automobilisti sono stati multati e i rispettivi veicoli sequestrati e affidati al soccorso Aci.
c.c.
È uno degli esiti del servizio di controllo operato dai carabinieri della stazione di Montecassiano, in collaborazione con i colleghi del Nucleo Ispettorato del lavoro di Macerata. Sanzione di 400 euro anche per i soci titolari di un bar tabacchi sala slot che avevano servito delle bevande ad un avventore, senza che quest’ultimo fosse in possesso di certificazione verde green pass. Inoltre i militari del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Macerata nel corso di controllo alla circolazione stradale hanno ritirato due patenti di guida. I rispettivi conducenti delle vetture sono infatti risultati positivi all’alcol test. Entrambi gli automobilisti sono stati multati e i rispettivi veicoli sequestrati e affidati al soccorso Aci.
c.c.
